Ha sparato per uccidere il killer solitario che ieri sera intorno alla 19 ha fatto fuoco cinque volte contro Gaetano Cirillo che si trovava vicino a una caffetteria in via Lazio a Miano. Gli investigatori per tutta la notte hanno guardato le immagini delle numerose telecamere di esercizi privati presenti nella zona. L’azione del killer dovrebbe essere stato ripresa da una di queste. Sono stati anche interrogati parenti e amici del ferito, le cui condizioni rimangono gravi ma non è considerato in pericolo di vita. Le tre pallottole che lo hanno centrato, non hanno colpito organi vitali in maniera particolare quella esplosa alla testa che doveva essere mortale, lo ha solo sfiorato. Cirillo, 44 anni era stato legato all’ormai disciolto clan Lo Russo. Gestiva una piazza di spaccio nel Rione San Gaetano. L’agguato di ieri sera potrebbe rientrare nella definizione degli equilibri criminali in quella zona. Le varie famiglie e i gruppi criminali che erano federati con i “Capitoni” stanno tutti cercando prenderne il posto. In primo luogo i Licciardi della Masseria Cardone che hanno sempre avuto un rapporto di amore-odio con la famiglia Lo Russo. Poi ci sono i Nappello e i Perfetto, questi ultimi parenti dei Lo Russo, e quelli infine i nemici storici presenti sulle zone limitrofe dell’ex regno dei capitoni, come gli Stabile-Ferrara di Chiaiano-Piscinola. Lo scontro che nei mesi scorsi ha già fatto quattro morti sembra essere ripreso con forza con l’agguato di ieri. Le forze dell’ordine hanno effettuato anche numerosi controlli in zona.
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Il piccolo Tommaso, ricoverato in Terapia intensiva all’Ospedale Monaldi dal 23 dicembre dopo un trapianto cardiaco risultato compromesso da un danno all’organo in fase di espianto, versa in condizioni giudicate incompatibili con un nuovo intervento. Secondo i medici dell’Ospedale Bambino Gesù, il bambino presenta «controindicazioni contingenti maggiori», tra cui «emorragia cerebrale e infezione attiva associata…
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