Home Blog Pagina 482

Prosciolta in appello per evasione delle accise: la Corte di Napoli ribalta la condanna

La Corte d’Appello di Napoli ha emesso sentenza di non doversi procedere a carico di M. G. S., 64 anni, residente ad Arpaia, in provincia di Benevento. La donna era imputata per il reato di sottrazione al pagamento delle accise sui prodotti energetici, una fattispecie che riguarda l’evasione dei tributi legati alla commercializzazione di carburanti e affini.

La sentenza di primo grado e il ribaltamento in appello

In primo grado, il Tribunale di Benevento aveva emesso nei confronti della donna una sentenza di condanna. Il collegio difensivo, guidato dall’avvocato Vittorio Fucci, ha tuttavia impugnato la pronuncia, ottenendo un esito favorevole in sede di appello. I giudici della Corte partenopea hanno accolto le argomentazioni della difesa, prosciogliendo M. G. S. da ogni addebito.

Santa Maria Capua Vetere, notificato nuovo ordine di carcerazione: 28enne deve scontare oltre 5 anni

I conti con la giustizia sono arrivati al saldo finale per un giovane pregiudicato aversano. Nella mattinata di oggi, i Carabinieri della Stazione di Cesa si sono recati presso la Casa Circondariale «Francesco Uccella» di Santa Maria Capua Vetere per notificare un provvedimento di pene concorrenti emesso dall’Ufficio Esecuzioni Penali della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Napoli Nord. Destinatario dell’atto è un 28enne originario di Aversa, figura già nota alle forze dell’ordine e attualmente già ristretto dietro le sbarre per altra causa.

Il nuovo ordine di carcerazione mette insieme i diversi reati commessi dal giovane in un arco temporale di quattro anni, tra il 2021 e il 2025. Secondo quanto stabilito dalle sentenze passate in giudicato, il ventottenne dovrà espiare una pena complessiva di cinque anni, sei mesi e ventuno giorni di reclusione. Un periodo detentivo significativo che scaturisce da condanne definitive per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti e furto aggravato, attività che l’uomo aveva concentrato prevalentemente nel territorio di Aversa.

L’esecuzione del provvedimento odierno rappresenta l’ultimo atto di una serie di indagini che hanno permesso di documentare l’attività delittuosa continuativa del giovane nell’agro aversano. Con la notifica del cumulo di pene, la sua permanenza in cella viene sensibilmente prolungata, chiudendo definitivamente il capitolo relativo alle pendenze accumulate negli ultimi anni. I militari dell’Arma di Cesa hanno provveduto a informare tempestivamente l’autorità giudiziaria mandante dell’avvenuta notifica del provvedimento restrittivo all’interno del penitenziario sammaritano.

Vomero: i banditi fuggiti dal sottosuolo dopo il colpo alla Credit Agricole. Svuotate le cassette di sicurezza

Napoli – Il silenzio della filiale Credit Agricole di Piazza Medaglie d’Oro, rotto solo dai passi pesanti degli uomini del GIS, ha sancito la fine di una giornata di altissima tensione.

Quando le “teste di cuoio” dell’Arma hanno fatto irruzione nei locali, al termine di una procedura tattica impeccabile, hanno trovato una banca deserta. Il commando di rapinatori, composto da almeno tre uomini, si era già dileguato nel ventre della città, lasciando dietro di sé una scia di cassette di sicurezza sventrate e decine di persone sotto shock.

Il fattore tempo è stato decisivo. Tra il rilascio dei 25 ostaggi – tra impiegati e clienti, tutti fortunatamente illesi – e l’intervento finale dei reparti speciali, è trascorso un lasso di tempo che i malviventi hanno sfruttato per mettere in atto un piano di fuga studiato nei minimi dettagli.

Il piano perfetto e la via di fuga nel sottosuolo

La bonifica dei locali operata dai Carabinieri del Gruppo Intervento Speciale non si è limitata agli uffici aperti al pubblico, ma si è spinta nei sotterranei della filiale. È lì che è stato rinvenuto il cuore tecnologico della fuga: un cunicolo scavato con precisione chirurgica che collegava la banca alla rete fognaria o a passaggi sotterranei preesistenti.

La “banda del buco”, dunque, ha colpito ancora, dimostrando una conoscenza profonda della planimetria dell’edificio e dei tempi di reazione delle forze dell’ordine. Nonostante la mobilitazione massiccia e l’assedio dei reparti d’élite, i banditi sono riusciti a dileguarsi con un bottino che si preannuncia ingente.

Sebbene sia ancora presto per una quantificazione esatta, è certo che numerose cassette di sicurezza sono state svuotate: per i clienti della banca, il danno potrebbe andare ben oltre il valore economico, toccando beni personali e affettivi inestimabili.

Le tracce biologiche sulla Giulietta e l’ipotesi della talpa

Mentre il quartiere Arenella prova a tornare alla normalità, l’attività investigativa entra nella sua fase più calda. Gli esperti della Scientifica hanno passato al setaccio l’auto utilizzata dal commando per l’irruzione, una Alfa Romeo Giulietta di colore scuro. Ogni centimetro dell’abitacolo è stato analizzato alla ricerca di impronte digitali o tracce biologiche (DNA) che potrebbero tradire l’identità dei tre fuggitivi.

