Capodichino chiude a novembre, 2mila lavoratori a rischio: venerdì la protesta di Fast Confsal

La chiusura temporanea dell’aeroporto di Capodichino accende lo scontro sul futuro dei lavoratori dell’indotto e apre una fase delicata per il sistema dei trasporti e per l’economia turistica napoletana. Dal primo novembre al 30 novembre, lo scalo partenopeo resterà fermo per consentire l’esecuzione di interventi strutturali sulla pista, considerati indispensabili per garantire la sicurezza delle operazioni aeroportuali.

Una sospensione programmata che, tuttavia, rischia di avere pesanti ripercussioni sul piano occupazionale. A lanciare l’allarme è Fast Confsal, secondo cui oltre 2.000 lavoratori dell’indotto dovranno fare i conti con una riduzione delle entrate e con forti incertezze sul futuro.

«Nonostante gli appelli rivolti a Gesac e alle varie istituzioni, sembra che il problema non interessi», denuncia il segretario regionale del sindacato, Antonio Ronghi. Insieme al segretario generale campano, Angelo D’Ambrosio, Ronghi ha annunciato una conferenza stampa per venerdì 30 ottobre, alle 11, nell’area antistante l’ingresso dell’aeroporto di Capodichino.

L’allarme dei sindacati: «Oltre 2mila addetti penalizzati»

Il nodo principale riguarda le conseguenze economiche dello stop per chi lavora nei servizi collegati allo scalo: personale impiegato nelle attività aeroportuali, nei servizi di assistenza e nelle diverse realtà che ruotano intorno al traffico passeggeri.

Per questi lavoratori, secondo Fast Confsal, il mese di chiusura si tradurrà in una riduzione della retribuzione, mentre restano da chiarire le prospettive occupazionali e le misure di sostegno necessarie ad affrontare l’interruzione delle attività.

Il sindacato punta il dito contro l’assenza di risposte concrete e torna a chiedere un confronto con la società di gestione e con le istituzioni competenti. La conferenza stampa annunciata per venerdì sarà l’occasione per riportare al centro della discussione la tutela dei dipendenti e delle loro famiglie, in una fase in cui l’attenzione pubblica è concentrata soprattutto sull’organizzazione dei collegamenti alternativi.

Voli trasferiti a Salerno: otto autobus al giorno da Napoli

Parallelamente all’emergenza occupazionale, prende forma il piano per garantire la continuità dei collegamenti aerei durante il mese di novembre. Con Capodichino temporaneamente fuori servizio, una parte dei voli sarà trasferita all’aeroporto Salerno Costa d’Amalfi e del Cilento, chiamato a sostenere un incremento significativo del traffico.

Per agevolare gli spostamenti dei passeggeri, Gesac, in collaborazione con Busitalia Campania, ha predisposto un servizio straordinario di autobus tra piazza Garibaldi, a Napoli, e lo scalo salernitano.

Saranno previste otto corse giornaliere per ciascuna direzione, con orari coordinati con le partenze e gli arrivi dei voli. Il biglietto costerà 12 euro e potrà essere acquistato e pagato elettronicamente direttamente a bordo.

Il piano prevede inoltre il potenziamento dei collegamenti tra l’aeroporto di Salerno e la stazione ferroviaria cittadina. Resteranno attive anche le linee verso Potenza, Eboli, Battipaglia e la Costiera Amalfitana.

L’obiettivo è limitare i disagi per i viaggiatori e costruire una rete alternativa in grado di assorbire, almeno temporaneamente, una parte del traffico normalmente concentrato a Napoli.

Casillo: «Una rete che deve durare anche dopo novembre»

Sulla riorganizzazione dei collegamenti è intervenuto l’assessore regionale ai Trasporti, Mario Casillo, che ha sottolineato la necessità di garantire risposte immediate ai passeggeri, senza perdere di vista lo sviluppo futuro del sistema aeroportuale campano.

«Un aeroporto che chiude per lavori è un aeroporto che si prepara a crescere», ha dichiarato l’assessore, evidenziando l’importanza delle otto corse giornaliere tra piazza Garibaldi e lo scalo salernitano, organizzate in coincidenza con gli orari dei voli.

