Per la vicenda di Contrada e il ferimento del rapper Tsunami, Federico Petrone all’anagrafe, ci sono altri sette indagati e sono tutti ragazzi del posto di età compresa tra i 18 e i 28 anni. Il più grande vive in paese, ma è di origini polacche. Devono rispondere del reato di lesioni aggravate in concorso materiale e morale. I provvedimenti della Procura sono arrivati a seguito di dichiarazioni e testimonianze raccolte dalla sera del 9 gennaio subito dopo i fatti, oltre ai rilievi effettuati dalla Squadra Mobile e dai Carabinieri della Compagnia di Baiano.
Sono serviti anche i messaggi sugli smartphone e le presunte minacce al rapper di Serino successive al suo ferimento con un colpo di pistola esploso dal diciottenne Gerardo Ciuci, finito agli arresti domiciliari. A Ciuci sono contestati i reati di lesioni personali aggravate, porto abusivo di pistola e spari in luogo pubblico.
Gli inquirenti hanno anche deciso di avvalersi del supporto di esperti per avere un quadro più chiaro dell’episodio. Il prossimo 22 gennaio verrà conferito l’incarico al medico legale Elena Picciocchi per accertamenti approfonditi sulle ferite riportate da Petrone, mentre all’esperto balistico Alessandro Lima toccherà ricostruire la traiettoria del proiettile che ha attinto al braccio il rapper di Serino oltre che verificare se c’è stato il tentativo da parte di Ciuci di esplodere un altro colpo. La vittima, anche attraverso il suo legale Nobile Viviano, sostiene che il diciottenne gli abbia puntato l’arma alla testa ma per miracolo la pallottola non è partita. La ricostruzione del feritore è diversa e sostiene che Federico Petrone, con altri cinque amici, sia arrivato sotto la sua abitazione con intenzioni tutt’altro che pacifiche. Alla base dell’episodio la relazione contrastata tra la vittima e la sorella di Ciuci.
Domani mattina è in programma una manifestazione ad Avellino con inizio alle 9.00, promossa dal comitato spontaneo studentesco “Amici di Federico Petrone”.
In un clima evidentemente teso, si è registrata ad Avellino, nel fine settimana, una rissa. Coinvolti una ventina di ragazzi che frequentano il Liceo “Colletta”, tutti di buona famiglia. Sentiti dalla Sezione Volanti della Questura fino a ieri sera, sono scattate per quattro minori altrettante denunce e nel prossimo fine settimana altri quattro ragazzi maggiorenni che studiano a Bologna saranno sentiti. Nella maxi rissa feriti due ragazzi uno dei quali ha riportato lesioni guaribili in dieci giorni. La vicenda ha avuto origine da un dissidio tra due giovani. Uno di essi è stato aggredito perché in compagnia della ex del ragazzo che, con i suoi amici, l’ha affrontato in via De Conciliis, quindi davanti alla villa comunale intorno alle due del mattino.
di A. Carlino • 13 Febbraio 2026 - 16:15 • 16:15
Una coppia di avellinesi aggredita e rapinata nel cuore di Firenze. Le vittime sono l’imprenditore Massimo Giordano e sua moglie, la cantante Mary Marisol Petruzziello. I fatti sono avvenuti in via Nazionale, a pochi metri dalla stazione di Santa Maria Novella, dove la coppia stava raggiungendo il treno Italo delle 15.30 dopo una tac effettuata…
di A. Carlino • 13 Febbraio 2026 - 15:27 • 15:27
Capua - I carabinieri della Compagnia di Capua hanno dato esecuzione a un’ordinanza di applicazione della misura cautelare degli arresti domiciliari nei confronti di due soggetti, un uomo e una donna, emessa dal gip del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere su richiesta della Procura della Repubblica. Uno dei due indagati risultava già sottoposto alla…
di Vincenzo Scarpa • 12 Febbraio 2026 - 13:09 • 13:09
Cinque tentativi di truffa ai danni di anziani sono stati sventati dai carabinieri del Comando provinciale di Avellino in diversi centri della Valle del Calore. Ancora una volta i malviventi hanno provato a colpire con la ormai nota tecnica del “finto congiunto finito nei guai”, ma la prontezza delle potenziali vittime e il rapido intervento delle forze dell’ordine hanno mandato all’aria il piano.
Le telefonate sono arrivate in abitazioni di persone anziane residenti a Venticano, Pietradefusi e Montefusco. Dall’altro capo del telefono, una voce concitata raccontava di un parente coinvolto in un grave problema, spesso un incidente o una questione giudiziaria urgente, e chiedeva la consegna immediata di denaro contante e oggetti preziosi a un incaricato che si sarebbe presentato di lì a poco alla porta.
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