Parallelamente, la Procura di Napoli, sotto la direzione del Procuratore Capo Nicola Gratteri, ha aperto un fascicolo che punta a fare luce non solo sull’esecuzione materiale del colpo, ma anche sulla sua pianificazione. Un’operazione di tale precisione solleva inevitabili interrogativi: gli inquirenti stanno verificando l’ipotesi di eventuali complicità interne o fughe di notizie che potrebbero aver agevolato i banditi nella conoscenza dei sistemi di sicurezza e dei punti deboli della struttura.

L’area rimane parzialmente transennata per consentire i rilievi tecnici di ABC sulla rete idrica e fognaria, mentre nei prossimi giorni inizierà il difficile censimento dei beni sottratti dai forzieri della filiale.

Blitz nei cantieri edili del Casertano: denunce e maxi multe per 15mila euro

La stretta delle forze dell’ordine sulla sicurezza nei luoghi di lavoro non risparmia nemmeno i siti di interesse storico dell’Alto Casertano. Nella giornata di ieri, i Carabinieri della Compagnia di Santa Maria Capua Vetere, supportati dagli specialisti del Nucleo Ispettorato del Lavoro di Caserta, hanno passato al setaccio diversi cantieri edili tra San Prisco e Portico di Caserta. Il bilancio dell’operazione è pesante: denunce a piede libero, sospensioni delle attività e sanzioni amministrative che superano complessivamente i 15.000 euro.

Il primo intervento ha riguardato un sito particolarmente sensibile, quello operante presso il Mausoleo Romano «Carceri Vecchie» in via Appia, a San Prisco. Qui, i militari hanno deferito in stato di libertà l’amministratore unico della società incaricata dei lavori. Le accuse riguardano la violazione degli obblighi fondamentali in materia di sicurezza nei cantieri temporanei. Oltre alla denuncia, alla ditta sono state elevate contravvenzioni per un importo di circa 1.400 euro.

Ancora più critico lo scenario emerso durante il secondo controllo effettuato a Portico di Caserta. In questo cantiere, il legale rappresentante è finito nei guai per una lunga lista di inadempienze: dalla mancata sorveglianza sanitaria alla totale assenza di formazione per i dipendenti, fino alla mancata valutazione del rischio elettrico e alla presenza di aperture nel suolo non protette, potenziali trappole mortali per gli operai.

L’accertamento ha scoperchiato anche la piaga del lavoro sommerso. I Carabinieri hanno infatti individuato due lavoratori «in nero», facendo scattare immediatamente sanzioni per oltre 8.000 euro e l’inevitabile provvedimento di sospensione dell’attività imprenditoriale. Sommando le violazioni tecniche e amministrative, l’imprenditore dovrà sborsare una cifra vicina ai 14.000 euro. Le autorità competenti sono state informate dai militari dell’Arma, che proseguiranno il monitoraggio per garantire il rispetto delle norme a tutela della vita dei lavoratori.

Luca Trapanese al Conca Film Festival: il racconto di una paternità che ha cambiato l’Italia

1

Il borgo di Conca della Campania si conferma capitale dell’inclusione sociale e della riflessione civile. Prosegue a ritmo serrato il cammino del Conca Film Festival, la kermesse cinematografica che fino al 18 aprile animerà l’Alto Casertano con una programmazione capace di intrecciare le grandi battaglie per i diritti civili alla riscoperta del territorio. La giornata di domani, venerdì 17 aprile, segnerà uno dei momenti più attesi della rassegna con un ospite d’eccezione che ha segnato la storia del costume e del diritto nel nostro Paese.

Alle ore 14:30, la Sala 1 allestita presso la palestra comunale ospiterà Luca Trapanese. Lo scrittore e vicepresidente del Consiglio regionale della Campania dialogherà con il pubblico insieme al cast del film «Nata per te», opera diretta da Fabio Mollo che verrà proiettata subito dopo l’incontro. La pellicola ripercorre i fatti reali del 2018, portando sul grande schermo la straordinaria vicenda di Luca e Alba: un uomo single, omosessuale e profondamente cattolico che decide di accogliere una neonata con sindrome di Down abbandonata in ospedale. Il racconto scava nelle pieghe di una burocrazia spesso sorda ai nuovi modelli familiari, ponendo allo spettatore un interrogativo brutale quanto necessario: «Cosa definisce davvero una famiglia?».

Non solo impegno sociale, ma anche una profonda indagine sul rapporto simbiotico tra uomo e natura. Il festival dedicherà ampio spazio alla sostenibilità ambientale con la presentazione del documentario «Le vie dell’acqua», firmato dalla regista Barbara Rossi Prudente. L’opera, introdotta in mattinata da Gianni Solino, dirigente del Settore Ambiente della Provincia di Caserta, propone un viaggio inedito lungo il corso del Volturno. Attraverso un mosaico di aneddoti, ricordi e curiosità, il film documenta la vita del fiume più lungo dell’Italia meridionale, restituendo dignità storica a un’arteria vitale per l’ecosistema campano.

Il Conca Film Festival dimostra così la capacità di trasformare un piccolo centro in un laboratorio di idee e di cinema d’impegno. Tra le proiezioni nella biblioteca dell’ex Municipio e gli incontri ravvicinati con i protagonisti della cultura contemporanea, la manifestazione ribadisce che la diversità e la tutela del territorio non sono temi di nicchia, ma le fondamenta su cui costruire una nuova coscienza collettiva.

