La Polizia Municipale fa sapere che sono stati fatti cinque verbali a parcheggiatori abusivi e 569 multe per sosta irregolare; gli agenti della Unita’ operativa Chiaia sono stati impegnati fino a notte fonda nella zona dei ‘baretti’ e hanno controllato diversi esercizi in Piazzetta Rodino’, Via Bisignano, Via Alabardieri e Vicoletto Belledonne. Sono stati elevati due verbali a locali che diffondevano musica senza autorizzazione. Hanno anche sorpreso sei persone che facevano uso di sostanze stupefacenti (cannabis) e per due di loro, minorenni, e’ scattata la segnalazione agli organi competenti e sono stati affidati ai genitori.
Anche gli agenti della Unita’ operativa Vomero sono stati impegnati nei controlli alla movida ed i locali controllati – tutti in regola – hanno rispettato l’orario di chiusura previsto dall’Ordinanza, mentre sono stati numerosi i verbali elevati al codice della strada. In Via Aniello Falcone ne sono stati elevati per sosta irregolare 211, mentre in Via Cilea i verbali elevati sono stati 120 ed inoltre sono stati fermati e sanzionati 3 parcheggiatori abusivi.
Anche nella zona della movida nel quartiere di Bagnoli sono intervenuti gli agenti della Unita’ operativa Fuorigrotta e hanno riscontrato diverse irregolarita’. Gli Agenti hanno provveduto alla verbalizzazione in Via Coroglio di un locale perche’ non rispettava la pulizia e l’ordine antistante l’esercizio, e analoga infrazione e’ stata rilevata in un altro locale in Via Bagnoli. Due locali di Coroglio sono stati sanzionati poiche’ non rispettavano le misure idonee ad evitare che i suoni e i rumori fossero percepiti all’esterno e un altro locale per vendita di bevande da asporto, dopo l’orario consentito, di bibite in vetro. Inoltre gli agenti hanno provveduto alla verbalizzazione di un venditore abusivo che senza alcuna autorizzazione e’ stato sorpreso anche a vendere bevande in vetro dopo la mezzanotte, e alla verbalizzazione di due parcheggiatori abusivi.
Movida tranquilla a Napoli: controlli e multe anche al Vomero e Bagnoli
Litiga con la fidanzata, le rompe il naso e poi le rapina il cellulare: arrestato 29enne di Qualiano
A Qualiano una lite tra fidanzati termina per lei con fratture, contusioni e rapina del cellulare. La donna viene soccorsa da sconosciuti, l’uomo viene arrestato dai carabinieri. Sono intervenuti i militari del Nucleo Radiomobile della Compagnia di Giugliano i quali hanno arrestato per rapina e lesioni personali un 29enne, A.G., gia’ noto alle forze dell’ordine e ritenuto vicino alla camorra locale.
Era in auto con la sua ragazza e, durante una discussione per motivi da chiarire, l’ha colpita violentemente causandole la frattura del naso e contusioni in volto. Poi si e’ impossessato del suo cellulare. La vittima e’ riuscita a sottrarsi all’ira dell’uomo; e’ fuggita ed ha poi citofonato a un condominio. Le hanno risposto persone che non conosceva, ma che hanno ugualmente chiamato il 112 perche’ i militari intervenissero.
I carabinieri hanno raccolto velocemente informazioni dalla vittima e hanno rintracciato l’uomo, benche’ si fosse allontanato dalla zona, arrestandolo. Hanno inoltre fatto accompagnare la donna in ospedale, a Giugliano, dove i sanitari l’hanno medicata e dimessa con una prognosi di 20 giorni. L’arrestato e’ ai domiciliari.
