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Elezioni, Di Maio a Vitiello: ‘Per noi è game over’

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“Per quanto ci riguarda è una persona che non ci aveva detto di far parte di una loggia massonica, e per questa ragione non può stare nel Movmento 5 Stelle”. Così il vice presidente della Camera dei deputati e candidato alla guida del Paese del Movimento Cinque Stelle, Luigi Di Maio, a margine dell’incontro elettorale al teatro Sannazaro di Napoli, in marito all’iscrizione nelle liste del movimento di un appartenente a una loggia massonica. “Gli abbiamo inibito l’utilizzo del simbolo e quindi per noi è game over”, afferma Luigi Di Maio, “i cittadini sanno che nel movimento non si fanno sconti a nessuno e sarà sempre una garanzia per gli italiani quando ci voteranno”. “Vale per tutti”, conclude, “ma soprattutto per chi non ci dice tutta la verità”. Così il leader pentastellato e potenziale premier per il M5S dichiara fuori dal Movimento il candidato di Castellammare di Stabia Catello Vitiello risultato iscritto a una loggia massonica vicina al Grande Oriente d’Italia, attualmente sospeso.
“Mi dispiace per i miei concittadini che dovranno sorbirsi Vittorio Sgarbi”. Luigi Di Maio, candidato anche nel collegio uninominale della Camera nella sua Pomigliano d’Arco ironizza sul confronto con il critico d’arte che ha scelto di affrontare il leader del Movimento 5 Stelle per il centrodestra. “Ho chiesto a tutti i cittadini di Pomigliano di essere gentili e di offrigli un caffe’ – aggiunge rispondendo ai giornalisti prima di cominciare la prima tappa del tour napoletano che lo vedra’ impegnato anche a Torre del Greco assieme a Beppe Grillo e infine proprio nella sua Pomigliano – perche’ a chi sbraita in quel nodo si risponde sempre con il sorriso”. Poi non si tira indietro nelle critiche neanche nei confronti di Matteo Renzi: “Come sempre abbiamo dimostrato che se c’è qualcuno che sbaglia viene messo fuori, ma la cosa che mi fa rabbrividere è che Matteo Renzi fa la morale a noi”, in merito alla questione dei rimborsi.Di Maio ha aggiunto: “Restituiscano 23,1 milioni di euro lui e il suo partito e poi cominci a parlare”.

E’ morto a Napoli lo storico Giuseppe Galasso: aveva 88 anni

Napoli. E’ morto a Napoli lo storico Giuseppe Galasso, lo ha annunciato la casa editrice Laterza. Giornalista, politico e professore universitario italiano era nato a Napoli il 19 novembre 1929. Era attualmente docente di storia moderna all’università Suor Orsola Benincasa di Napoli. Decine le sue pubblicazioni molte delle quali incentrate sulla storia del Mezzogiorno. E’ stato deputato della Repubblica e sottosegretario, dall’83 all’87 durante il governo Craxi, del ministero dei Beni culturali.
Galasso aveva 88 anni è stato un esponente del Partito Repubblicano, prima consigliere e assessore a Napoli, poi deputato dall”83 al 94. Ha collaborato, in veste di editorialista, con i più importanti quotidiani nazionali. Lo storico ha ricevuto nel 2005 il “Premio speciale della Cultura” assegnato dalla Presidenza del Consiglio dei ministri per la sezione “Storia”.

Ubriaco alla guida tenta di corrompere i carabinieri: ucraino arrestato a Giugliano

Giugliano in Campania. Un cittadino ucraino è stato arrestato dai carabinieri di Giugliano in Campania, in provincia di Napoli, per resistenza a pubblico ufficiale, istigazione alla corruzione e guida in stato di ebbrezza alcoolica. In manette è finito Melnyk Vitaliy, di 44 anni. L’uomo, alla guida di una Citroen, è fuggito all’alt dei militari ed è stato raggiunto dopo un inseguimento. E’ accaduto a Varcaturo, frazione di Giugliano in Campania. Prima di essere immobilizzato ha ingaggiato anche una breve colluttazione. L’auto era priva di copertura assicurativa e lo straniero, in evidente stato di ebbrezza, per evitare conseguenze ha offerto ai carabinieri 50 euro affinchè omettessero di procedere.

