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Francesca Marini omaggia i grandi della musica con ā€œIl mio canto liberoā€

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Napoli – Un viaggio emotivo tra le note che hanno segnato la storia della canzone d’autore. ƈ questo il cuore di ā€œIl mio canto liberoā€, il recital che vedrĆ  protagonista Francesca Marini domenica 11 gennaio 2026 alle ore 18.00 al Teatro CortĆ©Se dei Colli Aminei (Viale del Capricorno 4).

L’evento, inserito nella VII Stagione Teatrale organizzata dall’Ente A.R.T.I. Teatro e Musica APS con direzione organizzativa di Anna Sciotti e consulenza artistica di Giuseppe Giorgio, conferma la vocazione del piccolo teatro napoletano per la musica di qualitĆ  e le sue contaminazioni più raffinate.

Scritto e diretto da Roberto Criscuolo, lo spettacolo ĆØ un omaggio appassionato ai maestri che hanno ispirato il percorso artistico di Francesca Marini. Da Pino Daniele a Mina, da Lucio Battisti a Ivano Fossati, passando per Fabrizio De AndrĆ©, Lucio Dalla e Franco Battiato, fino alle icone internazionali come Ɖdith Piaf e AmĆ”lia Rodrigues: un repertorio vasto e variegato, interpretato con rispetto, personalitĆ  e profonda intensitĆ  emotiva.

Arricchito dai contributi video di Vincentart, ā€œIl mio canto liberoā€ trasforma il palcoscenico in un intreccio di immagini, suoni e ricordi, dove il canto diventa confessione e la musica un dialogo intimo con il pubblico.

Non una semplice rivisitazione, ma una restituzione autentica di emozioni, in cui parola, voce e visione si fondono in un’esperienza totale.Francesca Marini, attrice e cantante di rara sensibilitĆ , porta in scena l’anima della grande canzone, napoletana e non solo, in uno spettacolo che promette di toccare le corde più profonde degli spettatori.

Per informazioni e prenotazioni: Teatro CortĆ©Se, Napoli – Colli Aminei. Un appuntamento da non perdere per gli amanti della musica d’autore.

Maltempo in arrivo: allerta gialla in Campania da stanotte a domani sera

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Napoli – La Protezione Civile della Regione Campania ha diramato un avviso di allerta gialla per maltempo, valido dalla mezzanotte di oggi fino alle 20 di domani, sabato 10 gennaio. L’allarme scatta in risposta alle previsioni del Centro Funzionale, che anticipano temporali intensi e venti forti con possibili impatti sul territorio.

L’allerta per criticitĆ  idrogeologica di livello giallo, legata ai temporali, colpisce in particolare la fascia costiera campana. Le zone più a rischio sono la 1 (Piana campana, Napoli, isole e area vesuviana), la 3 (Penisola Sorrentina-Amalfitana, Monti di Sarno e Picentini), la 5 (Tusciano e Alto Sele), la 6 (Piana del Sele e Alto Cilento) e l’8 (Basso Cilento).

Qui sono attese precipitazioni sparse, a carattere di rovescio o temporale intenso, con pericoli concreti come allagamenti, inondazioni dei fiumi, scorrimenti d’acqua sulle strade, collegate a malfunzionamenti dei sistemi di scarico, nonchĆ© caduta di massi e frane.

Parallelamente, un’allerta per venti forti o molto forti e mare agitato interessa l’intera Campania. I venti soffieranno da Ovest con raffiche, ruotando progressivamente da Nord-Ovest, mentre il mare sarĆ  agitato o molto agitato lungo le coste esposte, con rischio di mareggiate.

La Protezione Civile raccomanda alle autoritĆ  competenti di attivare immediatamente i Centri Operativi Comunali (Coc), adottando misure per mitigare i rischi idrogeologici, gli effetti dei venti e del moto ondoso. “Monitorate la tenuta del verde pubblico e delle strutture esposte”, si legge nella nota ufficiale, per evitare danni e garantire la sicurezza dei cittadini.

Follia al Vomero: aggredisce gli agenti in via Tito Angelini, arrestato 45enne

Napoli – Serata di violenza nel cuore del quartiere Vomero, dove un uomo di 45 anni ĆØ finito in manette con le accuse di minacce, lesioni e resistenza a Pubblico Ufficiale. L’episodio ĆØ avvenuto nei pressi di via Tito Angelini, zona solitamente frequentata per il belvedere della Certosa di San Martino, trasformata per una sera in teatro di un’accesa colluttazione.

L’allarme ĆØ scattato a seguito di una segnalazione giunta alla Sala Operativa, che indicava la presenza di un soggetto in forte stato di alterazione. Quando gli agenti del Commissariato Vomero sono intervenuti sul posto per riportare la calma, la situazione ĆØ degenerata rapidamente: alla vista delle divise, il 45enne ha iniziato a inveire pesantemente contro i poliziotti, scagliandosi fisicamente verso di loro.

Il fermo non ĆØ stato semplice. Gli operatori sono riusciti a bloccare l’aggressore solo con estrema difficoltĆ , ma la furia dell’uomo non si ĆØ placata nemmeno una volta giunti negli uffici di polizia. Anche all’interno del Commissariato, il 45enne ha proseguito nella sua condotta violenta, aggredendo nuovamente gli agenti prima di essere definitivamente messo in sicurezza.

Per l’indagato sono scattate immediatamente le manette. L’operazione si inserisce nel quadro dei servizi di controllo del territorio intensificati nelle zone collinari per garantire la sicurezza pubblica.

Doveri per Inter-Napoli: designazione pesante, San Siro si accende giĆ  fuori dal campo

Sarà Daniele Doveri a tenere in mano il fischietto di Inter-Napoli, il piatto forte della 20ª giornata di Serie A, in programma domenica 11 gennaio alle 20.45 a San Siro. Per il match del Meazza la designazione non passa inosservata: è un arbitro di esperienza, ma è anche un nome che negli ultimi tempi è finito dentro più di una discussione per episodi contestati.
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Nelle altre gare di cartello del turno, Fiorentina-Milan ĆØ stata assegnata a Massa, mentre Juventus-Cremonese sarĆ  diretta da Feliciani.
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Doveri: precedenti e polemiche con Napoli e Inter

