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Il “6” sfugge ancora, ma il jackpot vola oltre i 100 milioni

Il “6” continua a farsi desiderare e, come spesso accade quando il colpo grosso non arriva, l’attesa rende tutto più affascinante. L’estrazione del Superenalotto di oggi ha regalato una combinazione ricca di numeri alti e sequenze curiose, ma nessun biglietto ha centrato né il massimo premio né il “5+1”.

Un risultato che tiene col fiato sospeso milioni di giocatori e fa crescere ancora di più il montepremi, ormai stabilmente sopra la soglia psicologica dei 100 milioni di euro.

La combinazione vincente di oggi

I numeri estratti sono stati:
29 – 33 – 47 – 56 – 69 – 89
Numero Jolly: 16
Numero Superstar: 7

Una sestina che ha colpito per la presenza di valori tutti medio-alti e per il Superstar 7, numero da sempre considerato simbolo di fortuna. Eppure, neanche questa volta è bastato per far scattare la festa grande.

Nessun “6”, ma il sogno cresce

L’assenza di vincitori di prima categoria fa lievitare ulteriormente il jackpot: per il prossimo concorso il premio stimato per il “6” sarà di 100.500.000 euro. Una cifra che alimenta la curiosità e rilancia la corsa alla schedina, soprattutto in vista delle prossime estrazioni.

Le vincite Superenalotto

Ecco nel dettaglio tutte le quote del Concorso Superenalotto/Superstar n. 1 di oggi:

  • Punti 6: 0 – Euro 0,00

  • Punti 5+1: 0 – Euro 0,00

  • Punti 5: 6 – Euro 30.409,79

  • Punti 4: 598 – Euro 309,97

  • Punti 3: 20.931 – Euro 26,70

  • Punti 2: 309.758 – Euro 5,60

Le vincite Superstar

  • Punti 6SB: 0 – Euro 0,00

  • Punti 5+SB: 0 – Euro 0,00

  • Punti 5SS: 0 – Euro 0,00

  • Punti 4SS: 8 – Euro 30.997,00

  • Punti 3SS: 119 – Euro 2.670,00

  • Punti 2SS: 2.128 – Euro 100,00

  • Punti 1SS: 13.756 – Euro 10,00

  • Punti 0SS: 34.613 – Euro 5,00

Seconda Chance e WinBox

  • Vincite Seconda Chance 50 euro: 107 – Totale 5.350,00 euro

  • Vincite Seconda Chance 3 euro: 16.075 – Totale 48.225,00 euro

  • Vincite WinBox 1: 2.261 – Totale 56.525,00 euro

  • Vincite WinBox 2: 257.581 – Totale 524.234,00 euro

Totale vincite Seconda Chance: 16.182
Totale vincite WinBox: 259.842

Il “6” resta un miraggio, ma l’estrazione di oggi conferma come il Superenalotto continui a distribuire premi a pioggia, mantenendo viva la speranza di migliaia di giocatori. Con un jackpot che supera i 100,5 milioni di euro, la prossima estrazione si preannuncia già come una delle più attese: la domanda, ora, è una sola. Sarà finalmente la volta buona o il sogno continuerà a crescere ancora

Obelischi di Napoli: le guglie tra storia, fede e misteri

Nel cuore del centro storico di Napoli, tra chiese barocche, piazze vivaci e strade millenarie, si ergono alcuni dei monumenti più suggestivi della città: gli obelischi napoletani. Queste colonne votive, spesso chiamate anche guglie, sono testimonianze di fede, gratitudine e devozione popolare, ma anche opere d’arte che raccontano momenti cruciali della storia partenopea, dalla peste alla protezione contro le eruzioni vulcaniche. Visitare gli obelischi di Napoli significa percorrere un viaggio tra storia, arte e leggende diffuse nella cultura urbana.

Origini e storia: i grandi obelischi nel cuore di Napoli

Le guglie, o obelischi di Napoli, che oggi ammiriamo nelle piazze della città hanno un’origine diversa da quella delle antiche strutture egizie di cui conservano la forma: sono colonne votive barocche erette tra il XVII e il XVIII secolo come espressione di devozione cristiana e di ringraziamento per la fine di calamità pubbliche.

Obelisco (guglia) di San Gennaro

Il più antico tra gli obelischi napoletani è quello di San Gennaro, situato in Piazza Riario Sforza. La sua costruzione iniziò nel 1636, su volere della Deputazione del Tesoro di San Gennaro, come ringraziamento per la protezione del santo durante l’eruzione del Vesuvio del 1631. Progettato da Cosimo Fanzago, il monumento fu ultimato solo nel 1660 ed è decorato con cherubini, volute e una statua bronzea di San Gennaro che benedice la città.

Obelisco di San Domenico

La seconda grande guglia si trova in Piazza San Domenico Maggiore. Questo obelisco di Napoli fu eretto nel 1656 come ex-voto contro la terribile pestilenza che decimò la popolazione. Commissionata inizialmente a Cosimo Fanzago, l’opera fu completata solo dopo molti anni grazie anche a Domenico Antonio Vaccaro e presenta una ricca ornamentazione barocca.

Obelisco dell’Immacolata (Piazza del Gesù Nuovo)

Tra gli obelischi napoletani più celebri e spettacolari c’è quello dedicato alla Immacolata Concezione, situato nella centrale Piazza del Gesù Nuovo. Commissionato nel 1747 dal gesuita padre Francesco Pepe e realizzato su progetto di Giuseppe Genoino, venne completato nel 1750 e si distingue per la ricchezza delle sculture barocche, tra statue di santi e putti, culminanti nella figura bronzea della Vergine Maria in cima alla colonna.

Altri obelischi minori

Oltre ai tre grandi, gli obelischi di Napoli includono anche la guglia di Portosalvo, eretta nel 1799 in seguito alla fine della Repubblica Napoletana e alla restaurazione borbonica, e l’obelisco della Meridiana nella Villa Comunale, un monumento legato anche a funzioni astronomiche più che votive.

