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Caso Federico II, la difesa di Cosenza: «Incarichi legittimi e autorizzati dall’Ateneo»

Napoli– Non si è fatta attendere la replica della difesa del professor Edoardo Cosenza, in merito alla citazione in giudizio della Procura della Corte dei Conti riguardante presunti danni erariali ai danni dell’Università Federico II. Attraverso una nota ufficiale, l’avvocato Enrico Soprano ha voluto puntualizzare la posizione del suo assistito, respingendo con fermezza l’ipotesi di condotte illecite.

Secondo il legale, le consulenze finite nel mirino dei magistrati contabili – alcune delle quali risalenti a oltre vent’anni fa – non sarebbero frutto di iniziative private arbitrarie, ma il riconoscimento dell’alto profilo accademico del docente.

«Atti formali, nessuna dietrologia»

Il fulcro della strategia difensiva risiede nella regolarità amministrativa delle prestazioni svolte. «Gli incarichi contestati al professor Cosenza sono stati tutti preventivamente autorizzati dall’Ateneo», ha chiarito l’avvocato Soprano, sottolineando come tali via libera siano stati concessi formalmente dai Rettori pro tempore.

Il legale ha poi evidenziato la natura dell’atto giudiziario, invitando alla prudenza: «Trattandosi di una citazione a giudizio, è un atto di parte della Procura. Le autorizzazioni rilasciate dall’università sono provvedimenti amministrativi tipici che non permettono ricostruzioni dietrologiche: dicono esattamente ciò che dicono».

La difesa si è detta dunque serena e fiduciosa che, nel corso del dibattimento, i giudici contabili rigetteranno integralmente le istanze dell’accusa, confermando la piena legittimità dell’operato del professore.

Blitz dei Carabinieri a Poggioreale: sequestrato carico di droga

Napoli – Controlli a tappeto dei Carabinieri nella zona orientale della città, con un’operazione ad alto tasso di repressione che ha messo in luce un fitto reticolo di illegalità.

I militari della compagnia di Poggioreale, supportati dal Nucleo Cinofili di Sarno, hanno setacciato il territorio con particolare attenzione al quartiere del Centro Direzionale, passando al setaccio attività commerciali, aree condominiali e flussi di traffico.

Il “colpo” al traffico di droga

Il fiuto dei cani antidroga si è rivelato decisivo nel contrasto allo spaccio. Nei pressi di alcuni complessi residenziali, i militari hanno rinvenuto ingenti quantitativi di sostanze stupefacenti già suddivise in dosi pronte per lo smercio.

Cocaina, crack, hashish e marijuana, insieme al materiale per il confezionamento, sono state sequestrate a carico di ignoti. Secondo una prima stima, il valore della merce illecita supererebbe diverse decine di migliaia di euro.

Energia rubata e fuga pericolosa

Nel mirino dei controlli è finita anche un’attività commerciale, dove gli investigatori hanno scoperto un allaccio abusivo alla rete elettrica. Il contatore risultava manomesso per consentire consumi fraudolenti, sfuggendo a qualsiasi rilevazione. Per questo motivo, il responsabile è stato denunciato in stato di libertà.

Sul fronte della sicurezza stradale, non sono mancati episodi di sprezzo del pericolo. I carabinieri hanno denunciato diverse persone per violazioni gravi del codice della strada. Tra queste, spiccano il caso di un automobilista che ha tentato la fuga durante un controllo, mettendo a rischio la sicurezza degli agenti e dei passanti, e quello di un conducente fermato alla guida senza patente, con l’aggravante della recidiva.

Rifiuti speciali e maxi sanzione

Nel corso del dispositivo straordinario, l’attenzione si è concentrata anche sulla tutela dell’ambiente. Un’ispezione presso un’attività di autodemolizioni situata in via Ferrante Imparato ha portato alla luce gravi irregolarità nella gestione dei rifiuti. Il titolare è stato sanzionato con una multa di oltre 7mila euro per abbandono illecito di rifiuti speciali, un illecito che rientra nella più ampia attività di contrasto al degrado e all’inquinamento nella zona orientale.

Epatite A a Napoli, 54 ricoverati al Cotugno: nessun caso grave

Sono otto i nuovi accessi per epatite A registrati entro le 13 di oggi al pronto soccorso dell’Ospedale Cotugno, centro di riferimento per le malattie infettive a Napoli.

Il dato aggiorna il quadro complessivo dei ricoveri, che salgono a 54 pazienti nei reparti di degenza: uno in più rispetto alla giornata precedente.

“Nessuna condizione di criticità”

Dalla struttura sanitaria arriva però un messaggio rassicurante: nessuno dei pazienti ricoverati presenta condizioni cliniche gravi.

Un elemento che, al momento, consente di escludere scenari di emergenza sul piano sanitario.

Monitoraggio continuo e posti letto adeguati

La direzione dell’Azienda Ospedaliera dei Colli, da cui dipende il Cotugno, ha attivato un sistema di controllo costante sull’evoluzione dei contagi.

L’obiettivo è adeguare tempestivamente la disponibilità dei posti letto, evitando pressioni sulla capacità assistenziale. Secondo quanto comunicato, “al momento non sussiste alcuna criticità”.

Il ruolo di istituzioni e cittadini

Le autorità sanitarie puntano su un’azione congiunta per contenere la diffusione del virus.

Le misure adottate dalla Regione Campania e dai Comuni, insieme al rispetto delle norme igienico-sanitarie da parte dei cittadini, vengono considerate determinanti per limitare l’aumento dei casi nelle prossime settimane.

Napoli, sangue in Corso Garibaldi: 2 accoltellati durante una rapina

Napoli – Violenza nel cuore della città, dove una probabile tentata rapina è culminata nel sangue lungo Corso Garibaldi. Due cittadini extracomunitari, di 36 e 21 anni, sono stati bersaglio di una brutale aggressione a colpi di arma da taglio, verosimilmente ad opera di un gruppo di altri stranieri.

A far scattare l’allarme è stato l’arrivo dei due feriti al pronto soccorso dell’Ospedale Vecchio Pellegrini, nosocomio da sempre in prima linea per le emergenze nel centro storico partenopeo.

I soccorsi e la caccia agli aggressori

Ad avere la peggio nella colluttazione è stato il più giovane: il 21enne è stato infatti raggiunto da un pericoloso fendente alla testa. Il 36enne ha invece riportato lesioni alla mano, una ferita tipica da difesa, nel disperato tentativo di proteggersi dalla lama. Il personale medico del presidio ospedaliero ha tempestivamente medicato entrambi i pazienti, giudicandoli guaribili con una prognosi di dieci giorni.

Presso l’ospedale della Pignasecca sono intervenuti i Carabinieri della Compagnia Napoli Centro, che hanno raccolto le prime frammentarie testimonianze delle vittime. I militari dell’Arma sono ora al lavoro per ricostruire l’esatta dinamica dei fatti e il movente dell’agguato. Le indagini puntano a verificare la presenza di telecamere di videosorveglianza pubbliche o private lungo Corso Garibaldi, i cui filmati potrebbero rivelarsi fondamentali per dare un volto e un nome ai responsabili del raid.

Napoli, Teatro Sannazaro, la rabbia dei residenti: «Su di noi è calato il silenzio»

Napoli – Una lettera aperta per rompere il silenzio e richiamare l’attenzione delle istituzioni. È quella firmata da circa quaranta residenti degli edifici che circondano il Teatro Sannazaro di Napoli, devastato da un incendio lo scorso 17 febbraio.

Nel documento gli abitanti denunciano le difficili condizioni in cui sono costretti a vivere da settimane e parlano apertamente di degrado e pericolosità degli edifici, fattori che rendono “assai difficile e triste la qualità delle nostre vite”.

“Purtroppo – scrivono – registriamo una grande disattenzione nei confronti dei nostri problemi. Da qui nasce questa lettera, scritta con tristezza e pacatezza”.

Case interdette e attività ferme

I residenti descrivono un clima segnato da incredulità e stress dopo il rogo che ha colpito il teatro e l’area circostante.

“È il silenzio che nasce dall’incredulità, dal lutto e dallo stress post traumatico – spiegano – di oltre quaranta persone, tra proprietari e inquilini, che hanno abitato e lavorato negli edifici che circondano il cratere e le macerie del teatro”.

