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K Group rileva l’intero gruppo Gedi da Jhon Elkann

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I Greci di K Group hanno rilevato, nella sua interezza, il gruppo Gedi da Exor. Gli ellenici, proprietari di Antenna Group, hanno messo le mani su Radio Dj, Radio Capital, m2o, HuffPost Italia, National Geographic Italia, Limes, Repubblica e la concessionaria pubblicitaria Manzoni. La Stampa, come di recente è stato reso noto, sarà ceduta al Gruppo SAE.

Eccovi il comunicato ufficiale del gruppo Gedi ai propri dipendenti :

«Oggi è stata perfezionata la cessione del 100% del capitale di Gedi al gruppo greco Antenna. Il cambio di proprietà, che è già efficace, segue un processo di lunga negoziazione». Lo scrive Paolo Ceretti, presidente della società ai dipendenti. «Vi ringrazio quindi per l’impegno di questi mesi e il lavoro svolto, in aggiunta alla quotidiana conduzione delle attività. Riteniamo che il passaggio della società al gruppo Antenna apra nuove prospettive per Gedi e per chi è impegnato nelle sue diverse attività».

Luca De Crescenzo

Depuratore Napoli Est, parte il maxi‑intervento da 111 milioni: via libera alla balneabilità del litorale est

Napoli – È partito il progetto per il completo adeguamento del depuratore della zona Est, opera da 111 milioni di euro che mira a togliere il divieto di balneazione da Pietrarsa fino al porto, con l’obiettivo di raggiungere una balneabilità totale in tre o quattro anni.

Il commissariato di governo, il Comune guidato da Gaetano Manfredi e il governo nazionale puntano al recupero ambientale del Golfo, anche per uscire dalla procedura d’infrazione europea legata all’inadeguata depurazione.

L’obiettivo: mare pulito da Napoli a Castellammare

Il progetto presentato ieri in sala giunta punta a liberare dalla morsa del divieto di balneazione un chilometro di costa che va da San Giovanni a Teduccio a Portici, ripartendo dai pochi tratti già balneabili, come una parte di Pietrarsa. La chiave è il revamping del depuratore che tratta le acque reflue dei 14 Comuni dell’area metropolitana, per complessivi 860 mila abitanti.

L’iter rientra nelle attività del commissariato di governo, nato proprio per far fronte alle s

anzioni Ue per l’inadeguata depurazione delle acque reflue.
Il passo successivo è il mare pulito da Napoli a Castellammare di Stabia: un’ambizione condivisa tra Comune e Regione, guidata dal presidente Roberto Fico e dal vicepresidente Mario Casillo. «Recuperare la risorsa mare per noi è una priorità», sottolinea Manfredi, che non parla solo di bene turistico ma di «atto di civiltà», perché la possibilità di nuotare gratuitamente in un mare a norma è un diritto.

Il maxi‑cantieri da 111 milioni e la procedura Ue

Il cantiere si aprirà a giugno e avrà una durata di circa un anno e mezzo. Si tratta di un intervento di «estrema complessità» spiega il commissario di governo Fabio Fatuzzo, che punta a due obiettivi: il rispetto dell’ambiente e il superamento della procedura d’infrazione comunitaria, per la quale l’Italia versa 8,6 milioni di euro l’anno.

Nel complesso, in Campania gli investimenti sulla depurazione superano già i 500 milioni di euro, tra cui interventi su impianti di Ischia e Mondragone. Il commissariato di governo coordina questi progetti per garantire tempi certi e rispetto dei parametri europei.

Depuratore chimico‑fisico verso il cambio a biologico

Per il responsabile del procedimento, Giovan Battista Pasquariello, il vecchio impianto di Napoli Est, di tipo chimico‑fisico, sarà sostituito da un impianto biologico più moderno, con un ampliamento della capacità. La particolarità è che il nuovo sistema dovrà essere realizzato mantenendo in funzione quello esistente, senza interrompere il trattamento delle acque reflue.

Le acque che confluiscono nel depuratore di Napoli Est provengono da Casoria, Casalnuovo, Afragola e da Napoli, che contribuisce per circa il 40%. Il resto del sistema fognario cittadino grava sugli impianti di Cuma (area occidentale) e Acerra (area nord).

Aziende e tecnologie: Fisia Italimpianti e Acciona

A realizzare i lavori sarà il raggruppamento temporaneo di imprese formato dalla spagnola Acciona e da Fisia Italimpianti, controllata del gruppo Webuild (che già coordina, tra gli altri, i lavori per la stazione metropolitana Linea 1 di Capodichino). Il trattamento delle acque seguirà processi chimici e biologici all’avanguardia, progettati per abbattere al massimo inquinanti e batteri.

«L’avvio di questo progetto segna un momento importante per il territorio napoletano», spiega Matteo Buzzetti, direttore generale di Fisia Italimpianti, che sottolinea l’orgoglio di mettere a disposizione le competenze consolidate del gruppo per un impianto «che contribuirà concretamente a migliorare la qualità delle acque del golfo di Napoli».

Balneabilità totale e ricadute su Portici ed Ercolano

Il nuovo depuratore di Napoli Est non servirà solo al capoluogo, ma anche ai Comuni confinanti di Portici ed Ercolano. L’assessore alle Infrastrutture della giunta Manfredi, Edoardo Cosenza, sottolinea che si tratta di un passo strategico per rendere balneabile l’intero litorale napoletano, comprese le aree riqualificate come Bagnoli e i futuri sviluppi di

Pietrarsa e San Giovanni a Teduccio.

«Mare, trasporti e riqualificazioni urbane» sono le tre leve su cui il sindaco punta per elevare Napoli a standard europei: litorale balneabile, metropolitane e recupero di hub sociali come Scampia, Taverna del Ferro e Albergo dei poveri. Per quanto riguarda la Coppa America, Manfredi è realista: «Per il prossimo anno non ce la faremo, ma il mare nella zona Est sta già migliorando grazie agli interventi sulle fognature».

Il ruolo del governo e il via libera politico

Il progetto trova ampia condivisione politica anche a livello nazionale. Il sottosegretario alle Infrastrutture Antonio Iannone (in quota Fratelli d’Italia), salernitano e vicino alla realtà campana, ha sottolineato ieri in sala giunta la «piena disponibilità del governo a lavorare nell’interesse dei cittadini a prescindere dalle appartenenze politiche». La sua linea è chiara: la «filosofia vincente è portare risultati».

Con l’ingresso in campo di un commissariato di governo, un impegno regionale e un’alleanza tra Comune e governo nazionale, il depuratore di Napoli Est diventa un simbolo di riscatto ambientale per un tratto di costa lungo decenni dimenticato da politiche serie di tutela del mare.

Allarme Epatite A a Napoli: raffica di controlli su ristoranti e pescherie

Napoli – Non si ferma l’offensiva del Comune di Napoli contro la diffusione del virus dell’epatite A. In un clima di massima allerta sanitaria, gli agenti della Polizia Locale hanno setacciato l’intero territorio cittadino per verificare il rispetto della recente ordinanza sindacale, volta a contenere il rischio di contagio attraverso il consumo di alimenti contaminati.

Il bilancio delle ispezioni

Il monitoraggio ha coinvolto l’intera filiera della somministrazione e della vendita. In totale, sono stati ispezionati 37 ristoranti, 22 pescherie e 4 esercizi di vicinato. L’attenzione degli agenti si è concentrata anche sul commercio itinerante, con verifiche su tre venditori ambulanti di prodotti ittici, due dei quali sono risultati completamente abusivi e privi di qualsivoglia autorizzazione.

Frutti di mare: i napoletani rispettano il divieto

Un dato rassicurante emerge sul fronte del consumo di frutti di mare crudi. Nonostante l’ordinanza imponga un divieto assoluto di somministrazione per prevenire il contagio virale, in nessuno degli esercizi controllati sono state riscontrate irregolarità. Una risposta positiva da parte di ristoratori e commercianti verso la misura restrittiva più critica per la tradizione culinaria locale.

Sequestri e violazioni sanitarie

Se il fronte “Epatite” sembra reggere, lo scenario cambia se si guarda alla sicurezza alimentare generale. Gli agenti hanno infatti elevato 66 sanzioni, di cui otto di natura strettamente sanitaria.

L’operazione ha portato al sequestro di ben 427 chili di merce tra prodotti ittici e generi alimentari di vario tipo — inclusi uova di Pasqua, verdura e acqua — trovati in cattivo stato di conservazione. Una criticità non trascurabile, considerando la vicinanza delle festività pasquali e il conseguente aumento dei consumi.

Le autorità hanno già annunciato che la task force non smobiliterà: i controlli proseguiranno con la stessa intensità nei prossimi giorni per garantire la salute pubblica e la qualità dei prodotti sulle tavole dei cittadini.

Cyber-tangenti all’ombra del Quirinale: Il sistema che ha «Bucato» la Difesa e i colossi del Tech

Il cuore dell’inchiesta non pulsa nei server di ultima generazione, ma nei caveau delle gioiellerie. Secondo i magistrati romani, per oliare i gangli della Pubblica Amministrazione e delle grandi aziende, non bastavano i bonifici: serviva il contante “invisibile”. È qui che entra in scena il “metodo Rolex”.

La lavanderia del lusso e il “Dominus” Dattola

Il motore del sistema sarebbe Francesco Dattola, amministratore di fatto del Gruppo NSR. Per la Procura, Dattola è il regista di un giro di fatture per operazioni inesistenti da oltre 4,5 milioni di euro emesse dalla Tron Group Holding di Stefano Tronelli. Quei soldi, una volta usciti dalle casse di NSR, compivano un giro ipnotico: venivano usati per acquistare Rolex originali che, rivenduti immediatamente sul “mercato parallelo del lusso”, tornavano nelle mani di Dattola sotto forma di mazzette liquide. Un fondo nero destinato a “comprare” il futuro digitale d’Italia.

Infiltrazione nei colossi del Tech: il caso Red Hat e Cisco

L’aspetto più dirompente dell’indagine riguarda la presunta corruzione di vertici di multinazionali iconiche.

Red Hat: Il Country Manager Rodolfo Falcone avrebbe ricevuto almeno 143.000 euro da Dattola per garantirgli l’esclusiva nella fornitura di prodotti software a giganti come TIM e Terna.

Cisco: L’ombra del trucco cade su una gara SDAPA da 180 milioni di euro. Qui, l’AD di Cisco Italy Gianmatteo Manghi, insieme ai manager Capomasi e Luciano, avrebbe concordato a tavolino l’aggiudicazione e la composizione dei raggruppamenti d’impresa per favorire la Italware di Massimo Rossi, estromettendo chi non stava al gioco.

Le mani sulla Difesa e le “Promozioni” a Generale

L’indagine descrive una penetrazione capillare nei reparti strategici del Ministero della Difesa. Attraverso il mediatore Antonio Spalletta, il sistema Dattola avrebbe agganciato ufficiali chiave.

