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Quote scudetto, per i bookie è lotta a tre Milan-Inter-Napoli. Crolla la Roma

La Serie A continua a delineare un testa a testa a tre per lo scudetto, con Milan, Inter e Napoli a giocarsi la corsa al tricolore. Le ultime giornate hanno visto il Milan superare di misura il Torino e il Napoli battere la Juventus, mantenendo così un punto di vantaggio sull’Inter, protagonista di un netto 4-0 contro il Como.

I bookmaker confermano la supremazia nerazzurra, con l’Inter proposta a 1,79 su 888sport e a 1,95 su Snai per il titolo. Il Napoli segue a quota 3,75, leggermente davanti al Milan, dato a 3,95. Le ultime giornate hanno invece travolto le ambizioni giallorosse: la Roma, dopo due sconfitte consecutive, vede crollare le possibilità di tricolore, passando in due settimane da 6 a 20 volte la posta.

Anche la Juventus paga il ko nello scontro diretto contro il Napoli: il primo posto finale degli azzurri campioni d’Italia scende da 25 a 33 volte la posta, segnalando come il campionato si stia sempre più configurando come una corsa serrata tra le tre grandi del momento, mentre le altre contendenti perdono terreno.

Turchia, maxi-operazione sul calcio: 38 fermati e 20 in carcere per scommesse e combine

Un nuovo capitolo dello scandalo scommesse travolge il calcio turco. La Procura di Istanbul, nell’ambito dell’inchiesta su scommesse e combine, ha emesso un ordine di arresto nei confronti di 46 persone: 38 sono state fermate sul territorio nazionale, mentre cinque risultano attualmente all’estero.

Tra i fermati figurano nomi di spicco del panorama calcistico turco: il commentatore sportivo Ahmet Çakar, i calciatori Mert Hakan Yandaş e Metehan Baltacı, il proprietario dell’Ankaraspor Ahmet Okatan, il presidente del club Mehmet Emin Katipoğlu, il presidente del Nazilli Belediyespor Şahin Kaya, l’ex presidente dell’Adana Demirspor Murat Sancak, l’arbitro di massima categoria TFF Zorbay Küçük, il dirigente dell’Antalyaspor Emrah Çelik, oltre ai calciatori Erhan Çelenk del Serikspor e Yusuf Özdemir dell’Alanyaspor.

L’indagine ha portato alla luce una rete organizzata di scommesse e combine, orchestrata attraverso club e giocatori, che evidenzia come il fenomeno fosse radicato e strutturato. A seguito delle procedure giudiziarie, 20 indagati sono stati arrestati e inviati in carcere, mentre le autorità continuano a esaminare le posizioni degli altri fermati. Le autorità turche hanno sottolineato che l’indagine non è conclusa e che potrebbero emergere ulteriori sviluppi nelle prossime settimane, con nuovi nomi coinvolti e possibili ampliamenti della rete smantellata.

Champions League, la sfida Benfica-Napoli in diretta esclusiva su Prime Video

La Champions League torna a infiammare il palcoscenico europeo con un confronto che promette scintille: José Mourinho guida il Benfica contro il Napoli di Antonio Conte, in un match dove tattica, personalità e storie intrecciate promettono spettacolo dentro e fuori dal campo. L’incontro sarà trasmesso in esclusiva su Prime Video mercoledì 10 dicembre, con calcio d’inizio alle 21.00 e prepartita a partire dalle 19.30.

La telecronaca sarà affidata a Sandro Piccinini e Massimo Ambrosini, mentre Giulia Mizzoni, Clarence Seedorf e Gianfranco Zola accompagneranno gli spettatori con commenti e analisi insieme all’ospite speciale José Callejon. A bordo campo, Alessia Tarquinio e Alessandro Alciato racconteranno ogni dettaglio della sfida, con Gianpaolo Calvarese a coordinare la VAR Room di Prime Video.

Al termine della gara, dalle 23.30, spazio all’Highlights Show: Marco Cattaneo, Cristian Brocchi e Fernando Llorente guideranno approfondimenti, interviste e commenti, mostrando anche i momenti salienti delle altre partite di Champions. Tutti gli highlights di Benfica-Napoli e degli incontri di martedì 9 e mercoledì 10 dicembre saranno disponibili on demand su Prime Video a partire dalle 23.00.

Terremoto politico a Castel Volturno:sindaco indagato per corruzione

Castel Volturno – Un’ombra pesante si allunga sul Comune di Castel Volturno: il sindaco Pasquale Marrandino è ufficialmente indagato per corruzione dalla Procura di Santa Maria Capua Vetere.

Secondo l’accusa, il primo cittadino avrebbe intascato somme di denaro, tra cui una mazzetta da 500 euro, da un professionista locale in cambio dell’assegnazione di incarichi pubblici ben remunerati. Una compravendita di favori che, se confermata, scuoterebbe profondamente la politica locale.

L’indagine, coordinata dal Procuratore Pierpaolo Bruni e dai sostituti procuratori Giacomo Urbano e Anna Ida Capone, ha portato i Carabinieri a eseguire perquisizioni sia nell’abitazione del sindaco Marrandino che in quella del professionista coinvolto, Daniele Di Caprio, anch’egli indagato.

L’operazione è scattata in seguito alle contestazioni della Procura che ipotizzano un sistema di favori illeciti. Le forze dell’ordine e la magistratura ritengono che il denaro sequestrato fosse la contropartita per garantire a Di Caprio l’accesso a posizioni di rilievo e ben retribuite all’interno della macchina amministrativa comunale.

L’inchiesta è nella sua fase preliminare e si attende l’evolversi delle indagini per chiarire l’esatta portata delle accuse. La notizia, diffusa nella mattinata di oggi, 9 dicembre 2025, ha immediatamente innescato una reazione a catena nel panorama politico campano.

Marano, la casa degli orrori: infermiere narcotizza e tortura la compagna

Marano di Napoli – Una scia di sangue che parte dall’ascensore e arriva fin dentro le stanze di un appartamento trasformato in una prigione. È la scena, degna di un film dell’orrore, che si sono trovati davanti i carabinieri della compagnia di Marano alle 2.40 di questa notte.

L’intervento, rapido e decisivo, ha posto fine a un incubo fatto di torture, droghe e violenza inaudita perpetrato da un 47enne, infermiere e assistente di sala operatoria, ai danni della compagna 40enne.

Il blitz nella notte

L’allarme scatta dalla centrale operativa: al telefono si sentono urla strazianti e rumori sordi. L’indirizzo non è nuovo alle forze dell’ordine; lì vive una coppia già segnata da episodi di maltrattamenti, dove il “Codice Rosso” era già stato attivato ma, evidentemente, non era bastato a fermare la spirale di violenza.

Quando la gazzella arriva nel parco residenziale, i militari capiscono subito la gravità della situazione. La porta dell’ascensore è imbrattata, l’interno della cabina è sporco di sangue, così come il pianerottolo e la maniglia d’ingresso dell’appartamento.

Dall’interno, la voce dell’uomo tenta invano di coprire i pianti della donna: “Ma che volete?! Che siete venuti a fare, andatevene!”. I carabinieri non esitano: la porta si apre quel tanto che basta per fare irruzione. Il 47enne tenta di opporsi fisicamente, ma viene immobilizzato in pochi secondi.

