Il settore ospiti dello Juventus Stadium sarà aperto per la sfida di domenica contro il Napoli. Lo ha ufficializzato il Casms: la trasferta sarà vietata ai residenti in Campania, pur se possessori di Tessera del Tifoso, ma sarà aperta agli appassionati della squadra di Sarri delle altre regioni d’Italia. Unico requisito necessario: la Tessera del Tifoso del Napoli.
Minaccia la mamma con un coltello: voleva i soldi per la droga. Arresto ad Ottaviano
Ottaviano. Maltrattava la mamma per ottenere i soldi della droga. Ma dopo l’ultima aggressione la donna ha chiamato i carabinieri. Sul posto sono intervenuti i militari dell’aliquota radiomobile della Compagnia di Torre Annunziata. Così per un 26enne di Ottaviano sono scattate le manette. Deve rispondere di tentata estorsione, maltrattamenti in famiglia e lesioni personali. Il giovane aveva minacciato la mamma con coltello e l’aveva strattonata per estorcerle il denaro che avrebbe speso in droga. Il giovane è stato arrestato e condotto nel carcere di Poggioreale. La vittima, che subiva da mesi ma non aveva mai sporto denuncia, è stata visitata presso l’ospedale di Boscotrecase e medicata per le lesioni riportate. I carabinieri sono intervenuti nell’abitazione dopo una telefonata fatta dalla madre. I militari lo hanno bloccato e disarmato mentre minacciava la donna con un coltello e l’aveva strattonata procurandole diverse ferite.
Moto sospette: ristoratore, preso dalla paura, spara colpi di pistola contro quattro persone
Parete. Sparatoria a Parete, in provincia di Caserta. Secondo quanto ricostruito dai Carabinieri, Federico Falco di 50 anni ha esploso diversi colpi di pistola in aria mentre si trovava all’interno del cortile di casa dei genitori in via Matteotti, con un’arma legalmente detenuta. L’uomo avrebbe sparato per paura all’arrivo di quattro persone a bordo di due moto che, dall’esterno dell’abitazione, a suo dire gli avrebbero puntato una pistola contro. Non si registrano feriti. I Carabinieri stanno eseguendo un’ispezione per verificare eventuali danni da proiettili vaganti. Il 50enne è proprietario di un ristorante e di uno stabilimento balneare sul litorale domizio. Ai carabinieri Falco ha raccontato di aver visto quattro uomini giungere a bordo di due moto all’esterno dell’abitazione; uno gli avrebbe puntato l’arma contro, e a quel punto Falco avrebbe sparato quattro volte in aria con la sua calibro 38 legalmente detenuta. L’uomo non ha riferito di minacce o intimidazioni di matrice camorristica. I carabinieri hanno effettuato un sopralluogo nelle strade del centro per accertare la presenza di proiettili. La scorsa vigilia di Natale, un ragazzo di 14 anni fu ferito alla testa proprio da un proiettile vagante mentre era sulla strada principale del paese con gli amici. Il responsabile di quel gesto non è stato ancora individuato, ma intanto il minore, dopo mesi di ospedale, si è ripreso ed è tornato a casa.
Mala milanese, Vallanzasca chiede la libertà condizionale e la semilibertà: il ‘bel Renè torna in aula
Milano. Renato Vallanzasca, protagonista della mala milanese e condannato a 4 ergastoli e 296 anni di carcere, ha avuto un “cambiamento profondo”, “intellettuale ed emotivo”, “non potrebbe progredire con altra detenzione” e dunque si ritiene che “possa essere ammesso alla liberazione condizionale”, ossia possa concludere la pena fuori dal carcere in regime di libertà vigilata. Lo scrive l’equipe di osservazione e trattamento del carcere di Bollate in una relazione depositata dalla difesa al Tribunale di Sorveglianza che deve decidere sull’istanza di liberazione condizionale e la semilibertà avanzata dalla difesa del ‘Bel Renè’. Nel fascicolo al vaglio dei giudici del Tribunale di Sorveglianza c’è anche un rapporto disciplinare nei confronti della guardia penitenziaria che ebbe una discussione, lo scorso agosto, nel carcere di Bollate con Renato Vallanzasca, protagonista della mala milanese tra gli anni ’70 e ’80. La semilibertà gli era stata revocata nel 2014 dopo che era stato arrestato in un supermercato per rapina impropria di oggetti di poco valore. Durante un permesso premio era stato sorpreso da un vigilante dell’Esselunga di viale Umbria a Milano mentre avrebbe tentato di rubare due paia di boxer, delle cesoie e del concime per le piante per un valore di circa 70 euro. Episodio che gli è valso una condanna a 10 mesi per tentata rapina impropria e soprattutto il ritorno al regime carcerario. Nell’agosto del 2017, poi, Vallanzasca è tornato a far parlare di sè. Questa volta per l’aggressione di un agente a Bollate, nell’area colloqui, in presenza di altri detenuti e familiari. La direzione del carcere ha avviato accertamenti per ricostruire i fatti, un “alterco” più che vivace tra l’ex bandito della ‘ligera’, la mala milanese, e il poliziotto penitenziario. L’Osapp, sindacato degli agenti, aveva detto che il Bel Rene’ aveva “scagliato” una borsa piena sulla gamba del poliziotto penitenziario, che “per il trauma ha dovuto lasciare il servizio”, mentre tra i presenti ci sono stati “attimi di tensione”. E il segretario dell’Osapp, Leo Beneduci aveva colto l’occasione per segnalare “i limiti” di determinati “modelli ‘custodiali'” troppo “permissivi”. Il difensore di Vallanzasca, l’avvocato Davide Steccanella, oggi ha chiesto ai giudici di acquisire “copia del rapporto disciplinare” stilato dal carcere di Bollate su quell’episodio che inquadrerebbe in maniera del tutto diversa l’operato dell’agente. I giudici si sono riservati di decidere nei prossimi giorni se concedere o meno a Vallanzasca la misura alternativa al carcere. Vallanzasca è tornato in aula davanti ai giudici della Sorveglianza (udienza a porte chiuse) che, dopo l’acquisizione di questo nuovo documento a lui favorevole, dovranno decidere nei prossimi giorni. “Confido – ha spiegato l’avvocato Davide Steccanella – che il Tribunale accolga un’istanza che alla luce di quanto scrive il carcere di Bollate (in una relazione, ndr) appare del tutto legittima dopo mezzo secolo di carcere”.