Generale Pierfrancesco Coppola: È accusato di aver pilotato una gara da 213 milioni di euro per sensori meteorologici. Il prezzo del favore? Non solo denaro, ma l’intercessione di Spalletta presso i vertici istituzionali per garantirgli la promozione al grado di Generale dell’Aeronautica.

Generali Lanzillotti e Modesto: Avrebbero fornito a Dattola informazioni riservate sulla piattaforma “CMDB” dello Stato Maggiore, permettendogli di “cucirsi addosso” i requisiti tecnici prima ancora che la gara fosse pubblica.

L’intercessione sul Polo Strategico Nazionale

Persino il Polo Strategico Nazionale (PSN), il caveau dei dati sensibili del Paese, sarebbe stato oggetto di manipolazione. L’AD di PSN, Emanuele Iannetti, è accusato di aver suggerito “mezzi fraudolenti” affinché prodotti Red Hat, inizialmente esclusi, venissero reinseriti nel “Catalogo dei Servizi” grazie a pressioni sul VI Reparto della Difesa operata dall’ufficiale di Marina Antonio Angelo Masala.

Analisi delle singole posizioni e capi d’accusa

Stefano Tronell: È l’ingranaggio fiscale del sistema. Accusato di aver emesso fatture false per circa 4,5 milioni di euro e di aver riciclato il denaro acquistando Rolex da una gioielleria per poi rivenderli in “nero”, restituendo i contanti a Dattola.

Francesco Dattola: Utilizzava i fondi neri di Tronelli per attività economiche e per “onorare accordi corruttivi”. È accusato di aver corrotto Falcone (Red Hat) con 143.000 euro per ottenere l’esclusiva sui prodotti e di aver manipolato gare in Terna, RFI e al Ministero della Difesa.

Enrico Senatore: Quale CTO di Terna, avrebbe indotto Red Hat a pagare 6.100 euro sotto forma di sponsorizzazione simulata alla sua società sportiva, lo Sporting EUR, in cambio di favori sugli appalti.

Il Comparto TELEDIFE: Gli alti dirigenti Gervasio e Di Pardo avrebbero accettato da Spalletta utilità come inviti a cena, ma soprattutto promesse di intercessioni per far ottenere incarichi di prestigio ai propri familiari (come la figlia di Gervasio in UniCredit).

L’Asse Masala-Innovery: L’ufficiale Masala avrebbe asservito la sua funzione agli interessi della società Innovery, facilitando pagamenti per 3 milioni di euro dalla Marina Militare. In cambio, attraverso la società della moglie (Patrignani), avrebbe ricevuto oltre 229.000 euro mascherati da un complesso giro di fatture false con società “cartiere”.

L’inchiesta che ha portato alle perquisizioni nei confronti di 26 tra imprenditori, manager e funzionari pubblici del settore della cybersicurezza disegna, secondo gli investigatori, un sistema corruttivo complesso e ramificato, capace di collegare aziende private dell’informatica, manager di multinazionali tecnologiche, dirigenti di grandi società pubbliche e ufficiali delle Forze Armate.

Al centro del presunto sistema compare la figura dell’imprenditore romano Francesco Dattola, ritenuto dagli investigatori regista operativo di un meccanismo finanziario e corruttivo destinato a garantire alle società del gruppo NSR una posizione privilegiata negli appalti strategici della cybersicurezza e delle infrastrutture digitali dello Stato.

Secondo la ricostruzione contenuta nel decreto di perquisizione, il meccanismo si fondava su tre pilastri principali: la creazione di fondi neri tramite fatturazioni false;
il riciclaggio del denaro attraverso operazioni commerciali fittizie, in particolare la compravendita di orologi di lusso; l’utilizzo di tali risorse per corrompere o influenzare dirigenti pubblici e privati in grado di orientare gare e forniture nel settore informatico.

Il sistema delle fatture false e il riciclaggio del denaro

Stefano Tronelli

Il primo segmento dell’indagine riguarda Stefano Tronelli, amministratore della Tron Group Holding s.r.l., accusato di emissione di fatture per operazioni inesistenti.

Secondo la Procura, nel 2023 Tronelli avrebbe emesso fatture fittizie a favore della NSR s.r.l. per un imponibile complessivo di 4,58 milioni di euro, oltre 1 milione di IVA, allo scopo di consentire alla società di Dattola di evadere le imposte.

Ma l’operazione non si sarebbe fermata alla frode fiscale.
Tronelli è infatti accusato anche di riciclaggio: il denaro ricevuto da NSR sarebbe stato utilizzato per acquistare orologi Rolex presso una gioielleria, poi rivenduti tramite una seconda società su canali paralleli del cosiddetto mercato “reselling”.

Attraverso questa triangolazione commerciale, il denaro tornava a Dattola in contanti, rendendo difficile risalire alla provenienza illecita.

Francesco Dattola

Parallelamente, Francesco Dattola, amministratore di fatto della NSR, è accusato di dichiarazione fraudolenta mediante uso di fatture false.

Secondo gli inquirenti, avrebbe utilizzato le fatture emesse dalla Tron Group per alterare le dichiarazioni fiscali della società:

nella dichiarazione IVA 2023 avrebbe indicato IVA detraibile per oltre 18 milioni di euro, includendo 102 mila euro di credito fittizio;
nella dichiarazione dei redditi avrebbe dedotto 567 mila euro di costi inesistenti, evadendo oltre 111 mila euro di IRES.

Dattola è inoltre accusato di autoriciclaggio, poiché avrebbe reinvestito il denaro proveniente dalle operazioni illecite nelle attività imprenditoriali del gruppo NSR e nel pagamento di accordi corruttivi con funzionari e manager.

La corruzione nel settore privato: i rapporti con Red Hat

Uno dei capitoli centrali dell’indagine riguarda i rapporti tra il gruppo NSR e la multinazionale tecnologica Red Hat, fornitore globale di software enterprise.

Rodolfo Falcone

Secondo la Procura, Rodolfo Falcone, country manager di Red Hat Italia, avrebbe ricevuto da Dattola almeno 143 mila euro.

Il denaro sarebbe stato versato affinché Falcone favorisse le aziende di Dattola nella distribuzione esclusiva dei prodotti Red Hat, in particolare nelle forniture destinate a grandi clienti come TIM e Terna.

La contestazione è quella di corruzione tra privati.

Marco Uggeri

Analoga contestazione riguarda Marco Uggeri, account executive di Red Hat Italia.

Uggeri avrebbe ricevuto almeno 3 mila euro per favorire le imprese di Dattola nell’aggiudicazione di una fornitura tecnologica destinata a Terna.

Turbativa della gara Terna

Falcone, Uggeri e Dattola sono accusati anche di turbativa d’asta.

Secondo gli investigatori avrebbero influenzato la gara pubblica bandita da Terna per la fornitura di servizi Red Hat, intervenendo sui dirigenti dell’ufficio acquisti per orientare l’assegnazione del contratto alla NSR.

Il presunto sistema corruttivo dentro Terna

Il decreto ricostruisce anche un presunto rapporto corruttivo con Enrico Senatore, CTO di Terna.

Enrico Senatore

Senatore è accusato di induzione indebita a dare o promettere utilità.

Secondo gli inquirenti avrebbe spinto i dirigenti Red Hat a versare denaro sotto forma di sponsorizzazione alla società sportiva ASD Sporting EUR, di cui ricopriva il ruolo di vicepresidente.

La sponsorizzazione sarebbe stata in realtà il corrispettivo per favorire le forniture tecnologiche legate al gruppo NSR.

Il capitolo Polo Strategico Nazionale e Ministero della Difesa

Un altro fronte investigativo riguarda il Polo Strategico Nazionale, infrastruttura chiave per il cloud della pubblica amministrazione.

Emanuele Iannetti

Secondo l’accusa, Emanuele Iannetti, amministratore delegato della società Polo Strategico Nazionale, avrebbe suggerito modalità per inserire i prodotti Red Hat nel catalogo dei servizi destinati alla pubblica amministrazione, nonostante fossero stati inizialmente esclusi.

Antonio Spalletta

Figura centrale dell’inchiesta è Antonio Spalletta, descritto come mediatore e intermediario nei rapporti con le istituzioni.

Secondo gli investigatori, Spalletta avrebbe sfruttato le proprie relazioni con ufficiali delle Forze Armate e dirigenti pubblici per orientare procedure di gara e decisioni amministrative a favore delle società di Dattola.

In cambio avrebbe ricevuto denaro e promesse di partecipazioni societarie, tra cui la creazione della società Intelia s.r.l..

Angelo Antonio Masala

Il capitano di fregata Angelo Antonio Masala, in servizio presso il VI Reparto del Ministero della Difesa, è accusato di aver partecipato alla turbativa delle procedure relative al Polo Strategico Nazionale.

Secondo la Procura avrebbe favorito l’inserimento dei prodotti Red Hat nel catalogo dei servizi destinati alla Difesa.

La maxi gara da 400 milioni di RFI

Un altro capitolo dell’indagine riguarda la gara da 400 milioni di euro bandita da Rete Ferroviaria Italiana per la cybersicurezza.

Riccardo Barrile

Barrile, responsabile cyber security di RFI, avrebbe fornito in anticipo il capitolato tecnico della gara.

Claudio Bisi

Il documento sarebbe stato trasmesso a Claudio Bisi, dirigente di TIM, che a sua volta lo avrebbe condiviso con Dattola.

Secondo la Procura, l’obiettivo era modificare il capitolato per adattarlo alle capacità tecniche delle società NSR, alterando così la concorrenza.

Il capitolo TELEDIFE e le gare della Difesa

L’indagine si estende anche al settore informatico del Ministero della Difesa.

Francesco Modesto, Antonio Lanzillotti e Fabio Cerase

I tre ufficiali sono accusati di turbativa del procedimento amministrativo per la realizzazione della piattaforma informatica CMDB.

Secondo gli investigatori avrebbero fornito a Dattola informazioni riservate su:

caratteristiche tecniche della piattaforma
prodotti richiesti
quantità e valore economico

informazioni che avrebbero consentito alle aziende dell’imprenditore di preparare offerte su misura.

Il ruolo di Spalletta

Anche in questo caso, secondo l’accusa, il mediatore sarebbe stato Antonio Spalletta, incaricato da Dattola di mantenere i contatti con gli ufficiali e ottenere dati riservati sulle gare.

La gara del Ministero dell’Ambiente da 213 milioni

Un ulteriore filone riguarda una gara da oltre 213 milioni di euro bandita dal Ministero dell’Ambiente.

Pierfrancesco Coppola

Il generale dell’Aeronautica Pierfrancesco Coppola è accusato di aver fornito a Spalletta informazioni riservate sul capitolato tecnico relativo alla fornitura di sensori meteorologici.

