

Andrea Sempio e Marco Poggi
Pavia – Garlasco, è durato circa due ore l’interrogatorio di Marco Poggi dinanzi ai pm della Procura di Pavia nell’ambito dell’inchiesta per il delitto di Chiara Poggi avvenuto nel 2007.
Nella sua testimonianza Marco Poggi ha affermato di non credere alla colpevolezza di Andrea Sempio rispondendo agli inquirenti che gli hanno fatto notare la riconducibilità all’indagato del dna trovato sulle unghie di Chiara Poggi.
Il fratello di Chiara ha sostenuto di non aver mai visto sul pc di famiglia filmini intimi girati da Chiara Poggi con l’allora fidanzato, Alberto Stasi, condannato in via definitiva per l’omicidio del 13 agosto 2007, in compagnia dello storico amico che oggi è indagato per il delitto di Garlasco con l’ipotesi di omicidio volontario aggravato dalla crudeltà e i motivi abietti e un movente “sessuale”.
Inoltre al 37enne Marco Poggi sarebbero stati fatti ascoltare alcuni audio in cui Andrea Sempio parla da solo che sono agli atti dell’inchiesta sul delitto di Garlasco. La testimonianza del fratello di Chiara è avvenuta quasi in contemporanea con la convocazione in Procura a Pavia del 38enne indagato per l’omicidio del 13 agosto 2007.
Le pm Giuliana Rizza e Valentina De Stefano avrebbero anche sottolineato al fratello della vittima di essere in possesso di elementi robusti contro Sempio. In particolare hanno citato la compatibilità del suo profilo Y con il Dna sulle unghie della 26enne uccisa, oggetto della perizia di Denise Albani in incidente probatorio, e ‘l’impronta 33’: la palmare non insanguinata sulla parete destra delle scale che conducono in cantina nella villetta di via Pascoli dove fu rinvenuto il cadavere e che la Procura attribuisce a Sempio sulla base di una consulenza di parte contestata dalla difesa.
MarcoPoggi, persona offesa in questo procedimento così come i genitori, avrebbe risposto di non credere alla colpevolezza dell’amico di gioventù. Ha detto di aver letto le trascrizioni dell’incidente probatorio che riportano un quadro differente rispetto a quello prospettato dall’accusa. Nella perizia genitoco-dattiloscopica Albani ha stimato da “moderatamente forte” a “forte e moderato” le probabilità che sulle unghie di Chiara Poggi ci sia una traccia mista (doppio profilo maschile), parziale (incompleta) e aplotipica (Y) che è statisticamente compatibile con la linea paterna dell’indagato ma è insufficiente a identificare “un singolo soggetto” e che allo stato delle “conoscenze” della “comunità scientifica internazionale” non si saprà mai, se se quelle tracce si trovino “sotto o sopra” le unghie, da “quale dito” provengano, come si siano depositate, perché ciò sia avvenuto, se con una “contaminazione” o per “trasferimento”, “diretto o mediato”, e “quando” ciò sarebbe avvenuto.
L’audizione, durata circa un paio d’ore, si è tenuta davanti alle pm Valentina De Stefano e Giuliana Rizza. L’arrivo e l’uscita dalla Procura pavese per il fratello della vittima sono stati blindati a giornalisti e telecamere su disposizione del Procuratore capo, Fabio Napoleone.