Napoli – Una netta accelerazione e una fitta tabella di marcia per liberare la Campania dall’ombra dei siti contaminati. A tracciare il bilancio è il generale di Brigata dei Carabinieri Giuseppe Vadalà, commissario unico del Governo per la bonifica delle discariche abusive, a margine del suo intervento davanti alla VII Commissione consiliare permanente (Ambiente, Energia e Protezione Civile), presieduta da Salvatore Flocco (M5S).
«Da febbraio dello scorso anno, da quando il Governo ci ha affidato il mandato, c’è stato un cambio di passo molto forte», ha dichiarato il commissario, sottolineando come l’approccio metodologico stia finalmente portando i primi risultati concreti.
Al centro della strategia ci sono attualmente venti aree critiche dislocate tra le province di Napoli e Caserta. Una fase delicata, in cui l’azione sul campo deve necessariamente essere preceduta da uno studio scientifico del terreno: «Prima di avviare qualsiasi opera di bonifica vera e propria – ha spiegato Vadalà – è fondamentale procedere con la caratterizzazione. Stiamo approfondendo le analisi su molti dei siti in cui operiamo, perché è essenziale sapere con esattezza cosa si nasconde nel sottosuolo».
L’anno in corso sarà dunque interamente dedicato alla mappatura e allo studio dei terreni inquinati, ponendo le basi per la fase operativa successiva. L’obiettivo, per i primi cantieri, è ormai a breve termine. «Questo è l’anno delle caratterizzazioni», ha concluso il generale. «Speriamo e crediamo che nel prossimo anno, almeno per i siti che non presentano livelli macroscopici di inquinamento, si possa iniziare a mettere i primi mattoni della ricostruzione ambientale».




Sembra che finalmente si sta faccendo qualcosa,ma i tempi mi paiono ancora confusi e poco chiari,i cantieri si dovrebber iniziare presto però prima e indispensabile la caratterizazzione, bisogna sapere cosa e nel sottoterra.Alcune zone sonopare troppocomplesse per procedere in fretta, speremmo in risultati.