Secondo l’accusa, in cambio avrebbe ricevuto l’appoggio di Spalletta per ottenere la promozione a generale.

Le presunte utilità ai dirigenti della Difesa

L’inchiesta ipotizza anche episodi di corruzione per l’esercizio della funzione.

Angelo Gervasio

Direttore generale di TELEDIFE, avrebbe ricevuto da Spalletta:

inviti a cena
promesse di intercessione presso Unicredit per favorire la carriera della figlia.
Antonio Di Pardo

Capo della divisione reti telematiche della Difesa, avrebbe ricevuto da Spalletta la promessa di intercedere per un incarico di suo gradimento.

Il capitolo Cisco e la gara da 180 milioni

L’indagine coinvolge anche una gara SDAPA da 180 milioni di euro per prodotti Cisco.

Tra gli indagati figurano:

Paolo Capomasi, dirigente Cisco
Fabrizio Luciano, funzionario Cisco per la PA
Gianmatteo Manghi, amministratore delegato Cisco Italia
Massimo Rossi, legale rappresentante Italware
Cristiano Rufini, legale rappresentante Sferanet
Angelo Antonio Masala, ufficiale della Marina.

Secondo l’accusa, i manager Cisco e gli imprenditori avrebbero raggiunto un accordo collusivo per pilotare l’esito della gara, stabilendo in anticipo l’aggiudicatario e le condizioni economiche.

Il filone Nutanix e la presunta corruzione nella Marina

Un ultimo segmento investigativo riguarda una gara per licenze software Nutanix del valore di oltre 3 milioni di euro.

Angelo Antonio Masala

Il comandante della Marina è accusato di aver stabilmente asservito la propria funzione agli interessi della società Innovery, favorendo l’inserimento della società nelle forniture.

In cambio avrebbe ricevuto oltre 229 mila euro, attraverso un sistema di fatture false e società cartiere.

Un sistema corruttivo nella cybersicurezza pubblica

Nel loro complesso, le accuse delineano – secondo gli investigatori – un sistema strutturato di relazioni corruttive nel settore strategico della cybersicurezza e dell’informatica pubblica.

Il presunto schema vedeva:

Francesco Dattola come imprenditore beneficiario degli appalti
Antonio Spalletta come intermediario con la pubblica amministrazione
manager di multinazionali tecnologiche e funzionari pubblici come facilitatori delle gare.

Le indagini proseguono ora per chiarire l’effettiva portata della rete di relazioni e il numero di appalti pubblici che potrebbero essere stati influenzati dal presunto sistema corruttivo.

L’anatomia dei 26 Indagati

Francesco Dattola: Il “Dominus”, amministratore di fatto di NSR s.r.l.

Antonio Spalletta: Il grande mediatore nei palazzi del potere e della Difesa.

Rodolfo Falcone: Già Country Manager di Red Hat Italia.

Marco Uggeri: Enterprise Account Executive di Red Hat.

Bruno Adducci: Collaboratore di Red Hat.

Enrico Senatore: CTO di Terna s.p.a. e vice-presidente della ASD Sporting EUR.

Emanuele Iannetti: Amministratore Delegato del Polo Strategico Nazionale.

Riccardo Barrile: Responsabile Cyber Security di Rete Ferroviaria Italiana (RFI).

Carlo Bisi: Sales Manager Trasporti per TIM S.p.A.

Francesco Modesto: Generale dell’Esercito (VI Reparto Stato Maggiore Difesa).

Antonio Lanzillotti: Generale di Brigata, a capo del 1° Reparto di TELEDIFE.

Pierfrancesco Coppola: Generale dell’Aeronautica Militare.

Angelo Gervasio: Direttore Generale di TELEDIFE.

Fabio Cerase: Colonnello, a capo della 1° Divisione di TELEDIFE.

Antonio Di Pardo: Capo della 8° Divisione Reti Telematiche di TELEDIFE.

Stefano Tronelli: Amministratore della Tron Group Holding, specialista del “cambio Rolex”.

Gianmatteo Maria Manghi: Amministratore Delegato di Cisco Systems Italy.

Pasquale Potenza: Responsabile Commerciale PA di Nutanix Italy.

Gianfranco Marra: Responsabile Commerciale PA di Nutanix Italy.

Massimo Rossi: Rappresentante legale di Italware s.r.l.

Antonio Angelo Masala: Ufficiale di Marina, punto di contatto al VI Reparto SMD.

Fabrizio Luciano: Funzionario Cisco con delega alla Pubblica Amministrazione.

Paolo Capomasi: Dirigente Cisco.

Valentina Patrignani: Moglie di Masala e legale rappresentante di Buildings Vamp s.r.l.

Pietro Parente: Socio e gestore di fatto di Innovery s.p.a.

Cristiano Rufini: Rappresentante legale di Sferanet s.r.l.

Napoli, SUV senza assicurazione travolge auto scuola e fugge: fermato dai cittadini

Napoli – Ancora un grave incidente stradale in via Orazio, dove si è sfiorata la tragedia. Un giovane alla guida di un SUV, risultato privo di assicurazione, ha centrato in pieno una Fiat Panda appartenente a una scuola guida.

A bordo dell’utilitaria c’era una ragazza di 19 anni impegnata in una sessione di pratica.L’impatto, avvenuto ad alta velocità, ha provocato momenti di grande paura, riportando al centro dell’attenzione la sicurezza stradale in ambito urbano.

La fuga e l’inseguimento dei cittadini

Dopo lo schianto, il conducente del SUV si è dato alla fuga, percorrendo circa 500 metri. La corsa è stata però interrotta grazie all’intervento di alcuni cittadini presenti, che avevano assistito alla scena e sono riusciti a fermarlo prima dell’arrivo delle forze dell’ordine.

L’intervento delle forze dell’ordine

Sul posto sono intervenuti gli agenti della polizia municipale e della polizia di Stato, che hanno fermato e identificato il giovane responsabile dell’incidente.

La denuncia: “Guida criminale e regole ignorate”

Dura la presa di posizione degli esponenti di Europa Verde, il deputato Francesco Emilio Borrelli e il consigliere municipale Gianni Caselli:
“Ci troviamo di fronte all’ennesimo episodio di guida criminale che ha rischiato di provocare vittime. Ancora una volta registriamo un totale disprezzo per le regole e per la vita umana”.

Sicurezza stradale e allarme sociale

Secondo gli esponenti politici, il fenomeno degli incidenti stradali sta assumendo dimensioni sempre più preoccupanti: “Dall’inizio dell’anno in Italia si registrano numeri record di incidenti e vittime. Le nuove norme rendono più difficile per i comuni installare autovelox e dissuasori, ma il problema è soprattutto sociale. Troppi automobilisti guidano a velocità folli nei centri abitati, spesso distratti dal cellulare o intenti a registrare video. In altri casi si guida sotto l’effetto di alcol o stupefacenti. Questa mattanza deve finire”.

Copre le targhe con i volantini del supermercato per sfuggire ai controlli: denunciata 47enne

Con l’arrivo della bella stagione, le strade della costiera sorrentina si animano di residenti e turisti. Un pomeriggio apparentemente tranquillo, quasi da cartolina — finché una Fiat 500 bianca non ha attirato l’attenzione di una pattuglia del Nucleo Radiomobile di Sorrento in servizio tra le vie di Meta.

L’auto proveniva verosimilmente da Vico Equense. Nulla di strano, in apparenza. Ma alla vista della gazzella dei carabinieri, la conducente ha improvvisamente svoltato imboccando vicolo del Mulino, come se volesse evitare il contatto.

Volantini al posto dei numeri

I militari l’hanno raggiunta poco dopo. La donna, 47 anni, residente nella zona, è scesa dall’auto visibilmente imbarazzata, cercando di giustificarsi. I carabinieri si sono avvicinati alle targhe e hanno fatto la scoperta: al posto di numeri e lettere c’erano volantini di un noto supermercato, con immagini di prodotti caseari e salumi e le offerte della settimana, accuratamente applicati a coprire le targhe originali.

L’obiettivo, come ha poi ammesso la stessa donna, era chiaro: eludere i lettori ottici di targhe presenti lungo la costiera e, di conseguenza, evitare che le multe arrivassero a casa sua.

Auto senza assicurazione, revisione e documenti

Gli accertamenti successivi hanno aggravato ulteriormente la sua posizione. La Fiat 500 è risultata priva di assicurazione, senza revisione e senza carta di circolazione. Il veicolo è stato immediatamente sequestrato.

La 47enne è stata denunciata a piede libero per soppressione, distruzione e occultamento di atti veri. La sua spiegazione alla pattuglia resterà agli atti: “Volevo solo fare una passeggiata.”

Previsioni Meteo: giornata instabile da Napoli a Benevento

La Campania si sveglia sotto un cielo instabile in questa giornata del 27 marzo 2026, con un quadro meteorologico che interessa in modo differenziato le province regionali. In generale si registrano temperature massime che oscillano tra i 9,6 e i 13,4 gradi e minime che scendono fino a 3,9 gradi nelle zone interne; il vento può risultare sensibile in alcune aree, con raffiche fino a 24 km/h, mentre le probabilità di pioggia variano notevolmente tra le città, segnalando una giornata da attenzionare per chi deve spostarsi. Le mappe odierne mostrano maggiori probabilità di precipitazioni lungo la fascia costiera meridionale e nell’entroterra orientale, con fenomeni a carattere di rovescio piuttosto che pioggia continua ovunque.

Previsione Meteo Napoli: A Napoli la giornata è caratterizzata da pioggia debole, con temperature che al momento viaggiano attorno ai 10,9 °C e punte massime previste intorno ai 13,4 °C. L’umidità è sensibilmente elevata, al 66%, e la probabilità di precipitazioni raggiunge il 50% nel corso della giornata: non si escludono piovaschi intermittenti che potrebbero alternarsi a brevi schiarite. Il vento è generalmente debole, con una velocità media attuale di circa 1,5 km/h e raffiche che non dovrebbero superare i 10 km/h; le condizioni sono dunque favorevoli a una giornata piovosa ma non eccessivamente ventosa, con possibili criticità nelle aree esposte e sulle strade bagnate.

Previsione Meteo Salerno: Salerno presenta il quadro più instabile della regione per oggi, con rovesci deboli molto probabili e una probabilità di pioggia che sfiora il 98%. Le temperature si mantengono miti per il periodo, con una minima attesa intorno ai 6,9 °C e una massima che non supera i 12,5 °C. Il vento è più presente rispetto ad altre zone della regione: la velocità media rilevata è di circa 12,1 km/h, con raffiche che possono raggiungere i 16,7 km/h, condizioni che possono aumentare la sensazione di freddo sotto la pioggia. Per chi si trova lungo la costa tra il Golfo di Salerno e i comuni limitrofi è consigliabile considerare l’impatto dei rovesci sui tempi di spostamento e sulle attività all’aperto.