La lite dell’agosto scorso tra Vallanzasca e un agente carcerario di Bollate è comunque ben lontana dalle sommosse di cui il ‘bel René’ è stato protagonista negli anni ’70-’80 e per le quali venne trasferito da un istituto all’altro. Nato nel 1950, due mogli, un’infinità di storie sentimentali vere o presunte, 4 ergastoli e 296 anni di reclusione, è diventato un personaggio per la sua ‘carriera’ criminale, l’amore per la bella vita e le belle donne. Ha 18 anni quando entra nel giro dei malavitosi del quartiere Comasina. A 22 il primo arresto per una rapina in un supermercato: condannato a 10 anni, fugge corrompendo un agente. Nel 1976 il salto di qualità, la lotta col clan di Turatello. Poi il sequestro di Emanuela Trapani, figlia di un imprenditore, e dell’imprenditore del legno Rino Balconi. Latitante, a ottobre uccide a un casello l’agente della polstrada Bruno Lucchesi. Pochi giorni dopo ammazza un medico, Umberto Premoli, pare per rubargli l’auto e continuare la fuga. Il 6 febbraio 1977 in una sparatoria a Dalmine vicino Bergamo, uccide due agenti della stradale: ferito ad una gamba viene arrestato nove giorni dopo. Nell’aprile 1980 tenta di evadere da San Vittore, poco tempo dopo partecipa alla rivolta nel carcere di Novara e uccide il detenuto Massimo Loi, facendone trovare la testa in una cella. Nel 1984 nuova mancata fuga da Spoleto. Ci riesce tre anni dopo a Genova con un’evasione rocambolesca dall’oblò della nave con cui stava per essere trasferito all’Asinara. La fuga dura alcune settimane. Ne tenterà un’altra nel 1995 da Novara. A partire dal 2010 più volte, non senza polemiche, ottiene l’ammissione al lavoro esterno, per poi rientrare in carcere nel 2014 dopo il tentativo di furto al supermercato.
Evasione fiscale, sequestro da un milione di euro per un’azienda di Vallo della Lucania
Salerno. Da una verifica fiscale svolta dai Finanzieri della Tenenza di Vallo della Lucania, Salerno, nei confronti di un’azienda operante sul territorio, il Tribunale ha disposto il sequestro per equivalente di beni per un valore pari a circa 1 milione di euro. Il provvedimento cautelare, promosso dalla Procura della Repubblica di Vallo della Lucania ed eseguito nei confronti di una società operante nel settore dell’installazione di impianti idraulici e di condizionamento, è giunto al termine di una complessa attività di polizia economico-finanziaria che ha visto i Finanzieri salernitani impegnati a ricostruire la reale contabilità aziendale e ad accertare un’evasione fiscale pari a 960 mila euro. A fronte del provvedimento dell’Autorità Giudiziaria, le Fiamme Gialle hanno sequestrato, a tutela degli interessi dell’Erario, diversi beni immobili intestati al rappresentante legale dell’azienda, tra cui terreni e 4 fabbricati (magazzini e locali commerciali).
Spaccio, nascondevano la cocaina nel seggiolino del figlio di un anno: arrestata coppia casertana
Piedimonte Matese. I Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Piedimonte Matese hanno arrestato per spaccio, Damiano Mauro, 31 anni, Di Federico Ida, 26 anni, entrambi residenti a Vairano Patenora. I coniugi, già notati aggirarsi con fare sospetto nel comune di Alife, sono stati poi controllati a bordo dell’autovettura in uso sulla quale trasportavano anche il loro figlio di solo un anno. La perquisizione veicolare ha consentito di rinvenire sul tappetino lato passeggero un involucro in cellophane contenente 22 grammi di cocaina ed una dose per ulteriori 1 grammo della stessa sostanza occultata nel seggiolino del bambino. Nel corso della successiva perquisizione domiciliare sono stati rinvenuti ulteriori 5 dosi di cocaina, crack e 2 bilancini di precisione. Gli arrestati sono stati accompagnati agli arresti domiciliari in attesa di essere giudicati con rito direttissimo.