Notre Dame de Paris torna in Campania: al PalaSele di Eboli cinque repliche per l’opera dei record

Le campane della Cattedrale più famosa della cultura europea tornano a suonare in Campania. Da domani, venerdì 17 aprile, e per tutto il fine settimana, il PalaSele di Eboli si trasformerà nella Parigi di fine Quattrocento per ospitare Notre Dame de Paris. L’opera popolare moderna, che si avvia verso il prestigioso traguardo del ventiduesimo anno di repliche in Italia, sbarca nel salernitano per la quarta volta nella sua storia, portando con sé un carico di emozioni che ha già conquistato oltre diciotto milioni di spettatori in tutto il mondo.

Lo spettacolo, nato dal genio musicale di Riccardo Cocciante e dalle parole magistralmente adattate da Pasquale Panella, mette in scena un’umanità dolente e vibrante. Sul palco si muoverà un esercito di straccioni, monaci, prostitute e clandestini, pronti a raccontare la drammatica storia d’amore tra la zingara Esmeralda e il campanaro Quasimodo. «Notre Dame de Paris ha conquistato il pubblico diventando un fenomeno popolare e una delle opere più longeve della cultura italiana» spiegano gli organizzatori, sottolineando come i temi dell’emarginazione e della paura del diverso siano oggi più attuali che mai.

Il tour 2026 rappresenta una tappa fondamentale del percorso Road to 25th Anniversary, che culminerà nel 2027 con i festeggiamenti per il quarto di secolo dal debutto italiano. La produzione, curata da Clemente Zard per Vivo Concerti, conferma un allestimento imponente che fonde la danza classica con la breakdance e una colonna sonora che ha sfornato hit indipendenti come Bella o Il tempo delle cattedrali. Con le cinque repliche previste per questo weekend, il palazzetto di Eboli raggiungerà la quota storica di ventuno rappresentazioni dell’opera ospitate dal 2003 a oggi.

Il calendario delle esibizioni prevede il primo appuntamento domani sera alle ore 21:00, seguito dalle doppie repliche di sabato e domenica. Per i ritardatari, il botteghino del PalaSele resterà aperto per l’intera durata dell’evento, offrendo gli ultimi tagliandi disponibili per assistere a quello che è considerato un vero cult del teatro musicale contemporaneo. Dopo il passaggio dei “clandestini” di Parigi, la stagione dei grandi live a cura di Anni 60 produzioni proseguirà con i concerti di Blanco ed Elisa nel mese di maggio.

Napoli al bivio generazionale: De Laurentiis e Conte preparano la rivoluzione estiva

Il sipario sul campionato non è ancora calato, ma negli uffici di Castel Volturno i dossier per la prossima stagione sono già aperti e bollenti. Aurelio De Laurentiis, il direttore sportivo Giovanni Manna e il tecnico Antonio Conte si preparano a un vertice decisivo per ridisegnare i connotati di un Napoli che, pur avendo (quasi ufficialmente) centrato la qualificazione in Champions League e sollevato la Supercoppa a Riad, mostra i segni d’usura di un ciclo ormai agli sgoccioli. L’obiettivo è chiaro: invertire la rotta di una rosa che nell’ultimo anno ha visto impennarsi pericolosamente sia l’età media che il monte ingaggi, allontanandosi dalla storica filosofia societaria basata su profili giovani e futuribili.

La fotografia attuale dello spogliatoio parla di almeno dieci calciatori che hanno già varcato la soglia dei trent’anni, con molti altri pronti a seguirli a breve. Una struttura che impone riflessioni profonde non solo sul piano tecnico, ma soprattutto su quello della sostenibilità finanziaria. I primi tagli sembrano già tracciati dai contratti in scadenza: Juan Jesus e Leonardo Spinazzola, salvo clamorosi ribaltoni dell’ultima ora, si apprestano a lasciare la città da svincolati. Al vaglio ci sono anche le posizioni di pilastri come Stanislav Lobotka e Frank Anguissa, uomini chiave del centrocampo che però si avvicinano a una fase della carriera in cui ogni offerta irrinunciabile potrebbe essere presa seriamente in considerazione per evitare il rischio di minusvalenze.

Il caso più spinoso resta quello legato a Romelu Lukaku. Il gigante belga, pagato circa trenta milioni nell’estate del 2024, vive un equilibrio fragilissimo con l’ambiente dopo le tensioni di fine marzo e l’auto-esilio forzato per gli allenamenti in solitaria in Belgio. Nonostante il dialogo tra le parti sia stato faticosamente riaperto, il suo ingaggio pesante e la necessità di non svendere un investimento così oneroso rendono il suo futuro un vero rebus estivo. Di contro, la dirigenza ha già individuato lo zoccolo duro da cui ripartire per garantire esperienza e leadership: il capitano Giovanni Di Lorenzo, Scott McTominay, blindato fino al 2028, Matteo Politano e il fuoriclasse Kevin De Bruyne, il quale, nonostante i suoi trentacinque anni, viene ancora considerato un elemento imprescindibile per le ambizioni internazionali del club.

