

Eternit Bagnoli
Napoli – Una colpevolezza accertata sui fatti, ma annullata negli effetti dalla mannaia della prescrizione. Si è concluso con un nulla di fatto sul piano delle sanzioni penali il processo d’appello a carico dell’imprenditore svizzero Stephan Schmidheiny per le morti causate dall’amianto nello stabilimento Eternit di Bagnoli.
La decisione della Corte d’Assise d’Appello di Napoli ha scatenato la dura reazione delle parti civili, prima fra tutte Medicina Democratica, che torna a chiedere a gran voce una svolta legislativa.
Alla prescrizione si è arrivati al termine di un iter giudiziario costellato da continui slittamenti. Tra i passaggi che hanno allungato i tempi processuali – denunciano le associazioni – figurano lo scorporo del procedimento napoletano dal maxiprocesso Eternit di Torino e la richiesta di traduzione in lingua tedesca della sentenza di primo grado, che da sola aveva garantito un ulteriore anno di proroga. Un’attesa che ha condotto alla cancellazione della condanna a 12 anni precedentemente inflitta al magnate svizzero.
«Tutti gli infortuni e le malattie professionali con esito mortale vanno considerati omicidi da lavoro, in modo da escludere l’applicazione della prescrizione», ha dichiarato Paolo Fierro, vicepresidente nazionale di Medicina Democratica. «La giustizia ambientale non riceve ancora una volta una risposta esaustiva dalle aule di tribunale. Non ci aspettiamo una nemesi, ma pretendevamo almeno una soluzione concreta per l’inquinamento che devasta Bagnoli dal secolo scorso».
Il nodo centrale rimane quello della bonifica del litorale flegreo. Nel mirino dell’associazione non c’è solo l’Eternit, ma l’intero polo industriale che per decenni ha occupato la zona, comprese Cementir e Italsider. Le scorie altamente tossiche di quest’ultima sono state depositate nella colmata a mare e rischiano ora di rimanere bloccate sotto un “capping” di cemento, senza una vera rimozione dei veleni.
A confermare la drammaticità della situazione sono i dati epidemiologici. Secondo le rilevazioni del Registro Tumori dell’ASL Napoli 1, il quartiere di Bagnoli continua a registrare un picco di mortalità per mesotelioma e carcinoma ovarico non solo superiore alla media cittadina, ma nettamente al di sopra del dato nazionale. Per il mesotelioma si registrano a Bagnoli 2,3 casi ogni centomila abitanti, a fronte di una media italiana di appena 0,08. Numeri che testimoniano come, al di là dell’esito delle aule giudiziarie, il conto pagato dalla popolazione del territorio sia ancora drammaticamente aperto.
Incidente stradale con fuga a Sant’Agnello, dove un ragazzo di 14 anni è rimasto ferito… Leggi tutto
Una cena a base di pesce, ma mancava l'ingrediente fondamentale: il vino. Così un 59enne… Leggi tutto
Tragedia nella parte alta di via Pietro Castellino, a Napoli, dove un uomo di 76… Leggi tutto
A Palinuro il ragù accompagna i fusilli cilentani in un racconto di pasta fatta a… Leggi tutto
Napoli - Rapina armata al centro commerciale Le Pendici di Ercolano. Nella serata di ieri,… Leggi tutto
Questa notte i Carabinieri del nucleo radiomobile di Napoli sono intervenuti all’interno della stazione Circumvesuviana… Leggi tutto