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Cava de’ Tirreni: due ragazze sorprese a spacciare nella movida

Il ritmo della movida di Cava de’ Tirreni si interrompe bruscamente tra le vie del centro, dove due ragazze – una maggiorenne, l’altra minorenne – vengono bloccate dagli agenti di polizia mentre cedono sostanza stupefacente a un giovane assuntore. È il culmine di un’operazione lampo che svela un giro di spaccio tra giovanissime, con tanto di banconote e telefoni a testimoniare l’attività illecita.

Durante la perquisizione, la donna maggiorenne viene trovata con diverse dosi di droga, denaro contante appena incassato e, a sorpresa, consegna spontaneamente ulteriori dosi nascoste negli indumenti. La minorenne, invece, è sorpresa con 435 euro in contanti e tre cellulari, oggetti ritenuti dalla polizia strettamente collegati allo spaccio. Gli accertamenti successivi portano al ritrovamento di altra droga per un peso complessivo di circa 9 grammi.

La maggiorenne viene posta agli arresti domiciliari in attesa del giudizio di convalida, mentre la minorenne viene affidata ai genitori su disposizione della procura per i minorenni. L’operazione lascia un’ombra lunga sulla movida del Salernitano, dove la droga si insinua tra i giovani, tra feste e luci della città.

Napoli, Trapanese lascia la Giunta per il consiglio regionale: MAXI-DELEGA A CHIARA MARCIANI

L’assessora assorbe le cruciali deleghe di Trapanese (eletto in Consiglio Regionale): tutela minori, Terzo Settore, immigrazione e lotta alla povertà nel nuovo, vasto incarico affidato dal Sindaco Manfredi.

Napoli – Cambio della guardia e maxi-riassetto delle deleghe nel cuore dell’amministrazione comunale di Napoli. A seguito delle dimissioni dell’Assessore Luca Trapanese, neo-eletto nel Consiglio Regionale della Campania, il Sindaco Gaetano Manfredi ha messo in atto una mossa strategica, affidando il cruciale e complesso pacchetto delle politiche sociali all’Assessora Chiara Marciani.

Già titolare delle deleghe alle Politiche giovanili e al Lavoro, Marciani vede ora il suo incarico espandersi in maniera significativa, diventando il perno centrale dell’inclusione e del contrasto alle fragilità sociali in città.

Fatta salva ogni successiva determinazione, il conferimento alla Marciani riguarda un’area di intervento vastissima e di vitale importanza per il tessuto urbano. Tra le responsabilità appena assegnate figurano:

Politiche Sociali, Inclusione e Contrasto alla Povertà: Il fronte primario dell’intervento sociale.

Tutela dei Minori: Una delega delicatissima che richiede attenzione e risorse immediate.

Immigrazione e Integrazione dei Migranti: Gestione dei flussi e promozione di percorsi inclusivi.

Terzo Settore: Coordinamento e valorizzazione del mondo dell’associazionismo e del volontariato.

Diritti e Pari Opportunità delle Persone con Disabilità.

Coordinamento delle Società Partecipate operanti nel settore sociale.

La scelta del Sindaco Manfredi di concentrare un così ampio spettro di responsabilità nelle mani di Marciani punta chiaramente a una massima sinergia tra il mondo del lavoro, delle politiche giovanili e l’intero sistema di welfare cittadino.

(h3) Il ringraziamento a Luca Trapanese

Nel chiudere il capitolo Trapanese in Giunta, il Sindaco Gaetano Manfredi ha voluto esprimere profonda gratitudine per il lavoro svolto in questi anni. “Ringrazio Luca Trapanese per il lavoro svolto in questi quattro anni a tutela delle fasce più deboli e per favorire l’inclusione sociale,” ha dichiarato il Primo Cittadino, riconoscendo l’impegno dell’ex Assessore che ora prosegue la sua attività a livello regionale.

La Marciani è attesa ora da una sfida di enorme portata, chiamata a garantire la continuità e a imprimere un nuovo slancio alle politiche di assistenza e inclusione in una metropoli complessa come Napoli.

Pomigliano, prigioniero in casa da 4 anni: “Mio figlio disabile bloccato al terzo piano senza ascensore”

CATENACCIO
Luigi, 22 anni, affetto da Sindrome di Down e con gravi problemi di deambulazione, non può lasciare la sua abitazione IACP. La madre: “Dal 2022 chiediamo un ascensore, solo silenzi e scaricabarile”. Il deputato Borrelli annuncia un intervento immediato.

Pomigliano – Le barriere architettoniche non sono soltanto ostacoli fisici: sono muri invisibili che isolano, negano diritti e abbassano la qualità della vita di migliaia di persone. In Campania, dove le fragilità sociali si scontrano spesso con lentezze amministrative e responsabilità sfumate, c’è una storia che sintetizza in modo drammatico il fallimento di un intero sistema.

Accade a Pomigliano d’Arco, in provincia di Napoli. Qui Luigi, 22 anni, affetto da Sindrome di Down e reduce da un delicatissimo intervento di stabilizzazione occipito-cervicale, non mette piede fuori casa da oltre quattro anni. Vive al terzo piano di un edificio IACP in via Giuseppe Campanale 9, uno stabile senza ascensore. E la sua condizione fisica, documentata da referti e radiografie, rende impossibile affrontare le scale.

Per lui ogni uscita – una visita medica, una terapia, perfino una passeggiata – è diventata un’impresa proibita.

A raccontare l’assurdità di questa situazione è la madre, che da tre anni combatte contro una burocrazia che sembra impermeabile a ogni appello. Dal 2022 ha scritto a tutti: Comune di Pomigliano d’Arco, ACER Campania (ex IACP), Regione, Ministero delle Infrastrutture, Difensore Civico, Garante dei Disabili. Un percorso estenuante fatto di protocolli, PEC e attese infinite.

La risposta? Nessuna. Solo un rimpallo di competenze, promesse non mantenute e un silenzio istituzionale che suona come un abbandono. L’unico segnale concreto è arrivato dalla Comunità Europea, che ha annunciato l’avvio di procedure formali per l’inerzia degli enti coinvolti.

«Non è una richiesta complicata: voglio solo che a mio figlio sia restituita la libertà che gli spetta», denuncia la donna. «Chiedo un cronoprogramma dei lavori o, in alternativa, un alloggio accessibile. Ma non possiamo più aspettare».

