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Telese Terme: locale chiuso dopo risse tra giovani e schiamazzi notturni

Telese Terme– Il questore di Benevento ha fatto scattare il “catenaccio” su un locale del centro di Telese Terme, sospendendo la licenza di somministrazione di alimenti e bevande dopo una serie di episodi di violenza e disturbo della quiete pubblica.

Il provvedimento, deciso sulla base di un’accurata attività investigativa condotta dalla Divisione di polizia amministrativa della Questura, è stato motivato da una sequenza di eventi che hanno tenuto in allerta le forze dell’ordine negli ultimi mesi.

Tutto è iniziato il 26 aprile scorso, quando i Carabinieri della compagnia di Cerreto Sannita sono intervenuti per sedare una violenta rissa tra giovani proprio all’interno del locale. L’episodio, che ha visto coinvolti numerosi ragazzi, ha destato grande preoccupazione tra residenti e autorità locali. Ma non è stato un caso isolato: il 25 maggio, nello stesso esercizio, si è verificata un’altra lite tra giovani, confermando una tendenza all’escalation di tensioni.

A questi episodi si aggiungono ripetuti interventi delle forze dell’ordine per schiamazzi notturni e musica ad alto volume, spesso oltre l’orario consentito dall’ordinanza sindacale. La situazione è diventata insostenibile per la comunità, che ha chiesto maggiore controllo e sicurezza sul territorio.

Con la sospensione della licenza, il locale resterà chiuso per un periodo determinato, in attesa di ulteriori verifiche e di eventuali provvedimenti definitivi. Il questore ha sottolineato che si tratta di una misura necessaria per tutelare l’ordine pubblico e la tranquillità dei cittadini, soprattutto in un periodo in cui la presenza di giovani nei locali notturni richiede una maggiore attenzione da parte delle istituzioni.

Napoli, via Consalvo la Strada della paura: investito denuncia l’inerzia: “Aspettiamo il morto?” 

napoli – La città è scossa da un nuovo, gravissimo episodio che riaccende i riflettori sulla pericolosa follia della velocità e sulla drammatica assenza di deterrenza stradale. L’ennesima vittima, la scorsa settimana, è stata colpita in Via Consalvo, arteria cruciale e quotidianamente percorsa da una moltitudine di pedoni, inclusi numerosi bambini diretti a scuola.

Un cittadino è stato investito con violenza da un motociclista che sfrecciava a velocità sconsiderata. Nonostante le serie lesioni, l’uomo ha evitato il peggio, ma la sua denuncia è un grido di allarme che gela: “Se al mio posto ci fosse stato un passeggino o una persona anziana, l’avrebbe uccisa.” La dinamica del sinistro è documentata grazie all’intervento della Polizia Municipale e alle riprese disponibili.

Ciò che rende questo incidente ancor più inaccettabile è la sconcertante pregressa: la richiesta di installazione di dossi rallentatori, misure essenziali per moderare la velocità in un tratto così sensibile, è stata precedentemente bocciata dalla Municipalità.

L’investito, esasperato e sotto shock, si è rivolto al Deputato di Alleanza Verdi-Sinistra Francesco Emilio Borrelli, ponendo un interrogativo che suona come una condanna: “Che aspettiamo, che sia un morto?”

La risposta del parlamentare, affiancato dal membro dell’esecutivo regionale di Europa Verde Carlo Ceparano, è stata netta e perentoria.

“Non è più tollerabile che l’incolumità dei pedoni, specialmente in aree adiacenti alle scuole, venga ignorata. È urgente non solo installare immediatamente dossi e strisce pedonali rialzate a Via Consalvo, ma anche prevedere pene più stringenti per chi mette a repentaglio la vita altrui con imprudenza criminale.”

Borrelli ha puntato il dito anche contro la recente riforma: “L’attuale Nuovo Codice della Strada, voluto dal Ministro Salvini, si è dimostrato insufficiente a contrastare i comportamenti più pericolosi e inadeguato a proteggere i cittadini più vulnerabili. Ci impegnamo a utilizzare ogni strumento istituzionale per garantire che Via Consalvo e le altre strade a rischio ricevano gli interventi di messa in sicurezza necessari per scongiurare la prossima tragedia.”

L’appello delle forze politiche è chiaro: la sicurezza stradale non può più attendere decisioni burocratiche o l’aggravarsi del bilancio delle vittime. Le istituzioni devono agire ora per trasformare Via Consalvo, da “strada della paura” a luogo sicuro per tutti i cittadini.