Il Napoli si trova dunque di fronte a un bivio strategico che definirà l’identità della squadra per i prossimi anni. Da una parte la tentazione di spremere ulteriormente un gruppo esperto e collaudato, dall’altra l’esigenza di avviare quel ricambio generazionale chiesto a gran voce da Conte per mantenere alta l’intensità agonistica. Tra ambizioni sportive e bilanci da far quadrare, De Laurentiis dovrà decidere a quali protagonisti affidare le chiavi del nuovo ciclo, sapendo che la piazza non accetterà passi indietro rispetto ai traguardi raggiunti in questa stagione.

Napoli, arrivati i GIS pronti all’irruzione: caccia alla banda di rapinatori

Napoli – Un applauso e le urla delle tante persone che si trovano in piaza Medaglie d’Oro, alle 16:30 precise, ha salutato l’arrivo e ha segnato l’inizio della fase più delicata dell’assedio in Piazza Medaglie d’Oro.

Come previsto dal protocollo per le emergenze ad alto impatto, i militari del GIS (Gruppo di Intervento Speciale) sono giunti da Livorno per porre fine all’incertezza che regna sovrana all’interno della filiale della Credit Agricole.

Mentre gli specialisti dell’Arma si preparano alla penetrazione tattica nell’edificio per bonificare ogni stanza, l’attenzione degli investigatori si è spostata su due fronti: la superficie e il sottosuolo. Gli esperti della Scientifica stanno infatti effettuando rilievi minuziosi su una vettura sospetta, utilizzata dal commando per sfondare la vetrina e farsi strada all’interno della banca nelle prime fasi del colpo.

Il tunnel della fuga e il presidio del Prefetto

Con il passare dei minuti, tuttavia, l’ipotesi che i banditi siano ancora all’interno dell’istituto perde quota a favore di uno scenario da manuale della “banda del buco”. È in corso, infatti, un’ispezione capillare della rete fognaria condotta dai Carabinieri in collaborazione con il personale di ABC, l’azienda che gestisce l’acquedotto e il sistema idrico cittadino. L’obiettivo è individuare il possibile punto di innesto tra i locali della banca e il ventre di Napoli, da cui i malviventi potrebbero essere scivolati via poco dopo aver rilasciato i 25 ostaggi.

Tutta l’area resta blindata sotto lo sguardo vigile del Procuratore Capo Nicola Gratteri e il costante monitoraggio del Prefetto di Napoli, Michele di Bari. Quest’ultimo, attraverso una nota ufficiale, ha confermato che la macchina dei soccorsi e della sicurezza sta operando in perfetta sinergia: “Le Forze dell’ordine e i Vigili del Fuoco presidiano ogni centimetro del perimetro in attesa di concludere le operazioni tecniche”.

Sebbene la paura sia stata l’unica a colpire i presenti — fortunatamente nessuno ha necessitato di cure ospedaliere — il quartiere resta col fiato sospeso. Se l’irruzione dei GIS dovesse confermare che i locali sono vuoti, inizierebbe una caccia all’uomo senza precedenti nel dedalo di tunnel che si dirama sotto il selciato dell’Arenella.

Napoli, liberati 25 ostaggi, i 3 rapinatori potrebbero essere fuggiti dal sottosuolo. Atteso il blitz dei GIS

Napoli – Una partita a scacchi contro un nemico invisibile. È questa la situazione che si respira in questi minuti in Piazzale Medaglie d’Oro, dove l’assalto alla filiale della Credit Agricole ha assunto i contorni di un intricato mistero investigativo.

Dopo ore di angoscia, la notizia più importante è la messa in sicurezza dei civili: sono 25 le persone liberate, tra dipendenti e clienti, che erano state trattenute all’interno dell’istituto. Nonostante lo shock, il bilancio sanitario è rassicurante: nessuno dei presenti ha riportato ferite tali da richiedere il trasporto in ospedale, con l’assistenza medica che è stata prestata direttamente sul posto.

Tuttavia, il perimetro resta blindato e la minaccia non è ancora cessata. Non v’è certezza, infatti, che il commando, composto da tre persone tutte con il volto operto da una calza e con tute scure, sia ancora all’interno della struttura. Il sospetto, che si fa sempre più concreto con il passare dei minuti, è che i malviventi possano aver utilizzato una tecnica classica della criminalità organizzata partenopea: la fuga attraverso un foro praticato in una parete o nel pavimento, dileguandosi nel sottosuolo.

L’incognita del tunnel e l’arrivo dei reparti d’élite

Per sciogliere ogni riserva e bonificare l’intera area, è stato richiesto l’intervento dei GIS (Gruppo di Intervento Speciale) dei Carabinieri. L’arrivo delle “teste di cuoio” è previsto per le 16:30 circa: spetterà a loro l’irruzione finale per verificare se i rapinatori siano ancora asserragliati in qualche locale tecnico o se abbiano effettivamente guadagnato la fuga attraverso i condotti fognari o tunnel scavati ad hoc.

L’intera gestione della crisi è monitorata ai massimi livelli istituzionali. Il Prefetto di Napoli, Michele di Bari, ha reso noto di seguire con estrema attenzione ogni fase della vicenda, mantenendo un coordinamento costante con le Forze dell’Ordine e i Vigili del Fuoco impegnati nel presidio del perimetro.

L’area dell’Arenella resta interdetta al traffico, mentre il Procuratore Capo Nicola Gratteri coordina le prime fasi dell’inchiesta sul campo. La priorità assoluta resta la bonifica della struttura e l’accertamento delle vie di fuga utilizzate dal commando, in una giornata che ha messo a dura prova il cuore commerciale del Vomero.