Napoli, rapinatore di Ponticelli tradito dal maglione natalizio
Gli agenti del Commissariato di Polizia Ponticelli hanno sottoposto a fermo di pg Massimo Carderopoli 39enne napoletano per il reato di rapina aggravata in concorso con altra persona in fase di identificazione. Poco dopo le 12.00 di ieri, una volante del commissariato, impegnata nel controllo del territorio, mentre transitava in via Argine ha notato nell’opposto senso di marcia uno scooter scarabeo con due giovani uscire, ad alta velocità da via Hemingway, il cui conducente indossava un appariscente maglione natalizio bianco e nero.
Contestualmente, la centrale operativa diramava note di ricerca di due uomini in sella a uno scarabeo nero privo di targa che avevano appena commesso una rapina a un giovane in via Hemingway, il passeggero, armato di pistola si era fatto consegnare dal malcapitato, il portafogli ed il telefonino cellulare Huawei.
I poliziotti, prontamente tentavano di inseguirli, ma trovandosi sulla corsia opposta divisa da cordolo non poteva girare agevolmente, e i due riuscivano momentaneamente a far perdere le proprie tracce. Ai poliziotti, non è sfuggito né l’abbigliamento né tantomeno il volto del conducente, riconoscendolo, poiché sottoposto alla misura degli arresti domiciliari. Gli agenti hanno visionato alcune telecamere installate per la video sorveglianza riuscendo a intercettare i due, che si dirigevano in direzione di Barra.
I poliziotti, dopo aver cercato l’uomo presso la sua abitazione hanno esteso i controlli presso alcuni familiari, giungendo in via Al chiaro di Luna, dove hanno trovato il motociclo che è stato sottoposto a sequestro, Il 39enne è stato rintracciato presso l’abitazione di un conoscente ed è stato bloccato e in seguito condotto in carcere a Poggioreale. Proseguono le indagini della Polizia per identificare il complice.
Due milioni di firme per il riconoscimento come patrimonio Unesco dell’arte dei pizzaioli napoletani
Raggiunto l’obiettivo con due milioni di firme per il riconoscimento dell’arte dei pizzaiuoli napoletani a patrimonio immateriale dell’Unesco. Tutto ciò è stato possibile grazie alla straordinaria mobilitazione del weekend al Villaggio Coldiretti a Napoli, in attesa della decisione che sarà presa il 4 dicembre in Corea del Sud. La Coldiretti ha sottolineato che si conclude un lungo percorso iniziato quasi sette anni fa.
La candidatura della pizza è l’unica italiana delle 34 che saranno esaminate del Comitato Intergovernativo per la salvaguardia del patrimonio immateriale dell’Unesco. La pizza napoletana – sottolinea la Coldiretti – dal 4 febbraio 2010 è stata ufficialmente riconosciuta come Specialità tradizionale garantita dall’Unione Europea, ma ora l’obiettivo è quello di arrivare ad un riconoscimento internazionale di fronte al moltiplicarsi di atti di pirateria alimentare e di appropriazione indebita dell’identità. Una necessità anche per difendere i consumatori dalle pizze realizzate con farina proveniente da grano dell’Ucraina, mozzarelle ottenute da cagliate lituane, extravergine tunisino e concentrato di pomodoro cinese.