Le ordinanze emanate dopo l’incendio hanno disposto l’interdizione totale di quattro attività commerciali e quattro abitazioni civili. A queste si aggiungono sei abitazioni private colpite da interdizione parziale.

Non solo: diversi appartamenti risultano di fatto invivibili a causa del mancato funzionamento o dell’assenza dei servizi essenziali.

“Nessuno parla di chi ha perso la casa”

Nella lettera emerge anche il senso di isolamento vissuto dai residenti.

“È il silenzio dell’ignoranza o della noncuranza delle istituzioni e del pubblico – denunciano – verso persone che hanno letteralmente perso la propria abitazione o i locali dove svolgevano le loro attività”.

Un passaggio del documento riguarda anche l’annuncio del ministro della Cultura Alessandro Giuli, che ha proposto ai proprietari del teatro l’acquisto delle macerie e la ricostruzione della struttura.

La solidarietà al teatro, ma resta l’attesa dei residenti

Gli abitanti precisano di guardare con favore alla prospettiva della rinascita del Sannazaro.

“Ne siamo felici – scrivono – e lo siamo anche per Lara Sansone e Salvatore Vanorio, che potranno riprogrammare temporaneamente la loro storica attività grazie all’uso gratuito del Teatro Mediterraneo offerto dal Comune di Napoli”.

Ma, aggiungono, per chi vive negli edifici circostanti continua a regnare l’incertezza.

“Tra noi residenti – concludono – resta il silenzio di chi non ha chiesto nulla e che, ancora in silenzio, attende con fiducia gli esiti dell’indagine giudiziaria”.

Napoli, ripertura imminente del Cimitero delle Fontanelle

Napoli – La riapertura del Cimitero delle Fontanelle è ormai alle porte. Subito dopo Pasqua è attesa la conferenza ufficiale di presentazione, mentre per l’effettiva apertura al pubblico bisognerà attendere ancora poche settimane. Le tempistiche sono emerse al termine di un sopralluogo del sindaco Gaetano Manfredi, che ha confermato lo stato avanzato degli interventi.

Il sito, chiuso da circa sei anni, torna così al centro della strategia cittadina per il rilancio turistico, con l’obiettivo di rafforzare l’attrattività del rione Sanità e contribuire a una distribuzione più equilibrata dei flussi turistici.

Un attrattore per la Sanità (e per tutta la città)

La riapertura del luogo simbolo del culto delle “anime pezzentelle” rappresenta molto più di un semplice recupero: è un tassello chiave nella valorizzazione di uno dei quartieri più identitari di Napoli.

Secondo Palazzo San Giacomo, il sito potrà intercettare visitatori da tutto il mondo e alleggerire, almeno in parte, la pressione turistica concentrata nell’area dei Decumani.
Durante il sopralluogo, Manfredi ha sottolineato il valore iconico del complesso:
«Siamo vicinissimi all’apertura di uno dei luoghi più rappresentativi della città», ha dichiarato, evidenziando il lavoro congiunto tra Comune e Cooperativa La Paranza.

Il “modello Fontanelle”

Cuore del progetto è la formula di gestione condivisa tra pubblico e privato, già sperimentata con successo nel quartiere. Un modello che punta a coniugare sostenibilità economica, valorizzazione culturale e impatto sociale.

La cooperativa La Paranza, già attiva nella gestione di altri siti della zona, sarà protagonista anche in questo caso, garantendo apertura continuativa e coinvolgimento diretto dei giovani del territorio.

«È un modello innovativo – ha spiegato il sindaco – che crea opportunità di lavoro e restituisce alla città un patrimonio altrimenti destinato all’abbandono».
Un approccio che l’amministrazione intende estendere anche ad altri siti attualmente chiusi per mancanza di risorse gestionali, come il Teatro di Nerone dell’Anticaglia o alcuni complessi archeologici cittadini.

I lavori e il progetto di riqualificazione

Gli interventi si sono articolati su più livelli. Il Comune ha completato la messa in sicurezza idrogeologica, mentre la riqualificazione interna è stata curata dalla Paranza.

A completare il progetto, il contributo dell’architetto Renzo Piano, che ha firmato e donato alla città la sistemazione degli spazi esterni: circa 300 metri quadrati che includono il sagrato della chiesa di Maria Santissima del Carmine e un’area verde di collegamento.

Come funzionerà il sito

Una volta riaperto, il Cimitero delle Fontanelle sarà accessibile dal martedì alla domenica, dalla mattina fino alle 18, con gestione affidata alla cooperativa.
Fuori dagli orari ordinari, sono previsti eventi culturali e iniziative speciali, coordinati da una cabina di regia tra Comune e Municipalità 3.

Sul fronte dei costi, si lavora a un sistema che preveda l’ingresso gratuito per i residenti dell’area Stella-San Carlo all’Arena, mentre per i visitatori il biglietto dovrebbe aggirarsi intorno ai 10 euro.

La sfida per gli altri siti chiusi

Il caso Fontanelle si inserisce in un quadro più ampio: a Napoli restano numerosi luoghi di grande valore storico e artistico ancora inaccessibili, spesso per carenza di personale e risorse.

La strada tracciata dal partenariato pubblico-privato potrebbe rappresentare una soluzione replicabile, capace di sbloccare situazioni ferme da anni e restituire alla città pezzi importanti del proprio patrimonio.

Napoli, blitz dei carabinieri nella movida di Chiaia: 19enne fermato con coltello da 21 cm

Napoli – Una notte di controlli serrati nella zona dei baretti di Chiaia, il cuore pulsante della movida partenopea. I Carabinieri della Compagnia Napoli Centro hanno messo a segno un servizio straordinario anti-illegalità diffusa, con l’obiettivo di contrastare i fenomeni di microcriminalità e abusivismo che spesso accompagnano le serate nei locali alla moda.

Il 19enne con la lama nascosta in tasca

Il primo intervento ha riguardato un giovane di 19 anni, fermato mentre girava tra i baretti: nelle sue tasche è stata trovata una lama di 21 centimetri, pericolosa e pronta all’uso. Il ragazzo è stato denunciato all’autorità giudiziaria per porto abusivo di arma.

Tre parcheggiatori recidivi pizzicati in azione

Non sono mancati i classici “posteggiatori abusivi”. I militari hanno individuato e denunciato tre soggetti recidivi, sorpresi mentre esercitavano l’attività illecita in via Imbriani e via Chiatamone, due arterie nevralgiche della movida serale. Nei loro confronti è scattata la denuncia per il reato di esercizio abusivo della professione di parcheggiatore.

Furto di energia elettrica: denunciata la titolare di una pizzeria

Tra le irregolarità più gravi emerse durante i controlli spicca il caso di una titolare di pizzeria in via Santa Lucia. L’imprenditrice è stata denunciata per furto aggravato di energia elettrica: i Carabinieri, con il supporto tecnico, hanno accertato la manomissione del contatore, con l’allaccio abusivo che consentiva di consumare corrente senza pagare la bolletta.

Dodici multe ai centauri “senza casco”

Non solo denunce penali: i militari hanno elevato 12 sanzioni amministrative al Codice della Strada nei confronti di altrettanti giovani in sella a scooter e motociclette. Tutti sorpresi a circolare senza casco, in spregio delle norme di sicurezza e con atteggiamento di sfida verso le regole.

Il bilancio dell’operazione conferma l’impegno costante delle forze dell’ordine per garantire legalità e sicurezza in una delle zone più frequentate della città, soprattutto nel fine settimana. Controlli che, secondo i Carabinieri, proseguiranno con regolarità per arginare i fenomeni di illegalità che rischiano di rovinare l’immagine della movida napoletana.

Napoli, Corte dei Conti cita in giudizio il professor Cosenza: danni alla Federico II per 1,3 milioni di euro

Napoli – Una pioggia di incarichi extra-istituzionali che, secondo i magistrati contabili, non avrebbe mai dovuto accettare. Il professor Edoardo Cosenza, noto accademico del Dipartimento di Ingegneria della Federico II e attuale assessore alle Infrastrutture del Comune di Napoli, è stato citato in giudizio dalla Procura regionale della Corte dei Conti della Campania. La contestazione è pesante: un danno erariale stimato in oltre 1,3 milioni di euro.

