Casoria, follia in famiglia per un caricabatterie: tre fratelli finiscono in manette

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Casoria – Dalle celle che si spalancano per un Gratta e Vinci rubato alle sirene della polizia riprodotte via bluetooth per farsi largo nel traffico. La cronaca quotidiana sembra ormai aver superato la fantasia, trasformando banali screzi in vicende da codice penale.

L’ultimo capitolo di questa antologia dell’assurdo arriva da Casoria, che dopo la violenta lite per il vino dell’ottobre 2024 (costata due arresti per tentato omicidio), torna a far parlare di sé per un episodio che ha dell’incredibile.

Il pretesto: un dispositivo rotto per dispetto

Tutto ha inizio in un normale pomeriggio di sole, quando una madre presta un caricabatterie a uno dei suoi figli. La richiesta di restituzione del dispositivo, però, innesca una reazione a catena sproporzionata: il sospetto che il cavetto potesse essere consegnato a un altro fratello, con cui i rapporti sono tesi, trasforma un oggetto da pochi euro in un casus belli.

Il figlio, in un raptus di rabbia, distrugge il caricabatterie e insegue la madre fin dentro l’abitazione. Lì, la violenza verbale diventa fisica: la donna viene strattonata mentre mobili e piccoli elettrodomestici — tra cui un microonde e una macchina del caffè — vengono ridotti in pezzi.

La guerriglia in via Martiri D’Otranto

L’allarme scatta quando gli altri due fratelli, informati dell’accaduto, raggiungono l’abitazione per affrontare il familiare. Quello che poteva rimanere un violento diverbio si trasforma rapidamente in una scena da guerriglia urbana.

All’arrivo dei Carabinieri della Sezione Radiomobile di Casoria, la scena in via Martiri D’Otranto è surreale: uno dei contendenti si è rifugiato su una tettoia e sta bersagliando gli altri due con il lancio di tegole, mentre in basso uno dei fratelli tenta di schivare i colpi impugnando un coltello.

Dal focolare domestico ai domiciliari

L’intervento tempestivo dei militari ha evitato che la situazione precipitasse ulteriormente in tragedia, mettendo fine al lancio di detriti e disarmando l’uomo col coltello. Per i tre fratelli, però, la giornata si è conclusa inevitabilmente in caserma.

Dopo le formalità di rito, sono stati tutti dichiarati in arresto e sottoposti ai regimi domiciliari, in attesa di rispondere davanti al giudice di una violenza nata, paradossalmente, dalla batteria scarica di un cellulare.

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Pubblicato da
Giuseppe Del Gaudio

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