Tensione a ‘Le Iene’ tra Moise Kean e Pengwin: scontro acceso, poi le scuse dell’attaccante

1

Prima le scintille attraverso i social network, poi un incontro di persona che ha rischiato di degenerare in un aperto scontro fisico. Sono stati attimi di grande nervosismo quelli vissuti ieri sera durante la puntata de ‘Le Iene’, andata in onda su Italia 1, che ha visto protagonisti l’attaccante della Fiorentina Moise Kean e il noto content creator Kristian Pengwin.

Al centro della controversia ci sono stati i commenti social seguiti alla mancata qualificazione dell’Italia ai Mondiali. Pengwin aveva criticato duramente la Nazionale dopo la sconfitta in Bosnia, innescando la reazione del calciatore e portando alla pubblicazione di una conversazione privata dai toni decisamente accesi.

Il picco della tensione a Firenze

Per cercare di chiarire la situazione, la redazione del programma ha organizzato un incontro a Firenze, ma il tentativo di pacificazione ha avuto un inizio turbolento. La situazione è degenerata rapidamente, con l’attaccante viola che ha rivolto parole molto dure e promesse di ritorsione nei confronti del tipster.

Di fronte all’atteggiamento aggressivo del giocatore, Pengwin ha cercato di abbassare i toni, ricordando di essere venuto solo per un chiarimento e chiedendo spiegazioni per le continue intimidazioni verbali. Il clima è tornato gestibile solo grazie al tempestivo intervento di Stefano Corti, autore del servizio televisivo, che ha separato i due permettendo a Kean di rientrare in casa per sbollire la rabbia.

Il chiarimento e il passo indietro

Successivamente, con i toni ormai stemperati, il centravanti azzurro ha accettato di confrontarsi con l’inviato del programma. Kean ha mostrato un atteggiamento decisamente più riflessivo, sottolineando come anche i personaggi pubblici siano esseri umani soggetti a errori, ma riconoscendo la necessità di accettare le critiche.

“Volevo scusarmi, non è un bell’esempio perché ci sono tanti ragazzi che mi guardano e di sicuro non è stata una bella scena”, ha ammesso l’attaccante della Fiorentina. Pur mantenendo il punto sulle proprie opinioni personali, il giocatore ha dichiarato chiusa la polemica con il content creator.

Lo sguardo al futuro della Nazionale

La conversazione si è poi spostata sul tema che aveva originato la disputa: il momento difficile della Nazionale italiana. Kean ha ribadito il suo forte attaccamento alla maglia azzurra, descrivendo l’eliminazione come un duro colpo per tutto il gruppo e sottolineando la consapevolezza di dover sempre dare il massimo in campo. L’intervista si è conclusa con una riflessione sul futuro della panchina dell’Italia e sulle aspettative per il nuovo commissario tecnico. Indipendentemente da chi sarà scelto, l’attaccante ha le idee chiare: “L’importante è che dia gioia a questo Paese. Per noi giocatori quella è la cosa fondamentale”.

Mandato di arresto europeo: due napoletani fermati per traffico di stupefacenti

Napoli -La Polizia di Stato ha eseguito nella mattinata odierna due arresti in esecuzione di un mandato di arresto europeo emesso su richiesta delle autorità giudiziarie spagnole. In manette sono finiti due uomini napoletani, di 46 e 32 anni, entrambi con precedenti di polizia, ritenuti gravemente indiziati di associazione finalizzata al traffico internazionale di stupefacenti.

I due sono stati rintracciati e arrestati dagli agenti della Squadra Mobile al termine di attività investigative e di ricerca coordinate nell’ambito della cooperazione giudiziaria internazionale.

Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti spagnoli, gli indagati avrebbero preso parte, a partire da febbraio 2025, a una presunta organizzazione criminale dedita all’importazione di droga dalla Spagna, in particolare dalla regione della Catalogna, verso l’Italia. Il trasporto degli stupefacenti sarebbe avvenuto attraverso camion adibiti al trasporto di merci, nei quali la sostanza sarebbe stata occultata per eludere i controlli.

I sequestri in Spagna

Le indagini avrebbero documentato il coinvolgimento di uno dei due arrestati nelle operazioni di carico della droga su mezzi pesanti in partenza dalla Spagna. In particolare, tra luglio e settembre 2025 l’uomo avrebbe partecipato in più occasioni alla preparazione dei carichi.

I veicoli, successivamente condotti da altri presunti complici, sarebbero stati intercettati e controllati dalla polizia spagnola nei dintorni di Girona. In quelle circostanze sono stati sequestrati complessivamente circa 252 chilogrammi di cocaina, 509 chilogrammi di hashish e 10 chilogrammi di marijuana.

Il secondo destinatario del provvedimento restrittivo è invece ritenuto gravemente indiziato di aver preso parte, il 7 febbraio 2025 in Catalogna, alla preparazione di un carico di oltre 76 chilogrammi di cocaina. La sostanza sarebbe stata sequestrata nello stesso giorno a Cornellà de Llobregat dalle forze dell’ordine spagnole.

Gli arrestati sono ora a disposizione dell’autorità giudiziaria competente per le procedure previste dal mandato di arresto europeo. Come previsto dalla legge, la loro eventuale responsabilità penale potrà essere accertata solo con sentenza definitiva.

