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Due istituti campani premiati dal bando ‘Facile.it per la scuola’

È stato l’Istituto Comprensivo 2 Panzini di Castellammare di Stabia, con il progetto “Chi ha ucciso il fiume Sarno?”, a vincere la seconda edizione di Facile.it per la scuola, il concorso promosso dalla web company per premiare l’eccellenza nella scuola primaria pubblica italiana.
L’istituto si è aggiudicato una donazione da 5.000 euro e 10 postazioni PC complete, dotazione che consentirà alla scuola di avere tutta la strumentazione necessaria per portare a compimento il progetto “Chi ha ucciso il fiume Sarno?” rivolto agli alunni delle classi IV e V, che diventeranno veri e propri investigatori chiamati a indagare sul disastro ambientale che ha inquinato il fiume campano.
Grazie ai fondi, la scuola potrà allestire un vero e proprio laboratorio scientifico, dove i ragazzi, insieme agli esperti della Lega Navale e di Legambiente, analizzeranno alcuni campioni raccolti dalla foce del corso d’acqua. Un progetto multidisciplinare, che toccherà materie umanistiche, scientifiche e tecnologiche, pensato per sensibilizzare i giovani alle tematiche della sostenibilità ambientale, per riflettere sull’inquinamento e sull’importanza della tutela del territorio.
Vista la qualità di molti dei progetti giunti alla fase finale della gara, Facile.it ha deciso di ampliare il numero di scuole premiate creando due menzioni d’onore e donando 1.000 euro ad altri due Istituti ritenuti particolarmente meritevoli.
Al secondo posto si è classificato l’I.C. Senigallia Sud-Belardi con il progetto Ti Racconto Senigallia, che coinvolgerà i ragazzi della scuola primaria nella realizzazione di una guida turistica per bambini, fatta dai bambini: saranno gli alunni stessi a descrivere la città attraverso i loro occhi e le loro sensazioni. Terzo posto per l’I.C. di Ponte, comune in provincia di Benevento, che ha partecipato al bando con un progetto incentrato sui temi della legalità, dell’intercultura, dell’educazione civica e ambientale, argomenti che verranno trattati dagli alunni attraverso la drammatizzazione di fiabe e racconti storici.
“Siamo estremamente soddisfatti della straordinaria partecipazione da parte degli istituti”, ha dichiarato Mauro Giacobbe, Amministratore delegato di Facile.it, “l’entusiasmo e la passione dietro ognuno dei progetti candidati sono la conferma di come la scuola primaria pubblica italiana abbia grandi energie, competenza e voglia di fare, valori però spesso limitati a causa delle poche risorse economiche a disposizione. Con il progetto Facile.it per la scuola abbiamo voluto dare il nostro piccolo contributo cercando di sostenere le migliori idee in gara, a beneficio degli alunni di oggi che saranno le eccellenze di domani.”
“Ringrazio per il premio assegnatoci che ci consente di realizzare un progetto educativo interessante e al contempo di arricchire le dotazioni scolastiche di strumentazioni innovative”, ha invece commentato Donatella Ambrosio, Dirigente Scolastico dell’Istituto Comprensivo 2 Panzini. “I temi della salvaguardia e tutela dell’ambiente, accompagnati dalla presa di coscienza delle condizioni in cui versa il territorio, stimoleranno nei giovani alunni la formazione di validi principi, senso critico, capacità propositive e una maggiore consapevolezza su uno dei grandi problemi dell’umanità. Un progetto di educazione alla cittadinanza che insegna a prendersi cura dell’ambiente nello sviluppo della legalità e di un’etica responsabile per un futuro sostenibile.”
L’impegno di Facile.it a favore dei giovani talenti continua e, in occasione della consegna dei premi, la web company ha annunciato la terza edizione del bando di concorso Facile.it per la scuola (a.s 2018-2019), ancora una volta aperto a tutti gli istituti primari pubblici d’Italia che, tramite la pagina www.facile.it/scuola, potranno candidare i progetti per il prossimo anno.