Significato religioso, artistico e culturale

Gli obelischi napoletani non sono soltanto monumenti decorativi, ma simboli profondi di devozione, memoria collettiva e identità urbana. Originariamente concepiti come votive columns, questi obelischi furono eretti per chiedere protezione o rendere grazie per una grazia ricevuta, spesso collegata a eventi drammatici come epidemie, eruzioni o carestie.

Fede popolare e cerimonie

In particolare, la guglia dell’Immacolata a Piazza del Gesù Nuovo è tuttora al centro di momenti di devozione religiosa come la festa dell’8 dicembre, quando i vigili del fuoco depongono una corona di fiori ai piedi della statua della Vergine. Questa celebrazione richiama ogni anno numerosi fedeli e turisti, sottolineando il ruolo dell’obelisco nella tradizione religiosa cittadina.

Arte e architettura barocca

Dal punto di vista artistico, gli obelischi di Napoli rappresentano esempi straordinari della scultura e dell’architettura barocca partenopea, caratterizzati da decorazioni elaborate, iconografie sacre e dettagli simbolici che riflettono la ricchezza e l’espressività della cultura visiva del periodo.

Misteri e leggende attorno agli obelischi

Intorno agli obelischi napoletani si è sviluppata, nel corso dei secoli, una fitta rete di racconti popolari e leggende. Su quello della Immacolata, ad esempio, circolano narrazioni su simboli “nascosti” nelle sculture che, secondo la tradizione, appaiono solo in certe ore della giornata grazie ai giochi di luce e ombra. Pur essendo probabilmente frutto di interpretazioni soggettive, queste storie testimoniano l’interesse e la fantasia che questi monumenti suscitano nei napoletani e nei visitatori.

Inoltre, la presenza di obelischi in molte piazze racconta storie di resilienza e riconoscenza collettiva: celebrazioni del ritorno alla normalità dopo pestilenze, ringraziamenti per protezioni divine o commemorazioni di eventi storici cruciali.

Cenone e camere scadenti: 200 turisti scatenati a Forio. Arrivano i carabinieri

Ischia– Una notte di fuoco, l’ultima dell’anno. Quella che doveva essere una serata di brindisi e festa si è trasformata in una vera e propria rivolta tra le mura di un albergo a San Francesco, nel comune di Forio.

Circa duecento turisti, esasperati dalle condizioni delle camere e dalla qualità del cenone di San Silvestro, hanno dato vita a una protesta furiosa, costringendo all’intervento delle forze dell’ordine e culminata con l’aggressione verbale a due operatori sanitari e il danneggiamento di un’ambulanza.

La scintilla è scattata poco dopo la mezzanotte. Il malcontento, covato per ore per via di sistemazioni giudicate inadeguate, è esploso al momento della cena, con le portate considerate “non all’altezza”. La situazione è rapidamente degenerata: un gruppo di clienti ha assediato verbalmente l’addetta alla reception, investendola di insulti e contestazioni. Sebbene non si siano verificati contatti fisici, il clima era talmente surriscaldato da rendere inevitabile la chiamata ai Carabinieri.

Sul posto è arrivata una pattuglia della Compagnia di Ischia, coordinata dal capitano Giuseppe Giangrande, nel tentativo di placare gli animi. Ma fuori dall’hotel il peggio doveva ancora accadere. Alcuni turisti, tentando di andarsene, hanno continuato a protestare in modo concitato.

In quel momento, un’ambulanza del 118 transitava nelle vicinanze per un’altra segnalazione (poi rivelatasi infondata). Nel caos, due sanitari a bordo del mezzo sono stati colpiti accidentalmente dalla folla inferocita. Entrambi hanno dovuto ricorrere alle cure mediche all’Ospedale Rizzoli, dove sono stati medicati e refertati.

Non è andata meglio all’ambulanza: uno dei suoi fanalini posteriori è andato in frantumi, probabilmente frantumato durante gli scontri verbali e la calca. Un epilogo da incubo per un Capodanno che i duecento ospiti – e il personale dell’hotel – non dimenticheranno facilmente.

Le indagini dei Carabinieri sono ora al lavoro per ricostruire l’esatta dinamica e valutare eventuali responsabilità per le aggressioni e i danni. Una festa di fine anno finita, letteralmente, a pezzi.

Pioggia di numeri «caldi» nelle estrazioni di Lotto e 10eLotto

C’è un numero che oggi più di tutti ha deciso di mettersi in mostra: il 69. Presente su più fronti e incoronato Numero Oro del 10eLotto, è lui il protagonista assoluto dell’estrazione odierna. Ma non è l’unico a far parlare di sé: tra ripetizioni, incroci tra ruote e numeri che tornano ossessivamente, l’estrazione di oggi regala più di una curiosità agli appassionati del Lotto.

Lotto: il 41 non conosce confini

Se c’è un numero che oggi ha fatto il “giro d’Italia”, quello è senza dubbio il 41. Lo ritroviamo su Genova, Milano, Palermo e Roma, una presenza che non passa inosservata e che accende l’attenzione dei giocatori più attenti alle ripetizioni.

Molto gettonato anche il 29, estratto sia su Bari che su Napoli, mentre il 64 compare su Cagliari, Milano e Venezia, confermandosi tra i numeri più vivaci di giornata.

Napoli tra 70 e 86: combinazioni che fanno rumore

La ruota di Napoli propone una cinquina interessante con 73, 05, 29, 70 e 86, due numeri – 70 e 86 – che ritroviamo anche su altre ruote e nel 10eLotto, creando un filo diretto tra le estrazioni.

Roma e Palermo: il 14 fa coppia fissa

Il 14 si ripete su Milano, Palermo e Roma, mentre proprio tra Roma e Palermo torna ancora una volta il 41, una combinazione che potrebbe far drizzare le antenne a chi segue ambi e terni ricorrenti.