L’atto, firmato dal vice procuratore generale Davide Vitale, arriva dopo l’invito a dedurre dello scorso ottobre. Al centro dell’inchiesta c’è il regime di “tempo pieno” che lega il docente all’ateneo federiciano, una condizione che, per legge, impedisce lo svolgimento di libere professioni o consulenze esterne continuative senza le dovute autorizzazioni e i limiti previsti dalla norma.

Dall’Ospedale del Mare ai ponti di Morandi: la lista delle consulenze

L’elenco degli incarichi finiti sotto la lente della Procura è lungo e tocca snodi cruciali delle infrastrutture campane e nazionali. La voce più consistente riguarda il ruolo di collaudatore (statico e tecnico-amministrativo) per l’Ospedale del Mare, un incarico conferito dall’Asl Napoli 1 che avrebbe fruttato circa 590 mila euro.

Ma non finisce qui. Gli inquirenti hanno analizzato consulenze prestate per:

Autostrade per l’Italia: collaudo della A16.

Tangenziale di Napoli: verifiche sulla tratta A56.

Comune di Benevento: controlli sul ponte progettato da Riccardo Morandi.

Comune di Ravello: lavori per il celebre Auditorium Oscar Niemeyer.

Università Magna Grecia di Catanzaro: completamento del polo di Medicina a Germaneto.

È importante precisare che i fatti contestati risalgono a un periodo precedente alla nomina di Cosenza nella giunta comunale di Napoli e alla sua passata esperienza come assessore regionale nella giunta Caldoro (2010-2015).

L’accusa di “autorizzazioni ingannevoli”

Il punto di rottura tra la difesa e la Procura sembra risiedere nella documentazione presentata dal professore per giustificare la regolarità delle sue prestazioni. Secondo il vice procuratore Vitale, le istanze prodotte per dimostrare la liceità delle condotte sarebbero “inconferenti e ingannevoli”.

Nell’atto di citazione si legge che il sistema autorizzatorio sarebbe stato “artificiosamente strutturato” attraverso l’omissione di allegati e contenuti celati, con il preciso scopo di eludere i controlli dell’Ateneo. Documenti datati tra il 2004 e il 2007, relativi agli incarichi di Catanzaro, dell’Asl Na 1 e di Ravello, sono stati definiti dalla Procura come la prova “inequivocabile” dell’antigiuridicità del comportamento del docente.

Il braccio di ferro legale

La citazione in giudizio segna il passaggio alla fase dibattimentale, dove Cosenza dovrà rispondere della presunta violazione della normativa sui docenti a tempo pieno. La Procura contabile resta ferma sulla richiesta di risarcimento: 1,3 milioni di euro che, secondo l’accusa, sarebbero stati sottratti illegalmente alle casse della Federico II attraverso la violazione degli obblighi di esclusività.

Il patto digitale tra i clan Mazzarella e Licciardi: quando i nemici storici si alleano per il «business»

Per decenni, la mappa criminale di Napoli è stata disegnata con la polvere da sparo e tracciata col sangue. Da una parte il clan Mazzarella, egemone nel cuore pulsante e nella zona est della città e in parte del centro storico; dall’altra l’Alleanza di Secondigliano, con i Licciardi trincerati nella loro roccaforte della Masseria Cardone.

Due mondi incompatibili. Due galassie destinate, per statuto non scritto della camorra, a farsi la guerra o, al massimo, a sopportarsi in una gelida guerra fredda. Eppure, il denaro non ha odore. E soprattutto, il denaro digitale non ha confini.

L’indagine della dda di Napoli sul business delle truffe bancarie culminata nell’ordinanza cautelare della scorsa settimana , firmata dal gip Luca Della Ragione, che ha portato in carcerev 12 persone e altre 4 ai domiciliari, non è la solita cronaca di piazze di spaccio o di estorsioni ai commercianti.

È una notizia esplosiva perché certifica un salto evolutivo spaventoso: la camorra tradizionale, quella dei vicoli e delle “stese”, ha scoperto il fascino discreto, pulito e immensamente redditizio del cyber-crimine e delle frodi bancarie. E per farlo, ha dovuto stringere un patto contro natura.

Le microspie degli investigatori ci restituiscono una realtà inedita: i Mazzarella, per entrare nel business dei bancomat clonati, del phishing e dei conti correnti prosciugati, si sono dovuti sedere al tavolo con i loro nemici storici. I Licciardi, infatti, detengono il monopolio dei dati bancari. Sono loro i “broker” informatici della città.

Ciò che emerge dalle intercettazioni è un affresco inquietante e a tratti surreale. Boss che parlano di fidelity card, di acquisti online attraverso una nota catena di elettronica, di tassi di conversione e di “pacchetti” di codici fiscali, come fossero spregiudicati manager della Silicon Valley.

Ma le dinamiche restano quelle, feroci e paranoiche, del “Sistema”: autisti che devono controllare che gli scagnozzi non rubino la cassa, guardaspalle terrorizzati dalle sirene della polizia, e vecchi boss che, di fronte a questa alleanza tra clan rivali, gridano allo scandalo appellandosi alle regole d’onore della vecchia malavita.

Ci sono le voci, i litigi e le trattative sul prezzo delle carte clonate. E’ il racconto di come la criminalità organizzata sceglie le sue vittime (preferendo la provincia ai grandi centri urbani per eludere i controlli) e come ricicla all’istante i vostri risparmi.

C’è anche un organigramma dei ruoli e un “dizionario” per decodificare il nuovo gergo criminale. Perché per difendersi dalle nuove mafie, bisogna prima capire come hanno imparato a svuotarci le tasche senza nemmeno estrarre la pistola.

La trattativa serrata tra i Mazzarella e i Licciardi

La trattativa è stata serrata. L’obiettivo del gruppo Mazzarella era acquistare un lotto di 50 carte, ma Gennaro Cuomo o’ spillo ha imposto le sue regole, costringendo Evangelista ad accollarsi un “pacchetto chiuso” da 90 carte. Il prezzo? Cento euro al pezzo. Un investimento da 9mila euro che il clan decide di rateizzare.

Dalle ambientali emerge la contabilità spicciola della truffa: Evangelista ha versato 5mila euro in contanti come anticipo. I restanti 4mila verranno consegnati l’indomani.

Le regole d’oro del cyber-riciclaggio

Il gruppo di Ciro Mazzarella ha i capitali e la manovalanza, ma pecca di inesperienza nel settore informatico. A fare da “tutor” aziendale è lo stesso fornitore, Gennaro Cuomo. Durante l’incontro alla Birreria, o’ spillo detta le regole d’ingaggio per non farsi scoprire.

Il consiglio tassativo, riportato da Evangelista ai familiari, è fuggire dai grandi centri urbani. Vietato operare a Milano o nelle grandi metropoli dove l’allerta antifrode è massima e le telecamere coprono ogni angolo. Bisogna preferire la provincia profonda, i piccoli paesi dove si può «lavorare senza subire particolari imprevisti di alcun genere». Una direttiva che i Mazzarella seguiranno alla lettera, organizzando trasferte nel Nord-Est, come accerteranno gli inquirenti documentando le truffe in Veneto.

Ma l’intuizione criminale più raffinata suggerita da Cuomo riguarda il riciclaggio immediato dei proventi. Oltre ai prelievi contanti agli sportelli ATM, bisogna comprare fidelity card della grande distribuzione.
Evangelista lo spiega bene ai suoi, svelando il meccanismo del riacquisto:

«Facciamo l’esempio di una card del valore di 100 euro… Gennaro Cuomo ce la ricompra pagandola 70 euro».

Un “taglio” del 30% che garantisce al gruppo di monetizzare all’istante, eliminando il rischio di dover piazzare merci fisiche (televisori, smartphone) acquistate fraudolentemente.

La mappa dei ruoli: autisti, prelevatori e controllori

L’organizzazione logistica è maniacale. Ciro Mazzarella struttura la sua “batteria” per evitare ammanchi interni. Marco Ostroschi (zAnna bianca) è designato come l’esecutore materiale. È lui il “gancio” dell’affare, e per questo Ciro, pur nutrendo diffidenza nei suoi confronti, riconosce che deve partecipare alle trasferte (e ai guadagni). Sarà Ostroschi ad andare agli ATM e ad acquistare fisicamente le fidelity card (come accadrà alla catena Mediaworld di Vicenza).

