Era sotto sequestro il cantiere di via Carlo Miranda a Ponticelli dove ieri gli agenti della Tutela Ambientale della Polizia Locale di Napoli, hanno sorpreso padre e figlio, entrambi napoletani, in piena attività di bracconaggio.
Parte del cantiere dove nel 2005 ci fu la tragedia della morte del minorenne Francesco Paolillo (il 25 ottobre prossimo saranno trascorsi 12 anni ndr) però nonostante sia sotto sequestro è ancora aperto e aspetta di essere recintato e recuperato è diventato nel corso degli anni una vera e propria discarica cielo aperto.
In quella area dove sono stati trovati e sequestrati ogni tipo di rifiuti e dove in estate sono scoppiati anche alcuni incendi dolosi che hanno costretto gli abitanti delle palazzine circostanti a chiudersi in casa, sono state scoperte anche delle carcasse di auto sotterrate.
Gli abitanti della zona continuano a segnalare la pericolosità dell’area e ora dopo l’ennesimo blitz dei vigili si aspetta che l’amministrazione di Napoli dia corso a una sistemazione e faccia definitivamente partire quello che avrebbe dovuto diventare un parco intitolato alla memoria di Francesco Paolillo.
Il piccolo Tommaso, ricoverato in Terapia intensiva all’Ospedale Monaldi dal 23 dicembre dopo un trapianto cardiaco risultato compromesso da un danno all’organo in fase di espianto, versa in condizioni giudicate incompatibili con un nuovo intervento. Secondo i medici dell’Ospedale Bambino Gesù, il bambino presenta «controindicazioni contingenti maggiori», tra cui «emorragia cerebrale e infezione attiva associata…
È stato disposto lo scorso 13 febbraio il sequestro dello stabile che ospita il Parking Vittoria, al Rione Sirignano, a Napoli. Il provvedimento arriva dopo le denunce presentate dal deputato Francesco Emilio Borrelli, che nelle scorse settimane aveva documentato la situazione con alcune dirette effettuate sul posto, a seguito delle segnalazioni dei residenti. Le immagini…
Il potere criminale, a Napoli e provincia, non si ferma davanti alle sbarre. Viaggia attraverso smartphone illegali, si nutre di "imbasciate" portate da compagni di cella fidati e si consolida attraverso alleanze trasversali tra clan distanti geograficamente, ma uniti dalla comune vita detentiva. L’ultima inchiesta della DDA di Napoli sul cartello degli Aloia-Covone-Luongo scoperchia un…
REDAZIONE









Scegli il canale social su cui vuoi iscriverti