Un intervento straordinario per evitare il blocco della cardiochirurgia pediatrica all’ospedale Monaldi di Napoli. Dopo la vicenda che ha scosso l’opinione pubblica, legata alla morte del piccolo Domenico Caliendo in seguito a un trapianto effettuato con un cuore danneggiato, è stata attivata una convenzione con l’ospedale Bambin Gesù di Roma.
Grazie all’accordo, quattro specialisti della struttura romana sono stati distaccati stabilmente a Napoli per garantire la continuità delle attività. Si tratta di figure altamente qualificate: un cardiochirurgo, una cardioanestesista, un perfusionista e un ferrista, chiamati a operare in un contesto estremamente delicato.
A spiegare la portata dell’intervento è il direttore generale dell’Azienda dei Colli, Anna Iervolino. «Dal momento della convenzione con il Bambin Gesù, struttura di alta specializzazione che ci è venuta in aiuto, abbiamo qui stabilmente professionisti di altissimo livello» afferma, sottolineando la complessità del lavoro svolto.
«Qui non stiamo parlando di cose semplici, ma di interventi su neonati che pesano un chilo, con un cuore grande quanto il pugno di un bambino di un mese. Solo a professionisti con migliaia di interventi alle spalle possiamo affidare la vita dei nostri bambini». La convenzione non viene considerata una soluzione temporanea, ma un passaggio fondamentale anche per il futuro del reparto. «Non è solo una misura tampone, perché questi specialisti stanno contribuendo alla formazione dei giovani medici già in servizio» spiega Iervolino.
L’obiettivo resta chiaro: superare la fase critica e restituire piena autonomia alla struttura. «Ci auguriamo che questo affiancamento ci consenta di uscire da questo momento difficile. Nessuno dei nostri pazienti dovrebbe andare fuori». Una risposta immediata, dunque, per garantire sicurezza e continuità assistenziale, in un reparto dove ogni intervento rappresenta una sfida decisiva tra la vita e la morte.







Intervento importante,ma ancora pieno di questioni e complicazion! La situzion resta delikatA e non si sa bene quando ritornerà l’autonomia. I specìalisti da Roma son arrivati e paron bravì, però ci vorrà tempo per formar i giovani e per garantire sicurezza; sperammo che l’aiuto duri e funzioni senza mandàr i neonati fora. Nessuno vorrebe trasferimenti lunghì, ma ci vuol controll0 continuo.