Il racconto dell’orrore

La scena interna è raccapricciante. Ciocche di capelli sono sparse ovunque sul pavimento e persino nel bidone dell’immondizia, strappate con violenza inaudita. Il sangue è in ogni stanza.

La donna, sanguinante e terrorizzata, trova la forza di parlare mentre i medici del 118 le prestano le prime cure: “Aiutatemi ho paura, questo mi ammazza oggi. Mi sta picchiando da stamattina, mi costringe ad assumere del sedativo per farmi rilassare e dimenticare cosa facciamo”.

Le indagini svelano un quadro inquietante legato alla professione dell’aggressore. L’uomo, approfittando del suo ruolo in un ospedale napoletano, aveva rubato un vero e proprio arsenale farmaceutico: boccette di sedativi, ansiolitici a base di benzodiazepine e lacci emostatici. Il piano era diabolico: narcotizzare la vittima per renderla inerme e manipolabile, mentre lui agiva sotto l’effetto della cocaina, alternando momenti di lucidità chimica a scatti d’ira incontrollabile.

Le torture con il bisturi

Il referto medico è un bollettino di guerra: ematomi estesi su gambe, braccia e volto, segni di strangolamento evidenti sul collo e una ferita da taglio sul palmo della mano sinistra. L’uomo l’aveva colpita ripetutamente con una borraccia di metallo e, in un escalation di sadismo, l’aveva ferita utilizzando un bisturi chirurgico, anch’esso sottratto alla struttura sanitaria e posto sotto sequestro dai militari.

Per la donna, la prognosi iniziale è di 20 giorni per le contusioni multiple e la frattura di una costola, ma saranno necessari ulteriori approfondimenti clinici. Il 47enne è stato dichiarato in arresto e trasferito nel carcere di Poggioreale, in attesa della convalida del GIP.

Ambulanza investe 12enne mentre va a scuola: è grave

Un ragazzino di 12 anni si ritrova ricoverato in Terapia Intensiva all’ospedale Gaslini di Genova con prognosi riservata dopo essere stato travolto da un’ambulanza in servizio di emergenza. L’incidente si è verificato questa mattina intorno alle 7.30 in via Archimede, a pochi metri dall’ingresso della scuola che il dodicenne stava per raggiungere per le lezioni.

Il veicolo di emergenza, con sirene attive e a bordo un paziente già intubato, ha investito il bambino mentre attraversava la strada. Ancora da chiarire se il piccolo stesse attraversando sulle strisce pedonali o nelle immediate vicinanze.

L’impatto è stato violento: il 118 intervenuto immediatamente sul posto ha intubato il dodicenne e lo ha trasportato d’urgenza presso l’ospedale pediatrico Gaslini.

La Polizia Locale ha chiuso temporaneamente via Archimede per consentire ai rilievi del nucleo Infortunistica di ricostruire con precisione la dinamica dell’accaduto. Gli investigatori dovranno accertare le esatte responsabilità e le eventuali violazioni delle norme di circolazione, considerando anche le implicazioni legali di un sinistro che ha coinvolto un mezzo in emergenza.

Le condizioni cliniche rimangono critiche. Secondo il bollettino medico del Gaslini, il ragazzino è arrivato in ospedale “emodinamicamente stabile, ma con un quadro di politrauma caratterizzato da un trauma cranico di particolare gravità”. Trasferito immediatamente in Rianimazione, il dodicenne è sottoposto a monitoraggio neurologico avanzato.

L’ospedale sottolinea che la prognosi rimane riservata “in ragione della complessità del quadro clinico e della necessità di un’osservazione continua, anche in vista delle valutazioni chirurgiche e specialistiche che potranno rendersi necessarie”.

 

Finti agenti della polizia postale in azione: sventata truffa da 5.500 euro

Bolzano – Una telefonata inaspettata, una voce sicura dall’altra parte del filo: “Siamo della Polizia Postale, il suo conto è stato violato”. È l’incipit di una truffa che ha convinto due residenti della Valle di Racines a trasferire in fretta e furia i propri risparmi, per un totale di 5.500 euro, su conti apparentemente “protetti”.

Solo il tempestivo intervento dei Carabinieri della Stazione di Racines ha permesso di risalire ai presunti truffatori: quattro persone deferite in stato di libertà, tutte con precedenti per reati analoghi.

La trappola psicologica

A cadere nella rete sono stati un 51enne e un 45enne. I falsi agenti, utilizzando un linguaggio tecnico e modi autoritari, hanno fatto leva sull’urgenza: secondo loro, i conti delle vittime erano stati presi di mira da hacker e l’unico modo per mettere al sicuro il denaro era eseguire immediatamente bonifici verso alcuni conti “dedicati alle verifiche”.

Vittime dello shock e della pressione, i due hanno eseguito più trasferimenti, sia verso destinatari italiani che esteri.

La svolta: la denuncia e le indagini

A far scattare il campanello d’allarme sono state ulteriori richieste sospette, arrivate a operazione già avviata. A quel punto, le vittime hanno contattato i Carabinieri. I militari hanno analizzato le utenze telefoniche e i flussi bancari, riuscendo a risalire agli intestatari dei numeri usati per le chiamate fraudolente e ai titolari dei conti di accredito.

I profili dei presunti truffatori

Le indagini hanno portato all’identificazione di quattro soggetti, residenti tra Campania, Lazio ed Emilia-Romagna, già noti alle forze dell’ordine per frodi telefoniche. Il loro modus operandi rispecchia schemi già diffusi a livello nazionale: numeri telefonici intestati a prestanome e conti corrente aperti appositamente per movimentare il denaro illecitamente sottratto.

Il monito delle forze dell’ordine

I Carabinieri colgono l’occasione per rinnovare un allarme ormai necessario: nessuna Forza di Polizia richiederà mai denaro, codici di accesso o dati bancari sensibili tramite telefono. In caso di chiamate sospette che creano urgenza o pressione, l’invito è a non fornire alcuna informazione, interrompere la comunicazione e contattare immediatamente il 112. La diffidenza, in questi casi, è la prima forma di difesa.

Campania, ufficiale: Roberto Fico è il nuovo presidente regionale

Una svolta istituzionale per la regione Campania: l’ufficio elettorale della Corte di Appello di Napoli ha ufficialmente proclamato Roberto Fico presidente della Regione. A suggellare il risultato — in un’atmosfera solenne — è stata la cerimonia tenutasi all’interno dell’Auditorium del Palazzo di Giustizia di Napoli, alla presenza delle autorità regionali e degli esponenti delle istituzioni locali.

Nel suo breve intervento, Fico ha ringraziato chi lo ha sostenuto e ha promesso “massimo impegno e senso di responsabilità” per affrontare le sfide che attendono la Campania. Ha assicurato che il nuovo governo regionale sarà “impegnato a lavorare per il bene comune, con trasparenza e collaborazione”.

Con la proclamazione, si chiude formalmente il percorso elettorale che — nei giorni precedenti — aveva visto una intensa fase di scrutinio e verifica dei risultati. Ora inizia la fase di transizione verso il nuovo esecutivo regionale, con l’insediamento delle cariche e l’avvio delle prime iniziative politiche.

Un passaggio che segna l’inizio di un nuovo corso per la Campania: gli occhi sono puntati sui patti per lo sviluppo economico, la sanità, i trasporti e le politiche sociali, temi caldi per milioni di cittadini. Il nuovo presidente ha indicato come priorità un approccio “partecipato e responsabile”, a garanzia del bene comune.