San Giorgio a Cremano: con 5 euro vince 63mila euro con una quaterna sulla ruota di Napoli

E’ stata ottenuta a San Giorgio a Cremano  la vincita più alta del Lotto grazie a una quaterna da 63.250 euro con i numeri 2-46-48-67 sulla ruota di Napoli, a fronte di una puntata complessiva di 5 euro. In luce anche Putignano, riferisce Agimeg, dove una giocata su Bari ha pagato oltre 50 mila euro grazie a una quaterna centrata mettendo in gioco 5 numeri. Brilla anche il 10eLotto: a Lascari in provincia di Palermo un’estrazione frequente ha pagato 150 mila euro grazie a un ‘otto’ con numero Oro, mentre a Orbetello Scalo in provincia di Grosseto un ‘nove’ Oro ha premiato con 100 mila euro. Terzo gradino del podio per i 50 mila euro vinti a Milano. Complessivamente, da inizio anno Lotto e 10eLotto hanno dispensato premi per 1,44 miliardi di euro.

Agguato al rapper irpino: tre persone arrestate

L’agguato a Federico Petrone, rapper 20enne di Serino, colpito da un proiettile, fu organizzato da tre persone e non si tratto’ di una lite con una sola persona. La procura della Repubblica di Avellino, che indaga sull’episodio del 9 gennaio scorso avvenuto a Contrada, ha riformulato le accuse a carico del fratello dell’ex fidanzata del giovane che deve ora rispondere di tentato omicidio e non piu’ di lesioni personali. Il gip del tribunale di Avellino ha emesso tre misure cautelari sulla scorta delle indagini condotte dai carabinieri del comando provinciale. Confermati gli arresti domiciliari per il fratello dell’ex ragazza di Petrone che esplose il colpo di pistola nella piazza di Contrada dove aveva dato appuntamento al giovane rapper. E altri due provvedimenti sono stati notificati ad altrettanti indagati.

Pomigliano, minacciava la mamma: arrestato 36enne

I carabinieri della stazione Pomigliano D’Arco hanno arrestato un 36enne del luogo già noto alle forze dell’ordine raggiunto da ordinanza di custodia cautelare emessa dal GIP di Nola su richiesta della locale Procura. Il provvedimento concorda con risultanze investigative dei carabinieri di Pomigliano su reiterate condotte violente ed estorsive ai danni della madre convivente 59enne perpetrate a partire dal novembre 2017. L’arrestato dopo le formalità è stato condotto nel carcere di Poggioreale.

Spaccio di crack a Napoli, arrestato pusher nel quartiere di Ponticelli

Napoli. I carabinieri della tenenza di Cercola hanno arrestato  Emanuele Titas, un 36enne di via Aldo Merola, nel quartiere Ponticelli, già noto alle forze dell’ordine. A seguito di una perquisizione personale effettuata nei pressi del suo domicilio l’uomo è stato trovato in possesso di 7 dosi di crack e di 40 euro in denaro contante ritenuti provento dello spaccio e per questo sequestrati. L’arrestato è in attesa di rito direttissimo.

Ruba alcolici al supermercato e minaccia il titolare: ucraino arrestato a Napoli

Napoli. Ruba alcolici al supermercato: ucraino arrestato dai carabinieri. I militari di Napoli hanno arrestato un ucraino 27enne per furto. L’uomo è stato bloccato da un militare libero dal servizio in un supermercato via Ascanio. Quando il Carabiniere è intervenuto il 27enne, che aveva rubato delle bottiglie di superalcolici, era armato di una siringa e stava minacciando il responsabile dell’esercizio commerciale. L’arrestato è stato tradotto nella casa circondariale di Poggioreale.