Doveri ha incrociato il Napoli 41 volte in carriera (22 vittorie, 12 pareggi, 7 sconfitte) e l’Inter 38 volte (16 vittorie, 12 pareggi, 10 sconfitte). Incroci diretti tra Napoli e Inter diretti da lui: cinque, con una vittoria per parte e tre pareggi, e ā€œun rigore a testaā€ assegnato nei precedenti complessivi.
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Il punto caldo, per l’ambiente azzurro, resta Napoli-Inter dell’1 marzo 2025 (finita 1-1), partita che lasciò strascichi: il Napoli protestò per una mano in area Inter di Dumfries su tiro di McTominay non sanzionata con il rigore. Nella stessa gara, anche l’Inter si lamentò per un contatto in area Napoli (McTominay-Dumfries) ritenuto da Simone Inzaghi da calcio di rigore, ma non concesso.
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Sui ā€œprecedentiā€ specifici citati in questi giorni: la prima Napoli-Inter diretta da Doveri viene indicata a maggio 2019 (vittoria Napoli 4-1) e un altro incrocio a gennaio 2020 (vittoria Inter 1-3). Inoltre i tre incroci successivi (al Maradona) sono terminati tutti 1-1, alimentando un contorno di episodi e discussioni che oggi rende la designazione particolarmente sensibile.

Queste le designazioni arbitrali per la 20ma giornata della Serie A di calcio.

Como-Bologna (sabato 10/01, ore 15.00): Abisso di Palermo (Berti-Scarpa/IV: Di Marco; var: Mazzoleni, avar: Marini).

Udinese-Pisa (sabato 10/01, ore 15.00): Ayroldi di Molfetta (M.Rossi-Zezza/IV: Bonacina; var: Camplone, avar: Fabbri).

Roma-Sassuolo (sabato 10/01, ore 18.00): Marcenaro di Genoa (Mondin-Monaco/IV: Marchetti; var: Maggioni, var: Di Bello).

Atalanta-Torino (sabato 10/01, ore 20.45): Fourneau di Roma 1 (Bahri-Ceolin/IV: Galipò; var: Di Paolo, avar: Mariani).

Lecce-Parma (domenica 11/01, ore 12.30): Marinelli di Tivoli (Bindoni-Tegoni/IV: Zufferli; var: Marini, avar: Mariani).

Fiorentina-Milan (domenica 11/01, ore 15.00): Massa di Imperia (Meli-Costanzo/IV: Rapuano; var: Maresca, avar: Chiffi).

Verona-Lazio (domenica 11/01, ore 18.00): Guida di Torre Annunziata (Mastrodonato-Bianchini/IV: Arena; var: Meraviglia, avar: Fabbri).

Inter-NapoliĀ (domenica 11/01, ore 20.45): Doveri di Roma 1 (Alassio-Colarossi/IV: Colombo; var: Di Bello, avar: Di Paolo).

Genoa-Cagliari (lunedƬ 12/01, ore 18.30): La Penna di Roma 1 (Laudato-Ceccon/IV: Sacchi; var: Nasca, avar: Maresca).

Juventus-Cremonese (lunedƬ 12/01, ore 20.45): Feliciani di Teramo (L.Rossi-Barone/IV: Calzavara; var: Gariglio, avar: Chiffi).

 

Maddaloni, coca e armi in auto: 56enne arrestato

La Polizia di Stato di Caserta ha arrestato un uomo di 56 anni, originario di Maddaloni, con l’accusa di detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente, porto di oggetti atti ad offendere e resistenza a pubblico ufficiale.

L’intervento ĆØ scattato durante i controlli ordinari del territorio eseguiti dagli agenti del Commissariato di Pubblica Sicurezza di Maddaloni. I poliziotti hanno notato l’uomo — giĆ  conosciuto per precedenti — fermo in una zona del centro cittadino, a bordo di un’auto con il motore acceso, come se fosse in attesa.

Alla vista della pattuglia, secondo quanto ricostruito, il 56enne avrebbe provato a disfarsi di un involucro bianco. Il pacchetto ĆØ stato recuperato dagli agenti e, stando agli accertamenti, conteneva circa 20 grammi di cocaina.

A quel punto la perquisizione ĆØ stata estesa al veicolo. Durante le operazioni l’uomo avrebbe opposto resistenza, tanto da rendere necessario l’arrivo di un secondo equipaggio in supporto. Nell’auto sono stati trovati un manganello metallico, un coltello a serramanico e diversi telefoni cellulari: tutto ĆØ stato sequestrato.

Dopo l’arresto, al termine delle formalitĆ  di rito, l’uomo ĆØ stato sottoposto agli arresti domiciliari.

Sanità in crisi, la UIL a Fico: «Subito nuove assunzioni. Usi le norme nazionali per assumere e stabilizzare»

Napoli – Un appello urgente al presidente della Regione Campania, Roberto Fico, perchĆ© sblocchi immediatamente le assunzioni e le stabilizzazioni nel Servizio Sanitario Regionale, utilizzando le nuove norme nazionali. A lanciarlo sono UIL Campania e UIL FPL Napoli e Campania, che chiedono un confronto istituzionale per scongiurare il collasso dei servizi.

Il segretario generale della UIL Campania, Giovanni Sgambati, e i commissari della UIL FPL, Ciro Chietti e Pietro Bardoscia, hanno inviato una lettera a Fico – che ha trattenuto per sĆ© la delega alla SanitĆ  – e alla Direzione Generale Tutela della Salute. La richiesta ĆØ di agire senza perdere altro tempo.

La carenza di personale, definita “strutturale”, sta minando la qualitĆ  dell’assistenza, allungando le liste d’attesa e violando i tempi di erogazione delle prestazioni. Una situazione che, denunciano i sindacati, grava anche sulle condizioni di lavoro del personale in servizio, costretto a turni “massacranti”.

La soluzione, secondo la UIL, ĆØ nelle nuove leggi. “Le recenti disposizioni della Legge di Bilancio 2026 e del Decreto Milleproroghe offrono finalmente strumenti straordinari per invertire la rotta”, spiegano Sgambati, Chietti e Bardoscia. La normativa autorizza infatti le Regioni ad assumere a tempo indeterminato in deroga ai vincoli di spesa, con una copertura finanziaria di 450 milioni di euro annui fino al 2028. Inoltre, potenzia i percorsi di stabilizzazione del precariato, con la possibilitĆ  di programmare assunzioni entro il 31 dicembre 2026.

Per i dirigenti sindacali, ĆØ il momento di “cogliere le opportunitĆ ”. Chiedono quindi a Fico di avviare subito un tavolo di confronto per due obiettivi concreti: adeguare il tetto di spesa per il personale alle nuove facoltĆ  riconosciute dalla legge, e valorizzare i percorsi di stabilizzazione. Nel dettaglio, sollecitano le aziende sanitarie a mappare tutto il precariato che maturerĆ  i requisiti entro fine anno e a definire i Piani Triennali dei Fabbisogni di Personale 2025/2027, tenendo conto degli incrementi possibili.