Evangelista e Salvatore Quintiliano (i due generi del boss) hanno un duplice compito. Ufficialmente affittano e guidano le auto a noleggio per gli spostamenti. Ufficiosamente, sono i controllori. Devono scortare Ostroschi, guardargli le spalle per verificare «un’eventuale presenza di personale della polizia giudiziaria» e, soprattutto, custodire il denaro contante per evitare che zAnna bianca si intaschi una cresta non concordata.

Il terrore di chi sta al telefono

Ma il ruolo più delicato, il vero “collo di bottiglia” dell’operazione, è il centralinista. È colui che deve chiamare le vittime, spacciarsi per operatore bancario e farsi consegnare il PIN. È il ruolo più esposto alle indagini.

Evangelista prova a reclutare un nipote di Ostroschi, promettendogli «una generosa percentuale sui ricavi». Ma il ragazzo è terrorizzato: un suo amico è appena stato arrestato e lui teme di essere già sotto la lente della polizia giudiziaria. Rifiuta l’incarico.

Per ovviare al problema, l’organizzazione cambia in corsa. Il boss Ciro pensa di affidare l’incarico proprio al genero, Salvatore Quintiliano, per un motivo ben preciso: è considerato «capace di esprimersi in corretto italiano», dote fondamentale per raggirare i correntisti al telefono. Ma prima di operare, decreta il boss, Quintiliano dovrà fare «un tirocinio con un esperto». La truffa non ammette dilettanti.

2. continua

 

Pollena Trocchia, nasconde droga e 3.500 euro in camera da letto: arrestato 34enne

Pollena Trocchia – Un normale sabato pomeriggio si è trasformato in un colpo al traffico di stupefacenti nella periferia vesuviana. I carabinieri della tenenza di Cercola hanno tratto in arresto Rosario Pasquetti, 34enne del posto, con l’accusa di detenzione di droga a fini di spaccio.

L’operazione antidroga

L’intervento rientra in un più ampio dispositivo di contrasto allo spaccio disposto dal comando provinciale. I militari, nel corso di un servizio mirato, hanno deciso di procedere con una perquisizione domiciliare a carico del 34enne, che da tempo era nel mirino degli inquirenti per via dei suoi precedenti specifici.

Il ritrovamento è avvenuto all’interno della sua camera da letto. Nascosti tra gli effetti personali, i carabinieri hanno rinvenuto undici dosi già pronte per essere cedute, contenenti cocaina, insieme a tutto il materiale necessario per il confezionamento della sostanza.

A completare il quadro indiziario, gli investigatori hanno trovato e sequestrato 3.500 euro in contanti, suddivisi in banconote di vario taglio. Una somma che, secondo la ricostruzione dei militari, rappresenterebbe il provento dell’attività di spaccio portata avanti dall’uomo.

In carcere in attesa di giudizio

Al termine delle formalità, il 34enne è stato accompagnato nel carcere di Poggioreale, dove rimarrà a disposizione dell’autorità giudiziaria. L’arresto è stato successivamente convalidato dal tribunale di Napoli Nord, che ha disposto la custodia cautelare in carcere in attesa del processo.

Napoli, torna in carcere Giuseppe «Pino» Buonerba, il boss dei «Capelloni» di Forcella

Napoli- E’ durata un anno e pochi giorni la libertà di Giuseppe “Pino” Buonerba della famiglia dei “Capelloni” di Forcella con quartier generale in via Oronzo Costa la tristemente nota “strada della morte” della faida con la Paranza dei bambini della famiglia Sibillo.

Il boss (difeso dall’ avvocato Fabrizio de Maio, del foro di Lagonegro, e da Mauro Zollo) è stato arrestato dalla Squadra Mobile di Napoli dopo il pronunciamento della Cassazione che aveva accolto il ricorso della Procura. A marzo dello scoro anno infatti aveva ottenuto una riduzione di undici anni di reclusione e, anche la revoca della casa da lavoro, tornando a Forcella del tutto libero.

Giuseppe Buonerba è il marito di Emilia Sibillo (non è imparentata con il gruppo della cosiddetta ‘paranza dei bambini’), condannata in primo grado a trent’anni di reclusione in relazione all’omicidio di Salvatore D’Alpino, ras di piazza Mercato, ucciso dal gruppo Buonerba durante la guerra tra i ‘capelloni’ via Oronzio Costa e i Sibillo.

La guerra di Forcella con i Sibillo

Nel cuore del centro storico di Napoli, tra i vicoli di Forcella, il nome di Giuseppe Buonerba, detto “Pino”, è stato per decenni associato a uno dei gruppi criminali più radicati della zona: il clan Buonerba, conosciuto anche come “i Capelloni”.

Considerato dagli investigatori uno dei capi storici della camorra del quartiere, Buonerba ha rappresentato per anni un punto di riferimento per le dinamiche criminali del centro antico di Napoli, tra alleanze con clan storici e guerre con le nuove generazioni della criminalità organizzata.

Il clan Buonerba e la roccaforte di via Oronzo Costa

Il gruppo guidato da Buonerba ha il proprio epicentro in Via Oronzo Costa, una strada di Forcella che per anni è stata teatro di agguati e scontri armati tra fazioni rivali.

La zona è stata definita dagli investigatori una delle aree più calde del centro storico, crocevia di traffici illeciti e regolamenti di conti.

Il clan Buonerba è storicamente alleato con il potente clan Mazzarella, una delle organizzazioni più radicate della camorra napoletana.

La famiglia ha consolidato il proprio potere criminale tra gli anni Novanta e i primi anni Duemila, inserendosi nelle dinamiche di potere della camorra del centro antico.

Il clan ha mantenuto una struttura fortemente familiare, con diversi parenti coinvolti nelle attività dell’organizzazione.

Tra le figure citate nelle indagini compare anche il fratello Gennaro Buonerba, indicato in alcune inchieste come elemento di rilievo del gruppo.

Arresti e lunga detenzione

Nel corso degli anni Giuseppe Buonerba è stato più volte arrestato nell’ambito di indagini sulla camorra del centro storico.

Il boss ha trascorso oltre vent’anni tra carcere e misure di sicurezza, rimanendo per lungo tempoàùfuori dal controllo diretto del territorio.

Nel 2025 la Corte di Assise d’Appello di Napoli aveva stabilito la cessazione della pericolosità sociale, consentendogli di tornare in libertà dopo una lunga detenzione.

Portici, il supermarket della droga d’elite gestito da una incensurata

Giugliano – Non solo pattuglie tra i vicoli e posti di blocco sulle provinciali. La nuova frontiera del contrasto allo spaccio passa per il “web patrolling”, il setaccio dei carabinieri nel mondo digitale dei social e delle chat criptate.

È seguendo queste tracce invisibili che i militari della stazione di Varcaturo sono arrivati a un modesto appartamento di via Provinciale Botteghelle di Portici, scoprendo un tesoro di polvere sintetica nascosto tra mura insospettabili.

L’ombra del Vesuvio e il lusso sintetico

L’indirizzo è una strada sterrata tra vecchie mura di tufo e campi coltivati, dove il silenzio è interrotto solo dal rombo dei motori che corrono sulla vicina Autostrada del Sole. In questo scenario di periferia sospesa, una donna di 29 anni, incensurata e senza precedenti, gestiva quella che le indiscrezioni definivano la “roba dei ricchi”.

La voce di una pusher di lusso circolava con insistenza: una fornitrice di “cocaina rosa” (o 2-CB), la droga sintetica d’élite che sul mercato nero può sfiorare i 400 euro al grammo.

L’irruzione davanti al figlio

Il blitz è scattato all’alba. Quando i carabinieri hanno forzato la porta dell’appartamento al piano terra – appena 50 metri quadrati – si sono trovati di fronte a una scena di sconcertante normalità. In casa, oltre alla giovane donna, c’era il figlio di soli sei anni. Nessuna resistenza, nessun momento di tensione. Consapevole che i militari non se ne sarebbero andati a mani vuote, la 29enne ha scelto la via della collaborazione immediata, indicando il mobile del corridoio dove custodiva il “carico”.