Traffico di eroina dall’Albania, arrestati tre uomini tra Sant’Antimo e Giugliano

Marcianise. Alle prime luci dell’alba i militari della Guardia di Finanza di Marcianise, con il supporto delle unità cinofile del Gruppo di Aversa, hanno dato esecuzione ad una nuova ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Gip del Tribunale di Napoli, su richiesta della locale Direzione Distrettuale Antimafia, nei confronti di ulteriori tre persone risultate inseriti a pieno titolo in una vasta associazione per delinquere finalizzata al traffico internazionale di droga già oggetto di investigazione. L’operazione odierna fa infatti seguito a quella del novembre 2017 quando le Fiamme Gialle casertane, a conclusione di un’ampia indagine diretta dalla Procura Distrettuale partenopea che ha portato al sequestro di diversi carichi di stupefacenti provenienti dall’Albania, arrestarono 20 italiani e 3 albanesi che gestivano, con vari ruoli, le piazze di spaccio di eroina di Casandrino, Grumo Nevano, Melito ed Acerra. Le dichiarazioni rese nell’immediatezza da alcuni arrestati che hanno deciso di collaborare con la giustizia hanno quindi permesso di acquisire nuovi riscontri circa il ruolo attivo di altre persone che, per conto dell’associazione, detenevano la droga e provvedevano allo spaccio dello stupefacente. Grazie a queste acquisizioni informative sono state poi riviste e decriptate anche alcune conversazioni intercettate, di cui è stato chiarito il contenuto, ricostruendo diverse negoziazioni per l’acquisto dello stupefacente dall’Albania e numerosi, ulteriori episodi di spaccio al dettaglio.
Sono così emersi le responsabilità e il ruolo all’interno dell’organizzazione ricoperto dalle tre persone arrestate oggi. In particolare, è stato fermato F.L., cinquantatreenne di S.Antimo, già finito in manette durante l’intervento del novembre scorso perché trovato in possesso di 64 grammi di eroina (pari ad oltre 600 dosi medie giornaliere) e di un bilancino di precisione, per il quale le fonti di prova raccolte hanno permesso di dissipare ogni possibile dubbio che la detenzione dello stupefacente potesse essere, come dallo stesso dichiarato, per un uso esclusivamente personale. Dalle successive indagini è infatti emerso che l’uomo già dal 2014 spacciava eroina per conto dell’organizzazione e che da ultimo teneva anche contatti diretti con i fornitori albanesi. Arrestato, poi, S.E., quarantaseienne di Sant’Arpino, anche lui spacciatore di eroina e ricettatore di armi provenienti da furti in appartamenti, che rivendeva alla criminalità locale. In manette infine, V.S., quarantottenne di Giugliano, da lungo tempo iscritto al Sert allo scopo di precostituirsi un alibi nel caso in cui le Forze di Polizia lo avessero colto in possesso di quantitativi di droga, che, oltre ad essere attivo nello spaccio, ha intrattenuto rapporti diretti con i trafficanti turchi.

Ponticelli, uccise la zia e ne ferì un’altra: processo immediato per De Liguori

Pasquale De Liguori lo scorso ottobre uccise sua zia a coltellate e tentò di ucciderne un’altra: per la perizia psichiatrica, l’uomo era capace di intendere e di volere e probabilmente sotto effetto di stupefacenti. L’accusa è quella di omicidio e di tentato omicidio con l’aggravante della premeditazione. La Procura nei giorni scorsi ha chiuso definitivamente l’indagine dichiarando colpevole De Liguori per le chiare ed evidenti prove contro di lui, tanto da richiedere il giudizio immediato senza passare per l’udienza preliminare.
Il giudice Rossella Marro ha accolto favorevolmente la richiesta del pm Ida Frongillo della Procura di Napoli e ha disposto la datta della prima udienza per l’11 aprile. Il racconto di quel vile gesto è da brividi. Pasquale De Liguori, 39 anni, che avrebbe  dovuto essere agli arresti domiciliari, uscì di casa sotto l’effetto di stupefacenti e raggiunse la casa delle anziane zie. Armato di coltello si avventò contro la zia Rosa Vitagliano  e la colpì più volte, mirando al torace, fino a ucciderla. Con altri fendenti colpì l’altra zia, Maria che nel frattempo gridava e chiedeva aiuto, ferendola al collo e alla testa. Anna, la figlia di Rosa, dovette assistere alla morte della madre senza poter far nulla per impedirle quello strazio: dopo aver provato a fermare il cugino, sarebbe corsa verso casa riuscendo a chiudere la porta in tempo per evitare di essere raggiunta. Per il pubblico ministero, si trattò di una violenza che Pasquale De Liguori avrebbe premeditato e pianificato. Prima di chiudere il caso, lo stesso pm aveva chiesto la perizia psichiatrica sull’imputato per un ulteriore approfondimento sulle condizioni dell’uomo al momento dei fatti e in vista del processo. Quanto al movente, l’ipotesi più accreditata lo lega a motivi economici per una questione relativa ad alcune proprietà, rimasta in sospeso tra le famiglie. I familiari della vittima si sono costituiti parte civile nel processo.

