L'INCHIESTA SUI DOSSIERAGGI

Scandalo Equalize, la rete degli spioni puntava ai vip: svelati i nuovi nomi

Chiuso il secondo filone d'indagine della Procura di Milano. Svelati accessi illeciti alle banche dati Sdi e Serpico: nel mirino anche Bobo Vieri, Selvaggia Lucarelli, Fabrizio Corona e l'ad di Ferrovie dello Stato
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Milano – Il buco nero del dossieraggio abusivo si allarga e inghiotte anche il mondo dello spettacolo, del giornalismo e dei grandi manager di Stato. Non c’erano solo politici e imprenditori nel mirino della presunta rete di cyber-spie che ruotava attorno all’agenzia investigativa Equalize di via Pattari, a due passi dal Duomo di Milano.

Con la chiusura del secondo filone dell’inchiesta milanese, notificata oggi, emerge una nuova e lunghissima lista di “vittime” illustri i cui segreti sono stati violati su commissione.

La lista dei vip

Spulciando tra le oltre cento imputazioni del nuovo avviso di conclusione delle indagini, spuntano nomi di primissimo piano. Il gruppo avrebbe effettuato accessi abusivi per setacciare le vite di Christian “Bobo” Vieri, ex bomber di Juventus, Inter e Nazionale, dell’ex re dei paparazzi Fabrizio Corona e della blogger Selvaggia Lucarelli.

Nella rete sono finiti anche l’attore e regista Ricky Tognazzi, l’imprenditrice e volto tv Sonia Bruganelli e il giornalista esperto di gossip Gabriele Parpiglia. Centinaia in totale le persone offese, le cui informazioni riservate venivano estratte illegalmente per essere vendute al miglior offerente.

La talpa all’aeroporto

Per penetrare i server dello Stato, l’organizzazione si affidava a funzionari infedeli prezzolati. È il caso di Roberto Bonacina, all’epoca ispettore di Polizia in servizio all’Ufficio di frontiera dell’aeroporto di Orio al Serio. Secondo le carte dell’inchiesta, nel corso del 2024 Bonacina avrebbe effettuato un lungo elenco di accessi alla delicatissima banca dati Sdi del Ministero dell’Interno.

Tra i profili interrogati illecitamente dal poliziotto figurano proprio quelli di Vieri, Lucarelli, Corona, Bruganelli, oltre ad Andrea Medri, fondatore della piattaforma crypto fallita ‘The Rock Trading’. Gli accessi sarebbero avvenuti dietro corrispettivo economico su mandato di Luca Cavicchi, ritenuto a capo di una delle articolazioni della rete investigativa.

Il filone napoletano e il tradimento all’Agenzia delle Entrate

Ma l’infiltrazione dei presunti spioni non si fermava ai database delle forze dell’ordine. Il sistema tentacolare della banda aveva trovato una sponda compiacente anche all’ombra del Vesuvio, puntando dritto ai segreti fiscali e patrimoniali. È qui che entra in gioco il “filone napoletano” dell’inchiesta.

A finire nel mirino, in questo specifico capitolo d’indagine, è stato l’attore e regista Ricky Tognazzi (“Riccardo Tognazzi, nato il primo maggio 1955 a Milano”, si legge nelle carte), vittima di un accesso abusivo al super-cervellone Serpico, la banca dati che custodisce le radiografie finanziarie degli italiani.

A spalancare le porte virtuali del Fisco, tra il 25 e il 26 settembre del 2024, sarebbe stato un colletto bianco insospettabile: Marco Calcaterra, in qualità di dirigente dell’Agenzia delle Entrate di Napoli.

Secondo i pubblici ministeri, Calcaterra avrebbe vestito i panni della vera e propria “talpa” istituzionale, tradendo la fedeltà allo Stato per trasformarsi in un terminale al servizio della rete di dossieraggio. Un’operazione illecita sfociata nella rivelazione di segreti d’ufficio che, come ricostruito dagli inquirenti, non sarebbe certo avvenuta per cortesia.

Il dirigente napoletano avrebbe infatti agito dietro il pagamento di un “compenso” economico, piegandosi alle “richieste” arrivate direttamente da Milano: a commissionare l’intrusione informatica sarebbero stati Luca Cavicchi e la mente tecnologica della struttura, l’esperto informatico Nunzio Samuele Calamucci.

Un asse Milano-Napoli che conferma la spregiudicatezza di un’organizzazione capace di agganciare funzionari compiacenti in ogni ganglio vitale della Pubblica Amministrazione.

Dai manager ai misteri giudiziari

L’appetito della banda si spingeva oltre il mondo del jet set, toccando i nervi scoperti dell’economia e della giustizia. Tra le nuove vittime dei dossieraggi spunta infatti Stefano Antonio Donnarumma, amministratore delegato di Ferrovie dello Stato, spiato attraverso un’interrogazione Sdi il 17 novembre 2023.

In un intreccio che sfiora i misteri giudiziari del Paese, tra gli spiati figura infine Piero Amara, l’ex legale esterno di Eni già al centro del controverso caso dei verbali sulla fantomatica Loggia Ungheria.

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