Un tesoro in una bustina

All’interno sono stati rinvenuti 241 grammi di sostanza sintetica, suddivisi in una busta grande e tre confezioni più piccole. Nonostante il peso contenuto, il valore di mercato è da capogiro: quasi 100mila euro di potenziale guadagno.

Accanto alla polvere rosa, il kit completo per il confezionamento: un bilancino di precisione, bustine per il sottovuoto e ritagli di cellophane pronti per essere distribuiti alla Napoli bene.

Per la giovane madre sono scattate immediatamente le manette con l’accusa di detenzione di stupefacenti ai fini di spaccio. Attualmente si trova agli arresti domiciliari, in attesa di comparire davanti al giudice per il rito direttissimo.

L’oroscopo di domenica 22 marzo 2026 di Paolo Tedesco

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La domenica ci chiede di essere presenti. Oggi le stelle ci offrono non la spinta a cambiare tutto, ma la grazia di comprendere ciò che già abbiamo. È già un bel regalo.”

♈ ARIETE (21 marzo – 19 aprile)

La Luna nel tuo segno si oppone a Mercurio retrogrado in Ariete: attenzione ai fraintesi in famiglia. È una domenica in cui l’impulsività potrebbe giocarti brutti scherzi, specialmente in amore. Cerca di non forzare le spiegazioni.

  • Amore: Tensioni con il partner se ti senti frainteso. Per i single, una vecchia fiamma potrebbe riscrivere un messaggio inaspettato. Non rispondere subito.

  • Lavoro: Giornata di riflessione. Evita di prendere decisioni importanti: Mercurio retrogrado rischia di offuscare la visione d’insieme.

  • Salute: Energia alta ma nervosismo. Pratica attività fisica per scaricare la tensione, meglio all’aria aperta.

  • Finanze: Niente acquisti impulsivi. Potresti scoprire un vecchio pagamento non andato a buon fine.

  • Consiglio di Paolo Tedesco: “Non tutto ciò che senti oggi va trasformato in parole. Aria, movimento e silenzio: la triade che ti salva.”

♉ TORO (20 aprile – 20 maggio)

Venere in Toro forma un armonioso trigono con Plutone: un aspetto profondo che ti regala stabilità emotiva. Oggi hai una marcia in più nel gestire le relazioni, ma attenzione a non fossilizzarti sulle abitudini.

  • Amore: Giornata ideale per consolidare il legame. Se hai attraversato un periodo di crisi, oggi puoi trovare un nuovo punto d’incontro. Per i single, attrazione magnetica per qualcuno di misterioso.

  • Lavoro: Concentrazione alta. Riesci a rimettere ordine in progetti lasciati in sospeso.

  • Salute: Benessere generale, ma evita gli eccessi a tavola. La tua resistenza fisica è buona.

  • Finanze: Plutone favorisce il recupero di vecchi crediti o investimenti rimandati. Buona giornata per fare chiarezza.

  • Consiglio di Paolo Tedesco: “La tua forza è nella calma. Oggi lascia che siano gli altri a muoversi per primi: tu aspetta e vedrai chi si rivela.”

♊ GEMELLI (21 maggio – 20 giugno)

Mercurio, tuo pianeta guida, è retrogrado nel tuo segno e oggi si scontra con Marte. Il rischio è dire più del dovuto o ricevere notizie che ti fanno innervosire. Respira prima di reagire.

  • Amore: Difficoltà a farti capire. Potrebbe nascere una discussione per un malinteso via chat. Meglio una telefonata o, ancora meglio, un confronto a viso aperto.

  • Lavoro: Rallentamenti tecnici o problemi di comunicazione con i colleghi. Non dare per scontato nulla.

  • Salute: Stanchezza mentale. Il sovraccarico di pensieri potrebbe disturbare il sonno nelle prossime notti.

  • Finanze: Attenzione a spese per abbonamenti o utenze: potrebbero esserci errori di addebito.

  • Consiglio di Paolo Tedesco: “Le parole sono preziose, oggi più che mai. Conta fino a dieci prima di inviare quel messaggio. E poi, se puoi, non inviarlo.”

♋ CANCRO (21 giugno – 22 luglio)

La Luna in Ariete ti porta a chiuderti in te stesso, ma un ottimo aspetto tra Giove e Nettuno favorisce la vita sociale. Non isolarti: hai bisogno di condividere le tue emozioni.

  • Amore: Se sei in coppia, cerchi sicurezza. Il partner potrebbe sembrarti distratto, ma non è così. Single: un amico potrebbe rivelarsi più interessato di quanto pensassi.

  • Lavoro: Sensibilità elevata. Usala a tuo favore per mediare conflitti tra colleghi.

  • Salute: Attenzione allo stomaco. Le emozioni non digerite oggi si fanno sentire.

  • Finanze: Momento tranquillo. Potresti ricevere un piccolo regalo o una somma inaspettata.

  • Consiglio di Paolo Tedesco: “Non aspettare che gli altri indovinino cosa provi. Oggi il coraggio è mostrarsi vulnerabili: è lì che nascono i veri legami.”

♌ LEONE (23 luglio – 22 agosto)

Il Sole in Ariete forma un aspetto dinamico con Marte: hai voglia di emergere e di essere al centro dell’attenzione. Ottima giornata per iniziative personali, ma attenzione a non trascurare le esigenze altrui.

  • Amore: Passione alle stelle. Per i leoni in coppia, giornata ideale per una riconquista reciproca. Single: potresti attirare sguardi intensi in un contesto sociale.

  • Lavoro: Voglia di fare squadra. La tua leadership viene apprezzata, ma evita di accentrare tutto su di te.

  • Salute: Energia in eccesso. Sfruttala con attività fisica, altrimenti rischi irrequietezza.

  • Finanze: Tendenza a spendere per piacere personale. Concediti qualcosa, ma con criterio.

  • Consiglio di Paolo Tedesco: “Il sole non chiede permesso per splendere, ma sa che i fiori crescono solo se lascia spazio alla pioggia. Oggi sii protagonista senza oscurare gli altri.”

♍ VERGINE (23 agosto – 22 settembre)

Mercurio retrogrado in Ariete ti mette alla prova su ordine e programmazione. La tua mente cerca di controllare tutto, ma oggi è meglio lasciar andare. L’imprevisto può portare una piacevole sorpresa.

  • Amore: Sei critico con il partner per piccole cose. Cerca di abbassare le aspettative. Per i single, un incontro casuale può rivelarsi più interessante di quanto immagini.

  • Lavoro: Controlla due volte ogni comunicazione. Potresti aver frainteso una scadenza.

  • Salute: Tensione muscolare al collo e alle spalle. Staccati dagli schermi.

  • Finanze: Ottimo momento per riorganizzare il budget. Evita investimenti azzardati.

  • Consiglio di Paolo Tedesco: “L’ordine perfetto a volte è un’illusione. Oggi prova a lasciare un angolo di caos: potrebbe essere l’unica cosa che mancava per sentirti davvero a posto.”

♎ BILANCIA (23 settembre – 22 ottobre)

Venere in Toro ti spinge a cercare stabilità, ma Marte in Acquario sollecita la tua voglia di libertà. Oggi potresti sentirti diviso tra il desiderio di rassicurazione e quello di evasione.

  • Amore: Momento di equilibrio da ritrovare. Se in coppia, chiarisci i tuoi spazi senza creare distanza. Single: potresti essere attratto da una persona molto diversa da te.

  • Lavoro: Ottima giornata per networking e relazioni pubbliche. La tua diplomazia fa miracoli.

  • Salute: Attenzione alla circolazione. Muoviti, evita lunghi periodi in posizioni statiche.

  • Finanze: Spese sociali in aumento. Va bene, ma tieni d’occhio il conto.

  • Consiglio di Paolo Tedesco: “Non devi scegliere tra stabilità e libertà: puoi costruire una libertà che sia anche casa. Oggi cerca la formula che ti appartiene.”

♏ SCORPIONE (23 ottobre – 21 novembre)

Trígono tra Venere e Plutone nel tuo segno: profondità emotiva e potere di attrazione amplificati. Oggi sei magnetico e riesci a leggere le intenzioni altrui con una precisione sorprendente.