Di fronte a uno stallo diventato ormai inaccettabile, la famiglia si è rivolta al deputato Francesco Emilio Borrelli (Alleanza Verdi-Sinistra), chiedendogli di utilizzare la propria voce istituzionale per rompere lo scaricabarile tra enti e costringere ACER Campania a prendere una decisione definitiva.

L’appello riguarda in particolare il Direttore regionale di ACER, al quale si chiede una risposta formale e un incontro immediato per stabilire tempi certi per l’installazione di un ascensore o, in alternativa, l’assegnazione di un appartamento accessibile.

Informato della vicenda, Borrelli parla senza mezzi termini:
«Questa storia è un pugno nello stomaco. Non è accettabile che nel 2025 un ragazzo con disabilità sia costretto all’isolamento per colpa della burocrazia. Interverrò immediatamente presso ACER, Comune e Regione. La dignità di Luigi non è negoziabile. Basta scaricabarile: pretendiamo risposte, tempi certi e una soluzione concreta».

La vicenda di Luigi è solo una delle tante che attraversano il Paese, ma rappresenta l’immagine più cruda di un diritto negato. E pone una domanda inevitabile: quanto ancora dovrà aspettare una famiglia per vedere riconosciuto ciò che la legge e il buon senso già garantiscono?

In un’Italia che si dice civile, la risposta dovrebbe essere semplice: nessuno, mai più.

Truffa al finanziere: 6 mesi di carcere senza sconto per il finto assicuratore crotonese

Il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, Terza Sezione Penale, ha emesso una sentenza ferma contro Giuseppe Mesuraca, 42enne originario di Crotone. L’uomo è stato condannato a sei mesi di carcere senza la concessione della sospensione condizionale della pena.

La decisione chiude un’inchiesta che ha svelato una truffa pluriaggravata ai danni di un finanziere della Guardia di Finanza di Sammarco, in provincia di Caserta.

Le indagini, condotte dalla Polizia Postale di Caserta e Crotone, hanno ricostruito il raggiro con precisione chirurgica. Mesuraca si era spacciato per agente assicurativo, proponendo un rinnovo polizza al militare. La vittima, credendo alla legittimità dell’offerta, ha effettuato un pagamento tramite ricarica su una carta prepagata intestata proprio al truffatore.

Il meccanismo del raggiro e la parte civile

Il finanziere sammaritano si è costituito parte civile, assistito dagli avvocati Gaetano e Raffaele Crisileo. Le loro richieste di condanna sono state integralmente accolte dal giudice. Mesuraca ha incassato l’ingiusto profitto pari al premio assicurativo, ma la polizza si è rivelata completamente falsa.

Il Pubblico Ministero ha contestato il reato di truffa pluriaggravata, aggravato dalla recidiva reiterata specifica infraquinquennale: Mesuraca aveva già commesso reati analoghi negli ultimi cinque anni. Pesante anche l’aggravante di aver approfittato di circostanze che ostacolavano la difesa privata della vittima, come numerosi contatti telematici a distanza che impedivano di verificare l’identità dell’interlocutore e l’esistenza della compagnia assicurativa.

Le indagini della Polizia Postale

Gli accertamenti della Polizia Postale hanno smascherato il meccanismo: telefonate, email e messaggi fasulli avevano convinto il finanziere della bontà dell’affare. Solo gli sviluppi investigativi hanno portato alla luce la carta prepagata e i flussi di denaro, inchiodando Mesuraca alle sue responsabilità.

Un caso che evidenzia i rischi delle truffe online, sempre più mirate a colpire professionisti delle forze dell’ordine, spesso bersagli facili per la loro esposizione quotidiana.

Caserta, prodotti chimici nell’azienda di logistica: materiali esplosivi nascosti tra rimorchi e fusti

Un vero e proprio deposito clandestino di materiali altamente infiammabili è stato scoperto nel cuore della zona industriale tra Maddaloni e Marcianise, nel Casertano. L’operazione, condotta congiuntamente dai finanzieri del Comando provinciale di Caserta e dagli agenti del Commissariato di Maddaloni, ha portato al sequestro di diverse tonnellate di sostanze potenzialmente esplosive e alla denuncia del titolare dell’azienda coinvolta.

L’intervento si inserisce nell’ambito di una più ampia attività di controllo sulle condizioni di sicurezza nei luoghi di lavoro, coordinata con il supporto tecnico di Asl, Ispettorato del Lavoro, Inail e Vigili del Fuoco. Gli ispettori hanno fatto ingresso in una ditta di logistica dove, fin dai primi rilievi, è emerso un quadro allarmante: decine di fusti contenenti materiale infiammabile di diversa natura giacevano all’interno della struttura, senza le necessarie misure di sicurezza.

Il pericoloso carico nascosto

Tra le sostanze rinvenute figurano alluminio in polvere e nitrato di bario, composti noti per la loro elevata pericolosità in caso di manipolazione scorretta o esposizione a fonti di calore. Ma la scoperta più preoccupante è arrivata durante un’ispezione più accurata degli spazi aziendali: su rimorchi e autocarri parcheggiati nell’area sono state individuate ulteriori quantità di materiale infiammabile, per un peso complessivo che raggiunge diverse tonnellate.

La presenza di tali sostanze, stoccate senza le autorizzazioni previste e in totale assenza delle condizioni di sicurezza antincendio, ha immediatamente fatto scattare il protocollo d’emergenza per materiali ritenuti di presunta pericolosità per l’ambiente e la salute pubblica. L’area è stata messa in sicurezza dai Vigili del Fuoco, mentre le forze dell’ordine procedevano con i rilievi e l’identificazione dei responsabili.

Violazioni gravi e denuncia

All’esito degli accertamenti tecnici, è emerso che l’azienda operava in totale spregio delle normative sulla sicurezza: mancavano completamente i requisiti previsti per la trattazione e lo stoccaggio di materiali pericolosi, mentre le precauzioni antincendio risultavano del tutto assenti. Un rischio concreto non solo per i lavoratori dell’azienda, ma per l’intera area industriale e le comunità limitrofe.

Il titolare della ditta è stato quindi denunciato all’autorità giudiziaria per omessa denuncia di materie esplodenti, un reato che comporta pesanti conseguenze penali. L’intero carico di materiale infiammabile è stato posto sotto sequestro preventivo e sarà gestito secondo le procedure previste per lo smaltimento sicuro di sostanze pericolose.