Napoli, bomba dei Mazzarella danneggia outlet di abbigliamento a Gianturco

Una bomba dei signori del racket ha distrutto questa notte le vetrine  dell’outlet di abbigliamento “Le Griffe Outlet”, con sede in via Brin, all’altezza della fermata della metropolitana. E’ accaudto poco dopo le 4,30. Il forte boato ha svegliato tutto il vicinato. Sul posto sono accorse le forze dell’ordine i i vigili del fuoco per la verifica dei danni e della staticità degli edifici. La deflagrazione ha parzialmente danneggiato la facciata e l’insegna oltre a una tabella in ferro con le scritte delle griffe in vendita. All’interno numerosi i danni alle vetrine e alle controsoffittature. Gli agenti del commissariato Vicaria che stanno conducendo le indagini hanno ascoltato il titolare dell’esercizio commerciale il quale ha riferito di non aver mai ricevuto minacce o richieste estorsive. Ma gli investigatori sono covinti che si tratti di un chiaro segnale intimidatorio da parte dei signori del racket e la pista porta diritto al clan Mazzarella che nella zona ha ingiaggiato da mesi una violenta lotta a suon di stes e e di attentati con i nemici del clan Rinaldi e delle famiglie colelgate. In ballo c’è il controllo delle piazze di spaccio nella zona orientale di Napoli e il racket delle estorsioni a commercianti, imprenditori e ambulanti di tutta la zona.

Avellino, 13enne scomparsa di casa trovata ubriaca su una panchina

E’ stata ritrovata su una panchina in stato di ebbrezza in piazza Libertà ad Avellino, la tredicenne che per alcune ore ha fatto perdere ogni traccia. Ore di preoccupazione vissute dalla famiglia della adolescente della provincia avellinese. Aveva raggiunto ieri pomeriggio il capoluogo per trascorrere qualche ora di svago insieme ad una sua coetanea. Alle undici di sabato sera, dovevano trovarsi entrambe nei pressi del palazzo di giustizia, dove ad attenderle c’era la mamma di una delle due che le avrebbe riaccompagnate a casa. All’appuntamento, però, si è presentata soltanto una delle due ragazze, visibilmente spaventata perché da diverse ore non riusciva più a trovare l’amica. La mamma di quest’ultima, sebbene sotto choc per l’accaduto, ha chiamato il 113 e la ragazzina fortunatamente è stata ritrovata, dagli agenti della squadra Volanti di Avellino, verso le tre della scorsa notte dopo aver perlustrato tutta la città.Era su una panchina, addormentata. Fondamentale è stata la collaborazione di due suoi amici con i quali la ragazzina aveva trascorso il pomeriggio. Loro hanno avvisato la polizia dopo averla lasciata da sola. Agli agenti hanno raccontato di averla abbandonata, spaventati dalle condizioni in cui versava. Gli agenti della sezione Volanti, dopo aver vagliato la loro versione, hanno escluso ogni profilo di responsabilità in quanto hanno fattivamente contribuito e fin da subito alle ricerche della adolescente. Appena trovata è stata trasferita all’ospedale Moscati per accertamenti. I sanitari hanno avviato le cure necessarie e predisposto il ricovero della giovane. Esclusa l’assunzione di sostanze stupefacenti e la possibilità che la ragazzina avesse subito violenze.

Qualiano, amore conteso tra 20enni, rissa tra famiglie: tutti in ospedale e poi ai domiciliari

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Due giovani innamorati di Qualiano osteggiati dalla mamma e dal fratello di lei, una giovane di vent’anni. Sono volati calci, pugni, schiaffi perché contro questa relazione che la giovane ragazza ha instaurato con un ventitreenne vicino di casa. E’ accaduto in via Campana a Qualiano, dopo settimane in cui avevano tentato di allontanarli. Il ragazzo, agli arresti domiciliari per droga, dal canto suo non ha mai smesso di telefonare e cercare la ragazza di cui è innamorato nonostante i parenti di lei gli avessero più volte intimato di interrompere ogni contatto. La vicinanza dei balconi poi ha reso tutto più difficile fin quando l’altra sera la situazione è degenerata. La mamma e il fratello della ragazza, anche lui pregiudicato per reati legati alla droga, decidono di intervenire: bussano alla porta del fidanzato e bastano davvero pochi secondi per dar vita a una rissa. Volano insulti e una volta perso il controllo cominciando a picchiarsi selvaggiamente. La donna e il figlio aggrediscono il giovane, lui tenta di difendersi.
Qualche vicino di casa accortosi della rissa allerta i carabinieri della locale stazione che intervengono subito ma neanche la loro presenza è sufficiente per sedare gli animi. Quando le forze dell’ordine sono riuscite a portare la calma li hanno identificati tutti, compreso la giovane che era rimasta in disparte, con conseguente arresto. Sono finiti tutti e tre in ospedale tra Pozzuoli e Giugliano con escoriazioni e contusioni. Il giovane innamorato è guaribile in sette giorni. Mamma e figlio invece sono stati trasportati al San Giuliano di Giugliano con contusioni multiple guaribili in cinque giorni, lui, mentre per la madre della ragazza sette giorni di prognosi per contusioni e lesioni al viso, al cuoio capelluto e al collo. Ora si trovano agli arresti domiciliari a Qualiano e dovranno aspettare il processo per rito direttissimo.

