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Agguato ai Quartieri Spagnoli, convalidati i fermi di Rossi e Bevivino

Napoli– È stato convalidato il fermo dei due presunti aggressori di Gianluca Pisacane, fratello dell’allenatore del Cagliari Calcio Fabio Pisacane, rimasto ferito alle gambe in un agguato armato avvenuto nelle prime ore del 3 gennaio scorso nei pressi del suo locale ai Quartieri Spagnoli.

Il gip di Pescara, Giovanni de Rensis, ha confermato il provvedimento di fermo eseguito dalla Squadra Mobile di Napoli nei confronti dei due indagati, Vincenzo Bevivino che ha compiuto i 25 anni mentre era in fuga e Vincenzo Rossi di 30 anni, disponendo per entrambi la custodia cautelare in carcere.

Le accuse contestate sono tentato omicidio e porto illegale di arma da fuoco in luogo pubblico, una pistola calibro 9 utilizzata per esplodere due colpi che hanno colpito la vittima agli arti inferiori.

Nel corso dell’udienza, il giudice ha tuttavia dichiarato la propria incompetenza territoriale, ordinando la trasmissione degli atti all’autorità giudiziaria di Napoli, che proseguirà le indagini sull’episodio. L’inchiesta mira ora a chiarire il movente dell’aggressione e il contesto in cui è maturato il ferimento, avvenuto in una zona centrale e molto frequentata della città.

Compiere 70 anni e salvare una vita invece di andare in pensione: eroico compleanno della dottoressa Sestito

Napoli– Per molti il settantesimo compleanno rappresenta il traguardo del meritato riposo, il giorno in cui il camice viene appeso definitivamente al chiodo. Per la dottoressa Mariarosaria Sestito, medico di medicina generale a Napoli, l’8 gennaio 2026 è stato invece il giorno in cui la sua dedizione ha fatto la differenza tra la vita e la morte.

Senza il suo intervento tempestivo e la scelta di non abbandonare il campo, un uomo di cinquant’anni non avrebbe superato una gravissima crisi respiratoria.

L’intervento d’urgenza

Il paziente, un soggetto fragile affetto da diabete e tabagista, era già sotto osservazione dal 5 gennaio. Nonostante una prima radiografia avesse escluso complicazioni immediate, il quadro clinico è precipitato nel pomeriggio post-Epifania.

Richiamata d’urgenza, la dottoressa Sestito si è recata al domicilio dell’uomo riscontrando una situazione drammatica: la saturazione dell’ossigeno era crollata a 74, un valore incompatibile con la stabilità vitale.

Dopo aver allertato il 118, classificando il caso come codice rosso, la dottoressa si è trovata di fronte a un’ulteriore criticità: l’ambulanza giunta sul posto non era medicalizzata. “Non potevo lasciarlo solo”, ha raccontato il medico.

Senza esitare, è salita sul mezzo di soccorso scortando il paziente verso il pronto soccorso e prestando le cure necessarie durante il tragitto, tra somministrazione di cortisone e ossigeno ad alti flussi, garantendo l’arrivo dell’uomo in ospedale ancora in vita.

Il nodo burocratico e la scelta di restare

La vicenda di Mariarosaria Sestito si intreccia con le croniche difficoltà del sistema sanitario regionale. Grazie alla normativa ottenuta dalla Fimmg, i medici di base possono oggi chiedere il prolungamento dell’attività fino ai 72 anni. La dottoressa aveva presentato regolare domanda, ma l’Asl non aveva ancora inviato una risposta formale.

“Senza risposta dell’Asl l’ho aiutato lo stesso”, ha spiegato con fermezza la professionista. Se avesse scelto di interpretare rigidamente i tempi della burocrazia, oggi sarebbe stata una pensionata e il suo paziente, con ogni probabilità, non avrebbe avuto un medico pronto a salire su quell’ambulanza.

Una storia di “ordinario” eroismo che mette a nudo la necessità di snellire le procedure per chi, nonostante l’età, sceglie di non tradire il giuramento di Ippocrate e il legame con il territorio.

Afragola, 55enne fermato con cocaina e contanti: scatta l’arresto

Afragola -Prosegue senza sosta l’attività di contrasto al traffico di stupefacenti messa in campo dalla Questura di Napoli. Nel pomeriggio di ieri, gli agenti del Commissariato di Afragola hanno arrestato un uomo di 55 anni, residente a Caivano, per detenzione illecita di sostanze stupefacenti.

L’operazione si inserisce nel quadro dei servizi straordinari di controllo del territorio predisposti dalla Questura per arginare il fenomeno dello spaccio nella zona. Durante un normale controllo su strada, i poliziotti hanno fermato un’auto con a bordo il 55enne, che da subito ha destato i sospetti degli agenti.

La perquisizione del veicolo ha portato alla scoperta di 16 involucri di cocaina, per un peso complessivo di circa 7 grammi, pronti per essere immessi sul mercato dello spaccio. Addosso all’uomo sono stati rinvenuti anche 125 euro, suddivisi in banconote di diverso taglio, somma ritenuta provento dell’attività illecita.

Per il 55enne sono scattate immediatamente le manette. L’arresto rappresenta l’ennesimo colpo inferto alle reti di spaccio che operano tra Afragola, Caivano e i comuni limitrofi, territori da tempo al centro di intense operazioni di contrasto alla criminalità organizzata legata al narcotraffico.

Campania, s’insedia l’Ufficio di Presidenza. Manfredi: «Sinergia per una legislazione di qualità»

Napoli– Si è ufficialmente messo in moto il motore politico-istituzionale della Regione Campania. Questa mattina a Napoli si è insediato l’Ufficio di Presidenza, l’organo di governo deputato a tracciare l’indirizzo del Consiglio Regionale e a garantirne il pieno funzionamento operativo.