“Solo rafforzando gli organici in modo stabile – concludono – si possono garantire servizi migliori ai cittadini, tempi di attesa dignitosi e condizioni di lavoro sostenibili per gli operatori, tutelandone la salute”. La palla ora passa alla Regione.

Enrico Caruso: biografia del grande tenore italiano dell’opera

Enrico Caruso ĆØ una figura senza tempo nella storia della musica lirica. La biografia di Enrico Caruso racconta la straordinaria ascesa di un ragazzo napoletano nato in povertĆ  che, grazie alla sua voce straordinaria e a un carisma unico, divenne il tenore più celebre della sua epoca, capace di conquistare gli ascoltatori di tutto il mondo e di rivoluzionare il modo in cui l’opera veniva fruita grazie alle registrazioni.

Gli Inizi: da Napoli alla Scala

Enrico Caruso nasce il 25 febbraio 1873 a Napoli, terzo di sette figli in una famiglia di umili condizioni economiche. Cresce nei quartieri popolari della cittĆ , lavora in giovane etĆ  come operaio e frequenta un coro parrocchiale dove emergono le sue prime doti canore.

La sua voce viene notata e, a circa 18 anni, inizia lo studio serio del canto con Guglielmo Vergine. Nel 1894 debutta in opera al Teatro Nuovo di Napoli in L’amico Francesco e nei successivi anni amplia rapidamente il suo repertorio, cantando in teatri di cittĆ  come Palermo, Milano e Buenos Aires.

La vera svolta arriva quando interpreta il ruolo di Loris nella prima di Fedora a Milano (1898) e poi Rodolfo in La Bohème alla Scala (1900), affermandosi fra i tenori più promettenti della sua generazione.

L’Ascesa Internazionale del Tenore

La carriera internazionale di Enrico Caruso tenore esplode all’inizio del Novecento. Nel 1902 viene invitato a cantare a Monte Carlo e a Londra, ricevendo consensi entusiastici dalla critica e dal pubblico.

Nel 1903 debutta al Metropolitan Opera di New York nel ruolo del Duca di Mantova in Rigoletto, iniziando un rapporto durato quasi diciotto stagioni, con oltre 600 esibizioni in 37 ruoli tra repertorio italiano e francese.

Caruso introduce al grande pubblico personaggi come Canio in Pagliacci, Don JosĆ© in Carmen e RadamĆØs in Aida, mostrando una versatilitĆ  vocale rara e un’impressionante presenza scenica.

Il Pioniere delle Registrazioni e l’Impatto Culturale

Non solo cantante d’opera: Caruso ĆØ anche il primo grande ā€œstarā€ della registrazione musicale classica. Nel 1902 registra il celebre brano Vesti la giubba da Pagliacci, che vende oltre un milione di copie e lo rende una celebritĆ  internazionale, contribuendo a portare l’opera nelle case di milioni di ascoltatori.

Tra il 1902 e il 1920 incide quasi 500 brani, combinando tecnica vocale superba e capacitĆ  interpretative emotive. La sua voce, inizialmente calda e brillante, tende a scurirsi negli anni pur mantenendo espressivitĆ  e potenza, tanto da lasciare un segno profondo nella storia dell’opera e della registrazione sonora.

Caruso rappresenta anche un ponte tra la cultura operistica europea e quella americana: grazie alla sua popolaritĆ , il Met di New York diventa uno dei teatri più prestigiosi al mondo e l’opera lirica entra nella coscienza di milioni di appassionati.

Vita personale, ultimi anni ed ereditĆ 

La vita personale di Caruso non ĆØ priva di momenti intensi: dopo una lunga relazione con la cantante Ada Giachetti, dalla quale ha due figli, si sposa nel 1918 con Dorothy Park Benjamin, con cui ha una figlia.

Negli ultimi anni la salute comincia a declinare. Dopo una lunga tournĆ©e e problemi respiratori, contrae pleurite e sviluppa complicazioni che lo costringono a interrompere l’attivitĆ . Muore il 2 agosto 1921 a Napoli, all’etĆ  di 48 anni, lasciando un’ereditĆ  artistica senza paragoni.

La sua influenza si riflette ancora oggi: iscrizioni commemorative, registrazioni storiche celebrate e studi accademici continuano a onorare il contributo di Caruso alla lirica e alla musica.

Napoli, offensiva contro lo spaccio: due arresti tra il centro e la zona Mercato

Napoli – Non si ferma la pressione delle forze dell’ordine sulle piazze di spaccio cittadine. Nelle ultime 24 ore, gli agenti della Polizia di Stato hanno portato a termine due distinte operazioni nell’ambito dei servizi straordinari di contrasto al narcotraffico predisposti dalla Questura di Napoli, culminate con l’arresto di due persone e il sequestro di ingenti quantitĆ  di sostanze stupefacenti.

Il blitz nel quartiere Dante Il primo intervento porta la firma degli agenti del Commissariato Dante. A seguito di un’attivitĆ  investigativa mirata, i poliziotti hanno fatto irruzione nell’abitazione di una donna napoletana di 52 anni. Durante la perquisizione domiciliare ĆØ emerso un consistente quantitativo di droga: una busta contenente circa 300 grammi di marijuana. Per la donna sono scattate immediatamente le manette con l’accusa di detenzione ai fini di spaccio.

Inseguimento in via Sopramuro Scenario diverso, ma medesimo risultato, in via Sopramuro, dove i poliziotti del Commissariato Vicaria-Mercato hanno sorpreso un 21enne di origini rumene, giĆ  noto alle forze dell’ordine, mentre cedeva una dose a un acquirente in cambio di contanti. Alla vista delle divise, il giovane ha tentato una fuga disperata nel cuore del quartiere, cercando di disfarsi di un involucro.

Il tentativo ĆØ stato però inutile: gli agenti lo hanno bloccato dopo una breve resistenza. Il bilancio del sequestro a suo carico ĆØ di 10 dosi di cocaina e 80 euro in contanti, ritenuti provento dell’attivitĆ  illecita. Il 21enne dovrĆ  rispondere non solo di spaccio, ma anche di resistenza a Pubblico Ufficiale.

Sanzionato l’acquirente Nell’ambito dell’operazione in via Sopramuro, la Polizia ha fermato anche il cliente del giovane pusher. L’uomo, trovato in possesso della dose appena acquistata, ĆØ stato segnalato alla Prefettura come assuntore di sostanze stupefacenti.