Napoli, i tassisti scendono in campo: «Solidarietà ai camionisti, siamo al collasso»

Napoli– Non è più solo una questione di categoria, ma una vera e propria “emergenza strada”. Il Comitato Tassisti di Base di Napoli rompe gli indugi e si schiera apertamente al fianco degli autotrasportatori di Trasporti Uniti, pronti alla mobilitazione nazionale il prossimo 20 aprile.

Il nemico comune è il caro carburante, un’emorragia finanziaria che sta svuotando le tasche di chi, ogni giorno, garantisce la mobilità di merci e persone. “I costi gestionali sono divenuti insostenibili”, denunciano i rappresentanti napoletani, sottolineando come l’inflazione e il prezzo alla pompa stiano comprimendo i diritti e la dignità degli operatori.

Un fronte comune

La nota diffusa dal Comitato non lascia spazio a interpretazioni: la crisi dei trasporti richiede un intervento immediato del Governo. La solidarietà espressa ai camionisti è il segnale di una convergenza sindacale che potrebbe portare a proteste ancora più radicali se le risposte istituzionali dovessero tardare.

Sabato 25 aprile: il sit in dei tassisti

Oltre alla solidarietà tra sigle, resta confermato l’appuntamento più critico: ovvero il sit in previsto per sabato 25 aprile in piazza dei Martiri.

In una giornata simbolica come quella della Festa della Liberazione, il servizio pubblico non di linea effettuerà regolarmente il servizio ma facendo una dimostrazione sindacale. La richiesta è univoca: tutele reali contro il carovita.

Scampia, evade dai domiciliari e viene trovato con cocaina: arrestato 53enne

Napoli – Nel corso dei controlli del territorio effettuati nella notte, la Polizia di Stato ha arrestato a Scampia un 53enne napoletano, già noto alle forze dell’ordine, con l’accusa di evasione e detenzione illecita di sostanze stupefacenti.
Secondo quanto ricostruito dagli agenti del Commissariato di Scampia, l’uomo è stato notato in via Tancredi Galimberti mentre, con atteggiamento sospetto, si introduceva all’interno di uno stabile. I poliziotti lo hanno quindi raggiunto e sottoposto a controllo.

La perquisizione

Dagli accertamenti è emerso che il 53enne era sottoposto agli arresti domiciliari. Durante il controllo, inoltre, è stato trovato in possesso di 15 involucri di cocaina, per un peso complessivo di circa 9 grammi.
I successivi approfondimenti hanno portato gli agenti a estendere i controlli anche all’abitazione dell’uomo, dove è stato rinvenuto un bilancino di precisione, ritenuto elemento utile nell’ambito dell’attività investigativa.
Al termine delle verifiche, il 53enne è stato quindi arrestato dal personale della Polizia di Stato.

Napoli, ostaggi liberati alla Credit Agricole, l’incubo è finito: sul posto anche il Procuratore Gratteri

Napoli – Il silenzio è tornato su Piazza Medaglie d’Oro, rotto solo dal suono delle ambulanze e dal brusio della folla che finalmente tira un sospiro di sollievo. L’assedio alla filiale della Credit Agricole, iniziato in mattinata con l’irruzione di un commando di rapinatori, si è concluso poco fa: tutte le persone tenute in ostaggio sono state liberate.

Il muro di tensione è crollato quando le forze dell’ordine sono riuscite a forzare la situazione, mettendo in sicurezza dipendenti e clienti che per ore sono rimasti prigionieri della follia dei banditi. Sul selciato della piazza, la presenza massiccia dei Carabinieri è stata il preludio alla fine di un incubo che ha tenuto l’intera Napoli con il fiato sospeso.

Sei feriti per lo shock e il sopralluogo del Procuratore

Il bilancio sanitario parla di sei persone che hanno dovuto ricorrere alle cure dei sanitari del 118 presenti sul posto. Non ci sono feriti d’arma da fuoco né lesioni gravi: a tradire i testimoni è stata la paura pura, quella sensazione di impotenza provata sotto la minaccia delle armi. Malori, crisi di panico e cali di pressione che hanno richiesto l’intervento immediato dei medici, ma per fortuna nessuno è in pericolo di vita.

A sottolineare la gravità dell’accaduto e la risposta decisa dello Stato, in Piazza Medaglie d’Oro è arrivato anche il Procuratore Capo di Napoli, Nicola Gratteri. La sua presenza sul luogo del crimine, mentre i rilievi della Scientifica sono ancora in corso e i militari stanno ultimando il fermo dei responsabili, certifica l’attenzione massima della Procura sulla dinamica dell’assalto.

Il Vomero prova ora a tornare alla normalità, ma le saracinesche abbassate e il nastro giallo che ancora delimita l’area ricordano a tutti che, per un intero pomeriggio, il cuore della Napoli bene è stato l’epicentro di un assedio drammatico.

Napoli, banditi e clienti asserragliati in banca al Vomero: malore tra gli ostaggi

Napoli– Una giornata che il quartiere Vomero non dimenticherà facilmente. Piazza Medaglie d’Oro si è trasformata ieri in un teatro di guerra urbana per l’assalto alla filiale della Credit Agricole, dove un gruppo di rapinatori sta tenendo da ore sotto scacco l’intero isolato, barricandosi all’interno con dipendenti e clienti.