 

Castellammare, picchia i genitori che gli negano i soldi della droga: arrestato

I carabinieri della compagnia di Castellammare hanno arrestato in flagranza di reato un 54enne del luogo già noto alle forze dell’ordine resosi responsabile di tentata estorsione, lesioni personali e maltrattamenti in famiglia. L’uomo è stato bloccato dai carabinierii ntervenuti d’urgenza nella sua abitazione dove, in evidente stato di ebbrezza alcoolica, aveva aggredito a calci e pugni i genitori conviventi di 85 e 83 anni per farsi consegnare del denaro per l’acquisto di stupefacenti. I genitori, risultati vittime anche di altri episodi dello stesso genere, sono stati portati all’ospedale San Leonardo. i medici hanno riscontrato all’uomo “infrazioni dell’apice delle ossa nasali” guaribili in 15 giorni e alla donna “contusioni multiple” guaribili in 3 giorni. L’arrestato è stato rinchiuso nella casa circondariale di Poggioreale.

Napoli, sorpreso a Barra mentre vendeva cocaina: arrestato 34enne

I Carabinieri della Stazione di Barra hanno arrestato per spaccio e detenzione a fini di spaccio di cocaina e per detenzione di arma da fuoco clandestina e ricettazione della stessa Gennaro Bonavolta, un 34enne di via Villa Bisignano già noto alle forze dell’ordine. L’uomo è stato sorpreso nella sua abitazione mentre cedeva un grammo di cocaina a 2 acquirenti, poi segnalati al Prefetto quali assuntori di droga. La perquisizione del domicilio di Bonavolta, che era stato dotato di un sistema di videosorveglianza con 2 telecamere e un tv monitor per evitare “sorprese”, ha portato al rinvenimento di una busta di cellophane contenente 9 grammi di cocaina, una pistola semiautomatica calibro 45 con 7 cartucce nel caricatore e 220 euro in denaro contante ritenuti provento di attività illecita, nonché di 4 banconote da 20 euro verosimilmente false, un bilancino di precisione e materiale per il confezionamento in dosi della cocaina. Dopo le formalità di rito l’arrestato è stato rinchiuso nella Casa Circondariale di Poggioreale.

Castellammare, 73enne con meningite in gravi condizioni al Cotugno

E’ ricoverata in gravi condizioni all’ospedale Cotugno di Napoli una donna di 73anni di Castellammare colpita da una grave forma di meningite virale. L’anziana donna era ospite di una casa di cura di Agerola. nella notte tra sabato e domenica è stata trasportata in ambulanza prima all’ospedale san Loenardo di Castellammare poi al centro medico napoletano specializzato in malattie infettive. La diagnosi ha confermata la gravità della situazione. la donna versa in condizioni disperate ed è intubata nel reparto terapia intensiva. Immediate sono scattate sia nell’ospedale stabiese sia nella casa di cura di Agerola, dove era ospite la donna,  le operazioni di profilassi. Quello dell’altro giorno è il quinto caso di meningite che arriva all’ospedale di Castellammare e in città è scoppiato l’incubo meningite.

 

Boscoreale, investito dal treno con la bici: è in fin di vita

Boscoreale. Lotta tra la vita e la morte nel reparto di rianimazione un 26enne marocchino trovato ferito nei pressi dei binari della circum nella tratta che va tra Poggiomarino e la stazione Cangiani.L’uomo, trovato nei pressi dei binari, potrebbe essere stato investito da un treno oppure soltanto sfiorato e scaraventato con la sua bicicletta che è stata trovata accanto al suo corpo. L’allarme è stato dato da un macchinista nella giornata di ieri. L’uomo ha fermato il convoglio, chiamato ed atteso i soccorsi ed è poi ripartito. I primi soccorsi hanno ipotizzato che 26enne fosse morto invece poi si sono accorti che era ancora in vita anche se privo di conoscenza con una profonda ferita alla testa e lesioni su tutto il corpo. Dopo esser stato trasferito all’ospedale di Boscotrecase è stato poi spostato a Napoli e le sue condizioni sono ancora gravi. Sulla vicenda indagano i carabinieri di Torre Annunziata. Dopo aver identificato l’uomo che era senza documenti si cerca di capire la precisa dinamica dell’incidente. Il 26enne aveva un tasso alcolemico abbastanza alto e probabilmente, vagando tra le campagne in stato di ubriachezza, non si è accorto di essere vicino ai binari ed è stato colpito o sbalzato a terra dal passaggio di un convoglio. La zona è priva di telecamere di videosorveglianza, i carabinieri sono andati anche a Napoli, nel terminal di Porta Nolana, per ispezionare i treni transitati nella serata di sabato e domenica alla ricerca di indizi.

