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Napoli, furto lampo in via Ferraris: blitz della polizia sul “ladro di automobili”

Napoli – Un copione criminale scritto e riscritto, ma stavolta il finale l’hanno dettato gli agenti del Commissariato Vasto-Arenaccia. Un blitz a tempo di record, nel tardo pomeriggio di ieri in via Galileo Ferraris, ha riportato in cella un 38enne napoletano, un “volto noto” alle forze dell’ordine, specializzato in furti d’auto.

La scena, degna di un film poliziesco, si è consumata sotto gli occhi vigili della Volante. Gli agenti, in perlustrazione, notano un uomo scendere da un’auto e avvicinarsi con fare deciso a una vettura parcheggiata.

Niente smontaggio sofisticato, niente attese: un colpo secco e il deflettore dell’auto bersaglio va in frantumi. In un attimo, il malvivente si è intrufolato nell’abitacolo, pensando di agire nell’ombra.

Ma l’ombra, per lui, si è subito materializzata. I poliziotti sono piombati sulla scena proprio mentre l’uomo, ignaro, frugava freneticamente nel cruscotto e sotto i sedili, alla ricerca di oggetti di valore. Solo allora, alzando lo sguardo, ha visto le divise.

Scatta l’istinto della fuga, ma è un lampo spento sul nascere. Gli agenti lo bloccano e, perquisendolo, mettono le mani sul suo “kit del mestiere”: una serie di arnesi da scasso, pronti per qualsiasi evenienza.

Le indagini sul campo, però, riservano la ciliegina sulla torta. L’auto dalla quale era sceso, quella che doveva essere la sua “navicella” per la fuga, era a sua volta il bottino di un furto.

Un doppio colpo per il 38enne: a bordo, il computer di bordo era stato strappato via e il parabrezza anteriore destro era ridotto in schegge, segni inequivocabili di un precedente “colpo” andato a buon fine.

Per lui, finisce la “serata lavorativa”. È scattato l’arresto per tentato furto aggravato a cui si è aggiunta la denuncia per ricettazione, visto che viaggiava a bordo di un’auto già “bollinata”. .

Napoli, la guerra dei baby camorristi: il mistero del colpo perfetto che ha uccio Pio Marco Salomone

Pio Marco Salomone, 19 anni, un passato già segnato da arresti, frequentazioni pericolose e un nome noto alle forze dell’ordine, è l’ultima vittima della guerra sotterranea che da mesi incendia Napoli.

Una guerra combattuta non dai vecchi padrini, ma da “paranze” di baby camorristi legati – direttamente o come satelliti – ai clan Mazzarella e Contini, impegnati in un braccio di ferro per il controllo dello spaccio e della movida.

Il ragazzo è stato ucciso nella notte, sotto gli occhi delle telecamere, nei pressi della sala giochi Planet di via Generale Francesco Pinto, nel quartiere Arenaccia. Era in auto, in transito, quando un proiettile lo ha colpito dritto alla fronte.

Ed è proprio questo dettaglio fa porre domande agli investigatori: colpo fortunato o mano esperta?

Gli amici della vittima sostengono che l’agguato sia stato improvviso e casuale, quasi come se Salomone fosse finito nel posto sbagliato al momento sbagliato. Ma la loro versione non convince affatto gli uomini della Squadra Mobile.

Se davvero il proiettile ha centrato la fronte con un’auto in movimento, spiegano gli inquirenti, ci troviamo di fronte a un tiratore addestrato, non certo a uno dei tanti giovani armati che scorrazza per la città.

Le immagini delle telecamere e la perizia balistica serviranno a sciogliere il nodo:killer professionista o racconto manipolato?

Un obiettivo annunciato

Le indagini, coordinate dalla Mobile, puntano verso una sola conclusione: il bersaglio era proprio lui, Pio Marco Salomone. Un regolamento di conti rimasto sospeso e chiuso con un colpo secco, forse l’epilogo di un’escalation che da mesi vede in campo giovanissimi pronti a tutto pur di conquistare una piazza di spaccio o accreditarsi presso i boss più anziani.

Il profilo della vittima: una “testa calda” nella rete della baby camorra

Salomone abitava nei pressi di piazza Carlo III, a poca distanza dal luogo dell’agguato. Nonostante la giovane età, era già classificato dagli investigatori come una “testa calda”, avvezza agli ambienti dello spaccio e coinvolta in rapporti opachi con i gruppi della nuova camorra giovanile.

Il suo nome era finito sui taccuini della cronaca nell’agosto 2024, quando i carabinieri fecero irruzione nel Parco Geco di via Michele Guadagno, a Sant’Eframo Vecchio. In quell’operazione furono sequestrate cocaina rosa, marijuana e una pistola semiautomatica calibro 7,65. Con lui furono arrestati altri due giovanissimi, di 18 e 21 anni.

Quell’intervento arrivò a pochi giorni dall’agguato fallito del 23 luglio: una pioggia di venti colpi esplosi da un commando in piazza Sant’Eframo Vecchio, luogo abitualmente frequentato da Salomone e dai suoi amici.

Non una “stesa”, chiarirono gli investigatori, ma un vero tentato omicidio: il gruppo armato infatti aveva insegnato la vittima per decine di metri, senza però riuscire a colpire il bersaglio.

La guerra tra baby clan

Il delitto dell’Arenaccia porta l’ennesima firma della guerra tra le baby gang dei clan Mazzarella e Contini. Una guerra combattuta con dinamiche da narcos, in cui i protagonisti – ragazzini poco più che maggiorenni – agiscono con temerarietà, fame di potere e nessuna percezione delle conseguenze.

Pio Marco Salomone lo sapeva: la sua vita era ormai intrecciata a doppio filo con una faida dove o si spara o si muore. Stanotte, per lui, il conto è arrivato.

Saxifraga 2025, trionfa l’eccellenza napoletana: premiato il professor Ascierto

Napoli celebra le sue eccellenze con il Premio Saxifraga 2025, assegnato al professor Paolo Ascierto, Ordinario di Oncologia presso l’Università Federico II. Il riconoscimento, promosso dall’associazione “Le mani di Napoli”, si conferma un punto di riferimento per valorizzare chi si distingue nei settori sanità, cultura, artigianato e imprenditoria.

Il nome stesso del premio racchiude un messaggio potente: come la saxifraga che fiorisce tra le rocce, Napoli trasforma le difficoltà in opportunità, la fragilità in coraggio. Ascierto ha ricevuto il prestigioso riconoscimento per il suo straordinario contributo internazionale nel campo della ricerca oncologica e dell’innovazione terapeutica.

Un tributo che commuove la città

La cerimonia ha riservato un momento di particolare intensità emotiva con l’omaggio alla memoria di Franco Di Mare, il giornalista che ha raccontato la realtà con coraggio e umanità. Una targa commemorativa è stata consegnata al fratello Gino, in un gesto che ha toccato i presenti e ribadito quanto il suo impegno professionale abbia lasciato un segno indelebile nella comunità giornalistica.

All’evento hanno partecipato figure istituzionali di primo piano: il sindaco Gaetano Manfredi, il Magnifico Rettore Matteo Lorito, Maria Rosaria Campitiello del Ministero della Salute, Antonio Parlati della Rai e Giovanni Esposito della Scuola di Medicina Federico II. Presenti naturalmente i vertici dell’associazione “Le mani di Napoli”, con il presidente Giancarlo Maresca e il direttore generale Damiano Annunziato.

Le parole del vincitore

“Questo riconoscimento rappresenta un’emozione profonda”, ha dichiarato Ascierto. “Non è solo un onore personale, ma un tributo al lavoro silenzioso e tenace di tantissime persone che operano per il bene della comunità”. Il professore ha sottolineato come Napoli, proprio come la saxifraga, sappia fiorire anche nei contesti più complessi.

Ascierto ha dedicato il premio all’intera squadra dell’Istituto Nazionale Tumori IRCCS Pascale: “Le ‘mani’ che celebriamo sono quelle che lavorano nei laboratori e nei reparti per offrire nuove speranze. Continueremo a impegnarci affinché le mani della scienza possano stringere quelle di chi combatte la battaglia contro il cancro”.