La tensione è salita alle stelle quando è diventato chiaro che i malviventi, sorpresi dall’arrivo delle pattuglie, non avrebbero ceduto facilmente. All’interno, il dramma dei civili: persone comuni entrate in banca per una semplice operazione e ritrovatesi nel mirino delle armi dei banditi, intrappolate in un clima di angoscia claustrofobica.

L’assedio dei corpi speciali e la mediazione

L’esterno della banca è stato letteralmente blindato da una presenza massiccia di Carabinieri. Decine di gazzelle, unità operative di primo intervento e reparti speciali hanno circondato l’edificio, puntando le armi verso ogni possibile via di fuga. Sul posto sono giunti tempestivamente anche i negoziatori dell’Arma, specialisti addestrati a gestire situazioni di crisi con ostaggi, che hanno tentato per ore di stabilire un contatto con il commando per convincerlo alla resa e garantire l’incolumità dei prigionieri.

Mentre fuori la folla viene tenuta a distanza di sicurezza e il traffico del quartiere collinare è impazzito, dietro le vetrate della banca si gioca una partita a scacchi psicologica tra lo Stato e la criminalità. Le unità cinofile e gli artificieri hanno setacciato ogni angolo del perimetro, nel timore che i rapinatori potessero utilizzare tunnel sotterranei o sistemi esplosivi per aprirsi un varco.

Napoli, assalto alla banca in Piazza Medaglie d’Oro: rapinatori barricati con ostaggi

Napoli– Mattinata di puro terrore nel cuore pulsante del Vomero. Quello che sembrava un normale giovedì di aprile si è trasformato in un incubo a porte chiuse in Piazzale Medaglie d’Oro, dove un commando di rapinatori è attualmente asserragliato all’interno della filiale della Credit Agricole.

L’allarme è scattato intorno alle prime ore del mattino, trasformando la piazza in uno scenario da film d’azione. Secondo le prime, frammentarie ricostruzioni, i malviventi avrebbero fatto irruzione nell’istituto di credito venendo però intercettati dalla risposta immediata delle forze dell’ordine. Trovatisi la via di fuga sbarrata, i banditi avrebbero deciso di barricarsi all’interno dei locali della banca.

Piazza blindata e dita sul grilletto

L’area è stata immediatamente isolata dai Carabinieri, che hanno stabilito un perimetro di sicurezza invalicabile. Al momento, le unità operative dei militari, con il supporto dei reparti speciali, circondano ogni uscita dell’edificio. La tensione è altissima: i rapinatori sarebbero quasi certamente armati e non si esclude la presenza di personale dipendente o clienti rimasti bloccati all’interno, potenzialmente nelle mani dei banditi come scudi umani.

L’intero quartiere è paralizzato. Le sirene spiegate e il volo radente degli elicotteri sopra le palazzine liberty del Vomero raccontano di una trattativa che si preannuncia estenuante.

L’intervento è tuttora in corso. Gli investigatori stanno cercando di stabilire un contatto con il commando per evitare che la situazione possa degenerare in un conflitto a fuoco in una delle zone più densamente popolate della città. Si attendono aggiornamenti drammatici nelle prossime ore.

Castel Volturno, 14 lavoratori irregolari in un beach club dei Laghetti

Castel Volturno – Un’operazione di controllo contro il lavoro irregolare ha portato alla scoperta di numerosi lavoratori privi di contratto in un beach club situato nell’area dei Laghetti di Castel Volturno, all’interno del comprensorio dell’Ecoparco del Mediterraneo.

L’intervento è stato condotto dai militari della Guardia di Finanza della Compagnia di Mondragone nell’ambito delle attività di contrasto all’evasione fiscale e al cosiddetto lavoro sommerso, fenomeni particolarmente attenzionati nelle zone a forte vocazione turistica.

Durante l’accesso ispettivo, i finanzieri hanno identificato 39 persone impegnate in diverse mansioni all’interno della struttura – tra addetti al parcheggio, cassieri, camerieri, cuochi e baristi. Dalle verifiche è emerso che 19 di loro stavano svolgendo l’attività lavorativa senza un regolare contratto.

Alla luce delle irregolarità riscontrate, nei confronti del titolare della società che gestisce l’area è stata contestata la maxi-sanzione prevista dalla normativa vigente. Contestualmente è stata avanzata la proposta di sospensione dell’attività imprenditoriale, misura che scatta quando il numero dei lavoratori irregolari supera il 10% del personale presente al momento del controllo.

L’operazione si inserisce nel più ampio dispositivo di vigilanza economico-finanziaria che la Guardia di Finanza intensifica soprattutto nelle località turistiche, con l’obiettivo di contrastare fenomeni di irregolarità e tutelare condizioni di concorrenza corrette tra le imprese.

Lusciano, arrestato 38enne per presunti maltrattamenti alla moglie: era già ai domiciliari

L’intervento dei Carabinieri della Stazione di Lusciano è scattato nella mattina di oggi a seguito di una segnalazione pervenuta al numero di emergenza 112.

Giunti presso l’abitazione della coppia, i militari hanno ricostruito quanto accaduto pochi minuti prima: secondo quanto emerso dalle prime verifiche, l’uomo avrebbe avuto un episodio riconducibile a problematiche legate alla propria tossicodipendenza, sfociato in un presunto comportamento aggressivo nei confronti della moglie convivente.