A margine dell’insediamento, il Presidente del Consiglio Regionale, Massimiliano Manfredi, ha voluto rimarcare il peso specifico dell’istituzione che presiede: “Diamo il via alle attività di supporto all’assemblea legislativa campana che, dopo Senato e Camera, è la più importante e prestigiosa in Italia”.

Una squadra trasversale

L’organismo si presenta con una composizione che riflette l’intero arco costituzionale della regione, un segnale che Manfredi ha interpretato come il preludio a una stagione di collaborazione costruttiva. La squadra è così composta:

Vice Presidenti: Luca Trapanese (M5S) e Giuseppe Fabbricatore (FdI).

Questori: Raffaele Aveta (M5S) e Livio Petitto (FI).

Segretari: Lucia Fortini (A Testa Alta) e Michela Rostan (Lega).

Obiettivo: Centralità del Consiglio

Il tema centrale della giornata è stato il richiamo alla “sinergia istituzionale”. Secondo Manfredi, il clima di collaborazione riscontrato sia nell’Ufficio di Presidenza che nella Conferenza dei Capigruppo rappresenta un valore aggiunto fondamentale per la legislatura.

“Ringrazio la maggioranza e l’opposizione per questo spirito di cooperazione”, ha concluso il Presidente. “Sarà essenziale per rendere il Consiglio Regionale della Campania sempre più centrale. Il nostro obiettivo è produrre un’attività legislativa di valore che sappia dare risposte concrete e di qualità alle reali esigenze dei cittadini campani”.

Terra dei Fuochi, tra veleni e rinascita: press tour con Vadalà per fare il punto sulle bonifiche

Casal di principe – Venerdì 9 gennaio, a partire dalle ore 9.30 presso la Casa Don Diana di Casal di Principe, si terrà il press tour “Terra dei Fuochi: luoghi di impegno e rigenerazione”. L’evento, organizzato da Legambiente nell’ambito della campagna nazionale “Ecogiustizia Subito! – In nome del popolo inquinato”, riunisce una rete di associazioni tra cui Acli, Agesci, Arci, Azione Cattolica e Libera.

La giornata sul campo toccherà tappe chiave della Terra dei Fuochi, evidenziando le ferite ancora aperte – come l’inquinamento persistente che rende uno dei territori più martoriati d’Europa – e le storie di riscatto: bonifiche avviate, rigenerazione ambientale e riconversione produttiva già in atto.

Protagonista dell’iniziativa il Commissario unico per la Terra dei Fuochi, generale Giuseppe Vadalà, che incontrerà stampa, istituzioni, enti di ricerca e società civile per un confronto diretto sullo stato delle bonifiche, i percorsi di risanamento e le prospettive future.

La campagna “Ecogiustizia Subito!” rilancia la battaglia per verità e giustizia ambientale, sull’onda della recente sentenza della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo (CEDU). Il verdetto ha condannato l’Italia per l’assenza di misure adeguate a tutelare salute e ambiente in quest’area, esponendo migliaia di cittadini a rischi letali da sversamenti tossici e roghi illegali.

Un appuntamento cruciale per monitorare i progressi e spingere per risposte concrete, in un territorio che da decenni attende giustizia.

Caserta, danneggiamento dell’auto dell’ex moglie del compagno: condannata al volontariato

Santa Maria Capua Vetere – Sette mesi di servizio di volontariato presso un ente assistenziale di beneficenza, in luogo della pena detentiva, e condanna al risarcimento dei danni in favore della parte civile. È la sentenza pronunciata oggi dal giudice Valerio Riello, della Terza Sezione Penale del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, nei confronti di Olga Kharin, 46 anni, cittadina ucraina da tempo residente in città, dove lavora come estetista.

La donna era imputata per danneggiamento aggravato. A sostenerne l’accusa il Pubblico Ministero Albenzio Ricciardiello, mentre la difesa è stata affidata all’avvocato Vincenzo Anastasio.
Secondo quanto ricostruito nel corso del processo, i fatti risalgono alla metà di gennaio dello scorso anno e si sarebbero verificati a Sant’Angelo in Formis.

Olga Kharin avrebbe danneggiato l’autovettura di C.R., ex moglie del suo attuale compagno – un carabiniere – colpendo inizialmente l’auto con una statuetta in gesso della Madonna e, successivamente, scagliando un grosso sasso che avrebbe mandato in frantumi il lunotto posteriore del veicolo.

L’auto era parcheggiata sulla strada, all’esterno dell’abitazione della persona offesa.
Alla base dell’episodio, come emerso in aula, motivi di gelosia. La vittima ha presentato denuncia presso il Comando dei Carabinieri di Capua, che, su delega della Procura, ha avviato le indagini.

Determinanti, ai fini probatori, sono risultati i filmati acquisiti, ripresi con un telefono cellulare, che

documentavano la scena del danneggiamento.
Nel corso dell’istruttoria sono stati ascoltati diversi testimoni, tra cui l’ex marito della persona offesa, il quale ha confermato di aver notato frammenti di vetro accanto all’autovettura. C.R. si è costituita parte civile, assistita dagli avvocati Raffaele e Gaetano Crisileo.

Il giudice, al termine del dibattimento, ha riconosciuto la responsabilità dell’imputata, disponendo la pena sostitutiva dei lavori di pubblica utilità e il risarcimento dei danni in favore della parte civile.

La valigia sul letto conquista Pagani

Un altro prezioso tassello dell’instancabile impegno con cui Alfonso Giannattasio – già ideatore e patron del Pagani Teatro Festival – promuove il teatro sul territorio è andato a segno pochi giorni fa sul palco dell’Auditorium Sant’Alfonso Maria de’ Liguori, con la messa in scena del cult La valigia sul letto – fuga senza meta.

La sala gremita da un pubblico coinvolto e caloroso ha accolto la celebre commedia scritta da Eduardo Tartaglia con vivo entusiasmo, tributando un meritato successo alla regia dinamica e raffinata di Domenico Palmiero. Un cast affiatato di attori – Mariarosaria Cafiero, Antonio Lippiello, Clementina Gesumaria, Alberto Tortora, Felice D’Anna e Giovanni Del Prete e lo stesso Domenico Palmiero – ha restituito una versione fresca e intensa della trama, sostenuta da una rara coralità.

