

Nella foto Artem Tkachuk
Il Tribunale di Milano ha condannato a un anno di reclusione Artem Tkachuk, 25 anni, attore italo-ucraino conosciuto per aver interpretato il personaggio di “Pino o’ pazzo” nella serie televisiva Mare Fuori. La sentenza è stata pronunciata dal giudice Amelia Managò al termine del processo celebrato con rito abbreviato.
Insieme all’attore sono stati condannati anche altri tre giovani, rispettivamente di 18, 22 e 24 anni, coinvolti nei fatti avvenuti nella notte tra il 20 e il 21 maggio scorso a Rho, nell’hinterland milanese.
Secondo quanto ricostruito dall’accusa, i quattro avrebbero preso a calci alcune vetture parcheggiate in via Molino Prepositurale, provocando danni a specchietti retrovisori e paraurti. L’intervento della Polizia aveva portato all’arresto in flagranza dell’attore e degli altri tre giovani.
L’arresto era stato successivamente convalidato, ma senza l’applicazione di misure cautelari.
Il giudice ha concesso agli imputati la sospensione condizionale della pena e il beneficio della non menzione della condanna nel casellario giudiziale. Entrambi i benefici, tuttavia, resteranno subordinati al risarcimento dei danni provocati alle persone offese entro il termine di sei mesi.
Oltre al procedimento per danneggiamento aggravato, Artem Tkachuk risulta indagato in un fascicolo separato con l’accusa di minacce a pubblico ufficiale. Secondo gli atti, all’arrivo degli agenti avrebbe rivolto loro frasi intimidatorie, tra cui: “Adesso vi sfondo” e “Io vi compro tutti”.
Durante l’udienza di convalida dell’arresto, l’attore aveva presentato le proprie scuse per il comportamento tenuto.
Nel corso del processo le difese, rappresentate dagli avvocati Maria Grazia Padula e Alessia Pontenani, avevano chiesto l’assoluzione degli imputati. La Procura, invece, aveva sollecitato una condanna a otto mesi di reclusione per ciascuno.
In particolare, la difesa di due dei giovani ha sostenuto che i propri assistiti avessero incontrato Tkachuk soltanto quella sera, circostanza che sarebbe documentata da un selfie scattato insieme all’attore. Secondo i legali, inoltre, non vi sarebbero elementi sufficienti per attribuire ai quattro i danneggiamenti, evidenziando come l’arresto sia avvenuto in una strada diversa da quella in cui erano parcheggiate le auto vandalizzate.
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