La ricostruzione dei fatti e il contesto familiare sotto osservazione

La donna, visibilmente scossa dall’accaduto, è stata assistita sul posto dal personale medico. Nonostante la preoccupazione iniziale, le lesioni riportate sono state valutate come lievi e non hanno richiesto il ricorso immediato a cure ospedaliere. Resta comunque alta l’attenzione degli investigatori sulla dinamica dei fatti e sul contesto familiare in cui si è verificato l’episodio.

Per il 38enne sono scattate le manette in flagranza di reato con le accuse di maltrattamenti in famiglia e lesioni personali. Al termine delle formalità di rito, l’arrestato è stato trasferito presso la casa circondariale di Santa Maria Capua Vetere, dove rimane a disposizione dell’Autorità Giudiziaria. Nei prossimi giorni, il magistrato valutera’ i provvedimenti da adottare alla luce degli elementi raccolti durante le indagini.

Focus sul sostegno alle vittime

In caso di bisogno, chiunque sia vittima di violenza domestica o di genere può contattare il numero nazionale antiviolenza e stalking 1522, attivo 24 ore su 24, gratuito e disponibile in lingua italiana e in altre lingue. Il servizio offre ascolto, orientamento e indicazioni sui centri antiviolenza presenti sul territorio nazionale, inclusi quelli operanti in Campania per accoglienza, consulenza legale e psicologica.

Napoli, ferimento per dissidi familiari: convalidato il fermo per Savio Margarita

Una complessa operazione di polizia, iniziata con lo smantellamento di un centro logistico dello spaccio, ha fatto emergere una drammatica sequenza di eventi nel quartiere di Secondigliano. L’attività investigativa, coordinata dalla Procura di Napoli, ha permesso di collegare un ingente sequestro di armi e droga a un grave episodio delittuoso avvenuto poche ore dopo lungo il Corso Secondigliano.

Tutto ha avuto inizio in via Casoria, a San Pietro a Patierno, dove gli agenti del Commissariato locale hanno individuato un deposito all’interno di un’area sottoposta a sequestro. L’intervento ha portato all’arresto del 29enne Stefano Margarita, sorpreso a uscire da un container adibito a “caveau”. All’interno, grazie al supporto delle Unità Cinofile, sono stati rinvenuti mezzo chilo di cocaina suddiviso in dosi, cannabis e un pericoloso arsenale composto da due fucili (un Beretta e un Benelli Montefeltro) e una semiautomatica 7,65, tutti risultati di provenienza furtiva.

Dal sequestro dell’arsenale al provvedimento cautelare

Secondo la ricostruzione degli inquirenti, la notizia del fermo e della perdita del materiale illegale avrebbe innescato una violenta reazione interna alla cerchia familiare. Savio Margarita, 41 anni, ritenendo che il cognato Salvatore Marino (49 anni) fosse responsabile di aver fornito informazioni agli organi inquirenti, avrebbe deciso di attuare una ritorsione.

L’episodio è culminato in pieno giorno lungo il Corso Secondigliano, dove Marino è stato raggiunto da quattro colpi d’arma da fuoco che lo hanno ridotto in condizioni critiche. Dopo una breve irreperibilità, sentendosi braccato dalle indagini della Squadra Mobile, Savio Margarita si è presentato spontaneamente presso gli uffici della Questura accompagnato dal proprio legale, ammettendo le proprie responsabilità nel ferimento.

Il Giudice per le Indagini Preliminari ha convalidato il fermo per Savio Margarita, disponendo la custodia cautelare in carcere per i reati di tentato omicidio e porto abusivo di armi. Stefano Margarita resta invece a disposizione dell’autorità giudiziaria per i reati connessi al possesso dell’arsenale e degli stupefacenti.

Licola, chiuso locale della movida senza autorizzazioni

Pozzuoli– Legalità e sicurezza del territorio: i Carabinieri della stazione di Licola, in sinergia con gli agenti del commissariato di Pozzuoli, hanno interrotto un evento musicale privo dei necessari titoli autorizzativi.

Nella serata di ieri, i militari hanno effettuato un controllo a tappeto in uno stabilimento balneare di via Sibilla, dove era in programma un dj set ampiamente promosso attraverso canali social. Dalle verifiche è emersa l’assenza di agibilità per l’evento e, circostanza più grave, la violazione di una precedente diffida notificata dall’Autorità di Pubblica Sicurezza.

Per tutelare l’incolumità dei partecipanti e ripristinare le condizioni di brand safety sul litorale – ovvero la conformità alle norme che garantiscono un ambiente protetto e prevedibile – le forze dell’ordine hanno proceduto al sequestro preventivo dell’intera struttura.

Il provvedimento, eseguito nei confronti del titolare dello stabilimento (ora denunciato all’Autorità Giudiziaria), ha interessato una superficie di 700 metri quadrati. Al momento dell’intervento, all’interno dell’area risultavano presenti circa 700 persone, tutte regolarmente allontanate senza conseguenze.

L’operazione rientra in un più ampio dispositivo di controllo del territorio volto a prevenire situazioni a rischio e a garantire che ogni iniziativa di intrattenimento rispetti i rigidi standard di compliance richiesti per la sicurezza collettiva.