Corruzione, sequestro beni all’ex sindaco di Giugliano e consigliere regionale Giovanni Pianese
Giugliano. La Guardia di Finanza di Napoli ha eseguito un decreto di sequestro patrimoniale per un valore di circa 6 milioni di euro nei confronti di Giovanni Pianese, ex sindaco di Giugliano in Campania (Napoli) e già consigliere regionale della Campania. Il sequestro è stato disposto dal gip di Napoli su richiesta della Direzione distrettuale antimafia ad esito di indagini condotte dal Gico della Guardia di Finanza di Napoli nei confronti di Pianese, indagato per presunti episodi di corruzione risalenti al 2011, periodo in cui ricopriva la carica di sindaco di Giugliano in Campania. Già a luglio 2017 Pianese è stato raggiunto da un provvedimento cautelare per 250mila euro per una presunto caso di corruzione relativo all’approvazione del piano di lottizzazione nella zona di Lago Patria, denominata “Ex Terre di Ferlaino”, in cui aveva interessi di investimento la società Progetto Grano spa. Gli approfondimenti sul patrimonio accumulato nel tempo dall’ex primo cittadino giuglianese, secondo gli investigatori, avrebbe evidenziato una disponibilità di beni non coerente con le effettive fonti di ricchezza delle quali risultava ufficialmente titolare, portando alla luce una sproporzione tra i beni a lui riconducibili e i redditi dichiarati. Il sequestro, eseguito dal nucleo di polizia economico-finanziaria di Napoli, riguarda 5 auto, 8 immobili tra Gaeta, Roccaraso e Giugliano in Campania, quote societarie, una farmacia e 22 rapporti finanziari, 3 dei quali aperti in Svizzera, nella piena disponibilità di Pianese e del proprio nucleo familiare.
Mecfond aereospace di Caivano, licenziati tutti i dipendenti: scatta la protesta
Caivano. Sono stati licenziati i 35 operai della Mecfond Aereospace: stamane sono arrivate le lettere di licenziamento ai dipendenti della società che si trova in località Pascarella di Caivano nella zona Asi. Immediata è scattata la protesta degli operai: L’azienda ha rifiutato una commessa di 100mila euro dell’Alenia e un’altra commessa dai francesi della Figeac – ha detto Marco Esposito dell’Ugl aziendale -. Ieri c’è stato un incontro in Regione con i sindaci e al ritorno il titolare Davide Nugnes ha consegnato le lettere di licenziamento a mano a tutti i dipendenti”.
Stamane gli operai stanno protestando davanti all’azienda, impedendo ai camion che riforniscono il materiale di accedere alla fabbrica. La situazione è molto tesa, i titolari non hanno voluto ricollocare le maestranze presso un’altra società con sede a Napoli. I dipendenti vantano il pagamento di una mensilità, ma quello che è più grave è che dalla sera alla mattina si sono trovati senza il posto di lavoro, ed inoltre vi sono dubbi sul pagamento del fondo pensione e del Tfr. “Avevamo chiesto- dice Esposito – una proroga dei licenziamenti di una settimana per trovare un accordo in regione ma la proprietà non ha voluto trattare in nessun modo”.

Regione Sicilia: un arresto nel centro-destra
Il parlamentare regionale siciliano Giuseppe Gennuso, 65 anni, della lista di centrodestra Popolari ed Autonomisti, è stato arrestato questa sera dai carabinieri del comando provinciale di Siracusa con l’accusa di voto di scambio. Il provvedimento è stato emesso dal gip del tribunale di Catania su richiesta della Direzione distrettuale antimafia del capoluogo etneo. Sull’inchiesta, che vede coinvolte altre persone, vige il massimo riserbo da parte degli inquirenti della Dda di Catania.
Castellammare di Stabia: lo stadio R.Menti si fa “bello” per le Universiade 2019
Napoli è la città designata per la XXX Universiade, la manifestazione sportiva multidisciplinare corrispondente ai Giochi Olimpici. Le gare si svolgeranno dal 3 al 14 Luglio 2019 e vi parteciperanno gli studenti iscritti a tutte gli atenie del mondo. Organizzate dalla FISU ( Federazione Internazionale Sport Universitari) le competizioni constano di 12 sport obbligatori. Gli impianti sportivi del capoluogo partenopeo saranno le sedi principali delle gare senza escludere però le altre provincie della Campania. Il Prefetto Luisa Latella ha firmato il decreto commissariale con cui viene approvato il progetto degli interventi alle strutture: stanziati 270 milioni di euro, 100 erogati dal Governo, 170 dalla Regione Campania; 80 gli
impianti sportivi previsti tra diretti e connessi saranno oggetto d’interventi infrastrutturali tra i quali lo Stadio Romeo Menti di Castellammare di Stabia; destinati al football training 499.680.00 mila euro per 3 mesi di lavoro.