Tre imprenditori ai domiciliari per bancarotta fraudolenta nel Cilento

I finanzieri del Comando provinciale di Salerno hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari nei confronti di tre imprenditori del settore farmaceutico, accusati di bancarotta fraudolenta patrimoniale e documentale.​

Il provvedimento è stato emesso dal Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Vallo della Lucania, al termine di un’articolata indagine di polizia giudiziaria coordinata dalla procura cilentana.​

Secondo gli inquirenti, i tre indagati avrebbero gestito, quali amministratori di fatto e – per uno di loro – anche di diritto, una società attiva nella rivendita all’ingrosso di farmaci, conducendola al dissesto attraverso una serie di operazioni dolose.​
Il passivo della società avrebbe superato i quattro milioni di euro, con debiti accumulati sia nei confronti dell’Erario sia verso numerosi fornitori del comparto farmaceutico.​

Gli accertamenti contabili hanno fatto emergere una gestione dei libri in violazione dei principi di trasparenza e veridicità, al punto da renderne l’affidabilità sostanzialmente compromessa.​

Le verifiche hanno inoltre documentato una rilevante distrazione di rimanenze di magazzino, per un valore non inferiore a quattro milioni di euro in medicinali sottratti al patrimonio della società.​

Uno degli imprenditori, prima della dichiarazione della liquidazione giudiziale, avrebbe disposto bonifici direttamente dal conto corrente della società ormai avviata al fallimento verso il proprio conto personale.​

Queste movimentazioni, avvenute nella fase immediatamente precedente al tracollo dell’azienda, sono state qualificate dagli investigatori come ulteriori condotte distrattive a danno dei creditori.​

Le indagini hanno ricostruito un flusso anomalo di approvvigionamenti: la società acquistava medicinali in quantità enormemente superiori al proprio fabbisogno commerciale reale.​

I prodotti venivano poi rivenduti all’ingrosso, senza le necessarie autorizzazioni, ad altre farmacie e parafarmacie riconducibili agli stessi imprenditori, spesso senza che venisse effettuato alcun pagamento.​

Nel complesso, l’ipotesi investigativa delinea un sistema in cui la società sarebbe stata utilizzata come veicolo per drenare beni e risorse, scaricando su fisco e fornitori il peso di un indebitamento milionario.​

I tre indagati rispondono a vario titolo di bancarotta fraudolenta patrimoniale e documentale, reati per i quali resta fermo il principio di presunzione di innocenza fino a sentenza definitiva.

Uomo chiama il 112: “Ho ucciso mia sorella”

Un dramma familiare si è consumato questa mattina in via San Paolo Bel Sito 150, nel comune omonimo, all’interno del noto Palazzo Cassese, al quinto piano.

Un uomo ha composto il 112 e, con voce agitata, ha dichiarato di aver ucciso la sorella accoltellandola.

La centrale operativa ha immediatamente inviato sul posto i carabinieri della Compagnia di Nola e un equipaggio del 118, che sono entrati nell’edificio nel giro di pochi minuti. Una volta raggiunto l’appartamento indicato, i militari hanno trovato l’uomo ancora all’interno, in forte stato di agitazione.

Secondo le prime informazioni, il sospetto omicida è ora sotto il controllo dei carabinieri, mentre i sanitari stanno effettuando le verifiche del caso. Non è ancora chiaro cosa sia accaduto nei minuti precedenti alla telefonata, né quali siano le condizioni della vittima.

I militari stanno procedendo con i rilievi e gli accertamenti all’interno dell’abitazione, mentre la zona è stata transennata per consentire l’intervento degli investigatori.
Le indagini sono in corso per ricostruire l’esatta dinamica e il movente dell’accaduto.

Eav lancia un nuovo treno sulla linea Piscinola-Aversa

Napoli– Un colpo di acceleratore per i pendolari campani: entra in servizio il secondo treno T-Rainbow sulla linea metropolitana Piscinola-Aversa, potenziando la flotta Eav con tecnologia spagnola all’avanguardia.

Con un investimento da 100 milioni di euro, l’Ente Autonomo Volturno mira a triplicare la capacità di trasporto, riducendo il caos viario e integrando le reti con Anm per un futuro senza intoppi.

Il nuovo convoglio, realizzato dalla casa costruttrice spagnola Caf, rappresenta il secondo dei dieci treni acquistati grazie al finanziamento della Regione Campania. Il primo era già operativo dal 25 settembre, mentre altri due sono sbarcati a Napoli e diventeranno attivi entro gennaio 2026. Gli ultimi sei completeranno la fornitura entro la fine dell’anno prossimo, trasformando radicalmente la mobilità locale.

Questi T-Rainbow, identici a quelli in uso sulla Linea 1 gestita da Anm, sono veri e propri giganti su rotaie: ogni treno conta sei carrozze intercomunicanti, per una lunghezza di 108 metri e una capienza di circa 1.200 passeggeri, inclusi oltre 130 posti a sedere. “Triplichiamo la capacità attuale per treno”, sottolineano da Eav, evidenziando come l’arrivo di questi mezzi non solo elevi comfort e sicurezza – con spazi più ampi e sistemi moderni – ma aumenti pure i collegamenti verso Aversa, alleggerendo il traffico sulle strade provinciali.

