Sistema Sorrento, chiesto il processo per 13 persone

Udienza preliminare fissata per il 29 ottobre davanti al Gup Riccardo Sena. Tra gli indagati figurano Raffaele Guarino, all’epoca patron di Kidea, i dirigenti dell’Utc Filippo Di Martino e Luigi Desiderio e l’ex consigliere comunale Vincenzo Sorrentino. Sullo sfondo il procedimento principale a carico dell’ex sindaco Massimo Coppola e di Raffaele Guida, detto “Lello il Sensitivo”, che prenderà il via il 6 ottobre con rito abbreviato.

Il nuovo capitolo dell’inchiesta

Il prossimo appuntamento giudiziario dell’inchiesta sul cosiddetto “Sistema Sorrento” è fissato al 29 ottobre. È questa la data stabilita dal Gup del Tribunale di Torre Annunziata Riccardo Sena per l’udienza preliminare nella quale saranno esaminate le richieste di rinvio a giudizio avanzate dal pm Giuliano Schioppi nei confronti di 13 persone.

Si tratta, secondo la ricostruzione accusatoria, di imprenditori, politici, presunti prestanome e dipendenti pubblici che avrebbero avuto un ruolo, a vario titolo, nel meccanismo che avrebbe condizionato affidamenti, lavori e appalti del Comune di Sorrento.

Le contestazioni, a seconda delle singole posizioni, comprendono corruzione, turbativa d’asta e peculato.

Naturalmente, per tutti gli indagati vale la presunzione di innocenza fino a eventuale sentenza definitiva.

Coppola e Guida, il procedimento principale

La nuova tranche dell’inchiesta si intreccia con il procedimento che vede già alla sbarra l’ex sindaco Massimo Coppola e il suo uomo di fiducia Raffaele Guida, detto “Lello il Sensitivo”, insieme all’architetto Vincenzo Rescigno.

Per loro il percorso processuale è distinto. Il dibattimento, con rito abbreviato, è fissato per il 6 ottobre.

Una tappa arrivata dopo il clamoroso rigetto della proposta di patteggiamento a cinque anni. La proposta aveva ricevuto il via libera della Procura guidata da Nunzio Fragliasso, ma il Gip Maria Ausilia Sabadino aveva deciso di non accoglierla.

È dunque su due binari che procede l’inchiesta: da una parte il procedimento principale, dall’altra la richiesta di processo per gli altri presunti protagonisti del sistema.

Il caso Raffaele Guarino

Tra le posizioni che maggiormente attirano l’attenzione c’è quella di Raffaele Guarino, all’epoca dei fatti patron di Kidea, società di rilievo nazionale nel settore della comunicazione, attiva anche nell’organizzazione di eventi.

Secondo l’accusa, Guarino avrebbe svolto un ruolo di intermediario in una presunta tangente collegata ai lavori di manutenzione delle strade comunali.

La vicenda sarebbe maturata dopo un incontro nello studio dell’architetto Vincenzo Rescigno e avrebbe coinvolto anche l’imprenditore Alessandro Di Domenico, anch’egli destinatario della richiesta di rinvio a giudizio.

Al centro della contestazione ci sarebbe una presunta somma equivalente al 6% dell’importo dei lavori.

La posizione di Guarino è inoltre già interessata da altre contestazioni emerse in una successiva ordinanza cautelare resa nota nel maggio scorso. Le accuse riguardano presunte tangenti legate a lavori, forniture e appalti connessi al Teatro Tasso e a campagne di marketing per la promozione del territorio e del brand Sorrento.

L’Ufficio tecnico comunale sotto la lente

La richiesta di processo investe direttamente anche il cuore tecnico dell’amministrazione comunale.

Tra i destinatari figurano infatti Filippo Di Martino e Luigi Desiderio, dirigenti e funzionari dell’Ufficio tecnico comunale.

La loro posizione riguarda, in particolare, l’appalto per la riqualificazione dell’ex eliporto Le Tore, una delle opere finite sotto la lente degli investigatori.

Nella stessa vicenda era stato coinvolto anche l’ingegnere dell’Utc Graziano Maresca. Per quest’ultimo, difeso dall’avvocato Francesco Cappiello, il pubblico ministero ha disposto uno stralcio della posizione, che potrebbe preludere a una richiesta di archiviazione sulla quale dovrà pronunciarsi il giudice.

