Rogo al Teatro Sannazaro: due indagati per incendio colposo

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Napoli  – Prosegue l’attività investigativa per fare luce sull’incendio che, lo scorso 17 febbraio, ha gravemente danneggiato il Teatro Sannazaro di Chiaia, simbolo storico della cultura napoletana. La Procura di Napoli, con il pm Mario Canale e il procuratore aggiunto Antonio Ricci, ha disposto per mercoledì 27 maggio un accertamento tecnico irripetibile sui detriti prelevati dall’area del palco e del sottopalco, zona individuata dagli inquirenti come possibile punto di origine delle fiamme.

L’iscrizione nel registro degli indagati

In vista dell’esame tecnico, la Procura ha provveduto all’iscrizione nel registro degli indagati – con l’ipotesi di reato di incendio colposo – di Salvatore Vanorio, ex gestore del teatro, e di Giuseppe Falco, titolare della ditta incaricata di eseguire alcuni lavori di manutenzione nella struttura.

L’iniziativa giudiziaria viene definita dagli inquirenti come un “atto dovuto”, necessario per garantire agli interessati il diritto di nominare propri consulenti di parte che possano partecipare alle operazioni peritali. Agli accertamenti potranno prendere parte anche i rappresentanti delle parti offese, tra cui i residenti degli immobili confinanti, colpiti dai danni del rogo, e il Ministero della Cultura.

L’ipotesi al vaglio degli inquirenti

Le indagini, supportate dai primi rilievi della Polizia di Stato e dalle testimonianze raccolte, si concentrano in particolare sui lavori di ripristino avviati nelle settimane precedenti l’evento, a seguito di un’infiltrazione d’acqua rilevata il 26 gennaio in prossimità del palcoscenico.

Tra le piste al vaglio degli investigatori, non si esclude che le fiamme possano essere state innescate dal surriscaldamento di alcuni macchinari o strumentazioni elettriche rimaste collegate alla rete proprio in prossimità del palco. Gli accertamenti tecnici dei prossimi giorni avranno il compito di verificare questa dinamica o di confermare altre ipotesi investigative, in un quadro di indagine ancora in fase di definizione.

La posizione dell’ex gestore

In merito all’evoluzione dell’inchiesta, Salvatore Vanorio ha commentato brevemente la notizia: “Ben venga qualsiasi atto che possa contribuire a far emergere la verità”, ribadendo la propria disponibilità a collaborare con le autorità preposte per chiarire l’accaduto.

Quanto emerge dall’indagine in corso, secondo la prassi, si configura come un atto di garanzia per tutte le parti coinvolte. Saranno le analisi tecniche e le successive pronunce della magistratura a definire le responsabilità e le cause certe del tragico evento che ha colpito il patrimonio culturale cittadino.

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Rosaria Federico

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