L’adesione della Coldiretti insieme all’Associazione Pizzaiuoli Napoletani e alla fondazione UniVerde dell’ex ministro dell’Agricoltura Alfonso Pecoraro Scanio ha creato tutte le condizioni per raggiungere un risultato storico per il prodotto simbolo dell’identità nazionale. La candidatura della pizza a patrimonio immateriale dell’umanità tutela un settore che vale 10 miliardi di euro con almeno 100 mila lavoratori fissi nel settore della pizza ai quali – sottolinea la Coldiretti – se ne aggiungono altri 50 mila nel fine settimana, secondo i dati dell’Accademia Pizzaioli. Ogni giorno solo in Italia si sfornano circa 5 milioni di pizze nelle circa 63 mila pizzerie e locali per l’asporto, taglio e trasporto a domicilio. Non è un caso che oggi il degli italiani ritiene che la pizza sia il simbolo culinario dell’Italia secondo un sondaggio del sito www.coldiretti.it e che la pizza sia la parola italiana più conosciuta all’estero con l’8 per cento, seguita dal cappuccino (7 per cento), dagli spaghetti (7 per cento) e dall’espresso (6 per cento), secondo un sondaggio on line della Societa” Dante Alighieri. La passione per la pizza è diventata planetaria, con gli americani che sono i maggiori consumatori con 13 chili a testa mentre gli italiani guidano la classifica in Europa con 7,6 chili all’anno, e staccano spagnoli (4,3), francesi e tedeschi (4,2), britannici (4), belgi (3,8), portoghesi (3,6) e austriaci, che con 3,3 chili di pizza pro capite annui chiudono questa classifica. L’arte dei pizzaiuoli napoletani – riferisce la Coldiretti – sarebbe il settimo “tesoro” italiano ad essere iscritto nella Lista rappresentativa del patrimonio culturale immateriale dell’Unesco. L’elenco tricolore comprende anche l’Opera dei pupi (iscritta nel 2008), il Canto a tenore (2008), la Dieta mediterranea (2010) l’Arte del violino a Cremona (2012), le macchine a spalla per la processione (2013) e la vite ad alberello di Pantelleria (2014). Accanto al patrimonio culturale immateriale, l’Unesco – continua la Coldiretti – ha riconosciuto nel corso degli anni anche un elenco di siti, e proprio l’Italia è lo stato che ne vanta il maggior numero a livello mondiale. Significativamente però – evidenzia Coldiretti -, gli ultimi elementi, ad essere iscritti negli elenchi, dallo Zibibbo di Pantelleria alla Dieta Mediterranea, fanno riferimento al patrimonio agroalimentare made in Italy, a testimonianza della sempre maggiore importanza attribuita all’alimentazione, non a caso il 2018 cibo e’ stato proclamato l’anno internazionale del cibo italiano nel mondo. “Il riconoscimento dell’Unesco avrebbe dunque un valore straordinario per l’Italia che è il Paese dove più radicata è la cultura alimentare e la pizza rappresenta un simbolo dell’identità nazionale”, ha affermato il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo nel sottolineare che “è chiaro che garantire l’origine nazionale degli ingredienti e le modalità di lavorazione significa difendere un pezzo della nostra storia, ma anche la sua distintività nei confronti della concorrenza sleale”.
Napoli, Movida tranquilla con i controlli: identificate 200 persone, multe e sequestri
Polizia di Stato, Esercito e Polizia Municipale impegnati nella scorsa notte nei controlli interforze per la movida napoletana. I controlli sono partiti poco dopo le 21.00 e terminati alle 04.00, tra via Cavalerizzi a Chiaia, vico Belledonne a Chiaia, piazza dei Martiri via Carlo Poerio, via Bisignano, via Fiorelli, Piazza San Pasquale a Chiaia e via Alabardieri, hanno visto impegnati 30 uomini della Polizia di Stato.
Tutti i locali hanno chiuso alle 03.00, in rispetto all’ordinanza sindacale. Sono state identificate 200 persone di cui una trentina con precedenti di polizia, Numerosi sono state le perquisizioni personali alla ricerca di droga o armi. Decine di auto e venti i motorini controllati durante i posti di controllo, elevate numerose contravvenzioni al Codice della Strada. In Via Alabardieri, è stato bloccata un’autovettura, sulla quale è scattato un sequestro amministrativo in quanto il conducente non ha mai conseguito la patente di guida. Il giovane è stato sanzionato amministrativamente con una pena pecuniaria di euro 5 mila
Diversi i locali controllati, tre sono stati sanzionati per aver venduto bevande in bottiglie di vetro dopo la mezzanotte per un totale di euro 1500.