Un unico filo conduttore, sotto la magistrale guida di Palmiero regista, ha attraversato l’intero spettacolo: una potente energia narrativa che non solo ha amplificato la forza del testo, ma ha anche messo in risalto il valore e la qualità di un puntuale lavoro collettivo.

Il ritmo della serata è stato scandito da risate sincere, mentre la spontaneità degli spettatori – catturati dal gioco scenico – si è trasformata in un dialogo costante e sottotraccia tra platea e attori. Le vicende comiche del protagonista Achille Lo Chiummo, che inciampa in equivoci e malintesi, sorretti da una gustosa ambiguità verbale e da personaggi bizzarri, hanno messo a nudo la sua fragilità e il suo desiderio di fuga da un’amara realtà, creando un perfetto equilibrio tra comicità e riflessione in una Napoli vulnerabile e contraddittoria.

Comicità e un pizzico di malinconia hanno reso lo spettacolo un’espressione di teatro autentico, in cui la cura dei dettagli – anche attraverso una scenografia realistica, volutamente essenziale e per questo funzionale – ha contribuito a restituire l’immagine di una Napoli profondamente umana. Un lavoro che conferma la qualità della FSSL Compagnia di Teatro e di Proteatro, così come quella dell’organizzazione curata da Alfonso Giannattasio con le sue proposte.

Al termine della rappresentazione abbiamo chiesto a Domenico Palmiero, motore e cuore pulsante dello spettacolo, di rivelarci il lato più intimo, le scelte e i retroscena che hanno contribuito al successo della serata. Ecco l’intervista che ne è scaturita.

Riportare in scena un cult come “La valigia sul letto” comporta inevitabilmente una certa complessità: qual è stata per te la sfida principale nel reinterpretarlo oggi?

La sfida è sempre quella di uscire da chi c’è stato prima di te e reinventarsi dando al pubblico la sensazione di vedere una cosa nuova senza continui riferimenti mnemonici; trattare, dunque, il testo e il suo autore come tali partendo sempre dalla parola che da scritta diventa detta. È il Teatro, insomma.

Nel corso della serata il pubblico è apparso partecipe e sinceramente divertito: quali sensazioni ti sono arrivate mentre eri in scena?

È una carica continua. Mimmo Borrelli dice che il Teatro è un gran patto collettivo; è così! Non puoi estraniarti in scena, non è concesso. Restare in ascolto del pubblico e capire dove spingersi, dove asciugare fa sì che lo spettacolo sia sempre rinnovato, sera dopo sera.

Mentre ero in scena mi ha colpito la forte risata di una signora in prima fila: più rideva, più capivo cosa la facesse ridere, più mi divertivo a farla ridere. Questa schizofrenia tra attore e personaggio, moltiplicata per un pubblico vasto come quello dell’altra sera, stabilisce l’unicità di quel momento.

 Tra regia e interpretazione hai ricoperto due ruoli chiave: come affronti questa doppia responsabilità?

Il regista a un certo punto deve andarsene e lasciare lavorare gli attori; l’efficacia di uno spettacolo dipende solo da loro. La regia fa il suo percorso, stabilisce un’immagine, un percorso, la linea interpretativa dei personaggi, il ritmo che deve sostenere la scena, ma in riferimento a quell’hic et nunc cui accennavo prima è l’attore che ha il compito di capire (in lievi ma importanti sfumature) come far andare lo spettacolo. Solitamente dalla terza replica comincio a rilassarmi e far sì che il mio lato registico si affidi agli attori, me in primis.

 Tutti voi attori della compagnia FSSL – PROTEATRO avete offerto interpretazioni di grande livello: come sei riuscito a costruire un’energia scenica così efficace e coesa?

Certe cose accadono… non è sempre così! Nel caso della “Valigia” è una complicità che abbiamo trovato per caso e ci ha divertito dalle prime letture a tavolino; via via si è sempre più intensificata. Questo è uno spettacolo che regge grazie al gruppo, non ci sono i “singoli”. Se uno di noi decidesse di cadere, cadrebbe tutto ad effetto domino. Ho una grande stima e ammirazione per ognuno di loro e molte volte riescono a rendermi spettatore in scena; questa cosa è reciproca. Io rido, loro ridono e il pubblico si sente coinvolto in un qualcosa che sente appartenergli.

La tua storia artistica parla di un amore per il teatro nato da giovanissimo e di un’attenzione particolare alla commedia di Eduardo De Filippo: in che modo queste radici continuano a influenzare il tuo lavoro?

Il mio legame con Eduardo è trascendentale. Un legame che mi riconduce a lui in qualsiasi momento di difficoltà, anche quando non sono a lavoro sui suoi testi. Quello che puntualmente mi arriva da lui è la semplicità con la quale legare il rapporto attoriale e il testo. Eduardo ti insegna a riconoscere i sentimenti che coesistono nella tua quotidianità e in un fittizio presente scenico; quando hai abituato il tuo lavoro a questa onestà, il rapporto con il pubblico ti premia.

Dopo “La valigia sul letto”, quali saranno i tuoi prossimi progetti artistici? Puoi anticiparci qualcosa?

Saremo ancora in scena con La valigia sul letto questo fine settimana, 10 e 11 gennaio, al Teatro Santa Teresa di Napoli, poi riprenderemo altri spettacoli in giro per la regione come Una tragedia reale di Patroni Griffi, Regina Madre di Manlio Santanelli e Onesti: banda 3.0. Parallelamente sono a lavoro con la compagnia con le prove de La paura numero uno di Eduardo, che debutterà ad aprile a Caserta: la paura perniciosa dello scoppio di un terzo conflitto mondiale esorcizzata da una comicità amara e riflessioni intense. Una tematica che m’interessava indagare, oggi più che mai!