Angri, La Finanza sequestra 40mila prodotti di Carnevale non sicuri

La Guardia di Finanza di Nocera Inferiore ha svolto un controllo in un magazzino di Angri, ove sono stati rinvenuti 40 mila prodotti illegali (articoli di carnevale, giocattoli e cosmetici) privi dei necessari certificati di conformità e sicurezza e per la maggior parte destinati ai bambini. Le Fiamme Gialle, oltre a verificare i requisiti di sicurezza della merce esposta, hanno riscontrato la presenza di prodotti contraffatti raffiguranti personaggi del mondo dei cartoni animati, (in particolare astucci, zaini e altri prodotti per la scuola).
Il responsabile è stato denunciato alla Procura della Repubblica di Nocera Inferiore per vendita di prodotti falsi e segnalato alla competente autorità amministrativa per l’irrogazione delle sanzioni fino a 25 mila euro. L’attività di servizio svolta conferma la presenza della Guardia di Finanza sul territorio a contrasto dei comportamenti in grado di minare la leale concorrenza tra gli operatori del mercato e idi nuocere ala salute dei consumatori e degli utenti.

Il gioielliere: ‘Mi ha puntato la pistola contro, mi sono difeso’

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Frattamaggiore. Luigi Corcione il gioielliere che sabato sera ha ucciso un rapinatore che aveva appena compiuto un colpo con tre complici nel suo negozio è in attesa di essere convocato dai pm della Procura di Napoli Nord, che stanno coordinando le indagini. Come ha spiegato il procuratore capo Francesco Greco gli sarà consegnato un avviso di garanzia,”come atto dovuto” perchè potrà nominare un suo perito di parte per assistere all’autopsia sul corpo di Raffaele Ottaiano, il bandito di Caivano rimasto ucciso nel conflitto a fuoco. Poi sarà il prosieguo delle indagini a stabilire quale sarà l’accusa nei suoi confronti. Il 34enne, che ha rilevato la gestione della gioielleria di corso Durante a Frattamaggiore dal padre ha scambiato poche battute con l’inviato de Il Mattino. “Mi sento male .Non voglio parlare con nessuno. Ma non ho mai sparato a nessuno”. Poi ricorda quello che è accaduto: “All’improvviso è successo tutto”. Era nella sua abitazione con un cugino al piano superiore della gioielleria. dai monitor che ha in casa controlla il negozio. All’interno c’erano la commessa e due giovani clienti. Sono comparsi i banditi, quello con la machera di Hulk (il bandito ucciso Raffaele Ottaiano) aveva anche un mazza in mano. Ha frantumato le vetrine del negozio e ha cominciato a prelevare tutto quello che poteva e metterlo in una grossa busta di plastica. Nel frattempo la commessa e i due giovani clienti sono scappati nel retrobottega. E allora Luigi e il cugino si sono precipitati in strada, Lui si è armato con la pistola, che aveva in casa e lagalmente detenuta. Quando è arrivato fuori al negozio i banditi stavano uscendo. Secondo una ricostruzione non ancora corretta il cugino avrebbe cercato di raggiungere il bandito che ha puntato la pistola e a quel punto che Luigi a fatto fuoco. “Mi sono visto puntare una pistola contro”, ha dichiarato a Il Mattino. Ma sarà l’inchiesta della magistratura e la visione dei filmati delle telecamere a stabilire cosa è successo perchè pare che si sia stato un vero e proprio conflitto a fuoco. Sono stati trovati altri bossoli. Uno ha sfiorato un ambulante che si trovava nei paraggi, altri si sono conficcati nelle vetrine di un vicino negozio di abbigliamento e un altro in quelle di un’agenzia immobiliare. Ora bisogna stabilire quanti colpi sono stati esplosi dalla pistola del gioielliere (di certo quello che ha ucciso Ottaiano) e quanti dal revolver del bandito ucciso. nel frattempo continua la caccia agli altri due complici fuggiti nel trambusto generale degli spari e della cattura del secondo bandito, Luigi Lauro di Crispano. Gli agenti del commissariato di Frattamaggiore che conducono le indagini lo hanno interrogato a lungo ma lui ha detto di non conoscere i nomi degli altri due perchè si tratta di albanesi. Ma è eveidente che li sta coprendo.

 

(nella foto il luogo della sparatoria e nel riquadro il bandito ucciso, Raffaele Ottaiano)

Operaio di Gragnano morto a Positano: chiesta la condanna del titolare della ditta

Il pm ha chiesto nove mesi per un imprenditore sorrentino che si occupa di tendaggi per la morte di Giovanni Celentano, l’operai deceduto l’ottobre del 2013 precipitato da una terrazza dell’hotel San Pietro di Positano mentre si occupava della manutenzione di alcuni tendaggi.
Secondo l’accusa l’uomo non aveva tutte le imbracature di sicurezza necessarie che avrebbero evitato la caduta nel vuoto. L’operaio era intento a smontare una teda quando improvvisamente la scala su cui era salito è scivolata. Celentano fece un volo di circa trenta metri, cadendo sulle rocce della costiera morendo sul colpo. Secondo il pm quella scala non era stata ancorata al muro e lui non aveva le dotazioni di sicurezza che avrebbero dovuto garantire di lavorare senza incidenti. Inizialmente gli indagati erano due, in un primo momento nel mirino della procura finì anche la proprietà dell’albergo ma la posizione è stata poi archiviata. Per recuperare il corpo fu chiesto anche l’intervento di un elicottero dei vigili del fuoco, sul posto giunsero anche i militari della guardia costiera e i carabinieri che hanno eseguito le indagini di rito. L’urto, secondo i rilievi, sarebbe stato fatale e infatti l’uomo è morto sul colpo. Dopo quasi cinque anni questa terribile storia sembra giungere a conclusione. Il prossimo 27 aprile dovrebbe essere emessa la sentenza dei giudici.

