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Napoli, tenta la fuga con la droga: 27enne arrestato all’Arenaccia

Napoli – Proseguono i servizi straordinari di controllo del territorio disposti dalla Questura di Napoli per il contrasto alla detenzione e al traffico di sostanze stupefacenti. Nella serata di ieri, la Polizia di Stato ha arrestato un 27enne napoletano, già noto alle forze dell’ordine anche per precedenti specifici, con l’accusa di detenzione illecita di droga ai fini di spaccio.

L’intervento è scattato nel quartiere Arenaccia, dove gli agenti del Commissariato Vasto-Arenaccia, impegnati in un servizio di pattugliamento, hanno notato un motociclo con a bordo un giovane che, alla vista della volante, ha tentato di allontanarsi per sottrarsi al controllo.

Il tentativo di fuga è durato pochi istanti: i poliziotti lo hanno infatti raggiunto e bloccato in via Francesco Ferrante D’Avalos. A seguito della perquisizione, il 27enne è stato trovato in possesso di 53 bustine di marijuana, già confezionate e pronte per la vendita, per un peso complessivo di circa 340 grammi, oltre a 265 euro in contanti, suddivisi in banconote di vario taglio, ritenuti provento dell’attività di spaccio.

Alla luce degli elementi raccolti, il giovane è stato tratto in arresto dal personale operante e messo a disposizione dell’autorità giudiziaria competente. L’operazione si inserisce nel più ampio dispositivo di prevenzione e repressione dei reati legati allo spaccio di droga nei quartieri cittadini.

Sant’Agnello, pusher 48enne arrestato dai Carabinieri con 14 grammi di cocaina

Sant’Agnello – I Carabinieri della stazione di Sorrento hanno arrestato nella serata di ieri un 48enne incensurato, nato nel 1977, colto in flagrante mentre era alla guida di un’auto a noleggio. Durante un servizio di controllo del territorio, i militari hanno fermato il veicolo e, durante il controllo, l’uomo ha consegnato spontaneamente 14 grammi di cocaina, suddivisi in 21 dosi pronte allo spaccio.

Il ritrovamento ha fatto scattare immediatamente le manette: il pusher è stato accompagnato agli arresti domiciliari in attesa di giudizio, dovrà rispondere di detenzione di sostanza stupefacente ai fini di spaccio. L’operazione conferma l’attenzione delle forze dell’ordine sul controllo del territorio e sulla repressione del fenomeno dello spaccio, anche in zone turistiche come Sant’Angelo, dove la presenza di giovani e visitatori rende particolarmente delicata la vigilanza.

Napoli, baby scippatori assaltano turisti in via Duomo: inseguiti e catturati dai Falchi

Napoli – Non si ferma l’allerta criminalità nel centro storico di Napoli, ma la risposta delle forze dell’ordine è immediata. Nella serata di ieri, gli agenti della Squadra Mobile hanno tratto in arresto due giovani napoletani, rispettivamente di 18 e 15 anni, accusati di furto con strappo in concorso.

Il colpo e il tentato bis

La dinamica, ricostruita dagli inquirenti, racconta di una serata di raid tra le vie dello shopping e del turismo. I due, a bordo di uno scooter, avevano già colpito in via Duomo, dove con una mossa fulminea avevano strappato il cellulare dalle mani di un turista. Non paghi del bottino, si sono spostati verso corso Umberto I a caccia di una seconda vittima.

Proprio qui sono entrati in azione i “Falchi”. Gli agenti in borghese, impegnati in un servizio di contrasto ai reati predatori, hanno notato i due sospetti mentre tentavano di avvicinarsi a una donna per sottrarle lo smartphone.

L’inseguimento e la cattura

L’intervento della Polizia è stato istantaneo. Alla vista delle pattuglie, i giovani hanno tentato la fuga tra i vicoli, dando vita a un breve ma concitato inseguimento che si è concluso in via Saverio Baldacchini. Una volta bloccati e perquisiti, i due sono stati trovati in possesso di un altro telefono cellulare, di cui non hanno saputo giustificare la provenienza.

Gli accertamenti lampo hanno permesso di risalire al legittimo proprietario: il turista scippato poco prima a pochi isolati di distanza. Lo smartphone è stato restituito all’uomo, mentre per i due giovanissimi sono scattate le manette.

L’arresto conferma la massima attenzione della Questura di Napoli sulla sicurezza nelle aree a maggiore afflusso turistico, dove la presenza costante dei Falchi continua a rappresentare il principale deterrente contro la microcriminalità.

Pezzotto Tv, dopo le prime condanne in arrivo migliaia di multe agli utenti

Napoli – Sono in arrivo migliaia di multe per gli utenti che avrebbero utilizzato servizi illegali di “Pezzotto Tv”, al centro di un’inchiesta avviata nel 2024 e coordinata dal pm Silvio Pavia, con il procuratore aggiunto Alessandro Milita, sulla scorta delle indagini della Guardia di Finanza.

Il primo snodo giudiziario è arrivato con le condanne di primo grado per tre imputati. La pena più pesante, 4 anni e 4 mesi, è stata inflitta al presunto organizzatore Christian Fidato, difeso dagli avvocati Giovanna Visone e Alessandra Di Iorio.

Fidato potrà ricorrere in appello insieme al presunto complice Anatoly Perrotta. Ha invece patteggiato il terzo imputato, Fiorino Della Corte, assistito dall’avvocato Luca Raviele.

Secondo quanto emerso, l’inchiesta rappresenta uno spartiacque perché apre ora la seconda fase: le notifiche delle sanzioni agli utilizzatori finali. Migliaia gli utenti che sarebbero stati identificati al termine dell’attività del Nucleo speciale beni e servizi, reparto specializzato con base a Roma impegnato nel contrasto ai reati informatici.

Un passaggio operativo è atteso già nelle prossime ore: lunedì pomeriggio è in programma un vertice in Procura a Napoli, nel quadro dell’attenzione riservata dall’ufficio guidato dal procuratore Nicola Gratteri ai reati nella “frontiera digitale”. Sul tavolo, il punto sulle multe da emettere e gli sviluppi delle indagini più recenti.