Tutte le estrazioni del Lotto di oggi

  • Bari: 69 – 48 – 61 – 60 – 29

  • Cagliari: 77 – 53 – 87 – 29 – 64

  • Firenze: 01 – 83 – 38 – 53 – 19

  • Genova: 86 – 46 – 57 – 41 – 30

  • Milano: 64 – 72 – 41 – 14 – 03

  • Napoli: 73 – 05 – 29 – 70 – 86

  • Palermo: 41 – 66 – 84 – 14 – 26

  • Roma: 41 – 14 – 60 – 78 – 88

  • Torino: 21 – 70 – 22 – 52 – 43

  • Venezia: 19 – 54 – 80 – 64 – 46

  • Nazionale: 01 – 38 – 70 – 18 – 69

10eLotto: trionfa il 69, doppio oro con il 48

Nel 10eLotto i riflettori sono tutti puntati sul 69, estratto come Numero Oro e protagonista anche del Doppio Oro insieme al 48. Una combinazione che non passa inosservata e che rende l’estrazione particolarmente interessante.

Numeri vincenti 10eLotto:
01 – 05 – 14 – 19 – 21 – 41 – 46 – 48 – 53 – 54 – 61 – 64 – 66 – 69 – 70 – 72 – 73 – 77 – 83 – 86

Con ripetizioni diffuse, numeri che si rincorrono tra le ruote e un 69 che domina la scena, l’estrazione di oggi lascia più di uno spunto agli appassionati. E come sempre, occhi puntati al prossimo concorso: chissà se questi numeri “caldi” decideranno di farsi rivedere ancora.

Strage di Crans Montana, sicurezza del locale sotto accusa

Crans-Montana – Quella che doveva essere una notte di festa si è trasformata in una trappola di fuoco senza via di scampo. Restano le macerie fumanti e una lunga scia di dolore al bar Le Constellation, teatro della strage di Capodanno che ha sconvolto la Svizzera e l’Italia.

Mentre la Procura vallesana apre ufficialmente un fascicolo per omicidio colposo, incendio colposo e lesioni, si accende il dibattito sulla sicurezza del locale, incenerito da quello che gli esperti definiscono un “innesco generalizzato”.

Il bilancio e il dolore italiano

I numeri della tragedia restano ancora incerti e drammatici. Se le autorità elvetiche fermano il contatore a 40 vittime, la Farnesina restituisce un quadro ancora più cupo: 47 morti, tra cui molti giovanissimi.

Coinvolti anche i nostri connazionali: si contano 13 feriti e sei dispersi. Un dramma che ha portato sul posto il Ministro degli Esteri Antonio Tajani, che ha incontrato i familiari delle vittime: «Ho visto il dramma negli occhi di queste persone – ha dichiarato il vicepremier – soffro come padre e come nonno».

L’inferno in pochi secondi: il “flashover”

Perché le fiamme hanno divorato tutto così velocemente? La risposta tecnica risiede in un fenomeno terrificante noto come flashover. Olivier Burnier, direttore della Fire Safety & Engineering, spiega la dinamica dell’orrore: «In uno spazio chiuso, le temperature possono schizzare tra i 500 e i 700 gradi in pochi minuti.

A quel punto avviene la conflagrazione generalizzata: tutti i materiali combustibili bruciano simultaneamente, creando una vera palla di fuoco». Una dinamica già vista in altre tragedie recenti, da Goa alla Macedonia del Nord, che non lascia tempo di reazione.

La “trappola” e le accuse sulla sicurezza

È qui che l’inchiesta dovrà fare chiarezza sulle responsabilità. Toni Smorgon, direttore operation della Signorotto Fire Service, solleva dubbi inquietanti sulla struttura del locale. Dalle prime ricostruzioni emerge l’ipotesi di una sola uscita di sicurezza, un collo di bottiglia letale per un locale che ospitava fino a quattrocento persone.

«Un ambiente del genere deve avere vie di fuga libere verso spazi aperti – sottolinea l’esperto –. Inoltre, sembra che i materiali non fossero trattati adeguatamente».

Il riferimento è alla resistenza al fuoco (REI): materiali ignifughi certificati possono resistere dai 30 ai 120 minuti, offrendo tempo prezioso per la salvezza. A Crans-Montana, invece, l’ossigeno entrato dall’unica via di fuga potrebbe aver alimentato il fumo tossico – spesso più letale delle fiamme – e accelerato il rogo.

L’inchiesta: tra difesa e accuse

Mentre i proprietari del Le Constellation si difendono affermando che «era tutto nella norma» e citando «tre controlli in dieci anni», gli inquirenti coordinati dalla procuratrice Béatrice Pilloud scavano a fondo.

Sotto la lente d’ingrandimento ci sono i lavori di ristrutturazione, la conformità dei materiali, il numero reale delle persone presenti rispetto alla capienza autorizzata e, soprattutto, l’efficacia di quel piano di evacuazione che, nella notte di Capodanno, ha tragicamente fallito.

Maria Esposito fa coming out: ufficiale la relazione con Silvia Uras

Maria Esposito, volto amatissimo di Mare Fuori grazie al personaggio di Rosa Ricci, ha scelto la notte di Capodanno per rendere pubblico un passaggio importante della sua vita privata.

Con un lungo messaggio condiviso su Instagram, l’attrice napoletana ha fatto coming out e ufficializzato la relazione con la cantante e content creator Silvia Uras.
Un annuncio intimo, affidato ai social, che chiude il 2025 come un anno positivo anche sul piano personale.

La storia tra le due è nata nel 2024 ed è rimasta a lungo lontana dai riflettori. «Dal 2024 sei stata la cosa più bella della mia vita», scrive Esposito, ripercorrendo un cammino segnato da paure, difese e da un lento ma consapevole lasciarsi andare. Parole che diventano anche un messaggio più ampio, rivolto a chi si riconosce nella sua esperienza: vivere l’amore senza riserve, «in qualsiasi forma, senza paura».

Alle parole dell’attrice hanno fatto eco le stories di Silvia Uras, che ha definito l’anno appena trascorso una «guerra silenziosa», vissuta lontano dagli sguardi e dalle aspettative esterne. Un racconto fatto di difficoltà, scelte condivise e sostegno quotidiano. «Il mio 2025 ha un solo nome», scrive Uras, «e si chiama Maria».