Camorra e appalti, colpo al tesoro di Citarella: confiscate aziende per 13 milioni di euro

Nocera– Un impero costruito sulla “gemmazione” di capitali illeciti, capace di rigenerarsi anche dopo i primi sequestri e di infiltrarsi nei grandi appalti stradali di mezza Italia. Le Fiamme Gialle del Comando Provinciale di Salerno hanno dato esecuzione a un decreto di confisca da 13 milioni di euro emesso dal Tribunale – Sezione Misure di Prevenzione – su proposta della DDA, nei confronti di Giovanni Citarella, classe ’68.

L’operazione odierna rappresenta il capitolo finale di una complessa ricostruzione patrimoniale. Citarella, figlio di Gennaro (imprenditore nocerino trucidato in un agguato di camorra negli anni ’90), ĆØ stato inquadrato dai magistrati come un soggetto dalla spiccata “pericolositĆ  sociale”. Nel suo curriculum criminale figurano condanne definitive per concorso in tentato omicidio di stampo mafioso, corruzione, turbativa d’asta e numerosi reati fiscali. Negli anni scorsi ĆØ stato anche presidente della Nocerina calcio che con lui aveva conquistato la serie B.

Il sistema della “gemmazione”

Al centro del provvedimento ci sono la “CIEFFE Lavori S.r.l.” e la “CIEFFE Costruzioni S.r.l.”. Sebbene formalmente intestate a un prestanome – il 56enne napoletano Francesco Caccavale – le societĆ  erano, secondo gli inquirenti, nella totale disponibilitĆ  di Citarella.

Le indagini del G.I.C.O. hanno dimostrato come queste realtĆ  fossero nate da operazioni societarie straordinarie (scissioni e trasferimenti d’azienda) architettate per ripulire il denaro proveniente dalle attivitĆ  illecite commesse tra il 1997 e il 2012. Un meccanismo di “matrioska” finanziaria che permetteva al dominus di continuare a operare nel settore delle infrastrutture nonostante i precedenti sequestri, come quello che nel 2021 colpƬ la Infrastrutture Stradali S.c.p.a.

Appalti d’oro in tutta Italia

Le dimensioni del business erano imponenti. Tra il 2021 e il 2024, le aziende del gruppo Citarella si erano aggiudicate appalti per oltre 450 milioni di euro per opere da realizzare in Sardegna, Toscana, Lazio e Campania.

Le intercettazioni telefoniche e telematiche hanno confermato che era Citarella a gestire ogni mossa, nonostante il suo nome non apparisse in alcun documento ufficiale. Attualmente, le societĆ  sono affidate ad amministratori giudiziari: la continuitĆ  aziendale ĆØ garantita per salvaguardare i posti di lavoro e completare i cantieri, con un incasso previsto di circa 73 milioni di euro che, grazie alla confisca, entreranno ora nelle casse dello Stato.

Operaio di Avellino muore in provincia di Messina

Messina– Il nuovo anno si apre sotto il segno del sangue nei luoghi di lavoro. Un tragico incidente ha sconvolto il pomeriggio di ieri a Fondachello Valdina, nel Messinese, dove un operaio di 69 anni ha perso la vita all’interno dei capannoni di un’azienda specializzata nella produzione di laterizi.

L’uomo, originario di Avellino, ĆØ deceduto sul colpo dopo un volo nel vuoto di circa quattro metri.

Secondo le prime ricostruzioni effettuate dai Carabinieri intervenuti sul posto, la vittima era impegnata in alcune operazioni di saldatura quando, per cause ancora in fase di accertamento, ha perso l’equilibrio precipitando dall’altezza proibitiva. Nonostante i soccorsi, l’impatto al suolo non gli ha lasciato scampo, trasformando un turno di lavoro nell’ennesimo fascicolo aperto per omicidio bianco.

La vicenda ha scatenato l’immediata e durissima reazione dei vertici sindacali. Ivan Tripodi (Segretario Generale Uil Messina) e Pasquale De Vardo (Feneal Uil Tirrenica) hanno affidato a una nota congiunta il proprio sdegno, puntando il dito contro l’assenza di tutele legislative per i lavoratori più anziani.

ā€œĆˆ inammissibile lavorare a 69 anni, ed ĆØ ancora più inaccettabile farlo ad altezze pericolose anche per un ventenneā€, hanno dichiarato i sindacalisti, definendo l’accaduto uno ā€œsfregio alle coscienzeā€.

Il sindacato torna a chiedere con forza l’introduzione del reato di omicidio sul lavoro e l’attuazione del piano ā€œZero morti sul lavoroā€. Per la Uil, la tragedia di Valdina non ĆØ solo un incidente, ma il sintomo di un sistema che non riesce a proteggere i soggetti più vulnerabili, costretti a mansioni usuranti e rischiose ben oltre l’etĆ  pensionabile, in quello che viene ormai definito come un inarrestabile bollettino di guerra.

Napoli, imprenditore sequestrato e rapinato nella sua casa di Posillipo: 5 arresti

Napoli– Sequestro di persona e rapina pluriaggravata ai danni di un noto imprenditore napoletano: ĆØ questo il quadro accusatorio che ha portato, nella mattinata di oggi, all’arresto di cinque persone al termine di un’indagine della Polizia di Stato coordinata dalla Procura di Napoli.

Gli agenti hanno dato esecuzione a un’ordinanza di applicazione di misure cautelari emessa dal giudice per le indagini preliminari: due indagati sono stati condotti in carcere, due sottoposti agli arresti domiciliari e uno all’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. Tutti sono ritenuti gravemente indiziati di aver agito in concorso tra loro.

I fatti risalgono al 5 novembre 2024. Secondo la ricostruzione investigativa, due uomini armati di pistola si introdussero all’interno di un’abitazione di via Posillipo. Una volta entrati, presero in ostaggio un addetto alla vigilanza e una donna di servizio, immobilizzandoli con fascette ai polsi e alle caviglie.

La donna, emerso successivamente dalle indagini, sarebbe stata parte attiva del piano criminale, svolgendo il ruolo di ā€œfacilitatriceā€ dall’interno dell’abitazione.

I rapinatori si impossessarono di numerosi orologi di lusso, per un valore complessivo stimato intorno ai 500mila euro, per poi darsi alla fuga utilizzando veicoli risultati provento di furto.