“L’etica pubblica sarà il nostro faro”

“E’ un momento molto emozionante. Il primo ringraziamento va a tutti i cittadini della Campania, che hanno espresso un voto molto netto e che ci da’ una grande responsabilità”. Lo ha detto il presidente della Regione Campania, Roberto Fico, dopo la proclamazione.

E poi ha aggiunto: “Quello che noi dobbiamo fare – aggiunge – sara’ sempre seguire in ogni procedimento, in ogni scelta, in ogni nomina, in tutto quello che riguardera’ la Regione, il faro dell’etica pubblica, che fa si’ che ci sia giustizia sul territorio per tutti”.

L’ex presidente della Camera è tornato a chiedere “un protagonismo importante di tutte le forze politiche”, definendosi “orgoglioso della coalizione che ci ha portato qui oggi. Ascolteremo le forze civiche e sociali. Dobbiamo riuscire a mantenere insieme tutta la societa’ e far sentire le persone che sono piu’ in difficolta’ direttamente dentro la nostra societa’. Questo e’ il modo per poter parlare di giustizia generazionale, sociale, ambientale. Lo faremo insieme e per tutti i cittadini campani. Andiamo avanti, con coraggio, affrontando questa nuova avventura, che spero porti tanto bene alla nostra regione”.

Pozzuoli, lancia droga dall’auto e scappa: inseguito e arrestato

Pozzuoli – Serata di fuoco ieri nelle strade di Pozzuoli, dove i carabinieri della Sezione Operativa hanno dato vita a un inseguimento degno di un film d’azione per fermare un 39enne già noto alle cronache giudiziarie.

Davide De Felice, classe 1986, è stato bloccato dopo aver tentato la fuga a bordo della sua auto non appena i militari gli hanno intimato l’alt durante un normale controllo antidroga. L’uomo, riconosciuto immediatamente dagli operanti, ha accelerato invece di fermarsi, dando il via a un inseguimento tra le vie del centro flegreo.

Durante la corsa il 39enne ha cercato di liberarsi della prova compromettente: due dosi di hashish lanciate dal finestrino, subito recuperate dai carabinieri. Una volta fermato e perquisito, per l’uomo è scattato l’arresto per detenzione ai fini di spaccio e resistenza a pubblico ufficiale.Ma le sorprese non erano finite.

La perquisizione domiciliare ha portato al rinvenimento di un telefono cellulare utilizzato per contattare i clienti e, soprattutto, di un quaderno dove De Felice annotava meticolosamente debiti, crediti e consegne: un vero e proprio “libro mastro” dell’attività di spaccio.

Tradotto in carcere a Poggioreale, il 39enne è ora a disposizione dell’Autorità Giudiziaria in attesa della convalida dell’arresto. L’operazione conferma l’attenzione costante dei carabinieri sul fenomeno dello spaccio nei Campi Flegrei.

Schianto nella galleria della Reggia di Caserta: muore intrappolato nella sua 500X

Tragico incidente stradale nella tarda serata di ieri a Caserta, lungo la Strada Statale 700, all’interno della galleria della Reggia. Un uomo ha perso la vita dopo un violento impatto che ha coinvolto due auto, una Porsche e una Fiat 500X, trasformando in pochi istanti la galleria in uno scenario di morte.

Secondo una prima ricostruzione, le due vetture si sarebbero scontrate con estrema violenza mentre percorrevano la galleria in direzioni opposte. A seguito dell’urto, la Porsche è finita sul bordo della carreggiata, mentre la Fiat 500X si è fermata di traverso al centro della strada, gravemente deformata.

Ad avere la peggio è stato il conducente della 500X, rimasto incastrato tra le lamiere dell’abitacolo. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco, che hanno lavorato a lungo per estrarlo, ma per l’uomo non c’era ormai più nulla da fare: è stato constatato il decesso a causa delle gravissime lesioni riportate nello schianto. Ancora da chiarire con esattezza la dinamica del sinistro, sulla quale stanno svolgendo accertamenti le forze dell’ordine.

La Statale 700 è stata temporaneamente chiusa al traffico per permettere i rilievi e le operazioni di soccorso, con pesanti ripercussioni sulla viabilità in tutta la zona. Numerosi automobilisti sono rimasti bloccati in coda per oltre un’ora all’uscita della galleria.

Questo episodio si aggiunge alla lunga scia di sangue che nel 2025 sta segnando le strade della Campania, con un numero di morti e feriti in incidenti stradali in preoccupante aumento.

Ogni nuovo schianto riaccende il dibattito su sicurezza, controlli, velocità e rispetto delle regole del codice della strada, soprattutto nelle arterie più trafficate come la Statale 700 e nelle gallerie, dove margini di errore e possibilità di fuga sono ridotti al minimo.

Di fronte all’ennesima vita spezzata sull’asfalto, resta il dolore della famiglia e delle persone vicine alla vittima, mentre le istituzioni sono chiamate ancora una volta a interrogarsi sulle misure da adottare per arginare una vera emergenza che continua a colpire la Campania giorno dopo giorno.

Napoli, il sogno “futurista” di Manfredi si schianta contro il muro del traffico: la rabbia dei tassisti

Napoli– Tra la “Napoli Futurista” immaginata dal sindaco Gaetano Manfredi e la Napoli reale che ogni giorno affoga nello smog e nei clacson, c’è di mezzo un oceano di lamiere. È proprio da questo divario che parte l’ultimo affondo del Comitato Tassisti di Base, che in un duro comunicato rispedisce al mittente i piani di pedonalizzazione estrema del centro storico, bollandoli come irrealizzabili senza una gestione ordinaria dell’emergenza traffico.

Le “auto bianche” tornano in trincea

Non è la prima volta che i tassisti partenopei si ergono a sentinelle della viabilità cittadina. La storia recente di Napoli è costellata dalle battaglie della categoria: dalle proteste contro le Ztl “colabrodo” della giunta de Magistris, alle barricate contro la concorrenza sleale degli abusivi e delle piattaforme multinazionali, fino alle denunce per i cantieri della metropolitana che per anni hanno trasformato Piazza Municipio e la zona portuale in un labirinto inaccessibile.

Oggi, la storia si ripete. I tassisti, che vivono la strada 12 ore al giorno, avvertono Palazzo San Giacomo: il futuro non si costruisce ignorando il caos del presente.

Un piano traffico fantasma

Il casus belli sono le recenti dichiarazioni del Sindaco sulla volontà di limitare l’accesso alle auto private nel cuore della città. «Pur condividendo la necessità di una visione strategica», scrivono i rappresentanti della base dei tassisti, la realtà è ben diversa. Il dito è puntato contro criticità strutturali ormai croniche: carenze drammatiche nella sicurezza stradale e l’assenza totale di un “piano traffico organico”.

Ma l’accusa più pesante riguarda i flussi turistici. La Napoli sold-out è diventata una trappola: la gestione insufficiente della massa di visitatori sta mettendo sotto una pressione insostenibile le arterie vitali della città, paralizzando il servizio pubblico non di linea.