L’integrazione con la rete Anm diventa realtà con la futura chiusura dell’anello e il nodo di Piscinola, puntando a un servizio unificato che colleghi seamless le due aziende di trasporti. In un contesto di pendolarismo sempre più pressante, questo potenziamento non è solo un upgrade infrastrutturale, ma un’arma strategica contro l’affollamento e le emissioni, favorendo una Campania più green e connessa.

Porto di Agropoli, 2 milioni per il rilancio

Il porto di Agropoli si prepara a una nuova stagione. Due milioni di euro in arrivo dall’Unione Europea per trasformare lo scalo salernitano in un hub moderno e competitivo, capace di attrarre turisti e diportisti da tutta Italia.

Il Comune cilentano ha messo a segno un colpo importante: il finanziamento, ottenuto nell’ambito del PR FESR Campania 2021/2027, sarà destinato al primo lotto funzionale del progetto di riqualificazione dell’infrastruttura portuale. Un investimento strategico che punta a valorizzare uno dei motori dell’economia locale.

Un’opportunità per il territorio

Lo scalo marittimo di Agropoli rappresenta molto più di un semplice approdo. È il cuore pulsante della mobilità via mare, un punto di riferimento per il diportismo nautico, la pesca professionale e lo sviluppo turistico dell’intero territorio cilentano. Gli interventi previsti mirano a potenziare queste vocazioni, con opere mirate al miglioramento delle strutture esistenti.

Il progetto si inserisce in una visione più ampia di modernizzazione delle infrastrutture portuali campane. L’obiettivo è chiaro: rendere il porto all’altezza delle aspettative di un turismo sempre più esigente e di un settore nautico in costante crescita.

Entusiasmo in Comune

“Un passo importante per rendere il porto più moderno e competitivo”. Con queste parole il sindaco Roberto Mutalipassi e l’assessore al Porto Giuseppe Di Filippo hanno accolto la notizia del finanziamento. L’amministrazione comunale vede in questi fondi europei un’occasione concreta per rilanciare uno degli asset strategici della città.

I lavori del primo lotto funzionale dovrebbero partire nei prossimi mesi, dando il via a una trasformazione che promette di cambiare il volto dello scalo agropolese e di rafforzarne il ruolo nel panorama turistico del Cilento.

Napoli, bloccati i pendolari del crimine della zona vesuviana

Napoli – Si chiude il cerchio su una serie impressionante di rapine a mano armata e furti che hanno segnato la tarda primavera tra Casalnuovo di Napoli e i comuni del Vesuviano. I Carabinieri hanno dato esecuzione ieri a due misure cautelari – un arresto in carcere e un obbligo di dimora – nei confronti di due persone ritenute responsabili a vario titolo di reati che spaziano dalla rapina aggravata al furto con strappo, fino alla ricettazione.

L’attività investigativa, coordinata dalla Procura della Repubblica di Nola e delegata alla Stazione Carabinieri di Sant’Anastasia, è partita da un arresto in flagranza avvenuto lo scorso 21 giugno. Quell’episodio ha fatto da miccia per un’indagine meticolosa, condotta con le tradizionali tecniche investigative, che ha permesso di ricostruire la fitta rete criminale.

Il risultato è eclatante: al principale indagato viene contestata l’esecuzione di ben otto rapine consumate nell’arco di appena due mesi, tra maggio e giugno 2025. Un vero e proprio raid criminale che ha toccato diversi comuni, tra cui Casalnuovo di Napoli, Pomigliano d’Arco, Marigliano, Castello di Cisterna, Mariglianella e Sant’Anastasia.

Il secondo indagato, colpito dalla misura dell’obbligo di dimora nel comune di Casalnuovo, è invece coinvolto in concorso in altri episodi. Nello specifico, l’attività investigativa ha permesso di attribuirgli:

Una tentata rapina commessa a Sant’Anastasia il 25 maggio 2025.

Un furto con strappo (scippo) messo a segno a Somma Vesuviana il 20 giugno 2025.

Il reato di ricettazione di un’autovettura.

Le ordinanze di custodia cautelare, emesse dal G.I.P. (Giudice per le Indagini Preliminari) del Tribunale di Nola, sono state eseguite ieri dai militari della stazione di Sant’Anastasia nei comuni di Napoli e Casalnuovo. L’operazione ha permesso di mettere la parola fine a una sequenza di reati che aveva generato notevole allarme sociale nelle aree interessate.

Napoli, 130 aziende sotto sequestro. Prefetto Di Bari: “Edilizia e ristoranti settori più infiltrati”

Napoli – La camorra non si ferma, e il prefetto Michele di Bari moltiplica i colpi. Con cinque nuove interdittive antimafia, salgono a 130 i provvedimenti emessi dall’inizio dell’anno per strappare dalle grinfie della criminalità imprese della Città Metropolitana.

Un’operazione di “pulizia” a tutto campo che svela la mappa dei business preferiti dai clan: dall’edilizia, storico settore di conquista, alla ristorazione, nuova frontiera del riciclaggio.