Sarno: lo stadio “F. Squitieri” tra gli impianti scelti per le Universiade 2019
Napoli è la città designata per la XXX Universiade, la manifestazione sportiva multidisciplinare corrispondente ai Giochi Olimpici. Le gare si svolgeranno dal 3 al 14 Luglio 2019 e vi parteciperanno gli studenti iscritti a tutte gli atenie del mondo. Organizzate dalla FISU ( Federazione Internazionale Sport Universitari) le competizioni constano di 12 sport obbligatori. Gli impianti sportivi del capoluogo partenopeo saranno le sedi principali delle gare senza escludere però le altre provincie della Campania. Il Prefetto Luisa Latella ha firmato il decreto commissariale con cui viene approvato il progetto degli interventi alle strutture: stanziati 270 milioni di euro, 100 erogati dal Governo, 170 dalla Regione Campania; 80 gli
impianti sportivi previsti tra diretti e connessi saranno oggetto d’interventi infrastrutturali tra i quali lo Stadio “Felice Squitieri” di Sarno ; destinati al football training 517.000.00 mila euro per 7 mesi di lavoro.
Selfiemployment: la Campania è prima per numero di idee imprenditoriali e per attività finanziate
Ultimi eccellenti aggiornamenti su Selfiemployment, la misura di Garanzia Giovani sull’autoimprenditorialità. La Misura, che nasce per aiutare i giovani ad avviare piccole iniziative imprenditoriali, ha raggiunto numeri importanti tra i nostri giovani campani, attinge ad un Fondo ad hoc -alimentato dalla Regione Campania e gestito da Iinvitalia – che finanzia piani di investimento inclusi tra 5.000 e 50.000 euro, senza interessi, senza garanzie, rimborsabili in sette anni.
La Campania è prima per numero di idee imprenditoriali presentate ed è prima per numero di iniziative finanziate: ben 348 su 672 totale Italia (il 52%). “Ecco che emerge forte e chiaro – dichiara la Palmeri – lo spirito imprenditoriale di tanti giovani che approfittano delle misure a disposizione per rimanere nella loro terra e dare vita allo loro idea di business! Dalla pasticceria a Santa Maria Capua Vetere, all’istituto di bellezza a Casapulla, al ristorante ad Amorosi, al bed & breakfast a Forio d’Ischia, al fiorista di Acerra, al parco divertimenti a San Gennaro Vesuviano, al noleggio imbarcazioni da diporto a Pozzuoli, ai servizi veterinari a Pomigliano d’Arco, alla palestra a Napoli, al barbiere a Bellizzi (Sa), alla cartolibreria a Benevento, all’odontoiatra a Boscoreale (Na), alla scuola di danza a Rotondi (Av), ai servizi di pulizia di edifici a pagani (Sa) sono solo alcune delle 348 iniziative che ci appassiona vedere nascere e sviluppare occupazione per sé e per gli altri. Il semplice meccanismo per accedere alle risorse è stato vincente, ed ho già chiesto al Comitato di Investimento di allargare – conclude poi – la possibilità di accesso anche a tutti i lavoratori svantaggiati, senza limiti di età.”
Antonello Cossia all’Ethnos Club con ‘Dentro i secondi: gli ultimi diventati primi’
Sabato 21 Aprile alle ore 20.30, sarà Antonello Cossia ad unire teatro e sport nello spettacolo “Dentro i secondi: gli ultimi diventati primi”.
Uomini che navigano non a vista per mostrarsi nel momento del bisogno. Accompagnatori preziosi dei primattori, spesso protagonisti essi stessi, mai avvezzi però al titolo in maiuscolo degli articoli di giornale. Presenze fondamentali, al fianco di campioni le cui vittorie sono sovente il prodotto del lavoro di questi insostituibili, spalle preziose su cui poggiarsi quando la fatica diventa terribile: sparring partner, gregari, compagni d’avventura. Storie di sport, alcune entrate con dolce prepotenza negli annali, esistenze di uomini votati al silenzio e al sacrificio, una galleria popolata dagli ultimi che sono diventati primi per un giorno o per un attimo. Gli ultimi che diventano primi, e talvolta primi s’inventano davvero.
È l’immutabile magia dello sport.
L’idea per la realizzazione di questo spettacolo si basa sul libro scritto da Franco Esposito e Dario Torromeo: “Dentro i secondi” (Absolutely Free Editore), in cui gli autori spaziando su un ampio arco sportivo, tracciano trenta ritratti in cui più che la gloria, c’è la fatica di personaggi che appunto sono scavati nell’ombra, dove i riflettori non riescono ad arrivare, eppure abbiamo vissuti preziosi poiché senza la tenacia di costoro, tanti campioni non sarebbero saliti sul gradino più alto del podio, non avrebbero conquistato nelle varie discipline indagate quelle vittorie che li hanno consegnati attraverso il bacio della gloria alla Storia mondiale dello sport.
Dal calcio al pugilato, si snocciolano i racconti dei “secondi” che non corrono solo di lato o stanno all’angolo, ma hanno stoffa e talento di livello, che sacrificano e mettono a disposizione di altri per i motivi più diversi.
Campioni con poca gloria a cui è solo capitato di essere contemporanei di altri ancora più grandi e più luminosi come Jimmy Ellis, che fu allo stesso tempo sparring-partner ed anche avversario di “un certo” Cassius Clay-Muhammad Alì, sempre con molto rispetto reciproco. Come Giovannino Corrieri, gregario di Gino Bartali, la maglia rosa più veloce della storia: la indossò a mezzogiorno, la sfilò qualche ora dopo, quando Koblet vinse la tappa del pomeriggio che avrebbe portato fino al termine del Giro 1950. Poche ore di gloria, una vita ad accudire Bartali in bicicletta. Tempo votato a sacrificarsi per il capitano nonostante una segreta ammirazione per Coppi. Il ciclismo e il pugilato sono i più grandi fornitori di storie, ma c’è anche il calcio, l’atletica leggera, il canottaggio.