Il ricordo di Franco Di Mare

Gino Di Mare ha espresso la gratitudine della famiglia per il tributo al fratello: “Questo riconoscimento non celebra solo la sua professionalità, ma anche i valori che ha trasmesso attraverso ogni suo articolo e servizio”. Le sue parole hanno sottolineato quanto Franco amasse Napoli e quanto il suo ricordo rimanga vivo nella città e nella comunità giornalistica.

Casal di Principe, sequestrata carrozzeria abusiva: denunciato il titolare

Casal di Principe  – Una vera e propria bomba ecologica è stata disinnescata dai carabinieri della locale Stazione, che hanno messo i sigilli a una carrozzeria completamente abusiva e denunciato il titolare, un 58enne del posto.

Nel corso di un servizio specifico contro lo smaltimento illecito di rifiuti pericolosi, i militari hanno accertato che l’attività operava senza alcuna autorizzazione ambientale e senza documentazione sullo smaltimento dei rifiuti prodotti.

All’interno dell’area sono stati trovati oli esausti, barattoli di vernice, paraurti, componenti meccaniche e altri scarti altamente inquinanti abbandonati alla rinfusa.Colpo di scena durante l’ispezione: è stata scoperta una cabina di verniciatura totalmente priva di autorizzazioni e sistemi di abbattimento fumi, in violazione di ogni norma sulla sicurezza e sull’ambiente. Non è finita.

Gli uomini dell’Arma hanno anche rilevato un allaccio diretto alla rete elettrica pubblica, bypassando il contatore: per questo il 58enne è stato denunciato anche per furto aggravato di energia elettrica.L’intera carrozzeria, con attrezzature e rifiuti, è stata posta sotto sequestro penale. Indagini in corso per verificare eventuali ulteriori responsabilità e l’entità del danno ambientale provocato.

Camorra, ecco come il clan Nobile “panzarottari” voleva prendersi Afragola

Nelle 180 pagine del decreto di fermo della Dda che ha colpito la famiglia Nobile di Afragola si fa luce su una serie di episodi di violenza che hanno colpito la città negli ultimi mesi e che hanno causato non poche preoccupazioni agli investigatori.

Le indagini condotte dai pm Ilaria Sasso del Verme, Giorgia De Ponte e Francesca De Renzi e coordinate dal procuratore aggiunto Sergio Ferrigno della Dda di Napoli hanno al centro il nucleo familiare dei “panzarottari”, soprannome che rimanda al passato da venditore ambulante del capostipite Antonio Nobile, trasformato nel tempo in marchio di un gruppo criminale strutturato che oggi comprende figli, nipoti e congiunti schierati su più livelli dell’organizzazione.​

Secondo gli inquirenti, la parabola dei Nobile si inserisce nel vuoto di potere aperto dalla disarticolazione dei gruppi Luongo‑Sasso‑Barbato, che per anni hanno rappresentato il braccio operativo dei Moccia ad Afragola.

Proprio nello spazio lasciato dagli storici referenti, falcidiati da arresti e detenzioni, il gruppo dei “panzarottari” avrebbe progressivamente imposto la propria egemonia nel centro cittadino e nel rione delle Salicelle, puntando a gestire in prima persona estorsioni e traffico di stupefacenti.​

L’ascesa sul territorio

Il provvedimento di fermo ricostruisce le fasi dell’ascesa del gruppo Nobile: dalle prime attività di piazza fino al controllo sistematico del racket e delle piazze di spaccio, con un’azione di “militarizzazione” del territorio affidata a intimidazioni, minacce e uso delle armi. L’obiettivo, secondo la ricostruzione accusatoria, era duplice: da un lato conquistare un ruolo di autonomia rispetto alle altre articolazioni del clan Moccia, dall’altro affermarsi come interlocutore unico per imprenditori, commercianti e gestori delle piazze di spaccio di Afragola e delle zone limitrofe.​

Le alleanze non si fermano ai confini comunali: la famiglia Nobile avrebbe intrecciato rapporti operativi con gruppi camorristici attivi a Casoria, Frattamaggiore, Cardito e Caivano, costruendo una fitta rete di sponde in grado di reggere contrasti interni ed esterni. In questo scenario, le azioni di fuoco diventano lo strumento per ribadire la supremazia e marcare i confini del potere criminale, soprattutto dopo la fase di relativa “tregua” tra i diversi gruppi della zona.​

La rottura degli equilibri e le stese

Negli ultimi mesi la fragile pax armata che aveva congelato le ostilità viene meno, lasciando spazio a una sequenza di stese e sparatorie che ridisegnano la mappa del terrore ad Afragola. In poche ore, tra il 20 e il 21 ottobre, vengono esplosi decine di colpi d’arma da fuoco in diversi punti della città: dalla “Caffetteria del Parco”, dove tre persone restano ferite, fino alla facciata di un’abitazione crivellata da almeno quaranta colpi nella zona di via Diaz.​

Secondo l’impostazione accusatoria, dietro queste azioni ci sarebbe la regia del gruppo Nobile, interessato a ribadire il proprio controllo sulle aree strategiche del comune e sulle attività economiche collegate.

Le sventagliate di kalashnikov e mitragliette non avrebbero avuto solo una funzione dimostrativa, ma sarebbero state dirette a obiettivi precisi, con il rischio concreto per residenti e passanti di trovarsi in mezzo al fuoco incrociato.​

Il decreto di fermo e l’associazione mafiosa

Sul piano giuridico, il cuore del provvedimento è l’ipotesi associativa: agli indagati viene contestata la partecipazione a un’associazione di tipo mafioso ex art. 416 bis, qualificata come articolazione del clan Moccia attiva ad Afragola e nei comuni vicini.

Il vincolo associativo, secondo la DDA, si manifesta nella capacità di incutere timore con omicidi, gambizzazioni, azioni di fuoco, e nella conseguente condizione di assoggettamento e omertà che avvolge una parte consistente della cittadinanza.​

L’associazione viene ritenuta armata, con disponibilità di pistole, armi lunghe, mitra e perfino un kalashnikov, strumenti funzionali a garantire la gestione delle estorsioni, del traffico di stupefacenti e del controllo delle attività economiche lecite e illecite sul territorio.

A corollario dell’impianto associativo, il decreto elenca una serie di reati-fine: dalla detenzione e cessione di cocaina in più episodi, alla detenzione illegale di armi da guerra, fino al porto in luogo pubblico di mitragliette e fucili d’assalto utilizzati per i raid armati.​

I ruoli nella presunta “cupola” Nobile

Nel mosaico tratteggiato dagli inquirenti, Giuseppe Nobile emerge come figura apicale: capo e organizzatore, forte di una lunga esperienza criminale, avrebbe diretto le strategie del gruppo, individuato gli imprenditori da sottoporre a pizzo e curato l’assistenza legale agli affiliati in caso di arresti.

A lui sarebbe spettato anche il compito di autorizzare le azioni violente, delegando l’esecuzione a sodali di fiducia, spesso membri della stessa famiglia.​

Attorno al presunto vertice ruotano i due cugini omonimi, Antonio Nobile classe 2000 detto “Spiedino” e Antonio Nobile classe 2004 detto “Topolone”, ritenuti a loro volta capi e organizzatori dell’articolazione afragolese.

“Topolone” avrebbe avuto il controllo della cassa del clan, la gestione delle piazze di spaccio – compresi prezzi e quantità di stupefacente da distribuire – e il mantenimento degli affiliati detenuti, mentre “Spiedino” avrebbe curato i rapporti con i gruppi alleati e partecipato in prima persona agli episodi più eclatanti di violenza.​

I gregari tra droga, armi e logistica

Nel secondo cerchio dell’organizzazione si collocano le figure operative chiamate a dare concretezza alle direttive dei presunti capi. A Marco Castiello viene attribuito il ruolo di esattore e uomo di fiducia per la logistica, incaricato di recuperare i proventi della vendita di stupefacente dalle piazze controllate e di reperire autovetture e telefoni cellulari utili al gruppo.​

Alex Pollaro viene dipinto come l’uomo delle armi: custode degli arsenali clandestini, avrebbe partecipato alle azioni dimostrative, compresi i raid a colpi di arma da guerra nei quartieri caldi di Afragola. Salvatore Guerra, invece, viene indicato come rifornitore delle piazze di spaccio e parte attiva nell’organizzazione delle azioni di fuoco, fino a fungere da apripista ai veicoli utilizzati per le stese.​

La rete della droga: dagli acquisti alle piazze

Uno dei capitoli più corposi delle contestazioni riguarda il traffico di stupefacenti, con diversi episodi puntualmente datati e aggravati dalla finalità di agevolare il clan. Gli inquirenti descrivono un sistema in cui “Topolone” e i suoi uomini avrebbero gestito sia la fase dell’approvvigionamento – con acquisti di cocaina per quantitativi fino al mezzo chilo – sia quella del confezionamento in abitazioni-rifugio, da cui la droga sarebbe stata smistata alle varie piazze di spaccio.​

Le perquisizioni e i sequestri documentano, in una delle ipotesi, la detenzione di dosi di cocaina già suddivise e pronte alla cessione, custodite in un borsello e intercettate dagli agenti del Commissariato di Afragola.