Truffa sullo smaltimento dei rifiuti: sequestro alla Impresud di Iavazzi. Indagato il dirigente del Comune di Caserta

Caserta. Truffa nei confronti dei Comuni di Caserta, Maddaloni e San Nicola la Strada: sequestro preventivo per oltre due milioni di euro nei confronti della ditta di Francesco Iavazzi che si occupava dello smaltimento dei rifiuti. Indagato anche il dirigente del settore ecologia del Comune di Caserta, Carmine Sorbo. I carabinieri del Comando Provinciale di Caserta (Nucleo Investigativo) e quelli della Compagnia Carabinieri di Maddaloni, all’esito di prolungata e complessa attività di indagine coordinata dai magistrati della Procura di Santa Maria Capua Vetere, hanno eseguito un decreto di sequestro preventivo per euro 2.179.651,00, emesso dal Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, nei confronti di Francesco Iavazzi, Amministratore Unico della Impresud S.r.L. e della Ecologia lavazzi S.r.L., ditte specializzate nel servizio di smaltimento rifiuti di natura organica provenienti dalla raccolta differenziata, accusato di falso e truffa aggravata ai danni dei comuni di Caserta, Maddaloni e San Nicola La Strada.
L’indagine ha svelato un diffuso sistema truffaldino attuato da Francesco Iavazzi e dalle aziende da lui dirette, mediante il quale erano sistematicamente alterati i dati inerenti i quantitativi del rifiuto contrassegnato dal CER 2001008 (umido/organico) conferiti rispettivamente dal comune di Caserta dal 1.1.2013 al 31.8.2015 e da quello di San Nicola La Strada dal 1.1.2011 al 31.7.2013 allo stabilimento della ditta Impresud s.r.l. e dal comune di Maddaloni dal 1.3.2014 al 30.6.2015 allo stabilimento della ditta Ecologia lavazzi s.r.l. Alterando del sistema di pesatura degli automezzi , veniva attestato il conferimento di quantitativi di rifiuti di gran lunga superiori a quelli effettivamente trasportati, con evidente aggravio per le casse comunali, atteso che per quel tipo di rifiuto era previsto un costo di smaltimento particolarmente elevato, senza possibilità di ritorno economico alcuno per l’Ente locale (a differenza di quanto invece previsto per il conferimento di materiali riciclabili quali carta, plastica, vetro, etc.). Tra l’altro, in tutti e tre i Comuni si è assistito ad un vero e proprio crollo dei dati inerenti il conferimento della frazione umida a partire dal momento in cui le ditte in esame hanno cessato la loro attività a beneficio di altri soggetti. Così per il Comune di Caserta (in cui la Impresud S.r.L. ha gestito il servizio dal 01/01/2012 al 28/02/2016) il peso dei rifiuti organici conferiti si è ridotto del 25,1%. Ebbene, solo per esemplificare, e prendendo a raffronto lo stesso mese e cioè maggio nei diversi anni 2013/2014/2015/2016, si è accertato che i conferimenti di umido alla Impresud sono stati di: 1.015 tonnellate nel 2013 (Impresud), 967 tonnellate nel 2014 (Impresud), 913 tonnellate nel 2015(Impresud), 706 tonnellate nel 2016 (altro gestore).
A parità sostanziale di reddito pro-capite e di popolazione del Comune di Caserta vi è stata una brusca riduzione dell’umido conferito (e, quindi, pagato dal Comune) in corrispondenza con il cambio di gestore. Stesso discorso per il comune di Maddaloni in cui la Ecologia Iavazzi s.r.l. ha gestito il servizio dal 14/02/2012 al 30/06/2015, il conferimento si è ridotto del 18,7%. Anche qui, e solo per esemplificare, e prendendo a raffronto lo stesso mese e cioè maggio dei diversi anni, si è accertato quanto segue: 476 tonnellate nel 2014 (Ecologia lavazzi); 423 tonnellate nel 2015 (Ecologia lavazzi);  224 tonnellate nel 2016 (altro gestore ).
Ugualmente per il Comune di San Nicola la Strada, in cui la Impresud s.r.l. ha gestito il servizio dal 01/01/2011 al 03/08/2013, il peso dei rifiuti organici conferiti si è ridotto del 56,3% con il passaggio ad altra ditta. Allo stesso modo, prendendo a raffronto lo stesso mese e cioè dicembre nei diversi anni 2011/2012/2013, si è acclarato che i conferimenti di umido alla Impresud sono stati di: 315.470 kg nel 2011 (Impresud); 328.600 kg nel 2012(Impresud); 193.600 Kg nel 2013 (altro gestore). Le indagini sono state condotte mediante dichiarazioni assunte da imprenditori del settore, amministratori comunali, dirigenti dei cantieri dei servizi di igiene urbana, acquisizione della documentazione riportanti le operazioni di pesatura e di pagamento degli enti comunali, nonché attraverso una consulenza tecnica utile a verificare la veridicità dei dati. Il Gip ha individuato e quantificato i seguenti maggiori costi sostenuti da ciascun comune: per Caserta euro 1.214.235,00 per il periodo dal 1.1.2013 al 31.8.2015; per San Nicola la Strada euro 662.1789,00 per il periodo dal 1.1.2011 al 31.7.2013; per Maddaloni euro 303.227,00, per il periodo dal 1.3.2014 al 30.6.2015. Ed è stato quindi disposto il sequestro delle somme corrispondenti nella disponibilità do Iavazzi.  Per quanto riguarda il Comune di Caserta è stato iscritto nel registro degli indagati, per concorso in truffa e falso con Iavazzi, anche Carmine Sorbo, dirigente del Comune di Caserta, settore Ecologia negli anni dal 2008 al 2015. La Procura di Santa Maria Capua a Vetere ha inviato il decreto di sequestro allaProcura Regionale della Corte di Conti, per eventuali profili di responsabilità erariale.