L’immediata attivitĆ  investigativa, condotta dalla Squadra Mobile di Napoli con il supporto del Commissariato di Posillipo, si ĆØ sviluppata attraverso l’ascolto delle vittime e di alcuni testimoni, oltre a una complessa attivitĆ  tecnica. Gli elementi raccolti hanno consentito di delineare il ruolo di ciascun indagato e di ricostruire l’intera dinamica del colpo.

Le indagini hanno infatti fatto emergere la presenza di altri tre soggetti coinvolti nell’azione criminale: due avrebbero svolto il ruolo di ā€œsentinellaā€, garantendo copertura all’esterno dell’abitazione durante la rapina, mentre la dipendente della famiglia avrebbe agevolato l’ingresso e l’azione dei rapinatori.

Un’operazione che, per modalitĆ  e organizzazione, conferma l’attenzione degli investigatori sui colpi mirati ai danni di imprenditori e professionisti, spesso preceduti da una fase di studio e da complicitĆ  interne. Le indagini proseguono per chiarire eventuali ulteriori responsabilitĆ  e per recuperare la refurtiva.

Padova, truffano anziani: arrestati due napoletani della banda della Fiat 500

Padova– Colpo di mano della Polizia di Stato contro la piaga delle truffe agli anziani. Nel pomeriggio di giovedƬ 8 gennaio, gli agenti della Squadra Mobile della Questura di Padova hanno arrestato due napoletani specializzati in reati contro il patrimonio: un 35enne e un 48enne, entrambi residenti nella provincia di Napoli e con un curriculum criminale zeppo di analoghe scorribande.

L’operazione scatta grazie a un’intuizione fulminea. Una funzionaria della Polizia, reduce dal turno di servizio, nota una FIAT 500 sospetta ferma lungo la riviera, a poche centinaia di metri da lei, mentre rientra a casa a piedi. La verifica della targa accende i riflettori: quel veicolo era giĆ  stato fermato nei giorni precedenti in varie province del Nord Italia, con a bordo elementi dediti a raggiri contro gli over 70.

L’inseguimento che non ti aspetti. Allertata la Squadra Mobile, una pattuglia piomba sul posto. Gli investigatori, impegnati in mirati dispositivi di vigilanza anti-truffe, “agganciano” l’auto e la pedinano in ogni spostamento, fino al parcheggio in una via del centro. Qui scattano le manette: i due sono tratti in arresto con l’accusa di truffa ai danni di un anziano.

I fermati, noti per la loro propensione a colpire i più deboli, operano in un contesto di crescente allarme per i raggiri nel Veneto e oltre. Le indagini proseguono per chiarire i dettagli della vittima e verificare eventuali complici. La Questura di Padova rafforza i controlli: “Basta predatori seriali contro i nonni”, il monito delle forze dell’ordine.

San Carlo, il Tar boccia il Comune: valida la nomina di Macciardi

Il Teatro San Carlo ha il suo sovrintendente e la lunga battaglia legale si chiude con una sconfitta per il Comune di Napoli. Il Tar Campania ha respinto il ricorso presentato da Palazzo San Giacomo contro la nomina di Fulvio Adamo Macciardi alla guida del Massimo napoletano. La sentenza, pubblicata oggi, conferma la validitĆ  della designazione avvenuta lo scorso agosto per volontĆ  del Ministero della Cultura.

I giudici amministrativi, riunitisi in camera di consiglio il 17 dicembre, hanno dichiarato “improcedibile il ricorso introduttivo” e respinto “i motivi aggiunti”, spazzando via ogni contestazione sollevata dal sindaco Gaetano Manfredi e dalla consigliera Maria Grazia Falciatore, nominata dalla CittĆ  Metropolitana. La decisione certifica che non esistevano motivi ostativi alla nomina di Macciardi.

Lo scontro nel Consiglio di indirizzo

La vicenda affonda le radici in uno scontro tutto politico consumatosi all’interno del Consiglio di indirizzo della Fondazione San Carlo. Manfredi, in qualitĆ  di presidente dell’organo, e la consigliera Falciatore avevano impugnato la nomina sostenendo che fosse scaturita da due riunioni del Consiglio ritenute non valide dal Municipio.

Il braccio di ferro si ĆØ consumato su una spaccatura netta: da una parte il sindaco di Napoli, dall’altra la maggioranza del Consiglio di indirizzo composta dai due consiglieri di nomina ministeriale – Marilù Faraone Mennella e Giovanni Nicoletti – e da quello di nomina regionale, Riccardo Realfonzo, indicato dall’allora governatore Vincenzo De Luca. Questi ultimi tre componenti si sono schierati compatti a favore di Macciardi, isolando la posizione del primo cittadino.

La diatriba legale

Dalla contrapposizione politica ĆØ scaturita una diatriba legale fatta di ricorsi e controricorsi che ha tenuto in sospeso per mesi la governance del teatro lirico partenopeo. Il Comune ha tentato di bloccare la nomina contestando la legittimitĆ  delle procedure seguite dal Consiglio di indirizzo, ma il Tar ha smentito le tesi di Palazzo San Giacomo.

Con la sentenza di oggi si chiude definitivamente la partita: Fulvio Adamo Macciardi ĆØ a tutti gli effetti il sovrintendente del San Carlo, con il via libera della giustizia amministrativa che certifica la correttezza dell’iter seguito dal Ministero della Cultura.

Salerno, terrorizzava l’ex con minacce e foto intime: arrestato

I Carabinieri della Stazione di Sant’Antonio Abate hanno eseguito un’ordinanza cautelare emessa dal Gip del Tribunale di Torre Annunziata su richiesta della Procura della Repubblica, ponendo agli arresti domiciliari un 37enne originario di Salerno.

‘uomo, ora recluso nella sua abitazione a Fisciano, ĆØ accusato di atti persecutori, revenge porn e tentata estorsione ai danni di una ex compagna.

Le indagini, coordinate dalla Procura e condotte dai militari, hanno raccolto gravi indizi di colpevolezza. L’indagato, con condotte reiterate e abituali, avrebbe molestato e minacciato la donna con cui aveva avuto una relazione sentimentale, generando un perdurante stato di ansia e costringendola a stravolgere le proprie abitudini di vita.

E’ accusato di revenge porn e stalking

L’inchiesta ha chiarito ulteriori dettagli agghiaccianti: l’uomo avrebbe ricattato la vittima minacciando di diffondere immagini a contenuto sessualmente esplicito che la ritraevano. La mancata divulgazione era subordinata al pagamento di una somma di denaro in suo favore. Al rifiuto della donna, le foto sono state inviate a conoscenti della vittima, materializzando il reato di revenge porn.