Il paradosso dell’Ordinanza Euro 5

C’è un passaggio del comunicato che suona come una beffa. I tassisti denunciano il mancato rispetto dell’Ordinanza Dirigenziale 784 del 24 novembre 2025, che vieterebbe l’ingresso in città ai veicoli fino a Euro 5. Una norma che, sulla carta, dovrebbe rendere l’aria respirabile e le strade libere, ma che nei fatti – denunciano le sigle – è lettera morta. Nessun controllo, nessuna sanzione, solo carta straccia mentre la congestione aumenta.

Sei mesi di silenzio

Lo scontro non è solo tecnico, ma politico. I rappresentanti di base rivelano di aver chiesto l’apertura di tavoli tecnici oltre sei mesi fa per discutere soluzioni concrete. Risultato? Nessun riscontro. Un silenzio assordante che ora si salda con il malcontento di altre categorie.

Il Comitato cita infatti il TG3 Campania e le preoccupazioni dei commercianti del centro storico, le cui attività rischiano di soffocare, non per la pedonalizzazione in sé, ma per l’impossibilità di raggiungere il centro in tempi umani a causa del traffico perimetrale.

L’invito all’Amministrazione è perentorio: servono “misure tempestive e concrete”. I tassisti chiedono di tornare al centro delle decisioni, non come controparte, ma come esperti della mobilità urbana, per evitare che la “Napoli del futuro” resti solo uno slogan elettorale, mentre quella del presente rimane imbottigliata nel traffico.

Afragola, in giro con la droga in auto: arrestato 51enne

Un 51enne napoletano è finito in manette dopo essere stato sorpreso dalla Polizia di Stato ad Afragola mentre era a bordo di un’auto con il motore acceso e quasi 40 grammi di droga occultati tra i sedili anteriori.

L’uomo, controllato in via Bruno Buozzi durante un servizio di pattuglia, aveva con sé marijuana, hashish, bilancini di precisione e materiale per il confezionamento.

Gli agenti del Commissariato di Afragola, insospettiti dalla presenza dell’auto ferma con il motore in funzione, hanno deciso di approfondire il controllo. La perquisizione del veicolo ha portato al sequestro di 9 involucri di marijuana per un peso complessivo di circa 36 grammi e 2 involucri di hashish per circa 5 grammi, oltre a tre bilancini elettronici e bustine per il confezionamento. Non solo: in tasca l’uomo portava 260 euro in banconote di vario taglio, suddivisione tipica delle cifre ricavate dallo spaccio.

Le indagini non si sono fermate alla strada. Con un mandato di perquisizione, gli investigatori si sono presentati nell’abitazione dell’uomo, dove hanno trovato un altro involucro di marijuana del peso di circa 2 grammi e un bilancino di precisione. Questi elementi hanno confermato le sospettate attività di spaccio e hanno portato all’arresto in flagranza.

L’operazione rientra nei servizi straordinari predisposti dalla Questura di Napoli per contrastare il traffico di sostanze stupefacenti nel territorio. Un’azione che dimostra come le forze dell’ordine abbiano intensificato i controlli anche nelle periferie dell’hinterland napoletano. L’indagato è stato trasferito nel carcere di Poggioreale a disposizione dell’Autorità Giudiziaria. Le indagini continuano per verificare eventuali collegamenti con reti più ampie di spaccio.

Calcestruzzo e camorra: la DIA di Napoli confisca 6 milioni a imprenditore vicino ai Belforte

La Direzione Investigativa Antimafia di Napoli ha eseguito la confisca definitiva di beni per un valore complessivo di 6 milioni di euro appartenenti a un imprenditore della provincia di Caserta, attivo nella produzione, vendita e trasporto di calcestruzzo.

Il provvedimento arriva dopo la sentenza della Suprema Corte di Cassazione, che ha confermato quanto già disposto dai giudici di merito.

Il legame con il clan Belforte

Le indagini della DIA hanno ricostruito nel dettaglio il patrimonio dell’imprenditore, portando alla luce non solo la sproporzione tra redditi dichiarati e beni posseduti, ma soprattutto la sua “pericolosità qualificata”.

Una definizione che deriva dai rapporti, già emersi in precedenti inchieste, con il clan Belforte di Marcianise, una delle storiche organizzazioni camorristiche dell’area casertana.

Il sistema delle estorsioni

L’inchiesta avviata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli nel 2014 — e supportata dalle dichiarazioni di diversi collaboratori di giustizia — aveva svelato un collaudato meccanismo di riscossione del pizzo, realizzato tramite la società di produzione di calcestruzzo di cui l’imprenditore era socio.

Il sistema prevedeva due modalità operative: sovrafatturazione delle forniture, così da creare fondi occulti destinati al pagamento delle estorsioni; mediazione diretta tra vittime ed esponenti del clan, con l’organizzazione di incontri utili a definire “accordi” estorsivi.

Un quadro talmente radicato che, in alcuni casi, erano gli stessi imprenditori a rivolgersi spontaneamente al titolare della ditta per ottenere indicazioni sui referenti del clan a cui “mettersi a posto”.

I beni confiscati

Il provvedimento odierno conferma il sequestro già disposto nel 2017 dal Tribunale di Santa Maria Capua Vetere – Sezione Misure di Prevenzione. Tra i beni ora definitivamente acquisiti allo Stato figurano:
due quote societarie in imprese attive nel settore immobiliare e nella lavorazione/commercializzazione del calcestruzzo;
34 fabbricati e 2 terreni nel Casertano;
diversi rapporti finanziari, per un valore totale stimato di circa 6 milioni di euro.

Un colpo ai patrimoni mafiosi

La DIA sottolinea come la misura si inserisca nella strategia nazionale di contrasto ai patrimoni illeciti delle organizzazioni mafiose. Aggredire ricchezze accumulate illegalmente — si legge nella nota — significa infatti proteggere la parte sana del tessuto economico, minacciata dall’infiltrazione criminale e dalla concorrenza sleale imposta dai clan.

Scossa di terremoto di magnitudo 3.0 nella notte tra Irpinia e Sannio

Montefredane – Una nuova, netta, scossa di terremoto ha interrotto il sonno di migliaia di residenti tra l’Irpinia e il Sannio. L’evento sismico, registrato con una magnitudo 3.0 sulla scala Richter, si è verificato esattamente a mezzanotte (ora esatta 00:00) con epicentro localizzato nel comune di Montefredane, in provincia di Avellino.

Secondo i dati diffusi dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV), l’ipocentro è stato individuato a una profondità relativamente superficiale di 11 chilometri, fattore che ha contribuito alla sua ampia percezione sul territorio.

L’ondata sismica e le repliche

La scossa principale, sebbene di intensità moderata, è stata chiaramente avvertita in un vasto raggio che include diversi centri dell’Irpinia e del vicino Sannio Beneventano, richiamando immediatamente l’attenzione sulla fragilità sismica della zona.

L’attività tellurica non si è esaurita con l’evento della mezzanotte. Pochi minuti dopo, precisamente alle 00:18, i sismografi hanno registrato una ulteriore replica di magnitudo inferiore, attestata a 1.8, confermando l’attivazione di una faglia nella stessa area.

Paura sui Social, Nessun Danno

Fortunatamente, dai primi accertamenti da parte delle autorità locali e della Protezione Civile, non si segnalano danni a persone o strutture. La reazione, come spesso accade, è stata immediata e convulsa sui social network. Decine di cittadini hanno utilizzato piattaforme come Facebook e X per segnalare di aver percepito il sisma, con messaggi che oscillavano tra l’allarme e la richiesta di conferma dell’accaduto.