A Biagio Esposito viene riconosciuto un ruolo specifico nella filiera: confezionamento e vendita al dettaglio della sostanza, in linea con la logica di una struttura piramidale che separa chi decide da chi materialmente gestisce il contatto con gli acquirenti.​

Le armi: pistole, mitra e kalashnikov

Altro asse portante dell’impianto accusatorio è l’arsenale a disposizione del gruppo, considerato un indice della pericolosità e della capacità offensiva dell’articolazione Nobile. Oltre alle pistole comuni da sparo, il decreto richiama la detenzione e l’uso di mitra, armi da guerra e persino di un kalashnikov AK‑47, impiegato in uno degli episodi più allarmanti per esplodere colpi in un contesto urbano densamente abitato.​

Le contestazioni, distribuite su più capi di imputazione, riguardano anche il porto in luogo pubblico di armi lunghe e mitragliatrici trasportate in auto o su veicoli rubati, come il furgone Fiat Doblò indicato come mezzo utilizzato per raggiungere i luoghi delle sparatorie.

A Nicola Bassolino e ad altri sodali viene contestato di avere portato in strada un’arma da guerra, mentre agli storici referenti del gruppo viene contestata la responsabilità morale e organizzativa di questi spostamenti armati.​

Le stese del 21 ottobre: la dinamica

I capi di imputazione dedicano ampio spazio alla notte del 21 ottobre, quando, in via III Traversa Diaz, un commando avrebbe fatto fuoco con almeno tre armi di calibro diverso, colpendo in sequenza telecamere, facciate di edifici e punti sensibili del quartiere

. Nella ricostruzione accusatoria, Giuseppe Nobile e Antonio “Topolone” avrebbero assunto il ruolo di mandanti e organizzatori, mentre un gruppo di fidati – tra cui Tuccillo, Zanfardino, Castiello, Guerra, Antonio “Spiedino” e Pollaro – si sarebbe diviso tra fasi preparatorie, logistica e azione esecutiva.​

Guerra, in particolare, viene indicato come colui che avrebbe fatto da “apripista” al Doblò parcheggiato e poi messo a disposizione degli esecutori materiali della sparatoria, segno di una pianificazione accurata e di una chiara divisione di ruoli. I colpi sarebbero stati esplosi sia in aria sia ad altezza uomo, contro le telecamere e contro un edificio, con la finalità – contestata ai sensi dell’art. 421 bis – di seminare panico e attentare alla sicurezza pubblica.​

Il furgone rubato e la ricettazione

Uno degli elementi di supporto all’impianto accusatorio è rappresentato dal furgone Fiat Doblò, risultato provento di furto denunciato mesi prima ai Carabinieri di Marigliano. Secondo gli inquirenti, il veicolo sarebbe stato acquistato o comunque ricevuto dagli indagati proprio in funzione dei raid armati del 21 ottobre, trasformandosi nel mezzo “fantasma” con cui raggiungere e lasciare rapidamente la scena delle stese.​

Su questo segmento, ai presunti capi e ai gregari viene contestata anche la ricettazione, aggravata dalla finalità mafiosa, in quanto il furto e la successiva disponibilità del mezzo sarebbero stati funzionali a dare copertura alle azioni armate del gruppo.

Per gli investigatori, l’uso di veicoli rubati rientra nel modus operandi consolidato delle cosche che operano nell’area nord di Napoli, abituate a muoversi con mezzi “puliti” solo all’apparenza e difficili da ricondurre ai singoli partecipi.​

L’escalation di violenza culminata nelle stese di ottobre, unita alla constatazione della irreperibilità di alcuni indagati dopo le ultime sparatorie, ha spinto la DDA di Napoli a chiedere e ottenere un decreto di fermo d’urgenza per dieci presunti affiliati al gruppo Nobile.

Il blitz eseguito tra Afragola e il parco Sant’Antonio ha portato alla cattura di capi e gregari ritenuti pronti a rispondere “colpo su colpo”, con il rischio concreto di una nuova ondata di fuoco nelle strade.​

i dieci fermati

NOBILE Antonio cl. 2004 detto “Topolone”

NOBILE Giuseppe

NOBILE Antonio cl. 2000 detto “Spiedino”

CASTIELLO Marco

POLLARO Alex

GUERRA Salvatore

ESPOSITO Biagio

BASSOLINO Nicola.

TUCCILLO Domenico

ZANFARDINO Francesco

Tragedia di Sant’Anastasia, fuori pericolo lo stuntman: la procura indaga sulle misure di sicurezza

Sant’Anastasia– Il rumore delle moto, le luci che scorrono lungo la gabbia d’acciaio, gli applausi dei bambini in platea. Poi il silenzio improvviso, spezzato dalle urla. È finito così, in pochi istanti, il numero acrobatico che ieri pomeriggio ha trasformato lo spettacolo dell’Imperial Royal Circus, a Sant’Anastasia, in una tragedia.

Uno dei tre stuntman impegnati nel celebre numero del “globo della morte” – una sfera metallica in cui i motociclisti sfrecciano incrociandosi a velocità altissime – ha perso il controllo della moto, schiantandosi con i colleghi. A perdere la vita è stato  Christìan Quezada Vasquez 26enne cileno, che si esibiva da anni nei circuiti circensi internazionali. Per lui i soccorsi sono stati inutili.

Il secondo stuntman, Yovani Fernando Gutierrez Gabello, un 43enne messicano, è stato trasportato in codice rosso all’ospedale del Mare: nelle ultime ore i medici lo hanno dichiarato fuori pericolo, sebbene resti ricoverato per accertamenti. Illeso o quasi il terzo motociclista, un 26enne colombiano, le cui condizioni non hanno mai destato particolare preoccupazione.

Lo spettacolo era già vicino al gran finale, con la platea gremita e tanti bambini tra il pubblico. L’impatto, violentissimo, è avvenuto davanti a decine di spettatori: alcuni hanno ripreso la scena con i telefoni, e quei filmati ora sono al vaglio degli investigatori.

La Procura di Nola ha aperto un fascicolo per omicidio colposo: si indaga sul rispetto delle norme di sicurezza, sulle protezioni adottate e sulla manutenzione delle strutture. I carabinieri hanno acquisito le testimonianze del pubblico e tutto il materiale video disponibile per ricostruire la dinamica dell’incidente, ancora da chiarire.

Tra le possibili causa dell’incidente avvenuto , in maniera troppo improvviso e inusuale, si ipotizza lo scoppio di uno dei pneumatici della moto del giovane cileno o la perdita di potenza del motore.

Intanto, in segno di lutto e per permettere gli accertamenti, l’Imperial Royal Circus ha annullato tutte le rappresentazioni. La troupe, in città dal 14 al 23 novembre, è sotto shock: una comunità itinerante che oggi piange la perdita di un giovane artista e si interroga su ciò che è accaduto in quegli attimi terribili all’interno della sfera d’acciaio.

Portici, arrestato il figlio aguzzino: usava violenza sui genitori

Portici – L’orrore della violenza domestica ha vestito i panni di un figlio a Portici, infrangendo il sacro legame familiare e gettando un’ombra sul quieto vivere di una coppia di anziani genitori.

È la storia di un calvario domestico terminato solo ieri pomeriggio, quando la Polizia di Stato ha messo fine all’incubo, traendo in arresto un 49enne napoletano con le gravi accuse di maltrattamenti in famiglia e lesioni personali.

La tranquillità di un pomeriggio qualunque è stata squarciata da una segnalazione cruciale giunta tramite l’app YouPol, lo strumento digitale che si rivela ancora una volta fondamentale nella lotta contro la violenza. L’allarme riguardava una violenta lite in corso all’interno di un’abitazione della città vesuviana.