Ritratti di accompagnatori preziosi, spalle fondamentali alle quali appoggiarsi quando la fatica diventa terribile. Vite da gregari, dunque, termine di cui non si abusa. Agonisti formidabili, votati alla discrezione, non attratti dalla pubblicità, abituati a sudare nel silenzio e nel sacrificio, lavoratori ostinati, coraggiosi, generosi. Non sono questi i vincenti da copertina, ma che risultano fasulli alla prima sconfitta, sgretolandosi in mille distrazioni che li allontanano dal percorso. Invincibili, non come chi vince sempre, ma come chi non si dichiara arreso ed è pronto a battersi di nuovo, ancora e a oltranza. Questi sono vincitori veri, pronti a rialzarsi dopo ogni caduta, a riprendere il cammino senza pensare al traguardo ma vivendo fino in fondo il viaggio che dona valore all’esistenza, senza mai dichiararsi arresi, appunto. Non sognatori ma visionari con i sensi ben presenti, come il chisciottimista di Erri De Luca, che persegue la sua missione e la vuole realizzata nel presente, senza sognare e desiderare altri mondi possibili e utopie di felicità. Uno che batte le strade del suo tempo riparando i torti. Uomini a loro modo simboli nello sport e nella vita. Questo spettacolo racconta di loro ed è a loro dedicato.
Torre del Greco, i periti: “Antonio aveva assunto droga prima dell’incidente”
Torre del Greco.A provocare la morte di Antonio Scafuri non solo i gravi traumi subiti a seguito dell’incidente stradale, probabilmente a contribuire anche l’utilizzo di sostanze stupefacenti “che hanno avuto un ruolo concausale nel determinismo dell’evento”. Il 23enne di Torre del Greco è deceduto il 17 agosto del 2017 dopo una notte di agonia tra il pronto soccorso dell’ospedale Loreto Mare e Pellegrini dove era stato trasportato per effettuare ulteriori accertamenti.
Secondo le conclusioni del collegio dei periti nominato dal Tribunale di Napoli una delle concause che hanno determinato il verificarsi dell’evento è stata l’assunzione di sostanze stupefacenti. Le conclusioni medico-legali depositate presso la cancelleria del Tribunale parlando di uno shock traumatico in una persona che aveva assunto sostanze. Le lesioni riportate dal 23enne a seguito dell’incidente, secondo quanto ricostruito dagli investigatori, avrebbero avuto “un ruolo preponderante nel determinare il decesso di Scafuri”. La vicenda suscitò anche l’attenzione del Ministero della Salute perché si parlava di un presunto caso di malasanità. Ma il collegio dei specialisti cancella ogni dubbio. “ I medici del Loreto Mare – scrivono ancora i periti – praticarono esami di laboratorio e strumentali, suturarono le ferite e procedettero alla stabilizzazione dei parametri vitali mediante farmaci ed emotrasfusioni. Procedettero, inoltre, al trasferimento di Scafuri al presidio ospedaliero Pellegrini al fine di sottoporre il paziente ad un’indagine arteriografia, risultata poi negativa per lesioni vascolari. Per cui riteniamo – aggiunge il collegio di periti – che il comportamento degli stessi non presentò momenti di censura e che non possono riconoscersi condotte dei sanitari, che ebbero in cura la persona durate le fasi del ricovero, aventi un ruolo causale o concausale nel determinare l’esito fatale”. Per la morte del ragazzo risultano iscritti nel registro degli indagati sette persone tra medici e personale in servizio al pronto soccorso del Loreto Mare oltre all’automobilista che era alla guida del veicolo che urto’ contro la moto condotta da Scafuri.
In Vitro, esposizione di Antonello Matarazzo alla Gallery di Saviano a cura di Raffaella Barbato
“Il nostro tempo preferisce l’immagine alla cosa, la copia all’originale, la rappresentazione alla realtà, l’apparenza all’essere. Ciò che per esso è sacro, non è che l’illusione, ma ciò che è profano, è la verità. […] Il consumatore reale diventa consumatore di illusioni. La merce è questa illusione effettivamente reale, e lo spettacolo la sua manifestazione generale. […] Il feticismo della merce raggiunge dei momenti di eccitazione fervente (G. Debord); è sulla inadeguatezza dell’uomo contemporaneo dominato dalla superfetazione della materia/immagine, sull’azzeramento incalzante che minaccia la ricerca estetica anestetizzata – ed anestetizzante – al servizio del capitalismo, l’urgenza di creare nuovi elementi di disturbo, di cui l’uomo necessita per destarsi alla simpatia simbolica e rivelatrice dell’arte, che si ispira la riflessione proposta da Antonello Matarazzo – scrive la curatrice Raffaella Barbato – in questo nuovo lavoro video installativo; l’artista attraverso l’inquietudine percettiva offerta dell’uso di immagini in semi movimento, interroga i temi della e della caducità relazionale, conseguenza della dilagante bulimica dipendenza da corpi/immagini svuotate di senso. L’inedito lavoro, proposto in questa nuova personale campana dal titolo IN VITRO, è costituito da piccole gabbie/reliquiari, articolate nello spazio secondo una ragionata relazione, volta a creare una sorta di simbolica , costituita da icone dal sapore olografico, grazie alla composizione costituita da livelli sovrapposti (3D); epitaffi in cui uomo e natura si alternano in un continuum di interferenze e cortocircuiti visivi”.
