Morte di «Jimmy» Iovine, fissata l’autopsia per fare luce sui presunti ricoveri negati

Il PM Nicola Camerlingo dispone l'accertamento tecnico irripetibile dopo il decesso del 48enne maddalonese. Sotto la lente degli inquirenti l'ipotesi di responsabilità medica ex art. 590 sexies: la famiglia cerca risposte sul tragico epilogo al "Sant’Anna e San Sebastiano".
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Caserta – La tragica fine di Mario Iovine, per tutti “Jimmy”, il 48enne di Maddaloni e storico tifoso della Casertana la cui scomparsa ha scosso l’intera provincia, approda ufficialmente sul tavolo della magistratura.

Il Pubblico Ministero della Procura di Santa Maria Capua Vetere, il Dott. Nicola Camerlingo, ha sciolto le riserve disponendo l’esame autoptico sulla salma dell’uomo, atto necessario per chiarire i contorni di una vicenda che presenta ancora troppi punti oscuri.

L’ipotesi di reato e i passi della Procura

Secondo l’atto della Procura datato 1° aprile 2026, il fascicolo è stato aperto contro ignoti con l’ipotesi di reato di cui all’art. 590 sexies del codice penale, norma che disciplina la responsabilità colposa per morte o lesioni personali in ambito sanitario.

Il magistrato ha ritenuto indispensabile procedere a un accertamento tecnico irripetibile per stabilire con esattezza le cause del decesso e verificare se vi siano state negligenze o ritardi fatali nel trattamento del paziente.

L’incarico al perito sarà conferito ufficialmente mercoledì 8 aprile 2026, alle ore 11:00, presso gli uffici della Procura sammaritana. In questa sede, i familiari di Iovine — la madre Carmela Fumante e i fratelli Aniello, Anna e Maria Pia — avranno la facoltà di nominare propri consulenti tecnici di parte per assistere all’esame.

Un calvario tra dinieghi e richieste d’aiuto

L’inchiesta nasce dalla denuncia presentata dai congiunti, assistiti dall’avvocato Massimo Viscusi, che puntano il dito contro una catena di presunte omissioni. Il dramma di Jimmy non si è consumato in un istante, ma sarebbe il culmine di un calvario durato un mese: ben cinque richieste di ricovero sarebbero state respinte da diverse strutture, tra cui il “Pineta Grande” di Castel Volturno e l’ospedale di Caserta, dove l’uomo veniva puntualmente rimandato a casa nonostante i sintomi preoccupanti.

A rendere il quadro ancor più straziante sono i messaggi vocali e i video che la vittima avrebbe inviato prima di morire. In quei file, ora nelle mani degli inquirenti, Iovine implorava aiuto, descrivendo un peggioramento che sentiva ormai fuori controllo. L’ultimo atto si è consumato lo scorso 26 marzo: dopo essere stato finalmente accettato in corsia alle 3 del mattino e aver rassicurato i parenti all’alba, un arresto cardiaco improvviso lo ha strappato alla vita alle 7:50.

L’accertamento tecnico: caccia alla verità

L’autopsia sarà lo snodo fondamentale dell’indagine. Il perito nominato dal PM dovrà accertare non solo la causa biologica della morte, ma anche i “fattori che ne hanno determinato l’insorgenza”. L’obiettivo è rispondere al quesito che tormenta la famiglia: Jimmy si sarebbe potuto salvare con un ricovero tempestivo?

Nel frattempo, la comunità di Maddaloni e il mondo del tifo rossoblù restano in attesa di poter dare l’ultimo saluto a un uomo ricordato da tutti per la sua generosità. I funerali rimangono sospesi in attesa che la salma venga liberata dall’autorità giudiziaria, mentre l’avvocato Viscusi e i periti di parte si preparano a monitorare ogni fase di un esame che dovrà rendere giustizia a una morte che, per ora, resta senza una spiegazione accettabile.

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