Martedì 13 ottobre le lavoratrici e i lavoratori del Don Orione di Ercolano incrociano le braccia. Lo sciopero, proclamato dalla Cisl Fp Napoli – Sanità privata, dura l’intera giornata, dalle 00 alle 24. Dalle 8.30 alle 12 è previsto un presidio nell’area esterna ai cancelli del centro di via di San Luigi Orione al Vesuvio 15/A. L’iniziativa, assicura il sindacato, sarà pacifica, nel rispetto dei contingenti e delle prestazioni indispensabili, e non ostacolerà l’accesso alla struttura.
Quattordici anni senza rinnovo
Al centro della vertenza c’è il contratto Aris Rsa/Cdr, fermo da oltre quattordici anni. In questo arco di tempo, scrive la Cisl, sono cambiati il costo della vita, le responsabilità professionali e la complessità dell’assistenza. Il quadro contrattuale no. La mobilitazione, però, non è raccontata solo come una questione di busta paga: dignità, rispetto, organizzazione del lavoro, carichi assistenziali, welfare e valorizzazione delle professionalità.
Stessi servizi, contratti diversi
L’altro nodo è il dumping contrattuale. Nei medesimi servizi sanitari accreditati, professionisti con funzioni e responsabilità comparabili possono avere condizioni economiche e normative molto diverse. Una disparità che, secondo il sindacato, rende le strutture meno competitive e spinge infermieri, operatori socio-sanitari e altri profili verso il pubblico o verso realtà della sanità privata con contratti più aggiornati.
Quando un professionista se ne va, avverte la Cisl, non sparisce solo un nome dal turno: si perdono esperienza e competenze, aumentano i carichi di chi resta, diventa più difficile garantire continuità assistenziale. Il circuito descritto è questo: meno professionisti, maggiori carichi, minore attrattività, nuove uscite.
Il welfare fermo a giugno
C’è poi il welfare aziendale. Una proposta avanzata dalla stessa azienda, che avrebbe dovuto partire a giugno e che a ottobre, denuncia il sindacato, non ha ancora una definizione concreta. Il welfare, precisa la nota, non sostituisce il rinnovo contrattuale, ma può essere una misura di riconoscimento. La disponibilità al confronto, aggiunge, «non può significare disponibilità ad aspettare all’infinito».
Lo sciopero del 13, chiude la Cisl Fp, è una richiesta di ascolto dopo oltre quattordici anni: «Non chiediamo privilegi. Chiediamo rispetto».