La scossa notturna riaccende la preoccupazione in una comunità già segnata da eventi più intensi. La memoria degli abitanti corre infatti al recente passato, quando tra il 24 e il 25 ottobre scorsi la stessa area fu interessata da uno sciame sismico, il cui apice fu toccato da un evento di magnitudo 4.0.

L’INGV continua a monitorare attentamente la situazione, invitando la popolazione alla calma, pur mantenendo alta la vigilanza sulla sismicità dell’Appennino campano.

Caccia in tutta Europa a Taulant Toma, il detenuto che si è messo a dieta per passare tra le sbarre

Ricercato in tutta Europa e considerato uno dei detenuti più abili nelle evasioni, Taulant Toma, 41 anni, è di nuovo un uomo libero.

Almeno per ora. All’alba di domenica 7 dicembre è riuscito a fuggire dal carcere di massima sicurezza di Milano Opera, mettendo in scena una fuga tanto artigianale quanto spregiudicata, frutto di preparazione, astuzia e – secondo quanto trapela dagli ambienti investigativi – persino di una dieta mirata per riuscire a passare tra le sbarre segate della cella.

Cittadino albanese, con alle spalle condanne per furti, rapine, armi e droga, Toma stava scontando una lunga pena detentiva con fine pena fissato al 2048. Era recluso al terzo piano del primo reparto dell’istituto milanese, dove era stato trasferito nel 2023 dal carcere di Sassari. Su di lui gravava un regime di “massima sorveglianza” proprio per i numerosi precedenti per evasione. Nonostante ciò, è riuscito a eludere controlli, telecamere e sistemi di sicurezza.

La fuga: sbarre segate, lenzuola e manici di scopa

Le immagini giunte agli inquirenti – e visionate anche dagli organi di stampa – raccontano in dettaglio gli strumenti della fuga: sbarre segate, manici di scopa assemblati tra loro, lenzuola annodate a formare una fune.

Secondo la ricostruzione, Toma avrebbe recuperato una lima nell’area-lavoro del carcere e, con pazienza, avrebbe segato le sbarre della finestra della sua cella nei giorni precedenti all’evasione.

Una volta aperto il varco, il detenuto si sarebbe calato all’esterno con una corda improvvisata fatta di lenzuola accumulate nel tempo, sfruttando l’oscurità e il momento critico del cambio turno degli agenti di polizia penitenziaria.

Il passaggio successivo è quello più scenografico: i manici di scopa, uniti con del nastro adesivo, trasformati in una sorta di asta telescopica con un gancio all’estremità, utilizzata per arpionare il muro di cinta e scavalcarlo.

Dalle foto in possesso degli investigatori si vedono chiaramente i pali fissati tra loro e le sbarre tagliate alla finestra. Elementi che confermano una preparazione metodica e l’assenza di improvvisazione. Secondo quanto emerso, con lui avrebbe dovuto fuggire anche il compagno di cella, che però all’ultimo momento avrebbe rinunciato al piano, restando all’interno dell’istituto.

Il buco nella sicurezza e l’ipotesi del basista esterno

Nonostante la vigilanza rafforzata e la segnalazione del detenuto come soggetto ad altissimo rischio evasione, Toma è riuscito a dileguarsi senza che scattasse subito l’allarme. La fuga sarebbe avvenuta sfruttando una combinazione di fattori favorevoli: il buio delle prime ore del mattino, il cambio turno del personale e possibili “zone d’ombra” nel sistema di controllo del perimetro.

Gli inquirenti non escludono che il 41enne possa aver avuto un appoggio all’esterno, un basista pronto a fornirgli supporto logistico – un’auto, abiti puliti, documenti falsi – pochi minuti dopo aver oltrepassato le mura di Opera. Una volta fuori, l’uomo potrebbe aver imboccato rapidamente le vie di fuga verso l’hinterland milanese, con l’obiettivo di allontanarsi dalla zona il prima possibile.

Al momento, la Prefettura ha attivato un piano di ricerca ad ampio raggio: posti di blocco, controlli rafforzati in stazioni, aeroporti e caselli autostradali, pattugliamenti sul territorio. Le forze dell’ordine stanno passando al setaccio telecamere di sicurezza e sistemi di videosorveglianza pubblici e privati per ricostruire i movimenti del fuggitivo nella “finestra di buio” successiva alla fuga.

Quattro evasioni in 16 anni: il curriculum del “mago delle fughe”

Quella da Opera è soltanto l’ultima di una lunga serie di evasioni che hanno costruito la fama di Taulant Toma come “specialista delle fughe”.

Nel 2009 Toma evade per la prima volta dal carcere di Terni. Viene poi rintracciato, arrestato e riportato in cella.

Il 2 febbraio 2013 scappa dal carcere di Parma insieme a un connazionale, Frokaj Vamentin. Quest’ultimo verrà in seguito ucciso da un gioielliere durante una rapina, episodio che segna una delle pagine più drammatiche della loro carriera criminale.

Dopo quaranta giorni di ricerche in Italia e all’estero, la Procura di Parma viene informata che Toma è stato arrestato in Belgio, dove si trova in attesa di estradizione.

A dicembre 2013, anche dal Belgio arriva un’altra fuga clamorosa: alcuni detenuti si dispongono a piramide per favorire la sua evasione, mentre gli agenti vengono distratti da un forte boato. Toma riesce ancora una volta a far perdere le proprie tracce, salvo essere nuovamente catturato nel 2015.

Un curriculum che lo colloca tra i detenuti più problematici del circuito carcerario europeo, tanto da far alzare il livello di attenzione ogni volta che viene trasferito da un istituto all’altro.

La nuova caccia all’uomo e il timore di un ricongiungimento con clan criminali

Oggi il 41enne è ricercato in tutta Italia, con un livello di allerta elevatissimo. La paura degli investigatori è che possa riuscire a lasciare rapidamente il Paese, facendo leva su vecchi contatti criminali all’estero e su una rete di supporto già sperimentata nelle precedenti fughe. Il rischio concreto è che Toma possa ricongiungersi con gruppi organizzati dediti a rapine, traffico di droga o assalti a obiettivi sensibili.

Le forze dell’ordine stanno collaborando con Europol e con le autorità di diversi Paesi Ue, anche alla luce dei suoi trascorsi in Belgio. L’obiettivo è evitare che la fuga da Opera si trasformi nell’ennesima latitanza di lunga durata e, soprattutto, che il “mago delle evasioni” possa riorganizzarsi all’interno di circuiti criminali transnazionali.

Mentre prosegue la caccia all’uomo, sul fronte interno si apre inevitabilmente il capitolo delle responsabilità. Come è stato possibile che un detenuto ad altissimo rischio evasione sia riuscito per l’ennesima volta a bucare il sistema? Quanto ha pesato la carenza cronica di organico, le condizioni strutturali degli istituti e i punti ciechi di un sistema che, nonostante telecamere e alta sicurezza, continua a mostrare falle clamorose?

Domande che arrivano direttamente ai vertici dell’amministrazione penitenziaria e del Ministero della Giustizia, mentre fuori dalle mura di Opera la priorità resta una sola: ritrovare, il prima possibile, Taulant Toma, l’uomo che ha fatto dell’evasione il suo marchio di fabbrica.

