Bombe e intimidazioni nell’Agro aversano, Colombiano: «Più Stato, più comunità, più futuro»

Il presidente della Provincia di Caserta condanna con fermezza gli atti intimidatori che nelle ultime settimane hanno scosso Casapesenna, San Cipriano d'Aversa e Cesa. E nel giorno della memoria di Don Peppe Diana, rilancia: «La risposta alle bombe è una sola»
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Caserta – Esplosioni, violenze, paura. L’Agro aversano è tornato a fare i conti con una stagione di intimidazioni che ha colpito attività commerciali e cittadini in almeno tre comuni del casertano: Casapesenna, San Cipriano d’Aversa e Cesa. Di fronte a questa escalation, il presidente della Provincia di Caserta, Anacleto Colombiano, non usa mezze parole: «Le esplosioni e gli atti di violenza rappresentano un attacco diretto non solo alle attività commerciali, ma all’intera comunità, al suo diritto di vivere e lavorare nella legalità».

Istituzioni unite contro la criminalità

Colombiano sottolinea la necessità di una risposta istituzionale compatta e chiede fiducia nelle forze dell’ordine e nella magistratura, affinché i responsabili vengano individuati e assicurati alla giustizia nel più breve tempo possibile.

La reazione coesa dei sindaci del territorio viene letta come un segnale incoraggiante: «Nessuno è disposto a fare passi indietro», afferma il presidente, ricordando come la provincia di Caserta abbia già dimostrato negli anni di saper respingere ogni forma di sopraffazione criminale.

Nel nome di Don Peppe Diana

Il comunicato assume un tono ancora più solenne alla vigilia del 19 marzo, data che nel casertano porta con sé un doppio significato: è la festa del papà, ma soprattutto il giorno in cui si ricorda il martirio di Don Giuseppe Diana, il sacerdote di Casal di Principe assassinato dalla camorra nel 1994, divenuto simbolo della resistenza civile contro la criminalità organizzata. «Il suo esempio continua a guidarci», scrive Colombiano, rinnovando l’impegno affinché il territorio resti «saldo nei valori della legalità e della libertà».


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