L’operazione conferma l’importanza dei controlli sistematici nelle aree industriali del territorio casertano, dove non mancano episodi di illegalità legati allo stoccaggio e al traffico di materiali pericolosi. Le indagini proseguono per accertare l’origine della merce sequestrata e verificare eventuali altre responsabilità nella filiera.

Il ruolo del vino e dei liquori nelle feste napoletane

Quando a Napoli si accendono le luci delle feste, siano sagre di paese, pranzi in famiglia, celebrazioni religiose o ritrovi con amici, è comune che sulla tavola appaia una bottiglia che racconta la terra da cui proviene. Il vino napoletano, con i suoi sapori intensi e spesso legati a terroir vulcanici, e i liquori tipici Napoli, forti del loro carattere artigianale, non sono solo un accompagnamento al cibo: rappresentano un legame con la storia, un gesto di ospitalità e un modo per celebrare l’identità partenopea. In questo approfondimento esploreremo come questi vini e liquori si intrecciano con la vita festiva e le tradizioni della città e della sua provincia.

Vino napoletano: territori, vitigni autoctoni e feste che uniscono

Il vino prodotto nei dintorni di Napoli, in particolare nella zona dei Campi Flegrei, ha radici antichissime. La viticoltura in quest’area risale a epoca pre-romana, e con l’epoca romana e greca si consolidarono i vitigni che ancora oggi caratterizzano il paesaggio enologico.

I suoli vulcanici, ricchi di minerali e composti piroclastici (tufi, lapilli, ceneri) conferiscono ai vini una sapidità e un carattere unico, spesso percepibile nei profumi e nel gusto.

Vitigni autoctoni e vini simbolo

Due dei vitigni simbolo del vino napoletano e campano sono:

  • Falanghina — alla base del “Campi Flegrei Falanghina DOC” (bianco). Questo vino, dal colore paglierino e riflessi verdognoli, ha profumo delicato e sapore armonico e morbido. Si abbina perfettamente con piatti di pesce, frutti di mare, fritture e piatti tipici della cucina partenopea.
  • Piedirosso (detto localmente “Per ’e palummo”) — la varietà a bacca rossa più rappresentativa dei Campi Flegrei. Da essa nascono vini rossi leggeri o medi, dai profumi caratteristici di frutta e talvolta note minerali dovute al suolo vulcanico. Ideali con piatti di carne, sughi tradizionali, ma anche con piatti popolari e conviviali.

La denominazione ufficiale Campi Flegrei DOC comprende varie tipologie: Falanghina bianco, Falanghina spumante, Rosso (anche a base di Piedirosso), rosato, passiti, ecc.

Il vino come protagonista delle feste

Questi vini non sono vini “da enoteca” o “da ristorante elegante” soltanto: fanno parte delle feste quotidiane, delle cene di famiglia, dei pranzi di Natale, delle sagre di paese.

Un esempio attuale di come il vino napoletano si lega alle nuove forme di festa urbana è l’evento Wine&TheCity, che trasforma Napoli in un grande salotto, tra musei, cortili, vicoli, dove degustazioni di vini locali si alternano a performance, arte e cultura.
Un altro evento significativo è la manifestazione Terroir Campi Flegrei, dove la tradizione del territorio viene celebrata attraverso degustazioni guidate di Falanghina e Piedirosso, con abbinamenti gastronomici che rievocano la cucina partenopea.

In queste occasioni, il vino napoletano diventa strumento di identità, condivisione e valorizzazione del territorio, unendo genealogie antiche e sensibilità contemporanee.

Liquori tipici Napoli: digestivi, amari e sapori tradizionali da fine pasto

Il vino non esaurisce l’offerta alcolica delle feste, spesso, la tavola (o il dopocena) è completata da liquori artigianali, capaci di caratterizzare la chiusura di un pasto o di una serata.

Tra i liquori che si associano alla tradizione napoletana e campana troviamo:

  • Limoncello — forse il liquore più noto a livello internazionale della Campania, nato in Costiera Amalfitana e Penisola Sorrentina, ma ormai diffuso e amato anche a Napoli; servito freddo a fine pasto, spesso dopo piatti ricchi o dolci tradizionali.
  • Rucolino — meno conosciuto a livello internazionale, ma presente nella tradizione: un liquore ottenuto dall’infusione di rucola selvatica (o erbe aromatiche), con un gusto particolare e amaro/digestivo, tipico per chi ama sapori forti e tradizione “rustica”.
  • Altri liquori artigianali e digestivi che in contesti locali, magari di famiglia o quartiere, possono chiudere i pasti con dolcezza o in modo aromatico: noci, erbe, infusi, ricette di lunga tradizione.

Il ruolo sociale e simbolico dei liquori nelle feste

Nei momenti conviviali, dopo una cena, durante una serata con amici o parenti, in occasioni speciali, offrire un bicchierino di liquore è un gesto di generosità, di ospitalità, di chiusura del pasto all’insegna del gusto e del “buon vivere”. Questo rituale domestico o comunitario accompagna la tradizione orale, la condivisione, il legame tra generazioni.

Il fatto che molti di questi liquori siano ancora prodotti artigianalmente, a partire da ingredienti locali o selvatici (erbe, agrumi, noci, rucola), li rende anche un ponte tra il gusto contemporaneo e le antiche usanze: bevande che raccontano storie, territorio e memoria.

Convivialità, identità e modernità: come vino e liquori evolvono con Napoli

Il ruolo di vino e liquori nelle feste napoletane non è statico: evolve insieme alla città, alle generazioni, alla modalità di celebrare.

  • Il fatto che eventi come Wine&TheCity o Terroir Campi Flegrei esistano oggi, unendo vino, cultura, musica, gastronomia e design, testimonia che il vino napoletano non è relegato al passato, ma reinterpretato in chiave contemporanea, con un pubblico più ampio e internazionale.
  • I liquori tradizionali, come limoncello, rucolino o altri amari/digestivi, continuano a vivere grazie a piccoli produttori, laboratori artigianali, ricette tramandate: anche in un’epoca globale, resta forte l’attaccamento all’identità locale.
  • Così, feste familiari, sagre di quartiere, cene tra amici o eventi urbani diventano momenti di rinascita della tradizione, attraverso un calice o un bicchierino.

In definitiva, vino e liquori servono non solo a “dissetare”: sono strumenti di socializzazione, di conoscenza del territorio, di memoria collettiva.