Il numero più alto di “stop” ha colpito il comparto delle costruzioni, confermato come il settore più “sensibile” e appetibile per le cosche. Ma è il boom dei locali e delle pizzerie in mano ai clan a destare allarme. Un settore, quello della ristorazione, che per sua natura è un magnete per il denaro sporco.

Perché i ristoranti piacciono alla camorra? I motivi sono strutturali: si basa su pagamenti in contante, spesso sfugge ai controlli con l’uso di manodopera irregolare e permette di nascondere i veri proprietari delle attività. Aprire un locale è un investimento perfetto: garantisce introiti costanti, una presenza capillare sul territorio e, soprattutto, un canale ideale per “lavare” ingenti somme di denaro illegale, trasformandolo in profitti legali da un’attività di cui c’è sempre richiesta.

Le 130 aziende “osservate speciali” operano in settori cruciali per l’economia napoletana: oltre a edilizia e ristorazione, anche il commercio (incluso quello alimentare), la gestione dei rifiuti, i trasporti e le agenzie di pratiche auto. Un attacco a 360 gradi all’economia legale, che il prefetto contrasta con un’azione continua e mirata.

Due donne puhser arrestate a Santa Maria a Vico

Santa Maria a Vico – Un’operazione lampo dei carabinieri ha portato all’arresto di due giovani donne, rispettivamente di 21 e 25 anni, originarie del Casertano e del Napoletano, sorprese con dosi di droga e tutto l’occorrente per lo spaccio.

L’episodio è avvenuto nel tardo pomeriggio di ieri, lunedì 18 novembre 2025, durante un normale servizio di pattugliamento del territorio.

I militari della Stazione di Santa Maria a Vico, insospettiti dal comportamento delle due ragazze a bordo di un’auto, hanno deciso di effettuare una perquisizione. L’ispezione ha permesso di rinvenire circa 40 grammi di sostanze stupefacenti tra cocaina, marijuana e crack, suddivise in 29 dosi pronte per essere vendute al dettaglio.

Ma non è finita qui: le perquisizioni nelle abitazioni delle indagate hanno portato al sequestro di un bilancino di precisione, bustine termosaldabili, una macchina per il sottovuoto, sei telefoni cellulari e 85 euro in banconote di piccolo taglio, ritenuti provento dell’attività illecita.

Le due donne sono state arrestate in flagranza di reato e, dopo le formalità di rito, sono state poste agli arresti domiciliari su disposizione dell’autorità giudiziaria. L’indagine, coordinata dalla Procura di Santa Maria Capua Vetere, è ancora in corso per approfondire eventuali collegamenti con altri soggetti coinvolti nello spaccio.

Sorrento, identificato il ladro seriale delle E-Bike

Sorrento – Un ladro seriale di biciclette a pedalata assistita finisce in manette grazie a un’indagine lampo dei Carabinieri. Tre furti aggravati tra agosto e settembre, con bottini rubati da garage privati e strade affollate: l’uomo, già in carcere per altri reati, è stato identificato grazie a video e dettagli inequivocabili come un tatuaggio.

I Carabinieri della Compagnia di Sorrento hanno eseguito stamattina un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal GIP del Tribunale di Torre Annunziata, su richiesta della Procura della Repubblica. Il provvedimento colpisce un uomo gravemente indiziato di tre episodi di furto aggravato di e-bike, commessi tra il 18 agosto e il 7 settembre 2025 nei comuni di Sorrento e Sant’Agnello.

I reati contestati riguardano la sottrazione di tre velocipedi di valore: due furti sono avvenuti all’interno di pertinenze private, mentre il terzo sulla pubblica via. Le indagini, condotte dai militari della Stazione Carabinieri di Sorrento e coordinate dalla Procura, hanno sfruttato filmati da sistemi di videosorveglianza pubblici e privati, analizzati con attenzione per estrapolare dettagli cruciali.

Attraverso riscontri diretti e confronti, gli investigatori hanno identificato un unico sospetto responsabile, basandosi su caratteristiche fisiche, abbigliamento e un tatuaggio sull’arto superiore sinistro. Decisivo un controllo effettuato dai Carabinieri in Penisola Sorrentina: l’uomo fermato presentava corrispondenze perfette con le immagini dei video che ritraevano l’autore dei furti.

Il quadro probatorio, solido e con alta probabilità di colpevolezza, ha portato all’emissione della misura cautelare. L’indagato, già detenuto presso la Casa Circondariale di Napoli-Poggioreale per altra causa, ha ricevuto la notifica in loco. Le forze dell’ordine sottolineano come queste operazioni rafforzino la sicurezza contro i furti di mezzi ecologici sempre più diffusi in zona.

Caivano, l’“eredità” dello spaccio: nonno e nipote arrestati insieme

Caivano – Due generazioni unite non da affetti o lavoro onesto, ma – secondo quanto ricostruito dai Carabinieri – dall’attività di spaccio. A Caivano, nel cuore del Parco Verde, un nonno di 58 anni e il nipote appena 18enne, che porta il suo stesso nome, sono stati arrestati con l’accusa di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. Per entrambi è stata disposta la misura degli arresti domiciliari, in attesa di giudizio.