Il sistema e il “passaparola” social

L’ipotesi investigativa ricostruisce un meccanismo che partirebbe da abbonamenti formalmente regolari o da accessi acquisiti in modo lecito, per poi arrivare alla riproduzione e redistribuzione clandestina del segnale a pagamento.

La ritrasmissione, secondo gli inquirenti, verrebbe offerta a costi molto più bassi rispetto ai pacchetti ufficiali, attraverso codici di accesso e credenziali rilasciati dopo pagamenti su carte prepagate.

La distribuzione, sempre secondo la ricostruzione, si sarebbe progressivamente spostata sui social: canali e contatti “ponte” utilizzati per pubblicizzare l’offerta e indirizzare gli utenti verso le istruzioni d’accesso.

In parallelo, gli investigatori avrebbero seguito la pista di infrastrutture tecniche collocate all’estero (server in Paesi dove le rogatorie risultano più complesse), elemento che renderebbe più difficile risalire in tempi rapidi alla filiera.

La linea della Procura, nel frattempo, resta doppia: colpire i presunti organizzatori e passare alle sanzioni per gli utenti finali già individuati. Da lunedì, con il vertice a Napoli, potrebbe arrivare l’accelerazione decisiva.

Maxi-sequestro a Porta Nolana: oltre 200 kg di sigarette di contrabbando, cocaina e 417mila euro falsi

Ieri, a Porta Nolana, la Polizia di Stato ha arrestato un 63enne accusato di contrabbando e spaccio, scoprendo nella sua abitazione oltre 200 kg di sigarette di contrabbando e 417mila euro falsi, un'operazione che evidenzia l'intensificazione dei controlli contro il crimine organizzato nella zona.

La Polizia di Stato ha smantellato ieri un’articolata attività criminale nella zona di Porta Nolana, arrestando un 63enne napoletano accusato di contrabbando, spaccio di stupefacenti e falsificazione di monete.

L’operazione ha portato al sequestro di un ingente quantitativo di merce illecita che l’uomo deteneva all’interno della propria abitazione.

L’operazione della Polizia

Gli agenti dell’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico hanno fatto irruzione nell’appartamento del 63enne durante i controlli predisposti sul territorio. Quello che hanno trovato ha lasciato poco spazio a dubbi sulla natura delle attività dell’indagato: un vero e proprio deposito per traffici illeciti.

Il bottino del sequestro

Il bilancio dell’operazione è significativo. Gli investigatori hanno rinvenuto 1.042 stecche di tabacchi lavorati esteri (TLE) per un peso complessivo di circa 208 chilogrammi, destinate presumibilmente al mercato nero del contrabbando. Ma non è tutto.

Nascosta nell’abitazione, una busta contenente circa 260 grammi di cocaina pronta per essere immessa sul mercato dello spaccio. Sequestrati anche 1.300 euro in contanti, ritenuti provento diretto delle attività illecite, e un tesoro di banconote false: ben 417.000 euro suddivisi in tagli di vario genere, presumibilmente contraffatti.

L’uomo deve ora rispondere di molteplici reati: contrabbando di tabacchi lavorati esteri, falsificazione di monete, spendita e introduzione nello Stato di monete contraffatte o alterate, oltre alla detenzione illecita ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. Un quadro accusatorio che delinea un’attività criminale strutturata e diversificata.

Il 63enne è stato arrestato dal personale operante e ora si trova a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

Faida delle palazzine a Sant’Antimo, la Corte d’Appello riduce le condanne

Sant’Antimo – Arrivano gli sconti di pena per i responsabili dell’omicidio di Antonio Bortone e del tentato assassinio di Mario D’Isidoro, maturati nell’ambito della cosiddetta “faida delle palazzine” a Sant’Antimo.

Giovedi i giudici della terza sezione della Corte di Assise di Appello di Napoli, presieduta da Melito, hanno emesso la sentenza di secondo grado, riformando in parte il verdetto di primo grado.

La Corte ha accolto i motivi di appello presentati dagli avvocati Luigi Senese e Rocco Maria Spina, difensori di Michele Cleter, ritenuto il presunto esecutore materiale del raid armato, escludendo la circostanza aggravante della premeditazione. Una decisione che ha inciso in maniera significativa sul trattamento sanzionatorio.

Proprio la contestazione della premeditazione, infatti, aveva precluso a Cleter l’accesso al rito abbreviato, riservato ai procedimenti non puniti con l’ergastolo. Con l’eliminazione dell’aggravante, l’imputato ha potuto beneficiare non solo della riduzione legata alla diversa qualificazione del fatto, ma anche dello sconto di un terzo di pena che avrebbe ottenuto se la premeditazione fosse stata esclusa già in sede di udienza preliminare. Il risultato è una condanna rideterminata in 20 anni di reclusione.

Stesso esito favorevole anche per il coimputato Fabio Cuomo, difeso dagli avvocati Claudio Davino e Michele Sanseverino: per lui la pena è stata ridotta a 16 anni e 8 mesi. Condanne rideterminate anche per Gaetano Vallefuoco, che dovrà scontare 18 anni e 8 mesi, e per Michele Landolfi, difeso dall’avvocato Antonella Regine, condannato a 16 anni di carcere.

I fatti risalgono alla sera dell’8 marzo 2023, quando un commando armato entrò in azione nel complesso residenziale di via Solimene, a Sant’Antimo. Antonio Bortone, 26 anni, ritenuto vicino agli ambienti del clan Ranucci e fratello di Cesario Bortone – detenuto per tentato omicidio – venne freddato con un vero e proprio trattamento da boss: 13 colpi di pistola esplosi a distanza ravvicinata. Sul posto i carabinieri repertarono complessivamente 17 bossoli.

Bortone fu trovato riverso a terra nel cortile del complesso. Ma non era l’unico obiettivo del raid. Poco dopo, all’ospedale di Aversa giunse anche Mario D’Isidoro, 29 anni, già noto alle forze dell’ordine per precedenti legati a droga, ricettazione e armi. Contro di lui erano stati esplosi tre colpi: a salvarlo fu il borsello a tracolla, che deviò la traiettoria di alcuni proiettili.

Le indagini, condotte dai carabinieri anche attraverso intercettazioni ambientali e sistemi di videosorveglianza, avevano consentito di raccogliere un solido quadro indiziario a carico degli imputati, ritenuti inseriti negli assetti criminali riconducibili al clan Ranucci.