Il legame tra le due nasce da lontano. Il primo contatto è avvenuto su TikTok, da cui sono seguiti messaggi, incontri e una relazione che, per scelta, non è stata subito etichettata. In precedenti interviste, Uras aveva dichiarato di non sentire il bisogno di definizioni, mentre Esposito aveva parlato di una persona capace di renderla felice come mai prima.

La prima apparizione pubblica risale allo scorso ottobre, alla Festa del Cinema di Roma, in occasione della presentazione di Io sono Rosa Ricci, prequel della serie che ha consacrato l’attrice.

Nel progetto, Uras canta insieme a Raiz il brano Vàttelo!. Anche allora, di fronte alle domande sul loro rapporto, Esposito aveva liquidato la curiosità con poche parole: nulla da spiegare, se non la bellezza di ciò che le univa.

Napoli, spari contro il palazzo dell’Eav a Porta Nolana

Napoli – Non solo botti e fuochi d’artificio, ma veri e propri colpi di arma da fuoco per “festeggiare” l’arrivo del 2026. Nel mirino dei vandali è finita la sede dell’Eav (Ente Autonomo Volturno) a Porta Nolana, cuore del trasporto pubblico regionale.

La scoperta è avvenuta questa mattina, alla riapertura degli uffici, quando i dipendenti hanno notato fori di proiettile chiaramente visibili sulle vetrate dell’edificio.

Secondo una prima ricostruzione, i colpi sarebbero stati esplosi durante la notte di Capodanno, raggiungendo i piani alti dello stabile: segni di impatto sono stati rinvenuti al 4°, 9°, 11° e 12° piano.

Il commento di De Gregorio

Durissimo il commento del presidente di Eav, Umberto De Gregorio, che ha diffuso la notizia denunciando la gravità dell’accaduto:

«Qualcuno si è divertito a sparare proiettili contro il nostro fabbricato per festeggiare il nuovo anno. Un atto sconsiderato che avrebbe potuto avere conseguenze ben più gravi».

Sul posto è intervenuta prontamente la Polizia di Stato per effettuare i rilievi balistici e avviare le indagini. Gli inquirenti cercheranno di risalire ai responsabili anche attraverso la visione delle immagini delle telecamere di sorveglianza della zona. L’azienda ha già annunciato che nelle prossime ore presenterà una denuncia circostanziata alle autorità competenti.

Giunta Campania, Gasparri attacca: «Nomina di Cuomo nulla, regna l’illegalità»

Napoli– Non accenna a placarsi la bufera politica sulla formazione della nuova giunta regionale in Campania. Al centro della contesa finisce il passaggio di Enzo Cuomo dalla carica di sindaco di Portici a quella di assessore regionale, un movimento finito sotto la lente d’ingrandimento della Prefettura di Napoli.

Sulla questione è intervenuto con durezza Maurizio Gasparri, presidente dei senatori di Forza Italia, che non ha risparmiato critiche al vetriolo nei confronti dell’ex presidente della Camera, Roberto Fico.

Il nodo tecnico delle dimissioni

Secondo quanto denunciato da Gasparri, la nomina di Cuomo sarebbe giuridicamente “nulla”. Il nodo della questione risiede nel mancato rispetto dei termini di legge: il sindaco di Portici non avrebbe atteso i venti giorni necessari affinché le dimissioni diventassero effettive prima di assumere il nuovo incarico in Regione.

“Il richiamo della Prefettura è molto chiaro – ha incalzato l’esponente azzurro – Cuomo non poteva rinunciare a quel termine insopprimibile. Sebbene stimi l’uomo, l’errore commesso è evidente”.

L’affondo contro Roberto Fico

Il leader dei senatori di FI ha poi spostato il tiro su Roberto Fico, definendo la sua posizione come frutto di una “ignoranza istituzionale” già palesata in passato. “Non sorprende che Fico non conosca le leggi, così come il suo staff – ha dichiarato Gasparri – mi auguro che trovi qualche collaboratore alfabetizzato che gli spieghi come le norme vadano rispettate e, soprattutto, lette correttamente”.

Un esecutivo tra faide e spartizioni

L’analisi di Gasparri si è infine estesa all’intero assetto della nuova squadra di governo regionale, descritta come un organismo nato sotto cattivi auspici. “La giunta campana sorge tra faide interne, spartizioni di potere e giochi di parentele indicibili – ha concluso il senatore – in questo contesto l’illegalità sembra regnare sovrana.

D’altronde, da certi esponenti politici, cosa potevamo aspettarci?”. La palla passa ora alla Regione, chiamata a rispondere sui rilievi tecnici che rischiano di invalidare uno dei tasselli chiave dell’esecutivo.

Caserta, maltrattamenti e uccisione di cani: denunciato

Durante le festività natalizie, i Carabinieri Forestale del comprensorio matesino sono stati chiamati ad agire in due drammatiche situazioni di abbandono e maltrattamento di cani.

In entrambi i casi, gli interventi hanno richiesto la collaborazione dei servizi veterinari dell’Azienda Sanitaria Locale e hanno portato al sequestro degli animali e all’identificazione dei responsabili.

Primo episodio: Ailano, due cani morti in una baracca di fortuna

Nel comune di Ailano (Caserta), una pattuglia del Nucleo Forestale di San Gregorio Matese è intervenuta su segnalazione di cittadini allarmati. I militari hanno scoperto una baracca di fortuna, costruita con materiali di risulta e pericolosa per la presenza di spunzoni di ferro, in cui due cani già deceduti giacevano accanto ad altri due ancora in vita.

Le carcasse, in avanzato stato di decomposizione e con evidenti segni di cannibalismo, sono state sequestrate e affidate all’Istituto Zooprofilattico di Portici per le analisi necessarie a determinare le cause del decesso. La struttura, priva di cibo, acqua e di qualsiasi condizione igienica, è stata dichiarata inagibile.

