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Trasformazione digitale nella manifattura tradizionale

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Come l’industria italiana delle scaffalature abbraccia robotica e intelligenza artificiale

Il settore manifatturiero italiano sta vivendo una fase di profonda trasformazione. Mentre il dibattito pubblico si concentra spesso sulle grandi imprese dell’automotive o dell’aerospazio, esiste un tessuto industriale meno visibile ma altrettanto vitale che sta riscrivendo le proprie regole produttive: quello della lavorazione dell’acciaio e dei sistemi di stoccaggio industriale. Tra le realtà più significative in questo ambito si distingue Mobilrot, azienda altoatesina con sede a Ora (BZ) che dal 1954 produce scaffalature metalliche, portapallet e sistemi di stoccaggio modulari per industria, logistica e commercio.

Come può un’azienda nata in pieno boom economico restare competitiva nell’era dell’Industria 4.0? La risposta sta nell’integrazione intelligente tra tradizione manifatturiera e tecnologie avanzate: saldatura robotizzata, programmazione IA per robot industriali e un approccio sistematico alla digitalizzazione dei processi produttivi.

Saldatura robotizzata: il cuore della produzione

Nello stabilimento di Ora, i robot industriali KUKA operano su linee di saldatura completamente automatizzate. La programmazione avviene in KRL (KUKA Robot Language), un linguaggio nativo che consente di definire traiettorie di saldatura complesse, gestire il movimento multiasse e ottimizzare i parametri di processo in tempo reale. Ogni montante, ogni traversina, ogni ripiano passa attraverso cicli di lavorazione calibrati al centesimo di millimetro.

L’adozione della robotica avanzata non è solo una questione di velocità produttiva. I sistemi robotizzati garantiscono una ripetibilità e una costanza qualitativa impossibili da ottenere con la sola lavorazione manuale. In un settore dove le tolleranze strutturali sono regolamentate da normative europee stringenti come la EN 15512 per le scaffalature statiche in acciaio, l’automazione diventa un requisito competitivo, non un lusso.
Il vantaggio competitivo della programmazione KRL risiede nella possibilità di creare routine parametrizzate e riutilizzabili. Quando un nuovo prodotto entra in gamma o un cliente richiede una configurazione personalizzata, i tecnici non devono riprogrammare l’intero ciclo da zero: intervengono sui parametri dimensionali e il robot adatta autonomamente le traiettorie di saldatura. Questo approccio riduce drasticamente i tempi di setup e consente una produzione flessibile anche su lotti di piccole dimensioni, un fattore decisivo per un’azienda che serve mercati diversi con esigenze specifiche.

Intelligenza artificiale applicata: dal controllo qualità alla manutenzione predittiva

L’integrazione dell’intelligenza artificiale nei processi manifatturieri rappresenta il passo successivo rispetto alla semplice automazione. Nel contesto della produzione di scaffalature metalliche, i sistemi AI vengono impiegati in diverse fasi: dal controllo qualità visivo automatizzato, capace di individuare difetti di saldatura o imperfezioni superficiali con una precisione superiore all’occhio umano, fino alla manutenzione predittiva degli impianti.

I modelli predittivi analizzano i dati raccolti dai sensori delle macchine per anticipare guasti e usure, riducendo i fermi produzione e ottimizzando la pianificazione della manutenzione. Si tratta di un cambiamento culturale, oltre che tecnologico: il dato diventa il linguaggio condiviso tra uomo e macchina, tra reparto produzione e management.

Tradizione manifatturiera e innovazione: un binomio italiano

Ciò che rende il caso Mobilrot particolarmente interessante è la capacità di coniugare oltre settant’anni di esperienza nella lavorazione dell’acciaio con le tecnologie più attuali. La produzione parte dalla materia prima – coils di acciaio DC01, DD11 e S235 JR – e attraversa fasi di profilatura a freddo, stampaggio, saldatura robotizzata e verniciatura a polveri epossidiche, il tutto gestito da processi sempre più digitalizzati.

Il risultato sono sistemi di scaffalature metalliche ad incastro che combinano flessibilità modulare e resistenza strutturale certificata. Ripiani regolabili ogni 25 mm, portate fino a 2.200 kg per campata e una gamma completa di configurazioni: dal magazzino industriale alla farmacia, dall’archivio comunale al negozio al dettaglio. Un sistema – denominato Procoss – pensato per adattarsi alle esigenze di oggi e crescere con quelle di domani.

Sostenibilità ed efficienza energetica: l’altra faccia dell’innovazione

La trasformazione digitale porta con sé anche benefici ambientali concreti. L’ottimizzazione dei processi tramite robotica e AI si traduce in una riduzione significativa degli scarti di lavorazione: la precisione dei tagli e delle saldature automatizzate minimizza lo spreco di materia prima, mentre la verniciatura a polveri epossidiche – priva di solventi – elimina le emissioni di composti organici volatili. Lo stabilimento di Ora è inoltre alimentato da energia verde certificata Alperia, a conferma di un impegno ambientale che attraversa l’intera catena produttiva

La digitalizzazione della filiera: e-commerce industriale e progettazione 3D

il reparto tecnico utilizza modellazione 2D e 3D per progettare impianti su misura, offrendo ai clienti una visualizzazione anticipata del progetto prima ancora che la prima lamiera venga tagliata. È un approccio che riduce errori, velocizza le decisioni e rafforza il rapporto di fiducia tra produttore e cliente.

Un modello per la manifattura italiana

In questo scenario, la formazione e l’investimento nel personale che attraverso formazione ha aquisito delle competenze interne, gioca un ruolo altrettanto cruciale quanto l’investimento in macchinari. Mobilrot ha scelto di sviluppare internamente le competenze di programmazione robotica e gestione dei sistemi digitali, evitando la dipendenza da consulenti esterni e costruendo un know-how proprietario che rappresenta oggi una delle principali barriere competitive dell’azienda. I tecnici che programmano i robot KUKA in KRL sono gli stessi che conoscono le proprietà meccaniche dell’acciaio e le esigenze applicative del cliente finale.

È questa convergenza tra sapere artigianale e competenza digitale a generare soluzioni che un puro integratore tecnologico non potrebbe replicare.
Un vantaggio difficile da imitare e impossibile da acquistare sul mercato.

L’esempio di Mobilrot dimostra che la trasformazione digitale non è appannaggio esclusivo dei grandi gruppi industriali. Anche le PMI del manifatturiero tradizionale possono – e devono – integrare robotica avanzata, intelligenza artificiale e strumenti digitali per restare competitive sui mercati europei e globali. Il Piano Nazionale Industria 4.0 e i successivi incentivi Transizione 4.0 hanno offerto alle imprese italiane gli strumenti fiscali per accelerare questi investimenti, ma è la visione imprenditoriale a fare la differenza tra chi adotta la tecnologia come mero adempimento e chi la trasforma in vantaggio strategico.

Il tessuto industriale italiano è fatto di aziende come questa: radicate nel territorio, forti di decenni di competenza tecnica, ma con lo sguardo rivolto al futuro. La sfida dell’Industria 4.0 non si vince sostituendo la tradizione, ma innervandola di tecnologia. E in una zona artigianale dell’Alto Adige, tra coils di acciaio e bracci robotici, quella sfida si trasforma ogni giorno in prodotto finito.

 


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