famiglia della corte
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“Per me sono complici degli assassini, sia chi esprime solidarietà sui social con i minorenni arrestati sia i loro genitori che li hanno lasciati alle 3 di notte andare in giro aggredendo un uomo buono che faceva il suo lavoro”. Lo ha detto all’agenzia di stampa Ansa, Giuseppe Della Corte, 25 anni, figlio di Francesco Della Corte, 51 anni, il vigilante di Marano morto venerdì in ospedale a Napoli dopo essere stato aggredito il 3 marzo dai tre baby assassini durante il suo turno di lavoro alla stazione della metropolitana di Piscinola. I suoi presunti assassini sono stati arrestati. “Vogliamo giustizia, fino in fondo. Devono marcire in galera”, dice Giuseppe. “Oggi è peggio di ieri, è uno strazio infinito”, si è sforzata a raccontare la signora Annamaria Galantuono. “A cosa servono ora queste scuse?-spiega  la vedova della guardia giurata-Anziché dispiacersi oggi per quel che è accaduto, avrebbero dovuto prestare più attenzione ai loro figli. Chiedersi cosa facessero in strada fino alle 3-4 di notte e impegnarsi ad essere genitori migliori”.

Dello stesso tenore le dichiarazioni di Anna Della Corte, sorella della vittima, che ha parlato con il quotidiano Repubblica: “Sono molto arrabbiata. La giustizia non è solo arrestarli. Per me giustizia è punirli davvero. Non solo i ragazzi ma anche le loro famiglie. Sì. Il frutto marcio viene dall’albero. Mio fratello a 16 anni lavorava com e meccanico. La nostra famiglia ha sempre lavorato onestamente e ha vissuto nella legalità. Franco ha fatto tanti sacrifici fin da piccolo, ha imparato il mestiere perch é non voleva studiare. E gli stessi valori li ha trasmessi alla sua famiglia. Suo figlio Luigi h a pochi anni di più degli aggressori del padre. Ma fa l’agricoltore, ogni giorno lavora la terra con le sue mani. Ai figli bisogna d are esempi di vita. Le famiglie di questi ragazzi che esempio hanno dato? Vorrei tanto chiederglielo”. Da ieri la sala mortuaria del Policlinico è un continuo andirivieni di persone, anche quelli che non conoscevano Franco sentono il dovere di portare un saluto e una preghiera per un onesto lavoratore e padre di famiglia ucciso da “tre lupi” come li ha definiti ieri il questore di napoli, Antonio De Iesu. Per il giorno dei funerali, che si terranno probabilmente martedì, la commissione prefettizia che regge il comune di Marano, dove risiede la famiglia della vittima, ha istituito il lutto cittadino.

(nella foto tratta dal profilo facebook di Annamaria Galantuomo, la signora con i figli Giuseppe e Marta)


Di La Redazione



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