Avellino – Si avvicina uno snodo cruciale nella vicenda giudiziaria sul cosiddetto “Clan Partenio”. Domani, davanti alla quinta sezione della Corte di Cassazione, è in calendario l’udienza destinata a segnare un passaggio decisivo per uno dei procedimenti più rilevanti nella storia criminale recente del territorio irpino.
L’impianto accusatorio costruito dalla Direzione distrettuale antimafia ha finora retto a tutti i vagli giudiziari. Le tesi della procura sono state integralmente accolte sia dal Tribunale di Avellino in primo grado, sia dalla Corte d’Appello di Napoli, che il 17 giugno 2025 ha confermato le condanne.
Un’inchiesta fondata su intercettazioni e reati-spia
Cuore dell’indagine è un vasto corpus di intercettazioni telefoniche e ambientali, ritenute determinanti per delineare l’esistenza, in Irpinia, di un’associazione di stampo mafioso radicata sul territorio. Contestati, tra l’altro, ventuno episodi di usura, sette di estorsione e ulteriori reati connessi alle attività del gruppo.
Al vertice dell’organizzazione sarebbero stati individuati i fratelli Pasquale e Nicola Galdieri, condannati rispettivamente a 26 e 21 anni di reclusione. In vista del giudizio di legittimità, i due si sono affidati alla difesa del cassazionista Dario Vannetiello, professionista con oltre trent’anni di esperienza nei principali processi celebrati in Irpinia.
Tra questi, anche il procedimento che ha coinvolto l’ex sindaco di Avellino Gianluca Festa, caso rimasto agli atti per l’eccezionale esito in Cassazione, con due pronunce favorevoli ottenute nello stesso giorno, una delle quali attraverso un raro ricorso per saltum.







Sembra un passagio cruciale perchè la vicenda è lunga e complessa, molt intercettazoni e reati riportati ma i giudicii dovranno decidere con calma; i difensori e la procura faranno i lor argoment ma il verdetto nonsi puo prevedere ora.