Previsione Meteo Caserta: A Caserta il tempo è instabile con rovesci deboli attesi nel corso della giornata, seppure con probabilità di precipitazione inferiore rispetto ad altre province, attorno al 48%. Le temperature oscilleranno tra una minima prossima ai 4,8 °C e una massima intorno ai 12,5 °C, condizioni che mantengono l’aria fresca, specie nelle ore mattutine e serali. Il vento rimane moderato, con valori attuali intorno ai 2,1 km/h e raffiche fino a 7,9 km/h; l’assenza di vento sostenuto dovrebbe limitare l’effetto di sensazione di freddo, ma l’umidità al 72% potrà accentuare il disagio in caso di rovesci. Le piogge previste potrebbero risultare frammentate: attenzione alle strade umide, soprattutto nei tratti urbani e nelle tangenziali intorno alla città.

Previsione Meteo Avellino: Avellino si presenta tra le località con maggiore instabilità odierna, dove si attendono rovesci deboli con una probabilità dell’88% e vento più sostenuto rispetto alla media regionale. Le temperature qui saranno le più basse della regione, con una massima prevista di 9,6 °C e una minima che può scendere fino a 3,9 °C; l’attuale temperatura è intorno ai 7,2 °C. Il vento medio è significativo, rilevato a 15,1 km/h, e le raffiche potranno raggiungere i 23,1 km/h: condizioni che aumentano il rischio di temporanei abbassamenti di temperatura percepita e che richiedono prudenza per chi circola su strade soggette a fogliame o detriti. Le precipitazioni potrebbero concentrarsi nelle ore centrali e pomeridiane, con possibili rovesci localizzati ma intensi rispetto al resto della giornata.

Previsione Meteo Benevento: Anche Benevento è interessata da rovesci deboli, con probabilità di pioggia attorno al 70% e temperature comprese tra una minima di circa 4,2 °C e una massima che si attesterà sui 11 °C. La temperatura attuale si aggira sui 9,0 °C, mentre il vento soffia con valori medi attorno a 11,2 km/h e raffiche possibili fino a 23,9 km/h: tali raffiche rappresentano il picco regionale e warrantano attenzione, in particolare sulle strade provinciali e nei tratti esposti. Le precipitazioni, pur non particolarmente intense, possono rendere la viabilità più lenta e causare problemi in punti con scarsa evacuazione delle acque; la combinazione di pioggia e vento impone prudenza per le attività all’aperto, soprattutto per chi opera in ambiti agricoli o cantieristici.

Scenario regionale e consigli pratici: La distribuzione del maltempo in Campania oggi segue un gradiente che vede i rovesci più probabili su Salerno e nelle aree interne orientali, mentre Napoli e Caserta appaiono leggermente meno colpite, con piogge più deboli e intermittenti. Le temperature rimangono contenute, con un range complessivo tra circa 3,9 °C e 13,4 °C: una forbice che indica come le zone interne manterranno il carattere più fresco, mentre le coste beneficeranno di una lieve moderazione termica. Il vento presenta valori massimi che possono raggiungere i 23-24 km/h in alcuni settori, elemento da tenere presente soprattutto per gli spostamenti lungo le strade esposte e per la navigazione costiera: si raccomanda di verificare le condizioni prima di intraprendere viaggi via mare o attraverso passi appenninici.

Impatto su mobilità e servizi locali: Le condizioni odierne di rovesci e vento possono influire sulla mobilità urbana e sulle reti di trasporto regionale. Le piogge, specie a Salerno e nelle zone interne di Avellino e Benevento, potrebbero causare rallentamenti sul traffico locale e, in caso di rovesci intensi, creare criticità nei punti soggetti a ristagni d’acqua. Le amministrazioni comunali e i servizi di protezione civile locali potrebbero dover monitorare la situazione nei punti critici, come sottopassi e tratti soggetti a smottamenti, mentre chi utilizza il trasporto pubblico è invitato a prevedere possibili ritardi. Per il settore turistico e commerciale, soprattutto lungo la costa, la giornata non si presta a eventi all’aperto e richiede piani alternativi per attività previste in esterno.

Prospettive per le prossime ore e indicazioni per i cittadini: Nel breve termine è probabile che i fenomeni restino a carattere di rovescio e locali, con possibilità di temporanei miglioramenti tra una perturbazione e l’altra; tuttavia la presenza di umidità elevata e venti moderati favorisce il mantenimento di condizioni instabili almeno fino alla serata. Si consiglia ai cittadini di portare con sé un adeguato riparo impermeabile, di prestare attenzione alla guida in presenza di asfalto bagnato e di fissare eventuali oggetti all’aperto che potrebbero essere mossi dal vento. Gli automobilisti dovrebbero adattare la velocità alle condizioni e mantenere distanze di sicurezza maggiori del solito, mentre gli operatori che lavorano in quota o su impalcature devono valutare la possibilità di sospendere attività in presenza di raffiche significative.

Osservazioni finali e prospettiva climatica locale: La giornata odierna in Campania conferma come la transizione stagionale possa portare a episodi di instabilità anche in regioni dove le temperature restano moderate sulle coste. Il bilancio termico mostra minime piuttosto fresche nelle zone interne e massime contenute, elemento che contraddistingue il periodo e che potrebbe ripetersi nei prossimi giorni fino a quando non si assesterà una rimonta stabile dell’alta pressione. Per ora l’attenzione rimane puntata sulle aree con maggiore probabilità di rovesci — in particolare Salerno, Avellino e Benevento — mentre Napoli e Caserta dovrebbero registrare fenomeni più deboli e intermittenti: aggiornamenti locali e monitoraggi in tempo reale restano utili per chi deve programmare spostamenti o attività sensibili alle condizioni meteorologiche.

Pizzaiolo pusher arrestato in provincia di Caserta

Nella serata di ieri i carabinieri della stazione di San Nicola La Strada hanno tratto in arresto un 52enne, pizzaiolo di professione e già noto alle forze dell’ordine, con l’accusa di detenzione e cessione illecita di sostanze stupefacenti. L’episodio è avvenuto nel territorio di San Marco Evangelista, in provincia di Caserta.

L’intervento è scattato durante un servizio di perlustrazione del territorio. I militari hanno sorpreso l’uomo subito dopo aver ceduto 0,30 grammi lordi di cocaina a un acquirente, in cambio di 20 euro. Il compratore è stato identificato e segnalato alla Prefettura come assuntore di sostanze stupefacenti.

Perquisizione nel locale: droga e materiale per il confezionamento

A seguito dell’episodio, i carabinieri hanno esteso le verifiche all’esercizio commerciale dove il 52enne svolge la propria attività lavorativa. All’interno del locale, nella disponibilità dell’uomo, sono stati rinvenuti ulteriori 21,7 grammi lordi di cocaina, 0,7 grammi lordi di hashish, un bilancino di precisione e diverso materiale utilizzato per il confezionamento delle dosi.

Tutta la sostanza stupefacente e il materiale trovato sono stati sottoposti a sequestro.L’uomo è stato dichiarato in arresto e sarà giudicato nelle prossime ore con rito direttissimo.

Criminalità a Napoli: un ciclo che non si chiude mai

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La faida continua

Castellammare di Stabia, una località che sembra un palcoscenico per drammi inaspettati. Qui, il boss del clan Cesarano ha deciso di scegliere il rito abbreviato dopo aver ucciso un rivale nella faida. Un colpo di scena che dimostra come la violenza sia sempre presente e che la criminalità organizzata non dorme mai. La domanda sorge spontanea: quanto può durare questo ciclo di violenza?

Il prezzo della scelta

Il rito abbreviato è una mossa discutibile. Meno tempo in carcere significa maggiori possibilità di rientrare in gioco. Ma chi paga il prezzo di tutte queste scelte? Di certo non solo i diretti coinvolti: la popolazione è costretta a vivere in un clima di paura e insicurezza, una realtà che si complica ulteriormente con la presenza della mafia.

Il continuo scontro

Le strade di Napoli e circondario sono un campo di battaglia, e ogni giorno si registrano nuovi scontri tra clan. Le forze dell’ordine possono fare poco se i cittadini non denunciano o sono costretti a tacere. E così, la lotta contro la criminalità diventa un’odissea destinata a prolungarsi nel tempo.

Verso un cambiamento?

In un contesto così drammatico, dovremmo chiederci: c’è davvero una speranza di cambiamento? La risposta non è semplice. Si parla di strategie, di progetti, ma le parole devono trasformarsi in azioni concrete. La bellissima Napoli merita di più, e il suo popolo ha diritto a vivere senza timori. Ma cosa serve affinché la pace possa finalmente tornare a regnare?

Ladri di auto «distratti»: fuggono dai Carabinieri ma saltano il muro della caserma. Arrestati

San Sebastiano al Vesuvio  – Definirli sfortunati sarebbe generoso, definirli esperti sarebbe un errore. Per Antonio Pignetti e Carmine Liberti, coppia fissa del furto d’auto nell’hinterland vesuviano, l’ultima “impresa” si è trasformata in una scena da commedia degli equivoci.

I due, dopo aver sottratto una Fiat 500X, sono riusciti nell’incredibile impresa di consegnarsi spontaneamente alle forze dell’ordine durante la fuga.

La fuga verso “casa”

Tutto accade nel tardo pomeriggio, quando la luce del giorno è ancora sufficiente per distinguere chiaramente insegne e colori. Dopo aver forzato l’auto in strada, i due incappano in un posto di blocco dei Carabinieri.

Ne nasce un inseguimento serrato che termina in una strada senza uscita. Messi alle strette, i malviventi abbandonano il veicolo e tentano la fuga a piedi scavalcando una recinzione per seminare i militari alle calcagna.

Mai scelta fu più infelice: oltre il muro non hanno trovato la libertà, ma il cortile della Stazione dei Carabinieri Forestali di San Sebastiano al Vesuvio. I militari, che in quel momento si trovavano nel piazzale, si sono visti letteralmente piovere addosso i due ricercati, bloccandoli all’istante insieme ai colleghi che li stavano inseguendo.

Il precedente: il muro e il bloccasterzo

Non è la prima volta che la “sfortuna” – o la scarsa perizia – gioca brutti scherzi alla coppia. Solo otto giorni fa, Pignetti e Liberti erano stati arrestati per un episodio simile.

Anche in quel caso il bersaglio era una 500X, ma la fuga era durata pochissimo: i due avevano dimenticato di disinserire il bloccasterzo, finendo per schiantarsi “dritti” contro un muro pochi metri dopo la partenza. Un errore tecnico che li aveva portati direttamente davanti al giudice, prima di tornare in libertà e reiterare il reato.

Un curriculum di fallimenti

Il pedigree criminale dei due è lungo e costellato di interventi delle forze dell’ordine. Solo nel febbraio scorso, Pignetti era stato denunciato per il possesso di chiavi alterate e per due furti commessi il giorno precedente. Andando a ritroso nel tempo, le tracce della coppia portano a giugno 2025, con un arresto a Pollena Trocchia dopo un inseguimento a bordo di una Lancia Y rubata.