Nel cortile retrostante l’unità abitativa, i militari hanno rinvenuto altri tre cani in evidente stato di denutrizione e sofferenza. Tra questi, una femmina legata a catena con un cucciolo di appena 45 giorni, entrambi privi delle cure minime. Gli animali, tutti sprovvisti di microchip, sono stati identificati e sottoposti a sequestro sanitario, poi affidati a una struttura specializzata convenzionata con la Regione Campania.

Il proprietario è stato denunciato per maltrattamento di animali e uccisione di animali, reati previsti dal codice penale.

Secondo episodio: Alife, Rottweiler aggressivo minaccia anziano

Il secondo intervento è avvenuto ad Alife (Caserta), nella località agricola “Via Vado Largo”. Il Nucleo Carabinieri Forestale di Alife, con il supporto dell’Unità Operativa Veterinaria Equidi e Randagismo dell’ASL di Caserta e di personale specializzato in teleanestesia, ha proceduto alla cattura di un grosso cane di razza Rottweiler o incrocio.

L’animale, estremamente aggressivo nei confronti delle persone, presidiava pericolosamente l’abitazione di un anziano che viveva da solo in una casa isolata in campagna. Privo di microchip identificativo, il cane è stato sedato a distanza e trasportato presso il canile sanitario competente.

Napoli, via Toledo si rifà il look: dal 7 gennaio al via il restyling della pavimentazione

Napoli – Passate le festività, via Toledo cambia volto. A partire dal prossimo 7 gennaio, il cuore pulsante dello shopping e del turismo partenopeo sarà interessato da un profondo intervento di manutenzione straordinaria.

I lavori, che inizieranno sul versante di piazza Trieste e Trento, puntano a restituire decoro e sicurezza a una delle arterie più sollecitate della città.

La strategia dei micro-cantieri

Per evitare il blocco totale di una strada che vanta flussi pedonali costanti, Palazzo San Giacomo ha optato per una strategia a “scacchiera”. Gli interventi verranno eseguiti attraverso micro-cantieri mobili che si sposteranno alternativamente da un lato all’altro della carreggiata.

Questa soluzione permetterà di mantenere sempre fruibili i passaggi pedonali e di limitare al minimo l’impatto economico sulle numerose attività commerciali della zona.

Nuove tecniche contro il dissesto

Non si tratterà di un semplice “maquillage” superficiale. L’Assessore alle Infrastrutture, Edoardo Cosenza, ha sottolineato come il Comune abbia deciso di abbandonare le vecchie metodologie costruttive, rivelatesi inefficaci negli anni.

“Adotteremo la tecnica già utilizzata con successo sul Lungomare”, ha spiegato Cosenza, “con un’attenzione particolare ai sottofondi e ai materiali sottostanti per garantire una tenuta molto più affidabile rispetto al passato”.

Il piano prevede:

La rimozione dei cubetti di porfido e delle lastre in pietra lavica.

La demolizione dei vecchi sottofondi e il rifacimento dello strato di fondazione.

Il riposizionamento dei cubetti sulla sede stradale e l’uso della pietra etnea per i marciapiedi.

La pulizia e messa in quota di chiusini e caditoie.

Soddisfatto il sindaco Gaetano Manfredi, che vede in questo cantiere il mantenimento di una promessa fatta alla cittadinanza: “Via Toledo è un’arteria fondamentale; con questi lavori sarà ancora più bella e sicura per napoletani e turisti”. La decisione di far partire le ruspe solo dopo l’Epifania è stata concordata proprio per non intralciare l’eccezionale ondata turistica che ha caratterizzato Napoli in questo avvio di 2026.

Record al Cardarelli: 81 trapianti di fegato e 76 di midollo nel 2025, tre eseguiti ultimo giorno dell’anno

Il 31 dicembre, ultimo giorno del 2025, l’ospedale Cardarelli di Napoli ha proseguito a pieno ritmo le sue attività trapiantologiche, eseguendo tre interventi cruciali: un trapianto di fegato e due di midollo osseo.

Questo impegno festivo rappresenta un segnale di speranza per decine di pazienti in lista d’attesa, reso possibile dall’incremento delle donazioni di organi in Campania.

Numeri da primato per i trapianti di fegato

L’anno appena chiuso ha segnato un record assoluto per il Cardarelli: 81 trapianti di fegato, con un incremento del 73% rispetto ai 47 del 2024. Si tratta del trend positivo più alto in Italia, con una sopravvivenza post-intervento intorno al 90%. Tra i pazienti operati prevalgono casi di cirrosi post-virale, dismetabolica e alcol-correlata, complicati da epatocarcinoma nel oltre il 50% dei casi.

L’ospedale investe pesantemente nel Centro Trapianti di Fegato, guidato dall’Unità di Chirurgia Epatobiliare diretta da Giovanni Vennarecci e dall’Unità di Terapia Intensiva Fegato di Giuseppe De Simone. Tra le novità, una nuova terapia subintensiva per i pazienti post-operatori, supportata da tecnologie all’avanguardia.

Midollo ed eccellenze ematologiche: 76 procedure e terapie CAR-T

Nel reparto di Ematologia con Trapianti di Cellule Staminali Ematopoietiche (CSE), diretto da Alessandra Picardi, sono state eseguite 76 procedure: 38 allogeniche (prevalentemente per leucemie mieloidi acute) e 38 autologhe (soprattutto per mielomi multipli). A queste si aggiungono 12 trattamenti CAR-T, terapie innovative che estraggono, modificano geneticamente e re-infondono linfociti T del paziente per combattere linfomi non-Hodgkin.

In totale, 88 procedure nel 2025 tra CSE e Terapia Intensiva, più 5 prelievi di midollo osseo – due proprio il 31 dicembre.

Le parole del direttore generale Antonio D’Amore

“Il Cardarelli non si ferma mai. Anche nei giorni di festa, le attività proseguono a pieno ritmo, come dimostrano questi trapianti l’ultimo giorno dell’anno”, ha dichiarato il dg Antonio D’Amore. “Ringrazio il personale per il lavoro prezioso, professionale e generoso. La nostra sanità pubblica si regge sull’abnegazione di chi mette al primo posto l’assistenza ai bisognosi. Al team tutto, il mio grazie e un augurio di buon 2026”.