L’operazione è scattata in tarda serata, quando una pattuglia della Stazione Carabinieri di Caivano, supportata dai militari della sezione radiomobile, ha notato uno scambio sospetto in strada. I militari hanno assistito alla cessione di una dose di droga a un cliente, fermato e sanzionato amministrativamente per consumo di stupefacenti.

Risalendo al presunto punto di approvvigionamento, i Carabinieri hanno individuato il 58enne e il nipote 18enne, bloccandoli e sottoponendoli a perquisizione personale e domiciliare. Nel corso dei controlli sono state sequestrate 11 dosi di cocaina già pronte per la vendita, materiale per il confezionamento e 280 euro in contanti, somma che gli investigatori ritengono provento dell’attività illecita.

Per l’anziano e il giovane, che secondo gli inquirenti condividevano non solo l’abitazione ma anche la gestione delle singole cessioni, sono così scattate le manette. La Procura ha convalidato l’arresto e disposto per entrambi la misura cautelare degli arresti domiciliari, in attesa delle prossime fasi del procedimento.

Il caso riaccende i riflettori sulla condizione del Parco Verde di Caivano, territorio da anni segnato da degrado sociale, disoccupazione e una diffusa presenza di attività di spaccio, in cui spesso – come emerge da questa vicenda – la criminalità sembra tramandarsi di generazione in generazione.

Maltempo, Salernitano in ginocchio. Bomba d’acqua a Sapri: strade come fiumi e scuole chiuse

Salerno -Una violenta ondata di maltempo si è abbattuta sul Salernitano, trasformando una giornata autunnale in un vero e proprio scenario di emergenza. Il cuore della criticità è Sapri, nel Golfo di Policastro, dove una “bomba d’acqua” ha scaricato un’enorme quantità di pioggia in poche ore, mandando in tilt la città e costringendo il sindaco a disporre la chiusura di tutte le scuole per motivi di sicurezza.

Emergenza a Sapri

La situazione più drammatica si registra in via Kennedy, una zona già nota per la sua vulnerabilità. Nonostante i lavori di mitigazione del rischio idrogeologico completati negli ultimi mesi, la strada si è trasformata in un fiume in piena, con l’acqua che ha invaso non solo le carreggiate ma anche abitazioni e piani bassi.

La Protezione Civile è al lavoro senza sosta per monitorare l’evoluzione del fenomeno e assistere i cittadini, mentre la circolazione in gran parte del centro abitato è paralizzata, rievocando gli incubi di passate alluvioni.

Disagi nel Cilento e il caso di Moio

Ma i disagi non si sono limitati al Golfo di Policastro. Anche il Cilento ha dovuto fare i conti con la furia del maltempo. Tra Ascea e Velia, una tromba d’aria ha sradicato due imponenti alberi di eucalipto, che sono crollati sulla carreggiata bloccando completamente il traffico e rendendo necessario l’intervento immediato delle squadre di manutenzione comunali.

Unica nota positiva in un quadro preoccupante arriva da Moio di Agropoli. L’area, che nel 2022 fu devastata da un’alluvione, ha retto all’impatto delle intense piogge grazie alle recenti opere di pulizia e manutenzione dei canali e dei corsi d’acqua.

Un intervento preventivo che ha funzionato, contenendo le criticità e dimostrando l’importanza della cura del territorio. Intanto, l’intero Salernitano resta in stato di allerta, con le autorità che si preparano a fronteggiare possibili nuove ondate di maltempo nelle prossime ore.

Serie A, gli arbitri della 12a giornata: Napoli-Atalanta a Di Bello, Sozza per il derby di Milano

La 12ª giornata di Serie A promette scintille e la scelta degli arbitri conferma la portata del weekend. Sarà Simone Sozza, della sezione di Seregno, a dirigere il derby della Madonnina tra Inter e Milan, in programma domenica 23 alle 20.45 a San Siro. Un incarico di peso che lo vedrà affiancato dagli assistenti Peretti e Colarossi, mentre Marcenaro sarà il quarto uomo. Al Var opereranno Aureliano e Di Paolo, un team che la Lega ha scelto per garantire massima attenzione in una sfida che vale molto più di tre punti.

Il turno, però, non vive solo della notte di San Siro. Sabato porta con sé due anticipi decisivi. Al Franchi, Fiorentina-Juventus sarà affidata a Daniele Doveri, chiamato a gestire una gara spesso incandescente. In serata, alle 20.45, toccherà invece a Marco Di Bello prendere in mano Napoli-Atalanta al Maradona, un’altra partita che promette ritmo e pressione altissima.