Due chili di droga nascosti sotto al letto: in manette 28enne di Pompei
I Carabinieri della stazione di Sant’Antonio Abate, hanno arrestato un 28enne di Pompei: nella sua abitazione, sotto il letto, i militari hanno trovato un chilo e 700 grammi di marijuana e 4mila euro in contanti. Il ragazzo è stato arrestato per detenzione di stupefacente a fini di spaccio e trasferito in carcere.
Napoli: manda in genitori in ospedale perché vuole l’auto nuova: arrestato 28enne di Scampia
Pesta furiosamente i genitori da cui voleva i soldi per comprarsi la macchina. Per questo motivo i carabinieri di Napoli hanno arrestato a Scampia un 28enne. Vittime il padre e la madre, di 64 e 59 anni, colpiti con calci e pugni. Medicati in ospedale, sono stati dimessi con una prognosi di oltre 20 giorni per traumi, contusioni e costole incrinate.
L’aggressione è scattata perché il figlio voleva i soldi per acquistare un’auto nuova. Episodi del genere andavano avanti da mesi, ma i genitori non avevano mai portato alla luce le violenze subite sporgendo denuncia. Il 28enne è stato portato in carcere.
Per Natale è caccia al panettone made in Italy. L’analisi di Coldiretti
Caccia ai panettoni made in Italy, a conferma di una sempre maggiore sensibilità dei consumatori verso la provenienza di quel che portano in tavola che si estende ora ai prodotti delle feste. Lo afferma un’analisi Coldiretti-Ixé dalla quale emerge che ad un mese dal Natale è già scattata la corsa agli acquisti, con un prezzo medio che si aggira sugli 8-9 euro, ma che può triplicare nel caso dei dolci artigianali più “ricchi” preparati nelle pasticcerie e nei piccoli laboratori. Il panettone sarà anche il dolce preferito dagli italiani per le feste – spiega Coldiretti (www.coldiretti.it) – davanti al pandoro, che finirà sul 70% delle tavole (a un prezzo medio di 6-8 euro).
Tra le tendenze 2017 si registra anche un deciso ritorno al fai da te casalingo per sorprendere familiari e amici con la riscoperta delle antiche ricette della tradizione locale. Se – sottolinea la Coldiretti – in Calabria si consumano i fichi a crocetta ricoperti al cioccolato e i torroncini, dolci al cedro e al bergamotto, in Campania è il tempo di struffoli e roccocò, mentre in Molise dei calciuni a base di farina, vino, castagne lessate, rum, cioccolato, miele, mandorle, cedro candito, cannella, in Puglia dei porcedduzzi (frittelline piccolissime con miele o zucchero). Al nord – continua la Coldiretti – in Friuli torna la gubana (noci, mandorle, uvetta, miele, vino e rum, avvolto in sfoglia), in Emilia il Panone di Natale di Bologna (a base di farina, mostarda di mele cotogne, miele, cacao, cioccolata fondente e fichi secchi), in Liguria del pandolce (impasto di farina, uvetta, zucca candita a pezzetti essenza di fiori d’arancio, pinoli, pistacchi, semi di finocchio, latte e marsala ).
Non mancano specialità infine – continua la Coldiretti – nelle isole come in Sicilia con i buccellati di Enna (dolci tipici ripieni di fichi secchi), delle cassate, dei cannoli, dei mustazzoli a base di mandorle, cannella e chiodi di garofano e della cubbaita (torrone di miele con nocciole e mandorle o pistacchi. Ma per chi non ha tempo di prepararselo in casa – continua Coldiretti – arriva ora il primo panettone con grano 100% italiano, frutto della collaborazione tra Sis, Società Italiana Sementi di Bologna, mulino Pivetti di Cento (Ferrara), Coprob (cooperativa produttori bieticolo-saccariferi) e la cooperativa Deco Industrie di Bagnacavallo (Ravenna). Per produrlo – continua Coldiretti – è stato utilizzato grano tenero della varietà “Giorgione”, da cui si ottiene una farina al top della qualità per la trasformazione in prodotti da forno. Selezionato, coltivato, raccolto e macinato in Italia, il Giorgione – commenta Coldiretti – è un grano tenero frutto della ricerca di Sis, ottenuto con incroci naturali e senza impiego di organismi transgenici, ma valorizzando il meglio della tradizione produttiva del grano nel nostro Paese. Oltre all’ingrediente base, la farina, il panettone 100% italiano – conclude Coldiretti – utilizza burro, zucchero, uova, lievito madre e scorze di arance candite, tutti di produttori nazionali.