Campania, al via i saldi: un affare da 660 milioni tra l’incognita web e il nodo “pre-sconti”

Napoli – Domani scatta ufficialmente la stagione dei saldi invernali in Campania, un appuntamento atteso che quest’anno promette di iniettare nel sistema economico regionale circa 660 milioni di euro.

Nonostante l’entusiasmo dei consumatori, le previsioni del Centro Studi di Confesercenti Campania delineano un quadro fatto di luci e ombre, segnato da una leggera contrazione dei budget familiari e da una “giungla” normativa che penalizza i piccoli negozi di vicinato.

I numeri: spesa pro capite e l’effetto turismo

Secondo le stime, un cittadino campano su due approfitterà degli sconti, con una spesa media pro capite di 200 euro. Un dato leggermente al ribasso rispetto allo scorso anno (circa 10-15 euro in meno), specchio di una prudenza economica diffusa. A sostenere il fatturato complessivo sarà però il massiccio afflusso turistico: si prevede che i visitatori contribuiranno per circa 250 milioni di euro, con una spesa media individuale di 100 euro dedicata allo shopping locale.

Il “buco nero” dei pre-saldi

A preoccupare l’associazione di categoria è soprattutto il fenomeno dei pre-saldi, ovvero le vendite promozionali anticipate che spesso sfuggono ai controlli. “Quasi il 18% dei consumatori ha già acquistato in questa fase irregolare”, spiega Vincenzo Schiavo, presidente di Confesercenti Campania e vicepresidente nazionale con delega al Mezzogiorno. “Parliamo di circa 90 milioni di euro già spesi che non entreranno nel circuito dei saldi ufficiali. È una situazione di anarchia che sottrae ossigeno a chi rispetta le regole”.

La sfida impari contro i colossi del web

Il vero terreno di scontro resta però il digitale. Il 59% dei campani dichiara di voler acquistare online, drenando oltre 223 milioni di euro verso le grandi piattaforme. Schiavo non usa mezzi termini: “La concorrenza è spietata e spesso sleale. I giganti del web pagano il 60-70% di tasse in meno rispetto alle nostre attività. È urgente che il Governo intervenga: chi vende in rete deve sottostare alle stesse regole dei negozi sotto casa”.

Cosa compreranno i campani

In cima alla lista dei desideri restano i grandi classici: scarpe, maglioni, giubbini e abbigliamento di qualità. Sebbene la spesa media regionale resti inferiore alla media nazionale, la fascia degli “over 35” si conferma quella con la maggiore propensione all’acquisto. Napoli e provincia restano il motore trainante dell’economia regionale: qui si concentrerà oltre il 60% del giro d’affari totale, con circa 380 milioni di euro pronti a transitare nelle casse degli esercenti.

“L’ossatura del commercio al Sud è fatta di piccole e medie imprese familiari,” conclude Schiavo. “Senza una regolamentazione definitiva che tuteli il piccolo dal più forte, rischiamo di perdere un patrimonio artigianale e sociale insostituibile.

Al Nest la “Passione” di Maurizio De Giovanni: un viaggio nell’anima della canzone napoletana

Napoli– Il palco del Nest (Napoli Est Teatro) si prepara a ospitare uno degli appuntamenti più attesi della stagione teatrale. Sabato 10 gennaio (ore 20:00) e domenica 11 gennaio (ore 17:30), Maurizio De Giovanni e Marco Zurzolo saranno i protagonisti di “Passione”, un’opera originale che fonde letteratura e musica per raccontare l’essenza più autentica della canzone napoletana.

La genesi del mito

Lo spettacolo non si limita alla semplice esecuzione musicale, ma scava profondamente nelle radici poetiche di un patrimonio culturale universale. Attraverso la voce narrante di De Giovanni, il pubblico viene accompagnato nelle pieghe delle vite degli autori: uomini e donne che hanno trasformato sofferenze, gioie e umori della propria epoca in melodie immortali.

È un percorso che mira a restituire dignità e orgoglio all’identità partenopea, svelando il contesto umano e storico in cui sono nati capolavori capaci di superare ogni confine geografico.

Un connubio poetico

Il progetto nasce dal sodalizio artistico tra lo scrittore e il sassofonista Marco Zurzolo, una collaborazione che trasforma la scena in un laboratorio di emozioni. “Passione” si configura come un omaggio sentito a una terra capace di generare una bellezza senza tempo.

La sinergia tra la parola ricercata di De Giovanni e le note di Zurzolo crea un’atmosfera magica, pensata per far vibrare le corde della memoria e della gratitudine collettiva.

Servizi e logistica

Per agevolare l’afflusso del pubblico verso il presidio culturale di Napoli Est, l’organizzazione ha previsto servizi dedicati. Oltre al parcheggio gratuito, sarà disponibile una navetta gratuita A/R con partenza da Piazza Bovio (prenotazione obbligatoria via WhatsApp). Per informazioni e prenotazioni è possibile contattare il numero 081 1952 1956.

No all’ampliamento del porto di Salerno: associazioni ambientaliste in piazza

Salerno – Mobilitazione delle associazioni ambientaliste contro il progetto di ampliamento del porto commerciale di Salerno. Italia Nostra, Legambiente Salerno “Orizzonti” e il Comitato “Salute e Vita” annunciano una protesta pubblica contro il masterplan che, secondo i promotori dell’iniziativa, porterebbe alla “cancellazione della spiaggia pubblica” a ridosso del Molo di Ponente.

Nel piano – riferiscono le associazioni – è previsto entro il 2030 l’ampliamento della banchina di Ponente, il prolungamento dello stesso molo e l’allungamento del Molo di Levante. Interventi che, sostengono, comporterebbero anche la modifica delle rotte d’ingresso delle navi, con un avvicinamento alla costa nel tratto tra Cetara e Vietri sul Mare.