Secondo la ricostruzione investigativa, il movente dell’agguato era legato alla volontà del gruppo di assumere il controllo delle piazze di spaccio di stupefacenti nel comune di Sant’Antimo, in un contesto di forte tensione criminale culminato nella sanguinosa resa dei conti.

(nella foto a partire da sinistra Michele Landolfi, Michele Cleter, Fabio Cuomo, Gaetano Landolfi, e poi il ferito Mario D’Isidoro e la vittima Antonio Bortone)

«Le hanno clonato la targa»: ecco la nuova truffa agli anziani

Napoli – “Buongiorno, siamo i carabinieri: la targa della sua auto è stata clonata da una banda di rapinatori”. Comincia così una nuova e subdola truffa, messa a segno ai danni di anziani in tutta Italia, che ha il suo centro operativo a Napoli.

Secondo le ricostruzioni, i truffatori sono veri e propri esperti della comunicazione: conoscono e riproducono con naturalezza diversi dialetti italiani, come se avessero seguito corsi di dizione. Questo dettaglio rende la loro identificazione ancor più difficile e la messinscena più convincente.

La trappola scatta sempre al telefono

La trappola scatta con una telefonata in cui un finto militare avvisa la vittima di una rapina in gioielleria compiuta con un’auto dalla targa identica alla sua. Per scagionarsi, spiega il truffatore, è necessario un accertamento immediato.

A quel punto si presenta a casa un complice, che si finge un altro carabiniere: chiede di visionare i gioielli di famiglia per “metterli a verbale” ed escluderli dal bottino della rapina. Mentre la vittima, spesso confusa e spaventata, viene trattenuta al telefono da un altro complice che continua a recitare la parte, il malvivente in casa annota le caratteristiche degli oggetti preziosi. Appena l’anziano si distrae – spesso per recuperare un documento – i gioielli spariscono insieme al finto carabiniere.

La copertura continua anche dopo: il complice al telefono inventa scuse sull’allontanamento del “collega” e invita la vittima in caserma “per completare le formalità”. Solo quando l’anziano è già in macchina, vicino alla sede di polizia, la chiamata si interrompe e i truffatori svaniscono, insieme al bottino.

Le forze dell’ordine invitano a diffidare di qualsiasi chiamata a sorpresa che richieda verifiche patrimoniali o la consegna di oggetti di valore, ricordando che nessun carabiniere chiederebbe mai di mostrare gioielli o denaro al di fuori delle sedi istituzionali. In caso di dubbi, la raccomandazione è di attaccare e chiamare direttamente il 112.

Sequestrata officina a Capua: denunciato per smaltimento illecito di rifiuti pericolosi, tra cui amianto

Capua– Prosegue senza sosta l’attività di contrasto agli illeciti ambientali in Terra dei Fuochi. La Polizia Provinciale di Caserta, coordinata dal colonnello Biagio Chiariello, ha eseguito un blitz nel rione Sant’Agata di Capua, supportata dai militari dell’Esercito Italiano dell’VIII Reggimento “Campania”.Gli agenti hanno ispezionato un’officina di meccatronica gestita da un uomo di circa 60 anni, residente in zona e già noto alle forze dell’ordine per reati contro il patrimonio (ricettazione).

La documentazione presentata sul trattamento e lo smaltimento dei rifiuti è risultata gravemente irregolare: al titolare sono state contestate sanzioni amministrative per oltre 5.000 euro.Gli accertamenti, partiti dalle prime incongruenze rilevate, hanno portato gli operatori a controllare alcuni box nelle immediate vicinanze, riconducibili allo stesso soggetto.

All’interno sono stati scoperti ingenti quantitativi di rifiuti speciali pericolosi: lastre in cemento-amianto (eternit) accatastate anche sui tetti, parti di ricambi auto, veicoli abbandonati, batterie esauste, oli esausti e altri materiali pericolosi, tutti detenuti senza alcuna autorizzazione e chiaramente destinati a uno smaltimento illecito.

L’intera area è stata posta sotto sequestro preventivo. Il responsabile è stato denunciato alla Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere per i reati di smaltimento illecito e abbandono di rifiuti (artt. 256 e 260 del Testo Unico Ambientale).Per gli aspetti di propria competenza sono stati allertati:il Comune di Capua (ufficio antiabusivismo edilizio e SUAP) per le irregolarità strutturali e amministrative;

l’ASL per la presenza di amianto e i rischi sanitari connessi;
l’ACER, gestore degli alloggi di edilizia residenziale pubblica, per le criticità emerse nel contesto popolare.

Durante l’intervento sono stati effettuati controlli anche su alcuni veicoli presenti nella zona, finalizzati a verificare eventuali trasporti irregolari di rifiuti.L’operazione conferma l’impegno costante delle forze in campo – in sinergia con l’Esercito – per reprimere le condotte che mettono a rischio la salute pubblica e l’ambiente in una delle aree più sensibili della Campania.

Donna ferita dal monopattino a Fuorigrotta: individuati e denunciati due minorenni

A Fuorigrotta, il 15 gennaio, una donna è stata ferita da un monopattino elettrico lanciato da due minorenni dal terrazzo di un edificio, costringendola a un intervento d’urgenza all’ospedale Cardarelli, mentre la Polizia ha identificato e denunciato i responsabili grazie alle immagini di videosorveglianza.

Napoli – Due minorenni, di 15 e 16 anni, entrambi napoletani, sono stati denunciati dalla Polizia di Stato per un grave episodio avvenuto lo scorso 15 gennaio nel quartiere Fuorigrotta.

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, i due ragazzi avrebbero lanciato un monopattino elettrico dal terrazzo superiore della struttura del Ser.D., in piazzale Tecchio. Il mezzo ha colpito una donna che stava transitando nell’area sottostante, provocandole ferite tali da rendere necessario il trasferimento d’urgenza all’ospedale Cardarelli.

L’immediata attività investigativa ha consentito di chiarire la dinamica dei fatti. Fondamentale l’analisi delle immagini dei sistemi di videosorveglianza presenti nella zona, che ha permesso di individuare i presunti responsabili: dopo il lancio del monopattino, i due si sarebbero allontanati rapidamente in sella a un ciclomotore.