La Roma capolista, appaiata al Milan, scenderà in campo domenica a Cremona. Per la sfida dello Zini è stato scelto Giovanni Ayroldi di Molfetta, incaricato di dirigere un match che potrebbe modificare gli equilibri della classifica. Un weekend che mette alla prova squadre e arbitri, con tre giorni di calcio ad alta intensità e incroci che possono incidere sulla corsa al vertice.

Playoff Mondiali 2026, l’Italia attende il sorteggio: subito rischio Svezia per gli Azzurri

La corsa dell’Italia verso i Mondiali del 2026 entra nella sua fase più delicata. Con la conclusione dei gironi di qualificazione, il cammino verso Stati Uniti, Canada e Messico passa ora per i playoff, dove restano quattro posti ancora da assegnare. Domani a Zurigo verrà tracciato il percorso che gli Azzurri dovranno affrontare, una strada che si preannuncia tutt’altro che semplice.

La squadra guidata da Gattuso è stata inserita in prima fascia grazie al ranking FIFA, un vantaggio relativo che assicura solo un dato: la semifinale del 26 marzo si giocherà in Italia. L’avversaria, però, resta un’incognita pesante. Arriverà dalla quarta fascia, quella delle nazionali ripescate tramite la Nations League, e il ventaglio delle possibili contendenti non permette distrazioni. Tra Svezia, Irlanda del Nord, Macedonia del Nord e Romania il rischio di un incrocio complicato è reale, soprattutto con una Svezia desiderosa di riscatto e una Macedonia già capace in passato di rovinare i piani azzurri.

Se l’Italia supererà il primo ostacolo, il 31 marzo la attenderà la finale decisiva. L’avversaria potrebbe provenire dalla seconda fascia — Polonia, Repubblica Ceca, Galles o Slovacchia — oppure dalla terza, dove spiccano Albania, Irlanda, Bosnia-Erzegovina e Kosovo. Un ulteriore livello di imprevedibilità in un playoff che, come insegna la storia recente, non concede margini di errore.

Al via il voto per i Globe Soccer Awards: da Conte a Yamal, corsa mondiale ai premi di Dubai

La macchina dei Globe Soccer Awards si è rimessa in moto. È partita ufficialmente la fase delle votazioni che condurrà alla cerimonia del 28 dicembre a Dubai, dove saranno incoronati i migliori protagonisti del calcio internazionale. Gli occhi sono puntati su una lista di candidati che mescola fuoriclasse affermati, talenti emergenti e figure tecniche di primo piano, mentre il Paris Saint-Germain domina la scena grazie al trionfo europeo della scorsa stagione.

Luis Enrique guida il gruppo dei candidati più attesi: il tecnico spagnolo, reduce da una stagione perfetta con Champions League, campionato e Coppa di Francia, è in corsa per il premio di miglior allenatore, mentre Luís Campos punta al riconoscimento di miglior direttore sportivo. Nella sfida per il premio destinato al miglior club maschile spicca ancora il Psg, accompagnato da un plotone di otto giocatori presenti nelle varie categorie, tra cui Hakimi, Kvaratskhelia, Dembélé, Nuno Mendes, Vitinha, Fabián Ruiz, Doué e Donnarumma, oggi al Manchester City.

La rappresentanza italiana non manca: Antonio Conte e Maresca figurano tra i possibili migliori allenatori dell’anno, mentre Donnarumma, Lautaro Martínez e McTominay compaiono nella lista dei giocatori in corsa per il titolo individuale. Nella categoria femminile il Barcellona prova a ribadire il proprio dominio con Aitana Bonmatí, favorita per il terzo trionfo consecutivo. Tra i club italiani resistono Inter, Napoli e la Juventus femminile.

Accanto ai big del calcio europeo trovano spazio anche Mbappé, Vinícius Júnior, Harry Kane, Salah e la stella del Barcellona Lamine Yamal, tra i più giovani contendenti al premio per il miglior giocatore. L’edizione 2025 introduce inoltre un riconoscimento inedito, quello dedicato al miglior mental coach, con la presenza dell’italiana Nicoletta Romanazzi tra i candidati. Tommaso Bendoni, fondatore e CEO dei Globe Soccer Awards, sottolinea l’importanza dell’appuntamento: Dubai, per il sedicesimo anno, diventerà il centro del calcio mondiale e il palco sul quale celebrare eccellenza, talento e innovazione.

Alluvione di Ischia, domani la Camera di Consiglio decide sull’archiviazione

L’appuntamento è fissato per domani a Napoli, quando la Camera di Consiglio dovrà stabilire se archiviare o meno la richiesta di responsabilità legata all’alluvione del 26 novembre 2022 a Casamicciola Terme, una tragedia che costò la vita a dodici persone e lasciò un’intera comunità piegata da dolore e interrogativi. Una decisione attesa e delicatissima, che si inserisce in un contesto nazionale segnato da eventi meteorologici estremi sempre più frequenti e violenti, capaci di trasformare in emergenza ogni prima perturbazione.

