Foca monaca a Punta Campanella: fototrappole e DNA ambientale per seguirne le tracce

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A poco più di un anno dal primo storico avvistamento nelle acque di Punta Campanella, le istituzioni scientifiche alzano il livello di attenzione sulla foca monaca. L’ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) e l’Area Marina Protetta di Punta Campanella hanno avviato una nuova fase di monitoraggio avanzato per documentare la presenza del rarissimo mammifero marino lungo le coste campane.

Tecnologia al servizio della conservazione

Tre videocamere fototrappola sono state installate all’interno di grotte costiere in due siti ritenuti idonei alla frequentazione della specie, tra la penisola sorrentina e la costiera amalfitana. I dispositivi consentiranno di documentare eventuali presenze e di studiare le abitudini dell’animale nel tempo.

Parallelamente, i ricercatori hanno effettuato nuovi campionamenti di acqua marina e di organismi filtratori per l’analisi del DNA ambientale, una tecnica innovativa che permette di identificare le specie presenti nell’area attraverso le tracce genetiche disperse nell’ecosistema marino.

Secondo i ricercatori dell’ISPRA, questa metodologia offre «nuove opportunità per migliorare il monitoraggio della biodiversità marina», integrando i metodi di rilevamento tradizionali con dati scientifici più precisi e capillari. Le attività rientrano nel progetto PNRR digitAp, che sta dotando il sistema delle Aree Marine Protette italiane di strumentazione avanzata e competenze tecnico-scientifiche.

Un anno di avvistamenti, l’appello alle istituzioni

Era la fine di aprile 2025 quando, per la prima volta in quasi un secolo, una foca monaca fu avvistata nelle acque di Massa Lubrense. Da quel momento si sono registrate circa 30 segnalazioni solo tra penisola sorrentina, costiera amalfitana e Capri, con ulteriori avvistamenti fino a Ischia e al Cilento. Un fenomeno straordinario per una specie considerata a rischio critico di estinzione, con soli 700 esemplari stimati in natura.

L’Area Marina Protetta di Punta Campanella e i fondali di Capri rientrano nel sito europeo Natura 2000, classificato come ZSC (Zona Speciale di Conservazione), il che conferisce all’area un valore ecologico di primaria importanza a livello continentale.

Il direttore dell’AMP Punta Campanella, Pierluigi Capone, ha rinnovato l’appello a chiunque frequenti il mare: «Invitiamo pescatori, diportisti e sub a prestare la massima attenzione in caso di avvistamento, rallentando e allontanandosi prontamente, evitando rumori e qualsiasi tipo di interazione. È fondamentale segnalare l’avvistamento all’ISPRA, all’Area Marina Protetta e alla Capitaneria di Porto».

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Gustavo Gentile

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