Benevento, De Zerbi: ‘Bene solo il primo tempo, poi è venuta fuori la forza della Roma’

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“Abbiamo fatto bene il primo tempo e nella ripresa è venuta fuori la forza, l’esperienza e la tecnica della Roma. Dopo il 2 a 1 dei giallorossi abbiamo un po’ mollato, ma siamo venuti qui cercando di attaccare e non è presunzione, ma necessità: ci dividono molti punti dalle squadre che ci precedono e dobbiamo fare di tutto per accorciare il gap”. Non è ancora rassegnato l’allenatore del Benevento, Roberto De Zerbi, dopo il ko con la Roma all’Olimpico, ma in cuor suo sa che ora i 14 punti di distanza dalla zona salvezza sono davvero tantissimi. “Forse ieri sera dovevamo stare un po’ più compatti in alcune situazioni, non lo siamo stati e abbiamo finito per dare morale ai nostri avversari, chehanno comunque dimostrato di essere più forti di noi”, ha aggiunto il tecnico dei campani.

 

 

Sorrento, ‘problema’ migranti? Ci pensa la Chiesa

Sorrento. Se i comuni non riescono a trovare una sistemazione per i migranti ci pensa la Chiesa. Così l’arcidiocesi di Sorrento-Castellammare di Stabia nelle prossime settimane accoglierà 19 migranti, di cui alcuni bambini, in fuga da territori martoriati dalla guerra. Una parte del gruppo sarà ospitata nell’ex seminario di Sorrento e una famiglia invece troverà ospitalità presso una famiglia di Castellammare di Stabia. I migranti arrivano in diocesi in virtù di un accordo tra lo stato Italiano e la conferenza dei vescovi italiani. I 15 profughi troveranno alloggio in una struttura ad hoc: tre camere matrimoniali ed una grande sala da pranzo con cucina e altre due stanze e relativo bagno. I locali sono stati ristrutturati a spese della diocesi. Con molta probabilità gli “ospiti” saranno assegnati verso le varie parrocchie cittadine dove avranno la possibilità di integrarsi, imparare l’italiano, visitare i luoghi di cultura. Un’intera famiglia, invece, troverà ristoro da una coppia originaria di Castellammare ma residente a Pompei. Si tratta di un medico in pensione e la moglie che hanno deciso di destinare parte della casa, abbastanza grande, alla famiglia migrante. Tutti saranno seguiti, nel loro percorso di integrazione, da un tutor. Poi, una volta autonomi, potranno scegliere se rimanere in Italia, ritornare nel paese di origine o migrare verso altri paesi dell’Europa.

Il giallo di Susy Paci, la donna scomparsa a Napoli

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E’ tuttora “contro ignoti” il fascicolo aperto per la scomparsa di Susy Paci, 49 anni, di Subbiano in provincia di Arezzo, sposata e madre di due figli di 19 e 17 anni, appassionata di social network ed esperta navigatrice online, di cui non si sa piu’ niente ormai da diciotto giorni. Nella tarda serata di ieri si era sparsa la voce che i magistrati napoletani titolari del caso – il procuratore aggiunto che si occupa dei reati contro le fasce deboli, Giuseppe Lucantoni e il sostituto Fabio De Cristofaro – avessero indagato un 45enne napoletano. Ma non e’ cosi’. Ai due pm l’uomo, interrogato nei giorni scorsi, avrebbe consegnato spontaneamente il suo telefonino per i controlli. Il 45enne, un marittimo, single, conosciuto dalla donna sui social, avrebbe riferito di essersi lasciato con Susy Paci, arrivata a Napoli in treno il 23 gennaio scorso, dopo aver passato con lei la notte in un albergo, gia’ il 24 mattina. Da allora non l’avrebbe ne’ vista ne’ sentita. Cio’ che e’ successo dopo resta un mistero. Susy Paci e’ svanita nel nulla e gli investigatori stanno cercando di capire dove sia andata, e chi abbia incontrato. Una prima traccia portava a Salerno ma riscontri certi al momento non ce ne sarebbero. O almeno restano riservati. Dall’interrogatorio reso alla polizia e dalle risultanze emerge che il 45enne avrebbe rimosso Susy Paci dalle amicizie di Facebook (quasi tutte donne di mezza eta’) nei giorni successivi all’incontro, anche se il nome della 49enne aretina resta visibile sul profilo. Determinanti per le indagini potrebbero rivelarsi i dati dei colossi social Facebook, Instagram e Twitter che hanno assicurato risposte entro cinque giorni alla polposta di Arezzo. Secondo quanto raccontato dalla amica del cuore di Susy, tra Paci e il 45enne c’era da tempo un legame virtuale. Sul profilo dell’uomo tante immagini di tramonti riconducibili a community romantiche e di passione, ma niente al momento che possa legarlo alla sparizione della donna. L’inchiesta della procura di Napoli, con impegnate le due squadre mobili e la polizia postale di Arezzo, tiene in considerazione anche altre persone che potrebbero avere avuto legami con Susy Paci e magari esercitato un ruolo in qualche modo determinante nella sparizione della donna. Un allontanamento volontario, all’inizio, che doveva essere seguito dal ritorno secondo il messaggio inviato alle 20,30 del 23 gennaio dalla 49enne al figlio maggiore (“domani torno, resto a dormire da un’amica, vi devo parlare”) sulla cui autenticita’ pero’ il giovane e’ rimasto perplesso e che rimane l’ultima traccia del cellulare della Paci. Da allora nessun uso del telefono, ne’ dei social e tantomeno delle carte di credito. Secondo quanto emerge la 49enne avrebbe messo da parte il denaro utilizzato, poi, almeno nella prima parte della scomparsa.