La serata, i cui proventi sono stati devoluti alle Missioni Estere Redentoriste Onlus impegnate in Madagascar, si è conclusa con l’intervento sul palco di don Lorenzo Fortunio, parroco della Basilica di Sant’Alfonso, che ha ringraziato per l’impegno a favore della solidarietà, ed espresso la gioia per un inizio anno all’insegna della vicinanza agli altri, con queste parole: “Credo che stare insieme agli altri, ridere insieme, sia la cosa più bella. E cominciare un anno così è davvero il meglio che ci possa capitare”. Un gesto che evidenzia come cultura, attenzione al territorio e solidarietà trasformino il teatro in un luogo di incontro e responsabilità condivisa.

Spara all’imprenditore a Cava de’ Tirreni: un atto intimidatorio

Cava de’ Tirreni– Una raffica di colpi d’arma da fuoco ha trasformato una strada residenziale in una scena di paura. Ieri, in via Prolungamento Marconi, a Cava de’ Tirreni, un imprenditore del settore della ristorazione e degli eventi è stato preso di mira mentre si trovava all’esterno. Per una frazione di secondo, l’uomo è riuscito a gettarsi al riparo, evitando di essere centrato dai proiettili.

Secondo una prima ricostruzione degli agenti della Squadra Mobile e del locale commissariato, i colpi sono partiti da un’automobile in transito, che ha subito dopo fatto perdere le proprie tracce. Alcuni proiettili hanno infranto i vetri di una vettura in sosta, segnando con i fori e le schegge la violenza dell’agguato.

L’imprenditore, illeso ma sotto shock, è stato già sentito dagli investigatori. La pista principale su cui lavorano i poliziotti è quella di un’azione a scopo dimostrativo e intimidatorio, una “pistolata” per lanciare un messaggio minaccioso. Le indagini sono ora concentrate sull’identificazione del veicolo utilizzato per l’attacco e sulla ricostruzione delle dinamiche e delle possibili motivazioni.

Addio al Generale Domenico Pisani, tra i fondatori del ROS

Roma – Si è spento ieri sera nella capitale il Generale di Divisione Domenico Pisani, ex Vice Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri, una delle figure più autorevoli e rispettate nella storia recente della Benemerita.

Aveva 92 anni.Originario di Pollica, nel cuore del Cilento, Pisani ha dedicato oltre quarant’anni della propria vita al servizio dello Stato, distinguendosi per competenza, rigore morale e incrollabile senso delle istituzioni.

Il suo nome resta indissolubilmente legato alla nascita del Raggruppamento Operativo Speciale (ROS), il reparto d’élite dell’Arma istituito nel 1990 e divenuto punto di riferimento nazionale nella lotta alla criminalità organizzata, al terrorismo e ai reati di maggiore complessità.

La carriera del Generale Pisani è stata una progressione costante verso i vertici dell’Arma: dopo gli inizi come capitano della Compagnia di Castellammare di Stabia, ha ricoperto incarichi di altissimo profilo, tra cui due volte Capo di Stato Maggiore del Comando Generale, Comandante della 2ª Divisione “Podgora” e, negli ultimi anni di servizio attivo, proprio Vice Comandante Generale dei Carabinieri.

Nel 2016, a riconoscimento di una vita spesa per la difesa della legalità e della sicurezza del Paese, gli è stata conferita la prestigiosa Croce d’Oro al Merito dell’Arma dei Carabinieri, una delle massime onorificenze interne all’Istituzione

.Nonostante il peso degli incarichi nazionali, Domenico Pisani non ha mai reciso il legame con le proprie radici cilentane. A Pollica (in particolare nella frazione di Cannicchio) e in tutto il territorio era conosciuto e apprezzato come “il Generale Pisani”, figura di riferimento non solo per il prestigio professionale, ma anche per le qualità umane: discrezione, signorilità e attaccamento alla terra d’origine.

Dal Cilento giungono in queste ore numerosi messaggi di cordoglio e testimonianze di affetto da parte di amici, conoscenti e della comunità locale, che ricordano un uomo capace di coniugare l’autorevolezza del grado con una rara umanità e un profondo rispetto per le persone.

I funerali si terranno venerdì 9 gennaio alle ore 10 presso la parrocchia di San Roberto Bellarmino a Roma. Successivamente il feretro sarà trasferito in Cilento, dove avverrà la sepoltura nel cimitero di Pollica.

Con la scomparsa del Generale Pisani, l’Arma dei Carabinieri perde uno dei suoi interpreti più significativi, mentre il Cilento saluta un figlio illustre che ha saputo onorare la propria terra con dedizione assoluta alle istituzioni democratiche.

Fico annuncia: «Fuori la politica dagli ospedali, avanti solo il merito»

Napoli – Una linea di demarcazione netta tra Palazzo Santa Lucia e le corsie degli ospedali. Il Presidente della Regione Campania, Roberto Fico, sceglie la cornice simbolica dell’inaugurazione del nuovo ingresso e del padiglione monumentale del Cardarelli di Napoli per lanciare un messaggio politico e gestionale drastico: “I partiti devono uscire dalla medicina”.

Stop alle influenze politiche

Il Governatore ha rivendicato una gestione basata esclusivamente sui curricula e sull’etica professionale, distanziandosi dalle logiche clientelari che storicamente hanno pesato sul comparto sanitario regionale. “Qui si curano le persone, non si fanno voti”, ha scandito Fico. “La mia impostazione è chiara: va avanti chi merita. Non ci sarà mai una mia indicazione per far avanzare qualcuno nei ruoli ospedalieri”. Un impegno che punta a restituire credibilità ai concorsi e alle nomine interne, puntando su un “modello etico” di governance.

Il dossier liste d’attesa

Oltre alla questione morale, il Presidente ha affrontato il nodo critico delle liste d’attesa, una piaga che affligge migliaia di cittadini campani. Fico ha confermato di aver avviato un monitoraggio serrato con i vertici della Sanità regionale. “Stiamo raccogliendo tutta la documentazione.

