Vincenzo De Luca sarà candidato alle prossime elezioni comunali di Salerno, ma senza il simbolo del Partito Democratico. Una scelta che segna un passaggio politico delicato, legato agli equilibri del cosiddetto campo largo, e che apre a una corsa fondata su liste civiche in continuità con la tradizione amministrativa della città.
L’ex governatore campano punta così alla quinta candidatura da sindaco, dopo aver lasciato la guida della Regione. Il Partito Democratico, guidato in Campania dal figlio Piero De Luca, ha deciso di non concedere il simbolo per evitare frizioni con le altre forze della coalizione che hanno sostenuto il recente successo regionale insieme al Movimento 5 Stelle.
A sfidare De Luca ci saranno altri tre candidati, tra cui Franco Massimo Lanocita, sostenuto da Movimento 5 Stelle e Alleanza Verdi e Sinistra, in un quadro che si preannuncia competitivo e politicamente significativo per gli equilibri locali e regionali.
A ridimensionare le tensioni è lo stesso Piero De Luca, che richiama la consuetudine salernitana di presentarsi alle amministrative con liste di programma. L’obiettivo, sottolinea, è proseguire nel solco di un’esperienza amministrativa che ha messo insieme anime diverse, da quella democratica a quella moderata e riformista, mantenendo un’identità civica più che partitica.
Sulla vicenda interviene anche Andrea Orlando, che invita a leggere la scelta come un elemento di continuità con il passato, richiamando il rispetto delle tradizioni politiche locali. Più diretto il commento del sindaco di Napoli Gaetano Manfredi, che liquida la questione con una battuta: se il simbolo non c’è, evidentemente non era necessario. Una decisione che, al di là delle dichiarazioni ufficiali, riflette le tensioni e le strategie interne al centrosinistra, in vista di un appuntamento elettorale che potrebbe ridefinire assetti e leadership sul territorio.





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