Napoli, «Gli spezzo il collo, deve morire»: nuove minacce choc al deputato Borrelli

A scriverlo sui social è Rocco Crispino, già condannato per l'aggressione al San Giovanni Bosco. Il parlamentare non arretra: «Vogliono fermarmi perché il mio lavoro dà fastidio, lo Stato risponda con fermezza».
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Napoli – Non accenna a placarsi l’offensiva intimidatoria contro Francesco Emilio Borrelli. Il deputato di Alleanza Verdi-Sinistra è finito nuovamente nel mirino di Rocco Crispino, pregiudicato già condannato in primo grado a due anni e mezzo di reclusione per l’aggressione avvenuta all’esterno dell’ospedale San Giovanni Bosco.

Attraverso un post dai toni inequivocabili pubblicato sui propri canali social, Crispino ha lanciato un avvertimento che lascia poco spazio all’interpretazione: «A Borrelli gli spezzo il collo, la prima volta si è salvato la seconda no. Il porco deve morire».

Parole pesanti che arrivano nonostante la recente sentenza del Tribunale che ha visto coinvolte anche Rosa e Anna La Malfa.

La replica: «Nessun passo indietro»

La risposta del parlamentare, da anni in prima linea contro il degrado e la criminalità cittadina, è arrivata a stretto giro. Borrelli ha ribadito la volontà di proseguire nel suo percorso di denuncia, leggendo in questo nuovo attacco un segnale di debolezza dei clan messi alle strette.

«Questi soggetti non si fermano nemmeno davanti alle condanne – ha dichiarato Borrelli – segno di un senso di impunità che va scardinato. Queste intimidazioni sono la prova che il nostro lavoro disturba i loro interessi. Non arretrerò di un millimetro: Napoli non può restare ostaggio di chi vive di violenza e prepotenza».

Il deputato ha poi rivolto un appello alle autorità, chiedendo che lo Stato non abbassi la guardia e garantisca pene certe e un controllo capillare del territorio, unico antidoto alla cultura della sopraffazione che ancora soffoca intere aree della città.

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Commenti (3)

È l’ennesima prova che il nostro sistema giudiziario ha fallito su tutta la linea. Come sempre, per un falso concetto di democrazia e garantismo, il nostro Stato, da un lato ossequia e tutela i criminali, mentre, dall’altro lato, affossa, mette in pericolo e lascia persino uccidere le persone oneste e inermi. E così, al colmo del paradosso, per tutelare i presunti diritti dei criminali, calpesta sistematicamente i diritti dei cittadini onesti. Veramente assurdo, poi, che si lasci libero accesso ai social non solo a personaggi come quello in questione, ma persino a criminali e camorristi condannati e già detenuti per uno o più omicidi, che così possono continuare a minacciare le loro vittime, se non addirittura inviare messaggi in codice, anche ordini di morte, e rimanere saldamente alla guida del loro clan.

La questione delle intimidazioni è molto seria e non possiamo ignorarla. È importante che le autorità prendano misure piu efficaci per garantire la sicurezza di tutti, non solo dei politici.

E un peccato che la situazion non cambi mai. La violenza sembra sempre piu diffusa e i politici continuano a fare solo parole senza fatti. Speriamo che ci sia un cambiamento al piu presto per Napoli.

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