Napoli, spari nella vetrina di un bar al Cavone
Diversi colpi d’arma da fuoco sono stati sparati la notte scorsa contro la vetrina di una bar nel centro antico di Napoli. Il fatto e’ avvenuto intorno alle 3.30 in via Francesco Saverio Correra. I poliziotti, allertati da una segnalazione anonima al ‘113’, hanno trovato una ventina di bossoli di diverso calibro (9×21, 7,65). Sono state avviate indagini. Potrebbe trattarsi di un raid per affermare la presenza criminale sul territorio. I responsabili, spiegano dalla questura di Napoli, sarebbero due e avrebbero agito a volto coperto in sella ad uno scooter.
Travolto dal suo camion in discesa: muore schiacciato commerciante di 44 anni
E’ rimasto ucciso dal suo stesso camion durante una manovra: Andrea Santonastaso, 44enne commerciante di tessuti, di Maddaloni. E’ accaduto ieri pomeriggio, verso le ore 14, in vicolo Sant’Augusto. La vittima come faceva tutti i giorni al suo ritorno dai mercati ha lasciato in moto il suo camion furgonato carico di merce ed è sceso per aprire il garage.
Ma il mezzo si è messo improvvisamente in movimento lungo la stradina in leggera pendenza. Una distrazione fatale: il commerciante è stato travolto e schiacciato dal pesante veicolo. A nulla è valso l’opera dei soccorritori, tra parenti e conoscenti della strada, che hanno cercato di rimuovere il camion e liberare Andrea.
I medici del 118 arrivati sul posto non hanno potuto fare altro che constatarne la morte. Il decesso di Andrea Santonastaso ha colpito molto la città visto che apparteneva a una storica famiglia di commercianti locali.
Misterioso incendio di tre auto nel centro di Montoro: indagano i carabinieri
I carabinieri di Montoro stanno indagando sul misterioso incendio che nella notte ha distrutto tre auto nel centro della città. Dalle prime verifiche fatte dai militari insieme con i vigili del fuoco l’incendio sarebbe di natura dolosa: qualcuno la notte scorsa ha appiccato il fuoco a una Fiat Punto parcheggiata in strada. In pochi minuti le fiamme hanno avvolto interamente il veicolo e hanno provocato l’esplosione del serbatoio di carburante.
L’incendio si e’ propagato anche ad altre due auto parcheggiate vicino alla Punto. Le fiamme alte e il boato dell’esplosione hanno svegliato gli abitanti della zona che hanno chiesto l’intervento dei vigili del fuoco e dei carabinieri del comando provinciale di Avellino. L’incendio e’ stato spento prima che potesse danneggiare alcune abitazioni.
Il proprietario della Fiat presa di mira non ha precedenti e ai carabinieri ha detto di non aver subito minacce. Le indagini sono state avviate e per individuare i responsabili potrebbero essere determinanti le riprese di alcune telecamere di video sorveglianza presenti nella zona.
Esce dalla discoteca ed entra a piedi in autostrada: 21enne travolto e ucciso
Un ragazzo di 21 anni e’ morto investito da un’auto, la scorsa notte, mentre si trovava a piedi nel tratto bergamasco dell’A4. Da una prima ricostruzione sembrerebbe che il giovane fosse appena uscito da un vicino locale pubblico e, non si sa per quale motivo, sia entrato sulla sede autostradale.
L’incidente attorno all’1,30, tra i caselli di Capriate e Dalmine, direzione Brescia. La vittima viveva nel Milanese. Vani i soccorsi del 118. Sul posto per i rilievi la Stradale.