Identificati e rintracciati presso le rispettive abitazioni, i minorenni sono stati denunciati all’Autorità giudiziaria competente.

Comprendere WPS Office e come accedervi correttamente

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WPS Office è diventata una suite di produttività ampiamente riconosciuta dagli utenti che cercano strumenti affidabili per la gestione dei documenti senza inutili complessità. Sviluppata da Kingsoft, offre applicazioni per la scrittura di documenti, la gestione di fogli di calcolo, la creazione di presentazioni e l’utilizzo di PDF, il tutto all’interno di un unico ecosistema. La sua continua crescita nei mercati globali è dovuta in gran parte alla sua facilità d’uso, alla solida compatibilità dei file e alla disponibilità su più dispositivi.

 

Molti utenti scoprono WPS Office attraverso siti web informativi che ne spiegano le funzionalità o li guidano attraverso il processo di installazione. Sebbene alcune di queste piattaforme siano utili per l’apprendimento, non sempre sono gestite dal team ufficiale di WPS Office. Comprendere questa distinzione è importante per chiunque cerchi informazioni accurate e un’esperienza fluida con il software.

Origini e sviluppo di WPS Office

WPS Office è nato come un elaboratore di testi leggero e si è gradualmente evoluto in una suite per ufficio completa in grado di soddisfare le moderne esigenze di lavoro e studio. La sua filosofia di sviluppo si è sempre concentrata sulla praticità. Invece di sovraccaricare gli utenti con strumenti eccessivamente complessi, WPS Office si concentra su funzioni essenziali che funzionano perfettamente sull’hardware di uso quotidiano. Nel tempo, la suite si è ampliata fino a includere strumenti dedicati per documenti, fogli di calcolo e presentazioni, tutti progettati per funzionare perfettamente insieme. L’interfaccia è familiare agli utenti di altre piattaforme per ufficio, riducendo la curva di apprendimento e facilitando l’adozione sia in ambito personale che professionale.

Uso quotidiano e compatibilità dei file

Uno dei motivi principali della popolarità di WPS Office è la sua eccellente compatibilità con i formati di file più comuni. I documenti creati con altre suite per ufficio in genere si aprono, modificano e salvano senza problemi di formattazione. Questo rende WPS Office una scelta pratica per la collaborazione, soprattutto in ambienti in cui team diversi utilizzano programmi diversi.

 

Nell’uso quotidiano, WPS Office supporta un’ampia gamma di attività, da semplici appunti e compiti a report dettagliati e documenti finanziari. Gli utenti apprezzano spesso la rapidità di installazione del software e di inizio lavoro, poiché il processo di configurazione di wps下载

è progettato per essere semplice e accessibile anche per gli utenti con competenze tecniche limitate.

Flessibilità su dispositivi e ambienti di lavoro

La produttività moderna richiede spesso di cambiare dispositivo e WPS Office è stato progettato proprio per questo. È disponibile su tutte le principali piattaforme desktop e mobili, consentendo agli utenti di continuare a lavorare senza problemi. Un documento creato su un computer desktop può essere facilmente rivisto o modificato in seguito su uno smartphone o un tablet.

Le funzionalità cloud migliorano ulteriormente questa flessibilità consentendo agli utenti di archiviare i file online e accedervi da diverse posizioni. Ciò è particolarmente utile per il lavoro da remoto, i viaggi o i progetti collaborativi in ​​cui l’accesso costante ai documenti è essenziale. Combinando le prestazioni locali con la praticità del cloud, WPS Office supporta un’ampia varietà di stili di lavoro.

Supporto linguistico e versioni localizzate

WPS Office si rivolge a un pubblico globale e dà priorità all’accessibilità linguistica. Il software supporta più lingue, consentendo agli utenti di diverse regioni di lavorare comodamente nella loro lingua preferita. Per gli utenti di lingua cinese, la disponibilità di wps中文版 garantisce che i menu, gli strumenti e i messaggi di sistema risultano naturali e facili da comprendere.

 

Le versioni localizzate sono progettate per soddisfare le esigenze regionali mantenendo le stesse funzionalità di base. Questo approccio consente a WPS Office di adattarsi a diversi mercati senza frammentare l’esperienza utente complessiva, garantendo coerenza e affidabilità in tutto il mondo.

Prendere decisioni informate durante l’installazione del software

Installare un software per la produttività non è solo una questione di praticità, ma anche di fiducia. Poiché molti siti web offrono informazioni o accesso ai download, è utile per gli utenti capire quali fonti sono ufficiali e quali no. Scegliere piattaforme affidabili aiuta a garantire che il software funzioni come previsto e rimanga sicuro.

 

Conoscere l’origine dei file di installazione riduce anche il rischio di versioni obsolete o di funzionalità mancanti. Questa conoscenza è particolarmente importante per gli utenti che si affidano a WPS Office per il loro lavoro quotidiano o per documenti importanti.

Scegliere la fonte giusta

Quando si cercano informazioni su WPS Office, è importante sapere dove cercare. wps官网 rappresenta una piattaforma rivolta a un pubblico globale. Fornisce informazioni generali su funzionalità, aggiornamenti e servizi relativi a WPS Office e riflette l’intero ambito del prodotto.

 

Allo stesso tempo, esistono piattaforme localizzate per soddisfare utenti con esigenze linguistiche e regionali specifiche. Comprendere questa differenza aiuta gli utenti a evitare confusione e a scegliere la fonte più adatta alle proprie preferenze. Entrambe hanno uno scopo, ma sono progettate per pubblici e casi d’uso diversi.  

 

Cardito, il nuovo teatro comunale porta il nome di Peppe Vessicchio

Domani, Cardito festeggerà l'inaugurazione del nuovo teatro comunale intitolato al maestro Peppe Vessicchio, un simbolo della musica napoletana, grazie a un investimento di 4 milioni di euro che segna un importante passo verso la valorizzazione culturale della comunità.

Cardito si illumina di cultura: domani, sabato 17 gennaio 2026, alle 17.30, inaugura il nuovo teatro comunale intitolato al maestro Peppe Vessicchio, direttore d’orchestra simbolo di Napoli nel mondo. L’opera, finanziata con 4 milioni di euro dalla Città Metropolitana di Napoli, rappresenta un investimento concreto per l’arte locale.