Ho già tenuto diverse riunioni con la Direzione Generale della Campania e ho preteso report specifici che io e il mio team stiamo analizzando nel dettaglio”, ha spiegato, lasciando intendere che a breve potrebbero essere varati provvedimenti correttivi basati sui dati emersi.

Sicurezza e riforma dei Pronto Soccorso

L’altro fronte caldo è quello delle aggressioni al personale sanitario. La strategia della Regione si muoverà su due binari: potenziamento del front office e nuove normative regionali. L’idea è quella di importare modelli di accoglienza già collaudati per migliorare il flusso di informazioni verso l’utenza.

Secondo il Governatore, la tensione nei pronto soccorso spesso scaturisce dalla mancanza di comunicazione: fornire risposte tempestive a chi aspetta non è solo un atto di cortesia, ma un meccanismo di protezione per medici e infermieri. “Esistono modelli di gestione che possono tutelare il personale e informare meglio i pazienti; li porteremo anche qui in Campania”, ha concluso.

Due secoli di carcere per il clan delle Salicelle, in Appello arrivano sconti: assoluta la compagna del boss

Afragola– Si chiude con una pioggia di sconti di pena, ma con la sostanziale tenuta dell’impianto accusatorio, il processo di secondo grado a carico del clan Sasso-Parziale, la consorteria criminale che ha imposto la propria egemonia nel rione Salicelle di Afragola a suon di stese e piazze di spaccio.

I giudici della quarta sezione penale della Corte di Appello di Napoli hanno emesso ieri il verdetto nei confronti di 19 imputati, infliggendo complessivamente quasi due secoli di carcere, una cifra imponente che tuttavia segna un netto ridimensionamento rispetto alle stangate del primo grado.

Al centro dell’inchiesta, condotta dalla Dda e supportata dalle indagini dei Carabinieri di Castello di Cisterna e della Squadra Mobile, c’è la violenta ascesa del gruppo, considerato un’articolazione del potente clan Moccia. Secondo la ricostruzione degli inquirenti, i Sasso e i Parziale avevano instaurato un regime di terrore tra Afragola e Casoria, monopolizzando il traffico di stupefacenti nelle popolari “stecche” delle Salicelle e imponendo il racket a commercianti e imprenditori.

Un controllo del territorio mantenuto con la forza delle armi: nel corso delle indagini è emersa la disponibilità di un arsenale da guerra, utilizzato per raid intimidatori e per affermare la supremazia criminale sui gruppi rivali.

Nonostante la gravità delle contestazioni, che vanno dall’associazione di stampo camorristico al traffico di droga, fino all’estorsione e al porto d’armi, la strategia del collegio difensivo (composto, tra gli altri, dagli avvocati Dario Carmine Procentese, Luigi Poziello, Luca Pagliaro e Antonio Bucci) ha fatto breccia. La Corte ha riconosciuto le attenuanti generiche, operando una decisa “sforbiciata” alle pene inflitte in precedenza con il rito abbreviato.

Tra le posizioni di vertice spiccano i 16 anni inflitti ad Antonio Sasso, ritenuto a capo dell’omonima fazione, e i 14 anni per Vittorio Parziale. Significativo il verdetto per Giuseppe Sasso, alias “‘o nennillo”, giovane ras già noto alle cronache, per il quale è stato disposto un aumento di pena di 6 anni in continuazione. Il colpo di scena arriva però con l’assoluzione definitiva di Annamaria De Luca: la donna, compagna del presunto promotore Nicola Luongo, esce pulita dal processo, vedendo cadere le accuse a suo carico.

Il dispositivo della sentenza: le condanne

 

Antonio Sasso: 16 anni

Vittorio Parziale: 14 anni

Alfonso Crisci: 13 anni

Vincenzo De Pompeis: 12 anni e 9 mesi

Antonio Raucci: 12 anni e 6 mesi

Gennaro Aristarco: 12 anni

Pietro De Filippis: 11 anni e 9 mesi

Christian Luongo: 10 anni e 7 mesi

Federico Maldarelli: 10 anni

Veronica Parziale: 9 anni e 4 mesi

Giovanni De Pompeis: 8 anni e 4 mesi

Michele Bizzarro: 8 anni

Ciro Sannino: 7 anni e 4 mesi

Antonio Mosella: 6 anni e 8 mesi

Domenico Marrone: 6 anni e 8 mesi

Antonietta Parziale: 6 anni e 8 mesi

Raffaele Fusco: 6 anni e 8 mesi

Vincenzo Corsini: 6 anni e 4 mesi

Giuseppe Sasso: 6 anni (aumento pena in continuazione)

Pasquale Varriale: 4 anni e 4 mesi

Assoluzioni:

Annamaria De Luca: Assolta (definitiva)

Napoli, piazza De Nicola, scambio droga-soldi sotto gli occhi della Polizia: scatta l’arresto

Napoli – Non si ferma l’attività di contrasto al traffico di stupefacenti nelle aree sensibili della città. Nella mattinata di ieri, gli agenti della Polizia di Stato hanno portato a termine un nuovo intervento in Piazza Enrico De Nicola, culminato con l’arresto di un uomo di 30 anni.

L’operazione rientra nell’ambito dei servizi straordinari di controllo del territorio predisposti dalla Questura di Napoli. I poliziotti del Commissariato Vasto-Arenaccia, durante il pattugliamento della zona, hanno sorpreso l’uomo – un cittadino di origini nigeriane, irregolare e con precedenti specifici – mentre cedeva un involucro a un acquirente in cambio di denaro.

Alla vista delle divise, il sospettato ha tentato la fuga a piedi, dando vita a un breve inseguimento terminato poco dopo, quando gli agenti sono riusciti a sbarrargli la strada. La perquisizione ha confermato i sospetti: l’uomo è stato trovato in possesso di circa 6 grammi di eroina e della banconota da 10 euro appena incassata.