Gli agenti del Commissariato di Portici-Ercolano, agendo con la massima urgenza, si sono precipitati sul posto. L’atmosfera all’arrivo era carica di tensione e paura: all’interno dell’appartamento, i poliziotti hanno trovato una donna e un uomo – i genitori – in un evidente e comprensibile stato di agitazione.

Con le lacrime agli occhi e la voce rotta dalla paura e dall’umiliazione, i due anziani hanno raccontato il dramma che stavano vivendo: essere stati vittime di una brutale aggressione da parte di colui che avrebbe dovuto onorarli e proteggerli: il proprio figlio.

Il 49enne, ancora presente nell’appartamento, è stato immediatamente raggiunto e bloccato dai poliziotti, che hanno così posto fine al ciclo di violenze.

 

Ischia, rissa notturna in centro: 7 giovani denunciati, un ferito in ospedale

Una notte di festa si è trasformata in un campo di battaglia nel cuore di Ischia. Sette giovani, di età compresa tra i 18 e i 37 anni, sono stati denunciati dalla Polizia di Stato per rissa aggravata dopo un violento scontro avvenuto nella notte tra domenica e lunedì in via Porto.

L’intervento degli agenti del Commissariato di Ischia è stato immediato. Giunti sul posto, hanno trovato un uomo riverso a terra con una ferita al volto. Le sue condizioni hanno richiesto l’intervento del personale del 118, che lo ha stabilizzato e trasportato presso l’Ospedale Rizzoli per le cure necessarie.

Gli indagati riconosciuti grazie alle telecamere

Le indagini sono partite subito. Gli investigatori hanno raccolto testimonianze e visionato le registrazioni dei sistemi di videosorveglianza della zona.

Le immagini hanno ricostruito la dinamica: una lite scoppiata per futili motivi all’interno di un esercizio commerciale, che poi ha invaso la strada trasformandosi in una rissa collettiva. Grazie al lavoro degli agenti di polizia, tutti i partecipanti sono stati identificati e denunciati.

Il Vesuvio si tinge di bianco, in Campania prorogata l’allerta meteo

Napoli– Uno spettacolo tanto affascinante quanto insolito ha accolto i cittadini napoletani questa mattina: la cima del Vesuvio, imbiancata da una spolverata di neve, si staglia contro un cielo grigio e carico di pioggia.

L’immagine, visibile chiaramente anche dal capoluogo, è la cartolina perfetta di un’ondata di maltempo che da due giorni sferza l’intera provincia, portando con sé un brusco crollo delle temperature.

Tuttavia, la suggestione del paesaggio invernale non deve distogliere l’attenzione dalla realtà dei fatti. Il maltempo, infatti, non concede tregua. La Protezione Civile della Regione Campania, analizzando le valutazioni del Centro Funzionale, ha deciso di prorogare l’allerta meteo di livello Giallo per rischio idrogeologico su gran parte del territorio. L’avviso, inizialmente previsto in scadenza, resterà in vigore fino alle 8:00 di domani, domenica 23 novembre.

La criticità riguarda quasi tutta la regione, ad esclusione delle zone di Alta Irpina, Sannio e Tanagro. Il pericolo principale, spiegano gli esperti, deriva dalla persistenza di precipitazioni a carattere di rovescio o temporale, che in alcune aree potrebbero rivelarsi di forte intensità. Il rischio residuo rimane elevato anche in assenza di nuove piogge, a causa della fragilità dei terreni e della loro completa saturazione dopo giorni di acquazzoni.

Tra le conseguenze più temute vi sono allagamenti, innalzamento dei livelli dei corsi d’acqua, scorrimento di fango e detriti sulle strade, caduta massi e frane. Per questo, la Protezione Civile ha rinnovato l’appello ai Comuni delle zone interessate affinché mantengano attivi i Centri Operativi Comunali (COC) e mettano in campo tutte le misure necessarie a prevenire e mitigare i fenomeni, come previsto dai piani di emergenza locali.

Si raccomanda inoltre di monitorare attentamente la tenuta del verde pubblico, spesso messo a dura prova dal vento e dalla pioggia.

Le previsioni indicano che il freddo e le precipitazioni continueranno per tutta la giornata odierna, ma da domani è atteso un graduale miglioramento delle condizioni meteorologiche, che dovrebbe finalmente portare una tregua a una regione messa a dura prova.

(Il video è tratto dal profilo facebook del geologo e Guida vulcanologica della Regione Campania, Luigi Maisto)

Napoli, tassisti minacciano stop alle tariffe flat: “Natale senza regole, Natale senza supplementi”

Napoli – I tassisti napoletani alzano la voce e chiedono la sospensione delle tariffe flat per tutto il periodo natalizio. La richiesta, formalizzata da un comitato di categoria e consegnata alle organizzazioni sindacali, nasce da una contestazione precisa: il Comune non ha ancora definito un piano traffico per le feste né ha riattivato le ZTL, rendendo ingiusta l’applicazione di supplementi predeterminati.

Le sigle FAST/ConfSal e SITAN/ATN UNIMPRESA hanno raccolto la protesta e si sono impegnate a portarla in commissione consultiva.

La vertenza con il Comune di Napoli dura ormai da mesi. Gli autisti denunciano un vuoto normativo: le zone a traffico limitato non operano, il piano traffico natalizio è inesistente e la città rischia il caos in uno dei periodi più critici dell’anno. Le tariffe predeterminate sono tariffe a costi certi sia per l’utenza sia per i tassisti.

«Non si può chiedere di pagare di più per un servizio che non ha regole», spiegano dal comitato di categoria. La protesta si trasforma così in una richiesta ufficiale di sospensione, non a tempo indeterminato, ma almeno fino all’Epifania.

Il cronoprogramma è serrato. La commissione consultiva, inizialmente convocata per il 25 novembre, è stata rinviata al 10 dicembre. Nonostante lo slittamento, le organizzazioni sindacali confermano che presenteranno ugualmente la richiesta.

Il motivo è tecnico: la sospensione delle tariffe predeterminate non richiede un iter burocratico complesso, ma soltanto un provvedimento dell’Assessorato competente, firmato dal rappresentante della Giunta. Una scorciatoia possibile, se c’è la volontà politica.

La base della categoria ha ringraziato le sigle per la tempestività e il senso di responsabilità dimostrato. Ora attende un riscontro ufficiale dopo la seduta del 10 dicembre. L’obiettivo è chiaro: niente tariffe flat fino all’Epifania se prima non arrivano risposte concrete da Palazzo San Giacomo. Con il Natale alle porte, lo scontro si fa duro.

I tassisti minacciano di non applicare i supplementi, creando un precedente che potrebbe avere ripercussioni anche oltre le feste. Il Comune dovrà decidere se accettare la richiesta o rischiare una nuova fase di tensione con una categoria già in difficoltà.

Agguato nella notte a Napoli: 19enne morto in ospedale

Napoli– Un colpo alla fronte, nella notte, in una strada di periferia. Un ragazzo di 19 anni, Marco Pio Salomone, morto in ospedale dopo essere stato raggiunto da un proiettile mentre viaggiava in auto con alcuni amici nella zona dell’Arenaccia, a Napoli.

L’allarme è scattato intorno all’1.30, quando il giovane è stato accompagnato al pronto soccorso del Cto di Napoli dagli stessi amici che erano con lui in macchina. Secondo il loro racconto, l’auto stava percorrendo via Generale Francesco Pinto quando all’improvviso si è sentita un’esplosione; solo allora si sarebbero accorti che il 19enne era stato ferito alla testa.

Il ragazzo era arrivato in ospedale con una ferita da arma da fuoco alla fronte, con foro di entrata e di uscita. I medici hanno fatto di tutto per strapparlo alla morte ma senza riuscirci. Dagli accertamenti è emerso che il giovane ha precedenti per spaccio di droga, un dettaglio che gli investigatori non escludono possa avere un peso nella ricostruzione di quanto accaduto.

Sulla vicenda indagano gli agenti della Squadra Mobile della Questura di Napoli. Gli inquirenti stanno verificando ogni elemento del racconto fornito dagli amici, mentre sono in corso rilievi e acquisizioni di immagini di videosorveglianza nella zona per chiarire chi abbia sparato, da dove sia partito il colpo e se si sia trattato di un agguato mirato o di un episodio maturato in un altro contesto ancora tutto da definire.