Ordigno a Secondigliano: il prefetto Di Bari scende in campo. “Individuare i colpevoli”

Napoli – Un boato nella notte di Secondigliano, ancora una volta. Un ordigno è esploso nella tarda serata di ieri ai danni di un esercizio commerciale del quartiere, provocando danni all’ingresso e agli arredi interni. Un atto intimidatorio plateale, che ha immediatamente allertato le forze dell’ordine e riacceso i riflettori sul clima di tensione nell’area.

Il Prefetto di Napoli, Michele di Bari, ha espresso la più ferma condanna per il gesto, dispondendo «l’immediata intensificazione dei servizi di controllo e vigilanza di tutta l’area interessata». Una risposta istituzionale netta, a segnalare che l’atto non rimarrà senza conseguenze.

«Ringrazio gli agenti della Questura di Napoli tempestivamente intervenuti», ha dichiarato Di Bari, ribadendo «la piena fiducia nelle forze di polizia e nell’autorità giudiziaria affinché possano essere individuati i responsabili di questo atto criminoso». Le indagini, coordinate dalla Procura, sono già in corso per ricostruire la dinamica e risalire agli esecutori e ai mandanti.

Il Prefetto, nel rinnovare l’invito a cittadini e operatori economici, lancia un appello chiaro: denunciare qualsiasi episodio intimidatorio. «La collaborazione della popolazione è essenziale – è il messaggio – per isolare chi vuole imporre la legge della paura e del ricatto». Un riferimento esplicito alle possibili piste investigative, che vedono al primo posto il racket delle estorsioni e le faide per il controllo del territorio.

L’episodio di ieri sera non è un caso isolato, ma un segnale preoccupante che impone una risposta non solo repressiva, ma di presenza costante. La sfida, per le istituzioni, è trasformare la condanna a parole in risultati concreti, garantendo sicurezza e incoraggiando la reazione di una comunità troppo spesso costretta a subire.

Terremoto ai Campi Flegrei, boato dal sottosuolo: paura nel cuore dell’area vulcanica

Pozzuoli– Una scossa di terremoto di magnitudo 2.0 ha scosso la zona flegrea nella tarda mattinata di oggi, giovedì 11 dicembre 2025, generando un boato avvertito distintamente dalla popolazione. L’evento sismico, registrato dall’Osservatorio Vesuviano alle 11:07 ora locale con epicentro nei pressi del Monte Nuovo, ha fatto tremare case e innescato momenti di apprensione tra i residenti.

La profondità ipocentrale, fissata a 2,93 chilometri, ha amplificato la percezione superficiale del sisma. Secondo i dati ufficiali comunicati al Comune di Pozzuoli, la magnitudo è stata calcolata in 2.0 ± 0.3, una variabilità che riflette la complessità del sistema di monitoraggio in un’area ad alta densità vulcanica. La scossa rientra nella sequenza sismica che da mesi interessa i Campi Flegrei, ma l’intensità del boato ha reso quest’evento particolarmente significativo.

“Ho sentito un rombo profondo, come se venisse dalle viscere della terra. Poi il tavolo ha iniziato a vibrare e la finestra a tremare”, racconta Maria Rossi, residente nella zona di Monterusciello. Diverse segnalazioni simili sono arrivate da Quarto e da alcune aree di Pozzuoli centro, dove l’evento è stato avvertito con chiarezza nonostante la magnitudo contenuta. La percezione acustica, tipica di scosse superficiali, ha anticipato di pochi secondi la vibrazione sismica.

L’Osservatorio Vesuviano ha immediatamente allertato la sala operativa della Protezione Civile comunale e regionale. “Stiamo monitorando costantemente l’evoluzione della sequenza sismica”, spiega una nota ufficiale dell’ente di ricerca. “L’evento non presenta caratteristiche anomale rispetto all’attività in corso, ma la superficialità richiede massima attenzione”. Il sistema di monitoraggio multiparametrico dei Campi Flegrei resta in allerta arancione, livello che indica un’evoluzione dello stato di agitazione del vulcano.

Il contesto scientifico rende ogni scossa un elemento critico per la vigilanza. I Campi Flegrei, uno dei vulcani più studiati al mondo, stanno attraversando una fase di uplift del suolo e di incremento sismico che dura da oltre un anno.

Gli esperti del Dipartimento di Scienze della Terra dell’Università Federico II di Napoli sottolineano che eventi di magnitudo compresa tra 1.5 e 2.5 sono attesi in questo scenario, ma la profondità inferiore ai 3 km impone un’analisi dettagliata delle sorgenti.

La profondità di meno di 3 km e il boato avvertito rendono questo evento particolarmente significativo per la percezione popolare, nonostante la magnitudo contenuta. L’articolo bilancia allarmismo e informazione scientifica, tipico delle cronache campane sui rischi vulcanici.

Salerno, insulti web a Mattarella e al Papa con nickname falso: denunciato

Smascherato dalla Digos il residente salernitano che ha usato Facebook per diffondere messaggi offensivi e minatori contro le più alte cariche dello Stato e della Chiesa, le forze dell’ordine e l’amministrazione locale. Armi ritirate in via cautelativa.

Salerno – L’anonimato della rete non ha retto di fronte alle indagini della Polizia di Stato. Un cittadino residente a Salerno è stato denunciato dopo essere stato identificato come il presunto responsabile della pubblicazione di una serie di post offensivi e minatori diffusi attraverso un profilo Facebook anonimo.

L’attività, coordinata dalla Procura di Salerno, è partita dal quotidiano monitoraggio della rete da parte della Digos della Questura. Gli investigatori hanno intercettato un account social divenuto una vera e propria cassa di risonanza per contenuti dal carattere fortemente ingiurioso.

Le vittime dell’odio online

L’ondata di insulti non ha risparmiato le più alte istituzioni del Paese. Nel mirino del leone da tastiera sono finiti il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, Sua Santità Papa Leone XIV, le forze dell’ordine e, non da ultimo, l’Amministrazione comunale di Salerno.

Nonostante l’utilizzo di un nickname di fantasia pensato per garantirne l’impunità, gli accertamenti tecnici specialistici si sono rivelati decisivi. Le indagini hanno permesso di risalire con rapidità all’effettivo utilizzatore dell’account, il quale, messo alle strette, avrebbe ammesso le proprie responsabilità.