Secondo Casillo, il potenziamento dei collegamenti con la stazione di Salerno e la conferma delle altre linee di trasporto consentiranno ai passeggeri di raggiungere la propria destinazione durante la sospensione delle attività a Capodichino.

La prospettiva della Regione, però, guarda anche oltre il mese di novembre. L’intenzione è fare in modo che la collaborazione tra Napoli e Salerno non si esaurisca con la riapertura dello scalo partenopeo, ma diventi parte integrante di una strategia di mobilità regionale più ampia.

Da Milano a Dubai: ecco i voli che si spostano

La chiusura di Capodichino ridisegnerà per trenta giorni la mappa dei collegamenti aerei della Campania. Diversi vettori hanno scelto di trasferire a Salerno le proprie operazioni, evitando di dirottare tutti i voli su altri aeroporti, a cominciare da quelli romani.

Tra le compagnie interessate figurano EasyJet, che sposterà il collegamento con Milano Malpensa, Eurowings, con le rotte per Düsseldorf e Stoccarda, e Flydubai, che trasferirà il volo per Dubai.

A queste si aggiungono Iberia, con il collegamento per Madrid, e Ita Airways, con quello per Milano Linate. Opereranno da Salerno anche Luxair, sulla rotta per Lussemburgo, Neos, per Sharm el Sheikh, Transavia, per Amsterdam e Parigi Orly, e Vueling, per Barcellona.

I collegamenti trasferiti si affiancheranno ai voli invernali già programmati sullo scalo salernitano con Aeroitalia e Ryanair.

Per l’aeroporto Costa d’Amalfi e del Cilento sarà una prova impegnativa, destinata a misurarne la capacità di gestire un volume di traffico superiore a quello abituale.

Salerno sotto pressione: traffico in calo nel 2026

La sfida arriva in una fase non semplice per lo scalo salernitano, riaperto ai voli commerciali nel luglio 2024 ma ancora alla ricerca di un consolidamento del traffico.

Nel 2025 l’aeroporto ha registrato 380.606 passeggeri. Nei primi otto mesi del 2026, invece, i viaggiatori sono stati 167.199, con una flessione del 41,6% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

L’arrivo dei voli trasferiti da Napoli rappresenterà quindi un banco di prova importante, non soltanto per la gestione operativa, ma anche per la capacità delle infrastrutture di sostenere una crescita dei flussi.

Resta aperto, in particolare, il tema dei collegamenti terrestri. La Filt Cgil, attraverso Carmen Morra e Gianluca Petrone, chiede di accelerare gli interventi per migliorare l’accessibilità dell’aeroporto e renderlo più competitivo.

Nel mirino del sindacato ci sono il prolungamento della metropolitana leggera, i collegamenti ferroviari, la viabilità stradale e il completamento della nuova aerostazione.

«Non è possibile puntare a un traffico di tre milioni di persone senza disporre di una rete di mobilità efficiente, moderna e collegata», è la posizione espressa dai rappresentanti sindacali.

Il trasferimento temporaneo dei voli da Napoli potrebbe dunque evidenziare sia le potenzialità dello scalo salernitano sia le criticità infrastrutturali ancora da risolvere.

Turismo napoletano, paura per le prenotazioni

Se Salerno si prepara ad accogliere una parte del traffico aereo, a Napoli cresce la preoccupazione per le ricadute sul comparto turistico. La chiusura di Capodichino rischia infatti di complicare l’arrivo dei visitatori, soprattutto per chi ha già programmato soggiorni in città senza conoscere nel dettaglio le modalità dei trasferimenti.

Agostino Ingenito, presidente nazionale di Abbac, aveva già espresso forti perplessità sull’organizzazione della fase di chiusura, chiedendo collegamenti coordinati con gli orari dei voli.

La preoccupazione riguarda la possibilità che i disagi logistici incidano sull’attrattività della destinazione, proprio in una fase in cui il turismo rappresenta una componente importante dell’economia cittadina.

A lanciare l’allarme è anche Francesca Pagliari, presidente di Federalberghi Campania. Secondo le previsioni riferite dagli operatori del settore, la chiusura dello scalo potrebbe essere associata a una flessione delle prenotazioni alberghiere superiore al 40%.

