

Giugliano. Condannati in Appello a 78 anni di carcere gli affiliati al clan Mallardo nel processo scaturito dall’inchiesta “caffè macchiato”. Il clan del defunto padrino Feliciano Mallardo (era stato arrestato anche lui in questa inchiesta e condannato in primo grado a 24 anni di carcere) imponeva a tutti gli esercizi commerciali del Giuglianese l’acquisto di caffè prodotto dalla cosca: il caffè Seddio. Era Giuseppe D’Alterio, nipote del boss ad aver organizzato l’operazione. Nonostante la miscela di caffè non fosse di ottima qualità i gestori dei bar erano costretti ad acquistarlo dalle mani degli uomini del clan però per servire i clienti erano costretti ad acquistarne altro migliore.
Una doppia spesa per tutti. Giuseppe D’Alterio è stato condannato a 15 anni di carcere per intestazione fittizia di beni aggravata, estorsione aggravata, violenza privata aggravata, trattamento illecito. Il fratello, Carlo Antonio D’Alterio, invece a 12 anni e 6 mesi per concorso esterno all’associazione camorristica, intestazione fittizia di beni aggravata ed estorsione aggravata in primo grado. Antonio e Pasquale Coppola 12 anni per intestazione fittizia di beni. Anche per Michele Palumbo 12 anni di carcere per concorso esterno all’associazione camorristica e intestazione fittizia di beni aggravata.
Per il capo dell’azienda, l’83enne Francesco Seddio 12 anni per concorso esterno all’associazione camorristica, intestazione fittizia di beni, estorsione aggravata. Carmen Granata condannata a 1 anno e 6 mesi (pena sospesa) per violenza privata aggravata e trattamento illecito dei dati. Santa Mallardo a 1 anno e 10 mesi di reclusione. Saverio Miraglia è stato assolto da ogni accusa.In primo grado furono assolti i figli di Seddio e tutta una serie di indagati accusati di intestazione fittizia di beni e concorso esterno in associazione camorristica. L’azienda dopo il dissequestro è tornata a funzonare.
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