Baby gang, una delegazione del Csm al carcere di Nisida per le audizioni sul fenomeno

Napoli. Fenomeno baby gang: una delegazione del Csm in visita a Nisida per approfondire la tematica. Il Consiglio superiore della magistratura oggi sarà a Nisida, nell’istituto penale per i minorenni di Napoli, dove dedicherà un’intera giornata alla comprensione del fenomeno delle baby gang e all’individuazione delle necessarie misure organizzative e legislative per contrastarne la diffusione. L’iniziativa, organizzata dalla Sesta Commissione presieduta da Paola Balducci, prevede l’audizione di esponenti delle istituzioni locali, della giustizia minorile, delle forze dell’ordine, del mondo scolastico, dello sport e del privato sociale che operano a contatto con i minori a rischio, per approfondire tutte le tematiche e poter fornire una risposta che coinvolga in modo congiunto Uffici giudiziari e Istituzioni. Ai lavori sul tema “La criminalità minorile a Napoli. Analisi del fenomeno e risposta giudiziaria e sociale” partecipano il vice presidente del Csm Giovanni Legnini, la presidente della Sesta Paola Balducci e un’ampia delegazione di Componenti del Consiglio: Antonio Ardituro, Francesco Cananzi, Giuseppe Fanfani, Aldo Morgigni, Maria Rosaria San Giorgio, Alessio Zaccaria e i magistrati addetti alla Segreteria e all’Ufficio Studi del Csm: Alessandro Cimmino, Silvia Giorgi, Giuseppina Guglielmi e Pasquale Serrao D’Aquino. Le audizioni riguarderanno, tra gli altri, il Capo Dipartimento per la Giustizia minorile e di comunità del Ministero della Giustizia, Gemma Tuccillo e il Prefetto di Napoli, Carmela Pagano. Dopo l’incontro con i giovani detenuti e il direttore dell’Istituto penale per minori, Gianluca Guida, la delegazione consiliare si sposterà nei locali del Centro Europeo di Studi di Nisida (CEUS), l’osservatorio sul fenomeno della devianza minorile in Europa, dove dalle 16.30 si terrà una conferenza stampa.

Rapine e furti in appartamenti: dieci persone fermate dai carabinieri di Eboli

Eboli. Furti in appartamenti e rapina: i carabinieri della compagnia di Eboli hanno eseguito un’ordinanza cautelare, emessa dal gip del tribunale di Salerno, nei confronti di 10 persone che accusati, a vario titolo, di associazione per delinquere finalizzata alla commissione di rapine a mano armata, furti in abitazione, furti aggravati, detenzione e porto illegale di armi e munizioni. I particolari dell’operazione saranno resi noti nel corso di una conferenza stampa che si terrà alle 11 presso la Procura di Salerno.