La carriera di Pignetti sembra essere una questione di famiglia: già nel 2021 era stato intercettato dai Carabinieri del Nucleo Radiomobile a Poggioreale mentre tentava un colpo insieme al padre Mariano.

Nonostante l’esperienza accumulata negli anni, l’orientamento spaziale e la cura dei dettagli sembrano rimanere i punti deboli di un duo che continua a riempire i verbali della cronaca locale.

Molluschi senza tracciabilità: blitz anti-epatite A al Vomero e Arenella, 3 negozi nel mirino

I militari della Compagnia Carabinieri Napoli Vomero, in collaborazione con i veterinari dell’Asl Napoli 1, hanno effettuato un servizio mirato di prevenzione per contrastare la possibile diffusione dell’epatite A attraverso il consumo di molluschi non controllati.

Su 16 pescherie controllate, soltanto in tre sono state riscontrate irregolarità. Le violazioni riguardano soprattutto la mancanza di tracciabilità della merce, elemento fondamentale per garantire la sicurezza alimentare e impedire il contagio.

Via Settimo Lucio Caruso: 8 chili di vongole e lupini sotto sequestro

Nella prima pescheria, situata in via Settimo Lucio Caruso (quartiere Vomero), sono stati sequestrati 8 chili di vongole e lupini. I prodotti erano privi della documentazione obbligatoria che ne certifica provenienza e catena del freddo.

Via San Giacomo dei Capri: altri 23 chili di molluschi bloccati

Nella seconda attività, in via San Giacomo dei Capri, i controlli hanno portato al sequestro di 23 chili di molluschi bivalvi. Anche in questo caso la merce risultava sprovvista di tracciabilità.

Via Leonardo Bianchi: il sequestro più consistente

La terza pescheria sanzionata, in via Leonardo Bianchi (zona Arenella), ha visto il sequestro del quantitativo maggiore: 39 chili di molluschi. Complessivamente, i tre interventi hanno portato al ritiro dal mercato di circa 70 chili di prodotto potenzialmente a rischio.

L’allerta regionale resta alta

I controlli si inseriscono in un più ampio dispositivo di prevenzione attivato dalle autorità sanitarie e dai Carabinieri in tutta la Campania e nel basso Lazio, dove la circolazione dell’epatite A ha imposto un livello di attenzione costante.

L’obiettivo è chiaro: evitare che prodotti ittici non conformi entrino nella filiera alimentare e contribuiscano alla diffusione del virus. Le tre pescherie sanzionate sono state segnalate alle competenti autorità amministrative per i provvedimenti del caso.

Da Castellammare all’Albo d’Oro dei maestri d’arte contemporanei: il traguardo di Tullio Cotticelli

Tullio Cotticelli, 48enne maestro d’arte originario di Castellammare di Stabia, ha raggiunto un nuovo, prestigioso traguardo: l’inserimento nell’Albo d’Oro dei Maestri Contemporanei. Il riconoscimento, conferito dalla Maisòn D’Art di Padova e approvato dal Registro Accademico Internazionale delle Belle Arti, arriva a coronamento di una carriera che fonde il talento artistico con una vocazione profonda per il sociale.

L’arte come strumento di inclusione

Al centro della vita e dell’opera di Cotticelli c’è l’impegno nell’arteterapia rivolta a ragazzi con disabilità, che il maestro preferisce definire “diversamente abili”. Un percorso iniziato anni fa con semplici disegni a matita su carta e che oggi ha portato i suoi allievi a realizzare complessi murales in 3D, utilizzando pittura e materiali come il polistirolo.

“L’arte è sempre stata la più grande forma di comunicazione, fin dai tempi dei graffiti nelle caverne,” spiega Cotticelli. “Oggi questo percorso ha cambiato forma: con dedizione siamo riusciti a renderlo uno strumento benefico dove c’è più bisogno di comunicare con mezzi diversi. I colori e le forme sono come la primavera: portano il sole e fanno sbocciare sorrisi e momenti di armonia.”

Una carriera tra riconoscimenti e impegno sociale

L’ingresso nell’Albo d’Oro si aggiunge a un palmarès già di altissimo livello. Nel corso degli anni, il maestro stabiese ha collezionato onorificenze di rilievo, tra cui:

Il titolo di Ambasciatore dell’Arte del Mediterraneo (conferitogli in Sicilia).

L’Oscar dell’Arte nel 2021.

Il prestigioso Leone d’Oro di Venezia per le Arti Visive.

A questi si affiancano i titoli accademici e professionali: una Laurea Honoris Causa in Arte, il titolo di Asacom per la disabilità e la qualifica di Arteterapeuta riconosciuta dal Miur. Eppure, Cotticelli non dimentica le sue origini e la sua formazione in gran parte autodidatta.

“Dedico questo inestimabile traguardo a chi, come me, si è costruito da solo provenendo dalla strada,” dichiara l’artista. “A volte è proprio quella l’università più importante, quella che ti laurea in empatia e nella capacità di immedesimarti negli ultimi e nei più bisognosi”.

Il legame con Castellammare e la speranza per il futuro

Nonostante il respiro internazionale della sua arte (che spazia anche tra musica e poesia), il legame con la nativa Castellammare di Stabia resta il fulcro della sua identità. Il successo non ha intaccato lo “spirito ribelle” dell’artista, da sempre orientato a remare contro le ingiustizie e a denunciare le realtà marginalizzate attraverso le sue tele.

Il suo sogno nel cassetto non guarda alla fama, ma alla memoria collettiva della sua comunità. “Spero un giorno di essere ricordato, mai per vanto, ma per un’impronta indelebile scolpita nella roccia: quella dell’uguaglianza a favore della disabilità, dando voce a chi non ne ha”.

In un mondo contemporaneo spesso distratto dai conflitti, la missione di Tullio Cotticelli è chiara: continuare a creare e servire attraverso la cultura, per non dimenticare mai le parti più belle dell’umanità, ovvero “i colori, la gioia, la solidarietà e il rispetto verso il prossimo”.

Castellammare, arrestati il pusher Pasquale Vitale e la moglie

A Castellammare di Stabia proseguono i controlli antidroga dei carabinieri della compagnia locale. Nel corso di un’operazione i militari hanno arrestato con l’accusa di detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio Pasquale Vitale, 35 anni, già sottoposto agli arresti domiciliari, e sua moglie, 33enne incensurata.

La perquisizione in casa

Durante un controllo eseguito nell’abitazione dell’uomo, i carabinieri hanno rinvenuto circa 26 grammi di cocaina e 10 grammi di hashish. Nel corso delle verifiche, nella tasca della donna è stato inoltre trovato un bloc-notes che, secondo gli investigatori, sarebbe stato utilizzato come una vera e propria rubrica legata all’attività illecita.

Per il 35enne si sono aperte le porte del carcere, mentre la moglie è stata posta agli arresti domiciliari. Entrambi restano ora in attesa di giudizio.

Napoli, commerciante sequestrato a Poggioreale: 76 anni di carcere al gruppo di Nicola Rullo

Napoli – Una trappola costruita con cura, un appartamento in via Nuova del Campo a Poggioreale come teatro del terrore, e una vittima attirata con l’inganno, rapinata di telefono, carta di credito e 1.070 euro prima di essere massacrata di botte.

Il movente era una somma di denaro svanita nel nulla: quasi 360mila euro, legati a una compravendita di auto che il clan Contini rivendicava con la violenza. Fu il boss Nicola Rullo a fare irruzione nell’appartamento, colpendo la vittima prima con un martello e poi con un sampietrino. Successivamente si aggiunse anche Carlo Gagliotta, trasformando il pestaggio in un atto collettivo di brutalità camorristica.

Otto condannati, pene quasi dimezzate

A quasi un anno e mezzo da quei fatti, il gip Federica Girardi ha pronunciato ieri pomeriggio il verdetto di primo grado: otto condanne, per un totale di 76 anni e 2 mesi di carcere complessivi. Il boss Nicola Rullo — difeso dagli avvocati Domenico Dello Iacono e Andrea Imperato — si è visto infliggere 10 anni e 6 mesi, la pena più severa del dispositivo.

La stessa condanna è stata comminata a Giuseppe Moffa e Salvatore Pisco. Dieci anni esatti per Armando Reginella. Otto anni e 8 mesi ciascuno, invece, per Ciro Carrino (genero del boss), Carlo Di Maio, Rosario De Tommaso e Giovanni Giuliano.

L’inchiesta della Dda ha sostanzialmente retto al vaglio del tribunale, ma l’esito ha deluso le aspettative dell’accusa: le pene inflitte sono risultate quasi dimezzate rispetto a quanto richiesto al termine della requisitoria. Una «stangata sfumata», secondo le stesse parole del pool difensivo, che ha battuto in particolare su una recente pronuncia della Corte Costituzionale che ribadisce il principio di proporzionalità della pena rispetto alle contestazioni.

Le intercettazioni che hanno salvato Esposito

Il colpo di scena del processo è arrivato con tre assoluzioni con formula piena: Maria Rullo, sorella del boss, Assunta Giuliani e, soprattutto, Gabriele Esposito, noto imprenditore del settore movida napoletana. Per quest’ultimo — difeso dagli avvocati Roberto Saccomanno e Annalisa Senese — la Procura aveva avanzato una richiesta di condanna a vent’anni di carcere.

A ribaltare la sua posizione processuale sono state nuove intercettazioni ambientali depositate dalla Dda nella settimana precedente il verdetto. Secondo l’accusa, quei dialoghi captati nell’abitazione di Roberto Murano — altro elemento di spicco del clan Contini, fermato peraltro pochi giorni fa — avrebbero dimostrato la volontà del boss Rullo di condizionare l’esito del processo, aggravando la posizione di Moffa a vantaggio di Esposito e Carrino.

La difesa, al contrario, ha letto le stesse conversazioni come prova della volontà di «dire la verità»: ovvero che Esposito era del tutto estraneo alla vicenda. Il gip ha accolto la tesi difensiva.

La requisitoria non aveva lasciato scampo: richieste di condanna per un totale di 150 anni di reclusione, con picchi di 20 anni per i promotori del rapimento. Una vera e propria stangata giudiziaria mirata a decapitare i vertici della cosca del Vasto-Arenaccia.

L’incubo del 2024: trappola e torture

Al centro del dibattimento resta la drammatica vicenda del 26 e 27 settembre 2024. Tutto nacque da un presunto debito di 375mila euro, legato a una compravendita di auto, che la cosca pretendeva di riscuotere per conto di Marcello Madonna.

La trappola scattò in un appartamento di via Nuova del Campo, a Poggioreale. L’imprenditore Pietro Gagliotta fu attirato con l’inganno, rapinato di telefono, carta di credito e contanti, per poi essere sottoposto a un brutale pestaggio.