Casalinga di Benevento ricoverata al Rummo per sospetta meningite
Casalinga di Benevento ricoverata all’ospedale Rummo con una forma di meningite di origine batterica. La direzione dell’ospedale ha informato, come previsto dalla normativa vigente, il dipartimento di Igiene e Prevenzione dell’Asl che ha il compito di attivare i protocolli previsti in questi casi per effettuare la profilassi alla famiglia della paziente.
In questo caso solo ai familiari, visto che la donna, essendo casalinga, non è entrata in contatto diretto con altre persone. Si tratta quindi di un caso isolato e non infettivo. Naturalmente sono state disposte tutte le profilassi e le analisi del caso e la paziente è monitorata costantemente.
Sparatoria a Ostia: colpi di pistola contro casa degli Spada
Nuova sparatoria ad Ostia. Ad essere colpita, questa volta, è stata una abitazione di un appartenente al clan Spada, in via Forni. Il fatto è accaduto verso le 23 di ieri sera quando la porta dell’abitazione è stata bersagliata da cinque colpi di arma da fuoco che non hanno, però, perforato la struttura e non hanno provocato feriti. Le indagini portate avanti dal Commissariato di Ostia e dalla Squadra mobile di Roma sono in corso.
Incidenti stradali: un morto e 11 feriti in autostrada
Una persona e’ morta e altre 11 sono rimaste ferite in un incidente stradale avvenuto la notte scorsa sull’autostrada A13 Bologna-Padova, nel tratto compreso tra Ferrara Sud e Ferrara Nord in direzione di Padova. L’incidente ha coinvolto un’automobile e un minivan sul quale viaggiavano 14 persone, tra le quali la persona morta.
Sul luogo dell’incidente, oltre al personale della Direzione 3/o Tronco di Bologna, sono intervenute le pattuglie della Polizia stradale i soccorsi meccanici e sanitari. Durante le operazioni di soccorso e’ stato necessario chiudere temporaneamente il tratto di autostrada interessato dall’incidente che e’ stato riaperto dopo circa un’ora.
Camorra: i Mazzarella anche dietro le due stese ai Quartieri Spagnoli
Sono state due le stese di camorra la notte scorsa ai Quartieri Spagnoli. Si è trattato di un botta e risposta nel giro di poche ore con le vecchie famiglie malavitose dei vicoli a ridosso di via Toledo, ovvero Saltalamacchia-Ferrigno-Ricci- Esposito che si stanno contrapponendo in questo momento ai Masiello, alleati storici dei Mariano e dei Terracciano, e che recentemente si sono legati al boss emergente dei Mazzarella, che da San Giorgio a Cremano, suo quartiere generale con la complicità e l’alleanza dei D’Amico di san Giovanni a Teduccio sembra abbia dichiarato guerra un po a tutti i clan che controllano la linea che da San Giovanni a Teduccio porta al centro di Napoli.
E quindi neanche i Quartieri Spagnoli sono immuni da questo disegno criminoso.La prima stesa alle 20,30 di venerdì è scattato l’allarme in via Figurelle a Montecalvario. “Correte stanno sparando, c’è un uomo a terra”, è stata la richiesta d’aiuto giunta alle forze dell’ordine. Sul posto si è precipitata la polizie e per fortuna non c’era nessun ,morto ma solo sei bossoli calibro 9×21 esplosi, secondo varie testimonianze raccolte, da uno dei tre malviventi che viaggiavano su due scooter con targa coperta. La zona non è distante dall’area d’influenza dei Masiello, entrati in contrasto negli anni scorsi più volte con i Ricci-“Fraulella”, alleati di ferro dei Saltalamacchia.