In dialogo e completamento con l‘istallazione una serie di video – segni in movimento -, che rinviano al nucleo centrale della ricerca di Antonello Matarazzo, che si fonda da sempre sull’equivocità percettiva tra immagine fissa e immagine in movimento – micromovimenti delle immagini fotografiche – attraverso il sapiente uso delle tecniche del morphing e del warping, prescelte come trait d’union tra pittura, video e video-installazioni, e come strumenti di indagine del mondo introspettivo.
Sabato 19 maggio – ore 20.30 – il lavoro dell’artista sarà interrogato dalle contaminazioni musicali e performative di Elizabete Balčus (musicista e performer lettone), che con le sue note sperimentali ci guiderà in un viaggio di suggestioni onirico-surrealistiche e neo-psichedeliche; un’improvvisazione di ispirazione teatrale e che si fonde magicamente con il free-jazz, il beat elettronico, elementi di musica da camera, distorsioni audio e la sua voce ipnotizzante che interagirà direttamente con l’installazione proposta da Matarazzo. Il progetto a cura di Raffaella Barbato, supportato dalla concessione del Matronato della Fondazione Donnaregina di Napoli, in esposizione fino alla fine di maggio, negli spazi indipendenti della SAACI/Gallery di Sabato Angiero, dopo la preview campana, farà tappa a Palazzo Tupputi, in Puglia, con la coordinazione dell’associazione Cineclub Canudo / Avvistamenti e la curatela di Bruno Di Marino, e successivamente a Roma, presso la Galleria Pio Monti.
Antonello Matarazzo, pittore, regista e video artista, esponente del Medialismo. Ha lavorato come costumista e aiuto regista al Teatro Bellini di Catania. Dal 1990 è impegnato nella ricerca nel campo delle arti visive. Dal 2000, data del suo cortometraggio d’esordio, The Fable (18° Bellaria Film Festival) – prodotto da Fuori Orario (Raitre) – i suoi video sono stati accolti da numerosi festival cinematografici italiani e internazionali, alcuni dei quali come la Mostra Int.le del Nuovo Cinema di Pesaro, il Festival Internacional de Cine de Mar del Plata di Buenos Aires hanno proposto sue retrospettive. Nel 2013 il Festival Signes de Nuit di Parigi gli dedica un Regard Specifique. Realizza inoltre video musicali e documentari a carattere artistico. Latta e Cafè (4° Festival Int.le del Film di Roma), prodotto per la Filmauro da Luigi e Aurelio De Laurentiis, viene riconosciuto di “Interesse culturale” dalla Direzione Cinema del Ministero per i Beni e le Attività Culturali. L’album Canti, ballate e ipocondrie d’amore di Canio Loguercio e Alessandro D’Alessandro, per il quale Matarazzo firma il video ufficiale – distribuito da Squilibri Editore – vince la Targa Tenco 2017. Il nucleo della sua ricerca si fonda sull’equivocità tra immagine fissa e movimento, il trait d’union tra pittura, fotografia e video-installazioni è costituito dall’inclinazione nell’indagare aspetti introspettivi e antropologici. Questa caratteristica del suo lavoro fa sì che in molte Università, tra cui quelle di Pisa, Brera e Cambridge, le sue opere vengano mostrate in seminari e workshop a scopo didattico. La RaroVideo nel 2014 ha pubblicato un’antologia completa dei suoi lavori dal titolo “Antonello Matarazzo, Video e Installazioni”, a cura di Bruno Di Marino, per la collana “Interferenze” di Gianluca e Stefano Curti Editori. Il lavoro di Antonello Matarazzo è stato presentato nella 53° e 54° edizione della Biennale Arte di Venezia.
Camorra, estorsioni nel Casertano e nel Benevetano: presi 5 del nuovo clan Massaro
Nel corso della mattina odierna, i carabinieri della compagnia di Maddaloni con l’ausilio di militari del comando provinciale della guardia di finanza di Benevento, su disposizione della Direzione distrettuale antimafia di Napoli, hanno dato esecuzione all’ordinanza applicativa della misura cautelare in carcere, emessa dal gip presso di Napoli, nei confronti di cinque persone indagate per associazione per delinquere di tipo mafioso ed estorsione aggravata. Si tratta di Vincenzo Carfora, detto ‘o’cantante’, 49 anni, residente a Forchia (BN); Vincenzo Iannucci Barbato, detto ‘enzuccio’, classe 42 anni, residente a Castelvenere (BN); Michele Lettieri, detto ‘o’napulitano’, 54 anni, residente a Pignataro Maggiore (CE); Enzo Ruotolo, 43 anni, residente in San Felice a Cancello (CE); Giovannina Sgambato, detta ‘a sparatora’ ‘a vecchiarella’ ‘a signora’, 68 anni, residente a San Felice a Cancello (CE). Per gli inquirenti i cinque rappresentano oggi il potere camorristico sul territorio dell’agro maddalonese/sanfeliciano. L’inchiesta ha avuto anche altri cinque indagati che, a vario titolo, hanno in qualche modo compartecipato con i primi alla realizzazione delle attività illecite.