La violenza raggiunse l’apice con l’arrivo del boss Nicola Rullo: armato di martello e sampietrino, il ras avrebbe infierito sulla vittima, minacciandola di morte. L’orrore raddoppiò quando anche il padre, Carlo Gagliotta, giunse sul posto nel tentativo di salvare il figlio, venendo a sua volta colpito al petto con un martello.

Secondo la ricostruzione della Procura, all’interno dell’appartamento erano presenti diversi affiliati, mentre altri complici fungevano da vedette.

L’epilogo a Castel Volturno

Dopo ore di agonia, le vittime, ridotte a maschere di sangue, furono trasferite a Castel Volturno, all’interno del complesso Parco Fontana Bleu. Lì vennero medicate sommariamente per cancellare le tracce più evidenti del massacro prima del rilascio. L’incubo terminò solamente all’1:30 di notte davanti al pronto soccorso dell’ospedale Fatebenefratelli, dove i due imprenditori vennero letteralmente scaricati dai sequestratori.

Totale pene inflitte: 76 anni e 2 mesi di carcere

Nicola Rullo – 10 anni e 6 mesi
Giuseppe Moffa – 10 anni e 6 mesi
Salvatore Pisco – 10 anni e 6 mesi
Armando Reginella – 10 anni
Ciro Carrino – 8 anni e 8 mesi
Carlo Di Maio – 8 anni e 8 mesi
Rosario De Tommaso – 8 anni e 8 mesi
Giovanni Giuliano – 8 anni e 8 mesi
Maria Rullo – assolta con formula piena
Assunta Giuliani – assolta con formula piena
Gabriele Esposito – assolto con formula piena

L’oroscopo di oggi 27 marzo 2026 a cura di Paolo Tedesco

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Cari amici, le stelle per questo venerdì 27 marzo 2026 ci raccontano di un momento di costruzione consapevole. Non siamo di fronte a colpi di scena improvvisi, ma a una giornata perfetta per mettere ordine nelle idee e nelle emozioni.

♈ Ariete (21/03 – 19/04)

Oggi potresti sentire il peso delle responsabilità, ma è proprio questa la tua forza. Saturno nel tuo segno ti chiede di mettere ordine, senza fretta.

  • Amore: Le relazioni sono messe alla prova per diventare più solide. Se sei single, mostrarti autentico sarà la chiave per un incontro significativo. In coppia, evita di imporre il tuo passo.

  • Lavoro: Il duro lavoro di questi giorni getta le basi per riconoscimenti futuri. Un progetto avviato in primavera inizia a prendere forma.

  • Salute: Le energie sono alte, ma attenzione allo stress. Saturno richiede un ritmo sostenibile: non forzare.

  • Finanze: Crescita lenta ma costante. Oggi non è il giorno per investimenti impulsivi.

Il consiglio di Paolo Tedesco: “Non sfidare il mondo, supera i tuoi limiti. La vera vittoria è su chi eri ieri.”

♉ Toro (20/04 – 20/05)

La tua mente è vivace e pronta a nuove connessioni. Giove ti spinge a uscire dal guscio, anche solo con una chiacchierata.

  • Amore: La vita sociale è un catalizzatore. Un viaggio o un corso potrebbero portare a incontri stimolanti. In coppia, condividere una passione intellettuale riaccende la scintilla.

  • Lavoro: Giornata ottima per la comunicazione e le collaborazioni. Presta attenzione ai dettagli nei contratti.

  • Salute: Il benessere passa dalla mente. Attività come il giardinaggio o la meditazione aiutano a ritrovare la calma.

  • Finanze: Reddito variabile ma positivo. Opportunità di investimento tramite conoscenze, ma attento a chi presti denaro.

Il consiglio di Paolo Tedesco: “Nulla di nuovo entra se la porta è chiusa. Apri la mente e il mondo entrerà con doni inaspettati.”

♊ Gemelli (21/05 – 20/06)

Giove nel tuo segno continua a regalarti ottimismo e opportunità. È il momento di sfruttare la tua versatilità.

  • Amore: Sei magnetico, soprattutto in primavera. Dopo maggio, l’attenzione si sposterà sulla ricerca di intimità. In coppia, un progetto familiare potrebbe unirvi.

  • Lavoro: Giornata favorevole per la visibilità. Usa queste ore per lanciare un’idea o un progetto.

  • Salute: Alta energia mentale, ma attenzione ai nervi. Il riposo è produttivo quanto l’azione.

  • Finanze: Momento positivo. Gestisci con saggezza le entrate di questo periodo.

Il consiglio di Paolo Tedesco: “Sii come l’acqua: scorri, adattati, ma sappi dove costruisci la tua diga per raccogliere forza.”

♋ Cancro (21/06 – 22/07)

L’energia cosmica si sta spostando verso di te. Ti senti pronto a proteggere ciò che ami e a costruire qualcosa di sicuro.

  • Amore: I sentimenti sono in piena fioritura. Oggi è ideale per parlare di progetti romantici o di famiglia. Se single, cerchi qualcuno che ti faccia sentire a casa.

  • Lavoro: L’intuizione è premiata. I settori legati alla cura o all’accoglienza sono favoriti.

  • Salute: L’energia vitale aumenta. Il contatto con l’acqua (mare, piscina) è rigenerante.

  • Finanze: Giornata propizia per investire nella casa o nel risparmio prudente.

Il consiglio di Paolo Tedesco: “La tua forza è la tenerezza. Non aver paura di mostrarla. È il tuo scudo e la tua strada verso la prosperità.”

♌ Leone (23/07 – 22/08)

Oggi è importante condividere. Il successo individuale passa attraverso il gruppo e la comunità.

  • Amore: L’amore si trova tra gli amici o in contesti sociali. In coppia, condividere un obiettivo creativo ravviva la passione.

  • Lavoro: La collaborazione è essenziale. Una proposta da un gruppo professionale potrebbe cambiare la tua direzione.

  • Salute: Attenzione a cuore e circolazione. Lo sport di squadra è perfetto per scaricare le tensioni.

  • Finanze: Migliorano attraverso collaborazioni. Attento alle spese eccessive per le apparenze.

Il consiglio di Paolo Tedesco: “Il sole splende per tutti, ma scalda chi si mette in relazione con gli altri. Condividi la tua luce.”

♍ Vergine (23/08 – 22/09)

Saturno nel settore carriera ti mette alla prova, ma ti offre anche l’opportunità di costruire qualcosa di duraturo.

  • Amore: Il legame si cementa superando le sfide insieme. Se single, l’incontro potrebbe avvenire in ambito lavorativo.

  • Lavoro: Molto lavoro, ma i risultati saranno duraturi. Potresti ricevere una promozione o una responsabilità importante.

  • Salute: Stress lavoro-correlato. Yoga o Tai Chi aiutano a trovare l’equilibrio. Occhio alla digestione.

  • Finanze: Stabilità è la parola d’ordine. Ottimo per pensare a fondi pensione o assicurazioni.

Il consiglio di Paolo Tedesco: “La perfezione non è una destinazione, ma la direzione del viaggio. Apprezza il percorso.”

♎ Bilancia (23/09 – 22/10)

Le eclissi stanno trasformando il tuo asse relazionale. Oggi potresti vedere con chiarezza chi ti sta accanto.

  • Amore: Relazioni sotto i riflettori. Potrebbe essere il giorno di un impegno importante o di una consapevolezza necessaria. Scegli chi sei, non solo chi hai vicino.

  • Lavoro: Opportunità in ambito legale o con l’estero. Una partnership può nascere o sciogliersi.

  • Salute: L’equilibrio psico-fisico è la priorità. Cerca armonia tra vita privata e lavoro.

  • Finanze: Grandi movimenti. Ottimo per investire in bellezza o in qualcosa di duraturo.

Il consiglio di Paolo Tedesco: “Non puoi piacere a tutti. Piacerti, onestamente, è il primo passo per attrarre le relazioni giuste.”

♏ Scorpione (23/10 – 21/11)

Giornata di trasformazione interiore. Le tue risorse nascoste vengono alla luce.

  • Amore: Passioni profonde e rivelazioni potenti. Oggi potresti vivere un momento di intimità che trasforma la relazione.

  • Lavoro: Settori come finanza, ricerca e psicologia sono favoriti. Un’intuizione brillante può portare successo.

  • Salute: Grande energia rigenerativa. È un buon momento per prenderti cura della tua vitalità profonda.

  • Finanze: Gestione di capitali o rimborsi. Calcolo e intuito vanno a braccetto.

Il consiglio di Paolo Tedesco: “La crisalide non è una prigione, è un laboratorio alchemico. Abbracia l’oscurità che trasformi.”

♐ Sagittario (22/11 – 21/12)

Giove nel segno opposto porta il focus sulle relazioni significative. Oggi non sei solo.

  • Amore: L’amore è al centro. Se single, l’incontro con il partner ideale è possibile. In coppia, è il momento di rinnovare le promesse.

  • Lavoro: Le partnership sono la chiave. Scegli con cura i collaboratori. Leggi bene i contratti.

  • Salute: Il benessere dipende dalla qualità delle tue relazioni. Un’avventura all’aria aperta in compagnia è la miglior medicina.

  • Finanze: Finanze congiunte sotto una buona stella. Investire con un partner fidato è vincente.

Il consiglio di Paolo Tedesco: “L’altro è lo specchio in cui vedi parti di te. Scegli specchi che ti mostrino il tuo potenziale, non le tue paure.”

♑ Capricorno (22/12 – 19/01)

La giornata è dedicata alla costruzione di routine solide. Il successo si nasconde nei piccoli gesti di oggi.

  • Amore: L’amore cresce nella complicità della vita quotidiana. Se single, una storia potrebbe nascere in ufficio o in palestra.

  • Lavoro: Giornata di lavoro diligente. Migliorare i processi porterà benefici a lungo termine.

  • Salute: Massima priorità. Stabilire oggi una routine sana avrà effetti duraturi.

  • Finanze: Guadagni legati al lavoro quotidiano. Piccoli aumenti cumulativi.

Il consiglio di Paolo Tedesco: “La montagna più alta si scala un passo alla volta. Costruisci oggi l’abitudine che ti porterà alla vetta domani.”

♒ Aquario (20/01 – 18/02)

La creatività e la gioia sono le tue bussole oggi. Lasciati andare al divertimento.

  • Amore: Passione, romanticismo e flirt. Oggi sei particolarmente magnetico. In coppia, ritorna la spensieratezza.

  • Lavoro: Le idee visionarie sono apprezzate. I settori tecnologici, artistici o con i bambini sono favoriti.

  • Salute: Energia vitale alta. Attenzione solo agli eccessi.

  • Finanze: Guadagni legati al talento creativo. Un rischio calcolato su un’idea innovativa potrebbe pagare.