Il 30enne è stato arrestato con l’accusa di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti e resistenza a Pubblico Ufficiale. L’acquirente è invece riuscito a far perdere le proprie tracce tra le vie limitrofe poco prima dell’intervento.

La Preside su Rai1: la sigla pop affidata ai giovani talenti napoletani De Martino e Venosa

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Napoli– In vista del debutto su Rai1 della serie evento La Preside (in onda dal 12 gennaio), l’etichetta FM Records lancia la colonna sonora originale della fiction diretta da Luca Miniero con Luisa Ranieri protagonista.Composta dal pluripremiato Michele Braga (già autore delle musiche per film di Matteo Garrone, Gabriele Mainetti, Carlo Verdone e altri grandi nomi del cinema italiano), la soundtrack sarà disponibile in digitale proprio da venerdì 9 gennaio, pochi giorni prima della prima puntata.

Al centro dell’attenzione musicale c’è l’inedito “Non mi basti mai”, un brano pop dal forte impatto emotivo e intergenerazionale, affidato alle voci di due giovani attori partenopei: Alessandro De Martino e Aurora Venosa.

Nella serie i due interpretano i fratelli gemelli Tano e Jessica D’Amore, studenti determinati a inseguire il sogno di diventare cantanti nonostante il contesto difficile della scuola immersa nel degrado.

Per Aurora Venosa si tratta di un doppio debutto importante: dopo aver superato i Bootcamp di X Factor nel 2024 e avviato così la sua carriera musicale, con questa fiction approda per la prima volta anche come attrice sul piccolo schermo.

Il regista Luca Miniero commenta così il pezzo: «Il brano “Non mi basti mai” unisce le generazioni e i suoni di una città con un occhio al pop ma anche alla musica più popolare. Per raccontare una città che ha il ritmo tanto nel sangue quanto nella testa».

La serie, prodotta da Bibi Film TV e Zocotoco in collaborazione con Rai Fiction e con la partecipazione di Netflix, nasce da un’idea di Luca Zingaretti ed è liberamente ispirata alla figura reale di Eugenia Carfora, la preside di Caivano diventata simbolo nazionale di coraggio, determinazione e impegno civile contro dispersione scolastica e criminalità organizzata.

La musica di Michele Braga accompagna e amplifica la narrazione di una lotta quotidiana tra ideali, istituzioni e realtà sociale, confermando il ruolo centrale della colonna sonora come elemento narrativo vero e proprio, capace di rafforzare l’impatto emotivo sullo spettatore.

Con questo progetto FM Records rinnova il proprio impegno nella valorizzazione della musica per l’audiovisivo, puntando su opere di forte rilevanza sociale e culturale in cui le note non sono solo accompagnamento, ma autentico strumento di racconto e di emozione.

Salvataggio nella bufera: a braccia dai Carabinieri l’80enne disperso nel bosco innevato di Benevento

Benevento– Una corsa contro il tempo, il gelo e la neve, culminata in un salvataggio estremo a braccia. Nella notte di giovedì 8 gennaio 2026, i Carabinieri della Compagnia di San Bartolomeo in Galdo (Benevento) hanno tratto in salvo un ottantenne in grave ipotermia, disperso in un bosco impervio.

L’allarme è scattato alle 2.55 alla Stazione dei Carabinieri, dove moglie e figlio, in preda all’ansia, hanno denunciato la scomparsa dell’uomo, uscito di casa verso mezzanotte senza fare ritorno. Date le temperature rigidissime, il timore per la sua incolumità era immediato.

Sotto il coordinamento del luogotenente Mario Guerra, comandante interinale della Compagnia, una squadra di quattro militari ha avviato le ricerche. Alle 4.20, in meno di due ore, l’anziano è stato individuato in un fitto bosco, a circa 500 metri da casa, riverso e parzialmente sepolto dalla neve, in condizioni critiche.

Davanti all’impraticabilità del terreno per qualsiasi mezzo di soccorso, i Carabinieri hanno compiuto un gesto di forza e dedizione: hanno sollevato l’uomo e lo hanno trasportato a braccia fino all’abitazione, affrontando il bosco fitto e il manto nevoso.

Giunti a casa, in attesa dell’ambulanza del 118, hanno praticato le prime manovre di soccorso, togliendo gli indumenti bagnati e cercando di riscaldare gradualmente l’ottantenne. L’intervento dei sanitari ha poi stabilizzato le sue condizioni, scongiurando conseguenze peggiori.

Al termine dell’operazione, la famiglia ha voluto esprimere pubblicamente la propria gratitudine: un ringraziamento sentito all’Arma, in particolare ai quattro militari, per la “straordinaria umanità, la prontezza d’intervento e la scrupolosa operazione di ricerca e salvataggio” che hanno evitato il peggio.

Madonna canta Patty Pravo: a sorpresa la cover de La bambola per uno spot Dolce & Gabbana

Roma – Madonna torna a sorprendere e lo fa con un omaggio alla musica italiana: la popstar americana ha pubblicato una cover de “La bambola”, storico successo di Patty Pravo del 1968.

Il brano, cantato in italiano, è stato rilasciato sulle principali piattaforme digitali ed è stato scelto come colonna sonora della nuova campagna pubblicitaria di Dolce & Gabbana.

La traccia è uscita con il titolo ufficiale “La bambola (for Dolce & Gabbana – The One)”. Su YouTube il video risulta caricato nella giornata di ieri e, nelle prime ore, ha già superato 67 mila visualizzazioni. Diversa la situazione sulle piattaforme di streaming: su Spotify e Apple Music, infatti, la pubblicazione compare in modo curioso con la data del 1° ottobre 2025.

Al momento Madonna non ha accompagnato l’uscita con post o commenti sui suoi canali social. Un breve teaser della campagna, con un estratto della canzone, è invece apparso sull’account Instagram ufficiale di Dolce & Gabbana.