Armi ritirate per sicurezza

A conclusione dell’operazione, gli agenti della Polizia di Stato hanno proceduto con una misura di sicurezza. L’indagato, che deteneva legalmente delle armi, si è visto ritirare in via cautelativa tre pistole, il relativo munizionamento e il titolo autorizzativo.

Il caso sottolinea ancora una volta l’efficacia delle indagini digitali nel contrastare i fenomeni di odio e diffamazione sul web, dimostrando come l’illusione dell’anonimato sui social network possa svanire rapidamente.

Napoli attende il prodigio del 16 dicembre: visite speciali al Duomo con i Misteri di Napoli

Napoli entra nei giorni dell’attesa, quelli che accompagnano il 16 dicembre, festa del patrocinio di San Gennaro e terzo appuntamento annuale con il prodigio dello scioglimento del sangue. Un rito che appartiene più alla città che alla devozione, intreccio di fede, memoria e identità che da secoli accompagna la vita dei napoletani. In vista dell’appuntamento, la rassegna “Vedi Napoli Sacra e Misteriosa e poi torni” dedica il nuovo tour de I Misteri di Napoli al Duomo, cuore della tradizione gennariana. Le visite guidate, in programma tra il 12 e il 14 dicembre, partiranno dal sagrato della Cattedrale e saranno arricchite da due momenti speciali nella Chiesa di San Francesco delle Monache, sede della Fondazione Il Canto di Virgilio.

Il percorso proposto attraversa alcuni dei luoghi più intensi della spiritualità e del mito partenopeo, dall’Oscura Serpe di Porta Capuana alla Cappella del Tesoro di San Gennaro, fino alle architetture imponenti di Donnaregina Nuova e alle chiese dei Santissimi Apostoli e di Santa Maria ad Agnone. Ogni tappa è un’immersione in un patrimonio di leggende, riti antichi e simboli che raccontano come Napoli abbia sempre trasformato paure collettive in gesti di fede, e superstizioni in forme d’arte.

L’assessora al Turismo e alle Attività produttive del Comune di Napoli, Teresa Armato, sottolinea che quest’anno si è voluto dedicare un tour ai luoghi cardine della Napoli cristiana per raccontare non solo l’attesa del prodigio, ma anche storie come quella del 1631, quando il Vesuvio si fermò sulla città il giorno dello scioglimento del sangue, alimentando un mito che continua a sopravvivere nel tempo. È questa sovrapposizione continua tra sacro e mistero a rendere unico il rapporto di Napoli con la propria tradizione.

Accanto ai tour, la Fondazione Il Canto di Virgilio ospita un incontro dedicato alla figura di Pulcinella, maschera simbolo dell’anima napoletana, sospesa tra comico e tragico, tra la vita e il suo rovescio. Attraverso il dialogo tra studiosi, la maschera torna a essere ponte tra mondi, interprete di un patrimonio culturale che unisce memoria, ironia e visione. La serata proseguirà con “A te, Masaniello”, spettacolo che fonde musica, teatro e danza in un racconto corale della città.

Le iniziative rientrano nella rassegna “Vedi Napoli Sacra e Misteriosa e poi torni”, progettata dall’assessorato comunale al Turismo e finanziata tramite l’accordo per la Coesione della Regione Campania. Le prenotazioni su eventbrite.it si aprono ogni lunedì, consentendo a residenti e visitatori di scegliere il proprio itinerario tra le radici più profonde della cultura napoletana.

Posillipo, crepa sul marciapiede del belvedere. La denuncia: “Rischio concreto, allarme da mesi ignorato”

A Posillipo torna al centro dell’attenzione un dissesto che da mesi preoccupa residenti e frequentatori della zona panoramica di via Catullo. Proprio accanto alla ringhiera del belvedere, una profonda crepa attraversa il marciapiede e continua ad ampliarsi, trasformando un semplice danneggiamento in un potenziale pericolo per chi percorre il tratto affacciato sul vuoto. In passato l’area era stata delimitata con del nastro, ma alle segnalazioni non è seguito alcun intervento e oggi il problema appare ancora più evidente.

Il deputato di Alleanza Verdi-Sinistra, Francesco Emilio Borrelli, che ha raccolto la denuncia di un cittadino, parla di una situazione non più rinviabile. L’esposizione della frattura agli agenti atmosferici, sottolinea, rischia di aggravare il dissesto: l’acqua piovana può infiltrarsi nella pavimentazione e contribuire a un progressivo indebolimento della struttura, con conseguenze imprevedibili per pedoni e stabilità del belvedere stesso.

Preoccupazione condivisa anche dai consiglieri di Europa Verde della Municipalità, Lorenzo Pascucci e Gianni Caselli, che chiedono un sopralluogo urgente degli uffici competenti. La richiesta nasce dalla consapevolezza che via Catullo è una delle zone più frequentate del quartiere e che lasciare irrisolta una frattura così evidente significa esporre cittadini e turisti a rischi evitabili. La priorità, ribadiscono, è verificare la tenuta del marciapiede e della ringhiera per programmare un intervento di messa in sicurezza.

Borrelli chiude con un appello rivolto all’amministrazione, invitata ad agire rapidamente per ripristinare l’area e monitorare con maggiore continuità le criticità strutturali del quartiere. La collaborazione dei cittadini, aggiunge, resta fondamentale per far emergere situazioni che altrimenti rischiano di rimanere nell’ombra. Posillipo, conclude, non può permettersi che un luogo simbolo diventi teatro di pericoli annunciati e ignorati.

Dazn lancia il nuovo “Pass Giornata” per seguire un intero turno di Serie A

Un nuovo modo di vivere il campionato entra nell’offerta di Dazn con il lancio del “Pass Giornata”, una formula dedicata agli appassionati di Serie A che desiderano seguire un turno completo senza sottoscrivere un abbonamento più ampio. La piattaforma introduce infatti una modalità pay-per-view che consente agli utenti già in possesso di un abbonamento Goal o MyClub Pass di acquistare l’intera giornata del massimo campionato, comprendendo tutte le partite in calendario e i contenuti accessori, dai pre e post-gara agli approfondimenti e alle zone goal.

L’iniziativa nasce dall’idea di rispondere alla varietà di abitudini che caratterizzano il pubblico calcistico, come spiega l’amministratore delegato di Dazn Italia, Stefano Azzi. Secondo il manager, ogni tifoso vive il calcio in maniera personale: c’è chi segue ogni minuto della stagione e chi invece si concentra solo sulla propria squadra, ma entrambi sentono l’attrattiva delle grandi sfide che animano alcune giornate di campionato. La nuova proposta vuole quindi offrire un livello superiore di flessibilità, pensato per chi desidera vivere un intero turno insieme agli amici, superando per un giorno il confine delle rivalità.