Nadia Toffa in diretta a Le Iene annuncia: ‘Ho avuto un cancro ma ora sto bene’

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“Noi che siamo malati di cancro, vogliamo essere trattati come persone normali, non come malati. Noi siamo dei guerrieri che combattono la loro guerra”. Nadia Toffa in diretta questa sera ha annunciato che si sta curando con le chemio e con le radio. Emozionata, ha chiesto la normalità ai suoi colleghi conduttori, agli amici, alle persone che incontra per strada. perché vuole sentirsi una persona normale.
Nadia Toffa è tornata alla conduzione de Le Iene e ha deciso di raccontare i suoi ultimi due mesi dopo il malore, spiegando così la natura della sua malattia. “Ho avuto un cancro. In questi mesi mi sono curata: prima ho fatto l’intervento, poi la chemioterapia e la radioterapia. L’intervento ha tolto interamente il tumore, ma poteva esserci una piccola cellula rimasta e quindi ho seguito i consigli del medico e ho seguito le cure previste. Ora è tutto finito: il 6 febbraio ho finito la radio e la chemio”.Le Iene Nicola Savino e Matteo Viviani, al fianco di Nadia Toffa al momento della confessione, sono scioccati, e l’accompagnano con parole di vicinanza. La conduttrice continua il suo racconto: “Non lo sapeva nessuno. Ho pensato tanto a questo momento… Fra di noi c’è sempre stata sincerità”, dice la Iena, rivolgendosi al pubblico, “e quindi voglio condividere con voi quanto successo. Mi sono appuntata alcune cose, a mano, come si faceva a scuola. Sono molto emozionata, non è facile”.

Nicola Savino le chiede se il malore fosse legato al tumore. Nadia Toffa risponde: “La fortuna è stata proprio che dopo lo svenimento ho fatto un accertamento, un check-up completo”. Ma ci tiene a rassicurare tutti: “Ora sto benissimo. E rispetto a quello che mi è successo penso non ci sia assolutamente niente di cui vergognarsi, anzi. Ho solo perso qualche chilo, non mi vergogno neanche del fatto che sto indossando una parrucca, questi non sono i miei capelli. Non vi nascondo che ci sono stati momenti difficili. Quando vedi le prime ciocche di capelli che ti rimangono in mano è un momento molto forte. Mi è venuta in mente Gabriella, la bambina di Taranto che mi aveva raccontato di quanto avesse sofferto quando le erano caduti i capelli dopo che si era ammalata. Gabriella, ti ringrazio, perché ti ho pensato: se ce la fa uno scricciolo come te, allora ce la posso fare anch’io!” E aggiunge: “Mi sento orgogliosa anche di sapere cosa hanno provato le persone che ho intervistato per anni che combattevano contro il cancro, dalla Terra dei fuochi all’Ilva di Taranto”. Parla poi a nome dei malati di cancro, e fa un appello: “Spesso per rispetto si tende ad avere una certa delicatezza con la persona che ha avuto un cancro. Invece vi chiedo normalità: continuate a prendermi in giro, a fare tutto come se non fosse successo niente, perché senza volerlo potreste farmi del male. Anche a voi che mi incontrate per strada: trattatemi come sempre, anche criticandomi se lo ritenete. Non trattateci da malati, noi malati di cancro siamo dei guerrieri, dei fighi pazzeschi!”. E conclude lanciando un monito contro le false cure e i millantatori di guarigioni alternative: “Le uniche cure contro il cancro sono la chemio e la radio. Poi ci sono altre cose che contano: il buonumore, lo stile di vita… Ma non c’è altro che possa curarti che non siano la chemio e la radio”. E la Toffa lancia il suo primo servizio de Le Iene del 2018. Con il suo proverbiale sorriso.