Il provvedimento restrittivo scaturisce dall’impianto accusatorio acquisito nel corso dell’attività investigativa avviata, sotto la direzione del Sostituto Procuratore Luigi Ladolfi, nel mese di settembre 2015 dai carabinieri del nucleo operativo di Maddaloni, espletata in particolare attraverso l’esecuzione di un mirato e stringente monitoraggio intercettivo, sia telefonico che ambientale, integrato e implementato da aderenti servizi di osservazione dinamica, ma anche da verifiche, controlli, perquisizioni e/o ispezioni. Le prove hanno consentito di individuare un’organizzazione camorristica attiva sul territorio Casertano, nei comuni di San Felice a Cancello e Santa Maria a Vico in particolare, e in alcuni comuni della Valle Caudina, quale Forchia (BN), Arpaia (BN) e Paolisi (BN), costola dello storico ‘clan Massaro’, scompaginato a seguito di una serie di arresti e conseguente scelta collaborativa maturata dai suoi principali elementi verticistici. Gli inquirenti hanno ricostruite diverse attività estorsive in danno di imprenditori e operatori commerciali, poste in essere dagli indagati avvalendosi della forza intimidatrice e della condizione di assoggettamento e omertà derivante dalla partecipazione alla compagine camorristica. Grazie all’organica e stabile partecipazione al sodalizio degli altri indagati, Lettiere e Sgambato – per l’accusa – avrebbero rivitalizzato l’egemonia e il controllo camorristico nella Valle di Suessola, oltre ad aver intrattenuto legami con il clan ‘Pagnozzi’ attivo nella confinante Valle Caudina, in linea a quanto succedeva in passato sotto la reggenza Massaro, con particolare riferimento alla definizione dei rispettivi ambiti territoriali di competenza.
Cinema. Ferzan Ozpetek con ‘Napoli Velata’ apre il Festival Internazionale di Mosca alla sua quarantesima edizione
Quarantesima edizione del Festival Internazionale di Mosca, in programma dal 19 al 26 aprile. A dare il ia ai festeggiamenti, Ferzan Ozpetek con “Napoli velata”, pellicola in concorso ma anche invitato come film di apertura. Il Festival prosegue con altri due film italiani in gara,”Riccardo va all’inferno” di Roberta Torre e “Hanaa” di Giuseppe Carrieri (Concorso Documentari) e si prolunga con altri sei titoli nelle sezioni collaterali, per un totale record di nove film. Una presenza forte in un festival storico, vetrina privilegiata per un mercato e una platea rilevanti. Numerosi gli invitati italian: da Ferzan Ozpetek a Massimo Ranieri che torna a Mosca (dove presentò “La macchinazione”) con Roberta Torre e il compositore delle musiche di “Riccardo” Mauro Pagani, a Matteo Botrugno e Daniele Coluccini che furono invitati con il loro primo film, “Et in terra pax” e ora accompagnano “Il contagio”. Completano la delegazione Giuseppe Carrieri e nella Giuria Internazionale Paolo Del Brocco. In programma altri titoli: “Gli sdraiati” di Francesca Archibugi, “The leisure seeker” di Paolo Virzì e “Land” di Babak Jalali. Da mesi era stato programmato un tributo ai Fratelli Taviani, che con Mosca da anni condividono un rapporto di scambio e di apprezzamento del pubblico. All’indomani della scomparsa di Vittorio Taviani il tributo assume una valenza di ulteriore senso per il pubblico del festival, che avrà modo di vedere o rivedere San Michele aveva un gallo, tratto da un racconto di Tolstoj, riflessione di poetica lucidità sulle contraddizioni dell’utopia socialista, con un memorabile Giulio Brogi, e il recente “Una questione privata”, dal capolavoro di Beppe Fenoglio, racconto di resistenza e di gioventù, fresco e urgente come un’opera prima.
“Il cinema italiano è sempre stato ospite d’onore al Festival di Mosca. L’immenso Federico Fellini è stato premiato due volte, Luchino Visconti è stato in Giuria; e ancora Michelangelo Antonioni, Tonino Guerra, Bernardo Bertolucci, Pietro Germi, Damiano Damiani, i fratelli Taviani hanno presentato i loro capolavori al pubblico russo sin dagli anni ’60. Pier Paolo Pasolini, invece, è stato vittima della censura fino alla Perestrojka. Anche gli autori contemporanei contano su un pubblico di ammiratori affezionati a Mosca, per questo siamo felici del ritorno di maestri affermati come Ferzan Ozpetek e Roberta Torre e di giovani promesse come Matteo Botrugno, Daniele Coluccini e Giuseppe Carrieri.” – commenta Peter Shepotinnik, responsabile delle selezioni italiane per il Festival.
