Terremoto in Messico: salgono a 35 i morti. Il sisma di stamane è tra i 50 più violenti

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Messico. È salito a 35 morti in Messico il bilancio del terremoto che ha colpito il sud del Paese. Lo riferiscono le autorità locali, precisando che 25 morti sono stati registrati nello Stato di Oaxaca, 7 in Chiapas e 3 nello Stato di Tabasco.

Dopo il fortissimo terremoto di magnitudo 8.2 che ha colpito il Messico, sono state circa 200 le scosse di assestamento, le più forti di magnitudo 6.1, secondo quanto riferito dagli esperti dell’istituto di sismologia messicano. Il governatore dello stato di Oaxaca, Alejandro Murat, ha detto che le conseguenze peggiori sono stati sentiti sull’istmo di Tehuantepec, in particolare nella città di Juchitán dove sono state segnalate 17 morti.

Il Papa in visita a Villavicencio in Colomba ha manifestato la sua vicinanza spirituale alle persone colpite dal terremoto in Messico. “In questo momento – ha detto il Papa – voglio manifestare la mia vicinanza spirituale a tutti coloro che soffrono le conseguenze del terremoto che ha colpito il Messico ieri provocando tanti morti e grandi danni materiali, a coloro che hanno perso la vita e alle loro famiglie. Inoltre – ha proseguito – seguo molto da vicino lo sviluppo dell’uragano Irma che sta colpendo la zona dei Caraibi lasciando dietro di sè tante vittime e ingenti danni materiali, causando migliaia di sfollati. Lo seguo con il mio cuore e prego per loro. E chiedo a voi di unirvi a questa intenzione”.

    Una donna di Pescara che vive nel Chapas per lavoro ha raccontato le fasi in cui la terra ha tremato: “Ero in un bar, quando ci hanno invitato ad uscire in modo ordinato. Una volta fuori sentivo sotto i piedi la strada che tremava e il cielo è diventato verde. Ora continuano a suonare gli allarmi di emergenza per allertare la popolazione e il timore di tanti è che possano arrivare nuove scosse”. Ha detto la 32enne che vive in Messico per lavoro. Al momento della scossa la giovane era a San Cristobal de Las Casas, nello stato del Chiapas, a circa 180 chilometri dall’epicentro del terremoto.

    Secondo gli esperti, il terremoto di stamattina avvenuto alle 6,49 italiane nel Pacifico, lungo la costa messicana, è stato fra i 50 terremoti più violenti mai registrati, quello di magnitudo compresa fra 8,1 e 8,2. Nell’oceano Pacifico sono avvenuti anche moltissimi altri sismi importanti, il più recente dei quali è stato quello che l’11 marzo 2011 ha colpito il Giappone. Il più violento mai registrato è stato quello di magnitudo compresa fra 9,4 e 9,6 che il pomeriggio del 22 maggio 1960 ha travolto il Cile, accompagnato da un’onda di tsunami alta quasi 11 metri. Migliaia le vittime, ma il numero esatto non è mai stato accertato. Segue a breve distanza il sisma di magnitudo 9,2 avvenuto quattro anni più tardi in Alaska, anche questo accompagnato da un’onda di tsunami di oltre otto metri. Il terzo terremoto più intenso a memoria d’uomo è stato quello di Sumatra del 26 dicembre 2004, di magnitudo compresa fra 9,1 e 9,3, avvenuto in mare aperto ma nonostante ciò accompagnato da uno tsunami che, viaggiando attraverso l’oceano con una potenza sempre maggiore, si abbattè sulle coste con una potenza incredibile. Occupa il quarto posto per intensità il Terremoto del 2011 in Giappone, di magnitudo 9,1, anche questo accompagnato da uno tsunami. E’ avvenuto nella regione di Thohku, la stessa che molto tempo prima, nell’869, era stata colpita da un terremoto altrettanto intenso, con magnitudo stimata in 8,9. Una delle onde più disastrose mai descritte è stata comunque quella altra fra 15 e 18 metri generata dal terremoto di magnitudo 9,0 avvenuto nel 1952 lungo le coste della penisola della Kamchatka. Ancora le coste del Cile sono state travolte da un altro violento Terremoto nel 1868, di magnitudo stimata fra 8,5 e 9,0. Lo tsunami generato ha raggiunto le coste di Hawaii, Giappone, Australia e Nuova Zelanda. Ricostruito sulla base delle testimonianza anche il terremoto che nel 1700 ha sconvolto le nordamericane del Pacifico, generato dalla rottura di una faglia di almeno 1.000 chilometri e con una magnitudo stimata fra 8,7 e 9,2. L’onda di tsunami ha raggiunto le coste del Giappone. Terremoti di magnitudo 8,8 sono avvenuti in Bangladesh (1762), ancora a Sumatra (1853), fra Ecuador e Colombia (1906), e ancora in Cile (2010). I più recenti fra i terremoti più forti sono avvenuti in Alaska (1965, di magnitudo 8,7), a Sumatra (2005 e 2012, 8,6 e 2001, 8,5).






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