Ancona, tentano truffa ad anziana: arrestati due napoletani

Ancona– Hanno usato la paura di una madre per mettere a segno un colpo gobbo. Ma la loro trappola è scattata a vuoto, chiusa da quella della Squadra Mobile. Un quarantenne e un trentenne, entrambi napoletani, sono finiti in manette ieri per aver tentato la classica truffa del finto carabiniere ai danni di una 65enne.

L’epilogo, in flagranza, dopo una consegna di gioielli e denaro che si è trasformata in una corsa dritta in Questura.

La mattina di ieri, il telefono di una donna anziana squilla, rompendo la tranquillità domestica. Dall’altra parte, una voce che si presenta come quella di un maresciallo dei Carabinieri. Le notizie che le dà sono un pugno nello stomaco: sua figlia avrebbe causato un gravissimo incidente, investendo un ciclista ora in prognosi riservata, con la probabile perdita dell’uso di una gamba.

Il sedicente maresciallo dipinge uno scenario da incubo: per evitare l’arresto immediato della figlia e permetterle di tornare a casa, è necessario versare subito una “garanzia”. La donna, sconvolta, viene istruita a raccogliere tutto ciò che ha di valore: denaro contante, gioielli d’oro, oggetti preziosi.

Un “collega” sarebbe passato di lì a poco a ritirare il tutto, con la rassicurazione – del tutto falsa – che tutto le sarebbe stato restituito una volta chiarita la posizione della figlia, anche in virtù della sua “fedina penale pulita”.

La trappola psicologica era scattata. La signora, in preda all’ansia, ha raccolto orologi, monili in oro e alta bigiotteria, per un valore complessivo di circa 3.000 euro, a cui ha aggiunto 250 euro in contanti.

Quello che i due truffatori non sapevano, però, era che la loro messinscena era già sul punto di essere smontata. La Squadra Mobile di Ancona, infatti, aveva già predisposto un servizio mirato per contrastare questo tipo di reati predatori. I poliziotti, probabilmente allertati o in seguito a indagini, erano già in azione.

Hanno così visto arrivare un’auto che si è parcheggiata vicino al condominio della vittima. Dall’auto è sceso uno dei due complici, che è entrato nel portone per poi uscire dopo pochi minuti. Non aveva con sé il bottino, ma la certezza di aver messo a segno il colpo.

Appena rimessosi in strada, l’uomo è stato bloccato. Contemporaneamente, altri agenti controllavano il suo complice, rimasto alla guida dell’auto. Le perquisizioni non hanno lasciato scampo: addosso all’uomo che si era presentato a casa della vittima, i poliziotti hanno trovato l’intero bottino: l’orologio, i monili, la bigiotteria e il denaro contante, appena consegnatigli dalla donna sull’uscio di casa.

Le prove erano schiaccianti. I due sono stati tratti in arresto per truffa aggravata e condotti nelle camere di sicurezza della Questura di Ancona, in attesa dell’udienza di convalida dinanzi al Giudice, prevista per oggi.

L’episodio serve da duro monito: le forze dell’ordine ricordano che nessun carabiniere, maresciallo o agente chiederà mai denaro o beni al telefono. In caso di dubbi, la raccomandazione è di attaccare e chiamare immediatamente il numero ufficiale della Stazione dei Carabinieri o della Questura di Polizia per verificare.

Elezioni Regionali, trasporto nel caos: 240 dipendenti ANM ai seggi

Con l’apertura dei seggi per le elezioni regionali, a Napoli si annuncia una settimana di passione per i circa 60mila utenti che ogni giorno utilizzano le funicolari cittadine. La tornata elettorale, infatti, porterà a una serie di stop e riduzioni di servizio che coinvolgeranno tre delle quattro linee a fune del capoluogo, trasformando quello che dovrebbe essere un normale weekend elettorale in un vero e proprio calvario urbano lungo sei giorni.

A lanciare l’allarme è ancora una volta Gennaro Capodanno, presidente del Comitato Valori Collinari, da anni impegnato nel monitorare il funzionamento – spesso problematico – delle funicolari partenopee.

Stop a ripetizione: il calendario del caos

Il programma delle chiusure è fitto e, soprattutto, non accompagnato da spiegazioni chiare.
Oggi:
Montesanto e Mergellina chiuse per l’intera giornata.
Chiaia effettua l’ultima corsa alle 22, con quattro ore di anticipo rispetto al consueto orario delle 2.00.
Domani, giorno delle votazioni:
Servizio completamente sospeso per le funicolari Chiaia e Mergellina.
Lunedì:
Ultima corsa alle 14 per Mergellina, e alle 22 per Chiaia.
Martedì e mercoledì:
Stop totale per la funicolare Mergellina.

Un quadro che risparmia solo la funicolare Centrale, la più utilizzata con i suoi 28mila passeggeri feriali, ma che lascia scoperte intere aree della città collegate al resto di Napoli solo tramite gli impianti a fune.

Senza navette e senza alternative: utenti allo sbaraglio

Il dato più preoccupante, denuncia Capodanno, è che non sono previsti servizi sostitutivi adeguati. ANM ha attivato due navette – una in sostituzione della funicolare Mergellina e una per Chiaia – ma si tratta di un intervento considerato “del tutto insufficiente”.

Gli utenti lo sanno bene: nei giorni di chiusura, restano per ore alle fermate, sperando nell’arrivo di un autobus che spesso non passa o passa strapieno. A peggiorare la situazione, i bus urbani nei weekend sono notoriamente ridotti all’osso.

Il nodo dei seggi: 240 dipendenti ANM impegnati nel voto

Il motivo reale delle interruzioni, sottolinea Capodanno, è semplice quanto paradossale:
«Ogni volta che si vota è la stessa storia: invece di potenziare i servizi, li si riduce. E questo per garantire i riposi compensativi al personale impegnato nei seggi».

Anche per queste regionali, infatti, si registra il consueto “esodo elettorale”:
240 dipendenti ANM – tra macchinisti, autisti e personale tecnico – saranno impegnati come presidenti, scrutatori e rappresentanti di lista.

Una cifra tale da mandare in sofferenza l’intero sistema del trasporto pubblico cittadino.
ANM ha provato a correre ai ripari assumendo temporaneamente personale tramite contratti di somministrazione, ma il tentativo si è rivelato appena sufficiente per garantire il minimo indispensabile del servizio su gomma.

Capodanno: “Cittadini penalizzati, Comune assente”

Il presidente del Comitato Valori Collinari punta il dito contro l’amministrazione comunale:
«In occasione delle elezioni si dovrebbero aumentare le corse, non ridurle. I cittadini hanno bisogno di muoversi di più, non di meno. Questa situazione si ripete ogni volta e non è più accettabile».

Nel frattempo, però, il copione resta lo stesso: città semiparalizzata, quartieri di collina praticamente isolati, passeggeri lasciati a arrangiarsi.

Una settimana infernale per la mobilità napoletana

Mentre i seggi aprono, dunque, i trasporti si fermano. E Napoli si ritrova ancora una volta a fare i conti con un sistema fragile, che basta un weekend elettorale per mandare in crisi.

Movida Napoli, il Tar respinge il ricorso: la stretta del comune sul Centro Storico supera il primo test

Napoli – Il Tar Campania ha respinto il ricorso cautelare presentato da otto esercenti della zona, confermando la piena validità dell’ordinanza firmata dal sindaco Gaetano Manfredi il 4 novembre.

Una decisione che, pur non chiudendo il contenzioso, segna un passaggio cruciale in una vicenda diventata negli ultimi mesi un caso politico e sociale.

La stretta del Comune: cosa prevede l’ordinanza

Il provvedimento, valido per due mesi e applicato nell’area compresa tra piazza del Gesù, via Domenico Capitelli, vico Quercia, via Nina Moscati e vico Cisterna dell’Olio, punta a ridurre il caos notturno e a restituire tranquillità ai residenti, da tempo in trincea contro rumori, assembramenti e vendita incontrollata di alcolici.

La misura cardine è il divieto di vendita e somministrazione per asporto di bevande alcoliche e analcoliche dalle ore 22 alle 6. A questo si aggiunge una stretta sugli orari di chiusura delle attività commerciali:

0.30 dalla domenica al giovedì,

1.30 nei weekend,
con una tolleranza di trenta minuti per la sistemazione degli spazi esterni.