Completate le formalitĆ  di rito, l’arrestato sconta la misura cautelare a Fisciano. Le indagini proseguono per verificare eventuali ulteriori responsabilitĆ .

Il gioco online da mobile: come lo smartphone sta cambiando abitudini, mercato e percezione del gambling

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Negli ultimi anni il gioco online ha attraversato una trasformazione profonda, legata in maniera sempre più evidente alla diffusione degli smartphone. Quello che fino a poco tempo fa era considerato un settore riservato a una nicchia di utenti esperti o appassionati di tecnologia, oggi si ĆØ progressivamente avvicinato a un pubblico più ampio, attraversando fasce d’etĆ , abitudini e contesti sociali differenti.

Il gioco da mobile non rappresenta più solo una alternativa al desktop, ma si configura come la modalitĆ  principale di accesso alle piattaforme digitali dedicate all’intrattenimento.

L’Italia non fa eccezione a questo cambiamento. Anche nel Mezzogiorno, dove il rapporto con il gioco ĆØ storicamente complesso e profondamente intrecciato con aspetti culturali ed economici, la crescita dell’offerta online ha aperto nuove riflessioni sul modo in cui le persone si relazionano al gioco d’azzardo.

La possibilità di accedere a un casinò virtuale in qualsiasi momento della giornata, direttamente dal proprio telefono, ha modificato tempi, spazi e percezione del gioco stesso, rendendolo più immediato ma anche più silenzioso e meno visibile.

Smartphone e quotidianità: un confine sempre più sottile

Lo smartphone ĆØ diventato lo strumento attraverso cui passano comunicazioni, pagamenti, lavoro e svago. L’integrazione del gioco online all’interno di dispositivi cosƬ centrali nella vita quotidiana ha contribuito a normalizzarne l’utilizzo, trasformandolo in una delle tante app presenti sulla schermata iniziale di milioni di utenti.

Questa prossimitĆ  costante ha reso l’esperienza di gioco più fluida e intuitiva, ma ha anche sollevato interrogativi legati alla consapevolezza e all’autocontrollo.

A differenza delle sale fisiche, il gioco da mobile si pratica spesso in solitudine, senza rituali evidenti e senza l’interazione diretta con altri giocatori. Un accesso rapido può tradursi in sessioni brevi e frammentate, magari durante una pausa o in movimento, modificando il modo in cui si percepiscono il tempo e il denaro impiegati. ƈ proprio in questa dimensione domestica e personale che si gioca una parte significativa del futuro del settore.

Tecnologia e regolamentazione: un equilibrio necessario

Parallelamente all’evoluzione tecnologica, il settore del gioco online ĆØ stato interessato da un rafforzamento delle normative, con l’obiettivo di garantire sicurezza, tracciabilitĆ  e tutela dell’utente. Le piattaforme autorizzate operano all’interno di un quadro regolatorio che prevede controlli stringenti, strumenti di autoesclusione e limiti di deposito, elementi sempre più integrati anche nelle versioni mobile dei servizi.

Dal punto di vista tecnico, le applicazioni e i siti ottimizzati per smartphone puntano su interfacce semplificate, caricamenti rapidi e una grafica pensata per schermi di dimensioni ridotte. Non si tratta soltanto di una questione estetica, ma di un adattamento necessario per rispondere alle nuove aspettative degli utenti, abituati a un’esperienza digitale immediata e priva di ostacoli.

In questo contesto si collocano le piattaforme che investono maggiormente nella compatibilitĆ  mobile, come Runa Casino Mobile, un esempio di come il settore stia progressivamente spostando il proprio baricentro verso l’uso da smartphone, seguendo una tendenza ormai consolidata a livello internazionale.

Un fenomeno che riguarda anche il territorio

Il gioco online da mobile non ĆØ un fenomeno astratto o distante dalla realtĆ  locale. Al contrario, incide anche sull’economia e sulle abitudini dei territori, in particolare in regioni dove il lavoro precario e l’incertezza economica rendono il rapporto con il gioco particolarmente delicato.

L’accesso facilitato alle piattaforme digitali impone una riflessione più ampia sul ruolo dell’informazione e della prevenzione, soprattutto in contesti dove la cultura del rischio non ĆØ sempre accompagnata da strumenti adeguati di consapevolezza.

Negli ultimi anni, diverse iniziative pubbliche e associative hanno cercato di affrontare il tema del gioco responsabile, promuovendo campagne di sensibilizzazione e supporto.

Tuttavia, la rapiditĆ  con cui il settore tecnologico si evolve rende necessario un aggiornamento continuo anche degli strumenti di informazione, affinchĆ© il pubblico possa comprendere non solo le opportunitĆ , ma anche i potenziali rischi legati all’uso intensivo del gioco da mobile.

Il futuro del gambling digitale

Guardando al futuro, ĆØ probabile che il gioco online continui a svilupparsi lungo due direttrici principali: da un lato l’innovazione tecnologica, con l’introduzione di nuove funzionalitĆ , dall’altro una maggiore attenzione all’esperienza dell’utente e alla sua tutela.

RealtĆ  aumentata, intelligenza artificiale e sistemi di personalizzazione sono giĆ  al centro di numerosi progetti, ma il vero nodo resta quello dell’equilibrio tra intrattenimento e responsabilitĆ .

In una società sempre più connessa, il gioco da mobile rappresenta uno specchio delle nostre abitudini digitali. Comprenderne le dinamiche, raccontarle in modo chiaro e accessibile e inserirle in un discorso più ampio di informazione e cultura tecnologica diventa fondamentale. Solo così è possibile affrontare un fenomeno che, nel bene e nel male, è destinato a rimanere parte integrante del panorama digitale contemporaneo.

Blitz al porto di Genova: sequestrate oltre due tonnellate di cocaina purissima nascosta in sacchi di juta

Un’operazione antidroga di portata eccezionale ha portato al sequestro di oltre due tonnellate di cocaina purissima nel porto di Genova. I finanzieri del Comando Provinciale e i funzionari del Reparto Antifrode dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli hanno scoperto il carico nell’area portuale di Sampierdarena, bloccando quello che si configura come uno dei più ingenti traffici di stupefacenti degli ultimi anni.

La droga, per un peso complessivo di 2.380 chilogrammi al lordo del confezionamento, era suddivisa in 2.109 panetti. Le analisi speditive condotte immediatamente dopo il rinvenimento hanno confermato la purezza eccezionale della sostanza, elemento che ne avrebbe moltiplicato il valore una volta tagliata e distribuita nelle piazze di spaccio europee.

