La Procura della Repubblica di Palmi ha chiuso le indagini nei confronti di 17 persone indagate nell’ambito dell’inchiesta “Money Gate” che il 29 maggio scorso aveva portato agli arresti domiciliari l’ex presidente del Catanzaro Giuseppe Cosentino e sua figlia Ambra. Secondo l’accusa, l’imprenditore di Cinquefrondi, titolare di una societa’ di import-export, sarebbe stato al centro di un’associazione per delinquere, aggravata dalla transnazionalita’, accusata di aver commesso reati di natura fiscale, riciclaggio, trasferimento fraudolento di valori e appropriazione indebita di ingenti somme di denaro. Frode in competizione sportiva e’ l’ipotesi di reato a carico di Cosentino; dell’ex ds del Catanzaro Armando Ortoli; dell’attaccante Andrea Russotto, e del presidente e del direttore sportivo dell’Avellino, Walter Taccone e Vincenzo De Vito. Secondo l’accusa gli indagati si sarebbero accordati, senza riuscirvi, per far terminare in parita’ l’incontro del campionato di Lega Pro tra il Catanzaro e l’Avellino del 5 maggio 2013. Il processo sportivo scaturito dall’inchiesta Money Gate si e’ chiuso il 19 dicembre scorso senza alcuna penalizzazione per le due squadre. La Procura federale ha comunque presentato appello.
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