Il consiglio di Paolo Tedesco: “La rivoluzione inizia con un cuore che batte di gioia. Segui ciò che ti fa sentire vivo, e il resto seguirà.”

♓ Pesci (19/02 – 20/03)

Oggi senti il bisogno di mettere radici. La sicurezza emotiva è la tua priorità assoluta.

  • Amore: Il focus è sulla casa e sulla sicurezza. In coppia, si parla di acquisti o ristrutturazioni. Single, cerchi un partner che sia una “base sicura”.

  • Lavoro: I settori immobiliari o legati alle tradizioni sono favoriti. Lo smart working funziona.

  • Salute: Il benessere dipende dalla sensazione di protezione. La tua casa deve essere un rifugio.

  • Finanze: Investi nella casa o nella sicurezza familiare. Possibili supporti economici dalla famiglia.

Il consiglio di Paolo Tedesco: “Non sei un’onda persa nell’oceano. Sei l’intero oceano in una goccia. Trova il tuo contenitore perfetto e fiorisci.”

Cosa ci riservano le stelle per questo Venerdì 27 Marzo 2026?

Con Giove ancora in Gemelli per qualche settimana, l’energia dominante è quella della comunicazione e della connessione . Tuttavia, l’avvicinarsi di Giove al segno del Cancro (dal prossimo maggio) inizia a farsi sentire come un richiamo sottile: possiamo usare questo venerdì per gettare ponti tra ciò che pensiamo e ciò che sentiamo .

Paolo Tedesco ci invita a non sprecare energie in conflitti inutili, ma a usarle per consolidare. Che si tratti di amore, lavoro o salute, il messaggio è chiaro: la solidità si costruisce oggi con gesti concreti e scelte autentiche. È un venerdì per agire con responsabilità (grazie all’influenza di Saturno in Ariete) senza perdere di vista la tenerezza e la protezione che cerchiamo (in attesa di Giove in Cancro) .

Buon venerdì a tutti e che le stelle vi accompagni con serenità!

«Avete fatto bingo, Brigadié»: l’arsenale della camorra tra i sedili della Panda

Torre Annunziata – Il freddo umido di un ultimo scorcio d’inverno avvolge via Andolfi, ma a scaldare l’atmosfera ci pensa il metallo pesante stipato in una utilitaria. È quasi mezzanotte quando una pattuglia dei Carabinieri decide di fermare una Fiat Panda che procede con eccessiva cautela. Non è un controllo di routine, è l’intuizione che cambia il corso di una notte che profumava di polvere da sparo.

Appena la paletta si alza e il finestrino si abbassa, il conducente, un 42enne del centro storico di Napoli già sottoposto alla libertà vigilata, non prova nemmeno a imbastire una scusa. Guarda il militare e, con il fatalismo di chi sa di essere stato incastrato dal destino, sentenzia: «Avete fatto bingo, Brigadié».

Un museo della morte itinerante

Quello che i militari dell’Arma si trovano davanti una volta aperta la portiera non è un semplice trasporto illecito, ma un vero e proprio arsenale da guerra. Tra i sedili e il bagagliaio della Panda spuntano pezzi che sembrano usciti da un manuale di storia militare o da un conflitto balcanico.

Il pezzo più inquietante è una MP40, la pistola mitragliatrice tedesca tristemente nota nei teatri della Seconda Guerra Mondiale, perfettamente oleata e pronta all’uso. Accanto a questa, la ferocia della modernità: tre fucili mitragliatori AK-74 (la versione evoluta del Kalashnikov) e uno Zastava di provenienza est-europea. Completano il carico due fucili monocanna calibro 12 e un fucile mitragliatore Jaker modificato per esplodere proiettili calibro 9.

Caccia al bersaglio dei clan

Insieme all’uomo, i Carabinieri hanno arrestato la passeggera, una 39enne di Giugliano con precedenti. Entrambi non hanno opposto resistenza, quasi schiacciati dal peso di quel “tesoro” di morte che stavano trasferendo. Oltre alle armi, sono state sequestrate oltre 420 munizioni di vario calibro, tutte cariche e pronte a fare fuoco.

Ora l’attenzione degli inquirenti si sposta sui laboratori balistici. Le armi verranno sottoposte a esami tecnici per capire se abbiano già “cantato” nei recenti fatti di sangue che hanno scosso l’hinterland napoletano. Resta un interrogativo inquietante: a chi era destinato quel carico?

La potenza di fuoco sequestrata suggerisce che la criminalità organizzata si stesse preparando per uno scontro frontale, un’offensiva che il “bingo” dei Carabinieri ha interrotto appena in tempo.

Il dettaglio tecnico delle armi

Le armi sequestrate dai Carabinieri a Torre Annunziata non sono semplici pistole da difesa o da rapina, ma strumenti progettati per il combattimento urbano e l’alto volume di fuoco.

 La strategia del terrore e il ruolo dei “Corrieri”

Il ritrovamento di questo arsenale in una Fiat Panda apre scenari inquietanti sulla geopolitica della camorra tra Napoli centro e l’area vesuviana.

1. La “saldatura” tra i Clan

Il fatto che a bordo ci fossero un uomo del centro storico di Napoli e una donna di Giugliano, fermati a Torre Annunziata, suggerisce un asse criminale trasversale. Le armi stavano viaggiando: questo indica una fornitura in corso, forse un “prestito” d’uso tra clan alleati o l’acquisto di un pacchetto “chiavi in mano” per un commando pronto a colpire.

2. Dalla stesa alla guerra aperta

Mentre le “stese” (raid intimidatori con spari in aria) vengono solitamente effettuate con pistole o mitragliette leggere (come le Skorpion), la presenza di ben quattro fucili d’assalto tipo AK-74 indica un salto di qualità. Queste sono armi da “assalto frontale” o per agguati contro auto blindate. Chi detiene questi pezzi non vuole solo spaventare: vuole eliminare obiettivi protetti o presidiare una piazza di spaccio contro un’offensiva nemica.

3. Il “mercato Balcanico” e il riciclo storico

La presenza dello Zastava conferma che il canale d’approvvigionamento dell’Est Europa è più vivo che mai. Ancora più singolare è l’MP40: un pezzo da museo che, se perfettamente funzionante come dichiarato, dimostra la capacità della malavita di rimettere in circolo armi storiche sottratte a vecchie collezioni o depositi, trasformandole in strumenti di morte attualissimi.

4. Il messaggio del “Bingo”

La frase dell’arrestato («Avete fatto bingo») non è solo un’ammissione di colpa, ma il riconoscimento del valore economico e tattico del carico. Perdere quattro fucili d’assalto in un colpo solo è un danno finanziario enorme per un clan, ma soprattutto è un danno operativo: significa che un “gruppo di fuoco” è rimasto disarmato proprio nel momento del bisogno.

Collaborazione in Campania: Materias e Distretto Aerospazio innovano materiali e processi avanzati

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Un passo avanti per l’aerospazio campano: Materias e DAC uniscono forze per l’innovazione #Aerospazio #CampaniaInnovatrice #RicercaItaliana

Immaginate una regione come la Campania, dove il sole del Mezzogiorno incontra le stelle dello spazio, e qui, tra le officine e i laboratori, nasce una nuova alleanza che promette di spingere l’innovazione a nuovi livelli. Materias, un’azienda nata dalla visione pionieristica di Luigi Nicolais, ha recentemente stretto una partnership con il Distretto Aerospaziale della Campania, unendo competenze e risorse per esplorare materiali all’avanguardia. Questa collaborazione non è solo un accordo formale, ma un ponte tra il mondo della ricerca e quello dell’industria, con l’obiettivo di accelerare lo sviluppo di tecnologie che potrebbero rivoluzionare il settore aeronautico e spaziale.

Al centro di tutto c’è la Campania, una terra ricca di talenti e tradizioni, dove l’eredità di figure come Luigi Nicolais continua a ispirare. Nicolais, scomparso di recente, aveva dedicato la vita a collegare la scienza dei materiali con le esigenze produttive reali, e oggi questo spirito vive in iniziative come questa. La partnership, siglata dai vertici delle due entità, mira a promuovere progetti di ricerca e sperimentazione, rendendo più veloci i processi di sviluppo e certificazione. Per i territori locali, questo significa rafforzare la rete tra università, centri di ricerca e imprese, creando opportunità che vanno oltre i confini regionali e aiutano a costruire una filiera aerospaziale più competitiva e sostenibile.

Le implicazioni per la comunità e l’economia locale

Questa intesa arriva in un momento cruciale per la Campania, dove il settore aerospaziale rappresenta non solo un pilastro economico, ma anche un simbolo di orgoglio locale. Pensate alle piccole e medie imprese che operano qui: grazie a collaborazioni come questa, potrebbero accedere a risorse per ridurre i rischi e i tempi di adozione di nuove tecnologie. È un’opportunità per attrarre fondi da programmi internazionali, rafforzando la posizione della regione in un mercato globale dove la sostenibilità e l’affidabilità sono essenziali. Qui, tra Napoli e le aree circostanti, dove il mix di innovazione e tradizione è palpabile, questo accordo potrebbe stimolare una crescita che beneficia non solo le grandi compagnie, ma anche il tessuto imprenditoriale quotidiano, creando posti di lavoro e ispirando le nuove generazioni.

Le riflessioni su questo passo non possono ignorare il contesto più ampio: in un’era di cambiamenti climatici e sfide tecnologiche, materiali innovativi e processi produttivi avanzati sono chiavi per il futuro. Dalla riduzione dei tempi di validazione alla maggiore integrazione tra scienza e industria, l’impatto potrebbe essere profondo, aiutando la Campania a emergere come hub di eccellenza. “Con questa intesa mettiamo a fattor comune competenze e strumenti per accelerare il passaggio dalla ricerca alla validazione e, quando necessario, alla certificazione delle soluzioni più promettenti per l’aerospazio”, sottolinea Caterina Meglio, alla guida di Materias. E ancora, “Il Distretto lavora da anni per rafforzare l’integrazione tra competenze scientifiche e capacità produttive e per rendere la filiera sempre più competitiva. L’accordo con Materias va in questa direzione: creare un asse stabile sul tema dei materiali avanzati e dei processi produttivi, che sono strategici per aeronautica e spazio, e generare nuove occasioni di sviluppo, collaborazione e crescita per le imprese campane e nazionali. È un impegno che sentiamo anche come continuità ideale della visione di Luigi Nicolais: trasformare l’innovazione in valore industriale e in opportunità per l’ecosistema campano e per il Paese”, aggiunge Luigi Carrino, presidente del Distretto.

In definitiva, questa partnership non è solo un capitolo di business, ma una narrazione di speranza per la Campania, dove l’innovazione locale si intreccia con ambizioni globali. Man mano che i progetti prendono forma, è facile immaginare un futuro in cui il cielo sopra queste terre brilli un po’ di più, grazie a menti e mani che lavorano insieme per raggiungere le stelle.

