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LE RICHIESTE DELLA DDA

Omicidio Tufano: chiesti 4 ergastoli e 90 anni di carcere alla ‘paranza’ della Sanità

Il quindicenne fu centrato a morte da un proiettile vagante sparato dal suo stesso gruppo durante un'incursione nel rione Mercato. Respinte le scuse in aula: «Tentativi tardivi».
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Napoli – Una notte di cieca e spregiudicata violenza, un’incursione armata sfociata in tragedia e, sullo sfondo, il delirio di onnipotenza di una “paranza” di giovanissimi legati ai clan. L’aula 115 della Corte di Assise, blindata e carica di tensione, ha ospitato ieri mattina la requisitoria del pubblico ministero della Dda Celeste Carrano, arrivata al dunque nel processo per la morte del quindicenne Emanuele Tufano, vittima di un assurdo quanto fatale “fuoco amico”.

La dinamica: il piombo nel buio e l’imboscata al Mercato

Il quadro accusatorio tracciato dalla Procura antimafia smonta la notte del 24 ottobre 2024, riavvolgendo il nastro di una faida tra giovanissimi cresciuta nel cuore del rione Sanità – sotto l’ombra del cartello Savarese-Sequino – e diretta verso il quartiere Mercato. In quell’inferno di piombo, in cui sfrecciavano almeno quattro persone armate, a perdere la vita è stato proprio uno dei componenti del branco: Emanuele Tufano.

Il proiettile calibro 22 che lo ha trafitto alla schiena, spezzandogli la vita a soli quindici anni, è partito con ogni probabilità dalla pistola impugnata da Mattia Buonafine, mentre la vittima faceva da scudo alla scorreria armata in sella a uno scooter.

Un revolver elevato a macabro «simbolo di potere» da quelli che nei vicoli venivano etichettati senza pietà come «i mostri».

Le richieste della Procura: quattro ergastoli e il muro contro le scuse

Nel requisire pesantemente contro i maggiorenni imputati nel procedimento, il pm Carrano ha tracciato una netta linea di demarcazione tra i ruoli apicali e chi, invece, ha provato in extremis a mostrare resipiscenza o a collaborare parzialmente.

La stangata chiesta dalla Dda non fa sconti ai presunti capi e ai pistoleri della spedizione:
Il carcere a vita (ergastolo) è stato invocato per Cristian Scarallo (ritenuto il capo del gruppo, che premette il grilletto mentre era in sella allo scooter guidato da Tufano), per lo stesso Mattia Buonafine (ritenuto l’autore materiale dello sparo fatale), per Giuseppe Auricchio e per Raffaele Criscuolo.

Per loro, le lettere di scuse inviate alla famiglia o le dichiarazioni spontanee rese in aula sono state bollate dall’accusa come mere strategie difensive, «tentativi tardivi» di alleggerire una posizione giudiziaria ormai compromessa.

La condanna a 30 anni di reclusione, corredata dalle attenuanti generiche, è stata invece proposta per Vincenzo Zerobio e Francesco Esposito – che hanno offerto un contributo collaborativo giudicato positivo, pur senza sviscerare ogni singolo dettaglio dell’agguato – e per Simone Gioffredo, trovato rammaricato e presente sul motorino, ma formalmente disarmato durante la notte di fuoco.

Il contesto del blitz e le altre condanne

Il troncone giudiziario dinanzi alla Corte di Assise si inserisce nella più ampia e ramificata inchiesta condotta dalla Squadra Mobile e coordinata dalla Dda di Napoli (guidata da Nicola Gratteri), un’indagine che nel maggio del 2025 aveva già decimato le paranze della zona con sedici arresti tra il centro storico e le periferie, facendo luce anche su episodi di sangue paralleli come l’omicidio di Emanuele Durante.

Sul fronte processuale parallelo legato agli scontri tra le opposte fazioni, va ricordato che nei mesi scorsi era già arrivata una prima pesante condanna a 12 anni di reclusione nei confronti di Gennaro De Martino, l’unico maggiorenne identificato tra le file del gruppo rivale di piazza Mercato, protagonista di quella folle notte di piombo. Ora la parola passa alla difesa: la Corte è chiamata a scrivere una delle sentenze più dure e dolorose sulla deriva criminale dei minori a Napoli.

(nella foto da sinistra: la vittima Emanuele Tufano, Mattia Buonafine, Giuseppe Auricchio, Simone Gioffredo, Cristian Scarallo, Francesco Esposito e Gennaro De Martino, unico componente del gruppo di piazza Mercato)

Articolo modificato il 25/09/2026 alle 08:56 per revisione testo.
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