Teatro civile: ‘Il Sindaco Pescatore’ al Teatro San Carlo. La vera storia di Angelo Vassallo, interpretato da Ettore Bassi
Martedì 24 aprile alle ore 17.30, il Teatro di San Carlo apre le porte agli studenti e ai giovani, attraverso i dirigenti scolastici, il servizio Politiche per l’infanzia e l’adolescenza e le associazioni giovanili, a un evento di alto valore civile: lo spettacolo teatrale “Il Sindaco Pescatore”. Interpretato da Ettore Bassi per la regia di Enrico Maria La Manna, lo spettacolo racconta la vera storia di Angelo Vassallo, tratto dall’omonimo libro di Dario Vassallo. Un momento di confronto intorno alle tante esperienze di città che da Sud a Nord resistono alla criminalità per difendere le bellezze delle proprie terre dal malaffare e dal degrado ambientale. L’evento teatrale sarà preceduto da un dibattito cui prenderanno parte, tra gli altri, il Sindaco di Napoli , Luigi de Magistris, il Procuratore Nazionale Antimafia Federico Cafiero de Raho, il Presidente ANCI Antonio Decaro ed il Presidente della “Fondazione Angelo Vassallo” Dario Vassallo. Il teatro, quindi, come strumento di protagonismo civile per raccontare storie di persone e di luoghi che rappresentano, tra l’altro, il punto di partenza per una rinascita culturale e politica dei nostri territori.
Napoli, ‘Mi sono arrabbiato col parcheggiatore e ho sparato’: la confessione del pistolero del Chiatamone
Napoli. Ha confessato il pistolero del Chiatamone: temeva di essere arrestato e ha giocato in contropiede, presentandosi insieme al suo avvocato alla caserma “Pastrengo”. “Sono stato io a sparare in aria l’altra domenica in via Chiatamone”, ha detto ai carabinieri della compagnia Napoli Centro che lo interrogavano.
“Mi sono arrabbiato molto con il parcheggiatore per lo scooter che gli avevo affidato pagando e mi era stato rubato; così mi sono procurato una pistola nella zona della Stazione Centrale di piazza Garibaldi, sono tornato e ho fatto fuoco. Ma non volevo far male a nessuno”. Una confessione che gli ha permesso di evitare il rischio di un fermo nei suoi confronti, tornando così a casa da uomo libero. E’ stato denunciato per porto e detenzione di pistola e spari in luogo pubblico. E’ lui che una settimana fa aveva seminato il panico tra la Movida del Lungomare facendo fuoco a ripetizione contro un parcheggiatore abusivo reo di non avergli saputo “guardare” il motorino che gli aveva lasciato in custodia in via Chiatamone mentre mangiava una pizza con la sua fidanzata in un ristorante del Lungomare. I carabinieri lo hanno identificato grazie ai filmati del sistema di video sorveglianza pubblico e grazie anche ad alcune immagini di negozi di via Chiatamone. Tutta la scena del crimine era stata immortalata dalle telecamere compresa l’auto e il numero di targa.
Ha 22 anni, come riporta Il Roma, è incensurato e lavora come parrucchiere.
Le indagini continuano perché si deve identificare chi ha fornito la pistola al parrucchiere e un eventuale complice nella sparatoria.
Ai domiciliari l’uomo che ha causato l’incidente mortale sulla statale tra Cava e Nocera
Un impatto mortale provocato dalla guida distratta di un uomo di quarantasette anni di Cava de’ Tirreni: la sua automobile si è scontrata con la Fiat Punto su cui viaggiava Raffaele Rossi, il ragazzo di diciassette anni rimasto ucciso, e i suoi amici. L’uomo è attualmente in stato di fermo presso la sua abitazione e il sostituto procuratore, Tania Amoruso, ha chiesto al giudice per le indagini preliminari la convalida del fermo. L’udienza – con interrogatorio si terrà domani davanti al giudice per le indagini preliminari Alfonso Scermino – verrà celebrata con l’accusa di omicidio stradale.
Secondo quanto ipotizzato dagli inquirenti, anche grazie ai rilievi effettuati sul luogo dell’incidente, il quarantasettenne avrebbe invaso l’altra corsia scontrandosi con la vettura che sopraggiungeva in senso opposto. All’esame degli investigatori ci sono anche le analisi cliniche effettuate immediatamente dopo l’incidente per stabilire se l’uomo guidava in stato di ebrezza o sotto gli effetti di droghe.
È atteso anche l’esito dell’esame autoptico sul corpo di Raffaele Rossi, morto nell’impatto. Sono peggiorate le condizioni di Gaetano, il giovane che era alla guida della Punto: ieri è stato sottoposto ad un nuovo intervento chirurgico per ridurre la pressione dell’edema cerebrale. Respira meglio ma le condizioni generali restano critiche. Sta leggermente meglio, invece, Emanuele ma la prognosi resta riservata. Migliorate, infine, le condizioni di salute degli altri due ragazzi ricoverati per una serie di fratture negli ospedali di Cava de’ Tirreni e di Salerno.
Ieri sera don Gerardo Coppola, parroco della chiesa di Orta Loreto, frequentata da Raffaele e dai suoi amici, ha organizzato in ospedale una veglia di preghiera “per l’affetto che ci legava a lui”. Tantissimi i giovani che si sono accalcati nel cortile della sala mortuaria per seguire il rito religioso. Raffaele, insieme agli amici coinvolti nell’incidente, era molto attivo nella comunità che anima la parrocchia di Sant’Antonio.