Spari a Youtube: l’autrice è la video blogger Nasim Aghdam

La donna che ieri ha sparato nel campus di YouTube, a San Bruno in California, ferendo quattro persone e poi togliendosi la vita, era la video blogger Nasim Aghdam. La 39enne è stata identificata dalla polizia locale, secondo i media Usa. La blogger, animalista, vegana, di San Diego avrebbe sparato per motivi personali perché YouTube aveva smesso di pagare per la pubblicità veicolata dai video che lei postava sulla piattaforma. Nasim Aghdam, l’autrice della sparatoria nel quartier generale di Youtube, in California, ha colpito tre persone a caso. Lo ha detto la polizia, sottolineando che la donna non aveva obiettivi specifici e non conosceva le vittime, quando ha aperto il fuoco, prima di togliersi la vita. La polizia ha anche confermato che la donna aveva avuto una lunga disputa con YouTube

San Gennarello piange il giovane Luigi Cangianiello. Oggi lutto cittadino

A San Gennarello, frazione di Ottaviano, tutti parlano della triste vicenda che ha spezzato la vita del ventisettenne Luigi Cangianiello, vittima di un incidente stradale provocato da un uomo drogato e ubriaco a Pomigliano d’Arco.
Oggi alle 16.30 i suoi concittadini saluteranno per l’ultima volta il giovane: le esequie si terranno nella chiesa di San Gennaro, a poche decine di metri dal supermercato gestito dallo stesso Luigi. A celebrare la funzione religiosa sarà don Raffaele Rianna. Il corpo di Luigi Cangianiello arriverà ad Ottaviano in mattinata, dopo avere effettuato l’esame autoptico.
Restano pochi dubbi sulla dinamica dello schianto: il suo corpo è stato sballottato fuori dalla macchina e lui ha battuto violentemente la testa contro un marciapiede, decedendo – probabilmente – sul colpo. Condizioni serie ma stazionarie, invece, per Giovanni Coppola, che era alla guida dell’auto. L’amico di Luigi ha riportato lesioni alle vertebre e problemi ai polmoni ed è in coma, ma i medici contano di salvarlo. Illeso è Francesco Ambrosio, l’altro amico che ha chiamato i soccorsi: la cintura di sicurezza gli ha evitato sbalzi violenti.
Francesco lavora e vive in Inghilterra e la notte di Pasqua, dopo aver accompagnato la fidanzata a casa, a Nocera Inferiore, ha chiamato gli amici di sempre che lo aspettavano per salutarlo prima della partenza. Una birra in un pub a Pomigliano, poi la strada del ritorno a Ottaviano. Francesco ora è sotto choc, ed è al momento seguito da uno psicologo e gli sta vicino.
I tre erano amici inseparabili e nonostante le loro vite si siano separate, non hanno mai smesso di frequentarsi.
Luigi lavorava nell’azienda di famiglia: gestiva il supermercato Despar. Francesco e Giovanni a fanno i camerieri. Non tarda ad arrivare il ricordo del sindaco Luca Capasso che ha voluto esprimere il suo cordoglio proclamando il lutto cittadino: “La morte del giovane Luigi Cangianiello ha sconvolto la nostra comunità. Ci ha lasciato una brava persona, un ragazzo dal cuore d’oro, un lavoratore onesto”.