La risposta non si è fatta attendere e alle due di notte ecco che sono entrati in azioni quelli dei Mazzarella che hanno fatto fuoco ben 13 volte con due pistole di diverso calibro in via Speranzelle, zona controllata dai Ricci ‘fraulella’. Gli investigatori stanno cercando riscontri utili alle indagini analizzando le riprese delle telecamere pubbliche e private poste lungo la zona di arrivo e di possibile via di fuga dei pistoleri. La squadra mobile sta mettendo insieme tutti i tasselli di questa indagine che porta sempre al nuovo boss del clan Mazzarella deciso, secondo fonti confidenziale, a prendere il controllo delle attività illecite fino al centro di Napoli e poi consolidare anche le alleanze con le famiglie malavitose di Fuorigrotta e del rione Traiano storicamente vicine. Alcune informative contenenti nomi e volti dei personaggi protagonisti di questa nuova stagione per il momento solo di stese e di richieste estorsive sono state già consegnate alla Dda di Napoli. Si resta in attesa delle decisioni.
‘Me rimanett na pistola e nu quartier a cummanà’ anche il rapper che canta la camorra salernitana era a casa del boss. IL VIDEO
C’era anche il noto rapper neomelodico salernitano Gerry Murzett (Gerry la morsa) per l’anagrafe Gerardo Rispoli a casa del boss Ciro Persico l’altro giorno quando hanno fatto irruzione i carabinieri che hanno scoperto nel 8 chili e mezzo di hashish e due chili di cocaina pronta ad essere immessa sul mercato della Movida salernitana per le festività natalizie. Con loro anche un terzo complice: Ugo Ventre. I tre sono finiti in carcere.
Il sequestro di droga è uno dei più ingenti dell’ultimo anno sulla piazza salernitana e che se immessa sul mercato avrebbe fruttato almeno 300mila euro. A parte il boss Ciro Persico, padre di Vincenzo ‘Coca Cola’ ucciso nel gennaio del 2014 a Montecorvino Rovella, è la presenza del neomelodico che inquieta gli investigatori. Murzett è un personaggio noto non solo a Salerno. Sulla sua pagina facebook ( per la verità ne ha una seconda di quando era molto più giovane ma non è aggiornata dal 2014) racconta Salerno, il disagio sociale ma anche di boss, carceri e camorra.
Una canzone in particolare racconta la vita di un piccolo boss di quartiere. Si chiama “L’eredità- Lettera e nu carcerato”. E recita così: “Nun mo scordo o juorno ca accerettn a papà, nun so po cancellà, o teng stampat cà, mammà rind a cucina priparava pe mangià quando a belle e buon sentettm e sparà, ma abbasci addu nuje è normal e nu jettem a penzà..po n’amico e famiglia ci venett avvisà. Chella ca succerett nun so po immaginà… tenev triric ann e mulev vendicà guardai a fratm inta alluocchi e capett che l’era fa…me rimanett na pistola e nu quartier a cummanà e nu poco d’oro spuorc e sangue, chest fu l’eredità… o meglio po meglio l’aggi fatt tremmà… conosco sul na legge che è chell e l’omertà…numm aggi scelt io chesta vita cca… so nato miez a via e miez a via aggià stà… l’unica amica mia è a 38 e papà.. pe mezz e ruie pentit aggi perz a libertà.. sta strada nu porta a niente che ciaggia uaragniat’ mo ca aggia murì cca…”.
E come il piccolo boss della sua canzone per il momento Gerardo Rispoli è rinchiuso nel carcere di Fuorni. Nei prossimi giorni comparirà davanti al gip per l’interrogatorio di garanzia.

Movida violenta anche a Pomigliano: ragazzino pestato dal branco cerca la fuga su un albero
Pomigliano. Dopo Napoli anche a Pomigliano la Movida diventa violenta: è accaduto la notte scorsa nella zona del centro frequentato da tantissimi giovani. Una violenta rissa si è scatenata tra giovanissimi tanto da indurre un ragazzino vittima designata del branco a tentare la fuga su un albero ma è stato raggiunto e picchiato selvaggiamente. E’ accaduto la notte scorsa.