Il fronte politico e l’associazione “La Fenice”

Un altro capitolo dell’indagine riguarda il versante politico e i rapporti che, secondo la Procura, avrebbero gravitato attorno all’ex sindaco Coppola.

Tra le persone per le quali è stato chiesto il processo c’è Vincenzo Sorrentino, ex consigliere comunale e considerato dagli investigatori vicino all’ex primo cittadino.

Sorrentino era inoltre commercialista dello studio nel quale aveva sede l’associazione “La Fenice”, indicata dagli inquirenti come uno degli strumenti attraverso i quali sarebbero transitati denari riconducibili alla gestione dell’ex sindaco.

Secondo l’accusa, Coppola avrebbe utilizzato i conti dell’associazione anche per spese personali, comprese vacanze e acquisti di lusso.

Nella stessa area viene collocato Gennaro “Ze Ze” Esposito, ritenuto dalla Procura un co-gestore di fatto dell’associazione e considerato vicino a Coppola sia per i rapporti con la politica locale sia per quelli legati agli affari.

Gli appalti finiti sotto esame

Completano l’elenco delle persone per le quali è stato chiesto il rinvio a giudizio gli imprenditori Mario Parlato, Luigi Todisco, Michele Zambelli, Luigi Di Palo e i cugini Aniello Vanacore, oltre a Danilo Amitrano, indicato dagli investigatori come presidente “prestanome” dell’associazione La Fenice e successivamente assunto al Comune.

Le contestazioni attraversano una serie di affidamenti e lavori pubblici.

Tra le opere e le forniture finite nell’inchiesta figurano:

il parco Ibsen;
la riqualificazione dello spazio antistante il Centro Anziani;
lavori di illuminazione e manutenzione stradale;
interventi relativi al cimitero;
la fornitura di 342 poltroncine per il Teatro Tasso;
il restauro del camminamento sul Bastione Parsano.

È proprio l’insieme di questi affidamenti a delineare, secondo la Procura, un sistema nel quale interessi imprenditoriali, rapporti politici e funzionari pubblici avrebbero interagito nella gestione degli appalti.

Le nuove risultanze della Guardia di Finanza

Un ruolo importante nell’ultima fase dell’inchiesta è stato svolto dalla Guardia di Finanza di Massa Lubrense, che ha sviluppato ulteriormente gli accertamenti.

Negli atti depositati dalla Procura sono confluite anche le più recenti risultanze investigative delle Fiamme Gialle, contenute nell’informativa datata 16 giugno.

L’attività investigativa è stata coordinata dal capitano Francesco Tartaglione, prossimo a lasciare la Costiera sorrentina per un nuovo incarico a Roma. Dal 7 settembre il comando passerà al capitano Chiara Mangifesta.

La presunta tangente da 60mila euro

Uno degli episodi ritenuti più significativi dagli inquirenti riguarda una somma di 60mila euro.

Secondo la ricostruzione accusatoria, sarebbe stata versata dall’imprenditore Mario Parlato a Raffaele Guida in più tranche. La cifra, sempre secondo l’ipotesi della Procura, corrisponderebbe al 7% dell’importo di un appalto.

Guida avrebbe poi provveduto, secondo gli investigatori, a far arrivare una parte del denaro a Coppola.

È uno degli episodi sui quali gli inquirenti concentrano l’attenzione per ricostruire il presunto funzionamento della rete di rapporti e interessi che avrebbe ruotato attorno agli appalti comunali.

Un’inchiesta che ha travolto il Comune

Il quadro che emerge dagli atti dell’accusa è quello di una presunta rete capace di estendersi dal livello politico a quello imprenditoriale e amministrativo.

L’inchiesta ha progressivamente allargato il proprio perimetro, passando dalle posizioni dell’ex sindaco Coppola e di Guida all’esame dei rapporti con imprenditori, funzionari e persone ritenute vicine ai due.

Il passaggio del 29 ottobre rappresenta quindi un momento decisivo: sarà il Gup a stabilire se le accuse nei confronti dei 13 indagati siano sufficienti per sostenere un processo.

Parallelamente, il 6 ottobre prenderà il via il procedimento con rito abbreviato nei confronti di Coppola, Guida e Rescigno.

Saranno dunque i tribunali a stabilire, nei rispettivi procedimenti, se quello descritto dagli investigatori sia stato effettivamente un “Sistema Sorrento” costruito intorno alla gestione degli appalti oppure se le contestazioni formulate dalla Procura non troveranno conferma nel corso dei processi.

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