Il Comune ha difeso la scelta come un tentativo di ricercare un equilibrio tra diritto alla socialità e necessità di garantire il riposo notturno, annunciando nel frattempo un incremento dei controlli e un monitoraggio acustico continuo nelle zone più critiche.

Il Tar: “Danno solo economico, non c’è urgenza”

Nel respingere il ricorso cautelare, il Tar ha sottolineato come il danno lamentato dagli operatori sia di natura essenzialmente patrimoniale, legato alla «prospettata mera riduzione degli introiti nel periodo prenatalizio».
Un pregiudizio economico, secondo i giudici, non costituisce un elemento sufficiente per riconoscere «estrema gravità e urgenza» tali da giustificare la sospensione immediata dell’ordinanza.

La questione sarà comunque riesaminata in sede collegiale nella camera di consiglio già fissata per il 16 dicembre, data che potrebbe cambiare gli equilibri del contenzioso.

Le polemiche: esercenti sul piede di guerra

Se la giustizia amministrativa dà per ora ragione al Comune, resta alta la tensione con i commercianti, che giudicano la stretta sproporzionata e dannosa. Confesercenti Napoli e Campania è stata tra le voci più critiche.

Il presidente Vincenzo Schiavo ha definito l’ordinanza «sbagliata e penalizzante», denunciando le forti ripercussioni economiche per bar, pub e locali già provati da anni di crisi. «Le misure sull’ordine pubblico non possono ricadere sulle spalle degli imprenditori», ha attaccato Schiavo, chiedendo al Comune di sospendere la misura e avviare un confronto più ampio con le categorie.

Fra le proposte alternative avanzate da Confesercenti c’è l’idea di decentrare parte della movida, sviluppando nuove aree di intrattenimento notturno al Porto o al Centro Direzionale, così da alleggerire la pressione sulle strade strette e altamente residenziali del Centro Storico.

Un nodo politico e sociale ancora aperto

La decisione del Tar non chiude una vicenda che resta complessa e divisiva. Da un lato i residenti chiedono da anni interventi incisivi contro il caos notturno, dall’altro gli operatori economici temono che limitazioni così rigide possano segnare un punto di non ritorno per il tessuto commerciale del Centro Storico.

Il voto del Tar offre al Comune una prima legittimazione, ma il dibattito resta aperto. E il 16 dicembre, quando il tribunale tornerà a esaminare la questione, potrebbe arrivare una nuova pagina di una storia che continua a infiammare politica, commercianti e cittadini.

Napoli, rapinatore aggredisce titolare di una ricevitoria interviene il marito e sventa il colpo: arrestato

Napoli– Attimi di terrore nel cuore del quartiere Mercato, dove un tentativo di rapina in una ricevitoria si è trasformato in un’aggressione ai danni della titolare. Gli agenti della Polizia di Stato hanno arrestato Antonio Monticelli, 42enne residente nel centro storico, accusato di aver fatto irruzione nell’esercizio commerciale di vico Gabella alla Rivera, una traversa della trafficata via Amerigo Vespucci.

Secondo la ricostruzione degli inquirenti, i fatti si sono svolti nella mattinata di ieri. L’uomo, entrato nel locale con l’intento di mettere a segno il colpo, non ha esitato a usare la violenza fisica.

Avrebbe infatti afferrato la proprietaria, trascinandola con forza fino al bancone nel tentativo di farsi consegnare l’incasso della giornata. La situazione, che rischiava di degenerare ulteriormente, ha subito una svolta improvvisa grazie all’intervento del marito della vittima.

Alla vista del coniuge della donna, sopraggiunto probabilmente richiamato dalle urla, il rapinatore ha desistito. Temendo di essere sopraffatto, Monticelli ha abbandonato la presa e si è dato a una precipitosa fuga a piedi, cercando di disperdersi tra la folla delle vie limitrofe.

L’allarme è scattato immediatamente. Grazie alla tempestiva segnalazione e alla descrizione fornita dalle vittime, le volanti dell’Ufficio Prevenzione Generale, già impegnate in servizi di controllo del territorio, si sono messe sulle tracce del fuggitivo.

La caccia all’uomo è durata pochi minuti: gli agenti hanno intercettato e bloccato il 42enne lungo il Corso Umberto I, una delle arterie principali della città, non lontano dal luogo del crimine. Monticelli è stato quindi arrestato e dovrà ora rispondere delle accuse a suo carico davanti all’autorità giudiziaria.

Oroscopo di oggi 22 novembre 2025 segno per segno

Le stelle di oggi invitano a trovare un ritmo più sereno. È un sabato perfetto per ascoltare i propri bisogni interiori, allontanando la fretta e le pressioni esterne. La Luna trova un passaggio armonioso, favorendo l’introspezione e la cura di sé.

ARIETE

Amore: La passione è vivace, ma oggi la vera intimità nasce da un gesto sincero e inaspettato. Mostrati vulnerabile per creare un’intonazione profonda.
Salute: L’energia è alta, ma evita di sovraccaricarti. Un’attività fisica piacevole, come una camminata nella natura, è ideale.
Lavoro: Un’entusiasmante novità in ambito familiare potrebbe ispirare un’idea professionale. Tieni gli occhi aperti.
Finanze: Giornata positiva per pianificare, ma non per spendere impulsivamente.
Il consiglio di Paolo Tedesco: “Ariete, la tua fretta è un fuoco che brucia senza scaldare. Oggi, impara la potenza della pausa. Un solo, respiro profondo preso con consapevolezza vale più di dieci azioni compiute in fretta.”

TORO

Amore: Il dialogo è tutto. Una conversazione tranquilla può rinsaldare le basi di un legame, portando una piacevole stabilità emotiva.
Salute: Il bisogno di tranquillità è sacro. Rifiuta programmi stressanti e dedicati a un bagno caldo o a un pasto che ti nutra davvero.
Lavoro: Un incontro casuale o una comunicazione inaspettata porta i chiarimenti che cercavi da tempo. Ascolta.
Finanze: Situazione stabile. È un buon momento per valutare investimenti a lungo termine.
Il consiglio di Paolo Tedesco: “Toro, la tua forza è la pazienza, ma oggi non usarla per immobilizzarti. Usala per ascoltare la terra sotto i tuoi piedi. La sicurezza che cerchi è già lì, in te, non in ciò che possiedi.”

GEMELLI

Amore: La comunicazione è leggera e brillante. Una risata condivisa o una conversazione profonda possono avvicinarti moltissimo al tuo partner.
Salute: La tua mente iperattiva finalmente si placa. Trova la tua calma attraverso la scrittura, la lettura o ascoltando musica.
Lavoro: Un’idea geniale, che covavi da tempo, prende finalmente forma. Condividila con qualcuno di fiducia.
Finanze: Attenzione alle distrazioni che potrebbero portare a piccole spese superflue.
Il consiglio di Paolo Tedesco: “Gemelli, le tue due anime oggi cercano la stessa cosa: silenzio. Non riempire ogni attimo con un pensiero o una parola. Lascia che il vento tra i rami sia l’unica conversazione che ascolti.”

CANCRO

Amore: I piccoli gesti valgono più di mille parole. Una carezza, un biglietto affettuoso: è la tenerezza che costruisce ponti di pace oggi.
Salute: La tua sensibilità è al massimo. Proteggiti dalle energie pesanti e concediti del tempo per un’attività che ti faccia sentire al sicuro.
Lavoro: Favorito il recupero emotivo da tensioni pregresse. Un clima più sereno aiuta la produttività.
Finanze: I tuoi istinti sulle questioni economiche familiari sono affidabili.
Il consiglio di Paolo Tedesco: “Cancro, non ritirarti nel tuo guscio per paura. Ritiratici per amore, per nutrire la tua anima. La tua casa interiore è un tempio, oggi: rendila accogliente per te stesso.”

LEONE

Amore: La chiave è l’apertura mentale. Abbassa un po’ la guardia e permetti un dialogo sincero. La vulnerabilità è la tua forza oggi.
Salute: Bilancia il desiderio di vivacità con il bisogno di riposo. Un pisolino pomeridiano potrebbe essere rigenerante.
Lavoro: Una sorpresa potrebbe sconvolgere i piani, ma in positivo. Resta flessibile e pronto a cogliere l’opportunità.
Finanze: Giornata di attesa. Non forzare le spese.
Il consiglio di Paolo Tedesco: “Leone, il tuo sole interiore non ha bisogno di sempre splendere per essere potente. Oggi, lascia che sia la tua autenticità, non la tua maestà, ad attirare le persone verso di te.”