Apriranno gli interventi del sindaco metropolitano Gaetano Manfredi, del vicepresidente della Regione Campania Mario Casillo e del sindaco di Cardito Giuseppe Cirillo, anche vicesindaco della Metropoli. Cirillo e Manfredi consegneranno simbolicamente le chiavi della città ad Alessia Vessicchio, figlia del maestro, a sottolineare il profondo radicamento familiare nella comunità carditese.

La musica napoletana protagonista

Alle 18 si esibirà la Corale del Teatro San Carlo di Napoli. A seguire, lo spettacolo “Napoli, Amore e Bellezza” dei The Seven Neapolitan Tenors: un viaggio epico attraverso otto secoli di canzone partenopea, dalle origini medievali ai classici del Novecento e contemporanei.

Le parole del sindaco Cirillo

“Con questa intitolazione – ha dichiarato Cirillo – Cardito afferma il proprio impegno nella valorizzazione della cultura e dell’arte, legando per sempre il suo teatro al nome del maestro Vessicchio, emblema di eccellenza, professionalità e amore per la musica. Un omaggio a un artista che ha portato l’Italia nel mondo con passione e umanità”.

Cosa sappiamo finora: Il teatro non è solo un edificio, ma un ponte tra tradizione napoletana e futuro campano. Finanziato dalla Metropoli, diventerà fulcro di eventi culturali, onorando Vessicchio – napoletano doc, maestro di Festival di Sanremo e direttore sinfonico – e rafforzando l’identità di Cardito nel cuore della Campania.

Americas Cup, Napoli investe su Castel dellOvo: 4 milioni per completare la valorizzazione

A Napoli, la Giunta comunale ha approvato un investimento di 4 milioni di euro per completare la valorizzazione di Castel dell’Ovo in vista dell’America’s Cup, un intervento che mira a rendere il monumento più fruibile e attrattivo, sostenendo così lo sviluppo turistico della città.

Napoli – Prosegue il percorso di recupero e valorizzazione di Castel dell’Ovo in vista dell’America’s Cup. La Giunta comunale ha approvato, in linea tecnica, il Documento di Indirizzo alla Progettazione (DIP) relativo all’intervento denominato “Castel dell’Ovo per l’America’s Cup – Completamento dell’intervento di valorizzazione”, per un investimento complessivo di 4 milioni di euro.

La delibera, proposta dal sindaco Gaetano Manfredi e dalla vicesindaca con delega all’Urbanistica Laura Lieto, consente di attivare nuove risorse economiche senza gravare sul bilancio corrente dell’ente. I fondi derivano infatti dal recupero di residui di mutui della Cassa Depositi e Prestiti, individuati attraverso una ricognizione contabile degli uffici comunali, permettendo così di accelerare i tempi di realizzazione degli interventi.

Le risorse saranno destinate a opere considerate prioritarie per la piena fruibilità del complesso monumentale: il completamento degli impianti tecnologici del Castello, necessari alla sua rifunzionalizzazione moderna; la realizzazione dell’illuminazione monumentale della Rampa Normanna; interventi di mitigazione e monitoraggio ambientale.

Il nuovo stanziamento si aggiunge ai finanziamenti già attivati negli ultimi anni, tra cui gli 8 milioni di euro del Piano Sviluppo e Coesione (FSC) destinati ai primi lotti di riqualificazione e i 2,05 milioni di euro per la messa in sicurezza della scogliera e del fronte del Ramaglietto.

“Il recupero di Castel dell’Ovo rappresenta una priorità assoluta per la nostra Amministrazione – sottolinea il sindaco Gaetano Manfredi –. Con questo ulteriore stanziamento confermiamo il massimo impegno nel restituire ai cittadini e ai turisti uno dei simboli più iconici di Napoli.

La rifunzionalizzazione del Castello è un investimento strategico che consentirà alla città di ospitare grandi eventi di respiro mondiale, come l’America’s Cup, rafforzando il ruolo internazionale della capitale del Mediterraneo”.

Sulla stessa linea la vicesindaca Laura Lieto: “Con l’approvazione del Documento di Indirizzo alla Progettazione compiamo un passo decisivo per restituire Castel dell’Ovo in una veste rinnovata e pienamente funzionale.

La valorizzazione del complesso è centrale nel più ampio disegno di trasformazione urbana del Lungomare. Il completamento degli impianti e l’illuminazione della Rampa Normanna garantiranno una fruizione moderna e sicura di un patrimonio di oltre 55 mila metri quadrati”.

L’intero programma di interventi rientra nell’Accordo di Valorizzazione sottoscritto con il Ministero della Cultura, della durata di 19 anni, che vede il Comune di Napoli impegnato direttamente nel reperimento delle risorse necessarie per la rifunzionalizzazione del sito e il suo inserimento in un più ampio processo di sviluppo turistico e culturale della città.

Circumvesuviana, lunedì 19 gennaio sciopero di 24 ore: treni fermi gran parte della giornata

Lunedì 19 gennaio, Napoli si prepara a un blocco della Circumvesuviana per uno sciopero di 24 ore proclamato dal sindacato Confail, che chiede interventi su problematiche organizzative; il servizio sarà garantito solo nelle fasce di punta, creando notevoli disagi per i pendolari.

Napoli – Blocco totale, fuori dalle ore di punta. Lunedi 19 gennaio gli utenti della rete Circumvesuviana dovranno prepararsi a una giornata di forti disagi. A proclamare lo sciopero di 24 ore per il solo personale viaggiante è il sindacato Confail, che rivendica la soluzione di “problematiche nell’organizzazione aziendale”.

L’Ente Autonomo Volturno (EAV), che gestisce la linea, conferma l’astensione dal lavoro e traccia il perimetro dell’emergenza: il servizio sarà assicurato esclusivamente nelle fasce di garanzia, ovvero dalle 5.30 alle 8.30 e dalle 16.30 alle 19.30. Al di fuori di queste finestre orarie, i treni rimarranno fermi.

Un’azione di protesta che potrebbe, tuttavia, non essere compatta. L’azienda, in una nota, ricorda che durante l’ultimo sciopero indetto da Confail, lo scorso 12 novembre, l’adesione si fermò al 47% del personale interessato. Un dato che lascia un margine di incertezza sull’effettiva entità del blocco, ma che non modifica l’allerta ufficiale e l’invito alla massima cautela per i pendolari.