Morte di Alessio Carola, dai filmati la verità sull’incidente

Villaricca. Procura e polizia municipale lavorano per stabilire la dinamica del tragico incidente avvenuto la settimana scorsa lungo la circumvallazione di Villaricca e che ha visto coinvolti un camion ed un ciclista, morto dopo una settimana trascorsa in rianimazione. Fondamentale sarà la visione delle immagini del sistema di videosorveglianza presente lungo la strada, le immagini sono state acquisite anche dal magistrato che le analizzerà per poi stilare eventuali ipotesi di reato. Ci vorrà ancora qualche giorno. A perdere la vita è stato il 36enne Alessio Carola. L’uomo è morto all’ospedale di Giugliano a seguito di un’emorragia celebrale dovuta ad un incidente con un camion. Il ciclista è andato a sbattere con il mezzo pesante mentre era in sella alla sua bicicletta. Pare che il veicolo si sia fermato improvvisamente ad un semaforo lungo la circumvallazione a Villaricca. Molto probabilmente Alessio non si è accorto della frenata brusca del camion finendo direttamente contro la parte posteriore del mezzo. Poi una corsa disperata in ospedale dove è rimasto per una settimana in sala di rianimazione. I medici hanno fatto di tutto per salvargli la vita ma non è bastato, ieri mattina il 36enne è morto lasciando moglie e due figli.

Due indagati per la morte del cuoco in provincia di Salerno

Buonabitacolo. Indagati medico ed un’infermiera per la morte del cuoco 63enne Gabriele Orlando. L’uomo è deceduto in seguito a un controllo al Saut di Padula nella giornata di sabato scorso. Nella giornata di ieri è stata effettuata, all’ospedale Luigi Curto di Polla, l’autopsia sul corpo del 63enne e nelle prossime settimane verranno resi noti i risultati degli esami. I familiari hanno presentato denuncia e chiedono chiarezza sulle cause della morte ed eventuali responsabilità del personale medico. L’uomo nella mattinata di sabato scorso era stato accompagnato al Saut dal figlio perché lamentava dolori al petto e allo stomaco. Un medico e l’infermiera hanno provveduto agli esami del caso per poi rimandare il cuoco a casa. L’uomo è morto nel bagno della sua abitazione pochi minuti dopo. Gli inquirenti dovranno capire se era possibile salvare il cuoco giunto nel salernitano per passare le vacanze con i figli. Gabriele Orlando lavorava in un ristorante di Vicenza.

Ladri senza cuore: devastate dieci tombe al cimitero di Eboli

Dieci tombe danneggiate al cimitero di Eboli. Sono state rubate statue di rame e oggetti decorativi in ottone. Tra le famiglie colpite, anche i parenti di un ex assessore ma l’episodio più grave riguarda la famiglia Altieri. I ladri hanno tentato di strappare una statua della Madonna non riuscendo però nell’intento.
“Non provo pietà – commenta Gabriele Altieri – questa gentaglia ha danneggiato la tomba di mia figlia Carmen, morta a diciotto anni”. Gabriele fa il carpentiere e la tomba la rimetterà a posto lui stesso.
La copertura in marmo della tomba è stata spostata, il lato destro rovesciato. Una tomba quasi profanata. Su altre tombe, vicino a quella della famiglia Altieri, mancano statue e portafiori.
La zona del cimitero colpita si trova a ridosso dei binari ferroviari, basta saltare un muro di cinta non molto alto per accedere senza troppi sforzo nel cimitero.
“Una telecamera c’è ma è all’ingresso del cimitero. Se non ne installano altre sarà difficile prendere i responsabili”. Un muratore comunale, come riporta Il Mattino, ricorda che un mese fa, in un’altra zona decentrata del cimitero ci sono stati altri furti: altre statue, sempre in rame. La tecnica è facile da intuire: i malviventi entrano nel cimitero e strappano le statue per impossessarsi di materiale da rivendere ai ricettatori. “Faremo denuncia ai carabinieri, siamo dispiaciuti per quanto accaduto – dichiara Damiano Bruno, dirigente dell’ufficio cimitero – e chiederemo al sindaco un ulteriore investimento per aumentare il numero di telecamere. Ne abbiamo solo una all’ingresso. Da quelle immagini cercheremo di riconoscere i ladri”.