 

Napoli, vandalizzato ancora il murale per Noemi in piazza Nazionale

Napoli-  Non c’è pace per la memoria delle vittime innocenti della criminalità. A Piazza Nazionale, il murale dedicato alla piccola Noemi, la bambina ferita gravemente nel 2019 da un proiettile vagante durante un agguato di camorra, è stato nuovamente preso di mira e vandalizzato.

L’opera, già restaurata nel 2022 a causa di precedenti atti vandalici, è stata imbrattata con vernice spray da ignoti, ma il gesto questa volta si carica di un’ulteriore, gravissima offesa.

Accanto alla deturpazione del volto della bimba, i vandali hanno vergato scritte esplicitamente offensive nei confronti della memoria di Santo Romano, il giovane di soli 19 anni brutalmente ucciso a colpi di pistola a San Sebastiano al Vesuvio lo scorso novembre 2024, reo di aver tentato di sedare una lite per difendere un amico. Un doppio affronto che mira a colpire chi rappresenta l’anti-Camorra.

Sulla triste vicenda è immediatamente intervenuta la politica locale e nazionale, con il deputato Francesco Emilio Borrelli e il consigliere di Europa Verde della IV Municipalità, Giampiero Perrella.

Le loro parole sono un atto di denuncia durissimo: “Si tratta di gesti vigliacchi compiuti da chi è evidentemente nato e cresciuto in contesti criminali dove ignoranza e violenza la fanno da padrona,” tuonano i due esponenti.

L’amarezza si lega alla constatazione di una “doppia morale” in città: “Una parte della città, pronta a scendere in campo quando abbiamo chiesto la rimozione di murales in ricordo di baby criminali e degli altarini dei camorristi, non si indigna quando vengono compiuti gesti simili che offendono la memoria di vittime innocenti,” sottolineano Borrelli e Perrella.

La richiesta è ora perentoria e si articola su più fronti: l’immediata cancellazione delle scritte offensive e il restauro tempestivo del murale. Ma soprattutto, si invoca un rafforzamento della vigilanza su Piazza Nazionale, un’area che, a loro dire, è “spesso in balìa di baby gang che compiono atti vandalici”.

L’opera dedicata a Noemi deve rimanere un monito, concludono, “che ricordi a tutti quali siano i risultati della presenza della camorra sui territori, pronta a sparare senza fermarsi nemmeno davanti alla presenza di donne e bambini innocenti”.

Corruzione, l’Italia affonda: Campania record di indagati

Oggi Giornata internazionale contro la corruzione, il nuovo dossier di Libera restituisce un’immagine del Paese impietosa: 96 inchieste tra il 1° gennaio e il 1° dicembre 2025, otto al mese, con 49 procure al lavoro in 15 regioni e 1.028 persone indagate. Un’impennata impressionante, se si pensa che nel 2024 le inchieste erano state appena 48.

Ma a colpire è soprattutto la mappa delle responsabilità: il Sud, ancora una volta, è in testa. E la Campania conquista la maglia nera, con dati che la collocano al primo posto sia per numero di indagini sia — soprattutto — per numero di indagati.

Campania al vertice dell’illegalità diffusa

Nel 2025, secondo il monitoraggio di Libera basato su notizie di stampa, la Campania registra:

18 inchieste su corruzione e concussione (prima in Italia);

219 indagati, il dato più alto del Paese.

Seguono Calabria (141 indagati) e Puglia (110). Tra le regioni del Nord, la più colpita è la Liguria (82), quindi il Piemonte (80). L’area meridionale — isole comprese — totalizza 48 inchieste, davanti al Centro (25) e al Nord (23).

Il fenomeno non risparmia la politica: 53 politici indagati in tutta Italia, di cui 13 solo tra Campania e Puglia. I sindaci rappresentano quasi metà del totale.

Mazzette, appalti, concorsi truccati: la mappa dei reati

La fotografia scattata da Libera racconta non episodi isolati, ma un sistema fluido, feroce, radicato. Le “mazzette” spuntano ovunque:

certificazioni false di residenza per ottenere la cittadinanza italiana “iure sanguinis”;

appalti pilotati nella sanità, nella gestione dei rifiuti e nelle opere pubbliche;

licenze edilizie e servizi scolastici assegnati in cambio di favori;

concorsi truccati in università e enti pubblici;

scambi politico-mafiosi e pressioni delle organizzazioni criminali nelle grandi opere.

Il tutto con una gamma di protagonisti che va dal dirigente al faccendiere, dal “boss dell’ente pubblico” all’imprenditore con relazioni trasversali, sino alla presenza diretta dei clan.

“Corruzione normalizzata, rischio cattura dello Stato”

Per Libera, il quadro è chiaro e inquietante.
La copresidente Francesca Rispoli denuncia la trasformazione della corruzione in “una componente normale della carriera politica e imprenditoriale”, capace di generare una “selezione dei peggiori” e di erodere silenziosamente servizi pubblici, democrazia e fiducia istituzionale.

«Siamo davanti a un sistema che si rigenera — avverte Rispoli — utilizzando tecniche sempre più sofisticate: dalle mazzette classiche fino a relazioni opache e norme tagliate su misura dei potenti di turno».

La corruzione, secondo Libera, prospera anche grazie alla rassegnazione collettiva, terreno fertile per mafie e cricche affaristiche. E proprio mentre il fenomeno corre, si assiste — denuncia l’associazione — a un indebolimento dei presidi anticorruzione costruiti negli anni.

L’allarme e le proposte: “Serve un patto tra istituzioni e cittadini”

Nel quadro tracciato dal dossier, la piattaforma nazionale “Fame di verità e giustizia”, in tour da mesi, propone un cambio radicale:

regolazione stringente del conflitto di interesse;

norme chiare sul lobbying, con trasparenza totale;

controlli più efficaci sui finanziamenti politici;

formazione universitaria e professionale sull’etica pubblica;

vera trasparenza amministrativa, non burocratica;

sostegno concreto al whistleblowing.

Un’agenda che — sottolinea Libera — può funzionare solo se istituzioni e società civile tornano a camminare insieme.

Un Paese in trincea, e la Campania al centro dell’emergenza

Guardando la mappa delle inchieste, da Torino a Palermo, da Bari a Genova, passando per Avellino e il Salernitano, l’Italia appare percorsa da un filo nero che unisce aree e settori diversi.
Ma è nel Mezzogiorno, e nella Campania in particolare, che questo filo diventa una corda che stringe lo Stato e piega diritti, servizi, risorse.

Una fotografia che, nel giorno dedicato alla lotta globale alla corruzione, rischia di trasformarsi nell’ennesimo promemoria di ciò che ancora non funziona. E di ciò che, per molti, è diventato “normale”.

Un normalità pericolosa, che — mette in guardia Libera — non è destino, ma l’effetto di scelte, convenienze e omissioni. E che può essere ancora cambiata.

Oroscopo di martedì 9 dicembre 2025 – Previsioni di Paolo Tedesco

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Ecco come le stelle influenzeranno la tua giornata, segno per segno. Ricorda: le stelle suggeriscono, ma sei tu a decidere.

ARIETE (21 marzo – 20 aprile)

  • Amore: La Luna nei Pesci addolcisce il tuo carattere. Sei più disponibile all’ascolto del partner. Singoli, un’amicizia potrebbe rivelare un potenziale inaspettato.