Il “Pass Giornata” punta ad arricchire l’esperienza sulla piattaforma proprio nei momenti in cui il calendario propone partite che catalizzano l’attenzione generale, permettendo ai tifosi di accedere a un pacchetto completo e immediato. Una scelta che segnala la volontà di Dazn di diversificare ulteriormente la propria offerta, adattandola al modo in cui il pubblico consuma lo sport e ampliando le possibilità di fruizione senza vincoli mensili aggiuntivi.

Avellino, officina meccanica senza permessi a Casalbore: denunciato il titolare

L’intervento dei Carabinieri del Nucleo Forestale di Ariano Irpino ha portato alla denuncia del titolare di un’officina meccanica di Casalbore, in provincia di Avellino, dopo una serie di controlli che hanno rivelato irregolarità rilevanti. Durante le verifiche è emerso che l’uomo, un quarantenne del posto, aveva realizzato una tettoia metallica di circa quaranta metri quadrati senza alcun titolo autorizzativo e ancorata stabilmente al suolo, configurando un’opera edilizia abusiva a tutti gli effetti.

Gli accertamenti non si sono fermati alla struttura irregolare. I militari hanno constatato che l’attività veniva svolta senza la necessaria autorizzazione per le emissioni in atmosfera, un requisito essenziale per officine e attività meccaniche che trattano oli, fumi e materiali potenzialmente impattanti sull’ambiente. La mancanza di tali permessi aggrava il quadro delle irregolarità perché indica l’assenza di controlli sulle emissioni prodotte dall’officina, con potenziale rischio ambientale.

Alla luce di quanto rilevato, il titolare è stato denunciato in stato di libertà alla Procura di Avellino, che valuterà le responsabilità penali connesse alla realizzazione delle opere abusive e alla gestione dell’attività senza autorizzazioni. Il caso rappresenta un ulteriore intervento nell’ambito delle attività di contrasto agli abusi edilizi e alle irregolarità ambientali che i Carabinieri Forestali conducono sul territorio irpino, dove la tutela del paesaggio e della legalità continua a essere al centro delle operazioni di controllo.

Napoli, il Tribunale conferma: licenziamento dipendente Eav è legittimo

La sentenza arrivata il 9 dicembre dalla Sezione Lavoro del Tribunale di Napoli chiude definitivamente la vicenda dell’ex dipendente in servizio alla stazione Eav di Pompei. Il giudice ha respinto il ricorso presentato dall’uomo e ha confermato la piena legittimità del provvedimento di destituzione, riconoscendo la gravità delle condotte contestate: dalla vendita di titoli di viaggio contraffatti alle manipolazioni delle apparecchiature aziendali, fino all’ingresso di persone estranee nei locali di biglietteria. Una ricostruzione che coincide con quanto documentato dai controlli difensivi avviati dall’azienda, svolti anche tramite agenzie investigative.

La decisione giudiziaria ha riconosciuto come pienamente utilizzabili le prove raccolte dall’Eav, considerate necessarie per accertare comportamenti che arrecavano danno al patrimonio societario. L’azienda ha manifestato soddisfazione per una pronuncia che, a suo dire, certifica in modo inequivocabile la correttezza del percorso intrapreso per contrastare episodi isolati ma capaci di minare l’immagine del servizio pubblico e la fiducia degli utenti.

Secondo l’Eav, il valore della sentenza va oltre la sanzione individuale: il Tribunale ha riaffermato la legittimità degli strumenti di monitoraggio adottati per prevenire abusi e tutelare non solo le risorse pubbliche, ma anche la maggioranza dei lavoratori che operano con professionalità. Una posizione ribadita dal presidente Umberto De Gregorio, che parla di conferma della linea del rigore e promette una vigilanza costante a tutela del Trasporto Pubblico Campano.

Soddisfazione anche dal fronte legale dell’azienda. Il professor avvocato Marcello D’Aponte, che ha rappresentato Eav in giudizio, sottolinea come il Tribunale abbia fatto chiarezza sulla natura e sulla legittimità dei controlli difensivi, validando le prove investigative e la procedura disciplinare seguita. La sentenza, osserva, ribadisce principi essenziali del diritto del lavoro: il datore può ricorrere a indagini mirate quando sono in gioco condotte potenzialmente fraudolente o penalmente rilevanti, e la testimonianza dell’investigatore, se coerente con l’impianto probatorio, costituisce elemento valido. Una conclusione che chiude la porta alle argomentazioni difensive dell’ex dipendente, giudicate pretestuose e insufficienti a confutare la gravità dei fatti contestati.

Lavoro e fragilità, nasce l’intergruppo che unisce Parlamento e pazienti

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Roma– Il lavoro non può più ignorare la fragilità. E la fragilità non può restare ai margini del sistema produttivo. Da questa consapevolezza nasce l’Intergruppo Parlamentare ‘Lavoro e Fragilità’, presentato oggi alla Camera dei deputati con l’obiettivo di costruire politiche concrete per chi convive con disabilità, cronicità o malattie rare.

Non un semplice tavolo di confronto, ma uno spazio legislativo permanente che intreccia Parlamento, associazioni di pazienti, comunità scientifica e mondo delle imprese.

“La sfida della fragilità non riguarda solo la sanità ma tocca il cuore del sistema lavoro, della produttività nazionale e della coesione sociale”, ha spiegato l’onorevole Silvio Giovine, promotore dell’iniziativa e membro della Commissione Lavoro.

L’Intergruppo riunisce rappresentanti bipartisan di Camera e Senato con l’ambizione di tradurre in leggi ciò che oggi rappresenta un’urgenza per milioni di cittadini: dall’inclusione lavorativa al benessere organizzativo, dalla tutela dei diritti alla prevenzione delle discriminazioni.

Il progetto Anmar che misura l’impatto economico

Nella stessa sede è stato presentato ‘Fit for Work 2.0’, lo studio promosso da ANMAR (Associazione Nazionale Malati Reumatici) che aggiorna la ricerca del 2012 sull’impatto delle patologie muscolo-scheletriche sul mondo del lavoro. Oltre dieci anni dopo, con una popolazione più anziana, nuove modalità lavorative e strumenti digitali diffusi, serve una fotografia attuale delle ricadute di queste malattie su produttività, imprese e welfare.