VERGINE

Amore: La chiarezza emotiva è magnetica. Esprimere con precisione ciò che senti permette alla relazione di fare un deciso passo in avanti.
Salute: La routine ordinata ti dona serenità. Attenzione a non ossessionarti sui dettagli: cerca il benessere, non la perfezione.
Lavoro: Ottima giornata per sistemare questioni in sospeso. Un piccolo dettaglio, trascurato in precedenza, trova finalmente la sua soluzione.
Finanze: La tua metodicità paga. È un giorno perfetto per fare bilanci.
Il consiglio di Paolo Tedesco: “Vergine, la perfezione che cerchi è nel processo, non nel risultato. Oggi, innamorati del gesto di sistemare, non dello scaffale perfetto. È l’amore per il fare che guarisce.”

BILANCIA

Amore: Il tuo potere oggi è l’ascolto. Mostrati genuinamente interessato all’altro senza giudizio, e l’armonia sarà garantita.
Salute: L’energia è equilibrata. Cerca bellezza e relax. Una seduta di meditazione o lo yoga sono consigliatissimi.
Lavoro: Un contatto importante, che credevi perso, torna a farsi sentire. Potrebbe aprirti una porta interessante.
Finanze: Attenzione a non spendere solo per compiacere gli altri.
Il consiglio di Paolo Tedesco: “Bilancia, la vera armonia non nasce dall’evitare il conflitto, ma dal trovare il tuo centro di gravità interiore. Oggi, la bilancia più importante è quella tra il tuo sì e il tuo no.”

SCORPIONE

Amore: L’autenticità è tutto. Niente giochi di potere, solo sincerità. Questo approccio rende il legame più intenso e vero.
Salute: Le emozioni sono profonde ma meno pesanti. Ritrovi la lucidità per guardare dentro di te senza tormentarti.
Lavoro: Vedi con chiarezza attraverso una situazione complessa. La tua intuizione ti guida verso la soluzione giusta.
Finanze: Situazione stabile. Potresti ricevere informazioni che chiariscono una questione economica che ti turbava.
Il consiglio di Paolo Tedesco: “Scorpione, la tua profondità è un dono, ma oggi non devi scavare per trovare il tesoro. È in superficie, nella semplice verità di ciò che senti. Lascia andare il controllo e osserva cosa emerge.”

SAGITTARIO

Amore: Spontaneità e ottimismo sono il tuo miglior afrodisiaco. Proponi un’avventura, anche piccola, per ravvivare la fiamma.
Salute: Il corpo ha bisogno di movimento. Una gita, una corsa o qualsiasi attività all’aria aperta ti ricaricherà.
Lavoro: Una notizia positiva, forse da lontano, illumina la tua giornata e ti ispira nuove idee per il futuro.
Finanze: Attenzione alla tipica spinta sagittariana a spendere per viaggi o esperienze.
Il consiglio di Paolo Tedesco: “Sagittario, la freccia del tuo spirito oggi non deve colpire un bersaglio lontano. Rivolgila verso il cielo sopra di te. La libertà più grande è fermarsi e ammirare l’orizzonte che già si ha davanti.”

CAPRICORNO

Amore: La pazienza è una virtù, oggi più che mai. Aspetta il momento giusto per parlare e lascia che le tensioni si sciolgano naturalmente.
Salute: La tua determinazione si scontra con il bisogno di calma. Una lunga passeggiata in un posto tranquillo ti aiuterà a riflettere.
Lavoro: Una scelta importante richiede attenzione. Non avere fretta di decidere; soppesa ogni pro e ogni contro con la tua proverbiale saggezza.
Finanze: Giornata di riflessione finanziaria. È saggio rimandare decisioni di investimento importanti.
Il consiglio di Paolo Tedesco: “Capricorno, anche la montagna più alta si scalda al sole. Oggi, permettti di non arrampicarti. Il riposo non è una perdita di tempo, ma il modo in cui la roccia assorbe il calore per essere più forte domani.”

ACQUARIO

Amore: Una conversazione fuori dagli schemi può rivelare nuovi e inaspettati punti di vista sulla tua relazione. Sperimenta.
Salute: La creatività è alta. Trova sfogo in un hobby: dipingere, suonare o cucinare qualcosa di nuovo ti manterrà mentalmente agile.
Lavoro: Risolvi piccoli problemi con soluzioni originali e brillanti. Il pensiero laterale è la tua carta vincente.
Finanze: Potresti avere un’idea geniale per risparmiare o guadagnare in modo non convenzionale.
Il consiglio di Paolo Tedesco: “Acquario, la tua visione del futuro è un faro potente, ma oggi spegnilo. Illumina invece il singolo, piccolo, insignificante gesto che puoi fare ora. Il futuro nasce da lì, non dalle tue grandi teorie.”

PESCI

Amore: I piccoli gesti d’affetto creano un’atmosfera magica e serena. L’empatia è il tuo linguaggio d’amore oggi.
Salute: L’intuito è al massimo. Ascolta i messaggi del tuo corpo; sa di cosa ha bisogno per ritrovare l’equilibrio.
Lavoro: Una novità in famiglia potrebbe avere ripercussioni positive sul tuo umore e, di conseguenza, sulla tua produttività.
Finanze: Situazione tranquilla. Un gesto generoso verso un familiare ti ripagherà in sorrisi.
Il consiglio di Paolo Tedesco: “Pesci, non temere di dissolverti nell’oceano delle emozioni di oggi. È la tua natura. Nuota in esse, ma ricordati di avere un faro dentro di te: il tuo respiro. Lì trovi il confine sacro tra l’empatia e lo smarrimento.”

Con i consigli mirati di Paolo Tedesco per ogni segno, l’invito delle stelle diventa un percorso profondamente personale. Ognuno è chiamato a lavorare sulla propria caratteristica principale: l’Ariete sulla pazienza, il Toro sulla sicurezza interiore, i Pesci sui confini.

Non è un giorno per cambiare il mondo, ma per compiere un piccolo, significativo aggiustamento interiore. Chi saprà ascoltare il messaggio specifico per la propria natura, troverà non una predizione, ma una chiave per una serenità più duratura.

E’ morta Ornella Vanoni: aveva 91 anni , icona della musica italiana che ha segnato generazioni

Addio a Ornella Vanoni, la voce che ha incantato l’Italia #OrnellaVanoni #IconaMusicale #MilanoPiange

Nella nostra Milano, città di arte e melodie che non si dimenticano, se ne va una leggenda della musica italiana: Ornella Vanoni, scomparsa all’età di 91 anni dopo un malore nella sua casa milanese. Con una carriera che ha attraversato più di settant’anni di storia, vendendo oltre 55 milioni di dischi e lasciando un segno indelebile con album, EP e raccolte, Vanoni non era solo una cantante, ma un simbolo di eleganza e resilienza che ha ispirato generazioni. Qui, tra le vie affollate e i teatri storici della nostra città, la sua presenza era palpabile, e la sua scomparsa ci fa riflettere su quanto la musica possa intrecciarsi con l’identità locale, un’arte che Milano ha sempre coltivato come un tesoro da proteggere.

La sua carriera era un vero e proprio viaggio attraverso generi e tempi, riflettendo l’evoluzione della nostra cultura musicale. Ornella possedeva un timbre vocale inconfondibile, un mix di sofisticatezza e passione che l’ha portata dal folk delle origini, come le Canzoni della mala, al pop raffinato, passando per la bossa nova con capolavori come l’album La voglia, la pazzia, l’incoscienza, l’allegria del 1976, realizzato insieme a Toquinho e Vinícius de Moraes. Non si è limitata al jazz, collaborando con mostri sacri internazionali quali George Benson, Michael Brecker, Randy Brecker, Ron Carter, Eliane Elias, Gil Evans, Steve Gadd, Herbie Hancock, Chris Hunter, Lee Konitz e Herbie Mann. Come milanese doc, mi chiedo spesso come una figura così versatile abbia saputo bilanciare l’innovazione globale con le radici locali, portando un po’ di quella Milano operosa e creativa nelle sale da concerto di tutto il mondo – un ponte che oggi pare più fragile, con la nostra scena musicale che lotta per mantenere viva quella stessa tradizione.