Elezioni, Vitiello: ‘Non sono più iscritto alla Massoneria e non mi ritiro’

“Non sono piu’ iscritto al Goi da un anno e certamente non lo ero al momento di essere candidato. Non remero’ contro il MoVimento ma non ho intenzione di ritirare la mia candidatura e vado avanti per la mia strada nella certezza di essere compreso da chi davvero mi conosce e crede in me”. E’ quanto afferma in una nota l’avvocato Catiello Vitiello, il candidato del M5S nel collegio uninominale di Castellammare di Stabia al centro di polemiche per essere stato iscritto alla loggia massonica napoletana ‘La Sfinge’ collegata al Grande Oriente d’Italia. “Si parla senza sapere e senza conoscere – osserva l’avvocato nella sua nota – accusando una persona in maniera indebita e senza contraddittorio. Ho avuto una breve esperienza in una loggia massonica e si tratta di un periodo che ha caratterizzato solo una parte della mia vita, conclusasi in tempi non sospetti e non per ragioni di opportunismo politico. Quando ho firmato la mia candidatura con il MoVimento 5 Stelle ero in regola con il codice etico che ho letto e studiato come ogni altro adempimento burocratico e, allorquando ho appreso che si precludeva la candidatura a chi fosse iscritto alla massoneria, non ho avuto dubbi sull’opportunita’ di aderire al progetto del premier Luigi Di Maio di apertura alla societa’ civile. Ed io, quarantenne professionista e universitario, ben lontano dal mondo della politica sino a quel momento, ritenevo di incarnare la persona giusta al momento giusto, con tutte le sue esperienze e con le capacita’ necessarie alla causa del MoVimento”. “Questa breve esperienza fa parte del mio passato – spiega – e posso serenamente affermare che ha segnato la mia formazione umana. Quando mi affacciai a questo mondo fui spinto dall’amore per la cultura, per l’arte e per la storia d’Italia, personaggi come Benedetto Croce, Voltaire, Mozart, Wilde, Doyle, Toto’, Fermi, Carducci, Bixio, Beccaria, Mazzini e tanti altri mi hanno determinato a cercare di capire cosa li unisse e il pensiero che hanno condiviso. Dopodiche’, l’impegno non collimava con la mia vita professionale perche’ piu’ cresci e meno tempo hai per gli hobby. La massoneria era un hobby e ritengo che questo non possa marchiare a fuoco un uomo che si e’ contraddistinto per tanto altro. Non sono mai stato bravo a parlare di me perche’ sono stato educato ad evitare sempre e comunque ogni autoreferenzialita’, ma posso dire con serenita’ e certezza di non aver mai rubato, ucciso, truffato, corrotto o concusso”. “Se a questo – prosegue Vitiello – aggiungiamo che oggi non sono iscritto in alcuna loggia, davvero non capisco quale remora si possa avere nei confronti di una persona che ha sempre fatto del sacrificio l’unica strada per la propria carriera: ho studiato tanti anni e continuo oggi a studiare senza mai smettere di provare amore per quello che faccio! E’ giusto prendere le distanze dalle devianze di ogni tipo, come ho sempre fatto del resto anche io sono sempre stato contro ogni estremismo e ritengo che fenomeni politici e sociali che vanno contro l’umanita’ o il singolo individuo vadano respinti con forza e a gran voce in ogni consesso, elettorale o meno che sia. Ma veniamo a noi: quando ho scelto di aderire al MoVimento, l’ho fatto con la consapevolezza di sposare un progetto meraviglioso, caratterizzato da un tipo di politica e di trasparenza che hanno sempre contraddistinto il mio modo di vivere. E, come piu’ volte ho detto, non avrei mai potuto aderire ad alcun altro partito o movimento politico perche’ sono uno dei delusi della politica tradizionale che va senz’altro rinnovata”. “Come candidato in un collegio uninominale – si conclude la nota – io rappresento la societa’ civile e non comprendero’ alcuna esclusione aprioristica e immotivata”. Ma i dirigenti del Movimenti Cinque Stelle vanno giù duro contro Catello Vitiello, il candidato che, secondo Il Mattino, sarebbe legato alla massoneria e annunciano che sara’ “diffidato” dall’uso del simbolo del M5S nella campagna elettorale. Lo si apprende da fonti pentastellate che intervengono in seguito alla nota con cui, il candidato all’uninominale di Castellamare di Stabia, ha annunciato di non volersi ritirare. Catello (Lello) Vitiello, era “oratore”della loggia napoletana “Sfinge” aderente all’obbedienza del Grande Oriente d’Italia, è candidato con il MoVimento 5 Stelle in Campania. Nelle liste, poi, risultano anche un fratello e la moglie di due iscritti al Grande Oriente. ttorale.

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