Si tratta di stime che evidenziano il clima di incertezza tra gli operatori, in attesa di verificare l’effettivo impatto della sospensione dei voli e l’efficacia delle misure alternative predisposte per i passeggeri.

Gesac: «Lavori inderogabili per la sicurezza»

Gesac ribadisce che gli interventi sulla pista non possono essere rinviati. La sicurezza, ha spiegato l’amministratore delegato Roberto Barbieri, rappresenta la priorità assoluta nella programmazione dei lavori.

Il cantiere sarà operativo sette giorni su sette, con l’obiettivo di completare gli interventi entro i tempi annunciati e consentire la riapertura dell’aeroporto il primo dicembre. Nella pianificazione, secondo quanto riferito, è stato considerato anche il rischio di rallentamenti dovuti alle condizioni meteorologiche.

La sospensione delle attività si inserisce in un più ampio programma di ammodernamento dello scalo napoletano, destinato a trasformarne progressivamente la capacità e l’organizzazione.

A settembre è stato presentato il masterplan di Capodichino, che prevede investimenti superiori a 250 milioni di euro entro il 2035. Il progetto comprende un nuovo terminal per i voli extra Schengen di 15mila metri quadrati, ulteriori piazzole per gli aeromobili, un polo cargo e un hotel.

L’obiettivo di lungo periodo è portare lo scalo fino a 17,3 milioni di passeggeri all’anno.

Novembre, il banco di prova per Napoli e Salerno

Prima dei traguardi fissati per il prossimo decennio, la priorità è però gestire il mese di chiusura senza compromettere il lavoro, la mobilità e l’economia del territorio.

La sospensione delle attività di Capodichino metterà alla prova il coordinamento tra i due aeroporti campani e la capacità dei servizi di trasporto di garantire collegamenti efficienti per residenti, turisti e lavoratori.

Resta soprattutto aperta la questione occupazionale sollevata da Fast Confsal: migliaia di addetti dell’indotto attendono risposte sulle conseguenze economiche dello stop e sulle tutele previste per il periodo di inattività.

La sfida di novembre, dunque, non riguarderà soltanto la gestione dei voli trasferiti a Salerno. Sarà anche una verifica della capacità delle istituzioni e dei soggetti coinvolti di affrontare insieme le ricadute di una chiusura necessaria sul piano infrastrutturale, ma destinata a pesare su una parte significativa del sistema economico campano.

RIPRODUZIONE RISERVATA
Condivid
Pubblicato da
Federica Annunziata

Ultime Notizie

Napoli, Maradona? Il gemellaggio Argentina-Brasile si celebra con uno spinello: arrestato pusher

Napoli - Brasile e Argentina, questa volta il gemellaggio si consuma nel segno della droga.… Leggi tutto

31 Ottobre 2026 - 08:23

Halloween a Napoli, le maschere più paurose della tradizione partenopea

Per Halloween a Napoli non servono per forza vampiri, zombie e fantasmi arrivati dall'immaginario americano.… Leggi tutto

31 Ottobre 2026 - 08:00

Leader trend Dire/Arcadia: Meloni in vetta, Conte supera Vannacci

Roma - La conferma della followership di Giorgia Meloni, il sorpasso di Giuseppe Conte sia… Leggi tutto

31 Ottobre 2026 - 07:48

Napoli, blatte in una storica pizzeria di Chiaia: sospesa l’attività

Napoli - Una notte di Halloween segnata da controlli ad alto impatto nel cuore della… Leggi tutto

31 Ottobre 2026 - 07:27

Istanbul ospiterà il settore internazionale dei tappeti e dei rivestimenti per pavimenti a ICFE 2027

La quarta edizione dell'International Carpet and Flooring Expo (ICFE) si terrà dal 6 al 9… Leggi tutto

31 Ottobre 2026 - 06:50

Lusciano, evasione dai domiciliari: 38enne arrestato dai Carabinieri

I carabinieri della compagnia di Aversa hanno arrestato in flagranza un uomo di 38 anni… Leggi tutto

31 Ottobre 2026 - 06:41