Sull’episodio stanno indagando i carabinieri che stanno controllando le immagini delle telecamere della video sorveglianza pubbliche collegata alla centrale dei vigili urbani. la violenza si è scatenata in più riprese nella zona compresa tra piazza Mercato e le strade adiacenti, via Cavallotti, via Livorno, via Guadagno, via Terracciano. Ad avere la peggio è stato il ragazzino pestato da un gruppetto di ragazzi, tutti minori, che ha scatenato la propria violenza con calci e pugni contro il giovane. E ora come è accaduto a Napoli anche a Pomigliano c’è chi invoca maggiore sicurezza visto che non è la prima volta che nella zona della Movida si verificano risse.
Camorra, il boss pentito: ”Così Brunetti e Sibillo ci tagliarono fuori dal mercato della Maddalena”
Il boss pentito di Focrcella, Vincenzo Amirante sta raccontando agli inquirenti cosa è accaduto nella fase della faida di Forcella che ha visto come protagonisti la Paranza dei Bimbi e l’alleanza delle famiglie Amirante-Brunetti-Giuliano-Sibillo. In uno dei suoi recenti verbali ha parlato della spaccatura in seno al gruppo cosa questa che poi ha determinato la sua decisione di pentirsi dopo l’arresto.
“La questione principale per al quale spingevano i Sibillo era il controllo degli affari illeciti della Maddalena che fruttavano 14mila euro a settimana. Finché mio figlio Salvatore è stato libero questa somma era da lui distribuita solo tra gli appartenenti al gruppo Amirante. Eravamo mio figlio Raffaele ed io, quando Salvatore era agli arresti domiciliari a Ladispoli, a gestire gli incassi della Maddalena, la distribuzione dei capi di abbigliamento con marchi contraffatti, la distribuzione delle buste di plastica. Ero io a provvedere al mantenimento delle famglie dei detenuti.
In più 1000 euro a settimana andavano tute le settimane ai Rinaldi. Quando fu arrestato mio figlio Salvatore, Ciro Brunetti e Alssandro Riccio andarono alla Maddalena a riscuotere direttamente. Li sottrassero a Fanzini che era il nostro incaricato alla riscossione delle estorsioni, servendosi di altri affiliati, su cui riferirò. Già in precedenza Ciro Brunetti aveva cercato di accaparrarsi il mercato della Maddalena. Successivamente dopo l’arresto di mio figlio Salvatore, Ciro Brunetti tornò alla carica, con l’accordo con Rinaldi, Sibillo e Giuliano. Dopo questo fatto, il clan stabilì che al gruppo Amirante dovessero andare 4mila euro al mese dei ricavi della Maddalena, mentre la parte restante ai Sibillo che la avrebbero divisa per altri gruppi”.
Napoli, rapinò il cellulare a uno studente di 13 anni: arrestato
Gli agenti del commissariato di Polizia Dante hanno arrestato in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, Giorgio Nazzaro, 48enne napoletano con precedenti di polizia per il reato di rapina aggravata. I poliziotti hanno bloccato l’uomo, stamani nella sua abitazione di Via Matteo Renato Imbriani, in esecuzione dell’ordinanza emessa dalla Procura della Repubblica Presso il Tribunale di Napoli, in seguito ad un’accurata indagine effettuata dai poliziotti.
Gli agenti hanno accertato che l’uomo, l’undici novembre, poco dopo le 7 del mattino, in vicoletto San Giuseppe dei Nudi, dopo aver parcheggiato la sua vespa ed essersi tolto il casco, ha avvicinato uno studente, un 13enne, intento ad ascoltare musica dal suo smartphone mentre si recava a scuola. L’uomo armato di pistola la puntava alla gola del ragazzino e gli rapinava lo smartphone, un Huawei P8lite, dileguandosi in sella della vespa sulla quale era giunto. L’uomo è stato condotto al carcere di Poggioreale.