  • Lavoro: Marte in Gemelli ti spinge a multitasking, ma attenzione alla confusione. Focalizzati su un compito alla volta per evitare errori banali.

  • Salute: Energia mentale alta, ma il corpo potrebbe accusare stanchezza. Non saltare i pasti.

  • Finanze: Possibile spesa improvvisa per un hobby o per uscire con gli amici. Niente di grave, ma controlla il portafoglio.

  • Consiglio del Giorno: Non correggere tutti per dimostrare di avere ragione. A volte, tacere è più saggio.

TORO (21 aprile – 20 maggio)

  • Amore: Giornata di intimità e complicità. Cerca la qualità del tempo, non la quantità. Serata perfetta per una cena romantica in casa.

  • Lavoro: Potresti sentirti poco valorizzato. Respira e non reagire d’impulso. La tua costanza verrà notata nei prossimi giorni.

  • Salute: Attenzione alla digestione. Cene pesanti o cibi troppo elaborati sono da evitare.

  • Finanze: Situazione stabile. Un progetto di risparmio a lungo termine inizia a dare le prime soddisfazioni.

  • Consiglio del Giorno: Cerca la bellezza nelle piccole cose. Ti ricaricherà l’animo.

GEMELLI (21 maggio – 21 giugno)

  • Amore: Marte nel tuo segno ti rende brillante e magnetico. Le parole sono il tuo afrodisiaco. In coppia, vivete una giornata frizzante.

  • Lavoro: Idee geniali e tanta voglia di comunicare. Ottimo per brain storming, presentazioni, scrittura. Sfrutta questo slancio.

  • Salute: Troppa energia nervosa. Se non la scarichi, rischi insonnia. Una lunga passeggiata sarà rigenerante.

  • Finanze: Piccoli guadagni inaspettati (forse una vincita o un rimborso). Ma la tentazione di spenderli subito è forte.

  • Consiglio del Giorno: Dirigi il tuo fuoco interiore verso un obiettivo preciso, o rischi di disperderlo.

CANCRO (22 giugno – 22 luglio)

  • Amore: La Luna nel tuo segno opposto (Pesci) accentua la sensibilità. Hai bisogno di rassicurazioni affettive. Chiedile con dolcezza.

  • Lavoro: Meglio lavorare in solitudine o in piccoli gruppi fidati. L’ambiente caotico ti disturba. Fidati del tuo intuito per una decisione.

  • Salute: Emotività a fior di pelle. Ritagliati del tempo per te, lontano dalle richieste esterne.

  • Finanze: Tendenza a spendere per la casa o per coccolarti. Legittimo, ma con moderazione.

  • Consiglio del Giorno: Non lasciare che l’umore del momento offuschi la tua visione. Sei più forte di così.

LEONE (23 luglio – 23 agosto)

  • Amore: Voglia di divertimento e leggerezza. In coppia, organizzate qualcosa di speciale con gli amici. Singoli, l’occasione potrebbe arrivare in un contesto sociale.

  • Lavoro: Sei sotto i riflettori, positivo o negativo che sia. Gestisci con grazia le critiche e accetta i complimenti con stile.

  • Salute: Buon periodo. Attenzione solo a non strafare con gli sforzi vocali (se parli molto).

  • Finanze: Situazione sotto controllo. Potresti essere tentato da un acquisto di lusso. Valuta se è una necessità o un capriccio.

  • Consiglio del Giorno: La generosità è una tua dote, ma oggi non firmare assegni in bianco, né letterali né metaforici.

VERGINE (24 agosto – 22 settembre)

  • Amore: Prevale un affetto pratico e rassicurante. I gesti concreti valgono più di mille parole. Un aiuto in casa sarà molto apprezzato.

  • Lavoro: Giornata produttiva e organizzata. Sei nel tuo elemento. Ottimo per terminare progetti in sospeso e mettere ordine.

  • Salute: Attenzione alla postura, soprattutto se lavori alla scrivania. Alcuni stiramenti muscolari sono in agguato.

  • Finanze: Pianificazione eccellente. Riesci a mettere da parte qualcosa senza sforzo. Valuta un investimento a basso rischio.

  • Consiglio del Giorno: Non cercare la perfezione negli altri. Apprezza i loro sforzi.

BILANCIA (23 settembre – 23 ottobre)

  • Amore: Venere nel tuo segno opposto (Scorpione) intensifica i legami. Può essere un giorno di passione o di discussioni profonde. Niente mezze misure.

  • Lavoro: Le relazioni sono chiave. Una mediazione, una partnership o un nuovo contatto possono rivelarsi fondamentali. Sii diplomatico.

  • Salute: Equilibrio psico-fisico buono. Cura l’estetica, un look che ti piace ti darà una marcia in più.

  • Finanze: Possibilità di un affare o di una trattativa vantaggiosa. Leggi bene le clausole prima di firmare.

  • Consiglio del Giorno: La verità a volte è scomoda, ma è sempre meglio dell’ipocrisia. Scegli con coraggio.

SCORPIONE (24 ottobre – 22 novembre)

  • Amore: Venere nel tuo segno ti rende intenso e affascinante. Il magnetismo è alto. In coppia, cercate l’esclusività. Singoli, potreste fare colpo.

  • Lavoro: La tua determinazione ti permette di superare ostacoli che bloccano gli altri. Attenzione a non essere troppo riservato: una piccola condivisione può aiutare.

  • Salute: Energia profonda. Ottimo per attività fisiche intense o per iniziare un percorso di disintossicazione.

  • Finanze: Stai valutando un cambiamento importante (mutuo, investimento sostanzioso). Non avere fretta di decidere.

  • Consiglio del Giorno: Non controllare, affida. Il vero potere sta nel saper lasciare andare.

SAGITTARIO (23 novembre – 21 dicembre)

  • Amore: L’ottimismo ritorna. In coppia, progettate un viaggio o un’avventura. Singoli, l’amore potrebbe arrivare da un contesto culturale o da lontano.

  • Lavoro: Idee grandiose e visionarie, ma servono piedi per terra per realizzarle. Collabora con qualcuno più pratico di te.

  • Salute: Bisogno di movimento e aria aperta. La sedentarietà oggi ti deprime.

  • Finanze: Possibile spesa per un libro, un corso o un biglietto per un viaggio. Investi in conoscenza.

  • Consiglio del Giorno: La risposta che cerchi potrebbe arrivare da una fonte inaspettata. Rimani curioso.

CAPRICORNO (22 dicembre – 20 gennaio)

  • Amore: Prevale un sentimento di lealtà e protezione. I rapporti consolidati si rafforzano. Le dichiarazioni, se ci saranno, saranno serie e ponderate.

  • Lavoro: Mercurio nel tuo segno ti dà lucidità e pragmatismo. Giornata perfetta per pianificare il 2026, definire obiettivi e strategie.

  • Salute: Solida. Attenzione solo a non caricarti di responsabilità fino a sentirti sotto pressione.

  • Finanze: Gestione oculata e conservativa. Stai costruendo una base solida con pazienza. Continua così.

  • Consiglio del Giorno: Il tuo futuro si costruisce oggi. Ogni piccolo passo conta. Non sottovalutarti.

ACQUARIO (21 gennaio – 19 febbraio)

  • Amore: L’amicizia è il terreno fertile per il cuore. In coppia, siete complici come migliori amici. Singoli, un gesto originale attirerà l’attenzione.