Tragico incidente stradale sulla Basentana: 4 morti

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E’ di quattro morti il bilancio di incidente stradale avvenuto la notte scorsa, poco dopo l’una, sulla strada statale Basentana, nei pressi di Pisticci (Matera). Nell’incidente, secondo quanto si e’ appreso, sono rimaste coinvolte due automobili che si sono scontrate frontalmente, per cause in corso di accertamento. Su un’auto viaggiavano tre persone, sull’altra una sola persona. Sul posto sono intervenuti gli operatori sanitari del 118, i vigili del fuoco e la Polizia stradale. La strada e’ rimasta chiusa per diverse ore.
Tre vittime, tutte di Ferrandina, si trovavano su un’auto che si è scontrata con un altro mezzo all’interno del quale viaggiava un’altra persona, di Tricarico.

Si cerca un colpevole per la morte di Nico

Morte come conseguenza di altro delitto: è questa l’ipotesi di reato formulata dalla Procura di Salerno che sta indagando sulla morte di Nico Marra, il 20 enne napoletano di Chiaia trovato morto il giorno di Pasquetta in un vallone di Positano dopo una nottata trascorsa alla discoteca Music on the Rocks sulla spiaggia di Fornillo. Il fascicolo è passato nelle mani del procuratore aggiunto Luigi Alberto Cannavale che coordina il lavoro degli inquirenti. Oggi dovrebbero svolgersi gli esami autoptici per stabilire le cause della morte. Gli investigatori che stanno interrogando parenti, amici che erano con lui quelle sera, soprattutto le due ragazze, titolari e dipendenti della discoteca, vogliono vederci chiaro. Anche attraverso i filmati si vuole capire se il ragazzo oltre ad avere fatto uso eccessivo di alcolici durante la serata abbia preso altro offerto da qualcuno all’interno dalla discoteca avendolo visto smarrito e quindi particolarmente debole in quel momento. Gli investigatori non vogliono lasciare nulla al caso perché si parla della morte di un ragazzo di 20 anni, senza grilli per la testa e amante della vita. Si esclude l’ipotesi del suicidio. La pista maggiormente battuta è quella della caduta accidentale dalla stradina che porta al cimitero vecchio di Positano giù nel vallone a 70 metri di profondità. Nicola , era sicuramente ubriaco e quindi aveva perso l’orientamento, si era addirittura tolto la camicia nonostante piovesse. Per eccesso di zelo gli investigatori vogliono capire se appunto qualcuno abbia fatto ingerire a Nico nella discoteca qualcosa che ne abbia determinato quel suo stato confusionale. Sarà l’autopsia a chiarire questo aspetto e a fugare qualsiasi dubbio. Intanto sui profili social dei giovani napoletani Nico viene ricordato da tutti come un ragazzo solare.

Voto di scambio: arrestato l’ex deputato Salvino Caputo di Noi con Salvini

Con l’accusa di voto di scambio i Carabinieri del Provinciale di Palermo hanno arrestato l’ex deputato regionale siciliano Salvino Caputo, dirigente di ‘Noi con Salvini’. L’ex parlamentare, avvocato di Monreale, commissario straordinario per i comuni della provincia di Palermo del movimento ”Noi con Salvini” durante le elezioni della scorsa primavera, è finito agli arresti domiciliari su proposta della Procura della Repubblica di Termini Imerese. Ai domiciliari anche il fratello, Mario Caputo, avvocato monrealese, candidato non eletto durante le ultime elezioni dell’ARS nelle liste del movimento ”Noi con Salvini” e Benito Vercio, 62enne, ”procacciatore di voti”, termitano. Nel corso delle indagini, la Procura della Repubblica avrebbe, inoltre, dimostrato “dodici episodi di compravendita di voti in cambio di promesse di posti di lavoro o altre utilità posti in essere da due degli arrestati in correità con ulteriori indagati”. I dettagli dell’operazione saranno resi noti, alle ore 10.30, presso la Procura di Termini Imerese, nel corso di una conferenza stampa cui interverranno il Procuratore della Repubblica, Ambrogio Cartosio, il pm Gallucci, e il Comandante Provinciale Carabinieri di Palermo, Colonello Antonio Di Stasio.