“La bambola”, firmata da Ruggero Cini, Franco Migliacci e Bruno Zambrini, fu il primo grande successo di Patty Pravo e conquistò il primo posto nella classifica italiana, diventando uno dei brani simbolo della canzone pop degli anni Sessanta.

Turismo a Napoli: boom senza equità, i lavoratori della mobilità restano fuori

Napoli ha vissuto un autentico boom turistico durante le festività natalizie, con flussi di visitatori che hanno superato ogni aspettativa. Ma dietro l’apparente prosperità si nasconde una realtà scomoda: la crescita non è stata distribuita equamente tra i settori economici e, soprattutto, tra i lavoratori della città.

I principali beneficiari sono stati la ristorazione e le strutture ricettive, mentre ampie fasce dell’indotto, in particolare il settore della mobilità e dei servizi, sono rimaste ai margini. Gli operatori del trasporto pubblico non di linea – i tassisti – hanno registrato vantaggi limitati ai soli collegamenti essenziali, come quelli tra aeroporto, stazione e centro città. Al contempo, la città ha fatto i conti con un aumento esponenziale del traffico, una congestione urbana senza precedenti e una generale disorganizzazione dei servizi.

L’assenza di una regia pubblica efficace ha favorito un sistema caotico: bus turistici senza regole certe, accessi incontrollati al centro storico, penalizzazione dei servizi di mobilità locale e un progressivo peggioramento delle condizioni di lavoro per gli addetti. Il turismo di massa a bassa spesa media ha “consumato” la città senza generare investimenti strutturali, occupazione stabile né ricadute economiche diffuse.

Napoli rischia di trasformarsi in un semplice hub di transito verso altre destinazioni della Campania, anziché consolidarsi come meta capace di valorizzare l’intero territorio urbano. Il centro storico è stato sovraffollato, mentre periferie e numerosi quartieri sono rimasti esclusi dai flussi turistici e dalle opportunità economiche.

Questo modello produce squilibri, precarietà e impoverimento per molti comparti produttivi e per i lavoratori, mentre pochi soggetti concentrano profitti e rendite. Il Comitato Tassisti di Base chiede un cambio di rotta immediato, fondato su una pianificazione pubblica seria, strutturata e condivisa. È già tempo di programmare la stagione estiva 2026 con:

Un Piano del Traffico Turistico strutturale, con regole chiare e vincolanti per bus, accessi e soste;

Servizi di mobilità integrati, efficienti e tutelati, che valorizzino il lavoro degli operatori del settore;

Una strategia di decongestionamento del centro storico e di redistribuzione dei flussi turistici su tutta la città;

Politiche orientate ad attrarre un turismo meno “mordi-e-fuggi”, più consapevole, sostenibile e capace di generare valore economico e occupazionale duraturo.

Solo attraverso una governance pubblica forte, inclusiva e responsabile il turismo potrà diventare una risorsa collettiva, garantendo sviluppo, dignità del lavoro e benefici reali per l’intera città, e non un privilegio riservato a pochi. Questa non è una semplice critica, ma uno spunto di riflessione per gli amministratori: Napoli può diventare un esempio di turismo e legalità, ma solo se sceglie di includere tutti i suoi abitanti nel processo di crescita.

Gaetano Filangieri: biografia, pensiero e Illuminismo italiano

La Gaetano Filangieri biografia rappresenta la storia di uno dei più grandi pensatori del Settecento illuminista italiano, un giurista e filosofo la cui opera ha esercitato un’influenza duratura sul pensiero giuridico europeo. La sua vita fu breve ma intensa: dedicata alla riflessione sulla legge, alla proposta di riforme sociali e alla costruzione di un modello di società giusta fondato sulla ragione. Il suo capolavoro La Scienza della Legislazione rimane una pietra miliare del pensiero politico moderno.

Dalle origini alla formazione, Il giovane Filangieri

Gaetano Filangieri nacque il 22 agosto 1753 a San Sebastiano al Vesuvio, in una famiglia nobile del Regno di Napoli. Terzogenito del principe Cesare Filangieri e di Marianna Montalto, ricevette una severa educazione privata. Inizialmente destinato alla carriera militare, a 17 anni decise di abbandonarla per intraprendere gli studi giuridici che lo avrebbero portato a laurearsi in legge presso l’Università di Napoli nel 1774.

Nei primi anni di attività, Filangieri fu coinvolto nella corte di Ferdinando IV di Borbone, lavorando su progetti di riforma della giustizia e dimostrando una precoce inclinazione verso le idee riformiste tipiche dell’Illuminismo europeo.

La Scienza della Legislazione, l’opera monumentale

La sua fama è indissolubilmente legata a La Scienza della Legislazione, un’opera in più volumi pubblicata tra il 1780 e il 1788. In questo testo Filangieri propone una riforma razionale della legge e della società, denunciando l’iniquità delle strutture feudali e proponendo un sistema giuridico basato su libertà, eguaglianza davanti alla legge, educazione pubblica e rispetto dei diritti individuali.

Filangieri parte dal presupposto che le leggi debbano essere fondate sulla ragione e non sulla tradizione o sull’autorità, e affronta temi economici, sociali e politici con intento sistematico. Critica le ingiustizie della società del suo tempo e propone una monarchia illuminata, educazione pubblica estesa e libero commercio.

L’opera ebbe risonanza internazionale e fu tradotta più volte. Nel 1784 fu messa all’Indice dei libri proibiti dalla Chiesa cattolica, segno della sua capacità di scuotere le istituzioni del tempo.

Influenza e lascito culturale

Filangieri non fu solo un teorico: le sue idee alimentarono il dibattito giuridico e politico in Europa. Studi moderni sottolineano come il suo pensiero abbia influenzato il costituzionalismo repubblicano, contribuendo, per esempio, a orientare alcune questioni discusse nella Costituzione degli Stati Uniti e persino nei princìpi del Trattato che portò alla nascita della Comunità Economica Europea.

