

Detenuto a Secondigliano si laurea alla Federico II
Napoli – Una laurea in Scienze gastronomiche e prima un diploma, sembra il percorso di uno studente qualunque e invece a conseguire ottimi risultati scolastici è un detenuto del carcere di Secondigliano.
La sinergia tra il Polo universitario penitenziario (Pup) e l’Università degli studi di Napoli Federico II ha dato i suoi frutti per garantire il diritto allo studio anche alle persone private della libertà personale.
Una cooperazione che ha portato a un nuovo traguardo: Joanderson Monaco ha conseguito la laurea in Scienze Gastronomiche mediterranee con la votazione di 109/110, discutendo una tesi dal titolo “Novel food: sostenibilità, accettazione sociale e prospettive applicative delle colture cellulari”, tema di grande attualità e rilevanza scientifica.
Monaco, aveva conseguito già il diploma nel 2020, e si è iscritto nel 2022 al corso di laurea le cui attività didattiche sono tenute dai docenti del Dipartimento di Agraria dell’Ateneo federiciano presso l’Istituto penitenziario ‘Pasquale Mandato’ di Secondigliano.
Qui ha intrapreso un percorso focalizzato su cultura, valorizzazione del territorio e innovazione nel settore gastronomico, distinguendosi per costante impegno e serietà. Proprio in virtù del suo percorso accademico e comportamentale, Monaco ha ottenuto una misura alternativa alla detenzione con l’accesso al regime di affidamento ai servizi sociali.
Un’opportunità che gli ha permesso di proseguire e completare gli studi direttamente nella sede di Portici del Dipartimento di Agraria. Nel frattempo Monaco ha iniziato a lavorare con regolare contratto in una pasticceria. “Il polo penitenziario universitario è un’iniziativa di successo per il recupero culturale e sociale di persone che sono in stato di privazione della libertà”, ha detto Danilo Ercolini, direttore del Dipartimento di Agraria.
“Il successo dell’università si registra proprio in questi casi: un reale processo di recupero sociale di una persona che, entrata in contatto con un percorso di formazione all’interno della struttura carceraria, ha deciso di proseguire e completare gli studi. Abbiamo realmente portato a compimento un’azione di recupero culturale, dimostrando che la società ha la capacità di accogliere chi decide di formarsi e diventare un professionista”.
La collaborazione tra il polo universitario penitenziario e la Federico II rappresenta un’opportunità di inclusione e di reinserimento per i detenuti. “Il percorso accademico di Monaco è iniziato presso il Polo universitario penitenziario – sottolinea la professoressa Manuela Rigano – e questo traguardo straordinario unisce cultura, valorizzazione del territorio e innovazione culinaria, dimostrando il valore fondamentale dell’alta formazione come strumento di riscatto e inclusione sociale”.
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