Per conoscere nel dettaglio le prime e ultime corse garantite di ciascuna linea, l’EAV rimanda al proprio sito istituzionale (www.eavsrl.it), dove sono pubblicati gli orari in vigore durante lo sciopero. La raccomandazione per chi deve spostarsi è una sola: verificare, programmare e, dove possibile, predisporre alternative.

Sarno, arsenale con armi, bombe e droga in garage: 3 arresti

Nel centro di Sarno, un’operazione dei carabinieri ha rivelato un garage trasformato in un arsenale per il crimine, con armi e droga pronte per il mercato: un caso che mette in luce la preoccupante espansione del traffico illecito nella zona e l’efficacia delle indagini avviate dalla Procura di Nocera Inferiore.

Nel cuore di Sarno, un garage trasformato in base logistica del crimine: giovedì pomeriggio le forze dell’ordine piombano su un deposito di droga e armi, arrestando due uomini di circa 40 anni.

L’operazione, scattata su input della Procura di Nocera Inferiore, ha visto i carabinieri del Reparto territoriale di Nocera Inferiore coordinati dal colonnello Gianfranco Albanese, con il supporto della Tenenza di Sarno e della Guardia di Finanza. I militari, seguendo piste investigative precise, hanno fatto irruzione in un garage di via Prolungamento Matteotti, a ridosso di un istituto bancario.

Il blitz e i sequestri

L’indagine è scattata quasi per caso, originata da un controllo stradale. I militari hanno intercettato un’auto con a bordo due donne, trovate in possesso di due chili di hashish. Il rinvenimento ha spinto gli investigatori ad approfondire le ricerche, spostando l’attenzione su un garage preso in affitto da un uomo (legato da vincoli di parentela alle due donne).

Una volta forzata la saracinesca, i carabinieri si sono trovati di fronte a un vero arsenale:

Stupefacenti: 5 chili di cocaina e altri 5 chili di hashish.

Armi da fuoco: 6 fucili, 5 pistole e un ingente quantitativo di munizioni.

Esplosivi: 3 ordigni rudimentali ad alto potenziale.

Le misure cautelari

L’operazione si è conclusa con tre provvedimenti restrittivi: l’uomo e una delle donne sono stati trasferiti in carcere, mentre per la figlia dell’uomo sono stati disposti gli arresti domiciliari. Il collegio difensivo si prepara ora all’udienza di convalida dinanzi al Gip, prevista per la prossima settimana.

Le indagini in corso

Tutto il materiale è stato posto sotto sequestro. Riflettori accesi in particolare sulle armi: saranno sottoposte a esami balistici per accertare se siano state utilizzate in recenti episodi di sangue o intimidazioni sul territorio. Il volume della merce rinvenuta suggerisce l’esistenza di un hub logistico per lo spaccio su larga scala, ma sulla rete di fiancheggiatori e sulla provenienza degli ordigni vige il massimo riserbo istruttorio.

N.M.

Emeroteca Tucci, scrigno di carta della storia napoletana: Lino Zaccaria la racconta in «La memoria di carta»

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Nel cuore pulsante di Napoli, l'Emeroteca-Biblioteca Tucci si rivela un custode silenzioso della storia cittadina, e con "La memoria di carta", Lino Zaccaria ci invita a riscoprire questo scrigno di conoscenza che ha sfidato il tempo, rivelando il potere della memoria attraverso la carta.

Napoli– Nel cuore di Piazza Matteotti, al secondo piano del monumentale Palazzo delle Poste, si nasconde uno dei tesori culturali più straordinari e meno conosciuti di Napoli: l’Emeroteca-Biblioteca Tucci, un vero e proprio “scrigno di carta” che custodisce l’anima della città attraverso oltre un secolo di stampa periodica e documenti rari.

È proprio questo luogo “quasi magico” il protagonista del nuovo libro di Lino Zaccaria, giornalista di lungo corso al Mattino, intitolato “La memoria di carta” (Giannini Editore, collana Sorsi).

Il volume, un saggio-intervista che ritrae con passione e competenza la storia e il valore dell’istituzione, sarà presentato per la prima volta giovedì 22 gennaio alle ore 11 proprio nella sede dell’Emeroteca, in Palazzo delle Poste.

Dopo i saluti istituzionali del presidente del consiglio direttivo Salvatore Maffei – anima instancabile della Tucci dal 1970 – e di Giulia Giannini per la casa editrice, interverranno il direttore de Il Mattino Vincenzo Di Vincenzo, la scrittrice e giornalista Donatella Trotta e il docente di bibliografia dell’Università di Salerno Marcello Andria. A moderare l’incontro sarà Tiuna Notarbartolo, giornalista e direttrice del Premio Elsa Morante.

Nata nel 1907 per iniziativa del Sindacato Corrispondenti – l’organizzazione dei giornalisti napoletani che inviavano corrispondenze alle testate nazionali – l’Emeroteca nasce dall’esigenza pratica di consultare numeri arretrati. Nel 1913, grazie a uno dei fondatori Vincenzo Tucci (a cui l’istituzione è intitolata), si trasferì a Palazzo Gravina; dal 1936 occupa gli spazi di Palazzo Vaccaro (il Palazzo delle Poste), dove resiste nonostante guerre, bombardamenti e croniche difficoltà finanziarie.

Dal 1970 Salvatore Maffei, con dedizione quasi monacale, ha trasformato la struttura in un punto di riferimento internazionale: oggi vanta oltre 10.000 collezioni di periodici italiani e stranieri (il più antico risale al 1648), per un totale di circa 300.000 volumi, di cui 200 unici al mondo.

A questi si aggiungono 50.000 libri, tra cui incunaboli, cinquecentine e seicentine rarissime, epistolari autografi di artisti e scrittori degli ultimi quattro secoli e una collezione unica al mondo di oltre cento manifesti futuristi.Zaccaria, giornalista professionista dal 1973 e per oltre quarant’anni al Mattino (dove ha chiuso la carriera come redattore capo), firma con questo lavoro un omaggio non solo a un’istituzione, ma alla memoria collettiva custodita nella “carta”.