  • Amore: Intensità massima. Per chi è in coppia, passione travolgente o confronto definitivo. Single: un incontro potrebbe segnarti profondamente.

  • Lavoro: Ottimo per negoziazioni. Hai un fiuto infallibile per cogliere il punto debole dell’interlocutore.

  • Salute: Energia ricostituita. Ottima giornata per iniziare un percorso di benessere più profondo.

  • Finanze: Possibili entrate ereditarie o legate a collaborazioni. Plutone favorisce le trasformazioni economiche positive.

  • Consiglio di Paolo Tedesco: “Il tuo potere oggi è immenso, ma il potere vero non si impone: si riconosce. Usalo per proteggere, non per dominare.”

♐ SAGITTARIO (22 novembre – 21 dicembre)

Giove in Cancro e Nettuno in Pesci creano un’atmosfera sognante, ma Mercurio retrogrado ti chiede attenzione nei dettagli pratici. Oggi puoi fare grandi passi avanti se unisci visione a concretezza.

  • Amore: Voglia di evasione e avventura. Se in coppia, organizza qualcosa di diverso dal solito. Single: potresti innamorarti di un’idea più che di una persona.

  • Lavoro: Idee brillanti, ma difficoltà a metterle in pratica. Appunta tutto, approfondirai dopo.

  • Salute: Attenzione a ginocchia e tendini. Riscaldati bene prima di qualsiasi attività fisica.

  • Finanze: Giornata neutra. Meglio rimandare le decisioni importanti alla prossima settimana.

  • Consiglio di Paolo Tedesco: “Sognare è necessario, ma oggi un passo concreto vale più di mille progetti. Scegli una piccola azione reale e compila.”

♑ CAPRICORNO (22 dicembre – 19 gennaio)

Saturno in Pesci ti spinge a mettere ordine nella tua vita emotiva. Oggi un confronto con una figura autorevole o con un familiare può portare a una svolta importante.

  • Amore: Il partner apprezza la tua affidabilità, ma forse oggi hai bisogno di più leggerezza. Concediti un momento di gioco insieme. Single: potresti sentirti attratto da qualcuno più grande o più maturo.

  • Lavoro: Riconoscimenti per il lavoro svolto. Buona giornata per fare chiarezza su obiettivi a lungo termine.

  • Salute: Solido, ma attenzione alla rigidità emotiva. Un po’ di flessibilità mentale farebbe bene.

  • Finanze: Pianificazione vincente. Oggi è un buon giorno per rivedere il piano di risparmio.

  • Consiglio di Paolo Tedesco: “Hai costruito così tanto che a volte dimentichi di goderti il panorama. Oggi fermati un attimo: il successo si misura anche dalla capacità di assaporarlo.”

♒ ACQUARIO (20 gennaio – 18 febbraio)

Marte nel tuo segno ti rende determinato, ma l’opposizione con Mercurio retrogrado può trasformare la tua determinazione in testardaggine. Ascolta i consigli, anche se non li hai chiesti.

  • Amore: Sei in una fase di “rivendicazione”. Potresti sentire il bisogno di ribadire la tua autonomia. Attenzione a non ferire chi ti sta vicino.

  • Lavoro: Iniziative personali in primo piano. Hai le idee chiare, ma la comunicazione con i superiori potrebbe essere in salita.

  • Salute: Energia elettrica. Pratica yoga o meditazione per canalizzare la carica.

  • Finanze: Spese impreviste legate alla tecnologia o alla mobilità.

  • Consiglio di Paolo Tedesco: “La tua libertà è sacra, ma oggi chiediti: sto lottando per un principio o per l’orgoglio? La differenza è tutta nel tono della voce.”

♓ PESCI (19 febbraio – 20 marzo)

Giove e Nettuno nel tuo segno amplificano intuizione e sensibilità. Oggi sei particolarmente ricettivo: ascolta il tuo intuito, ma non lasciarti travolgere dalle emozioni altrui.

  • Amore: Romance e idealismo. Per chi è in coppia, una giornata da film. Single: potresti vivere un colpo di fulmine inaspettato, ma vai con calma.

  • Lavoro: Creatività alle stelle. Ideale per chi lavora nell’arte, nella musica o nelle professioni d’aiuto.

  • Salute: Attenzione alla tendenza a trascurare i propri bisogni per accudire gli altri. Ritaglia del tempo per te.

  • Finanze: Attenzione alla generosità eccessiva. Va bene aiutare, ma senza mettere a rischio il tuo equilibrio.

  • Consiglio di Paolo Tedesco: “Il tuo cuore è un oceano: profondo, ma a volte le correnti ti portano lontano da te. Oggi getta l’ancora in un piccolo gesto d’amore verso te stesso.”

“Cosa ci riservano le stelle questa domenica 22 marzo 2026?

Innanzitutto, un invito a rallentare. Mercurio è retrogrado in Ariete, e questo significa che la fretta e l’impulsività saranno le nostre nemiche principali. Il cielo di oggi non premia chi forza gli eventi, ma chi sa ascoltare il silenzio tra una parola e l’altra.

Dall’altro lato, abbiamo un abbraccio potente tra Giove e Nettuno, che inonda i segni d’acqua e di fuoco di ispirazione e sensibilità. È una giornata in cui il cuore può ritrovare la sua bussola, a patto che si accettino le imperfezioni e gli imprevisti come parte del cammino.

In amore, il tema è la comunicazione autentica: niente messaggi ambigui, niente supposizioni. Nel lavoro, meglio rivedere che progettare ex novo. In salute, l’equilibrio passa dal corpo: muovetevi, ma senza ossessioni. E per le finanze, il consiglio è lo stesso di sempre quando Mercurio va retrogrado: rivedete, controllate, ma non firmate nulla di definitivo”.

Camorra, arrestato a Forcella ras del clan Buonerba

Blitz della Polizia di Stato tra la notte e l’alba nel cuore di Napoli, dove è finito in manette un personaggio apicale della criminalità organizzata cittadina. Un complice indagato è stato invece posto agli arresti domiciliari.

L’operazione, coordinata dalla Procura della Repubblica di Napoli, rappresenta l’epilogo di indagini condotte dalla Squadra Mobile e incentrate sulle attività dei gruppi criminali radicati sul territorio come i clan Mazzarella/Buonerba.

Il blitz a Forcella: colpito il clan Buonerba

Il primo intervento è scattato nella serata di ieri nel quartiere Forcella, dove gli agenti hanno arrestato quello che viene indicato come uno dei vertici del gruppo Buonerba. L’uomo è ritenuto promotore di un’associazione dedita a traffico di stupefacenti ed estorsioni.

Contestualmente, un altro esponente dello stesso clan è stato raggiunto da un provvedimento meno afflittivo: per lui sono stati disposti gli arresti domiciliari. Le accuse riguardano attività di spaccio aggravate dall’aver agito nell’interesse del sodalizio criminale.

Durante le operazioni, la polizia ha eseguito anche perquisizioni che hanno portato al sequestro di circa 13mila euro in contanti e tre orologi di ingente valore, ritenuti provento delle attività illecite.

Napoli, sorpreso a rubare al Centro Direzionale: arrestato 36enne

Napoli – Ieri mattina in viale Calamandrei (Centro Direzionale), un 36enne napoletano con precedenti è stato arrestato per tentato furto aggravato dopo essere stato sorpreso dagli agenti del Commissariato Vasto-Arenaccia con arnesi da scasso mentre tentava di smontare il computer di bordo di un’auto in sosta.

L’attrezzatura trovata nell’abitacolo

Durante il servizio di controllo del territorio, i poliziotti hanno notato l’uomo con fare circospetto all’interno del veicolo parcheggiato. Alla vista della pattuglia, il sospetto ha cercato di nascondersi tra i sedili, ma gli operatori – grazie all’intuito investigativo – lo hanno bloccato in flagranza.

Nella sua disponibilità sono stati infatti rinvenuti due cacciaviti, due chiavi a T, una chiave a tubo e un chiavino a brugola: strumenti comunemente impiegati per forzature e manomissioni di veicoli. L’uomo stava precisamente cercando di rimuovere il computer di bordo dell’automobile, un’azione che avrebbe configurato un furto aggravato se non fosse stato interrotto tempestivamente.