Mentre l’Italia continua a confrontarsi con ondate di piogge violente alimentate dal Mediterraneo surriscaldato e con un territorio sovraccarico di costruzioni, torna ancora una volta la domanda che accompagna ogni disastro: il nostro ambiente urbanizzato è realmente in grado di resistere? Oppure abbiamo costruito troppo, male e senza considerare la reale evoluzione del territorio?

Per Antonello Fiore, presidente nazionale della Società Italiana di Geologia Ambientale, la risposta è netta. Un’eventuale archiviazione senza l’individuazione di responsabilità sarebbe molto più di un atto giudiziario: rappresenterebbe un messaggio pericoloso, quello che tutto dipende dal caso, cancellando il peso di scelte errate, pianificazioni inadeguate e una gestione del territorio incapace di prevenire tragedie annunciate.

Fiore richiama l’attenzione sulla necessità di monitoraggi seri, interventi di difesa del suolo programmati e certi, piani urbanistici coerenti con le caratteristiche geologiche e soprattutto un freno al consumo di suolo che da decenni continua a erodere sicurezza e resilienza. Alla vigilia della decisione, l’isola e il Paese intero attendono una risposta che non riguarda solo il passato, ma anche il futuro di ogni territorio chiamato a convivere con una natura sempre più estrema e con responsabilità umane che non possono essere ignorate.

Camposano, il Prefetto istituisce la zona rossa: stretta contro l’illegalità diffusa

A Camposano scatta una zona rossa decisa dal Prefetto di Napoli Michele di Bari, una misura straordinaria messa in campo dopo i recenti episodi di microcriminalità che hanno acceso i riflettori su alcune aree considerate particolarmente delicate. La decisione è maturata nel corso del Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica, al quale ha partecipato anche il sindaco del comune, e rappresenta una risposta immediata alle crescenti richieste di sicurezza da parte dei cittadini.

Il provvedimento interessa piazza Umberto I e le strade che la racchiudono, tra cui corso Vittorio Emanuele III, via Roma, via Armando Diaz, Borgo Petillo e la Villa comunale. Sono zone in cui si sono registrate presenze ritenute pericolose e comportamenti aggressivi o molesti, tali da limitare la fruibilità degli spazi pubblici e alimentare situazioni di degrado. La misura vieta lo stazionamento a chi, oltre a mostrare atteggiamenti minacciosi, risulta già segnalato all’autorità giudiziaria per reati che spaziano dallo spaccio alla violenza, dai furti all’occupazione abusiva, fino alla detenzione o al porto illecito di armi.

Il Prefetto ha richiamato i risultati ottenuti in passato con provvedimenti analoghi in altri comuni, sottolineando come l’obiettivo sia garantire un’azione più incisiva e coordinata delle forze dell’ordine. Nonostante i controlli già attivi sul territorio, la pressione della microcriminalità e la percezione di insicurezza rendevano necessari interventi ulteriori, supportati da risorse straordinarie. L’intento è restituire vivibilità agli spazi urbani, proteggere la popolazione e assicurare un controllo più rigoroso delle aree critiche.

Secondigliano, 18 kg di droga nascosti nella cameretta del neonato: arrestato 29enne

Un blitz all’alba ha portato i Carabinieri di Secondigliano a scoprire un nascondiglio che supera ogni immaginazione: nella cameretta di un neonato, tra i mobili destinati al piccolo, era custodito un vero arsenale di droga pronto per essere immesso sul mercato. In manette è finito Gennaro Esposito, ventinovenne del quartiere e già noto alle forze dell’ordine, sorpreso con un carico di stupefacenti dal valore elevatissimo.

I militari erano impegnati in un servizio mirato al contrasto di armi e droga quando hanno raggiunto l’abitazione del giovane. La perquisizione ha rapidamente assunto una piega inaspettata: l’armadio della stanza del bambino, apparentemente innocuo e perfettamente ordinato, nascondeva un quantitativo di sostanze proibite che conferma la rilevanza dello smercio gestito dal ventinovenne. Tra gli indumenti e gli oggetti della nuova vita familiare sono stati trovati quindici chili di hashish, quasi due chili di eroina e oltre ottocento grammi di cocaina, tutto confezionato e pronto per la distribuzione.

La vicinanza del materiale alla culla del neonato ha colpito gli investigatori, segnalando un livello di rischio e spregiudicatezza che aggiunge gravità alla vicenda. Esposito è stato arrestato e trasferito in carcere con l’accusa di detenzione di sostanze stupefacenti a fini di spaccio, mentre le indagini proseguono per individuare la filiera di provenienza del carico e i possibili complici coinvolti nella rete di distribuzione del quartiere.

Ischia, lussuoso tablet rubato al ristorante: recuperato

Ischia – Un certosino servizio di osservazione e un “dettaglio” che non è sfuggito all’occhio esperto dei militari. È così che i Carabinieri dell’Aliquota Operativa di Ischia sono riusciti a chiudere il cerchio su un furto estivo, denunciando per ricettazione un 54enne del posto, già noto alle forze dell’ordine.

