

Nella foto, un particolare della vicenda.
Ridare slancio al comparto industriale e manifatturiero di Napoli, recuperando le aree dismesse e creando condizioni favorevoli a nuovi investimenti in ricerca, innovazione e occupazione qualificata. È questa la prospettiva al centro dell’incontro che si è svolto ieri a Palazzo San Giacomo tra la vicesindaca e assessora all’Urbanistica, Laura Lieto, e i segretari generali di Cgil Napoli e Campania, Nicola Ricci, Cisl Napoli, Melicia Comberiati, e Uil Napoli e Campania, Giovanni Sgambati. Il confronto rientra nel percorso di ascolto e partecipazione avviato dall’amministrazione comunale in vista della definizione delle prime linee guida del nuovo Piano urbanistico comunale (Puc).
La discussione si è concentrata sulle conseguenze della deindustrializzazione, che ha raggiunto il suo apice all’inizio degli anni Duemila, lasciando sul territorio numerosi spazi produttivi inutilizzati, molti dei quali ancora da bonificare. Per le organizzazioni sindacali, queste aree rappresentano una risorsa strategica da tutelare e valorizzare, evitando che diventino terreno di speculazione e favorendone invece il riutilizzo per nuove attività industriali. L’obiettivo è creare le condizioni per attrarre imprese, sostenere la manifattura e costruire opportunità di lavoro stabili e qualificato.
In questa prospettiva, Napoli Est viene indicata come uno dei territori centrali per un possibile nuovo insediamento industriale. «Napoli Est è il luogo simbolo di questo nuovo reinsediamento industriale che può essere costruito solo mettendo in connessione le energie vive del territorio con le istituzioni pubbliche e con i centri universitari di ricerca e innovazione che, però, devono essere luoghi aperti alla città in una logica di continuo interscambio di conoscenze e professionalità», hanno dichiarato Ricci, Comberiati e Sgambati. I rappresentanti sindacali hanno inoltre sottolineato la necessità di rilanciare il protocollo sulle trasformazioni digitali della città, affinché lo sviluppo delle infrastrutture tecnologiche sia coerente con le esigenze sociali e produttive del territorio.
Il rilancio industriale, secondo Cgil, Cisl e Uil, dovrà procedere insieme alla crescita degli altri settori economici, compreso il turismo, che negli ultimi anni ha assunto un ruolo sempre più rilevante nell’economia cittadina. Rendere Napoli attrattiva per imprese, lavoratori, laureati qualificati e studenti significa quindi puntare su uno sviluppo equilibrato, capace di integrare attività produttive, ricerca, formazione e servizi. Il nuovo Puc è chiamato a tradurre questa visione in scelte urbanistiche concrete, con particolare attenzione agli spazi, alle infrastrutture e alle funzioni da assegnare alle aree disponibili.
La vicesindaca Laura Lieto ha ribadito l’importanza del dialogo con le organizzazioni sindacali: «L’Amministrazione Manfredi riconosce grande valore al dialogo con i Sindacati confederati, nella prospettiva di rilanciare il tema del lavoro anche attraverso la politica urbanistica degli spazi, dei servizi e delle infrastrutture». Lieto ha ricordato anche il confronto già avviato con le aziende del territorio sui temi della sostenibilità, dell’innovazione e del trasferimento tecnologico. Sulla stessa linea l’assessore comunale alla Transizione digitale, Valerio Di Pietro, che ha definito «molto positiva e condivisibile» la proposta di rilanciare il protocollo dedicato alle trasformazioni digitali.
«La connettività e le infrastrutture digitali sono ormai una componente essenziale dello sviluppo urbano e produttivo. Dobbiamo accompagnarne la crescita con una visione condivisa, capace di attrarre nuovi investimenti, favorire innovazione e ricerca e creare lavoro qualificato, facendo in modo che la trasformazione tecnologica produca valore per il territorio e nuove opportunità per chi lo vive», ha aggiunto Di Pietro. Il percorso di partecipazione sul piano urbanistico, già passato attraverso gli incontri all’Albergo dei Poveri e a San Giovanni a Teduccio, proseguirà con un nuovo appuntamento tra amministrazione e sindacati prima del passaggio definitivo del progetto in Consiglio comunale.
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