L’occultamento e la provenienza

Il quantitativo di stupefacente era stato nascosto con estrema cura all’interno di 87 sacchi di juta variopinti, ulteriormente avvolti in resistenti reti di nylon per sfuggire ai controlli. Il container, partito da uno dei principali porti colombiani, aveva attraversato l’Atlantico seguendo le rotte commerciali che collegano il Sud America con il Mediterraneo.

La scelta del porto di Genova non ĆØ casuale. Lo scalo ligure rappresenta storicamente un crocevia fondamentale dei flussi commerciali diretti verso l’Europa, caratteristica che lo rende particolarmente appetibile per le organizzazioni criminali dedite al narcotraffico intercontinentale. Le indagini dovranno ora stabilire l’identitĆ  dei destinatari finali del carico e le ramificazioni della rete criminale coinvolta.

Il valore economico e l’impatto

Gli inquirenti stimano che il carico sequestrato, se immesso sul mercato dello spaccio, avrebbe generato profitti per circa 1,5 miliardi di euro nelle casse della criminalitĆ  organizzata. Un fiume di denaro che alimenta le economie illegali e finanzia ulteriori attivitĆ  criminali, dalla corruzione al riciclaggio.

L’operazione si inserisce in una strategia più ampia di contrasto al traffico internazionale di stupefacenti, mirata non solo a colpire i vertici delle organizzazioni criminali ma anche a tutelare le fasce più vulnerabili della popolazione, spesso vittime degli effetti devastanti della diffusione della droga.

La sinergia tra le forze in campo

Il successo dell’operazione ĆØ frutto dell’intensa attivitĆ  di intelligence e controllo condotta congiuntamente dalla Guardia di Finanza e dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli. La collaborazione tra le due istituzioni si conferma elemento determinante nella lotta al narcotraffico, garantendo un presidio costante sulle merci in transito attraverso uno degli scali più strategici del Mediterraneo.

Le autoritĆ  sottolineano come questa sinergia rappresenti un baluardo essenziale per la sicurezza dei cittadini e per il mantenimento dell’ordine pubblico, in un contesto in cui le rotte della droga si evolvono continuamente per eludere i controlli.

 

 

Medicina, più idonei che posti: 22.688 in graduatoria per 17.278 disponibili. Pronti i ricorsi

Roma– La graduatoria per l’accesso a Medicina ribalta le previsioni delle ultime settimane: gli idonei risultano più dei posti disponibili. A fronte di 22.688 candidati che hanno ottenuto l’idoneitĆ  per Medicina, i posti effettivamente a disposizione sono 17.278. Tradotto: circa 5mila studenti, pur avendo i requisiti, non potranno immatricolarsi e dovranno ripiegare su corsi affini.

Nel complesso, considerando anche Odontoiatria e Veterinaria, gli idonei totali arrivano a 25.387: oltre agli ammessi per Medicina, ci sono 1.072 idonei per Odontoiatria e 1.535 per Veterinaria. Sommando i tre percorsi, più di 14mila studenti risultano assegnati all’ateneo indicato come prima scelta.

Dai dati emerge anche la composizione della graduatoria: il 90% degli inseriti per Medicina ĆØ costituito da candidati che hanno superato almeno due esami su tre tra Chimica, Fisica e Biologia. Per chi non ha superato alcuna prova – oltre 30mila studenti – il Ministero ha previsto una finestra per l’iscrizione tardiva ad altri corsi di laurea, con scadenza fissata al 6 marzo.

La ministra dell’UniversitĆ , Anna Maria Bernini, rivendica l’impianto della riforma: ā€œI risultati a tutto corrispondono fuorchĆ© a un flop, sono molto interessanti, soprattutto in una prospettiva futuraā€.

La ministra ammette tuttavia criticitĆ  sui quesiti di Fisica e annuncia un confronto con i rettori. Secondo Bernini, rispetto al passato si sarebbe ampliata la platea di studenti entrati nel circuito universitario, con la possibilitĆ  – per una parte di chi non ha superato esami – di iscriversi al secondo semestre in altre facoltĆ .

Sul tavolo, dopo un incontro da remoto con i rettori dalla sede della Crui, anche una revisione delle procedure: dalla composizione della Commissione (con l’ipotesi di coinvolgere docenti delle superiori e medici ospedalieri) fino alla taratura di quesiti e sillabi, per renderli più coerenti con la preparazione degli studenti.

L’Udu annuncia un ricorso collettivo

Di segno opposto la lettura dell’Unione degli universitari, che annuncia un ricorso collettivo. Per l’Udu il risultato era prevedibile, dato il numero di posti nelle universitĆ  pubbliche, e la gestione della graduatoria rischia di scaricare sui candidati ā€œin attesaā€ l’onere di cambiare sede, a caccia di disponibilitĆ  residue. Sul fronte legale, lo studio Leone-Fell segnala un’ulteriore anomalia: la concentrazione dei punteggi più alti in quattro atenei, Napoli, Bari, Catania e Catanzaro.

Quanto ai numeri degli appelli, gli esami sostenuti al primo sono stati 50.859 e al secondo 45.789 (platee non sommabili perché in parte sovrapposte). I promossi al primo appello risultano 16.401 in Biologia, 12.713 in Chimica e 5.557 in Fisica; al secondo 4.804 in Biologia, 11.706 in Chimica e 5.602 in Fisica. I voti validi, cioè sopra 18, sono stati 19.089 in Biologia, 21.763 in Chimica e 10.022 in Fisica.

Ora gli studenti dovranno completare l’iter di immatricolazione o, per chi ha carenze, recuperare uno o due debiti d’esame nell’ateneo assegnato. Il Ministero ha predisposto un vademecum per guidare le procedure.

Raid e rapine sull’Asse Mediamo: il Prefetto dispone maggiori controlli

Napoli– Una risposta decisa dello Stato per arginare la scia di microcriminalitĆ  che sta flagellando l’area nord di Napoli e i comuni della fascia costiera.

ƈ quanto emerso dal Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, presieduto ieri dal Prefetto Michele di Bari, che ha messo nel mirino l’escalation di reati predatori registrati nell’ultima settimana.

Vigilanza speciale sull’Asse Mediano

Il focus principale resta l’Asse Mediano, l’arteria stradale strategica che collega i popolosi comuni dell’hinterland. Qui, il fenomeno delle rapine a mano armata ai danni degli automobilisti ha raggiunto livelli d’allarme, spingendo la Prefettura a confermare e potenziare i servizi di controllo straordinario.