L’operazione è scattata nelle scorse ore. Durante una mirata perquisizione domiciliare, i Carabinieri hanno rinvenuto un tablet di alto valore economico. Il dispositivo era perfettamente funzionante, ma con un particolare: era stato completamente resettato, nel tentativo, evidentemente, di cancellare ogni traccia della sua provenienza.

Il numero di serie incastra il ricettatore

Un tentativo vano. Proprio quel reset ha infatti spinto la pattuglia ad approfondire immediatamente la vicenda. I militari hanno proceduto al controllo incrociato del numero di serie del dispositivo, e in pochi minuti ogni dubbio è stato fugato.

Il tablet risultava essere oggetto di una denuncia presentata alla fine di agosto. Era stato rubato da un ristorante affacciato su una delle località più rinomate dell’isola: la “Spiaggia dei Maronti”.

Grazie alla segnalazione originaria e al controllo che ha smascherato il ricettatore, il dispositivo è stato immediatamente recuperato e restituito al legittimo proprietario, che lo aveva perso la scorsa estate.

Per il 54enne è scattata la denuncia. Dovrà ora rispondere all’autorità giudiziaria del reato di ricettazione.

Perché scegliere una gioielleria è molto più intelligente che comprare l’ennesima moda passeggiera

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Quando hai un budget da dedicare a qualcosa di bello, le opzioni sono tantissime: telefono nuovo, sneakers alla moda, una borsa firmata, la console di ultima generazione… E poi c’è l’idea che spesso arriva per ultima: un gioiello vero. Quella che tanti scartano perché “troppo impegnativa”, “ci penserò più avanti”, “tanto non è urgente”.

Ma proviamo a riflettere insieme: che valore avrà quella borsa tra cinque anni? E quel telefono? Spoiler: uno starà scolorendo in fondo all’armadio, l’altro sarà diventato lento come una lumaca in pensione.

Un gioiello, invece, non solo sopravvive al tempo: lo batte.

I beni che compriamo ogni giorno: consumano e spariscono

Viviamo in un mondo dove gli oggetti diventano vecchi prima ancora di averli davvero sfruttati. La moda cambia a velocità folle, i dispositivi si aggiornano così spesso che il tuo smartphone, dopo due anni, ti guarda già con aria depressa.

E se compri per entusiasmo, senza pensare al domani, ti ritrovi con armadi pieni di cose che non userai più ma di cui hai ancora la ricevuta nel cassetto… insieme ai rimpianti.

I gioielli autentici, in oro e pietre naturali, seguono una logica completamente diversa. Sono beni durevoli, creati per accompagnare una persona per anni, generazioni addirittura.

Gli orecchini che compri per un evento non “scadono”. Il bracciale che scegli per celebrare una vittoria personale non perde valore quando la moda decide che incatenarsi al polso “non è più cool”.

Il valore dei materiali nobili resta. E spesso cresce.

Oro: una specie di supereroe economico

Parliamo chiaro: l’oro non è un capriccio. È una valuta universale.

Il suo prezzo può oscillare nel breve periodo, certo, ma la sua storia economica dimostra una cosa semplice e incontrovertibile: ha sempre protetto il valore nel tempo.

Il mondo cambia, le valute si svalutano, le tecnologie diventano obsolete, ma una catena in oro 18 kt di vent’anni fa… vale ancora. Anzi, molte volte vale di più.

Quindi quando compri un gioiello vero non stai semplicemente seguendo un impulso estetico. Stai mettendo da parte un pezzetto di sicurezza economica. Una micro-polizza che puoi indossare e che non si svaluta appena esci dal negozio, a differenza dell’auto nuova che perde valore già al primo semaforo.

Le pietre naturali: piccoli tesori in tasca

Diamanti, rubini, zaffiri, smeraldi: sono risorse finite della Terra.

Una pietra naturale è come un’opera d’arte: unica, irripetibile, e per questo ricercata. Con il tempo, soprattutto nei tagli particolarmente belli o nelle colorazioni più rare, il loro valore tende a crescere.

Le pietre sintetiche o le “simil pietre” hanno una loro utilità e possono essere un’opzione per piccoli budget, ma non hanno la stessa capacità di mantenimento del valore. Sono affascinanti sul momento, ma la loro rivendibilità è quasi nulla.

Se vuoi qualcosa che duri per sempre, la natura batte il laboratorio.

I gioiellieri: consulenti del bello e del valore

Un altro vantaggio spesso sottovalutato nel rivolgersi a una gioielleria: non sei solo.

Online puoi trovare qualsiasi cosa, dal gioiello da mille e una notte al “disastro da dodici euro spedito dalla luna”. Ma quando sei in negozio hai davanti un esperto con esperienza vera: mani, occhi e strumenti capaci di raccontarti ogni dettaglio dell’oggetto che stai per acquistare.

Il gioielliere professionista:

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