Il pensiero di Filangieri ebbe altresì un impatto sulla cultura giuridica italiana successiva: la sua opera fu letta, criticata e ripresa da studiosi e giuristi del XIX secolo in poi, soprattutto nel campo del diritto penale e della filosofia politica.

Ultimi anni e ricordo storico

La vita di Gaetano Filangieri si concluse prematuramente: morì di tubercolosi il 21 luglio 1788 a Vico Equense, a soli 34 anni, lasciando un’opera monumentale che avrebbe continuato a essere discussa e studiata nei secoli successivi.

La sua figura è oggi ricordata non solo negli studi di filosofia del diritto, ma anche nella cultura italiana: a Napoli si trova il Museo Civico Filangieri, istituito dal suo omonimo discendente del XIX secolo per conservare opere d’arte, libri e testimonianze della cultura cittadina.

 

Napoli, centro storico: pistola e droga in casa: arrestato 45enne

Napoli – Blitz della Polizia di Stato nel cuore del centro storico di Napoli, dove nella notte appena trascorsa un 45enne napoletano, già noto alle forze dell’ordine, è stato arrestato per resistenza a pubblico ufficiale, detenzione illegale di arma comune da sparo, detenzione illecita di sostanze stupefacenti e violazione degli obblighi legati alla sorveglianza speciale. L’uomo è stato inoltre denunciato per ricettazione.

L’operazione è scattata a seguito di una segnalazione giunta alla Sala Operativa. Sul posto sono intervenuti gli agenti dei Commissariati Decumani e Vicaria che, una volta raggiunta l’abitazione indicata, sono stati avvicinati da una donna in evidente stato di agitazione. La donna ha riferito di non riuscire a rientrare in casa a causa della presenza del marito.

Entrati nell’appartamento, i poliziotti hanno trovato l’uomo seduto a un tavolo mentre stava consumando sostanza stupefacente. Accanto a lui, una pistola. Alla vista degli agenti il 45enne ha tentato di aggredirli, ma è stato bloccato dopo una colluttazione.

Nel corso della perquisizione, sul tavolo è stata rinvenuta una pistola semiautomatica calibro 7.65 con cinque cartucce inserite, oltre a una shopper contenente altre quattro munizioni dello stesso calibro e sette cartucce calibro 6.35. In un altro sacchetto sono stati trovati circa cinque grammi di cocaina, un quantitativo di hashish e un bilancino di precisione.

Gli accertamenti successivi hanno permesso di appurare che l’arma era provento di furto. L’uomo è stato quindi condotto in arresto e messo a disposizione dell’autorità giudiziaria.

Napoli, spari contro i Pisacane: i due fermati feriti in un incidente durante la fuga

Napoli – Sarebbe stato il ghiaccio sull’asfalto a provocare l’incidente stradale occorso ai due presunti aggressori di Gianluca Pisacane, fratello dell’allenatore del Cagliari, Fabio Pisacane, e di suo padre.

I due uomini, Vincenzo Bevivino e Vincenzo Rossi, fermati dalla Polizia di Stato, si sono feriti durante la fuga: uno ha riportato la frattura dell’anca, l’altro quella di un piede, rendendo necessario il ricorso alle cure mediche.

I due sono indagati per tentato omicidio dalla Squadra Mobile e dalla Procura di Napoli. Secondo la ricostruzione degli investigatori, subito dopo aver ferito Gianluca Pisacane con colpi d’arma da fuoco, si sono dati alla fuga in direzione dell’Abruzzo. L’incidente è avvenuto lungo il tragitto verso Pescara, in provincia della quale sono stati rintracciati, arrestati e condotti in carcere.

Alla base dell’aggressione vi sarebbe un alterco avvenuto nelle prime ore del 3 gennaio davanti al locale di cui Gianluca Pisacane è titolare. Protagoniste tre ragazze, che – secondo quanto emerso – si trovavano in stato di ebbrezza. Una di loro, conoscente del titolare, avrebbe litigato con una cameriera, costringendo Pisacane a intervenire.

Il confronto sarebbe degenerato, con toni giudicati particolarmente accesi, fino all’allontanamento delle giovani dal locale.

Poche ore dopo, una delle ragazze avrebbe chiesto l’intervento di alcuni parenti: il fratello e il cugino, accompagnati da altre tre persone, si sarebbero presentati nuovamente davanti al locale. Dopo una breve colluttazione, il cugino avrebbe esploso alcuni colpi di pistola, ferendo Gianluca Pisacane alle gambe, mentre il fratello della giovane avrebbe colpito il padre dell’uomo, presente sul posto insieme al figlio.

La Squadra Mobile di Napoli è ora sulle tracce di altri tre indagati, ritenuti coinvolti nell’aggressione armata. Le indagini proseguono per chiarire ruoli e responsabilità di tutti i partecipanti al raid.

Vomero, cornicione crolla davanti a pizzeria: due auto distrutte, clienti sfiorati dalla tragedia

Attimi di terrore nel cuore del Vomero, quartiere residenziale tra i più frequentati di Napoli. Poco dopo la mezzanotte di giovedì 8 gennaio 2026, un cornicione si è staccato da un palazzo in via Vincenzo d’Annibale, a due passi da Piazza Bernini e Piazza degli Artisti, riversando una massa di calcinacci sull’asfalto e sul marciapiede.

Il crollo è avvenuto proprio all’esterno della storica pizzeria “Condurro”, con clienti che in quel momento uscivano dal locale dopo la cena. Solo una fortunata coincidenza ha evitato una strage: nessuno è rimasto ferito, ma i passanti hanno assistito impotenti mentre i detriti sfondavano il parabrezza e la carrozzeria di almeno due auto in sosta.

Le forze dell’ordine sono intervenute tempestivamente per transennare l’area e scongiurare ulteriori rischi. Gli accertamenti sono in corso sulle condizioni statiche dell’edificio, in un contesto di preoccupazioni ricorrenti per il degrado strutturale nel Vomero, dove episodi analoghi si sono verificati in passato a causa di mancata manutenzione.