Tra i suoi precedenti volumi: manuali di giornalismo, saggi storici come “L’aquilotto insanguinato” su Corradino di Svevia e, sempre per Giannini Editore, “Contessa carità” nella stessa collana Sorsi.Un appuntamento da non perdere per chi ama la storia, il giornalismo e le storie nascoste che Napoli continua a raccontare tra le sue mura austere.

Brusciano, la guerra delle bombe non si ferma: ordigno esplode sotto auto di un 39enne

Brusciano – Il boato, improvviso e violento, ha squarciato il silenzio della notte a Brusciano, riportando i residenti nell’incubo della violenza criminale. Erano circa le prime ore di sabato 17 gennaio quando un ordigno rudimentale, piazzato con precisione sotto una Fiat Panda parcheggiata in via Giordano Bruno, è stato fatto esplodere.

L’auto appartiene a un uomo di 39 anni, incensurato, che fino a questo momento non era mai apparso nei radar delle forze dell’ordine. Sebbene l’esplosione non abbia causato feriti o danni strutturali agli edifici circostanti, il messaggio lanciato è di una chiarezza cristallina: nel cuore del Napoletano, la tensione tra le cosche ha raggiunto nuovamente il punto di ebollizione.

L’ombra della Camorra e la strategia della tensione

Sul posto sono intervenuti tempestivamente i Carabinieri del Nucleo Operativo di Castello di Cisterna. I rilievi tecnici sono proseguiti per ore alla ricerca di tracce che possano condurre alla matrice dell’attentato. Nonostante il profilo “pulito” del proprietario del veicolo, gli inquirenti non escludono alcuna pista, dal tentativo di estorsione alla “segnalazione” trasversale rivolta a qualcuno vicino all’uomo.

L’episodio si inserisce in un quadro di estrema instabilità per Brusciano e i comuni limitrofi (come Acerra e Marigliano). Negli ultimi mesi, il territorio è stato teatro di una preoccupante escalation:

Stese e agguati: Ripetuti colpi di arma da fuoco contro saracinesche e abitazioni.

La guerra per il controllo del territorio: Lo scontro mai sopito tra i gruppi emergenti e i clan storici della zona, come i Rega-Piacente e i loro antagonisti, per il controllo delle piazze di spaccio e del racket dei cantieri.

Un territorio sotto assedio

La modalità dell’attentato – l’uso di ordigni artigianali – ricalca una strategia della tensione già vista in passato nel quartiere “219”, cuore pulsante delle dinamiche criminali locali. L’obiettivo sembra essere quello di marcare il territorio, dimostrando una capacità d’azione militare costante nonostante la pressione delle forze dell’ordine e i recenti arresti.

Le indagini ora si concentrano sulla visione delle telecamere di sorveglianza della zona per identificare il “gruppo di fuoco” o i singoli attentatori che hanno agito protetti dall’oscurità. Resta la paura di una cittadinanza che si sente, ancora una volta, ostaggio di una guerra che non accenna a finire.

Vomero, i rider trasformano i marciapiedi in piste: sanzioni e sequestri dei Carabinieri

Nel quartiere Vomero di Napoli, un controllo straordinario dei Carabinieri ha rivelato un preoccupante aumento di violazioni da parte dei rider, che trasformano i marciapiedi in piste per le consegne, mettendo in pericolo la sicurezza pubblica e portando a otto sanzioni e denunce.

Napoli – Il quartiere Vomero come una pista d’alta velocità, dove la fretta per una consegna a domicilio sembra valere più della sicurezza pubblica. È uno scenario inquietante quello emerso dall’ultimo servizio di controllo straordinario effettuato dai Carabinieri insieme alla Polizia Locale.

Sotto i riflettori è finita la galassia dei rider, un esercito di centauri che, per rispettare i tempi dettati dagli algoritmi, spesso calpesta ogni regola del Codice della Strada.

Consegne a ogni costo: marciapiedi invasi e contromano

Il bilancio parla chiaro: otto rider sanzionati per violazioni pesantissime. C’è chi sfrecciava contromano tra le auto, chi ha scambiato i marciapiedi affollati di pedoni, anziani e famiglie per corsie preferenziali, e chi circolava totalmente nell’ombra della legge.

Tra i fermati, i militari hanno individuato soggetti privi di assicurazione, casco o patente. In un caso limite, un singolo rider è riuscito a collezionare tutte e quattro le infrazioni contemporaneamente, trasformando il proprio mezzo in una vera e propria mina vagante per le strade del quartiere.

L’operazione non si è limitata al settore del food delivery, ma ha svelato una diffusa illegalità diffusa tra i giovani e giovanissimi dell’area collinare. I numeri raccontano una realtà allarmante:

Tre denunce per guida senza patente: tra queste spicca la posizione di un ragazzino di appena 15 anni, sorpreso a sfrecciare in sella a uno scooter di cilindrata 300, un mezzo che non avrebbe mai potuto governare legalmente.

Droga e sanzioni: quattro persone sono state segnalate alle autorità per possesso e uso di sostanze stupefacenti.

Pressione serale: il fenomeno dell’indisciplina stradale raggiunge il suo apice nelle ore serali, quando il volume delle consegne aumenta e il rischio per i passanti diventa critico.

Il monitoraggio continua

L’intervento delle forze dell’ordine al Vomero non resterà un episodio isolato. Il comando provinciale ha già annunciato che il monitoraggio dei flussi di rider e della viabilità nel quartiere proseguirà con intensità anche nelle prossime settimane. L’obiettivo è chiaro: stroncare quella “fretta pericolosa” che sta trasformando il cuore commerciale di Napoli in un territorio senza regole.

Castellammare, furto a spinta di scooter: i carabinieri scoprono un deposito di mezzi rubati. Due arresti

Castellammare – Una notte di controlli serrati nel centro cittadino si è conclusa con due arresti e il recupero di diversi scooter rubati. I Carabinieri della locale Compagnia, supportati da agenti della Polizia Locale, hanno messo a segno un intervento che ha permesso di smantellare un piccolo deposito di mezzi a due ruote illecitamente sottratti.

Tutto è iniziato quando i militari hanno notato due giovani, Carmine Maggio (classe 2006) e Rosario Di Tommaso (classe 2004), intenti a spingere uno scooter appena rubato lungo le strade stabiesi. Si trattava del classico furto “a spinta”, tecnica che consente di allontanare il veicolo senza accendere il motore per non attirare subito l’attenzione.