  • Lavoro: Buone idee in team. La collaborazione con persone diverse da te è fruttuosa. Ascolta proposte innovative.

  • Salute: Benessere mentale ottimo. Per il fisico, attività di gruppo (yoga, sport di squadra) sono ideali.

  • Finanze: Situazione variabile. Entrate e uscite si alternano. Attenzione a non disperdere risorse in troppi progetti.

  • Consiglio del Giorno: La tua originalità è un dono. Usala per ispirare, non per isolarti.

PESCI (20 febbraio – 20 marzo)

  • Amore: La Luna nel tuo segno ti rende romantico e sognatore. Attenzione alle illusioni o a fraintendimenti. Cerca chiarezza con delicatezza.

  • Lavoro: Lavori meglio dietro le quinte o su progetti che richiedono creatività e compassione. Le riunioni troppo aggressive ti turbano.

  • Salute: Sei sensibile agli stati d’animo altrui. Proteggiti dalle energie negative. Un bagno con i sali ti purificherà.

  • Finanze: Intuizione finanziaria sorprendente. Potresti “sentire” l’opportunità giusta o la fregatura da evitare. Ascoltati.

  • Consiglio del Giorno: Non tutto ciò che luccica è oro, ma non tutto ciò che è invisibile è inesistente. Fidati della tua profondità.

 Cosa ci riservano le stelle martedì 9 dicembre 2025?

Le stelle di oggi dipingono una giornata dal doppio volto, guidata da due energie contrastanti ma complementari. Da un lato, Marte in Gemelli ci spinge all’azione veloce, alla comunicazione brillante, alla curiosità intellettuale e a un pizzico di impazienza. È l’energia del “fare e dire”. Dall’altro, la Luna in Pesci ci invita all’introspezione, alla compassione, al sogno e a un bisogno di evasione emotiva. È l’energia del “sentire e sognare”.

La sfida, ma anche l’opportunità, sta nel tessere insieme questi fili. Potremmo avere idee fulminanti (Marte in Gemelli) che però hanno bisogno di un momento di quiete per essere assimilate e tradotte in qualcosa di significativo (Luna in Pesci). Potremmo sentire il bisogno di confidarci o di ricevere conforto (Pesci), ma esprimendolo con chiarezza e senza giri di parole (Gemelli).

Il consiglio astrologico universale è quindi questo: usa la velocità della mente per dare forma ai tuoi sentimenti, e la profondità del cuore per dare direzione alla tua azione. Non lasciare che la fretta di concludere (Marte) ti privi della poesia del momento (Luna). Non permettere che la sensibilità (Luna) ti rende evasivo sulle questioni pratiche (Marte).

È una giornata in cui un messaggio chiaro può essere detto con un tono gentile, in cui un progetto ambizioso può partire da un’intuizione profonda, in cui un gesto concreto può avere un’anima. Bilanciare questi due estremi sarà la chiave per un 9 dicembre armonioso e produttivo.

Le stelle suggeriscono, ma la melodia della tua giornata la componi tu.
Paolo Tedesco

Spaccata a Sant’Antimo: assalto alla gioielleria, residenti lanciano oggetti da balconi per fermare la banda

Un assalto violento, una spaccata fulminea e la reazione disperata dei residenti che, nel cuore della notte, hanno tentato di respingere i ladri lanciando oggetti dai balconi. È la scena che si è consumata a Sant’Antimo, lungo corso Unione Sovietica, dove una gang composta da almeno cinque persone ha preso di mira una gioielleria devastandola completamente.

Secondo una prima ricostruzione, i malviventi sono entrati in azione utilizzando un flex per sollevare la serranda e poi hanno sfondato l’ingresso con un’auto rubata, seguendo il consolidato metodo della spaccata.

In pochi minuti hanno fatto irruzione nel negozio, lo hanno distrutto e sono fuggiti con un bottino ancora da quantificare. Le immagini delle telecamere di sorveglianza, acquisite e già al vaglio degli inquirenti, sono state inviate al deputato Francesco Emilio Borrelli e al consigliere regionale Carlo Ceparano.

I due rappresentanti istituzionali si sono recati nel pomeriggio dal titolare della gioielleria, Angelo De Rosa, profondamente scosso per l’accaduto. “Vedere un commerciante onesto così provato è una ferita per tutta la comunità – hanno dichiarato Borrelli e Ceparano –. Da quando è stata spostata la caserma dei carabinieri, i livelli di criminalità sono raddoppiati e la vita per residenti e negozianti è diventata un inferno. Servono più forze dell’ordine per ristabilire sicurezza e serenità”.

Entrambi hanno lanciato un appello affinché la comunità si stringa attorno alle vittime: “Non lasciamo solo chi subisce questi crimini. Restiamo al fianco di Angelo De Rosa e invitiamo tutti i cittadini di Sant’Antimo e della provincia di Napoli a venire nei prossimi giorni in gioielleria per testimoniare solidarietà. Chi lavora onestamente non deve sentirsi abbandonato”.

Il commerciante, ancora sotto shock, non nasconde la sua amarezza: “Sono molto sconfortato, ma mi rimboccherò le maniche e ripartirò insieme a mia moglie. È la seconda volta in tre anni che subisco un furto così, ma stavolta hanno distrutto tutto. Noi commercianti dobbiamo affrontare il rischio d’impresa e l’escalation della criminalità: è difficile andare avanti, ma con il sostegno di tutti ci rialzeremo”.

Un episodio che riaccende l’allarme sicurezza nel comune dell’hinterland napoletano, già segnato da una lunga serie di episodi predatori e da una crescente sensazione di abbandono tra i residenti.

Napoli, Chiariello nominato consulente della Commissione parlamentare d’inchiesta sulle ecomafie

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Napoli- Il dottor Biagio Chiariello nominato consulente della Commissione parlamentare d’inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti e per le ecomafie.

Nel suo curriculum il titolo accademico di “specialista in diritto e gestione dell’ambiente” presso la Seconda Università degli studi di Napoli oltre ad una comprovata esperienza sul campo in Terra dei Fuochi anche attraverso la collaborazione attiva dal 2018 con i vari incaricati del Governo per il contrasto del fenomeno degli incendi dolosi di rifiuti nella regione Campania.

Avvocato, due lauree in ” Giurisprudenza ” e in ” Scienze delle Investigazioni “, attuale dirigente della polizia locale e che prossimamente della polizia provinciale , il dottor Biagio Chiariello é stato nominato consulente giuridico della Commissione parlamentare d’inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti e su altri illeciti ambientali e per le ecomafie con sede a Roma.

La Commissione venne istituita con la legge n. 53 del 2023 con attribuzione di compiti specifici da assolvere avvalendosi dei poteri dell’autorità giudiziaria per indagare e vigilare su crimini ambientali, come lo smaltimento abusivo di rifiuti (ecomafie), le discariche illegali, la gestione tossica dei SIN (Siti di Interesse Nazionale) e le truffe legate all’agroalimentare ed é composta da rappresentanti di Camera e Senato e supportato da diversi professionisti esterni.

Per il dottor Biagio Chiariello, massimo specialista del settore e finito per un periodo sotto protezione a seguito di minacce della camorra, si tratta di un ennesimo riconoscimento istituzionale, oltre a quello di Cavaliere della Repubblica attribuito dal Presidente Sergio Mattarella.

P.B.