Fonte

Corruzione e fondi neri nel settore IT: indagato Cristiano Rufini, prossimo patron della Salernitana

Il terremoto giudiziario che lo scorso ottobre aveva travolto i vertici di Sogei non era che la punta dell’iceberg. La Procura di Roma ha aperto un nuovo, vasto filone investigativo che punta dritto al cuore tecnologico e militare dello Stato.

Ventisei indagati, perquisizioni presso il Ministero della Difesa, Terna, Rete Ferroviaria Italiana (RFI) e Polo Strategico Nazionale: le accuse, a vario titolo, sono pesantissime e vanno dalla corruzione al riciclaggio, fino alla turbativa d’asta e al traffico di influenze illecite.

Il coinvolgimento di Cristiano Rufini

In questo nuovo scenario emerge la figura di Cristiano Rufini, imprenditore di primo piano nel settore tecnologico e attuale numero uno di Olidata. Rufini, che attraverso la holding Antarees srl era segnalato come vicinissimo all’acquisizione della Salernitana, figura nell’elenco delle 26 persone finite sotto la lente d’ingrandimento dei magistrati capitolini.

L’attenzione degli inquirenti si starebbe concentrando su presunte anomalie nelle commesse per la sicurezza e la cybersicurezza, settori in cui le sue società operano da leader. Per gli inquirenti, il meccanismo ricalcherebbe quello già emerso con l’arresto dell’ex dg di Sogei, Paolino Iorio, volto a pilotare la gestione dei contratti informatici attraverso rapporti privilegiati tra pubblico e privato.

Fondi neri e orologi di lusso

Il decreto di perquisizione di 28 pagine, firmato dai pm Giuseppe Cascini e Lorenzo Del Giudice, delinea un “articolato sistema criminale”. Secondo l’accusa, il gruppo guidato dall’imprenditore Francesco Dattola (Nsr s.r.l.) avrebbe creato ingenti fondi neri tramite un vorticoso giro di fatture per operazioni inesistenti.

Questi capitali sarebbero serviti non solo per pagare tangenti dirette, ma anche per alimentare un mercato parallelo di orologi di lusso, utilizzati come merce di scambio per “comprare” la benevolenza di dirigenti e ufficiali. L’obiettivo era chiaro: ottenere informazioni riservate sui capitolati di gara prima della loro pubblicazione ufficiale per cucire i bandi su misura per le imprese amiche.

Divise e colletti bianchi nel mirino

L’indagine non risparmia i vertici militari. Tra i nomi eccellenti figurano ufficiali della Marina e dell’Aeronautica, come Antonio Angelo Masala, accusato di aver manipolato le gare del Polo Strategico Nazionale a favore della società Innovery Spa.

Sotto inchiesta anche alti ufficiali come il generale Francesco Modesto e il colonnello Fabio Cesare. Le indagini della Guardia di Finanza puntano a ricostruire anche i canali di influenza che avrebbero permesso avanzamenti di carriera sospetti, lambendo indirettamente anche il mondo della politica, sebbene alcuni esponenti citati nelle carte abbiano già smentito categoricamente ogni coinvolgimento illecito, parlando di “normale attività istituzionale”.

La genesi: dal “caso Iorio” ai nuovi sviluppi

Tutto nasce dalle ammissioni e dai sequestri seguiti all’arresto di Paolino Iorio, sorpreso l’anno scorso a intascare una mazzetta da 15mila euro. Il patteggiamento a tre anni dell’ex numero due di Sogei ha aperto uno squarcio su un sistema di “servizi e favori” che coinvolgerebbe giganti della produzione digitale e infrastrutturale.

Il Ministero della Difesa ha dichiarato pieno supporto all’autorità giudiziaria, sottolineando come l’inchiesta sia partita proprio da una segnalazione interna al Dicastero. Ora, con l’iscrizione nel registro degli indagati di figure come Rufini e altri big dell’informatica, la magistratura mira a smantellare quello che appare come un vero e proprio cartello degli appalti hi-tech.

1. Il “Bando su Misura”: La manipolazione dei capitolati

L’accusa più circostanziata riguarda la turbativa d’asta. Secondo i PM, alcuni dirigenti pubblici avrebbero consegnato agli imprenditori le bozze dei capitolati tecnici prima della loro pubblicazione ufficiale.

Il caso RFI: Il manager Riccardo Barrile avrebbe passato a Francesco Dattola (Nsr srl) i documenti riservati di una gara, permettendo all’imprenditore di “apportare modifiche” per rendere i requisiti tecnici perfettamente sovrapponibili alle capacità della propria azienda.

L’obiettivo: Escludere di fatto la concorrenza attraverso barriere tecnologiche che solo le ditte “amiche” potevano soddisfare.

2. Il Meccanismo dei “Fondi Neri” e il Riciclaggio

Per alimentare il giro di mazzette senza lasciare tracce contabili dirette, le società coinvolte avrebbero utilizzato un sofisticato schema di frode fiscale:

Fatture per operazioni inesistenti (FOI): Venivano emesse fatture per servizi mai prestati tra diverse società (tra cui la Tron Group Holding). Questo permetteva di “scaricare” costi fittizi e accumulare grandi riserve di denaro contante.

Autoriciclaggio: Quel denaro, una volta “pulito” attraverso il giro di fatture, veniva reinvestito per corrompere altri funzionari o per acquisire nuove quote di mercato, alterando la libera concorrenza.

3. La “Moneta” della Corruzione: Orologi di lusso e favori

Non solo contanti. L’inchiesta evidenzia come la corruzione viaggiasse su canali alternativi per sfuggire ai controlli antiriciclaggio:

Beni di lusso: Viene contestato lo smercio su mercati paralleli di orologi di prestigio (Rolex e altri marchi di alta gamma), utilizzati come doni per “oliare” i meccanismi decisionali dei vertici di Difesa, Terna e RFI.

Favori di carriera: Un filone particolarmente delicato riguarda le promozioni pilotate. Si ipotizza che l’accesso ai vertici dell’Aeronautica per alcuni indagati fosse mediato da “uomini chiave” (come Spalletta) capaci di influenzare le decisioni istituzionali in cambio di fedeltà nelle future assegnazioni di appalti.

4. Il ruolo di Cristiano Rufini e Olidata

Per quanto riguarda l’imprenditore Cristiano Rufini, l’ipotesi investigativa si concentra sul traffico di influenze illecite e sulla corruzione.

Essendo Olidata un player fondamentale nei contratti con la Pubblica Amministrazione e partner di giganti come Red Hat, gli inquirenti sospettano che Rufini possa aver fatto parte del network di relazioni finalizzato ad assicurarsi “una rilevante porzione nel mercato di settore”.

Si indaga sulla natura dei rapporti tra le sue holding (Antarees) e i mediatori che garantivano l’accesso ai tavoli tecnici del Ministero della Difesa e del Polo Strategico Nazionale.

5. Il Polo Strategico Nazionale (PSN) nel mirino

Le accuse toccano anche l’infrastruttura cloud più critica del Paese. L’ufficiale Antonio Angelo Masala è accusato di aver “asservito la propria funzione” agli interessi privati di società come Innovery Spa.

In questo caso, l’accusa è di aver manipolato il catalogo dei servizi del PSN: decidere quali servizi inserire nel catalogo significa determinare chi può vendere tecnologia allo Stato per i prossimi anni.

Rimborsi al Consiglio regionale della Campania, processo chiuso senza condanne

Si chiude senza condanne il processo nato dall’inchiesta sui rimborsi ai gruppi del Consiglio regionale della Campania relativi al periodo 2010-2012. La prima sezione penale del Tribunale di Napoli, presieduta dal giudice Maria Armonia De Rosa, ha pronunciato assoluzioni e dichiarato alcune prescrizioni.

Il procedimento riguardava presunte irregolarità nell’utilizzo dei fondi destinati all’attività consiliare, con accuse di peculato a carico di diversi ex esponenti politici regionali.

Assoluzioni con formula piena

Il collegio ha assolto Gennaro Salvatore, già capogruppo del gruppo Caldoro Presidente, con la formula piena “perché il fatto non sussiste”. Salvatore era difeso dagli avvocati Alfonso Furgiuele e Fabio Carbonelli.

Assoluzione piena anche per Ugo De Flavis, Massimo Ianniciello e Raffaele Sentiero, per i quali il tribunale ha escluso la sussistenza dei reati contestati.

Le posizioni prescritte

Per altri imputati il procedimento si è concluso con la prescrizione delle accuse. Il tribunale ha infatti dichiarato estinti i reati contestati nei confronti di Sergio Nappi, Pietro Diodato e Angelo Polverino.

La reazione della difesa

Soddisfazione è stata espressa dai legali di Gennaro Salvatore.

«La formula piena “il fatto non sussiste” restituisce integrità e onore al nostro assistito, sancendo in modo inequivocabile che non si è mai appropriato neppure di un euro», dichiarano gli avvocati Furgiuele e Carbonelli.

I difensori sottolineano però «il rammarico per le misure cautelari subite e per una violenta esposizione mediatica», ricordando anche episodi che definiscono «paradossali», come l’attribuzione di spese per una tintura per capelli «a chi è notoriamente calvo».

Secondo i legali, l’inchiesta ha rappresentato «un autentico calvario giudiziario e umano durato oltre dieci anni», con ripercussioni sul piano personale, politico e familiare. «Resta una domanda inevitabile: chi potrà restituire al nostro assistito il tempo sottratto e gli anni vissuti nel discredito?», concludono.

Abusivismo edilizio a Lettere: sequestrato complesso immobiliare

La Polizia Municipale di Lettere ha posto sotto sequestro un intero complesso immobiliare in località San Giorgio, al termine di un sopralluogo che ha portato alla luce una serie di opere edilizie realizzate senza alcuna autorizzazione. Il blitz, condotto sotto il coordinamento del Comandante, Capitano Salvatore Giordano, ha fermato lavori ancora in corso su un’area sottoposta a vincoli paesaggistici e sismici.

I tecnici intervenuti hanno rilevato all’interno dell’immobile modifiche strutturali non dichiarate, ampliamenti irregolari, un bagno ricavato abusivamente e la trasformazione degli spazi tra i diversi livelli. Al secondo piano, i lavori erano ancora in pieno svolgimento: stava prendendo forma un nuovo ambiente con copertura in lamiera, realizzato anch’esso in assenza di qualsiasi titolo abilitativo.

La totale mancanza di pratiche edilizie per ciascuno degli interventi accertati — aggravata dalla presenza di vincoli paesaggistici e sismici sull’area — ha convinto gli agenti a disporre il sequestro preventivo dell’intero complesso. Il provvedimento mira a bloccare l’avanzamento dei lavori e a cristallizzare lo stato dei luoghi in attesa delle successive valutazioni da parte delle autorità competenti.