Napoli – Una data per segnare l’inizio di un percorso necessario, tra il dolore della memoria e i tempi della giustizia. La prossima settimana si terrà il primo incontro ufficiale tra i legali dell’Azienda dei Colli e gli avvocati della famiglia di Domenico Caliendo.
Al centro del colloquio, l’avvio delle trattative per la richiesta di risarcimento stragiudiziale avanzata dai familiari del piccolo.
L’annuncio è arrivato direttamente dal direttore generale dell’Azienda, Anna Iervolino, a margine di un momento di forte commozione: la piantumazione di un ulivo nel prato dell’ospedale Monaldi, simbolo di vita e memoria dedicato proprio a Domenico.
La formalizzazione delle trattative
Il passaggio dall’intenzione agli atti formali è ormai compiuto. «Sono stata informata che la settimana prossima ci sarà un incontro che darà l’avvio alle trattative», ha dichiarato Iervolino. La direttrice ha espresso ottimismo sul dialogo tra le parti, sottolineando la volontà di procedere con sensibilità: «Sono certa che il confronto si svolgerà in maniera serena e, soprattutto, nel clima di reciproco rispetto».
Le procedure, ha specificato il vertice dell’azienda sanitaria, sono ora tracciate in modo definitivo: «Da questo momento in poi le trattative sono state formalizzate per iscritto».
Tempi, modi e responsabilità civile
L’Azienda dei Colli non si sottrae alle proprie responsabilità, definendo il perimetro d’azione entro cui si muoveranno i legali. «In ogni caso, che sia all’interno o al di fuori del processo, l’Azienda è responsabile civile ed è tenuta a un risarcimento», ha ammesso con chiarezza il direttore generale.
Tuttavia, la definizione dell’indennizzo non sarà immediata, dovendo seguire i rigidi binari della burocrazia e della giurisprudenza: «La misura, i tempi e i modi sono scanditi dalla legge, dai regolamenti e dai procedimenti amministrativi».
Il fronte penale: l’Azienda sarà parte civile
Se sul piano civile si cerca una conciliazione, su quello penale l’Azienda dei Colli intende tutelare la propria immagine e posizione istituzionale. Interpellata sulla strategia processuale, Iervolino ha confermato l’intenzione di intervenire nel dibattimento: «L’Azienda chiaramente si costituirà parte civile, ma lo farà quando inizierà il processo penale, seguendo le regole e i tempi previsti dalla procedura».







Da osservatore non ho una opinione netta perche le parti sembrano voler collaborare,pero il linguaggio usano troppe frasi ufficiali e poco concreto;ci vorrà del tempo e probabilmente altri incontri prima che si sappia con precisione come verra definito l’indennizzo,ma spero in una soluzione onesta.
Mi sembra la cosa giusta iniziare un dialogo ma resta tutto cosi incerto,la famiglia pretende giustizia e l’azienda dice che si costituira parte civile;ma poi i tempi burocratici,le norme e i passaggi legali rallenta e non si capisce quando verra fatta la riparazione o il risarcimento.