Un intero palazzo residenziale, costruito su più livelli, ultimato e abitato. Un immobile dal valore stimato di circa un milione di euro, formalmente intestato alla figlia di un uomo già appartenente a un clan camorristico attivo nell’area nord di Napoli. È il bene sequestrato dalla Polizia di Stato a Casandrino, nell’ambito di un’indagine patrimoniale che ha messo a confronto i redditi dichiarati dalla famiglia con gli investimenti effettuati.
Il decreto, finalizzato alla confisca secondo la normativa antimafia, è stato emesso dal Tribunale di Napoli, Sezione Misure di prevenzione, su proposta del questore.
Il destinatario del provvedimento
Al centro degli accertamenti c’è un uomo nato nel 1962, residente a Casavatore, condannato in via definitiva per associazione di tipo mafioso e con precedenti per reati in materia di droga e armi, aggravati dalla finalità di agevolare il clan.
Sulla base del suo profilo, l’uomo è stato ritenuto riconducibile alla categoria della «pericolosità sociale qualificata», richiamata nel provvedimento di prevenzione patrimoniale.
Redditi e investimenti, la sproporzione al centro dell’indagine
A ricostruire la situazione patrimoniale sono stati gli investigatori della Divisione Polizia Anticrimine della Questura di Napoli, in collaborazione con il commissariato di Frattamaggiore.
Gli accertamenti hanno evidenziato, secondo quanto riferito dalla polizia, una significativa distanza tra le disponibilità economiche dichiarate dall’uomo e dal suo nucleo familiare e gli investimenti immobiliari effettuati. Operazioni per le quali non sarebbe emersa un’adeguata giustificazione economica.
È su questi elementi che si è fondata la proposta di sequestro accolta dal Tribunale.
Il terreno acquistato dalla moglie e il palazzo intestato alla figlia
Il provvedimento ha interessato l’intero fabbricato plurifamiliare di Casandrino e le relative aree pertinenziali. L’edificio, già completato e abitato, risulta formalmente intestato alla figlia del destinatario della misura.
Il terreno sul quale è stato costruito era stato invece acquistato originariamente dalla moglie, in un periodo che, secondo la ricostruzione alla base del provvedimento, coincide con quello di manifestazione della pericolosità qualificata dell’uomo.
Il valore complessivo dei beni sequestrati è stato stimato preliminarmente in circa un milione di euro. La misura eseguita è un sequestro finalizzato alla confisca, non una confisca definitiva.