“Così si mette a rischio l’ecosistema della Costa d’Amalfi, già patrimonio Unesco”, denunciano gli organizzatori, che parlano anche di un carico ambientale già elevato per la città. “Salerno ha già dato molto al porto in termini di impatto ambientale e di inquinamento. Ora basta”, si legge nella nota.

L’appuntamento è per domenica alle 10 sull’arenile della spiaggia libera di via Ligea, a Salerno.

Piazza Porta Nolana, spacciatore tenta la fuga: bloccato con 96 grammi di hashish

Continuano senza sosta i controlli della Questura di Napoli per contrastare lo spaccio e il traffico di sostanze stupefacenti nel centro cittadino. Ieri mattina, gli agenti dell’Ufficio Generale e Soccorso Pubblico hanno arrestato un 23enne di nazionalità algerina per detenzione illecita di droga.

L’operazione è scattata in Vico Gabella alla Farina, nella zona di Piazza Porta Nolana, durante un servizio di controllo del territorio. I poliziotti hanno notato il giovane in compagnia di altre persone. Appena ha incrociato lo sguardo degli agenti, l’uomo ha accelerato il passo allontanandosi in fretta, nel tentativo di sfuggire al controllo.

La reazione sospetta non è passata inosservata. Gli agenti sono intervenuti immediatamente, raggiungendo e bloccando il fuggitivo. Durante la perquisizione, il 23enne è stato trovato in possesso di 96 grammi di hashish, nascosti addosso.

Per il giovane sono scattate le manette. L’arresto rientra nell’ambito dei servizi straordinari predisposti dalla Questura partenopea per presidiare le zone più sensibili della città e arginare il fenomeno dello spaccio di stupefacenti.

Finanziaria, via libera all’emendamento M5S: 14 milioni contro violenza di genere e per l’educazione emotiva

Roma – In una legge di Bilancio che il Movimento 5 Stelle continua a definire “priva di risposte concrete per i cittadini”, arriva però un segnale politico preciso sul fronte della prevenzione della violenza di genere.

È stato infatti approvato un emendamento a prima firma della deputata M5S Aloisio, che stanzia 14 milioni di euro complessivi per il biennio 2026-2027 destinati a rafforzare le attività educative nelle scuole secondarie di primo e secondo grado.

Le risorse saranno impiegate per progetti di educazione al rispetto, alle pari opportunità e al consenso, con un focus specifico sul contrasto alla violenza contro le donne e sulla tutela del diritto all’integrità fisica. Un intervento che punta anche allo sviluppo della consapevolezza affettiva ed emotiva, attraverso percorsi formativi strutturati e il coinvolgimento dei centri antiviolenza pubblici e privati già attivi sul territorio.

Il riparto dei fondi avverrà tramite un decreto ministeriale che individuerà i comuni beneficiari. Su questo punto, Aloisio annuncia una vigilanza stringente: “Monitoreremo attentamente criteri e modalità di utilizzo del fondo, così come l’applicazione concreta delle misure da parte degli enti locali”, con un invito esplicito ai sindaci a pronunciarsi tempestivamente e in modo responsabile.

Parallelamente, la parlamentare segue l’iter di un proprio disegno di legge, da poco incardinato, che mira a introdurre un’ora aggiuntiva di educazione emotiva nelle scuole, auspicando l’avvio rapido di una fase sperimentale negli istituti scolastici.

“L’obiettivo – rivendica Aloisio – è riportare al centro temi che l’esecutivo ha relegato ai margini”. Per il Movimento 5 Stelle, l’emendamento approvato rappresenta dunque un primo passo concreto per colmare un vuoto politico e culturale che, secondo l’opposizione, continua a pesare sulle politiche educative e sociali del Paese.

Luciano Carotenuto

Assalto notturno a bancomat a Santa Marina: esplosione e furto nella frazione di Policastro

Santa Marina – Nella notte tra giovedì e venerdì, a Policastro Bussentino, frazione di Santa Marina in provincia di Salerno, ignoti hanno compiuto un audace assalto a un bancomat situato lungo la statale 18.

Intorno alle 3, i malviventi hanno fatto esplodere lo sportello automatico utilizzando la cosiddetta “tecnica della marmotta”, ovvero introducendo materiale esplosivo nella fessura di erogazione del denaro. Dopo la deflagrazione, la banda è riuscita a penetrare all’interno della banca e a sottrarre la cassetta contenente il contante, portando a termine il colpo in pochi minuti.

I banditi sono poi fuggiti facendo perdere le proprie tracce. Il forte boato provocato dall’esplosione ha allertato alcuni residenti della zona, che hanno subito chiamato le forze dell’ordine. Sul posto sono intervenuti i carabinieri della compagnia di Sapri per effettuare i rilievi e avviare le indagini.

Al momento, sono in corso sia la quantificazione del bottino che l’analisi delle immagini registrate dai sistemi di videosorveglianza, fondamentali per risalire agli autori del raid.

Reggia di Caserta, il 2025 da record: oltre un milione di visitatori e cantieri strategici aperti

Caserta – Oltre un milione di visitatori in dodici mesi, nuovi spazi restituiti al pubblico, grandi interventi strutturali finanziati dal PNRR e una proiezione internazionale sempre più marcata.

Il 2025 si chiude come un anno di svolta per la Reggia di Caserta, che consolida il proprio ruolo tra i principali poli culturali italiani ed europei, nonostante una persistente e grave carenza di personale tecnico, amministrativo e di vigilanza.

Il dato sugli ingressi rappresenta un traguardo significativo, confermato anche nelle giornate di gratuità, durante le quali il complesso vanvitelliano si è stabilmente collocato tra il terzo e il quinto posto a livello nazionale. Un risultato reso possibile da un intenso lavoro organizzativo che ha garantito aperture straordinarie, visite tematiche, iniziative con la comunità e nuove modalità di fruizione del patrimonio.

Sul fronte della tutela, il 2025 è stato scandito da un fitto calendario di restauri e interventi strutturali. Tra i più rilevanti, la demolizione del solaio della seconda anticamera dell’Appartamento della Regina, che ha restituito alla sala il volume storico originario e la piena leggibilità della volta.