Per tali motivi, l’indagato è stato tratto in arresto dal personale operante e posto a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

Anagni, la capretta e lo Stato che arretra: quando la giustizia smette di parlare alla coscienza civile

Ci sono notizie che fanno male. E poi ci sono notizie che fanno peggio: quelle che, oltre a indignare, lasciano la sensazione gelida di vivere in uno Stato incapace di dare un nome netto all’orrore. La vicenda della capretta di Anagni appartiene a questa seconda categoria.

Nel 2023 l’Italia intera ha visto circolare immagini agghiaccianti: un gruppo di ragazzi ride, incita, filma; uno di loro prende a calci una capretta. Oggi, quasi tre anni dopo, quel procedimento viene archiviato perché non sarebbe stato possibile accertare con certezza se l’animale fosse vivo oppure già morto nel momento esatto dell’accanimento ripreso nel video. Tecnicamente, il fascicolo si chiude senza colpevoli. Moralmente, invece, si apre una voragine.

Ed è qui che la coscienza civile si ribella. Perché in questa storia non c’è solo il freddo linguaggio delle formule giudiziarie. C’è anche ciò che, secondo LAV, sarebbe emerso dai telefoni sequestrati: messaggi in chat ritenuti dall’associazione gravissimi, nei quali uno dei ragazzi si sarebbe attribuito apertamente l’uccisione della capretta parlando di tre calci in bocca; messaggi che, sempre secondo LAV, sarebbero stati trascurati o comunque non valorizzati a sufficienza.

Non basta a sostenere una condanna? Può essere, sul piano strettamente processuale. Ma allora il punto politico e civile diventa persino più enorme: possibile che tra video, risate, incitamento collettivo e chat del genere, l’unico messaggio finale che passi sia quello dell’impunità?

Perché è proprio questo il cuore della questione: il messaggio. Un messaggio devastante, soprattutto per i più giovani. Il messaggio che puoi infierire su un animale, puoi trasformare la sofferenza o il corpo inerme di un essere vivente in un gioco di branco, puoi ridere, filmare, umiliare, e alla fine trovare un varco formale dentro cui la responsabilità penale evapora.

Magari non perché il fatto non sia successo. Magari non perché quel gesto non sia mostruoso. Ma perché manca la prova “perfetta”, quella definitiva, quella assoluta. E allora il diritto arretra. Ma una società seria non può arretrare con lui.

Sia chiaro: nessuno che creda nello Stato di diritto può sostenere che si debba condannare qualcuno senza prove sufficienti. Sarebbe un principio pericoloso e sbagliato. Ma proprio per questo bisogna avere il coraggio di dire la verità intera: se l’ordinamento non riesce a punire in modo adeguato una condotta simile, allora è l’ordinamento che va corretto.

Non il contrario. Se non si riesce a dimostrare oltre il necessario nesso tra quei calci e la morte dell’animale, deve comunque esistere un reato autonomo, chiaro, severo, inequivocabile, che punisca l’accanimento sul corpo di un animale, vivo o morto che sia. Perché il punto non è solo biologico. Il punto è etico, simbolico, sociale. Prendere a calci il cadavere di un animale per divertirsi non è una “ragazzata”. È un gesto di degradazione morale profonda.

Non a caso, nelle reazioni successive all’archiviazione, è stato evocato il vuoto normativo rispetto a un possibile “vilipendio di cadavere” applicato agli animali. Oggi l’articolo 410 del codice penale tutela il cadavere umano; per gli animali, una fattispecie analoga non esiste, e varie associazioni hanno sottolineato che proprio qui si apre una falla intollerabile: anche nell’ipotesi in cui la capretta fosse già morta, infierire sul suo corpo per macabro divertimento resta un atto che offende la sensibilità collettiva e la dignità dell’animale, ma rischia di restare senza una risposta adeguata.

Ed è questo che non va accettato. Perché una democrazia si misura anche da ciò che decide di non banalizzare. Se banalizza la crudeltà, si condanna da sola a rincorrerla quando sarà troppo tardi. Da anni la letteratura scientifica e anche fonti istituzionali sottolineano che la crudeltà sugli animali non è un dettaglio folkloristico né una marachella marginale: può essere un indicatore di pericolosità e un predittore di violenza presente o futura verso le persone.

Non vuol dire criminalizzare automaticamente chiunque compia un gesto del genere come se fosse destinato a diventare un assassino. Vuol dire però smetterla di trattare questi segnali come deviazioni minori, come buchi neri dell’educazione di cui vergognarsi in privato e da minimizzare in pubblico.

E qui entra in gioco un’altra responsabilità, che non è giudiziaria ma familiare e culturale. Davanti a episodi simili, ciò che manca quasi sempre è una condanna morale limpida, netta, pubblica. Il minimo sindacale di una società sana sarebbe sentire parole semplici: “Anche se il procedimento finisce così, quel gesto è stato atroce. Nostro figlio ha sbagliato. È una vergogna. Chiediamo perdono.” Invece troppo spesso si alzano muri, silenzi, giustificazioni, imbarazzi travestiti da prudenza. Ma il silenzio, in questi casi, educa quanto e forse più delle parole. Educa male.

No, non basta dire che i giudici hanno applicato il diritto. Perché quando un’intera comunità vede un video, legge delle chat che paiono inchiodare almeno sul piano morale gli autori del gesto, e si ritrova comunque con un nulla di fatto, allora la domanda non è solo “che cosa dice il fascicolo?”.

La domanda è: che idea di giustizia stiamo trasmettendo? Quella per cui, se manca il tassello decisivo, la ripugnanza sociale deve rassegnarsi al mutismo? Quella per cui la violenza filmata su un animale può essere derubricata a zona grigia? Quella per cui l’orrore non diventa reato abbastanza, e dunque quasi smette di essere orrore?

Io no. Io mi rifiuto di considerare normale un Paese in cui una scena del genere possa finire archiviata senza che il sistema senta il dovere di reagire almeno sul piano legislativo. Se il diritto penale non arriva dove la coscienza civile grida, allora il Parlamento deve colmare quel vuoto. Subito. Si introduca una fattispecie specifica per l’oltraggio e l’accanimento sul cadavere di animali.

Si inaspriscano le pene per i maltrattamenti commessi in branco, per quelli filmati e diffusi, per quelli accompagnati dall’istigazione degli altri presenti. Si dica con chiarezza che certe cose non si fanno, punto. Non perché lo chiede l’emozione del giorno, ma perché lo pretende la tenuta morale di una società.

Perché ad Anagni non è stata presa a calci solo una capretta. È stata presa a calci anche un’idea minima di pietà. E quando uno Stato non riesce a difenderla fino in fondo, almeno abbia il coraggio di cambiare le regole per non assistere di nuovo, domani, alla stessa vergogna.

Napoli, sorpresi con documenti falsi: arrestati padre e figlio

Napoli – Nella mattinata di giovedì, gli agenti dell’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico della Questura di Napoli hanno fermato i due uomini a bordo di un’autovettura in via Masoni, nell’ambito delle ordinarie attività di controllo del territorio.

Durante la verifica, i poliziotti hanno rinvenuto nella disponibilità del 62enne un documento di identificazione anomalo: la fotografia ritraeva il 32enne, ma le generalità riportate appartenevano a una terza persona del tutto estranea. Alla richiesta di spiegazioni, l’uomo non ha saputo fornire alcuna giustificazione plausibile.

Il fermo in via Masoni

Un elemento sufficiente per far scattare gli accertamenti del caso. Entrambi i soggetti, già noti alle forze dell’ordine per precedenti di polizia, sono stati arrestati con le accuse di possesso e fabbricazione di documenti di identificazione falsi.

Morto Paolo Cirino Pomicino, storico leader della Dc andreottiana

È morto a 87 anni Paolo Cirino Pomicino, storico esponente della Democrazia Cristiana e più volte ministro nei governi della Prima Repubblica. L’ex parlamentare si è spento nel pomeriggio di sabato 21 marzo nella clinica Quisisana di Roma, dove era ricoverato da alcuni giorni.