“I dati ci permettono di garantire cure adeguate e personalizzate, assicurando ad ogni persona fragile una piena cittadinanza lavorativa”, ha sottolineato Silvia Tonolo, presidente di ANMAR. Il progetto fornirà evidenze concrete a decisori politici, enti previdenziali e istituzioni sanitarie per progettare misure su misura dei lavoratori fragili.

Dal dialogo all’azione legislativa

La sinergia tra Intergruppo e studio scientifico disegna un nuovo modello di collaborazione. Da un lato la politica che riconosce l’urgenza di un percorso istituzionale dedicato, dall’altro un progetto che offre strumenti misurabili per affrontare la sfida. “Vogliamo che pazienti e istituzioni camminino insieme”, ha ribadito Tonolo.

L’obiettivo finale è garantire alle persone con fragilità non solo protezione sanitaria, ma reale inclusione professionale e piena partecipazione alla vita economica del Paese. Perché l’aumento delle condizioni di cronicità e l’evoluzione del mercato del lavoro richiedono risposte moderne, non più rinviabili.

Castellammare, lo sfogo del Dem Ruotolo: “Sindaco la tua giunta è al capolinea”

Castellammare– Un vero e proprio j’accuse, che squarcia il velo sulla crisi politica della città e sui timori di infiltrazioni criminali. Con una lettera aperta durissima, l’eurodeputato e membro della segreteria nazionale del Partito Democratico, Sandro Ruotolo, rivolge al sindaco di Castellammare di Stabia, Luigi Vicinanza, una frase di condotta senza appello: “Questa giunta, in queste condizioni, è arrivata al capolinea”.

Ruotolo, che è anche consigliere comunale e fu tra i sostenitori della candidatura di Vicinanza nel 2024, rompe pubblicamente ogni indugio. Lo fa citando le inchieste della DDA che, a suo dire, “hanno confermato un quadro gravissimo” dopo le segnalazioni lanciate inascoltate mesi fa dall’Osservatorio sulla camorra promosso dallo stesso Pd.

Il cuore dell’accusa è politico e morale: il sindaco avrebbe sacrificato la trasparenza al “realismo cinico”, accettando un’alleanza elettorale ampia e discutibile pur di vincere.

“Quattordici liste a tuo sostegno, figlie anche di quel potere parallelo, sono troppe”, scrive il dirigente dem. “Castellammare è esattamente il modello che non bisogna seguire. Dovevamo alzare muri invalicabili per la Camorra e invece si sono aperti dei varchi. E oggi quei varchi sono diventati, per la magistratura, piste investigative”.

La lettera elenca i nodi critici: consiglieri comunali imparentati con esponenti di clan, vicende opache sull’Arena Beach e sulla gestione dei rifiuti, possibili inquinamenti del voto. “Il voto è stato inquinato e il Consiglio comunale è compromesso politicamente e moralmente”, afferma Ruotolo, ricordando di aver per primo sollevato il caso del consigliere Francesco Oscurato, difeso in aula dal sindaco.

Pur annunciando che, per senso istituzionale, voterà il bilancio, Ruotolo avverte: subito dopo, il Pd nazionale deciderà il da farsi. “Ho sempre detto che quando sulla questione morale intervengono gli organismi preposti, la politica ha già perso e deve fare un passo indietro. Questo è il momento della verità. Per Castellammare. Per la democrazia”.

Una presa di posizione che fa tremare le fondamenta della maggioranza e impone al sindaco Vicinanza una risposta pubblica, mentre le ombre delle indagini giudiziarie si allungano sul Palazzo di Città.

Nola, sospetto caso di abbandono: due Amstaff sequestrati dopo una segnalazione

Ieri mattina i carabinieri della compagnia di Nola sono intervenuti a seguito di una segnalazione che indicava la presenza di un cane in evidente stato di abbandono. La telefonata, giunta alla centrale operativa, riferiva di un animale lasciato solo e in possibile pericolo.

Nel giro di pochi minuti una pattuglia è arrivata sul posto indicato, ma del cane e del presunto proprietario, un 38enne del luogo, non c’era alcuna traccia. L’assenza di riscontri immediati non ha però interrotto gli accertamenti dei militari, che hanno deciso di approfondire la vicenda.

Attraverso l’analisi delle immagini delle telecamere di videosorveglianza cittadine e la raccolta di informazioni in zona, i carabinieri del nucleo radiomobile di Nola, con il supporto dei carabinieri forestali di Marigliano, sono riusciti a ricostruire quanto accaduto nelle ore precedenti.

Dalle verifiche è emerso che un 50enne, alla guida di un furgone, aveva raggiunto l’abitazione del 38enne e si era poi allontanato portando con sé due cani di razza Amstaff.

Rintracciato il veicolo, i militari hanno proceduto al controllo, trovando a bordo i due animali. I cani, in apparenti buone condizioni ma comunque oggetto di approfonditi accertamenti veterinari, sono stati sottoposti a sequestro e affidati alle procedure previste per la tutela degli animali.

La posizione del 38enne e del 50enne è ora al vaglio dell’autorità giudiziaria. Per entrambi si profilano possibili responsabilità in materia di maltrattamento e abbandono di animali, ipotesi che saranno valutate alla luce delle indagini tuttora in corso.

“Voglio vedere il mio primo cadavere”: Europol smantella la rete dei baby-killer ingaggiati via chat

Roma- “Allora, quando ammazziamo il primo?”. Non è una frase tratta da una serie TV sulla criminalità, ma un messaggio reale, digitato su una chat criptata da un ragazzino ansioso di compiere il suo “battesimo di fuoco”

. C’è chi chiedeva tempi certi per l’omicidio e chi, senza alcun freno inibitore, scriveva: «Non vedo l’ora di vedere il mio primo cadavere».

È questo il volto agghiacciante della nuova criminalità organizzata europea svelato dall’ultimo report di Europol. Un sistema che ha trasformato la morte in una commodity, un servizio acquistabile come un passaggio in auto o una consegna a domicilio.

L’operazione Grimm e i numeri del blitz

In sei mesi di indagini serrate, la task force operativa “Grimm” ha scoperchiato il vaso di Pandora del fenomeno noto come Violence as a Service (VaaS), la violenza come servizio. Il bilancio è impressionante: 193 persone arrestate in tutta Europa.