Maxi blitz antidroga a Bari: 25 arresti

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Dalle prime ore del giorno a Bari, e’ in corso una vasta operazione della Polizia di Stato con l’arresto di 25 persone, tra esponenti di spicco e gregari dei clan “Mercante” e “Strisciuglio”, operanti in alcuni quartieri cittadini. A seguito delle indagini, coordinate dalla DDA e condotte dalla Squadra Mobile, sono contestati i reati di associazione per delinquere finalizzata al traffico e allo spaccio di sostanze stupefacenti, aggravata dall’uso delle armi, nonche’ la commissione di due tentati omicidi, aggravati dal metodo mafioso, nei confronti di esponenti dei due clan opposti. I dettagli dell’operazione, saranno resi noti nella conferenza stampa che si terra’ alle ore 10 presso la Procura della Repubblica di Bari.

Indagato il carabiniere che ha ucciso accidentalmente il ladro in fuga

E’ indagato per omicidio colposo il carabiniere che la sera di Pasqua a Pontecagnano avrebbe fatto fuoco in maniera accidentale contro un ladro albanese che stava inseguendo. Il pm Federico Nesso della Procura di Salerno lo ha iscritto nel registro degli indagati per poter svolgere l’autopsia sul cadavere dello straniero, fissata per quest’oggi ma soprattutto per chiarire l’esatta dinamica dell’incidente e confermare la versione riportata dal militare. Il ladro insieme con latri due complici ancora ricercati era stato intercettato alla barriera autostradale da una pattuglia dei carabinieri dopo il furto di un auto. ne era nato un inseguimento che si era concluso a Pontecagnano dove i tre avevano abbandonato l’auto e cercato la fuga nei pressi dell’abitato scavalcando il guard rail. Nel corso dell’inseguimento il carabinieri ha messo a verbale di aver visto il ladro alzare la mano. Lui aveva la pistola in pugno e mentre scavalcava la recinzione autostradale è scivolato ed è partito il colpo che è passato sotto l’ascella dell’albanese 42enne per poi trapassare il torace e uscire dal lato opposto. Il fuggitivo è morto dopo alcune ore in ospedale.

 

Detenuto del carcere di Fuorni morto in ospedale: indagato un medico

C’è un indagato per la morte di Aniello Bruno, il detenuto del carcere di Fuorni deceduto la mattina di Pasqua. Si tratta di  un medico dell’ospedale San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona  che lo aveva visitato e poi dimesso qualche giorno prima del decesso avvenuto per una perforazione allo stomaco. Il pm Federico Nesso della Procura di Salerno oggi affiderà l’incarico peritale per accertare le cause della morte. Secondo quanto accertato dagli investigatori e riportato nelle cartelle cliniche sequestrate per il medico del pronto soccorso, ora indagato per  omicidio colposo, Bruno aveva soltanto una colica renale. La famiglia attraverso l’avvocato Pierluigi Spadafora ha presentato una denuncia per chiarire le cause della morte ed è pronto a nominare dei propri periti medici per assistere all’esame autoptica. Da lì si capirà se la perforazione dell’intestino che ha portato alla morte Aniello Bruno era già in corso quando è stato visitato al Ruggi.

Sulla vicenda, come riporta Il Mattino è intervenuto Donato Salzano, segretario dell’associazione Radicale Maurizio Provenza: “Aniello  aveva una famiglia ad Angri e una dignità di essere umano che è stata violata. Era sì detenuto ma aveva ancora in tasca la tessera del servizio sanitario nazionale. Ancora una volta, a Fuorni si muore: Aniello è il terzo detenuto morto dall’inizio di questo 2018 a Fuorni, dopo i due morti tra novembre e dicembre del 2017, cinque morti in cinque mesi, questo il triste bilancio di una banalità del male che non si ferma neanche il giorno di Pasqua. Giovedì Santo Papa Francesco al carcere di Regina Coeli aveva avuto parole di forza e amore in difesa degli ultimi nelle carceri: la pena che non è aperta alla speranza non è cristiana e non è umana. Questo messaggio continua ad essere violato”.