Parallelamente, una capillare attività di ricognizione e inventariazione dei manufatti storico-artistici ha consentito, per la prima volta, l’organizzazione sistematica dei depositi museali, destinati ad aprire al pubblico nel 2026. Da questo lavoro sono stati selezionati anche circa 400 elementi presepiali scelti dal Quirinale per l’allestimento nella Sala del Mappamondo.

Attenzione particolare è stata riservata ai servizi per il pubblico, con il rinnovo dei servizi igienici nel Parco reale e nel Terzo Cortile, resi più accessibili ed efficienti dal punto di vista energetico. Il Parco, polmone verde della città, è stato oggetto di una manutenzione quotidiana e programmata della componente vegetale.

Grazie all’impegno del personale del Ministero della Cultura, la Reggia ha ottenuto finanziamenti PNRR per 25 milioni di euro, destinati a quattro grandi interventi che interessano il Bosco di San Silvestro, l’Acquedotto Carolino e le sorgenti del Fizzo, le fontane monumentali della Via d’Acqua e il nuovo impianto di irrigazione delle praterie.

Nel corso dell’anno sono stati completati i lavori di pavimentazione dei viali superiori, il restauro del Tempio diruto e della Fontana del Pastore, mentre la Peschiera è prossima alla riapertura. In fase avanzata anche gli interventi al Complesso dei Passionisti e ai Liparoti.

Il tema dell’accoglienza ha rappresentato uno degli assi portanti dell’anno. Nel Bosco vecchio è stata inaugurata l’area che ospita l’installazione permanente di Michelangelo Pistoletto, mentre il nuovo accesso da corso Giannone – aperto in occasione del passaggio della Fiamma Olimpica – ha rafforzato il legame tra la Reggia e la città.

Il 2025 si è chiuso con la mostra di punta “Regine. Trame di cultura e diplomazia tra Napoli e l’Europa”, allestita nella Gran Galleria, che ha registrato un’elevata affluenza e rafforzato il riconoscimento internazionale della Reggia come istituto culturale di riferimento.

Ampia partecipazione anche alle iniziative del Bando di Valorizzazione, adottato come buona pratica da altri musei, e al nuovo Bando di Valorizzazione partecipata del Sito Unesco, esteso alla core e buffer zone. Sul versante del partenariato pubblico-privato, il progetto “SEMI – Sviluppo e meraviglia d’impresa” ha portato all’apertura de Le Serre di Graefer, del nuovo punto vendita nell’ex casa di guardia di Ercole e al completamento dell’iter per il Giardino della Camelia.

«Si chiude un anno che ha chiesto molto alla Reggia di Caserta e che, al tempo stesso, le ha restituito piena consapevolezza della propria forza», afferma la direttrice Tiziana Maffei. «I risultati visibili sono solo la parte emersa di un lavoro profondo, costruito in sette anni di studio, progettazione, procedure complesse e cura quotidiana. Il 2026 sarà il tempo del consolidamento: basi solide perché la Reggia continui a crescere e parlare al futuro con dignità, bellezza e visione».

Napoli, violenta rapina in via Taddeo da Sessa: 59enne arrestato in flagranza

Napoli – Pomeriggio di violenza quello vissuto ieri in via Taddeo da Sessa, dove un uomo di 59 anni, napoletano con precedenti penali specifici, è stato tratto in arresto dalla Polizia di Stato con l’accusa di rapina e lesioni personali.

L’episodio si è consumato sotto gli occhi degli agenti del Commissariato Vasto-Arenaccia. Durante un ordinario servizio di controllo del territorio, i poliziotti hanno notato il 59enne mentre aggrediva con brutalità una donna. Dopo averle strappato la borsa con la forza, l’uomo ha tentato di dileguarsi rapidamente tra le strade circostanti.

La fuga, tuttavia, è durata pochi istanti: i poliziotti sono intervenuti con prontezza, riuscendo a raggiungere e bloccare il malvivente prima che potesse far perdere le proprie tracce.

Il soggetto, che annovera già precedenti per reati della stessa indole, è stato condotto in ufficio e, al termine delle formalità di rito, dichiarato in stato di arresto. L’operazione sottolinea l’importanza del presidio costante delle forze dell’ordine nelle zone più sensibili della città, permettendo una risposta immediata ai reati di strada.

Infermiere aggredito nella notte di Capodanno ad Avellino: Moscati annuncia tolleranza zero

Avellino – Un infermiere è stato aggredito nella notte di Capodanno mentre era in servizio al pronto soccorso dell’Azienda Ospedaliera San Giuseppe Moscati di Avellino.

A renderlo noto è la direzione dell’ospedale irpino, che esprime “tolleranza zero” e annuncia un audit interno per analizzare l’episodio.

Questa mattina il direttore generale Germano Perito si è recato personalmente nel reparto per un aggiornamento dettagliato. Ha espresso solidarietà all’operatore coinvolto e ringraziato la polizia di Stato e le guardie giurate per “professionalità e supporto”.

L’azienda ha già programmato un’indagine interna volta a identificare misure di miglioramento, attivando parallelamente tutte le procedure amministrative e legali a tutela del personale.

“La direzione strategica considera questo un fatto grave – si legge in una nota ufficiale – e non intende sottovalutarlo né lasciarlo senza conseguenze. Sarà perseguito con fermezza nei limiti della normativa vigente”.

Il comunicato sottolinea la vicinanza a tutto il personale, in particolare agli operatori del pronto soccorso, “quotidianamente esposti a pressioni ingiustificate, violenza, vigliaccheria e intimidazione”. Un fenomeno, si specifica, che non è isolato all’Irpinia ma colpisce l’intero sistema sanitario nazionale.

Negli ultimi mesi, l’Aorn Moscati ha già adottato iniziative concrete per la sicurezza: ripristino del drappello di polizia nei locali attigui al triage e potenziamento del servizio di vigilanza, con focus su comunicazione e gestione dei familiari dei pazienti.