La moglie del boss che si era battuta tanto per una detenzione più “umana” del marito che da circa due anni versa in condizioni disperate non ha avuto il piacere di vedere il marito a casa ai domiciliari perchè è stata arrestata prima che Ciro Lepre, meglio conosciuto come “lo sceriffo” del Cavone. Vincenza Cianciulla infatti è tornata in galera per un residuo pena di meno di un anno di carcere per spaccio di droga. Ma almeno la sua battaglia per il diritto alla salute del marito l’ha vinta. Lo “sceriffo” è infatti tornato a casa. Sconterà ai domiciliari il residuo dei 12 anni di carcere comminatigli nel 2015 per l’estorsione alla ditta American Laundry che gestiva l’appalto delle pulizie in gran parte degli ospedali napoletani.Il boss detenuto nel carcere di Torino nel maggio del 2016 è stato colpito da un ictus che ne hanno minato la sua salute. E’ stato trasferito all’ospedale Molinette, ovviamente piantonato h24 dalle forze dell’ordine. Il suo quadro clinico però era andato sempre di più peggiorando giorno dopo giorno tanto da spigere la moglie e i familiari a rivolgersi prima al quotidiano Il Roma e poi ad altri mass media napoletani tra cui il nostro sito per far ricoverare Ciro lepre in una struttura sanitaria adeguata alla sua patologia. Gli avvocati difensori, Luigi Marchionne e Claudio Davino, presentarono un’istanza attraverso la quale chiesero gli arresti domiciliari in una struttura ospedaliera attrezzata per il loro assistito. La Corte d’Appello nominò un perito per avere un quadro clinico preciso. Il perito, il professore Policino, confermò le diverse patologie consigliando anche il ricovero presso il Policlinico “San Matteo” di Pavia. Il perito inoltre specificò che Ciro Lepre dopo il ricovero nella struttura specializzata poteva proseguire la detenzione in un Centro Clinico Carcerario. Ma a giugno la Corte d’Appello respinse l’istanza presentata dagli avvocati difensori di Lepre incaricando il Dap di individuare il centro Clinico Carcerario compatibile con il quadro clinico del 54enne. Una decisione che spinse i familiari di Ciro Lepre all’appello. Poi la decisione favorevole che ha permesso a Lepre di tornare a casa nel Cavone. Lui è tornato ma la moglie Vincenza Cianciulli, 41 anni napoletana con precedenti di Polizia con l’accusa di detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente, è tornata in carcere per scontare la sua pena. Da un controllo presso l’abitazione in Via Correra la donna fu trovata in possesso di 600 grammi di marijuana. Processata e condannata e ora la pena è diventata definitiva.
Camorra, torna a casa lo ‘sceriffo’ del Cavone: ma la moglie va in carcere
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