La notizia della scomparsa è stata confermata anche dall’ex ministro Gianfranco Rotondi, che ha parlato con la moglie Lucia poco dopo il decesso. “La sua battaglia contro i mali che lo hanno afflitto è stata un infinito inno alla vita”, ha detto Rotondi ricordando l’ex leader democristiano. “Ci ha insegnato che la vita va amata, vissuta e difesa. È stato un grande leader”.

Nato a Napoli il 3 settembre 1939, Pomicino fu uno dei protagonisti della corrente andreottiana della Dc e uno degli uomini più influenti nella gestione della spesa pubblica negli anni Ottanta e nei primi anni Novanta.

Il potere nella Dc e gli anni da ministro

Medico di formazione, Pomicino iniziò la sua carriera politica nelle istituzioni locali napoletane per poi approdare in Parlamento negli anni Settanta. La sua ascesa si consolidò all’interno della corrente guidata da Giulio Andreotti, diventando uno dei principali riferimenti della Democrazia cristiana nel Mezzogiorno.

Negli anni Ottanta assunse un ruolo centrale nella politica economica italiana. Fu presidente della Commissione Bilancio della Camera e successivamente ministro del Bilancio e della Programmazione economica. In quella fase venne soprannominato “’O ministro”, simbolo del peso politico che esercitava nella gestione delle risorse pubbliche e negli equilibri interni al partito.

La sua figura fu tra le più rappresentative della stagione finale della Prima Repubblica.

Le inchieste e il ciclone Mani Pulite

La carriera politica di Pomicino fu travolta nei primi anni Novanta dalle indagini di Mani Pulite, l’inchiesta che portò al crollo del sistema dei partiti tradizionali.

Coinvolto in numerosi procedimenti giudiziari legati al finanziamento illecito dei partiti e alla gestione degli appalti pubblici, Pomicino divenne uno dei simboli della stagione di Tangentopoli. Nel corso degli anni fu destinatario di decine di procedimenti penali: secondo lo stesso ex ministro arrivò a contare 42 processi con 41 assoluzioni.

Dopo la dissoluzione della Dc continuò comunque l’attività politica, venendo eletto al Parlamento europeo e poi di nuovo alla Camera nei primi anni Duemila, mantenendo un ruolo nel dibattito pubblico e nel centrodestra.

La lunga battaglia con la malattia

Negli ultimi anni Pomicino aveva più volte parlato apertamente delle sue condizioni di salute. Aveva affrontato interventi chirurgici complessi, tra cui un trapianto di cuore e uno di rene, oltre a diversi ricoveri e lunghi periodi di convalescenza.

Nonostante i problemi fisici, aveva continuato a intervenire nel dibattito politico e a rilasciare interviste, rivendicando il proprio percorso umano e giudiziario.

Con la sua morte scompare uno degli ultimi protagonisti della stagione politica della Prima Repubblica e della potente corrente andreottiana che per decenni ha segnato gli equilibri della politica italiana.

Caserta, tenta truffa ad anziano: arrestato 26 enne

Villa di Briano -Tutto è partito da una telefonata che sembrava provenire direttamente dalla stazione dei carabinieri. Grazie alla tecnica dello spoofing, i truffatori sono riusciti a far comparire sullo schermo della vittima il numero della caserma, ingenerando un falso senso di fiducia.

Un interlocutore si è qualificato come “comandante” e ha comunicato alla donna che il marito rischiava il fermo per gravi problemi giudiziari, salvo pagare subito una somma in contanti e consegnare preziosi come “cauzione”.

L’uomo, nel frattempo allontanato da casa con il pretesto di una convocazione in caserma, è rimasto fuori dall’abitazione, lasciando la moglie sola a gestire la situazione. La donna, pur spaventata, ha cominciato a raccogliere denaro e gioielli “per evitare conseguenze” al compagno.

Il giovane bussa alla porta

Nel giro di pochi minuti è arrivato un giovane alla porta di casa, presentandosi come il destinatario del denaro e dei preziosi. La vittima, insieme alla collaboratrice domestica presente in casa, ha però notato delle incongruenze nel suo comportamento e nelle sue spiegazioni. La prontezza delle due donne ha fatto scattare i sospetti sulla sua vera identità.

Una volta scoperto, il 26enne ha perso il controllo della situazione. Ha afferrato con la forza i gioielli e il denaro già pronti e, dopo aver spintonato le donne, ha provato a fuggire. Ha scavalcato il muro di cinta dell’abitazione, lasciando la coppia in stato di choc.

La fuga e l’inseguimento a Villa di Briano

Le urla e le richieste di aiuto delle due donne hanno attirato l’attenzione di alcuni passanti. Tra questi, un militare dell’Arma dei Carabinieri non in servizio, che ha immediatamente riconosciuto la gravità della situazione. L’uomo ha dato l’allarme alle forze dell’ordine, fornendo anche informazioni utili sulla direzione presa dal fuggitivo.

La Polizia di Stato è intervenuta con una serie di controlli concentrati nel territorio di Villa di Briano e dintorni, coordinata dai commissariati di Casal di Principe e Aversa. In breve tempo, il 26enne è stato rintracciato e bloccato. Addosso aveva ancora parte della refurtiva, compresi i gioielli e i contanti prelevati con la forza dall’abitazione.

L’arresto e le accuse

Il giovane è stato portato in commissariato per gli accertamenti di rito e, dopo la convalida dell’intervento, è stato dichiarato in stato di arresto per rapina impropria. È stato poi condotto al carcere di Santa Maria Capua Vetere, dove è attualmente ristretto in attesa di ulteriori sviluppi dell’inchiesta.

Gli accertamenti sono ora orientati a individuare anche gli altri soggetti coinvolti nella truffa telefonica, che avrebbero organizzato la finta chiamata con il numero taroccato e coordinato l’intera operazione. Le forze dell’ordine stanno setacciando i tabulati telefonici e le tracce digitali per ricostruire la rete di truffatori specializzati nel colpire gli anziani.

Corruzione e permessi per immigrati: sospeso il direttore dell’Ispettorato del Lavoro di Napoli

Nuovo sviluppo nell’inchiesta della Direzione distrettuale antimafia di Napoli su un presunto sistema criminale finalizzato al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. Nella giornata di ieri la Polizia di Stato ha eseguito un’ordinanza di interdizione temporanea dai pubblici uffici per dodici mesi nei confronti del direttore dell’Ispettorato Territoriale del Lavoro dell’Area Metropolitana di Napoli e della provincia di Salerno.

Il provvedimento è stato emesso dal gip del Tribunale di Napoli su richiesta della Dda e notificato dagli agenti della Squadra Mobile.

L’accusa: corruzione e favoreggiamento dell’immigrazione clandestina

Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, il dirigente pubblico sarebbe gravemente indiziato di corruzione per l’esercizio della funzione e per atti contrari ai doveri d’ufficio.

L’uomo, stando alle indagini, avrebbe preso parte a un’associazione per delinquere con proiezioni transnazionali, organizzata per favorire l’ingresso irregolare di cittadini extracomunitari in Italia.

Si tratta dello stesso filone investigativo che lo scorso 9 marzo aveva già portato all’esecuzione di numerosi provvedimenti cautelari nei confronti di altri indagati.

Il sistema delle utilità in cambio di pratiche agevolate

Le indagini della Squadra Mobile avrebbero documentato un meccanismo consolidato attraverso il quale alcuni componenti dell’organizzazione – tra cui lo stesso direttore dell’Ispettorato – avrebbero ricevuto beni di lusso, viaggi e altre utilità.

In cambio, secondo l’ipotesi accusatoria, sarebbe stata prodotta documentazione ritenuta utile ad agevolare le pratiche di ingresso in Italia di cittadini stranieri, consentendo di accelerare o facilitare le procedure amministrative.

Gli arresti già eseguiti nell’inchiesta

Nel corso delle precedenti fasi investigative, per le stesse ipotesi di reato, erano già state eseguite misure cautelari nei confronti di diciotto persone.

In particolare:

15 indagati sono stati sottoposti alla custodia cautelare in carcere

3 indagati agli arresti domiciliari

Il dirigente pubblico raggiunto dal provvedimento interdittivo rappresenterebbe uno dei tasselli del presunto sistema individuato dagli investigatori.