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Cronaca Giudiziaria

Rubava i soldi dei clienti, sequestro per l’ex direttrice delle poste di Giffoni Sei Casali e Montecorvino Pugliano

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. e aggravato: scatta il per l’ex direttrice delle poste degli uffici di , frazione di Prepezzano e di Montecorvino Pugliano, frazione di Santa Tecla accusati di essersi impossessata, dalle casse degli , 45mila euro, oltre a 500mila euro dai conti correnti di numerosi correntisti. Il provvedimento di sequestro emesso dal Gip del Tribunale di Salerno è stato eseguito oggi dai carabinieri della compagnia di Battipaglia, guidati dal maggiore Erich Fasolino. La donna, scoperta anche grazie all’ufficio Fraud Management delle Poste Italiane, è indagata per peculato e furto aggravato. Non avendo trovato nulla in casa dell’ex direttrice, ne’ soldi ne’ beni mobili di valore equivalente, per stima, alla somma da sequestrare s proceduerà al sequestro della quota per equivalente della sua abitazione. L’indagata – che durante le indagini è stata licenziata – risiede a Salerno con il marito e due figli. L’indagine sul suo conto partì diversi anni fa dopo la denuncia di alcuni correntisti. Dall’analisi delle operazioni effettuate nei due uffici postali da lei diretti si scoprì che la donna aveva effettuato numerose operazioni telematiche non autorizzate depauperando i conti correnti dei suoi clienti.

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Afragola

Afragola, sfrattato da figlio e costretto a vivere in garage: arrivano le condanne

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Agitato, affamato e in condizioni igieniche precarie. Si presento’ cosi’, il 10 ottobre dell’anno scorso, negli uffici della polizia municipale di Afragola un pensionato di 79 anni costretto a vivere in un garage all’interno del Rione Salicelle ad Afragola.

Vedovo e padre di un figlio maschio e due figlie femmine, l’uomo spiego’ agli agenti l’inferno che stava vivendo da quando era morta la moglie nel luglio 2014. Il figlio e la nuora l’avevano sfrattato dall’appartamento di edilizia popolare a lui assegnato, costringendolo a vivere in un garage abusivo e poco attrezzato, tra insetti e topi e senza bagno. L’anziano era infatti costretto a utilizzare un secchio per i propri bisogni fisici.

L’uomo percepiva una pensione di circa 650 euro, utilizzata dal figlio e della moglie di quest’ultimo per pagare l’affitto dell’abitazione e garantire assistenza al loro bambino disabile. Le altre due figlie dell’uomo avrebbero piu’ volte sollecitato il padre a trasferirsi in casa con loro, senza pero’ ottenere risultati. Ieri il gup del tribunale di Napoli Nord ha condannato Antonio Tontaro, il figlio dell’uomo, e Marianna Mazzuoccolo, sua nuora, a tre anni di reclusione per i reati di maltrattamenti in famiglia e per abbandono di incapace.

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