Le sue collaborazioni erano il cuore pulsante di un’era d’oro, dove la musica italiana si mescolava con talenti internazionali e nazionali. Autori di spicco come Gino Paoli, Dario Fo, New Trolls, Paolo Conte, Fabrizio De André, Ivano Fossati, Lucio Dalla, Mogol, Franco Califano, Bruno Lauzi, Renato Zero e Riccardo Cocciante hanno scritto per lei, trasformando canzoni in storie che risuonano ancora nelle nostre piazze. Partecipò a otto edizioni del Festival di Sanremo, sfiorando la vittoria con un secondo posto nel 1968 per Casa bianca, e piazzandosi al quarto posto in tre occasioni: nel 1967 con La musica è finita, nel 1970 con Eternità, e nel 1999 con Alberi. Quest’ultima edizione la vide come prima artista a ricevere il Premio Città di Sanremo alla carriera. Da cronista del territorio, non posso non notare come questi traguardi riflettano il ruolo di Sanremo come specchio della nostra società, un evento che unisce l’Italia intera ma che, per noi lombardi, rappresenta anche un’opportunità persa per valorizzare di più le voci come la sua, radicate nel tessuto urbano di Milano.

Infine, Ornella Vanoni resta unica nella storia per essere stata la prima e unica donna a vincere due Premi Tenco come cantautrice – un’impresa eguagliata solo da Francesco Guccini – e a collezionare tre premi in totale dal Club Tenco, inclusi il Premio Tenco Speciale nel 2022, creato appositamente per lei. Questa eredità, frutto di una voce che ha segnato l’anima della musica italiana, ci invita a una riflessione più profonda: in un’epoca di cambiamenti rapidi, dove le icone locali come lei sembrano rare, dobbiamo chiederci se stiamo preservando lo spirito innovativo e critico che Vanoni incarnava. La sua scomparsa è una perdita per Milano e per l’Italia, un richiamo a celebrare e proteggere le nostre tradizioni artistiche, perché, come spesso accade, è proprio nei momenti di lutto che si riscopre il vero valore di ciò che ci accomuna.

La tragedia di Sant’Anastasia: uno stuntman morto e uno in fin di vita

Una serata di spettacolo si è trasformata in tragedia. Durante una pericolosa esibizione acrobatica, un motociclista di 26 anni di nazionalità cilena ha perso la vita, mentre un collega di 43 anni, messicano, è stato trasportato d’urgenza in ospedale e versa in condizioni critiche.

Un terzo motociclista, un 26enne colombiano, è rimasto cosciente e fortunatamente illeso. L’incidente è avvenuto davanti a un numeroso pubblico, e non si esclude che nelle prossime ore possano circolare in rete video amatoriali dell’accaduto.​

La dinamica

Secondo una prima ricostruzione, l’incidente si è verificato durante il celebre numero della “sfera della morte”. Tre centauri stavano evoluendo a grande velocità all’interno di un globo d’acciaio, in un’arena quasi completamente al buio, illuminati solo dai LED applicati sulle loro tute per creare un effetto scenico.

Improvvisamente, per cause ancora in corso di accertamento, il motociclista cileno sarebbe caduto rovinosamente al centro della sfera.​

Scontro a catena

Gli altri due piloti avrebbero tentato una disperata manovra per evitare l’impatto, rallentando la propria corsa, ma lo spazio ristretto e la concitazione del momento avrebbero reso impossibile schivare il collega a terra.

Ne sarebbe seguito un violento scontro a catena che ha coinvolto tutti e tre i motociclisti. Per il 26enne cileno non c’è stato nulla da fare, mentre il 43enne messicano è stato ricoverato in codice rosso all’Ospedale del Mare, dove lotta tra la vita e la morte.

Sant’Anastasia, tragedia al circo: stuntman muore durante lo show

Sant’Anastasia – Pochi minuti di spettacolo, poi il dramma. A Sant’Anastasia i carabinieri della locale stazione sono intervenuti all’interno di un circo itinerante dopo un grave incidente avvenuto durante un numero acrobatico in moto.

Secondo una prima ricostruzione — ancora al vaglio degli investigatori — due motociclisti professionisti si sarebbero scontrati mentre erano impegnati in una performance ad alta velocità.

L’impatto è stato violentissimo: uno dei due stuntman è deceduto sul colpo, mentre l’altro è rimasto ferito.

Sul posto stanno arrivando anche i carabinieri della sezione rilievi del Nucleo Investigativo di Castello di Cisterna, incaricati di effettuare i sopralluoghi tecnici e ricostruire con precisione la dinamica dell’incidente.

L’area è stata momentaneamente sequestrata, mentre lo spettacolo è stato immediatamente interrotto. Indagini in corso.

Poggioreale, l’inferno dietro le sbarre, il report choc di Ilaria Salis: celle con 12 detenuti e topi

Napoli– Non è solo un problema di numeri, ma di dignità umana calpestata quotidianamente. È un quadro a tinte fosche, quello emerso dall’ispezione condotta questa mattina dall’eurodeputata di Sinistra Italiana e Verdi, Ilaria Salis, all’interno della casa circondariale di Poggioreale.

Il report diffuso al termine della visita è un vero e proprio cahier de doléances che certifica il collasso del sistema penitenziario nel più grande carcere del Mezzogiorno.

Sovraffollamento: la matematica della disumanità

Il dato più allarmante è quello ormai cronico del sovraffollamento, che a Poggioreale raggiunge picchi insostenibili. A fronte di una capienza regolamentare di 1.313 posti, la struttura ospita attualmente 2.185 persone. Una sproporzione che trasforma la detenzione in una mera sopravvivenza fisica, annullando ogni possibilità di riabilitazione costituzionalmente garantita.

“In alcune celle vivono fino a 12 persone”, denuncia la Salis, descrivendo scene che riportano la mente a epoche oscure. I detenuti sono stipati in letti a castello a tre livelli, una configurazione che in Italia sarebbe formalmente vietata, ma che l’emergenza ha reso prassi. Viene così sistematicamente violato lo standard europeo che impone almeno 3 metri quadri calpestabili per ogni detenuto. In quelle celle, lo spazio vitale semplicemente non esiste.

Degrado strutturale: tra muffa e topi

Oltre alla mancanza di spazio, l’ispezione ha portato alla luce il grave deterioramento della struttura stessa. Le pareti sono coperte di muffa, l’acqua calda è un lusso non sempre garantito e, con l’inverno alle porte, il riscaldamento risulta non funzionante.

A completare il quadro di degrado igienico-sanitario, la presenza di topi all’interno delle sezioni detentive. “Le persone detenute lamentano, con piena ragione, condizioni di vita disumane”, sottolinea l’eurodeputata, evidenziando come la pena si stia trasformando in una tortura fisica e psicologica.

Il paradosso delle pene brevi e la carenza di organico

L’analisi di Ilaria Salis si sposta poi sulle possibili soluzioni, evidenziando un paradosso burocratico. Dei 1.066 detenuti con condanna definitiva, ben 560 stanno scontando pene inferiori ai quattro anni. Si tratta di persone che, sulla carta, avrebbero diritto alle misure alternative alla detenzione, ma che rimangono dietro le sbarre per “svariati motivi burocratici”.

A gestire questa polveriera sociale c’è un personale drammaticamente sottorganico. Il dato più critico riguarda l’area educativa: ci sono solo 20 educatori per oltre duemila detenuti. Con un rapporto di un educatore ogni duecento persone, parlare di percorsi trattamentali, reinserimento o cura diventa pura retorica.

L’appello alla politica

Nonostante l’impegno lodato del Ser.D. (Servizi per le Dipendenze), che opera in condizioni di carico “enorme”, la situazione richiede un cambio di passo radicale.
“L’urgenza è chiara a chiunque operi nel sistema penitenziario, ma purtroppo non è altrettanto diffusa nella politica e certamente non nell’attuale Governo”, conclude con amarezza la Salis.

La richiesta è netta: servono interventi “deflattivi” immediati. Non nuove carceri, ma l’applicazione delle leggi esistenti per svuotare quelle che ci sono, restituendo legalità a un luogo che dovrebbe insegnarla, ma che oggi sembra averla dimenticata.

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