Insospettiti, i Carabinieri hanno seguito i due a distanza fino a un deposito apparentemente abbandonato. Qui i militari sono intervenuti bloccando i presunti ladri, che hanno opposto resistenza dando vita a una violenta colluttazione. Una volta immobilizzati, Maggio e Di Tommaso sono stati dichiarati in arresto per furto aggravato.

Nelle tasche di Maggio è stato inoltre trovato un coltello.L’ispezione del deposito ha permesso di rinvenire altri tre scooter risultati rubati in precedenza: tutti i mezzi sono stati restituiti ai legittimi proprietari.Nel corso dello stesso servizio di controllo del territorio, concentrato nelle aree più affollate della città, sono emerse ulteriori irregolarità.

Quattro persone sono state sanzionate per possesso e uso di sostanze stupefacenti, mentre sono scattate 15 contravvenzioni al Codice della Strada, la maggior parte delle quali per guida senza casco e mancanza di copertura assicurativa.

I due arrestati, su disposizione dell’autorità giudiziaria, sono stati sottoposti agli arresti domiciliari in attesa del rito direttissimo. L’operazione conferma l’intensificazione dei servizi di prevenzione e contrasto ai reati predatori nella zona stabiese.

 

Nola, sequestrati pappagalli CITES e tartarughe invasive

A Nola, un intervento dei Carabinieri CITES ha rivelato una grave situazione di maltrattamento di animali esotici in un'abitazione privata, portando al sequestro di pappagalli e tartarughe invasive; il proprietario è stato deferito alle autorità competenti.

Nola- Un intervento mirato dei militari del Nucleo Carabinieri CITES di Napoli e del Nucleo Carabinieri di Marigliano, supportati dai volontari della LIPU, ha portato alla scoperta di una vera e propria concentrazione di fauna selvatica ed esotica detenuta illegalmente in una abitazione privata nell’agro del Comune di Nola.

Giunti sul posto a seguito di una segnalazione, i carabinieri hanno accertato nel cortile dell’abitazione la presenza di numerosi animali: cani e gatti, tortore dal collare, diversi psittacidi – alcuni rientranti tra le specie tutelate dalla Convenzione di Washington (CITES) – e numerosi esemplari di Trachemys scripta, tartaruga acquatica inserita nell’elenco delle specie invasive a livello europeo.

Dai controlli è emersa la mancanza di qualsiasi documentazione che giustificasse la detenzione di quattro esemplari di tortora dal collare, specie protetta e non cacciabile ai sensi della legge 157/92, e di un pappagallo appartenente alla specie Ara ararauna, tutelata dalla normativa CITES.

La situazione è apparsa ancora più grave all’interno dell’abitazione: in una stanza sono stati rinvenuti altri due esemplari di Ara ararauna, anch’essi privi di certificazioni, detenuti in condizioni igienico-sanitarie definite precarie. I pappagalli vivevano tra deiezioni e residui alimentari accumulati nel tempo, presentavano un marcato deplumaggio e, in un caso, una grave necrosi a un’ala, come confermato dai veterinari dell’ASL intervenuti sul posto.

Gli animali sono stati immediatamente trasferiti presso una clinica veterinaria specializzata, dove il medico ha certificato il grave stato di maltrattamento e la necessità di procedere, con urgenza, all’amputazione dell’ala colpita da necrosi.

Alla luce delle violazioni riscontrate, i carabinieri hanno proceduto al sequestro penale di tre esemplari di Ara ararauna e di quattro tortore dal collare, oltre al sequestro amministrativo di 14 tartarughe Trachemys scripta, detenute senza la prescritta denuncia al Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, come previsto dal decreto legislativo 230/2017. Per quest’ultima violazione è stata elevata una sanzione amministrativa di 2.000 euro.

Il proprietario dell’abitazione, un 58enne residente a Nola, è stato deferito alla competente autorità giudiziaria.

Riepilogo dei sequestri:

3 esemplari di Ara ararauna (sequestro penale);

4 esemplari di Tortora dal collare (sequestro penale);

14 esemplari di Trachemys scripta (sequestro amministrativo);

Sanzione amministrativa: 2.000 euro.

Napoli, patto tra Procura e Vigili del Fuoco: la tecnologia al servizio della legalità

A Napoli, oggi è stato firmato un protocollo d'intesa tra la Procura e i Vigili del Fuoco, un passo strategico per migliorare la collaborazione su temi di legalità e sicurezza; il Procuratore Nicola Gratteri e il Comandante Giuseppe Paduano hanno evidenziato l'importanza di integrare competenze.

Napoli – Si stringe il legame tra magistratura e soccorso tecnico nella città partenopea. Nella giornata di oggi, venerdì 16 gennaio 2026, i locali della Procura di Napoli hanno ospitato la firma di un protocollo d’intesa strategico tra l’ufficio inquirente e il Comando dei Vigili del Fuoco.

L’accordo, siglato dal Procuratore della Repubblica Nicola Gratteri e dal Comandante dei Vigili del Fuoco Giuseppe Paduano, mira a istituzionalizzare e potenziare la collaborazione tra i due enti su fronti critici che richiedono competenze interdisciplinari.

Alla cerimonia ha preso parte anche il Capo Dipartimento dei Vigili del Fuoco, il Prefetto Attilio Visconti, che ha sottolineato il valore dell’iniziativa: «Questo accordo rafforza la collaborazione istituzionale su temi e progetti di elevata rilevanza. Valorizziamo così il ruolo tecnico-scientifico e operativo del Corpo, mettendolo direttamente al servizio della legalità e della sicurezza dei cittadini».

Tecnica e Legge: i pilastri dell’intesa

L’intesa non è solo formale, ma punta a rendere più fluidi i processi investigativi che richiedono l’ausilio delle alte professionalità dei Vigili del Fuoco — dall’analisi dei rischi alla gestione delle emergenze complesse — integrando le capacità operative del Corpo con le necessità d’indagine della Procura guidata da Gratteri.

Con questa firma, Napoli si pone all’avanguardia nella creazione di modelli di cooperazione interforze, puntando sulla prevenzione e sulla precisione tecnica come strumenti per contrastare l’illegalità.