

Fermato Andrea Autiero, boss dei Casalesi
Gricignano d’Aversa – Venticinque anni di carcere, gran parte dei quali passati nel regime di massimo isolamento del 41-bis, non avevano scalfito la sua logica d’appartenenza. Appena ritornato in libertà, Andrea Autiero, 65 anni, detto ‘o scusut’ storico referente della fazione Russo-Schiavone del clan dei Casalesi, avrebbe ripreso esattamente da dove aveva lasciato: imponendo la legge del racket e del terrore per riaffermare l’egemonia della camorra su Gricignano di Aversa, con lui è finito in manette anche Aniello De Luca.
La sua corsa si è interrotta nella giornata di ieri, quando i Carabinieri del Comando Provinciale di Caserta hanno eseguito un decreto di fermo emesso d’urgenza dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli, coordinata dal procuratore aggiunto Michele Del Prete.
Le indagini degli uomini dell’Arma hanno fatto luce su una sequenza di episodi violenti che nelle ultime settimane avevano fatto ripiombare la comunità locale nel clima buio degli anni Novanta. Ad Autiero vengono contestati due gravi raid intimidatori a colpi d’arma da fuoco compiuti a Gricignano di Aversa: il primo contro una rivendita di sali e tabacchi, il secondo diretto verso la stazione di servizio di proprietà della famiglia del sindaco della città.
Attacchi mirati, condotti con la tipica sfacciataggine della “vecchia guardia” casalese, pensati per mandare un segnale inequivoco al tessuto produttivo e istituzionale della zona: il boss era tornato ed era pronto a riscuotere di nuovo la tangente.
Ma il quadro delineato dalla Dda partenopea rivela contorni ancora più inquietanti. Oltre ai raid estorsivi, a carico del 65enne pende la pesante accusa di tentato omicidio: l’ex gerarca della fazione Schiavone-Russo avrebbe pianificato ed eseguito l’agguato ai danni di una donna del posto, un raid su commissione orchestrato per lavare con il sangue uno sgarro o un contrasto maturato negli ambienti locali.
Nel corso della perquisizione scattata al momento del fermo, i militari hanno rinvenuto e posto sotto sequestro 6.000 euro in contanti e un assegno bancario da 1.000 euro, ritenuti probabile provento delle estorsioni lampo imposte ai commercianti della zona.
Difeso dall’avvocato Cristina Mottola, Autiero è stato trasferito nella casa circondariale di Santa Maria Capua Vetere in attesa dell’udienza di convalida del fermo da parte del Giudice per le Indagini Preliminari.
L’operazione della Dda e dei Carabinieri interrompe sul nascere il tentativo di riorganizzazione della rete estorsiva nell’Agro Aversano, dimostrando come la pressione dello Stato resti altissima anche di fronte al rientro sul territorio dei quadri storici della criminalità organizzata.
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