Camorra, asse Giuliano-Mazzarella: condanne ridotte in Appello ai 21 imputati

Napoli – Era l’asse del crimine che non ti aspetti, cucito tra il 2020 e il 2021 nel cuore pulsante e ferito del centro storico. Da una parte lo storico clan dei Giuliano di Forcella; dall’altra i nemici giurati di sempre, i Mazzarella, stretti a cerchio con la paranza di San Gaetano guidata da Salvatore Barile.

Un cartello spregiudicato, un vero e proprio “direttorio” criminale nato per una fredda alleanza di comodo: spartirsi a metà i proventi illeciti, monopolizzare il racket delle estorsioni e imporre un controllo asfissiante e capillare sulle piazze di spaccio dei vicoli. Un disegno di potere che era finito dritto nel mirino della Procura Antimafia, la quale aveva coordinato il maxi-blitz in grado di decapitare le nuove leve della mala cittadina.

Il processo di primo grado e la scure del Gup

Il primo capitolo giudiziario, celebrato con le regole del rito abbreviato davanti al Giudice per l’Udienza Preliminare, aveva fatto registrare numeri pesanti come macigni. Un verdetto durissimo che aveva inflitto sanzioni complessive per oltre tre secoli di carcere, certificando la validità delle indagini e l’esistenza del sodalizio armato. Tuttavia, in un troncone processuale così denso di posizioni, la partita non poteva considerarsi chiusa.

La sentenza d’Appello: confermata l’associazione, arrivano i tagli alle pene

La seconda spallata giudiziaria alle nuove leve del centro storico, emessa dalla quarta sezione della Corte di Appello di Napoli, ha superato l’esame del secondo grado ma si è chiusa con un consistente sconto di pena complessivo. I giudici hanno retto l’ossatura dell’impianto accusatorio sostenuto dall’Antimafia, confermando la bontà delle indagini ma ribaltando parzialmente il trattamento sanzionatorio.

Alla fine, il bilancio parla di ventuno condanne per un totale di quasi 180 anni di reclusione e di una pronuncia di non doversi procedere. Un ridimensionamento netto rispetto ai tre secoli del primo grado, reso possibile grazie al riconoscimento delle attenuanti generiche e dell’unificazione dei reati sotto il vincolo della continuazione, abilmente valorizzati dal collegio difensivo (composto tra gli altri dai penalisti Leopoldo Perone, Domenico Dello Iacono, Roberto Saccomanno, Sergio Lino Morra, Giuseppe Perfetto e Luigi Poziello).

Le posizioni chiave: sconti per i big e l’ombra del pentitismo

Le sforbiciate più significative hanno riguardato le figure di spicco del sodalizio. Tra queste spicca la posizione di Salvatore Giuliano detto “‘o russo”, l’ex boss di Forcella già condannato per l’omicidio dell’innocente Annalisa Durante e oggi passato tra le fila dei collaboratori di giustizia, la cui condanna è stata rideterminata.

Riduzioni importanti anche per Alessio Vicorito, la cui pena scende a 16 anni e 4 mesi grazie a un’importante assoluzione dall’accusa di tentato omicidio (per cui rischiava 19 anni). Rimodulate al ribasso pure le sanzioni per Gennaro Imparato (16 anni) e Antonio Morra (15 anni e 8 mesi). Sconti cospicui, tra gli altri, per Luigi Carrano (sceso da 12 anni e mezzo a 6 anni e 8 mesi) e Ciro Oliviero (8 anni e 8 mesi a fronte dei 13 anni e 5 mesi iniziali).

L’iter processuale si chiude inoltre con l’uscita di scena per Ciro Giuliano (non doversi procedere) e la conferma della condanna a 11 anni e 9 mesi per l’omonimo Salvatore Giuliano (classe ’86).

Elenco delle condanne in appello

Alessio Vicorito: 16 anni e 4 mesi (con assoluzione dal tentato omicidio)
Gennaro Imparato: 16 anni
Antonio Morra: 15 anni e 8 mesi
Salvatore Giuliano (classe ’86): 11 anni e 9 mesi (confermata)
Vincenzo Caldarelli: 10 anni e 10 mesi
Gennaro Caldarelli: 10 anni
Angelo Massa: 9 anni
Cesare Morra: 9 anni
Ciro Oliviero: 8 anni e 8 mesi
Cristiano Giuliano: 8 anni e 8 mesi
Stefano Capuano: 8 anni e 4 mesi
Gennaro Tarascio: 8 anni e 4 mesi
Massimo Somma: 8 anni e 3 mesi
Antonio Bonavolta: 8 anni
Giuliano Cedola: 8 anni
Luigi Carrano: 6 anni e 8 mesi
Pasquale Casaburro: 6 anni e 8 mesi
Pio Vittorio Calcavecchia: 3 anni e 4 mesi
Carmine Iafulli: 3 anni e 4 mesi
Raffaele Cella: 2 anni e 4 mesi
Salvatore Giuliano “‘o russo”: Condanna rideterminata (collaboratore di giustizia)
Ciro Giuliano: Non doversi procedere (uscita di scena processuale)

(Nella foto da sinistra in alto Alessio Vicorito, Antonio Morra, Salvatore Barile, Salvatore Giuliano ‘o russ, Cristiano Giuliano, Ciro Giuliano e salvatore Giuliano “bombolone”; in basso sempre da sinistra Giuliano Cedola, Gennaro Caldarelli, Vincenzo Caldarelli, Antonio Bonavolta, Pasquale Casaburro, Emanuele Amoroso e Salvatore Marino)

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