Secondigliano, maxi blitz nel reparto di Alta Sicurezza: la Polizia Penitenziaria sequestra 21 cellulari

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Vincenzo Scarpa

I canali di comunicazione clandestini utilizzati dalla criminalità organizzata all’interno delle strutture carcerarie subiscono un altro durissimo colpo grazie all’efficacia dei controlli interni. Nel corso della mattinata odierna, gli agenti della Polizia Penitenziaria hanno portato a termine un imponente blitz mirato a contrastare l’introduzione e la detenzione illecita di oggetti vietati nel carcere di Secondigliano, a Napoli. Durante una perquisizione straordinaria e minuziosa effettuata all’interno del reparto Ionio, settore dove sono ristretti i detenuti appartenenti al delicatissimo circuito dell’Alta Sicurezza, il personale del Corpo è riuscito a scovare e sequestrare la bellezza di ventuno dispositivi telefonici cellulari perfettamente funzionanti.

L’operazione rientra nelle quotidiane attività di prevenzione che la Polizia Penitenziaria mette in campo a tutela della sicurezza degli istituti di pena, un intervento che conferma l’altissimo livello di attenzione mantenuto nei padiglioni a più elevata complessità operativa. Sull’episodio è intervenuto con fermezza Raffaele Munno, vice segretario regionale del Sappe per la Campania, elogiando lo sforzo profuso dai colleghi in servizio nella struttura partenopea: «Il rinvenimento di un così elevato numero di telefoni cellulari rappresenta l’ennesima dimostrazione della professionalità, della competenza e dello straordinario senso del dovere delle donne e degli uomini della Polizia Penitenziaria. Nonostante le gravi carenze di organico e le difficoltà operative quotidiane, il personale continua a garantire legalità, ordine e sicurezza con grande spirito di sacrificio». Lo stesso esponente sindacale ha poi rimarcato la gravità della situazione, ricordando come la presenza di questi apparecchi elettronici, specie in mano a esponenti della criminalità organizzata, costituisca una minaccia costante non solo per la stabilità interna del penitenziario ma per l’intera collettività.

A fare eco alle parole di Munno sono state le dichiarazioni di Donato Capece, segretario generale del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria, che ha voluto sollecitare un intervento strutturale e tecnologico da parte delle istituzioni governative per supportare il lavoro degli agenti in prima linea: «Esprimiamo apprezzamento per l’ennesima brillante operazione portata a termine dalla Polizia Penitenziaria, che conferma l’assoluta centralità del Corpo nel sistema sicurezza del Paese. Il continuo rinvenimento di cellulari nelle carceri dimostra quanto sia delicato il lavoro svolto quotidianamente dagli agenti e quanto sia urgente dotare gli istituti di adeguate tecnologie di contrasto, come schermatori di frequenza e sistemi avanzati di controllo». Nel frattempo, la direzione del carcere di Secondigliano e gli investigatori hanno avviato accertamenti interni per individuare i responsabili materiali del possesso degli smartphone e fare luce sui canali e le modalità utilizzati per introdurre i dispositivi all’interno delle celle.

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