L’indagine, partita nell’aprile 2025, ha messo in luce una tendenza in rapida ascesa: i boss non si sporcano più le mani, ma “appaltano” la violenza. Esternalizzano intimidazioni, torture e omicidi affidandosi a una manovalanza usa e getta, composta prevalentemente da minori o giovanissimi inesperti, reclutati attraverso le piattaforme social.

Dalla Svezia al resto d’Europa

Quello che inizialmente sembrava un’anomalia confinata alle gang svedesi, si è rivelato un cancro in metastasi in tutto il continente. La task force ha dovuto coordinare investigatori di Belgio, Danimarca, Finlandia, Francia, Germania, Islanda, Paesi Bassi, Norvegia, Spagna, Regno Unito e naturalmente Svezia.

Il modus operandi è identico ovunque: annunci sui social, promesse di denaro facile e veloce, e l’assegnazione di un “target”. I giovani, spesso in condizioni di vulnerabilità o affascinati dal mito della malavita, vengono istruiti a distanza o costretti con la forza a diventare esecutori materiali.

La filiera della morte: dai “facilitatori” ai boss

Il report di Europol entra nel dettaglio della gerarchia criminale smantellata. Dei quasi duecento arresti:

63 sono gli autori materiali, fermati prima che potessero compiere crimini violenti o subito dopo averli commessi;

84 sono i reclutatori, le figure chiave che adescavano i minorenni sul web;

40 sono i facilitatori, coloro che fornivano la logistica (armi, veicoli, alloggi) per i servizi a pagamento;

6 sono gli istigatori, i mandanti di alto livello (High Value Targets) che ordinavano le esecuzioni.

«La task force Grimm ha svolto un ruolo fondamentale nel neutralizzare i gruppi che reclutavano giovani per compiere atti violenti», si legge nel rapporto. Un successo investigativo che ha interrotto, almeno per ora, la macabra catena di montaggio degli omicidi su commissione che rischiava di normalizzare la barbarie tra le nuove generazioni.

Bomba nella notte a San Pietro a Patierno: pizzeria inaugurata da 24 ore devastata dall’esplosione

Napoli – Un boato nel cuore della notte, l’ennesimo segnale che qualcosa, nelle strade di San Pietro a Patierno, continua a muoversi sotto traccia. Una bomba rudimentale è esplosa davanti alla pizzeria Passione Culinaria, un locale aperto da appena 24 ore.

L’onda d’urto ha investito la saracinesca, danneggiando l’ingresso e parte degli arredi interni. Nessun ferito, ma tanta paura per residenti e commercianti della zona.

Sul posto sono arrivati gli agenti del commissariato di Secondigliano della Polizia di Stato, che hanno avviato le prime indagini. Il proprietario, ascoltato a sommarie informazioni, ha assicurato di non aver mai ricevuto richieste estorsive né minacce: «Non so spiegarmi perché abbiano colpito il mio locale», ha detto ai poliziotti, ancora scosso.

Gli investigatori, però, non sembrano avere dubbi sulla matrice dell’attentato. Un ordigno artigianale, piazzato nella notte, è quasi sempre sinonimo di racket. Un messaggio chiaro, diretto a tutti gli esercenti del quartiere: pagare il pizzo, soprattutto a ridosso delle festività natalizie, quando il flusso di denaro aumenta e le organizzazioni criminali cercano di imporre il loro controllo.

San Pietro a Patierno rientra nell’area storicamente presidiata dal clan Licciardi, vertice dell’Alleanza di Secondigliano e recentemente indebolito da un blitz che ha portato a oltre venti arresti. Un colpo duro per il clan, che però potrebbe spingere gli affiliati rimasti in libertà a riaffermare la propria presenza con azioni dimostrative, come l’esplosione di questa notte.

Le indagini proseguono: gli agenti stanno acquisendo immagini di videosorveglianza e ricostruendo gli spostamenti nelle ore immediatamente precedenti l’esplosione. Ma nel quartiere, intanto, è tornata la paura.

E pensare che proprio ieri pomeriggio in quella stessa zona vi era stata la passeggiata antiracket organizzata dalla Fai.

Napoli, nuovo dramma in via Terracina: ubriaco contromano travolge ragazzo in scooter

Napoli – Un altro incidente gravissimo ha sconvolto via Terracina, a Fuorigrotta, riaprendo ferite mai rimarginate sulla sicurezza stradale. Nella serata di ieri, un automobilista in evidente stato di ebbrezza ha invaso la corsia opposta durante un sorpasso, investendo in pieno un giovane in sella a uno scooter.

L’episodio riporta alla mente la tragica morte di Francesco Altamura e Lucia Morra, i due fidanzati uccisi nel 2023 sulla stessa strada da un conducente ubriaco e drogato, per cui la Corte d’Appello ha recentemente confermato la condanna a 10 anni di reclusione.

A denunciare l’accaduto è il deputato di Alleanza Verdi-Sinistra Francesco Emilio Borrelli, contattato direttamente dai cittadini, insieme a Rosario Pugliese, membro dell’esecutivo regionale di Europa Verde.

“Siamo davanti a uno sterminio silenzioso sulle strade, con la Campania epicentro della tragedia”, affermano i due esponenti verdi. “I dati nazionali mostrano un aumento degli incidenti, ma in regione l’incremento è del +6,2%, e solo a Napoli del +7,9% nel 2024. Numeri che certificano il fallimento delle politiche attuali”.

Borrelli punta il dito contro la recente riforma del Codice della Strada voluta dal ministro Matteo Salvini: “Questo ennesimo dramma è la conseguenza diretta di un Codice che non frena i pirati della strada, ma sembra quasi incentivarli. Permettere ai neopatentati di guidare potenti auto da corsa trasforma le strade in potenziali camere mortali”.

Per il parlamentare, la soluzione è urgente e radicale: “Basta indugi: limite di velocità a 30 km/h nei centri urbani, subito. È l’unica misura efficace, affiancata da dossi, strisce pedonali rialzate e controlli nei punti critici. In una provincia densamente popolata come Napoli, meglio procedere a passo d’uomo che sfrecciare verso la morte”.

Borrelli lancia un appello al Governo: “Le strade di Napoli e della Campania non possono più essere un teatro di catastrofi. La sicurezza dei cittadini deve essere la priorità assoluta”.