Al tavolo tecnico, che ha visto la partecipazione anche del senatore Luigi Nave, ĆØ stata ribadita la necessitĆ  di una presenza massiccia e visibile delle forze dell’ordine lungo gli svincoli più a rischio per scoraggiare i raid dei malviventi.

Il “caso” Giugliano

Non solo viabilitĆ , ma anche sicurezza urbana. L’attenzione ĆØ alta su Giugliano in Campania, dove una serie di atti predatori ha scosso la comunitĆ  locale negli ultimi giorni. Per dare un segnale di vicinanza istituzionale, il Prefetto di Bari ha annunciato che nei prossimi giorni il Comitato si riunirĆ  direttamente presso la casa comunale di Giugliano.

Non sarĆ  un semplice incontro tecnico: il vertice sarĆ  aperto al confronto con i commercianti e i rappresentanti dei cittadini, con l’obiettivo di cucire su misura nuove misure di contrasto ai furti e alle rapine.

Emergenza anche nel Vesuviano

La mappa della sicurezza tracciata in Prefettura non si esaurisce a nord. Il vertice ha analizzato con attenzione anche le criticità di Ottaviano e Torre Annunziata. Anche in questo caso, la strategia prevede un coordinamento più serrato tra le diverse forze di polizia per colpire i gruppi criminali dediti ai furti, garantendo un controllo del territorio capillare h24 nelle zone ritenute calde.

Emergenza Pronto Soccorso a Napoli: l’affondo di Nursing Up contro il sovraffollamento

Napoli– Non ĆØ solo un’emergenza stagionale, ĆØ un sistema al collasso che si ripete con la precisione di un orologio svizzero. Il sindacato Nursing Up Napoli, per voce della Segreteria Provinciale guidata da Lello Pavone, alza nuovamente il tono del dibattito sulla crisi dei Pronto Soccorso cittadini.

Sotto la lente d’ingrandimento finiscono i principali presidi della cittĆ : dal Cardarelli all’Ospedale del Mare, passando per il Vecchio Pellegrini e il San Paolo. Qui, il picco influenzale sta agendo da detonatore su una situazione giĆ  precaria, schiacciando i pazienti in attese infinite e costringendo gli operatori sanitari a turni massacranti in condizioni che il sindacato definisce al limite della dignitĆ  professionale.

La critica: “Fenomeno prevedibile, manca programmazione”

Il duro atto d’accusa di Nursing Up punta sulla mancata pianificazione. “Parliamo di un fenomeno ciclico, ampiamente previsto e descritto negli anni, soprattutto dopo l’esperienza del Covid-12”, spiegano dal sindacato. Nonostante gli allarmi lanciati a più riprese, le soluzioni strutturali tardano ad arrivare, lasciando la gestione dell’emergenza alla buona volontĆ  dei singoli professionisti.

La “Ricetta” di Nursing Up: dal territorio agli ospedali chiusi

Per uscire dall’impasse, il sindacato ha presentato alle istituzioni politiche e sanitarie un pacchetto di soluzioni concrete, basato sul potenziamento della medicina territoriale e il recupero di spazi giĆ  esistenti:

Filtro territoriale: Potenziamento degli ambulatori distrettuali aperti 12 ore per codici bianchi e verdi, supportati dalla figura dell’Infermiere di Famiglia e da ambulatori infermieristici dedicati.

Assistenza domiciliare: Ripristino di gruppi di infermieri (ex USCA) per gestire le cure a casa e alleggerire la pressione sugli ospedali.

Sblocco dei presidi pronti: Apertura immediata dei Pronto Soccorso del Policlinico e del San Giovanni Bosco, strutture giĆ  esistenti e pronte all’uso.

Recupero posti letto: Utilizzo a pieno regime delle unitĆ  operative del Loreto Mare e del San Giovanni Bosco, attualmente sottoutilizzate nonostante la presenza di personale qualificato.

Reparti a gestione infermieristica: Creazione di unitĆ  dedicate alla fase post-acuta per liberare rapidamente i letti nei reparti specialistici.

L’appello ai cittadini e alle istituzioni

Mentre Nursing Up rinnova la disponibilitĆ  al dialogo con le aziende sanitarie, arriva anche un appello alla cittadinanza: “Chiediamo ai napoletani di rispettare le norme di prevenzione e di rivolgersi al Pronto Soccorso solo in caso di reale necessitĆ , per non congestionare ulteriormente un sistema giĆ  saturo”.

La palla passa ora alla Regione e ai direttori generali: il sindacato attende un riscontro formale, sottolineando che la tutela del diritto alla salute non può più prescindere da condizioni di lavoro dignitose per chi quella salute deve garantirla ogni giorno in prima linea.

Napoli, frodi fiscali e societĆ  cartiere: patteggia l’imprenditore Pizzicato

Napoli – ƈ stato assolto da tutte le accuse contestate – associazione per delinquere, corruzione e collusione in frode alla finanza – il luogotenente della Guardia di finanza Giuseppe Silvestro, difeso dall’avvocato Marco Campora, coinvolto nell’inchiesta della Procura europea (pm Maria Teresa Orlando) su una presunta organizzazione criminale dedita a frodi fiscali.

Secondo l’impianto accusatorio, l’associazione avrebbe operato attraverso societĆ  cartiere costituite in Italia e all’estero e intestate a prestanome, con l’obiettivo di evadere il fisco e danneggiare l’Erario. Per nove indagati la Procura europea aveva chiesto il giudizio immediato.

Tra questi figurava l’imprenditore Giovanni Pizzicato, ritenuto dagli inquirenti, insieme al commercialista Fabrizio Mezzaro, al vertice dell’organizzazione.

Gli investigatori sostengono che all’associazione si rivolgessero imprenditori gravati da ingenti debiti erariali. L’organizzazione, avvalendosi anche di alcuni finanzieri compiacenti – che in precedenza hanno patteggiato – sarebbe riuscita, dietro compenso, a bloccare o rallentare i procedimenti fiscali a loro carico.

Il giudice ha inflitto a quattro imputati pene comprese tra i sei e i dieci anni di reclusione, disponendo per gli stessi anche l’assoluzione da alcuni capi d’accusa. L’assoluzione piena ĆØ stata invece pronunciata esclusivamente nei confronti del luogotenente Silvestro. Gli altri imputati, tra cui lo stesso Pizzicato, hanno scelto nel corso del dibattimento la strada del patteggiamento, ottenendo l’accordo con l’accusa.